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Approfondimenti
Abbiamo trascorso un'estate con due soli leitmotiv, il primo le firme di giocatori NBA in squadre in altri campionati "overseas", il secondo la percentuale di BRI (Basketball Related Income) da destinare ai giocatori, discutendo su cosa potesse rappresentare un punto in più o in meno a giocatori o a imprenditori milionari; fino a pochi giorni fa poco altro è emerso dai resoconti delle trattative, come se si fosse ad un mercato delle vacche in cui una parte offre il 47% e l'altra chiede il 53%; ma negli ultimi dieci giorni da quando si è assistito alla cancellazione delle prime due settimane di Regular Season, qualcosa è cambiato, si inizia a parlare di regole e non solo di percentuale; i portatori di altri interessi economici interessati dalla vicenda iniziano ad alzare la voce, grazie anche a tifosi eccellenti come il presidente Barak Obama, ma soprattutto aumenta il nervosismo delle parti che presentano al loro interno interessi estremamente variegati, ed il rischio che i fronti possano rompersi è sempre latente.
Ma andiamo con ordine.
Un po' di storia
Riassumendo, oggi si è usciti da un contratto che garantiva ai giocatori il 57% dei ricavi relativi al basket (BRI) conseguiti dalla totalità dei team; l'ammontare dei ricavi nell'ultima stagione è stato di circa 3.800 M$ e quindi l'ammontare destinato ai giocatori è stato di poco superiore ai 2.100 M$ pari a circa 70 milioni medi per ognuna delle 30 franchigie; vi sono state franchigie che hanno avuto salari inferiori a questa media e franchigie che l'hanno superata, le franchigie che l'hanno superata hanno dovuto sborsare a favore dell'NBA per la redistribuzione alle franchigie virtuose, un importo pari all'ammontare superato (Luxury Tax).
Questo è stato il sistema del "soft cap", cioè le franchigie potevano superare il CAP (calcolato sulla base del 51% del BRI) grazie a numerose eccezioni (MLE, LBE, ..., che rivedremo più avanti) ma se il superamento di tale soft cap superava il 57% del BRI, ciò comportava un costo; questo ha fatto si che parecchie franchigie abbiano offerto contratti ed affrontato trade che le hanno portate a sovraesporsi economicamente con risultati spesso letali per i propri bilanci ed anche per il livello tecnico della franchigia,rendendole spesso schiave di contratti azzardati o di infortuni imprevisti.
Il 30 giugno 2011 è scaduto l'accordo collettivo sui salari,il contratto che legava i proprietari (Owner) ed i giocatori (Player); questa ha rappresentato l'occasione per gli owner di piangere miseria, presentando conti estremamente negativi, per cui senza un grosso sacrificio da parte dei player il giocattolo avrebbe rischiato di rompersi.
E' indubbio che il sistema NBA, ha avuto dei risultati negativi negli ultimi anni, ma il livello di perdite è stato smentito dalle riclassificazioni effettuate da Forbes, che pur "certificando" un malessere generale, ha confutato l'entità delle perdite fornita dalla Lega; ciò ha creato la sensazione fra gli addetti ai lavori ed in particolare tra i player, che la battaglia sul nuovo contratto celasse più che la lotta per la sopravvivenza, la volontà della lega di aumentare la propria porzione di una torta che per una serie di motivi è destinata a crescere.
Si è discusso per mesi su una posizione ferma degli owner pronti ad offrire salari pari al 46% del BRI in un regime di Hard Cap, cioè nessuna eccezione è permessa e quindi il salario per franchigia non può superare il 46% del BRI, in termini di dati del 2010/11 stiamo parlando di una riduzione di circa 400 milioni del monte salari ed un CAP per franchigia di circa 58 milioni. Di fronte a questa situazione, i players si sono rifiutati di trattare e l'NBA ha dichiarato il "lock-out"; a nulla sono servite le varie analisi che hanno dimostrato che la situazione delle franchigie non è mediamente così drammatica come presentato, e non hanno avuto risposta le richieste dei player di una maggiore chiarezza sui conti delle 22 franchigie che hanno denunciato una perdita.
Un'estate di trattative ha portato a piccoli avvicinamenti, prima smontando in parte la logica del "Hard Cap" e poi avvicinando parzialmente le parti sulla percentuale da destinare ai salari; ma nonostante ciò non si è arrivati ad un accordo, le prime due settimane della Regular Season sono state cancellate e probabilmente altre verranno via via cancellate col rischio concreto che se non si trova un accordo entro fine anno, l'intera stagione salti.
Situazione attuale
Apparentemente si sta parlando di una differenza del 3% tra domanda ed offerta, un 3% che rappresenta circa 120 milioni di dollari all'anno, pari a 300.000 dollari medi per giocatore.
Detto che il contratto che si andrebbe a firmare avrà sicuramente una durata pluriennale, gli effetti cumulati per le due parti sono estremamente importanti; ad esempio il famoso 3% di differenza se proiettato su 10 anni ed ipotizzando non vi sia crescita dei ricavi rappresenta 1.200 M$; ma proprio qui sta il punto, i ricavi sono previsti in forte crescita; Forbes stimava per il 2012/13 una BRI a 4.300 M$ (+13% rispetto alla stagione scorsa) e l'accelerazione sarebbe proseguita negli anni successivi, grazie alla costante internazionalizzazione del prodotto ed alla televisione "domestica" la League Pass, che permette all'NBA di avere il controllo dei diritti televisivi ed una maggiore forza contrattuale con i vari network; insomma, nelle previsioni il BRI è destinato ad impennarsi.
Se la stagione dovesse saltare, gli Owner dovrebbero rinunciare ai ricavi, ma dal punto di vista economico l'effettiva perdita sarà rappresentata dai costi fissi di gestione rappresentati principalmente dal personale (esclusi i giocatori), dai costi di struttura, da interessi e ammortamenti, dai contratti di affitto in corso etc ... queste voci sono stimate in circa 600 milioni di dollari, che al netto delle perdite di 180 milioni (che ci sarebbero state comunque) vorrebbe dire che la perdita marginale per il sistema NBA in caso di stagione persa sarebbe di 420 milioni di dollari; ma attenzione, stiamo parlando di un risultato complessivo per la lega, le perdite più grosse le soffriranno le franchigie più ricche che rinunceranno a ricavi importanti e per le quali il monte salari rappresenta una percentuale compresa tra il 30% ed il 40% dei ricavi (CHI, NYK, LAL, MIA e gli stessi Celtics), al contrario le franchigie più deboli e con un monte salari intorno al 70% dei ricavi (CHA, NOH, SAC, ...) marginalmente beneficeranno del protrarsi del lockout.
Quindi sulla base dei freddi numeri gli Owner possono pensare di recuperare in fretta le perdite di un lockout se riuscissero ad ottenere condizioni inferiori al 50%. Ma non tutti gli owner possono trovarsi nella stessa condizione vista la sproporzione di ricavi ed inoltre bisogna anche considerare gli effetti di un calo di interesse per i prodotto NBA a seguito del lockout, che potrebbe deprimere in misura sostanziale i ricavi del sistema.
Per i giocatori invece il conto è più facile, se la stagione salta, rinunciano a oltre 2M$, cifra ben superiore a quella degli owner e molto più pesante alla luce del fatto che la carriera media di un giocatore è di circa 12/14 anni.Se traduciamo il conto in settimane di lockout, i proprietari perdono circa 15 M$ a settimana cancellata, i giocatori 70 M$, in soldoni i giocatori con le due settimane cancellate hanno già abbondantemente perso per quest'anno il 3% oggetto del contendere.
Già nelle ultime settimane si sono visti diversi distinguo tra i giocatori e soprattutto tra gli agenti degli stessi, preoccupati anch'essi, visto che guadagnano percentuali dei salari degli assistiti e sui nuovi contratti firmati; diverse pellicole hanno presentato l'invadenza nel contesto famigliare degli agenti, ed immaginare che qualche agente lavori più o meno sotterraneamente per rompere il fronte non è un esercizio di fantasia così difficile, e l'iniziativa volta alla decertificazione del sindacato minacciata qualche settimana fa lo dimostrerebbe.
Vediamo spesso i big in prima linea a difendere in primis una percentuale non inferiore al 53%, è buon cuore verso i colleghi meno ricchi o non sarà forse un interesse personale? Perché Kobe Bryant si dimostra così inflessibile sul non voler scendere sotto il 53%?
Io, malfidente, opterei per l'interesse personale; è importante ricordare che la sommatoria dei salari di tutta l'NBA non può superare la percentuale concordata del BRI, per cui i contratti firmati presentano dei salari "nominali" che vanno poi rettificati in relazione all'andamento dei ricavi globali. Lo scorso anno ad esempio la sommatoria dei salari contrattuali è stata inferiore al 57% del BRI e quindi a fine anno vi è stata una piccola integrazione dei salari a favore di tutti i giocatori, ma se il cap fosse stato al 50% sarebbe avvenuto esattamente il contrario, i giocatori avrebbero dovuto restituire circa 150 M$ agli owner; quindi nel caso in cui si arrivi a concordare una percentuale assai più bassa dell'attuale, se non vi è una forte crescita dei ricavi o norme transitorie, il rischio che un contratto nominale da 10 M$/anno possa in realtà tradursi in un salario di molto inferiore è assai alto, per cui si può comprendere perché, soprattutto i big si arrocchino su un CAP al 53%.
Inoltre il sistema prima di avere salari mediamente più bassi impiegherà qualche anno, basti considerare che i soli contratti in essere per la stagione 2011/12, che coprono solamente meno di tre quarti dei giocatori necessari per affrontarla, sommano oltre 1.600 M$; a questi vanno aggiunti i contratti dei rookie provenienti dal draft dello scorso giugno (circa 60 M$) e soprattutto i contratti dei free-agent (un centinaio tra cui nomi e quindi salari estremamente importanti); pensare di raggiungere un monte salari di oltre 2.100 milioni è naturale, e per evitare di vedersi decurtata una parte del salario con un cap al 50% bisogna immaginare un monte ricavi ben oltre 4.200 M$ cioè ben oltre il 10% in più dell'anno precedente. Forse alla luce di questo rischio, la lotta dei più ricchi non è finalizzata al solo scopo filantropico del beneficio dei più "poveri". In effetti, tornando al caso Bryant, un Cap al 50% senza una crescita dei ricavi porterebbe ad una decurtazione di ben 3 dei 25 Milioni che si dovrebbe portare a casa.
Questo punto potrebbe essere regolato da norme transitorie, ma gli owner le discuteranno solo quando vi sarà un accordo di fondo sulle regole generali; e questo fa pensare che il vero motivo per cui numerosi giocatori partecipino alle trattative sia quello di controllare che le soluzioni proposte dal proprio sindacato non siano in contrasto con i loro interessi personali.
Stretta attualità
Nell'ultima settimana la trattativa ha seguito una logica diversa dal tormentone estivo della percentuale; sembrerebbe che si stia procedendo ad analizzare analiticamente tutte le eccezioni e le regole contrattuali prima di arrivare a definire una percentuale; questo potrebbe facilitare l'intesa sulla percentuale in quanto sgombrerebbe il campo per i giocatori dal rischio di un Hard Cap.
La scorsa settimana si è discusso per ore arrivando a definire la durata massima dei contratti, fissandola in 4 anni contro i 5 di prima (un anno in più per i giocatori rinnovati grazie a Bird Right). Inoltre si sarebbe in dirittura d'arrivo per la definizione della Mid Level Exception (MLE) che dovrebbe essere più bassa (<5M$) e più breve (3 anni) della precedente.
Altri punti in discussione sono la Larry Bird Exception sulla quale si va verso un'impossibilità di effettuare trade nei 2 anni successivi, l'abolizione delle Sign & Trade, gli incrementi annui massimi contrattuali con norme più restrittive, ma che mantengano ancora una certa flessibilità. (crescita annua inferiore al 10%). Poi vi è il numero di giocatori a roster, che voci vorrebbero ridotto a 12 dai 15 attuali; difficile però credere ad una riduzione di 90 giocatori, ad un taglio del 20%.
Infine vi è la Luxury Tax: considerando che le eccezioni permetteranno ad alcune franchigie di sforare il Cap e visto che le franchigie più ricche non sembra vogliano prendere in considerazione un sistema di sussidiarietà a favore delle franchigie più povere, verrebbe mantenuta la Luxury Tax, incrementandola rispetto all'attuale; oggi per ogni dollaro di sforamento rispetto al Cap le franchigie devono corrispondere alla lega un dollaro; si parla di un raddoppio medio della tassa con una previsione di scaglioni per cui oltre certi limiti la tassa potrebbe arrivare a 3/4 dollari ogni dollaro di sforamento.
I giocatori non sono attratti da una Luxury Tax così pesante perché viene considerata come una rigidità e quindi come un sotterfugio per reintrodurre la logica dell'Hard Cap; in realtà è assai probabile che alcune franchigie che possono contare su introiti notevoli come Knicks o LAL possono permettersi di sforare e pagare milioni di luxury tax senza risentirne, anzi, potendo contare su squadre migliori (e squilibrate rispetto alla concorrenza), possono pensare di aumentare i ricavi ed il merchandising in modo da coprire ampiamente gli eventuali costi per salari eccessivi e luxury tax.
Altra questione sul tavolo, come si è detto, è come gestire la transizione da un regime all'altro; varie ipotesi sono state fatte, una prima molto semplice è quella di considerare i contratti in corso al fine di calcolare il CAP riproporzionandoli tra la nuova percentuale e la vecchia (ad esempio se la percentuale sarà del 50% un contratto di 10 M$ sarà calcolato per 50/57 ai fini della determinazione del Cap e cioè 8.8 M$); questa soluzione non sembra essere di gradimento delle parti e si fa sempre più insistente invece l'ipotesi di inserimento della Amnesty Clause, e cioè la possibilità di liberarsi di un contratto di un giocatore pagandogli interamente il suo contratto residuo con l'ulteriore beneficio per quest'ultimo di diventare Free Agent e poter quindi rifirmare con chi vuole.
Ma accanto a queste questioni di primaria importanza, per spiegare la complessità di un accordo come quello che si cerca di raggiungere, segnalerei uno per tutti il caso Toronto; in Canada le imposte sono più alte che negli Stati Uniti, dove peraltro da Stato a Stato vi può essere una notevole differenza. I giocatori che per trade e non per scelta finiscono a Toronto mantengono il loro salario lordo contrattuale in dollari americani, ma il salario netto si riduce in misura considerevole per effetto delle maggiori tasse canadesi; ecco, per comprendere quanto è complicata la trattativa, basta pensare che anche come gestire una trade con destinazione Toronto, è uno dei punti in discussione.
Possibili Scenari
Quindi sintetizzando, un monte salari compreso tra il 50% ed il 53% del BRI (personalmente non mi discosterei da 50%), con alcune eccezioni che permettano la firma dei free agent (MLE) e dei giocatori franchigia (LBE) permettendo una certa flessibilità al Cap e con alcune norme transitorie, un contratto con validità 10 anni ed una finestra per la revisione di clausole specifiche dopo 6, sembrerebbe la soluzione più realizzabile e probabile, ma questo solo se si arriva a trovare un punto di accordo rapidamente, riducendo al minimo le settimane cancellate.
Se ciò non avvenisse gli scenari possibili sono :
Progressiva cancellazione della stagione, con effetti tangibili per buona parte dei giocatori, il cui fronte potrebbe spaccarsi; Stern e soci, potrebbero in questo caso essere pronti ad alzare la posta, con richieste sempre più penalizzanti per i giocatori per arrivare ad un cap inferiore al 50% e quanto più possibile "Hard"; se i giocatori non cedono salta completamente la stagione. Probabilmente si affronteranno nuove trattive con nuovi attori per arrivare ad un accordo per la stagione 2012/13.
Altra possibilità è la decertificazione dell'NPBA, per opera di oltre un terzo dei giocatori, spaccatura totale; stagione che salta e nuovi attori per firmare il contratto valido dal 2012.
Più passa il tempo più si tratterà di una guerra impari, una guerra che dal punto di vista economico non peserà molto su imprenditori ed investitori che potrebbero perdere 500/600 milioni di dollari oltre a quelli che perdono normalmente, mentre peserà parecchio sui giocatori che con il lockout rinunciano ad oltre 2.000 milioni di salari, ammontare ingente considerando anche che hanno una carriera di soli 12/14 anni nella migliore delle ipotesi. Hunter ha dovuto incontrare venerdì scorso i player per cercare di mantenere il gruppo compatto, ma d'ora in poi sarà sempre più difficile.
Ma la conseguenza più grave è la perdita di visibilità dell'NBA, il rischio che l'interesse degli spettatori vada verso altri "prodotti" e che anziché ottenere la prevista crescita di ricavi, e quindi anche di salari, si affronti un calo con enormi difficoltà di recupero; già in giugno l'NBA ha licenziato oltre 100 addetti, il 10% della forza lavoro, la previsione di una fase recessiva era forse già scritta.
Nelle ultime ore vi è però un'opportunità inaspettata, visti gli interessi economici in gioco extra-disputa (esercizi commerciali, trasporti, alberghi, ristoranti, personale a gettone, ... ) Obama, come già avvenuto per il lock-out NFL, ha incaricato il mediatore George Cohen, di cercare di aiutare le parti a trovare un punto di incontro; questa figura, pur non avendo autorità specifica, può effettivamente essere utile alla definizione della contesa, potendo aiutare a far digerire alle frange più estremiste dei due schieramenti soluzioni di compromesso; puntando da un lato sugli interessi "lobbystici" e politici degli owner, e dall'altro sulle perdite ingenti che il protrarsi del lockout può generare ai player.
Incoraggiano parzialmente all'ottimismo anche le dichiarazioni di Billy Hunter, secondo il quale l'accordo che si stava discutendo nell'ultima riunione è accettabile, venerdì in vista della prossima riunione ha incontrato i giocatori; poi però contemporaneamente dichiara che Stern non ha negoziato in buona fede, che Cohen può aiutare solo a far ragionare le parti su una "via di mezzo" e che alcune franchigie come Sacramento potrebbero "saltare" se il lockout si protrae; allo stesso tempo lo stesso David Stern lancia una previsione che sembra più un anatema per cui se martedì non si arriva ad un punto di incontro la stagione dovrà essere cancellata almeno fino a Natale; la riunione di martedì dopo una pausa di una settimana con l'incarico al mediatore federale Cohen e le riunioni "private" all'interno delle parti, potrebbe essere decisiva, ma ... ma lo stiamo dicendo da settimane che la prossima sarà la riunione decisiva.
Vedremo ancora tanti balletti? o siamo arrivati al punto di svolta?
Noi appassionati inermi ci speriamo e siamo abbastanza stufi di vedere incontri in cui i giocatori anziché indossare canotta e scarpette, indossano abiti da sfilata per affrontare discussioni contrattuali; preferiamo vedere i loro tatuaggi piuttosto che vederli addobbati con gioielli e gingilli alla conferenza stampa post-riunione, ed almeno io preferisco vederli negli USA, ad affrontare il loro campionato piuttosto che con contratti a gettone nelle prime fasi dei campionati europei, trasformati in interessantissime esibizioni, che possono far molto parlare a livello mediatico ma poco hanno di senso sportivo.





Commenti
Prima di tutto, entrambe le parti non sono state finora in grado di arrivare a quell'accordo che è così poco distante, perchè è il famoso 3% del BRI il punto fondamentale dopo il quale tutto il resto conta relativamente.
E poichè entrambe le parti falliscono, i loro esponenti di spicco , Stern e Hunter, falliscono: il primo perchè negli anni è riuscito poco a controllare le smanie spenderecce di alcuni proprietari che hanno firmato contratti ridicoli (i 23 milioni per il prossimo anno di Lewis come li vedete?) e che non è riuscito a inventarsi qualcosa di utile a superare una differenza di pochi milioni con quanto chiesto dai giocatori; il secondo che lascia molti dubbi sul fatto che ormai voglia solo giustificare la sua presidenza dell'associazione giocatori e il suo compenso da, pare, 2,5 milioni l'anno.
Anche i proprietari hanno tante, tante colpe: per gestioni spesso scadenti e con l'aggravante di essere uomini d'affari spesso navigati, per contratti a volte oltraggiosi e per l'impressione di volersi approfittare della situazione .
Ma i giocatori non scherzano neanche: ho già scritto di come siano pagate poco le vere superstar rispetto ai giocatori di medio valore, oltretutto mal consigliati da agenti che in fondo si preoccupano solo delle loro provvigioni.
Come uscirne? Un bel voto segreto tra i giocatori, gestito magari dal famoso mediatore e un'altro dello stesso argomento tra i proprietari potrebbe forse chiarire se la famosa divisione al 50% interessa davvero la maggioranza di ognuno dei due schieramenti e, a quel punto, arrivare a superare possibili interessi di pochi a danno dei tanti.
Sul lockout io sono estremamente pessimista per tanti motivi che andrò sotto ad elencare, anche se sinceramente comincio ad avere il sospetto che sia Owner sia Giocatori ci abbiano raccontato un mare di frottole sul vero stato attuale delle trattative, ormai è una consuetudine che una dichiarazione viene smentita da quella seguente, come si parla di timidi passi avanti, viene fuori che una delle due parti butta li una proposta totalmente inaccettabile dalla controparte, quindi almeno il dubbio che ai microfoni ci raccontino un mare di panzane c’è. Detto questo in base a quanto ci hanno raccontato rimango molto pessimista per i seguenti motivi :
- Il primo è che sostanzialmente allo stato attuale delle cose siamo quasi allo stesso punto di maggio giugno, mi pare che sappiamo tutti che l’eventuale punto di incontro è al 50% del BRI ma i giocatori non vorranno contratti non garantiti e salary cap hard o luxury tax esorbitanti che di fatto renderebbero hard anche un eventuale salary cap con qualche eccezione. Ad oggi i giocatori dicono di non voler scendere sotto il 53% e gli Owner si dicono disposti a cedere al 50% ma con salary cap hard e rinegoziazione dei contratti in essere.
- Il secondo è che ormai più che una diatriba tra Owner e player mi pare stia diventando una guerra personale tra Stern e Hunter, due signori lautamente pagati, di sicuro uno dei due ci rimette il posto, e in caso di accordo “ragionevole” potrebbero rimettercelo entrambi, i top player spalleggiano Hunter a non cedere, Stern è sostenuto dai piccoli owner, ma gli Owner dei grandi mercati (Boston, Houston, Lakers e NY), spingono la posizione di Silver anche per una successione a breve. Per come sta la discussione secondo Stern e Hunter oltre a vincere per la propria parte dovranno vincere soprattutto per se stessi.
- Dall’ultimo incontro (quello della cancellazione delle prime due settimane di RS) ad oggi non vedo cosa possa essere cambiato, anzi paradossalmente le posizioni potrebbero essersi ulteriormente irrigidite, consideriamo che i top player hanno scatenato una onda mediatica sui social network invitando tutti a resistere (sempre sopra il 53% di BRI) non credo che dopo due settimane accettino tutto rimettendoci la faccia, e i proprietari dal canto loro ragionano dicendo che i giocatori in due mesi di inattività ci rimettono quanto ci rimetterebbero in 6 anni accettando ora l’accordo proposto dagli owner, quindi a loro va benissimo perdere mesi di gare.
- Mi sembra che entrambe le parti sia player che owner, se ne strabattano i coglioni dell’eventuale perdita di colpi dell’NBA, l’NHL è uscita distrutta da un anno di fermo, e ancora oggi a 6 anni di distanza ne risentono di brutto, in NBA mi sembra ci sia la presunzione che come si metteranno d’accordo tutti i tifosi torneranno all’Ovile in un amen, potrebbe essere così, ma un 5% di nausetai che si orienta su altri Sport sarebbe un danno incalcolabile, e qui ripeto entrambe le parti peccano di presunzione, cosa che ad esempio nell’ NFL non anno fatto facendo un accordo per salvare capra e cavoli all’ultimo tuffo.
L’unica via d’uscita che intravedo è una grossa frazione di entrambe le parti, le crepe ci sono, è ovvio che se all’owner di Charlotte, o di Detroit o di Memphis un anno di Stop fa quasi piacere, in altre piazze si parla di danni economici intorno ai 2M$ a partita, diciamo che con un mese di stop ci rimetterebbero quanto pagare un giocatore al massimo salariale, quindi sicuramente gli Owner sono divisi, e non mi stupirei se quelli dei grossi mercati (in minoranza) avessero già dato ultimatum. I giocatori sono ancora più divisi, da una parte i free Agent che avendo capito che l’Europa è difficilmente esplorabile sia per un discorso di assicurazioni sia perchè ci si espone a figurette clamorose che poi potrebbero pesare quando si va a firmare un nuovo contratto, poi ci sono i top player che puntano ovviamente al boccone grosso e poi ci sono gli altri che invece vorrebbero giocare a breve senza però rimetterci troppo in ottica futura.
Detto tutto ciò il sottoscritto è ormai nauseato di doversi interessare di come miliardari d’oltreoceano stiano a discutere sul come dividersi la torta, e forse è la volta buona che mi godrà appieno lo spettacolo dell’NCAA !
Speriamo in questo mediatore nominato da Obama George Cohen il cui curriculum è di tutto rispetto :
sheridanhoops.com/2011/10/17/meet-the-nbas-possible-savior-george-cohen/
un 86% di successo sulle cause mediate è veramente tanto.
Sì, però mi auguro che in quel 14% di insuccessi non ci siano tutte quelle con valori elevati.... insomma, sarebbe come segnare l'86% ai liberi e sbagliare sempre tutti quelli tirati nell'ultimo minuto di gioco!
Battute a parte, il mediatore mi pare l'unico aspetto positivo della situazione perchè potrebbe capire la reale volontà delle parti o costringere le parti stesse a prendere una posizione, facendo venire fuori le eventuali fratture.
potrebbero fare così anche in nba no?
Ora che la finiscano con 'sto lock out del tubo e ci regalino un po' di basket (la faccio semplice io...
bravo
quanto a me... bah ieri sono andato al Pala a vedere la Trenk... ben magra consolazione per l'assenza della nba... così come credo che sarà per la ncaa... ahhhh mi toccherà darmi all'Hard...
l'importante è che il lock out finisca presto e torniamo a commentare le partite
OT: udite udite signori e signori! Sabatini per portare il Bryant in Italia si sta inventando la "KOBE CUP"!
L'ultima idea è quella di organizzare una specie di torneo itinerante che tocchi Bologna, Milano e Roma, in ogni tappa almeno 3 squadre che si sfidano in gare da 24 minuti (due tempi da 12') e al vincente andrebbe la prestigiosa Kobe Cup! Ps Per vendere i diritti televisivi anche all'estero è gradita la partecipazione di una squadra straniera (sembra che il Barcellona però abbia risposto con una grossa risata).
Ora ditemi che questa pagliacciata farebbe bene al movimento cestistico italiano...
Se non si risolve con Cohen, che è sicuramente la persona giusta, ho paura che non se ne farà nulla per un bel po' ... sperare non costa nulla, i fronti più oltranzisti oggi sono i grandi giocatori (con KG, Pierce e Bryant in prima linea) e le piccole franchigie; Speriamo l'influenza "federale" e gli argomenti che il mediatore potrà portare facciano il miracolo, ma con le premesse che ci sono servirebbe proprio un miracolo.
A proposito di KG e del suo oltranzismo ....
http://basketball.realgm.com/wiretap/216060/NBA_Official_Progress_Was_Being_Made_Until_Garnett_Entered_Room
Beh, Giancleto, con due nani e due ballerine secondo me il movimento cestistico italiano potrebbe trarre ancor più giovamento...guarda, ci metto anche la donna barbuta e le pulci ammaestrate...
PS: Il Barcellona ha risposto picche? I soliti superficiali 'sti spagnoli, non capiscono l'importanza di vincere una Kobe Cup!!!...ma daltronde son catalani e quindi del movimento cestistico spagnolo non glie ne frega un tubo
Mi unisco ai complimenti a Greenpride, grazie al quale ho fatto un po' di ordine nei miei due neuroni e ho capito qualcosa in più.
Di fatto, IMHO, più che i soldi, il potere o questo e quest'altro entrambe le fazioni stanno tentando di arrivare a quella "posizione di rendita" che potrebbe loro garantire il prossimo contratto collettivo.
E si è visto, a livello mondiale, un atteggiamento del genere dove ha portato
Intanto gli Shangai Sharks attraverso il loro presidente Yao Ming avrebbero preso contatti sia con Seb Telfair sia con Delonte West. Non so se vuole replicare i Celtics 06/07 ...
Perchè, Delonte ha finito di scontare gli arresti domiciliari che gli permettevano solo di giocare le partite e andare agli allenamenti?
Ma il povero Delonte non può espatriare, come farà? si imbarcherà su un cargo battente bandiera liberiana??
Speriamo stanotte si mettano d'accordo, non vorrei che all'amico Giancleto non restasse altro che "godersi" mr. Pallarimbalzo
delle altre squadre, il nulla... o meglio... c'era un Lavezzi...
AHHHHHHHHHHH un'incubo vero e proprio
Mi sembrava strano che il buon Toti non avessa ancora colto la palla al balzo (per rimanere in tema) per farne una delle sue. Certo la Virtus Roma sta talmente messa male lì sotto (Crosariol centro titolare e non aggiungo altro) che andava benissimo anche Amir Johnson.
Comunque preferisco vedere i Celtics al computer alle 2 di notte piuttosto che Bargnani dal vivo al Palazzetto.
- Pau Gasol intervistato da un giornale francese parla della differenza tra il basket europeo e l'nba: “I prefer the European game to the NBA because basketball is a team sport and more beautiful to watch when the players pass the ball or when the ball movement to create shooting situations.”
Che cosa avrà voluto dire???
Si, in effetti il mandato di Cohen è legato alla tutela degli interessi economici che dipendono dalla trattiva ma non partecipano.
Ci sono 3 cose estremamente positive, la durata (16 ore) la ripresa dopo qualche ora di sonno (alle 10) e soprattutto, nessuna blaterata delle parti all'uscita ... ribadisco che se non riesce questo tentativo la risolveranno altri attori, dopo aver lasciato sul campo morti e feriti
Ogni riferimento al suo compagno con il numero 24 è puramente casuale.
Io rifiuterei il contratto... anche perchè se il gioco è un minimo reale, del joypad a quel punto ti serve solo la levetta del movimento... a tirare ci pensa il pupazzetto di Bryant.
Perfettamente daccordo , poche parole (nessuna) e 16 ore di incontro sono dei buoni segnali ..... continuo a sperare
speriamo che si accordino non troppo presto...
Speriamo che con questo incontro fiume si sia fatto qualche passo avanti, perchè io sono già in crisi d'astinenza e quando resto troppo tempo senza basket divento intrattabile
Citazione:
twitter.com/#!/KBergCBS
Speriamo che questo rumor dei proprietari da una parte e l'annuncio di un World Tour delle stelle NBA dall'altra non siano altro che elementi di pressione per far capire che tutti possono resistere (mentre in realtà hanno solo da perdere ...
Passando dal serio al faceto, questo i migliori Twitter per spiegare il prolungarsi delle riunioni :
Citazione:
Quella di LeBron che vuol far abolire il quarto periodo non è malaccio
Continuano a non rilasciare dichiarazioni. OTTIMO!!
Si incontrano per la terza volta consecutiva oggi alle 2PM ET.
Ci si sta avvicinando sul 50/50 e si discute molto sulle eccezioni e sulla luxury tax (i giocatori ribadiscono che una LT troppo alta di fatto trasforma il Cap in Hard (per la gioa di Zio Trifoglio
Sarà ancora lunga ed i balletti di rumors (vedi commento 35) continuo a vederli come messaggi trasversali.
Ci sarà ancora da soffrire, ma qualche possibilità concreta c'è!!!
Ma non stai in riunione 16 ore se non vuoi arrivare a qualche risultato!
Ma non diciamolo troppo forte, porta male!
http://eye-on-basketball.blogs.cbssports.com/mcc/blogs/entry/22748484/32706667?ttag=gen10_on_all_fb_na_txt_0001&utm_source=bleacherreport.com&utm_medium=referral
Intanto il magnate Calvin Darden avrebbe già messo a punto un tour mondiale cone tutte le principali stelle NBA (tranne dwight Howard), sono già pronte 6 gare da qui a metà novembre in Arene enormi extra USA con tanto di diritti TV già delineati. Non ci sarà l'Italia, per ora sono previste due gare a Londra alla 02 Arena. Ci saranno Rondo, Pierce e KG, mentre Ray Allen sembra rimanga a casa ad allenarsi per conto suo.
Questi i principali nomi :
LeBron James, Dwyane Wade, Derrick Rose, Carmelo Anthony, Chris Paul, Amare Stoudemire, Chris Bosh, Rajon Rondo, Tyson Chandler, Russell Westbrook, Carlos Boozer, Paul Pierce, Kevin Love, Kevin Garnett e Kevin Durant.
Insomma sarebbe una specie di giro degli Harlem senza le divise a stelle e striscie?
Motivo di più per sperare che risolvano il lock out, rischiamo pure che i nostri si facciano male!
Citazione:
Sarebbe terribile per i nostri vecchietti, a meno che non venga deciso in partenza che non giocheranno tutti i BtB.
orrore orrorissimo orrendo!
forza ragazzi litigare! KG fatti Camusso e tira ben per le lunghe sta trattativa!
a noi serve una stagione che cominci da febbraio e che arrivi al massimo a 30/40 partite + i PO
La Amnesty Clause potrebbe essere estremamente importante per franchigie come Miami o Lakers, parrebbe l'unico sistema per rimanere sotto il Cap e quindi tagli a go go con esborsi importanti e , dai rumors, ancora il 25% del salario sul groppone (sul Cap); quindi un gran numero di FA a spasso e combinata con la MLE a 5 M$ con aumenti annuali può portare a sconvolgimenti importanti in sede di "mercato" (scusate non mi viene una definizione migliore); interessante anche la proposta degli owner di premiare i rookie che dimostrano da subito di essere grandi (allstar, MVP, ...).
FORSE CI SIAMO!!!!! .... speriamo che Stern stia a letto ancora un po'
PS: ne approfitto per ringraziare Leonardo Ancilli (ma anche altri come greenpride) che ci tiene sempre informati sulle ultime news del lockout (ma su tutto in generale) rendendo questo sito un punto di riferimento totale .... rinnovo un'immenso grazie a tutti quelli che lavorano per noi su IAAC .... GRAZIE !!!
Ma alcune dichiarazioni di Hunter e Fisher in particolare inducono a pensare che si sta lavorando ancora sulle clausole generali prima di affrontare la discussione sulla divisione dei ricavi; gli owner hanno rilanciato con il solito prendere o lasciare il 50/50 e questo ha indispettito i giocatori, che hanno ribadito che senza accordo soft sul resto un 50& non è accettabile (che vuol anche dire siete dei bugiardi schifosi in mala fede, ma ... mettiamoci d'accordo sul resto e poi sarà fattibile).
Nessuna partita è stata ulteriormente cancellata.
A naso mi sembra più una pausa di riflessione piuttosto che una rottura.
a breve ci sarà articolo
Scusa Roberto, continua a leggere IAAC e magari anche il precedente post, su questi temi è più aggiornato (ed affidabile) della Gazzetta ...
Mea Culpa,
devo dire che per una volta la Gazzetta è stata sul pezzo; una rondine non fa primavera ma per una volta l'informazione è stata precisa e puntuale, e soprattutto non ha ridotto tutto il mondo del basket a kobe o james, o a frasi del cavolo tipo " ... nonostante (o grazie) ai 35 punti di caio ... " come fa di solito (complimeenti all'inviato a NY che ha scritto l'articolo, perchè non "inviate" anche me????
Ciò non modifica comunque la mia convinzione che "mediamente" su questo sito, sull'argomento lockout e non solo, vi sia da mesi un informazione più completa, puntuale e oserei dire competente.
Scusa Roberto,
mi sono già cosparso il capo di cenere ...
Ho scritto il post sulla "sfiducia" ...mentre stavo scrivendo l'aggiornamento sulle news ...
sarebbe per me una bella notizia se la Gazzetta continuasse su questo livello gli articoli sull'NBA anzichè lo standard abituale, alimentando una visione del gioco poco vicina allo spirito celtico
Da manuale dell'informazione a "pene di segugio"
Si però come direbbe mia suocera "l'ha detto televideo ..." , per cui probabilmente non abbiamo capito nulla.
A me quello che non piace della categoria dei giornalisti è che hanno un potere pazzesco decidendo cosa è importante e come dare l'informazione, spesso e volentieri sbagliano ma il tutto avviene in un sistema in cui vi è una difesa della corporazione oltre ogni limite di decenza, che fa si che fra loro si accreditino tutti anche se incapaci, ovviamente come in tutte le categorie ci sono di fantastici, di buoni, di mediocri e di scarsi; non può essere legge qualsiasi cosa dicano e ogni tanto un po' di autocritica non farebbe male.
O.T. che non c'entra niente, parere personalissimo, ma dopo l'assist di Angelo e reduce dall'aver letto alcuni articoli di fatti che conoscevo bene in cui i giornalisti di turno hanno dimostrato la loro totale incompetenza, ne ho approfittato per lo sfogo.
Magari sei ingeneroso con la categoria (peraltro quella cui si riferisce la famosa frase "se non facessi il giornalista dovrei andare a lavorare" ... ) e su televideo scrive solo qualche parente di Bagatta, il che spiegherebbe tutto!
Per dovere di cronaca dobbiamo riportare l'ennesima puntata del "fantastico mondo della virtus roma"! Era tutto falso, nessuno aveva mai parlato nè con Bargnani nè con il suo staff (dichiarazione odierna di Noel Biderman, che doveva finanziare l'operazione) e Toti ha rifiutato la sponsorizzazione da 6 mln degli americani perché non vuole fare un dispetto alla chiesa e vuole rimanere fedele ai suoi valori. Certo per uno che fino all'altro ieri portava sul nome la prima industria di scommesse in Italia e giocava al PALALOTTOMATICA è un veloce dietro front...
R.I.P.
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