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Approfondimenti
Quando se ne va uno dei Grandi Celtics quello che resta è sempre un senso di incredulità. La domanda nasce spontanea: “Chi? Ma non era immortale” ? Lo abbiamo sperimentato con Auerbach e, più recentemente con Larry Siegfried, ed oggi la notizia della dipartita di Ed “Easy” Macauley non fa eccezione.
Per la storia di questo campione rimandiamo all’esaustiva biografia, ma allo stesso tempo è doveroso spendere qualche parola in più per ricordare l’unico Celtic ad aver vinto solo un titolo e non con i colori biancoverdi. Giocatore dell’Anno al college, sette partecipazioni alla partita delle stelle, fu l’MVP del primo All Star Game, tenutosi a Boston nel 1951. Macauley era un campione dallo smisurato talento, con un’ampia gamma di movimenti offensivi ed un discreto tiro piazzato. L’uso della mano destra e della sinistra indistintamente e una velocità inusuale per un atleta della sua altezza lo rendevano una costante minaccia anche in campo aperto. Il suo unico problema risiedeva nella struttura fisica longilinea che nelle battaglie d’area di quei tempi – dominate da centri lenti e potenti – lo sottoponeva a delle vere e proprie “punizioni” da parte di avversari che pesavano spesso una trentina di chili più di lui. Eppure riusciva a fornire un contributo tangibile in una squadra che tra le sapienti mani di Red Auerbach stava rapidamente guadagnando credibilità: 18,9 punti e 8,9 rimbalzi nelle oltre quattrocento gare in maglia Celtics.
Macauley non era solo un ottimo giocatore di basket, ma era anche un uomo con la U maiuscola: si dimostrò – nonostante fosse cresciuto nel poco conciliante Sud – sempre pronto ad aiutare i compagni di squadra dalla pelle d’ebano. I Chuck Cooper ed i Don Barksdale trovarono in lui un amico che se non era sempre in grado di risolvere i problemi legati alle umiliazioni della vita di ogni giorno, poteva almeno condividere la loro amarezza. Della caratura superiore del Macauley-uomo non esiste garante migliore di Walter Brown. Il proprietario dei Celtics da tutti riconosciuto come la quintessenza dell’onestà e della correttezza infatti lo considerava quasi un figlio. E quando per i Celtics si prospettò la possibilità di acquisire Bill Russell nel draft del 1956, Brown contattò il giocatore chiedendogli se preferisse restare a Boston: “Easy Ed” a causa di problemi personali preferì tornare nella sua St.Louis e per il Trifoglio si aprirono le porte della gloria. Anche quando terminò – peraltro abbastanza presto – la carriera NBA (immediato inserimento nella Hall of Fame nel 1960) Ed rimase sempre parte importante della famiglia Celtics, uno dei primi “numi tutelari” a dare vita alla bella tradizione che sovente trova i grandi del passato seduti in tribuna ad applaudire i loro successori.
Era soprannominato “Easy Ed” per un piccolo e gustoso incidente occorsogli quando frequentava St. Louis University (lo potete leggere nella biografia), ma il “nickname” gli rimase attaccato addosso anche perché con la palla in mano faceva sembrare tutto facile. Meno facile, adesso, è pensare che non c’è più: anche se alla nostra tristezza, oggi, fa da contraltare la felicità degli Dei del Basket mentre festeggiano l’ultimo arrivato.
Per ulteriori informazioni su Ed Macauley vi rimandiamo alla sua Biografia, all'interno del progetto della Storia dei Celtics





Commenti
Rip Easy Ed
Vorrei vederli ancora per molti anni, magari a un'altra cerimonia per il banner: devo forse riproporre il video?
grazie anche al suo talento (oltre che al genio di Auerbach e alla sua necessità di rientrare a St. Louis) fu possibile lo scambio che mutò per sempre la storia dei Celtics.
ci mancherai, Easy Ed.
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