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Approfondimenti
Difficile e allo stesso tempo facile fare un articolo sull'incontro dei tifosi celtici che si e' svolto a Firenze il 17 settembre: difficile perche' la retorica e' dietro l'angolo, facile perche' e' bello raccontare il piacere di trovare persone che condividono una passione, che sono per tutto il resto dell'anno degli amici virtuali e che acquistano un volto e un'umanita' ogni volta sorprendenti (ok..son gia' retorico..ci ho provato...)
Primo incontro di IAAC e quarto della nostra storia di tifosi italiani dei Celtics, visto che tante persone (quasi tutte) erano gli amici di viaggio di ICP che screzi, incomprensioni e tragedie non hanno allontanato dal comune amore per Boston e per una passione e un'amicizia che fanno affrontare viaggi di 400-500 chilometri in macchina e voli aerei dalla Spagna.
Il ritrovo e' in zona Stadio Comunale a Firenze per le ore 11...rispetto al raduno del 2009 abbiamo addirittura qualcuno con mezz'ora di anticipo (Denis) e le operazioni si completano all'ora record delle 12,30, con l'arrivo di Angelo Merendi da una non meglio specificata uscita autostradale soppressa (chissa' dov'era) di Andrea (Larrybird) e signora e di Francesco Leoni che essendo con il sottoscritto l'unico fiorentino presente arriva con calma e conoscendo la strada. Al solito l'effetto e' buffo ed emozionante: si vede una macchia verde di persone che piano piano si raduna, si incontra per la prima volta (nella maggior parte dei casi) e si rincontra (nel caso di noi "vecchi" tifosi celtici) ed e' come ritrovarsi dopo un giorno. Io e Luca Fasoli con le nostre indispensabili liste dei partecipanti ci affrettiamo a spuntare gli arrivati (nel mio caso), con la lieve sensazione di panico che manchi sempre qualcuno e associare i nickname a dei nomi propri e a delle facce (nel caso di Luca).
Piano piano arrivano tutti: i milanesi con l'aggiunta del bergamasco Christian, i romani, capeggiati dal sor Pulcini con un Papa in meno e un Giancleto in piu' (uno degli acquisti migliori che potevamo fare datutti i punti di vista), Luca/Greenpride e Filippo, il piu' giovane iscritto a IAAC ed uno dei piu' appassionati, il "Sacerdote celtico" Fabio/Legend con Nicola, l'oramai ex ologramma Leonardo Ancilli, da molti considerato uno pseudonimo, toccato e venerato da tutti tipo reliquia, il napoletan-pescarese Angelo "Calabrone", oramai abituale presenza sudista di IAAC (ma ci tocca considerarlo sudista perche' ci continuano a mancare presenze dal Sud) che si sciroppa da solo per l'ennesima volta un lungo viaggio, Sham che arriva dalla Spagna per la seconda volta con Fabrizio/Ubuntu, il redento sulla via di Damasco (in questo caso su quella di Boston), Denis e signora, Luca Fasoli, Gianni e bambina, Antonio/Miri e signora. La presenza femminile tocca la quota record di 4 (un grazie particolare a loro che con la loro presenza ci hanno reso forse un po' meno improbabili...).
Primo attimo di sbandamento per il "pranzo frugale": spezzata la fronda dei senatori "mangianti" (Pulcini, Ancilli ma il capo mangiatore era evidentemente Calabrone...) che tenta di forzare la truppa per un pranzo con antipasto, 3 primi e 3 secondi, riesco a deviare come previsto verso le Scheggi, storico locale di panini di fronte allo stadio, famoso per le sue schiacciatine e per le salsine che definire piccanti e' un dolce eufemismo. Piacevole Deja vu dell'incontro di due anni fa quando una bambina, perplessa e incuriosita dalla pioggia di magliette verdi ci chiede: "ma voi chi siete?" con il sorriso e la sensazione di appartenere a un gruppo particolare e speciale.

Partenza per il campo da gioco..zona Firenze sud...dovendo risolvere un problema di ostello di alcuni partecipanti, affido la truppa a Francesco che mi contende la palma di peggior senso dell'orientamento dell'area fiorentina (non a caso siamo amici da piu' di 30 anni), confondendo Albereta con Anconella....due giardini uniti ma che distano l'uno da l'altro qualche chilometro. Tutti ritrovano la strada grazie ai navigatori, ai telefoni, alla devozione a San Gennaro e alla casualita' e si inizia a giocare. Iniziare e' una parola grossa perche' ci vuole mezz'ora prima che io, il Filini della situazione ma senza l'indispensabile e autoritaria montatura degli occhiali del collega della storico Fantozzi, prenda 4 capitani e ci si decida a fare 4 squadre. Il risultato non e' importante (anche perche' la mia squadra e' arrivata quarta su quattro....) ma il divertimento e l'agonismo non sono mancati, nonche' le belle maglie appena arrivate dagli Stati Uniti. Per un paio di ore riusciamo a giocare con risultati tra il dignitoso, l'incerto, l'improbabile, l'incredibile ma di sicuro il divertimento non manca. Si unisce a noi anche Cipriani. Vince la squadra di coach Ancilli che si prende la rivincinta sulla storia dell'ologrammna...
Il programma prevedeva gita sociale con birrata a Fiesole ma nel primo cambio di programma della giornata ci si sposta verso il Piazzale Michelangiolo, il terrazzo bello della citta'. Inizia la sarabanda delle macchine, con qualcuno che va allo stadio a recuperarla (con avventura automobilistica che affido al racconto del sempre valido Merendi) e in ordine sparso si inizia ad andare...classico giro del piazzale e breve visita a San Miniato al Monte. La truppa inizia giustamente a smaniare per la fame impellente e per 20-30 minuti l'anarchia prende il sopravvento: un gruppo va verso lo stadio, un altro gruppo decide di prendersi una birra, altri si disperdono...alla fine riusciamo a riunirci (piu' o meno...) e a partire per il ristorante a Polcanto, 20-25 km fuori da Firenze....vengo, giustamente, infamato all'arrivo per la distanza siderale da Firenze ma poi la truppa apprezza, e di molto, i deliziosi antipasti, la pasta fatta in casa, l'arrosto e la familiarita' del posto, il tutto condito dai clamorosi vini portati da Luca/Greenpride (un Barolo assolutamente da lacrime...) e dai vini friulani...la serata prosegue in maniera piacevole, con salita inevitabile del tasso alcolico e tra racconti celtici e di vita.
Si arriva al momento dei saluti (e del pagamento, dove mi frego senza volere 10 euro a Luca/Rondo9...perdonami!). Qualcuno parte subito per casa, qualcuno dorme in zona, qualcuno a Firenze. La sensazione che resta e' di una grande gioia, di un gruppo di persone con cui condividere una grande passione che ci da un senso di comunanza e familiarita' incredibili...di sicuro una bellissima giornata...da ripetere piu' spesso che si puo'.
Chiudo l'articolo "rubando" un post da uno dei nostri uomini migliori (figuratevi gli altri...) Angelo Merendi che meglio di me ha saputo sintetizzare la giornata...un grazie a tutti con tutto il mio cuore.
Mi unisco ai complimenti ad Andrea e alla sua perfetta organizzazione (a parte la scalata del Pordoi per arrivare al ristorante :P ). E' stata una giornata meravigliosa e ringrazio tutti i presenti per aver contribuito a renderla tale.
Detto questo, anche io vorrei ringraziare in ordine sparso:
1) Martina, la "Signora Del Vanga", abilissima taxista che in soli 50 minuti ci ha riportato dal campetto alle auto, un tragitto di 400 m in linea d'aria. Confesso che quando ho visto il cartello "Bologna Km 25" ho temuto il peggio
2) Ancilli Leonardo. Esiste e tanto mi basta
3) Le ragazze al seguito, che con tanta pazienza hanno sopportato
4) Anderle Fabio e i suoi racconti sulle vecchie glorie del basket friulano
5) Parolin Samuele, guardia tiratrice formidabile e dedizione ferrea alla causa...da Madrid a Firenze, per la seconda volta.
6) Fabrizio "Ubuntu" e la sua Yaris, senza i quali il proprietario dell'albergo mi avrebbe impalato per averlo fatto stare sveglio ben oltre l'orario di chiusura.
7) Tasselli Massimo, aplomb inglese, un chimico con classe cristallina tra i canestri...20 anni fa avrebbe vinto una partita sa solo... :lol:
8) Comitani Luca: un canestro e una sigaretta, impassibile alle rampogne del mister.
9) Del Vanga Andrea, il primo in italia ad avere la maglietta numero 8 di "Griin". Impeccabile come al solito, se fingiamo di non guardare la barba e il cappellino...
10) Cipriani, la cui maglietta "Maryland 34" ha suscitato commozione ed incondizionata ammirazione (molto più del suo piazzato... :-) )
11) Gianni e Chantal: l'uno non ha voluto macare alla partitella, l'altra ha portato con eleganza e sopportazione la casacca celtica.
12) Greenpride e figlio: barolo, basket e simpatia (oltretutto dal Piemonte). Che si vuole di più?
13) Denis...con quel fisico ha ragione...non importa cosa dica...ha ragione e basta...ha anche un gran tiro da tre e una bellissima fidanzata, posso permettermi di scriverlo ora solo perchè sono a 300 km di distanza :D .
14) Andrea "larrybird": tutta la mia solidarietà...non deve essere agevole tenere a bada la signora :D . A parte gli scherzi, è stato un piacere.
15) Miri (e signora): avete 7 mesi per ripensarci... :D
16) La città di Firenze, che ha abolito l'uscita di Firenze Ovest al solo scopo di farmi canzonare da tutto il raduno...
17) Pulcini Michele: elemento irrinunciabile, coach preparato...purtroppo convinto dell'assoluta superiorità di "Roma capitale" nei confronti di qualunque cosa si mangi, cresca sulla terra, emetta versi umani o animali o graviti nella volta celeste.
18) Angelo "calabrone", omonimo ed omologo nello stile di vita e nei ricordi delle frasi della mamma: "cambiati la mutanda che se ti succede qualcosa e ti portano all'ospedale, che figura ci facciamo
19) Francesco Leoni, correttore di bozze (sguattero, come ama definirsi) e profondo conoscitore della lingua italiana (pure un po' rompipalle... :D ). Si scherza, piacere di averti finalmente conosciuto.
20) Fasoli Luca: meravigliosa la fotocopia della pagina del sito su cui erano segnati i partecipanti e il "celo, celo, manca" ogni volta che gli veniva presentato un partecipante. Grazie anche per essere più pelato di me!!!
21) Nicola "bird": cooptato per la partitella nonostante la ferita di guerra, ha mostrato la solita abnegazione in campo e in tavola.
22) Sabucci Giancleto: Impressionante cattiveria agonistica, è lecito pensare che abbia scommesso più del dovuto nella vittoria del torneo...tatuato come West, grintoso come Garnett, rapido come Rondo...purtroppo vincente come Bargnani (almeno ieri) :P
23) Davide "the rock": ultimo ma non ultimo...irrinunciabile presenza (al terzo raduno), forchetta d'eccezione (complice la dieta in settimana), solido e tenacein partita.
24) Christian, un "giovane" che fa ben sperare...non tirasse tutte le volte che ha la palla in mano... :D
Nel vortice di facce e nomi potrei essermi dimenticato qualcuno e in questo caso chiedo scusa...rimedierò qualora me lo facciate notare.
Grazie ancora. Vi voglio bene bastardi.
A questo link potrete trovare l'articolo che ha curato l'organizzazione del Meeting e i relativi commenti.
Per tutte le foto del Meeting vi rimandiamo alla pagina di Facebook di IAAC : http://www.facebook.com/media/set/?set=a.249766625068301.65398.140033432708288&type=1













Commenti
Ma se il fisico atletico dei cinque addetti alla storia (indosso una maglietta nera perchè dicono che sfini
P.S. - Andrea, non ci hai spiegato il "GRIIN" sulle tue spalle ....
aiutino...numero 8....Boston stagione 2010-2011...Gieff Griin...ok...capisco che la finanza internazionale va male ed hai altro a cui pensare che a questo umorismo di bassa lega
Adesso capisco! A me era sembrata la copertura di un altro nome non più di moda a Boston!
noi walkeriani della prima ora restiamo fedeli nei secoli...come i carabinieri
Poi vi è una semplice ma fondamentale ragione per il successo dell'evento : se sei un celtic un motivo c'è e quindi devi essere per forza una persona speciale, e se una trentina di persone speciali si trovano la chimica è assicurata, nasce sicuramente qualcosa di magico che ti lascia qualcosa di unico e per cui ti rimarrà un ottimo gusto per tantissimo tempo.
Sono sempre stato orgoglioso di essere un Celtic, ed oggi grazie ai nuovi amici, lo sono ancora di più e approfitto del sito per urlare forte
"I AM A CELTIC!!!!!!!!!!"
grazie per avermi fatto notare il mio anticipo, ma l'orario per me è una malattia!!!
e anche la prossima volta sarò il primo!!
Grazie per aver riportato il mio post, lo voglio come epitaffio sulla lapide...che tra l'altro sarà di dimensioni ragguardevoli.
Scherzi a parte, rinnovo i miei ringraziamenti a tutti. E' stata davvero una giornata speciale.
PS: Non ci posso credere che il Pulcini non abbia capito il "Griin" sulla maglia di Andrea...
Per il prossimo incontro vi suggerisco di evitare il periodo settembre-ottobre, perchè la vendemmia purtroppo mi tiene incollato in cantina....
Volevo far pervenire al Mitico "Legend" alcune bottiglie di vino da portarvi ma non ne ho proprio avuto il tempo... chiedo perdono.... mi rifarò...
un saluto....
Citazioni particolari per: un Merendi in splendida forma, fisica ed intellettiva.Come può non essere catalogato tra i geni del nostro tempo, un uomo che, su due piedi, decide di uscire a Firenze Est?...e i suoi aneddoti sulla moglie e sulle mutande?..Felliniani
Inoltre come non ringraziare il mitico Del Vanga, per aver organizzato una si bella giornata e per avermi ospitato nella sua magione.Anche se ho dovuto condividere il letto con quell'omaccione dell'Anderle, il quale ha anche avuto il tempo, uomo senza scrupoli e vergogna, di diffondere una spregevole menzogna..e cioè il fatto che io,anima pia, sia un rumoroso russatore.
Concludo con uno strepitoso Ancilli e un grande Pulcini..con loro ho condiviso l'incredibile passione per il podismo e la maratona...da tavola , naturalmente
Un abbraccio a tutti..una giornata come questa , mi rende sempre più fiero di far parte di questa incredibile famiglia.
p.s...Andrea...un saluto al tuo amico Lapo..e ricorda il monito..."Se tu sè gobbo ti spezzo".
Cal
Cal
Pardon...l'inverosimile uscita era quelal di Firenze Ovest..eppure pensavo di aver bevuto poco
Cal
le fonti e le testimonianze sono disparate...io ho sparato nel mucchio...come colpevole eri molto credibile :-D
Beh...se ascolti roba come Back in Black,Let there be rock, Bad boy boogie e Whole lotta Rosie, non puoi che restare sveglio
Cal
La sua storia mi ha molto toccato, e il disincanto con la quale me l'ha raccontata è incredibile.
Mi ha lasciato di stucco..e mi ha fatto fare un bel bagno di umiltà.
Vai Frà..sei un grande.Non mollare.
Cal
Eppure dovresti sapere che , per filosofia di vita, rifuggo l'assunzione smodata di cibo
Cal
Angelo, adesso entro 2 minuti devi dirmi quali di quelle da te citate le ha cantate Bon Scott e quali Brian Johnson!!!!!
Poi pensando a tutta la strada che Luca ha fatto, forse ha sentito "It's a long way to the top (if you wanna rock'n'roll")" cantata da Bon Scott.
Cal
Sei grandissimo!!!!!!!!!!!!! non avevo dubbi!!!!
Per aggiungere una canzone notturna per tenerlo sveglio anche nel titolo c'è pure "you shook me all night long" quest'altra cantata dallo scozzese ...
Un abbraccio
Cal
Cal
Pollicione inserito! certo che se il lock-out prosegue in mancanza di news, potremmo predisporre un trivia musicale con domande tipo "quale canzone ispirata alla morte di Bon Scott è stata oggetto di un processo penale a carico dell'autore per istigazione al suicidio?"; ho solo paura che Fabio ci riporterà alla dura realtà celtica preferendo (giustamente) argomenti più attinenti.
Anche questo però è stato il bello del meeting di Firenze, abbiamo parlato di Celtics, ma non solo, abbiamo trovato tante altre passioni e interessi comuni, insomma ... ci siamo trovati!!!
Intanto 30 minuti fa' storico fuoricampo di Alex Liddi in MLb con i suoi Mariners, un italiano che fa bella figura all'estero di questo tempo c'è veramente bisogno.
Ogni riferimento a qualcuno è puramente voluto.
le battute volutamente fantozziane di Angelo M.,
l’asciutta simpatia di MaxTax,
la cultura scapigliata di Andrea,
l’epicurea esuberanza di Angelo G.,
la fresca e spagnoleggiante (o bassaneggiante?) verve di mio fratello Samuele,
la bontà camuffata da duro di Davide,
la nobiltà decaduta di Michele,
il bonario pessimismo di Leo,
l’affetto di Fabrizio,
la pacata lucidità di Nicola,
l’acutezza del Luca-pensiero...
E poi arriva la ventata d’aria nuova, e l’Arno te la fa assaporare tutta:
Greenpride e TheTruth, perfetta dimostrazione che il frutto non cade mai lontano dall’albero,
Francesco, che si definisce “pignolo” ma che ha un cuore grande così,
un Miri timido ma due pensieri avanti,
un Giancleto maturo ma giocoso,
il sorriso di Luca in grado di farti cambiare umore,
un Cristhian eccitato come un bambino al Toys’R’Us,
Denis, che lui Perkins non l’avrebbe scambiato,
Gianni, con gli occhi luccicanti all’ennesima storia sui Celtics (ed una splendida bimba),
Andrea, tosto sul campo e uno zucchero fuori,
Le Tre Grazie, fantastiche nel fingere che i Celtics interessassero...
Cipriani a ricordarci con quella maglia come forse proprio Firenze sia il posto giusto in cui ricordare che “del doman non v’è certezza”...
Chi mi è più vicino sa che non sono nella mia forma migliore, e che in certi momenti della rimpatriata ho dovuto farmi forza per non “stonare” all’interno di un gruppo felice e casinista.
Vi ringrazio tutti per avermi fatto pensare “I Am A Celtic”. E questa volta non parlo del sito, ma di come siamo noi, dentro.
Non stavi mica pensando al nostro Samuele?????? bassanese a Madrid????
Ah no! forse ho capito, ... , ti riferivi a qualcun'altro ... con la fila (notare la "l" e non la gutturale) dietro la porta ...
Epicurea esuberanza...mmmmm..pensandoci bene...ci può stare
Cal
l'ultimo livello dei playoff è stato il + "scarso" degli ultimi anni, con tutto il rispetto per dirk &co
potete dirmi quello che vi pare ma è così!!
per quanto riguarda il meeting, proporrei di rifarlo entro fine anno... cosi giochiamo a basket con 0 gradi e ci mangiamo i pannettoni!!!non sto scherzando, lo rifarei veramente entro pochi mesi.
andrea...è una buona idea??????
Dennis, come ti ho già detto a Firenze, non sono d'accordo. In sostanza tu vuoi dirmi che con la stessa squadra dell'anno prima avremmo vinto il titolo, giusto?
Sicuro che quelli che c'erano valevano Rasheed Wallace e Tony Allen? In termini di talento ma anche di affidabilità fisica credo proprio di no. Sinceramente, non credo che Erden ed Harangody valessero più di Krstic o Murphy e che Robinson valesse più di West, ed il "discorso infinito" su Perkins l'abbiamo fatto tante volte...
Su un incontro "invernale": si potrebbe organizzare qualcosa, ma temo che in inverno sia difficoltoso per molti. Magari fateci sapere che ne pensate, e poi vedremo se il progetto è fattibile e dove (non si può sempre massacrare il povero Andrea).
allora nn ti tormento solo io con la trade...
Nicola, la notizia parrebbe essere una proposta di Sabatini per arruolare il suddetto fino al 13 novembre per 600.000 dollari lordi ogni partita casalinga (sarebbero tre partite Roma, Milano e Cremona) + 3 trasferte per un totale di 800.000 Dollari netti per l'intero periodo.
Direi che è una mossa che di tecnico ha poco o niente; la data del 13/11 potrebbe far pensare a qualcos'altro ma non vorrei fare considerazioni basate sul nulla.
Gallinari a Milano invece è ufficiale, così come Erden al Besiktas.
Certo il lock-out prolungato sta smuovendo le acque e, soprattutto gli europei, una volta risolti i problemi assicurativi, sono pronti ad accettare contratti a tempo.
A mio modestissimo avviso, questo lock-out oltre a rovinare l'NBA, rovina anche i campionati nazionali europei e l'Eurolega, perchè che senso ha una squadra che ha magari un Gallinari o un DW o addirittura un kobe per uno o due mesi per poi tornare alla normalità, e chi ha la sfortuna di doverli affrontare prima che termini il lock-out cosa dovrebbe dire?
Direi che quest'anno siamo tutti pronti per andare al circo anzichè assistere a competizioni sportive.
Speriamo termini presto questo fuc...ing lock-out!!!!
Poi ogni proprietario farà quello che ritiene più giusto, ma l'equilibrio di squadra dove va a finire?
Citazione:
Potremmo anche aggiungere il ragionamento proposto altrettante volte sullo sfortunatissimo infortunio di Daniels che è stato decisivo per la successiva trade di Perkins, in quanto era venuto a mancare il cambio per Pierce che aveva dato equilibrio a tutta la squadra.
ridicoli a dir poco...alla fine paghiamo noi tifosi e appasionati a casa, cavandoci l'adrenalina sportiva di un anno(o per me almeno è così)..
dovremmo smettere di seguire lo sport,niente calcio, basket, formula uno, moto, tennis...e mandarli a lavorare anche loro, come tutti i noi...valà valà che farebbero meno pippe!!
non sapevo veramente cosa aspettarmi quando ho visto il raduno su internet, e la curiosità mi ha spinto a chiedere al mia dolce metà se volelamo fare una piccola pazzia sapendo che a lei proprio non sarebbe interessata, ci siamo organizzati e alla fine siamo venuti. beh la realtà supera di gran lunga la fantasia, quello che ho vissuto va oltre i boston celtic, ho sentito dentro il cuore tranquillità senso di accettazione e di amicizia, ho visto un gruppo di persone che si conoscono solo virtualmente (eccezion fatta per qualcuno della vecchia guardia) che si sono incontrate per conoscersi e per confrontarsi con coraggio e lealtà. dal più piccolo fan al più esperto tutti insieme in campo per un unico obiettivo, non vincere, ma partecipare.
grazie a tutti davvero è stato bellissimo, e firenze è stata la cornice ideale per il nostro incontro.
ce ne vorrebbero di più di questi meeting, ma non solo dei boston celtic, dei lakers, dei red sox, della ferrari di qualunque sport o attività possa mettere insieme tante persone nella gioia e nell'amicizia.
non è retorica è semplicemente ciò che gli uomini possono fare se solo lo vogliono.
un ringraziamento particolare ad andrea per l'organizzazione e l'aiuto che ci ha dato, alle sante donne che dimostrano ancora una volta la loro superiorità intellettuale (anche in questo caso se solo lo vogliono) e al mitico legend che mi ha davvero impressionato per la sua conoscenza della materia, il prototipo del fan per me.
e un grazie a tutti per quello che oguno di voi mi ha donato.
spero che il lock out finisca presto non vedo l'ora di scatenarmi nei commenti con voi in attesa del prossimo raduno.
Il tuo post esprime il senso di questo incontro come di quelli precedenti. La conoscenza di persone con le quali si condividono molti valori, la sensazione di aver sempre fatto parte di questo gruppo, il calore riservato dai “veterani” a quelli “nuovi” sono qualcosa che tutti abbiamo provato fin dal primo meeting e che si sono rinnovate di volta in volta, lasciando increduli tutti.
L’unico aspetto che però non mi trova d’accordo è il pensare che i tifosi di Lakers o Ferrari potrebbero creare tra di loro un’atmosfera così ricca di energia positiva. E non lo dico per spregio nei confronti degli altri, ma perché rimango convinto che il 99% dei tifosi dei Celtics condivida valori positivi che li accompagnano – ci accompagnano – anche nella vita quotidiana, e che quando si incontrano non facciano altro che essere sé stessi. E tanto basterà per far funzionare ogni meeting.
E’ per questo che il sito si chiama “I Am A Celtic”: avremmo potuto trovare un nome più semplice, “vendibile” e che richiamasse l’Italia, ma ci siamo resi conto che avevamo molto in comune con chi in qualche modo è stato parte della storia del Trifoglio.
Ma siamo Celtics, e siamo differenti da tutti gli altri proprio perché sappiamo tifare usando il cervello, sappiamo confrontarci nel rispetto reciproco, e sappiamo anche divertirci insieme, quando ci incontriamo.
Per confermare il tuo pensiero...ricordo quello che Sammy mi disse dopo pochi giorni che ci conoscemmo...no, tu non puoi tifare lakers perchè sei un Celtic dentro...!
Questa affermazione non mi trova in parte d'accordo, è vero che i tifosi celtics sono unici e particolari, ma vorrei ricordare che larry bird e magic johnson una volta che si conobbero meglio e riuscirono a parlarsi per la prima volta in quel lontano spot della converse a casa bird scorprirono di avere identici valori e stessa voglia di emergere e competere con lealtà per la propria squadra. E' chiaro che celtics e lakers sono due realtà ben distinte, ma siamo cosi sicuri che siano poi cosi diverse nella sostanza? il mio commento sottolineava un altro aspetto e cioè l'unione di più persone che credono in qualcosa di comune, e se altri hanno altri credo (sempre positivi però) benvengano.
Andrea, mettiamola così, esistono tante persone che non sono celtics e condividono i valori celtics per cultura, educazione etc ... ma se sei un celtic questi valori sono nel tuo DNA, non puoi essere un vero celtic se non hai questi valori.
Pensa solo alla grandezza individuale assoluta di alcuni giocatori dei celtics (Russell, Hondo, Bird, ...), fossero stati altrove sarebbero stati idolatrati come individualità, dei scesi in terra a miracol mostrare, noi li idolatriamo come parte di una squadra e andiamo a cercare di capire anche che persone sono e perchè sono così grandi.
Forse se Magic fosse stato ai Celtics sarebbe stato uno giusto, ma i valori dei losangelini sono tutt'altri e per quanto mi sia sempre piaciuto, non posso paragonare i suoi atteggiamenti, interviste, etc a uno come il nostro Legend (quello vero
Poi è bello riunirsi, in generale, ma trovami quale può essere il comune denominatore di un tifoso ferrari, esistono valori comuni? no o dei leichers, la maggioranza non sa neanche perchè sono lacustri e non sanno neanche dov'è Minneapolis ... io sabato ho avuto l'impressione di una chimica immediata e diffusa ed i celtics erano si al centro dei nostri pensieri, ma non erano l'unico argomento comune, anzi!!!
E' perchè Magic era un Celtic dentro... ma Phil Jackson o Kobe Bryant non lo sono e non lo saranno mai. Ho letto molto sulla storia delle varie franchigie, e posso dirti che lo spirito che ha permeato le squadre di Auerbach e poi quelle di Russell, Heinsohn, K.C. Jones e Rivers è sempre stato qualcosa di diverso. A volte una franchigia è riuscita a ripetere la “magia”, ma mai con la stessa continuità e con lo stesso successo dei Celtics.
Questo non era un caso. Auerbach per primo sceglieva giocatori per i quali non fosse prioritario il computo dei punti segnati, tant’è vero che Carl Braun, playmaker arrivato a Boston a fine carriera, ricordava come ai Knicks a fine partita tutti i giocatori si gettassero sul “box score” per vedere punti, rimbalzi ed assist, mentre ai Celtics quei fogli rimanevano sul tavolo in mezzo alla stanza, con solo qualche giocatore a dargli un’occhiata di solito piuttosto annoiata. L’unica cosa che contava era vincere, e chi se ne fregava delle statistiche.
Non tutti i tifosi dei Celtics sono così, intendiamoci. Ce n’è sempre qualcuno giovane al quale piace “tirare”, mettersi in mostra sul sito facendo “quello contro”. Ma gli altri lo aiutano sempre a capire – a volte senza nemmeno parlare, a volte con pazienza – che lo spirito Celtics è diverso. Come quando “Satch” Sanders in una partita segno 20 punti e Boston perse. Provò a tirare di nuovo e ne segnò altri 20, ma Boston perse di nuovo. Nessuno lo rimproverò, ma “Satch” alla terza partita riprese ad impegnare la maggior parte delle sue energie in difesa ed a ecco che i Celtics tornarono alla vittoria.
Morale: in ogni essere umano si può celare un Celtic, ma è più difficile che trenta “Celtics dentro” si ritrovino ad un meeting dei Lakers. Senza offesa per nessuno, intendiamoci, ma sono proprio mondi diversi.
si è parlato solo di celtics e non ho sentito nessuno parlare di donne
e vi dirò di più essere tifosi ferrari è speciale come essere tifosi celtics, te lo posso assicurare perché io sono nato ferrarista e morirò ferrarista! mi ricordo nel 2003 quando ci siamo trovati in centinaia a maranello di fronte ad un maxischermo per vedere il gran premio che poteva darci il titolo, alla fine vincemmo e tutti insieme ci abbracciammo e gioimmo come ci conoscessimo da anni! Vi ricorda qualcosa?...
Mitico Denis! ti sei perso un colpo, abbiamo anche parlato di donne, ma lontano dalle orecchie indiscrete della tua splendida ragazza ...
Ma adesso ti sgamo io, ho sentito che tu parlavi dei film preferiti con TheTruth
A parte gli scherzi, è la chimica che conta, è il sorriso stampato per tutto il giorno che conta, (io ho sorriso un po' meno quando mi hai stampato 4 o 5 triple consecutive ....)
se ci saranno altri raduni nel futuro, vedrò di esserci.grandi comunque, let's go celtics.
Gli stessi titoli di Chicago non erano per niente “ubuntiani”, con un coach che lasciava trapelare notizie sui vizi al tavolo da gioco di Jordan per evitare che diventasse troppo importante…e poi incolpava della fuga di notizie un vice allenatore facendolo licenziare.
Si può vincere anche senza fratellanza ed Ubuntu, Andrea, ma vuoi mettere la soddisfazione di un titolo Celtics con un titolo Lakers? Non ho MAI sentito storie di Celtics che arrivano alle mani per beghe legate alle loro donne, ma ne ho sentite sulla signora Vanessa Bryant, sulla signora Malone, ho sentito Kobe rovinare il matrimonio di Shaq raccontando alla polizia le scappatelle del compagno, ho sentito di Gasol che si arrabbia perché la sua ragazza lo lascia dopo esser stata convinta dalla solita signora Kobe.
E’ vero, i Celtics di Pitino o di O’Brien avevano perso la via del “Pride”, ma grazie ai criticatissimi Ainge e Rivers l’hanno ritrovata, e questo per me è ancora più importante di una trade sbagliata o di un free agent pagato troppo. Quei due hanno riportato a casa il “Pride”, ed anche se vincere è bello, vedere una squadra che gioca alla morte e con “Ubuntu” e perde per me è già sufficiente.
Sulla Ferrari: anch’io tifo per la “rossa”, il grande Enzo, il mitico Gilles. Ma nessuna di queste storie è riuscita a catturarmi come quella dei Celtics, che oltre a vincere i titoli sfidavano i pregiudizi razziali ed infondevano vita all’NBA.
I primi presidenti dell’Associazione giocatori? Due Celtics. I primi due All Star giocati? Al Boston Garden. E poi il primo giocatore nero scelto nell’NBA, il primo quintetto base afroamericano, il primo nero come coach DI TUTTO LO SPORT PROFESSIONISTICO americano.
Ferrari? Belle macchine, piloti col cuore ed un grande Patriarca. Ma tra Fangio e Schumacher non vedo la continuità che vedo tra Russell e Garnett.
Poi magari sono io, ma Andrea, credimi, quando conoscerai meglio la storia dei Celtics forse capirai che quello che hai vissuto a Firenze è unico proprio perché quelli che ispirano chi a Firenze ti ha “portato” sono unici.
ecco gilles sicuramente sarebbe stato un celtcs.
se venivo con te fabio poi ti facevo una testa così a farmi raccontare i più svariati aneddoti.sarà per la prossima, ho visto le foto, siete bellissimi(si fa per essere gentili eh!
specie quel ragazzino con la maglia di pierce, con degli occhi che sprizzavano la felicità di essere anche lui con voi, coi grandi, in campo e fuori per vivere la malattia celtics.
il ragazzino sono io e sono ancora felice adesso e non vedo l'ora di incontrarvi di nuovo.
da una parte vorrei essere qualche cm in più per dire la mia in campo, ma dall'altra non vorrei che passasse troppo tempo prima del prossimo incontro.
la tua in campo l'hai detta...resti pur sempre il piu' giovane fan celtico del gruppo...non mi par poco
Beh quando si parla di Ferrari e Celtics, si fa riferimento, indubbiamente a due leggende.E credo, che , tra le cose in comune, ce sia una , negativa...Domenicali è assolutamente il Pitino della Rossa
Cal
Ma almeno Pitino dopo 3 anni e mezzo fu tolto di mezzo, Domenicali (e il suo degno fratellino in Ducati) rischiamo di sorbircelo in eterno visto la fiducia incondizionata (chissà poi da cosa deriva, visto che dal 2008 ad oggi sono riusciti a far perdere un Mondiale già vinto a Massa, uno ad Alonzo e a progettare le macchine del 2009 e 2011 assolutamente senza speranza di vittoria) di cui gode.
www.redsarmy.com/home/2011/09/photographic-proof-of-why-lakers-fans-suck.html?utm_source=feedburner&utm_medium=twitter&utm_campaign=Feed%3A+RedsArmy+%28Red%27s+Army%3A+The+Voice+Of+Celtics+Fans%29
puoi essere più specifico circa gli atteggiamenti e le interviste che rendono Bird imparagonabile a Magic? e da che punto di vista sono imparagonabili? scusami ma non capisco...
unico commento possibile il sordiano "ammazz'e zozzeria"!
Da un punto di vista strettamente tecnico, i Celtics hanno sempre fatto proprio il concetto di gruppo, di gioco di squadra, di scelte coraggiose e di impegno al limite dello stremo e questo è sicuramente un marchio di fabbrica di tutte le loro vittorie; un dato statistico significativo: nessun giocatore di Boston ha mai vinto il titolo di capocannoniere! un'altra cosa indiscutibile è che i C's, pur avendo avuto lunghi momenti scarsamente vincenti, in campo non sono mai caduti troppo in basso (del tipo LA in G. 4 contro Dallas, per fare un esempio). Di certo non sono stati gli unici ad avere queste caratteristiche (penso a NY 1970 o Phila 1967), ma sono stati gli unici a mantenerle nel tempo.
Circa il paragone con la Ferrari, e parlo da conoscitore della storia e delle varie realtà della casa di Maranello, trovo che i due casi siano molto differenti e forse imparagonabili, basket e F1 hanno dinamiche troppo diverse e situazioni tecniche e umane distantissime.
Certamente C's e Ferrari hanno in comune la tradizione, la continuità, le vittorie, il carattere, un lungo periodo buio e un certo stile di comportamento, ma ripeto sono immerse in realtà veramente molto diverse da non essere paragonabili.
Citazione Leonardo Ancilli:
Non voglio entrare in un discorso lungo che poco riguarda gli argomenti di cui si tratta in questo sito, però la vostra analisi mi sembra un "tantino" superficiale e sostanzialmente sbagliata; Domenicali è un responsabile organizzativo e il suo lavoro lo svolge a Maranello, ai box è una figura di rappresentanza o poco più: il mondiale 2008 fu perso (dagli stessi identici uomini che vinsero miracolosamente l'anno prima) per errori nei rifornimenti (Canada e Singapore) e per un motore rotto in Ungheria, esattamente come nel 2006 (quando c'era Todt). Le macchine poco competitive nascono da scelte scarsamente coraggiose dell'ufficio tecnico (quello dell'ex ing. Costa) e la strategia sciagurata di Abu Dhabi nasce da un serie di valutazioni sbagliate e di timori (nati nelle prove libere circa la caduta di prestazione degli pneumatici) fatta dallo staff tecnico, per i quali ha pagato Dyer, uomo che scelse sempre Todt e che divenne responsabile delle strategie seguendo la politica, cara a Montezemolo, della "stabilità dinamica".
Non sono un particolare tifoso di Domenicali ma non vedo nei fatti citati sue clamorose responsabilità.
Sicuramente non saranno paragonabili le realtà, però secondo me sono paragonabili i miti sportivi e quello che ha contribuito a crearli.
Mi spiego: io ho cominciato a tifare Celtics perché mi piaceva Dave Cowens, ma la cosa non mi cambiava dal punto di vista umano. Quando però ho cominciato a conoscere meglio gli uomini della storia dei Celtics mi sono detto: “anche se questa squadra non vincesse più un titolo, è la mia”!
Walter Brown che non ha mai presentato un contratto ad Auerbach, ma la “firma” era una stretta di mano.
Red Auerbach che voleva che i suoi giocatori fossero prima uomini e poi cestisti.
Bill Russell, che ha combattuto due battaglie - una sportiva ed una sociale – nel corso della sua carriera.
Tom Heinsohn, un “marine” col cuore da poeta.
E via avanti, scoprendo sempre di più, ed innamorandomi sempre di più di una storia che non ha eguali proprio perché è nata in un contesto fortemente destabilizzato e non ancora “elitario”.
Negli oltre sessant'anni di vita dei Celtics eventi storici e sportivi si sono intrecciati in modo unico ed irripetibile, ed i biancoverdi li hanno abbracciati diventando parte della storia e della cultura americana. Senza dubbio la Ferrari è un mito dello sport italiano e mondiale. Ma la sua influenza, a differenza di quanto accaduto ai biancoverdi, si è limitata all’ambito sportivo.
Poi, ragazzi, io dico la mia opinione e la supporto coi fatti di mia conoscenza, ma ognuno rimane libero di pensarla come vuole.
da questo punto di vista quello che dici è sicuramente condivisibile
premetto che non sono un tifosissimo della formula uno, ma abitanto ed avendo sempre vissuto ad imola, che è un pò il baricentro in italia del cuore ferrari insieme a maranello e monza, posso assicurare che per la rossa c'è una passione che va oltre i limiti sportivi...e ti parlo non solo gli anni d'oro di schumy, ma anche prima(chiaro che non ho visto tanti piloti del passato, sono nato nell'82...)
poi è chiaro, parliamo di uno sport completamente diverso dal basket, ma personalmente ho vissuto anni (bellissime le notti prima della gara quando facevamo dei gruppi ed andavamo a scavalcare al circuito..)veramente incredibili, sensazioni stupende tifando e sognando la ferrari..sensazioni che andavano oltre il tifo x la rossa....e poi nel periodo schumy l'atmosfera era magica...
Lo sport è sempre stato importante in famiglia, un mio nonno giocò in serie A di calcio, ed ho sempre avuto un'asticella piuttosto alta.
Io credo che chi non capisce la differenza tra Celtics e resto debba impegnarsi di più... senza offesa per nessuno.
I primi con un seguito molto grande, hanno segnato un'epoca (magari più Elvis) e cambiato molte abitudini comuni a tanti (prima degli anni '70 e della televisione in quanti seguivano la F1?) e hanno anche un peso commerciale non da poco; i secondi hanno invece segnato (per carità, ognuno a modo suo e con una ben diversa drammaticità) la società soprattutto americana, con minore impatto consumistico, ma con una ben maggiore rilevanza umana.
Voglio dire, tanti amano Elvis e lo ritengono fondamentale per i cambiamenti che (non solo per merito suo, ma anche per merito suo) ha portato nel costume mondiale, ma MLK (studente a Boston negli anni '50, un caso?) sono oltre 60 anni che è un esempio di ben altro livello.
Magic era uno che dava l'impressione di non fare le cose sul serio (non voglio essere frainteso) e dava molto al suo ego andando sempre ad "esagerare" le giocate (peraltro splendide e sui due lati del campo), le esultanze, gli atteggiamenti etc ... Bird era sempre e solo concentrato sul risultato, faceva giocate incredibili ma mai per il pubblico, sempre per il risultato o per intimidire l'avversario e sulle interviste io ricordo che si risolvevano con risposte non più lughe di 10 parole e senza mai sorridere ma dando sempre l'immagine di una determinazione pazzesca (della serie "scherzare va bene ma mai sul proprio lavoro"); quello che volevo dire è che l'ambiente los angeles chiedeva qualcosa di diverso da quello che chiedeva Boston, e Magic si è adeguato, diventando quasi una "pop star", Bird assecondava al massimo quello che boston chiedeva e cioè "vincere" o comunque pensare innanzitutto a vincere mettendo al primo posto la squadra, il resto era un corollario.
Poi non ti nascondo che pur da avversario, Magic mi è sempre piaciuto, ma Bird ...
Mille Miglia dovrebbe ricordarti qualcosa, visto che sei di Roma. Guarda che ciclismo e automobilismo sono gli sport popolari per eccellenza e una rivalità come quella tra Nuvolari e Varzi è seconda solo a quella tra Coppi e Bartali.
Per farti un esempio della popolarità delle corse in macchina ben prima degli anni '70, quando nel 1925 morì Antonio Ascari in Francia, lungo il percorso del treno che riportò la salma in Italia c'era una folla di persone che tirava petali di rose.
Bird parlava a monosillabi anche a Terre Haute, Magic faceva il “buffone” (con rispetto parlando, ovviamente) anche a Lansing: semplicemente due caratteri diversi.
Jabbar era solitario e scontroso alla Power Memorial così come lo era all'epoca dello Showtime, indipendentemente da quello che l'ambiente intorno richiedesse o meno: era solo fatto così, nel bene e nel male.
Credo che l'ambiente di LA chiedesse a Magic e ai Lakers di vincere così come l'ambiente di Boston lo chiedesse a Bird.
Che LA sia una nuova big easy tutta lustrini, limousine, bionde in costume e palestrati mentre Boston un luogo piena di gente seria e lavoratrice con pochi fronzoli mi pare sia una cosa che appartenga di più ai luoghi comuni, e ad un'immagine costruita ad hoc da parte dei pubblicitari, che non alla verità dei fatti.
Steve posso anche essere d'accordo sul resto, anche se il mio punto partiva da diverse premesse (il post di Andrea sui raduni vari) e se continuiamo debordiamo totalmente fuori tema, ti ho risposto perchè mi hai chiesto precisazioni sulle differenze tra Bird e Magic e vedo che anche tu concordi (non è il caso di passarli in rassegna tutti, perchè anche nelle migliori famiglie ci può essere qualche pecora nera ed anche nelle famiglie di deliquenti ci può essere qualche anima pia).
Ma di certo non sono d'accordo che non vi siano differenze profonde tra Boston e LA, la descrizione per luoghi comuni, può essere un po' esagerata, ma la realtà dei fatti è che sono due città agli antipodi, i valori di una non sono i valori dell'altra, la mentalità e le priorità cambiano completamente, la stessa composizione di etnie (non voglio essere frainteso non sto parlando di razze e non sto facendo discorsi qualitativi) è totalmente diversa.
Poi non basta un post a spiegare le differenze tra Boston in generale ed i Celtics in particolare, ed il resto del mondo, tutto il lavoro della sezione storica di questo sito ci aiuta a capire come mai i Celtics siano qualcosa di unico e non basta avere tra le priorità il voler vincere, ma è come ci arrivi, come ci vuoi arrivare, come ti atteggi, come la vivi, etc ... ti faccio un altro stupido esempio, la prima fila allo staples è una specie di palco del teatro per farsi vedere (ricordo tra gli altri uno spettacolare Lapo che ha dato ottima prova di conoscenza del basket e delle sue regole
A Boston si va per vedere il basket, a LA non sono così sicuro che si vada per vedere e non piuttosto per "farsi vedere" (o magari vedere qualche star extra-NBA) ...
Poi, non so se ti è mai capitato di andare su un sito di tifosi feicheriani, vanno avanti a forza di insulti reciproci (un po' come i loro beiniamini), insulti agli avversari, recriminazioni stupide, linguaggi inappropriati, etc ... qui da noi questo non succede, secondo te oltre al merito che hanno i direttori del sito, non sarà anche dovuto ad una mentalità che i tifosi celtici hanno? e se ce l'hanno, non sarà dovuto alla storia, alla tradizione, al comportamento, ai valori che i Celtics hanno tramandato nel tempo????
Ecco a Firenze ho respirato un po' di questo ...
Gli abbracci a Kareem, gli “high five” esagerati, i baci a Thomas (che poi lo ha accoltellato alla schiena sulla faccenda dell’HIV) sembravano un po’ troppo melensi o “caricati”, lontani dalla realtà, e su questo sono d’accordo con greenpride.
“Baciare l’avversario? Che senso ha se poi in campo lui cercherà di umiliarti e tu di umiliare lui”? Disse una volta McHale.
Però è anche vero che quella era L.A.: Michael Jackson invitava “Magic” a cena, Jerry Buss lo portava nei locali esclusivi dove veniva quasi “aggredito” dalle “starlette” di Hollywood desiderose di entrare nel mondo che conta anche solo grazie ad una notte con un personaggio famoso.
Ma Magic amava tutto ciò, Larry invece non tagliava neppure più l’erba della sua casa di Brookline per non venir “aggredito” dai tifosi.
Personalmente trovo esagerati entrambi i comportamenti, come ben sapete il mio idolo fuori dal campo (ma anche un po’ dentro) era proprio il minnesotiano…
Sul discorso dei “tifosi Celtics che non si offendono”, Greenpride, anche Leo potrà testimoniarvi che non è sempre così. Le vecchie newsletter (dove io ed il senese ci siamo conosciuti) pullulavano di “pseudo-tifosi” Celtics che si divertivano più a minacciare che a vedere le partite, e forse è anche per questo che l’Ancilli non ama molto gli agoni pedatori.
Ed anche un paio di newsletter bostoniane che ho frequentato erano piuttosto sanguigne: una volta per aver difeso Pierce mi presi del “Pablo” da un tifoso che cosi aveva etichettato anche il capitano ed il suo atteggiamento apparentemente pigro in campo.
Morale: se su IAAC il livello di civiltà è superiore alla media è perché lo salvaguardiamo come bene più prezioso. Ci siamo resi conto che a fare numeri spesso è la “maggioranza silenziosa”, e che a volte quando se ne va un “agitatore” di colpo aumentano gli iscritti. E’ successo non più tardi di un paio di mesi fa quando un affezionato (e nemmeno cattivo) lettore aveva salutato la compagnia. In ogni caso le discussioni sono sempre aperte, e nessuno è forzato a pensarla in modo diverso.
Io ribadisco che a me Magic è sempre piaciuto e mi era pure simpatico, cercavo di dire che fosse arrivato ai Celtics sarebbe stato molto meno popstar e molto più campione (opinione personalissima) in senso lato e ciò perchè l'ambiente e la storia gli avrebbe chiesto solo risultati e non spettacolo; è anche giusto il tuo discorso sulla "qualità" di alcuni tifosi celtics, ma resta il fatto che un sito come IAAC per quello che posso aver navigato, non esiste da nessuna parte, forse solo in sport "nobili" in cui la tradizione dello sport stesso prevede regole (anche non scritte) che fanno del rispetto la prima regola (mi viene in mente il rugby), ed il livello raggiunto è dovuto, a mio avviso come ho già scritto nel precedente post, a due fattori, il lavoro e l'esempio dei direttori e la cultura sportiva di cui normalmente è dotato uno che sceglie di essere un Celtic.
Io ad esempio grazie a svariati post motivati di svariati utenti ho cambiato più volte le mie convinzioni, del resto qui si scrive non tanto per "imporre" un'opinione, ma piuttosto per stimolare una discussione proprio per far maturare le idee, ed per questo ringrazio Steve per le sue osservazioni.
Io agli sport popolari aggiungerei anche il pugilato. Però Steve tu stesso dimostri involontariamente quanto siano lontani quei miti quando mi confondi il nome di Ascari (Alberto e non Antonio). E se succede a te che sei preciso, ammetterai che oggi sono in pochi a ricordare quei campioni, o a voler approfondire. Dai tempi di Varzi, Girardengo e Carnera sono passati un po’ di anni e quei miti ora sono in soffitta. Prova a chiedere ai più giovani del sito chi fosse Adorni… eppure era un campione del mondo oltre quarant’anni dopo la morte di Ascari..
E’ vero, i Celtics sono un mito d’Oltreoceano. Ma hanno fondato la loro storia sia sui risultati sportivi che sulle conquiste sociali, e sono portatori di valori di fratellanza, uguaglianza e condivisione che non trovo nello sport italiano… forse anche perché gli sport popolari italiani per eccellenza – calcio a parte – sono sport individuali. Ed il calcio, si sa, solo raramente è riuscito a “spezzare” le catene della politica e della razza.
Forse solo una squadra russa durante l’occupazione nazista ed una ungherese durante la dittatura comunista sono riuscite a fare qualcosa del genere. Un po’ poco in cent’anni di pedata e di storia europea.
Il discorso di Michele invece lo capisco bene, ed ancora una volta l’intelligenza del romanaccio mi fa sorridere. Perché in un modo delicato voleva far notare la differenza tra “forma” e “sostanza”.
Da amante della musica, però, non posso accettare il confronto perché in campo musicale Elvis Presley è stato un grande innovatore ed ha fatto da “collante” tra tipi diversi di musica che senza di lui non avrebbero mai “sfondato” tra i “bianchi” americani. E lui stesso si vide ostracizzato dall’America puritana e bigotta, con tanto di dischi bruciati.
Se dal punto di vista sociale i Celtics sono un po’ Martin Luther King, è anche vero che certe reazioni soprattutto di Russell (ma anche dei due Jones) erano più alla Malcolm X. Ed è anche qui la bellezza della storia dei Celtics: tanti individui diversi con idee a volte diverse che però alla fine si trovano d’accordo sulla “musica da suonare”: un po’ rock, un po’ “blues”, ma sempre e comunque con una carica da re del palco.
- a mio giudizio Greenpride ribalta causa ed effetto: credo che i comportamenti di Bird e Magic dentro e fuori dal campo siano stati determinati molto più dal loro carattere che dal luogo in cui giocavano; se Magic fosse stato un Celtic avrebbe portato il suo sorrisone e le sue esultanze esagerate anche a Beantown e se Bird fosse stato gialloviola se ne sarebbe sbattuto di feste glamour, bella gente e groupie esattamente come ha sempre fatto Jabbar.
- certamente LA e Boston sono diverse, ma quanto tutto ciò abbia influenza sullo stile delle sue squadre è tutto da vedere; non dimentichiamo che i Celtics paladini contro il razzismo, lo erano in una città che negli anni '50 era fortemente razzista, chiedere a Russell per i dettagli. Merito di uomini come Brown e Auerbach se fu scelto Cooper o se Russ fu il primo coach di colore, non certo dell'ambiente cittadino attorno a loro.
Io agli sport popolari aggiungerei anche il pugilato. Però Steve tu stesso dimostri involontariamente quanto siano lontani quei miti quando mi confondi il nome di Ascari (Alberto e non Antonio). E se succede a te che sei preciso, ammetterai che oggi sono in pochi a ricordare quei campioni, o a voler approfondire. (Legend)
no, no, parlavo proprio di Antonio Ascari grandissimo campione morto a Montlhéry nel 1925 e padre di Alberto morto a Monza (nella curva ora a lui intitolata) nel 1955, lo stesso giorno del padre!!
Ma nessuno aveva detto che fosse stata la città a creare il “Pride” (anche se Brown era bostoniano purosangue). E’ l’incontro tra Brown ed Auerbach dai quali il pensiero si espande lentamente a personaggi – già positivi ma ancora “grezzi” – come Cousy, Heinsohn, Russell, Havlicek eccetera. Sono i Celtics a fare qualcosa di incredibile in uno scenario sfavorevole, mentre i Lakers, nonostante vivano in una città (e direi pure in uno stato, a parte qualche sporadico caso tipo Oakland) meno straziata etnicamente, non sono portatori degli stessi sentimenti e non usano lo sport per arrivare a conquiste sociali.
Il punto – ed il paragone col mito degli sport italiani ed europei – è proprio qui: raramente si assiste ad una commistione tra sport e valori simile a quella dei Celtics, raramente le storie di atleti di una stessa squadra seguono tutte un percorso comune, seppure nelle differenze che caratteri e origini diverse hanno generato.
Anche nello sport americano hai grandi dinastie, e sono storie sportive con rari personaggi epici che quando se ne vanno portano via con sé la magia (Jordan, Vince Lombardi, Riley, Magic, Di Maggio, Babe Ruth eccetera eccetera).
Ai Celtics la “magia” può scomparire per qualche anno (fine anni ’70, a cavallo del 21° secolo) ma poi immancabilmente chi l’ha vissuta e respirata la riporta a galla.
Come ha detto il grande Bob Ryan, dove le altre squadre hanno una storia, i Celtics hanno una “mistica”…ecco perché chi tifa per gli altri è un “tifoso”, chi tifar per i Celtics è un “seguace”.
La constatazione che la tua vecchiaia avanza mi pare sia fatale, una cosa del genere credo tu non l'abbia mai scritta
Però torno in me rapidamente per capire che, di certo, non sono ancora svaniti i fumi del barolo del sor Caramelli!
Ti ricordo che il tutto nasceva dalla felicità di chi ha partecipato al raduno di Firenze e il mio punto era semplicemente per commentare un post di Andrea, anch'egli felice come me per l'incontro, che diceva che è sempre bello incontrarsi se hai una passione comune; io avevo semplicemente aggiunto il mio, discutibile, punto di vista, e cioè che certe magie vi sono solamente se hai dei valori comuni, cosa che i celtics ci hanno trasmesso o (per il discorso causa-effetto a te caro) che noi abbiamo scelto perchè meglio incarnavano i nostri ideali.
Poi quando parlavo di Boston nel primo post parlavo di ambiente Celtics (Perimetro = da Auerbach ai tifosi) e non tanto di città.
Poi ho risposto ad una tua valutazione sulle città. e continuo a pensare che fra le 2 vi sia una differenza abissale.
Infine posso essere d'accordo sull'orsaggine di Bird come quella di Jabbar (anche se Bird non ha mai fatto l'attore in commedie di Abrahams/Zucker/Zucker
Occhio!!! tutto quanto sopra sono opinioni personali, non sono verità di fede.
Per gettare benzina sul fuoco
Quello che penso però è che nella passione celtica vi siano dei valori di fondo più definiti molto estendibili alla vita di tutti i giorni, qualsiasi essa sia, valori che non sono solo sportivi, e che non sono i valori di una moltitudine, anzi piuttosto di una nicchia, e quando succede come a Firenze che ci si ritrova e si sente questa magia riservata a pochi non può che accadere qualcosa di positivo che ti rimane a lungo...
Citazione Michele Pulcini:
... oltre ovviamente ai postumi post-sbronza
Premetto sono del 69 e allora 13enne ero a Imola il giorno che Pironi decise di non rispettare Villeneuve, piansi come un bambino due settimane dopoi quando Gilles perse la vita, seguo la F1 dal 75 quando Lauda vinse a Monza il mondiale, ma al di là del misticismo e della leggenda Celtics e Ferrari in comune hanno poco, i Celtics sono rappresentatati da una figura dove un Red Auerbach parlava come "noi", in Ferrari Enzo era professionalmente parlando un despota, ho avuto la fortuna di incontrare anni fa un tecnico della Ferrari degli anni 80, che partecipava alle famose riunioni del martedì e vi assicuro che testimoniò che di democratico non c'era nulla. Red alla fine era "innamorato" di ognuno dei suoi, Ferrari sostanzialmente fino a quando non trovò Gilles Villeneuve aveva sempre trattato i piloti come accessori, e infatti umanamente aveva sempre avuto rapporti molto complicati e poco duraturi, forse fatta eccezione per Clay Regazzoni.
E se il basket di un tempo e la F1 di un tenpo potevano avere pochi punti in comune ora siamo agli antipodi, da una parte una NBA che pur con mille sue difetti e i suoi risvolti economici rimane uno sport vero, dall'altra una F1 che ormai di sportivo ha ben poco, che è diventato uno sport asettico, gestito in modo raccapricciante da persone che non sanno neppure far rispettare le regole che loro impongono, perchè giova ricordare che gli ultimi tre mondiali (compreso il 2011) sono stati vinti da tre macchine le cui soluzioni vincenti di fatto sono state riconosciute irregolari (diffusori Brawn 2009, ala anteriore flessibile Red Bull 2010, scarichi soffiati Red Bull 2011) o subito dopo questi campionati oppure durante gli stessi come quest'anno con la vicenda degli scarichi soffiati della Red Bull sono stati dichiarati irregolari a Silverstone e riammessi il giorno dopo. Ormai in F1 non conta più il motore (vince il Renault che è infinitamente peggio del Ferrari) o il pilota (siamo arrivati all'assurdo che l'unico pilota che prova sempre a lottare Hamilton è considerato un mezzo fuorilegge), ma conta solo chi consuma meglio le gomme, il tutto incastrato in una macchina da soldi dove chi produce lo spettacolo (le scuderie) lascia l'80% degli introiti ad un signore che per meri interessi personali decide di correre in posti come la Turchia (7000 spettatori in tre giorni) o in Corea o in Cina dove della F1 non gliene frega niente a nessuno, e poi decide che templi dei motori come Spa non possono avere i GP, oppure che il recente piano presentato dei Francesi per portare la F1 a Le Mans (mica pizza e fichi) non va bene nonostante avesse una copertura economica clamorosa e offrisse un ritorno pazzesco. Purtroppo per quanto avvincente la F1 di sport non ha più nulla sul serio, recentemente ho letto una cosa bellissima su Autosprint scritta du un giornalista francese, che disse "ai Box non si sente più il puzzo di benzina e non ci sono più le macchie d'olio in terra" che secondo me rende benissimo l'idea.
Non va meglio nelle moto, ambiente forse più passionale della F1 ma anch'esso gestito da cani a livello regolamentare, leggevo proprio ieri che con la recente acquisizione della SuperBike da parte della Dorna, tra due anni avremo un bel pastrocchio con Superbike e Motogp insieme, e con Moto 2 e Moto 3 declassate a campionato europeo, questo giusto per dimostrare la bontà delle recenti scelte di abolire la 250 e la 125 (gran parte della storia di questo sport) solo per ingraziarsi la Honda che non riuscendo a competere con l'aprilia, ha forzato per cambiare le regole ed entrare come fornitore unica dei motori delle due nuove categorie. Anche nelle moto di leggende e miti ce ne sarebbero a bizzaffe (una per tutti il Tourist Trophy dell'isola di Man), ma anche qui errori gestionali assurdi hanno distrutto tutto.
E questo degli errori gestionali di F1 e Moto lo dico proprio nei giorni in cui in NBA si rischia di non giocare, ennesima dimostrazione di come gli americani pongano le regole sopra a tutto ad ogni costo, anzichè campare di contentini e compromessi tipici della mentalità europea.
Si è accennato anche al ciclismo, li onestamente temo si sia perso ogni cosa, con Pantani è finito tutto, non voglio dire che fosse pulito, però lui fu messo in croce per l'emnatocrito alto(misura precauzionale va ricordato, Pantani non è mai stato pescato positivo all'antidoping) in un periodo in cui Riis vinceva il Tour de France imbottito di ogni cosa, oppure dove Lance Armstrrong costruiva un mito fittizio grazie alla possibilità di non fare controlli antidoping. Il giorno che il ciclismo ha escluso Pantani (parlo prima della sua morte avvenuta per cose che non hanno nulla a che fare con lo sport) mentre tutti gli altri si dopavano nei peggio modi, ha finito di essere uno sport credibile. Ora quando sento di gente che si esalta per Basso, la prima cosa che penso è "ma Basso non è quello che ha vinto un giro ammettendo poi di essere dopato fino al collo ?" E dobbiamo esaltarci per questi "disonesti" sportivamente parlando ? Anche qui l'NBA con i suoi mille difetti sembra 200 anni avanti.
X GIANNI71 (la mail con cui ti sei registrato al sito non va, mandami una mail valida a cui posso mandarti l'omaggio)
Scusami Leo, ma se invio a mia discolpa certificato medico attestante lo stato di malattia dell'intera famiglia posso ricevere anche io la riproduzione del TopogigioMerendi a grandezza naturale?
No perchè dopo il danno di non essere stato presente al mitico raduno non vorrei pure la beffa di non poter ricevere il regalone che avete preparato per i parteciapanti, nooo questo proprio nooo, non potete farmelo!!!
p.s. il rammarico maggiore però, devo dire la verità, è quello che non ho potuto conoscere il nostro iscritto più giovane. Sapere che alle nostre spalle crescono dei giovani Celtics come The Truth è la gioia più grande!!! Certo essermi perso pure il Barolo del papà, però.... :(
Fabio, carico il TopogigioMerendi (in grandezza naturale) a Novi e vengo a trovarti a Perugia, tu metti il cioccolato io metto il barolo chinato, accostamento strepitoso ....! per Topo Gigio un po' di formaggio sarà sufficiente, che so un pecorino di Norcia ... (qui ci va un barolo 2000 ottima annata, del resto è l'anno di nascita di TheTruth ...)
Grandissimo Greenpride! Sapevo di poter contare sul tuo aiuto!
Inizio a metter da parte il cioccolato anche se il TopoGigio preferisce (giustamente) il suo e Vi aspetto a braccia aperte!
Insieme al pecorino di Norcia mi permetterei di offrirvi anche qualche salsiccina e un buon prosciutto stagionato se posso permettermi... ;)
FabioP che bello,un viaggio a perugia col merendi; formaggio, salsiccia, prosciutto e cioccolato vanno bene il vino un po' meno (a mia sorellina piace
Filippo, abbi pazienza, questi so' anzianotti!
Comunque sempre piu mitici
Complimenti a Luca Fasoli che ha scritto/inviato l'articolo!!
Luca mandaci appena puoi la scansione dell'articolo.
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