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Approfondimenti
Come tutti i tifosi biancoverdi sanno, la data di scadenza per l'attuale gruppo di giocatori dei Celtics è fissata per l'estate 2012, quando arriveranno al termine gli onerosi contratti di Kevin Garnett, Ray Allen e Jermaine O'Neal e a Boston si avrà il salary cap vuoto (sotto contratto rimarranno solamente Pierce e Rondo più un manipolo di giovani), così da poter portare nella Beantown una o due stelle. Questa premessa serve a far capire come l'anno sportivo che sta per iniziare sia per i Celtics di transizione e non sono previsti arrivi scoppiettanti a Boston (a meno che non ci siano trade "clamorose") nel mercato che dovrebbe riaprirsi a breve. La base quindi sarà quella dell'ultima stagione con i Big Three a tirare la carretta in quintetto e Rondo chiamato a dare al gioco dei Celtics quel pizzico di imprevedibilità che spesso è mancata durante gli ultimi playoff. Come vedremo più avanti invece il resto del roster presenta al momento molte incognite e sono tanti i ruoli da completare o che comunque necessiteranno di un intervento nel mercato dei free agent non appena ce ne sarà la possibilità (a lockout terminato, per intenderci).
Ad una prima frettolosa analisi di quella che sarà la prossima stagione Nba, si potrebbe quindi pensare che i Boston Celtics non faranno parte di quella cerchia di squadre destinate a contendersi l'anello: vuoi per i risultati degli scorsi playoff, vuoi perché i Big Three hanno comunque un anno in più e
sotto canestro i biancoverdi hanno perso in un batter d'occhio prima Perkins e poi Shaq. Gli ultimi playoff hanno infatti dimostrato come i Celtics debbano arrivare in perfette condizioni fisiche nella parte decisiva della stagione se vogliono tentare di dire la loro contro squadre come i Miami Heat, che fanno della loro potenza fisica un vero e proprio punto di forza. L'obiettivo dello staff tecnico di Boston sarà quindi quello di preservare i vari Garnett & compagnia nella prima fase della stagione (leggasi regular season), sperando che gli infortuni si dimentichino degli altri giocatori biancoverdi (cosa non successa purtroppo nell'ultima stagione), in modo che i giocatori "più anziani" possano essere preservati da un impegno fisico eccessivo fino ad aprile. Facile a dirsi e difficile a farsi ovviamente, programmare 82 partite tentando di avere comunque un buon record (obiettivo minimo qualificazione alla post season ovviamente) e al tempo stesso curare i muscoli dei giocatori migliori non è proprio di facile attuazione ma è la "conditio sine qua non" per i biancoverdi se vorranno tentare di giocarsi le proprie chance nella corsa all'anello. Molti degli addetti ai lavori (e anche dei tifosi biancoverdi) pensano infatti che se i Celtics 2010/11 fossero arrivati ai playoff con la stessa condizione fisica mostrata ad inizio stagione (precisamente dal mese di Novembre fino al primo infortunio di Rondo), la serie contro Miami non avrebbe avuto lo stesso epilogo. E' inutile negare che i vari Pierce, Garnett ed Allen (aggiungiamo anche Rondo e il suo infortunio al gomito) nelle partite decisive non erano nel pieno delle loro forze, il 4 a 0 rifilato ai Knicks aveva probabilmente "mascherato" questo problema, anche se soprattutto nelle prime due partite qualche campanello sinistro iniziava a suonare. Le gare contro Miami invece hanno sottolineato come la condizione fisica dei biancoverdi non fosse al top e come, nei finali di gara, atleti straordinari come James e Wade siano riusciti a fare la differenza sfruttando proprio questo gap fisico.
Potranno quindi i Celtics nella prossima stagione riuscire a preservare i loro "vecchietti"? Paul Pierce e Ray Allen nell'ultima regular season hanno giocato entrambi 80 partite rimanendo in campo in media per 34.7 minuti il primo e 36.1 minuti ad ogni allacciata di scarpa, rimanendo in gioco spesso in condizioni non ottimali, quasi obbligati a stringere i denti per il bene della squadra visti gli infortuni che tenevano ai box gli altri giocatori (Rondo, West, Daniels, Von Wafer, Murphy, Garnett, Bradley, Erden, Davis, Shaq, Jermaine O'Neal....). Se i biancoverdi vorranno portare i Big Three ai playoff in condizioni fisiche vicine all'eccellenza dovranno quindi costruire un roster in grado di giocare una season di buon livello, trovando giocatori giovani e fisicamente integri vogliosi di mettersi in mostra durante la regular season. Una vera e propria inversione di tendenza rispetto a quanto fatto finora, visto che a Boston si è quasi sempre preferito affiancare ai Big Three veterani esperti che potessero dare un contributo "solido" nei pochi minuti a disposizione.
L'attuale roster biancoverde vede a libro paga i seguenti giocatori: Rajon Rondo, Ray Allen, Paul Pierce, Kevin Garnett, Jermaine O'Neal e Avery Bradley. In pratica il quintetto base più il giovane Bradley che nel suo anno da rookie è riuscito a scendere in campo solamente in 31 occasioni lasciando molti dubbi sul suo futuro da vice Rondo. Volendo si possono aggiungere JaJuan Johnson ed E'Twaun Moore, la coppia scelta da Ainge nell'ultimo draft che andrà a completare il roster biancoverde ma che quasi sicuramente non avrà a disposizione da subito un minutaggio elevato. Tanto lavoro da fare per Danny Ainge quindi, il quale da una parte deve far si che la squadra trovi i giocatori giusti per un altro anno da protagonista, dall'altra però deve tenere in forte considerazione l'obiettivo "ricostruzione 2012", che quindi gli da' la possibilità di offrire solamente un anno di contratto ai giocatori da integrare nel gruppo.
Il primo reparto che sicuramente avrà bisogno di un intervento è quello dei lunghi: le ginocchia di Jermaine O'Neal (tra l'altro subito operato al polso dopo l'uscita di scena contro Miami) e Kevin Garnett non danno nessuna garanzia di tenuta durante la stagione e il mercato dei centri è di gran lunga il più complicato dell'intera Nba. Rispetto ai lunghi che hanno indossato la canotta biancoverde nella scorsa stagione c'è da registrare il ritiro di Shaq e la fuga in Europa di Nenad Krstic (firmato dal Cska Mosca), mentre sono senza contratto Troy Murphy e sopratutto Glen Davis. Aldilà delle considerazioni sul suo carattere e sulle sue dichiarazioni poco felici (eufemismo) degli ultimi tempi, sarebbe di vitale importanza per Boston riuscire a trovare un accordo con Big Baby per la prossima stagione, andare sul mercato per sostituire infatti anche i suoi 30 minuti di media a partita e la sua energia sottocanestro, spesso decisiva sopratutto in regular season, si rivelerebbe forse un autogol visto che i giocatori da trovare sono già tanti e
rifirmare Davis equivarrebbe a risolvere non pochi problemi per i Celtics. Certo è che trovare la giusta via di mezzo tra le richieste di Big Baby (molti soldi, tanti anni) e l'esigenze di Ainge (pochi soldi, un solo anno) non sarà facile. Diversa la situazione di Troy Murphy: nel suo breve periodo ai Celtics (complice anche un infortunio alla caviglia) non è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante e nei playoff è stato utilizzato per soli 3 minuti finendo agli ultimi posti della panchina; se l'ex Notre Dame si accontentasse di un contratto favorevole al progetto biancoverde, si potrebbe anche pensare di tenerlo nella Beantown vista la penuria del ruolo, in caso contrario invece il suo futuro sarà lontano da Boston.
Aldilà delle conferme di Murphy e Davis i Celtics hanno comunque la necessità di reperire sul mercato un centro in grado di tenere il campo per molti minuti (chi si fida del fisico di Jermaine?) e garantire una buone dote di punti e rimbalzi. Impresa ai limiti dell'impossibile a meno che non ci siano trade clamorose (si vociferava di uno scambio Kaman-Pierce prima del lockout), il mercato dei free agent infatti non offre molto nel ruolo e quel poco che c'è sarà difficile da far sposare con ciò che può offrire Boston. Il nome più interessante tra quelli disponibili è sicuramente Tyson Chandler, ma dopo aver vinto l'anello con Dallas il 28enne centro ex Bobcats ha fatto sapere chiaramente di voler firmare il suo ultimo contratto "importante" e visto che nell'ultima stagione ha intascato ben 12,6 mln di dollari dire che sia fuori portata per Boston è un eufemismo. Un altro giocatore molto interessante è Deandre Jordan rivelatosi nell'ultima stagione ai Clippers, ma anche lui dopo il buon campionato disputato è intenzionato a "far cassa" nelle prossime contrattazioni e lo stato di "restricted free agent" (i Clippers pareggiando l'offerta se lo tengono) lo tiene lontano da Boston. Lo stesso discorso vale per Marc Gasol, sul quale Memphis ha già dichiarato di voler costruire la squadra del futuro e con ogni probabilità quindi rimarrà nel Tennessee. Tenendo lontano da Boston gli "injury prone" Greg Oden, Kwame Brown, Joel Przybilla e Yi Jianlian, i nomi buoni rimangono veramente pochi e si dividono in due categorie: veterani dalle mille battaglie sulle spalle (Samuel Dalembert, Jeff Foster, Erick Dampier etc etc) o giocatori non più giovanissimi che però finora non hanno lasciato tracce indelebili nella Nba (Kyrilo Fesenko, Hilton Armstrong, Aaron Gray etc etc). Di certo non una scelta facile per Ainge che deve salvare capre e cavoli con una possibilità di movimento molto limitata.
Diversa invece la situazione sugli esterni, qui il mercato offre molte più possibilità e Boston sembra sia decisa a rifirmare Jeff Green, giocatore da cui ci si attende molto nella prossima stagione, ovviamente la rosa avrà comunque bisogno di essere integrata (sopratutto nel ruolo di guardia vice Allen) ma Ainge qui potrà scegliere fra molti buoni giocatori liberi. Un ottima aggiunta potrebbe essere il miglior sesto uomo del 2010 Jamal Crawford, sempre che non chieda cifre astronomiche per i suoi servigi; da tenere in considerazione anche il duttile Shane Battier, la guardia Shannon Brown, lo specialista difensivo DeShawn Stevenson, gli esperti Tayshaun Prince e Grant Hill, o giocatori in cerca di riscatto come Al Thornton, Shawne Williams, Jamario Moon e Willie Green, gente entrata in Nba con aspettative ben diverse ma che a Boston potrebbe trovare l'ambiente giusto per affermarsi.
In ultima analisi va sotto la lente d'ingrandimento il ruolo di vice Rondo, nel roster c'è già Bradley ma di sicuro i Celtics dovranno aggiungere un'altra pedina per completare il reparto, la conferma di Delonte West non pare cosi scontata e comunque potrebbe non bastare per via dei suoi continui infortuni. Anche qui il mercato offre molte possibilità, dal folletto Barea al veterano Mike Bibby, passando per Tj Ford, Pooh Jeter ed Earl Watson.
Il mercato si presenta dunque complicato per i Celtics e con esso anche le possibilità di rimanere competitivi per la vittoria finale. Soprattutto sotto canestro la situazione appare difficile e riuscire ad arrivare a giocatori di livello pressoché impossibile, la sensazione è che i Celtics, una volta completato l'organico, vivranno alla giornata questa stagione, capendo nel corso delle partite quali potranno essere i loro obiettivi e, se la buona sorte almeno per quest'anno non voltasse le spalle ai biancoverdi, potrebbero rivelarsi l'autentica mina vagante dei playoff, fermo restando che l'avere i Big Three più Rondo al meglio della condizione fisica ad Aprile è condizione imprescindibile per ben figurare.
Ora quindi tutti in attesa dell'annuncio di fine lockout (inguaribile ottimista) e poi il breve e concentrato mercato (la stagione regolare se tutto va bene parte il 1 novembre) dove sicuramente ne vedremo delle belle e chissà se quel volpone di Ainge non ci abbia già preparato qualche sorpresa.





Commenti
Parto da Jermaine O'Neal, onestamente credo sia un ex giocatore, dubito possa giocare con continuità, lo terrei visto costerà caro solo in vista di un possibile scambio, ma su di lui nei 28 metri non ci conto per nulla.
Big Baby credo abbia chiuso i suoi giorni in verde, non credo sia un problema di soldi o di durata del contratto, credo sia un problema di affinità. Un giocatore che ti canna in pieno i playoff nel contract year arrivando alla post season in evidente sovrappeso e in forma scadente, temo che con Ainge ci vada poco d'accordo. Ovvio se accettasse un anno di contratto a cifre sotto i 3 M$ forse ci potrebbe anche rimanere per cercare un rilancio, ma dubito che andrà così.
Su Jeff Green ruota molto del futuro, onestamente credo che quello degli scorsi playoff sia troppo brutto per essere quello vero, ma allo stesso tempo ho il timore che proprio per come ha sbagliato gli scorsi playoff, le "stimmate" del campione in questo ragazzo non ce le troveremo. Se accettasse la Qo come pare di intendere da un paio di sue interviste, per i Celtics cambia tutta la strategia in vista del 2012, si vuole un pluriennale corposo o se accetta un'offerta di un'altra squadra, non credo che Ainge pareggerà l'offerta privandosi della flessibilità per la prossima estate.
Ora dirò una bestemmia, però chi per me non è al sicuro a Boston è Rondo, Rajon per cui stravedo ha un sacco di pregi e qualche difettuccio, da sano è devastante in certe cose, ma se lui è la chiave per portare a Boston uno tra Chris Paul o Dereon Williams (entrambi in scadenza 2012), per me Ainge al bisogna lo sacrifica.
Da qui in poi bisogna decidere se si vuole vincere o si vuole guardare al futuro, nel primo caso ci vuole gente solida e esperta, nel secondo preferirei testare giovani a costo di rimetterci sul record a fine anno.
C'è da trovare quindi :
1) Un cambio per i play, l'Avery della scorsa stagione è troppo leggero, forse come terzo play va bene, come secondo è un rischio troppo grosso, anche in caso di stagione che punta al futuro. Va detto che il mercato non offre praticamente nulla con i play.
2) a livello di backpup per PP e Ray, spero vivamente che Jeff Green si prenda molti di questi minuti con PP che gioca anche da guardia, non saprei se ritentare con Delonte, però tentar non nuoce, servirà anche un alro tiratore, poi c'è Moore che un posto nei 15 lo troverà. Ci conto anche Marquis che una chance se la merità se è a posto. Spariamo un po di nomi, Jamal Crawford (l'ideale), Mike Dunleavy Jr (dubito lasci Indiana), Al Thorton, Luc Richard Mbah a Moute, e perchè no Julian Wright. Belinelli non saprei all'Europeo mi ha totalmente irritato però come specialista potrebbe starci.
3) Sotto tolto KG manca tutto, uno slot per lui, uno per Johnson, poi Ainge dovrà lavorare di fantasia, non mi dispiacerebbe Delambert ma dubito accetti un annuale, immagino che DeAndre Jordan sia inarrivabile, sparo nomi che mi intrigano, Kris Humpries, Josh McRoberts, Chuck Hayes (porebbe diventare un idolo al Garden), Reggie Evans (con i problemi cronici a rimbalzo sarebbe una manna), il "venerabile" Kurt Thomas.
Di conseguenza vedo il lavoro di Ainge proiettato a costruire quella panchina che potrà e dovrà permettere ai titolari di arrivare al meglio ai PO.
Manca atletismo in questo gruppo, mi pare sia la carenza più evidente (tecnica ed esperienza ne abbiamo da vendere) e a questo punto un esterno e un lungo sono necessari (vi evito nomi) e la loro ricerca sarà però condizionata dalle possibili nuove regole del CBA e da un mercato che si annuncia folle per i ristrettissimi tempi che potrebbero generare sorprese.
In questo senso si dovrà partire dalla decisione su Green e molto dopo su quella per Davis, mentre Delonte mi pare una certezza a poco prezzo: dopo aver ripreso o meno Green potremo capire quanti soldi rimarranno (immagino comunque pochini), posto che i contratti annuali saranno ancora obbligatori.
Insomma, una situazioen più complessa del solito e un Ainge che dovrà dare il meglio di se.
Jeff: è nota la mia disistima per il ragazzo, immagino che vanterà pretetese importanti nonostante tutto, quindi sarei per rilasciarlo specie se al sig Hill qualcuno riuscisse a far venire voglia di una ultima corsa x l'anello...
Big Baby: dopo una stagione veramente importante, nel finale è crollato sotto tutti i fronti, non da ultimo facendosi compatire con dichiarazioni al limite dell'assurdo; credo che il suo futuro sia altrove, a meno che non sia improvvisamente rinsavito e accetti un annetto a cifre modiche per rilanciarsi e per poter essere nel gruppo che, dopo il 2012, tenterà l'assalto all'anello
in generale ci vorrà coraggio, a mio personale giudizio bisognerebbe ripudiare il credo dell'usato sicuro sposato in qs ultimissime stagioni (Hill unica eccezione), fregarsene del record di stagione, prendere giovani e correre rischi, per vedere se potremo portare al 2012 qualche pezzo buono da attaccare ai big in entrata
infine chiudo con una ipotesi di speranza, di sogno (quasi erotico), ma anche una sorta di preveggenza sulle intenzioni aingiane di lungo termine: nel 2012 presentarsi ai blocchi di partenza con una di qs due coppie CP3-DH12 o Rondo-KLove, il Capitano, KG e Ray rifirmati a 1 anno al minimo sindacale
una domanda a chi ha visto piu partite: ma jeff green com'e'?? perche' non mi sembra questo fenomeno da meritare un contratto importante..è un buon terzo giocatore di una squadra forte..ma non certo una stella..
su rondo sono d'accordo con leonardo, non è un franchise player..è un duro e a volte devastante ma ha troppi alti e bassi, e non ha tiro. ad alti livelli non puoi giocare con uno che viene battezzato. a meno che tu non abbia tre stelle intorno come ha adesso..meglio deron o cp3 tutta la vita..anche se poi dipende molto dal nuovo cba e dalle regole sulla flessibilità..perche' se non puoi andare oltre il cap rondo a 11 mln è meglio di cp3 o deron a 17mln cosi firmi un altro con i 6 mln che ti restano..
quindi sperimao che howard venga a boston insieme a un ottimo giocatore perimetrale da complementare i vecchi pp e kg e ray al minimo..spero non venga k-love che secondo me non sposta ad alto livello..ma forse mi sbaglio..
Valutazioni complesse, ma partirei, intanto dall'età :Williams è del 1984, Paul del 1985, Rondo del 1986 e poi dal salario, con i primi due che prendono oltre 16ML, il nostro Rajon e 10.
Poi cerco di dimenticare il pessimo comportamento di Deron ai Jazz prima del trasferimento (ormai prassi quasi comune) e una certa possibile fragilità fisica di Paul e si butto là il mio giudizio: Williams è regolarissimo dal punto di vista dei numeri ed è molto forte fisicamente, ma mi lascia l'idea di avere raggiunto ormai la piena maturità tecnica dopo sei stagioni, cioè lui è questo, nel bene e nel male, forse in una squadra che punta all'anello potrebbe cambiare qualcosa, ma lui è questo.
Paul è diverso e per certi aspetti potrebbe stupire ancora in positivo giocando in una squadra migliore, ma per quanti anni? Voglio dire che due o tre anni di investimento ci possono stare tutti, ma avrei dubbi a lungo termine.
Rondo, invece, mi pare ancora un giocatore in parabola ascendente, ne conosciamo pregi e difetti, ma caratterialmente potrebbe essere un migliore leader rispetto agli altri due senza Garnett nel nostro futuro.
Ovvio che si tratta comunque di ottimi giocatori tra i quali c'è solo l'imbarazzo della scelta, ma se non devo pensare all'aspetto economico (di ovvio peso), non leverei Rondo dal confronto in partenza.
In ogni caso il contratto di Rondo e' considerevolmente basso per un giocatore del suo valore.E sono curioso di vederlo nel Celtics del futuro, una volta ritirati i Big Three, con Rajon leader della squadra. Non mi meraviglierei di scoprirlo ottimo realizzatore.
e conta non poco
quindi Danny potrebbe essere invogliato a scambiare Rajon con CP3 x arrivare a Howard
secondo me il vero potenziale di crescita di RR9 lo vedremo nella prossima stagione (quando sarà...): se avrà messo a frutto l'estate x lavorare sul jumper, allora beh... si tengano pure tutti i Williams e Paul che vogliono... in fondo l'estate scorsa l'ha trascorsa al camp della nazionale e non ha potuto nè riposare nè fare una estate alla Bird x migliorarsi... se vuole passare da bravo giocatore/interessante prospetto a fenomeno da anello deve dimostrare di essere fenomenale anche quando non gioca xché è lì che può costruirsi quel che gli manca
Mi immergo nel Fantasy :
- Rondo per Deron non lo farei mai e poi mai !
- Rondo per Cp3 lo farei con rimorso solo se fosse la chiave per arrivare a D12
- Se si arrivasse a D12 + Rajon, in mezzo ci vuole una macchina da canestri, con una mano glaciale nei momenti caldi se si vuole vincere (ergo non il Jeff Green visto sia a OKC sia a Boston)
- Love a me intriga quasi più di Howard lo ammetto !
Certo, sono stato e sono critico nei suoi confronti su alcuni aspetti e tra questi non è secondario il calo dei liberi tentati (1,9 a partita quest'anno contro 3,5 della stagione precedente) e di qualche altra statistica, ma complessivamente mi sono piaciute di più le scelte di gioco rispetto al passato ed è in questo campo che mi aspetto ulteriori progressi, fermo restando che Rondo è Rondo e non diventerà mai Ossola (per i miei coetanei
Poi è chiaro che il 57% ai liberi è orribile, ma invece mi piace, e non poco, che da due anni sia invece nel primo quintetto difensivo della lega.
Vedo che ho quasi convinto Leonardo e ammetto che anche a me Love non dispiace anche perchè potrebbe essere più accessibile di Howard e concordo che con la coppia Rondo/D12 tutti si metterebbero a zonetta della nonna
Direi di no, ha ancora due anni del contratto da rookie, quindi ci potremmo arrivare solo attraverso uno scambio e, nonostante Sterling sia ancora il proprietario dei Clippers, ritengo improbabile che possa privarsi della sua "gallina dalle uova d'oro".
grazie michele...io sui contratti non sono un grande esperto...ma al termine de 2 anni da rookie deve rifirmare con i clippers ho comunque può scegliere in basa alle offerte che riceverà?
Mi sembra però che su Rondo siamo un po'severi. Ok, ogni volta che gioca ci fa impazzire ma i primi due mesi di Rs son stati fantastici.
Questo credo che valga per tutti e non solo per Rondo, ed i giocatori lo sanno benissimo...poi certo, se mi scambia Pierce un mezzo infarto lo faccio, ma ormai ho imparato che va tutto giudicato con certi margini di tempo.
A me il fatto di avere la proprietà che abbiamo, più Ainge alla scrivania e Doc in panchina già mi fornisce una certa serenità...
anche io, sempre che si giochi, sono curioso di vedere che mercato verrà impostato da ainge, considerando anche che forse questo è il primo anno che si ritroverebbe a roster pochi giocatori e quindi gli scambi saranno inevitabilmente pochi se non si vorrà coinvolgere qualche star.
certo è che sulla carta vedo pochi giocatori superiori ai ns. del quartetto.
io sto con rondo tutta la vita, e mi spiego:
1-costa meno degli altri 2
2-quando "gioca" è un giocatore totale (punti, assist, rubate, rimbalzi - che gli alti due non hanno in maniera così estesa anche se superiori in alcuni casi)
3-personalità fuori dal comune, questo al primo anno con i vecchietti già voleva comandare....
4-a mio avviso ha ancora margini di crescita al tiro (non sarà mai ray allen, ma un tiro decente se vuoi te lo costruisci) e in difesa
5-alcune giocate tra cui il recupero su j.williams e le giocate ad un braccio solo dopo il regalino di wade nei playoff sono troppo da pride celtico.
Questo perchè ci saranno nuove regole e non credo saranno migliori per i giocatori e ci sarà il ricordo di un finale di stagione a Boston non certo entusiasmante.
Ovvio che un fan per un giocatore giovane e dotato come lui si potrebbe trovare, ma con quali prospettive? Insomma, chiedesse la luna, ma si ricordasse che spesso chi troppo vuole ....
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