-
Il pagellone biancoverde
giancleto83
Che testa. Uno cosi nemmeno la merita la Nba. E lo dice uno che ... -
Le Finali di Conference Day by Day
Randa
Capisco che Paul sia il faro della squadra, ma non sono un paio di ... -
Il pagellone biancoverde
Andrea Del Vanga
se non ricordo male sia lui che Randolph che White avevano il contratto ... -
Il pagellone biancoverde
Michele Pulcini
Forse mi sono sfuggiti, ma non fare gli auguri ieri al nostro grandissimo ... -
Il pagellone biancoverde
Michele Pulcini
Un vero peccato. Mi pare che Ainge abbia regole precise in merito ... -
Le Finali di Conference Day by Day
Michele Pulcini
Capisco che Paul sia il faro della squadra, ma non sono un paio di ... -
Le Finali di Conference Day by Day
Randa
Mah, occhio ai Grizzlies che sembravano in grossa difficoltà contro ... -
Playoff 2013 Day by Day
Randa
Zio, non ti facevo così tifoso degli Spurs :o
Approfondimenti
Non è farina del mio sacco significa che mi sono ispirato a un interessante articolo di Bill Simmons, autore di molti “pezzi” per ESPN e tifoso NBA (e a modo suo anche dei Celtics), che ha proposto una chiave di mediazione e soluzione dei lock out con la quale mi trovo a concordare in molti punti e che offro alla comune discussione, considerato che ci troviamo in un lungo e poco significativo periodo estivo.
Sappiamo tutti che ci sono punti di vista diversi tra proprietari e giocatori e svariati problemi per la lega: possiamo provare a fare un piccolo elenco di cosa deve essere risolto.
1) L’NBA ha perso 340 milioni l’anno scorso
2) I giocatori prendono una percentuale troppo alta dei ricavi
3) I contratti garantiti sono troppo lunghi
4) Le vere superstar devono guadagnare di più, molti altri giocatori devono guadagnare meno
5) Nessuno ha obbligato i proprietari a pagare così tanto i giocatori
6) I proprietari devono pensare a una distribuzione dei loro ricavi prima del nuovo CBA
7) I proprietari devono pensare a sistemare i problemi della lega prima del nuovo CBA
Punto 1) – Tutti ignoriamo la verità, cioè se il dato sia vero, corretto e condiviso o condivisibile con i giocatori, però il punto non è l’importo, ma il possibile trend economico delle squadre e, soprattutto, che la responsabilità delle perdite se ripetute anche nella stagione 2010/11 che parrebbe essere stata
molto buona, deve essere principalmente dei proprietari.
Quindi questi la smettessero di lamentarsi di un dato per il quale nessuno vorrà compatire un gruppo di super ricchi che si dichiarano incompetenti: STOP ALLE LAMENTELE
Punto 2) – Il famoso 57% del BRI è alto, ma se poi consideriamo che le squadre di punta spendono ancora di più, allora la cifra lievita ancora e il meccanismo della luxury tax non ha livellato nulla, anzi è ormai chiaro che per vincere è diventato necessario pagarla e spendere: lo hanno fatto a Boston e tutte le squadre vincitrici degli ultimi titoli in un sistema che vede i lakers spendere 110ML e i Kings 45ML.
Forse, però, il punto è che a los angeles possono e devono spendere più del doppio che a Sacramento, perché il loro mercato è molto più ricco e grande, i biglietti possono costare il doppio ecc.ecc.; questo vale anche nelle altre grandi città e non è un caso che questi grandi mercati, a prescindere dai risultati sportivi, possano portare utili anziché perdere (vedi il caso dei Knicks) e allora, anziché proteggere città e franchigie in difficoltà, trovassero i mercati adatti per le squadre e, per non penalizzare troppo quelle piccole che rimarranno, una percentuale del 50% può essere ragionevole: 50% E NUOVI MERCATI
Punto 3) - Nomi come Eddy Curry, Charlie Villanueva o Rashard Lewis (fatte le debite proporzioni) fanno rabbrividire e possono rovinare una franchigia; i giocatori mi sembrano coscienti di questo e sembra ragionevole ridurre a quattro anni la durata massima anche per evitare che i giocatori sembrino fortissimi nell’anno del rinnovo e poi si imbolsiscano subito dopo: in situazioni simili è poi ovvio che anche i tifosi si possano disamorare della squadra, pensate a quelli dei Clippers con Baron Davis, oltre due anni di nervi tesi per un prestazioni troppo inferiori a un contratto lungo e pesante e con l’unica alternativa di liberarsene perdendo la prima scelta! QUATTRO ANNI AL MASSIMO
Punto 4) – Rispetto al baseball (dove non c’è salary cap) le vere superstar guadagnano di meno, mentre c’è un esercito di giocatori che prendono cifre incredibilmente superiori al loro valore e per troppi anni (vedi punto 3), per esempio Davis (14,9), Camby (12,9), Kevin Martin (11,5), Maggette (10,2) e l’elenco potrebbe continuare. Vogliamo arrivare a pagare di più le superstar con un sistema che le faccia rimanere nelle loro squadre per dare ai tifosi qualcuno con cui identificarsi in positivo, quindi studiamo un sistema di incentivi economici per i giocatori che durante i loro contratti facciano l’All Star Game (per almeno due anni e con un sistema di voto serio) oppure entrino nei migliori quintetti di fine anno; gli incentivi dovranno premiare questi giocatori, senza contare per il cap e verranno persi, invece, se il rendimento non fosse pari alle attese. I giocatori con questo status di superstar potranno opporsi ai loro trasferimenti, ma in caso lo accettassero poi perderebbero i bonus conquistati. E nessuno fuori dal giro All Star Game/All NBA Team potrà firmare un contratto superiore a 10ML. REDISTRIBUZIONE DEI SALARI PER RAFFORZARE LE FRANCHIGIE, FIDELIZZAZARE E MOTIVARE I GIOCATORI
Punto 5) – I proprietari smettessero di dare ai loro GM il potere di spendere così tanto e così liberamente se poi le conseguenza diventano quelle sotto gli occhi di tutti; inoltre il rispetto delle regole dei punti precedenti deve diventare un mantra che l’NBA deve far rispettare. LE REGOLE VANNO
RISPETTATE
Punto 6) – Mi pare difficile che i proprietari si accordino e lo facciano prima del nuovo CBA e senza saperne le regole; in più le poche franchigie che guadagnano dovrebbero sacrificarsi per le New Orleans e Charlotte? Mi pare altrettanto improbabile che accada e i giocatori devono prenderne atto. PERDERE UN’INTERA STAGIONE SAREBBE ECONOMICAMENTE MOLTO NEGATIVO
Punto 7) – Altro punto su cui i giocatori si battono: in parte hanno ragione soprattutto perché cancellare un’intera stagione pensando così di rompere il fronte dei giocatori per poi guadagnare di più crea qualche sincero dubbio perché potrebbe accentuare il problema del progressivo minore interesse dei fan. Ma anche il campo dei giocatori dovrebbe ragionare nello stesso senso e considerare, particolare di non poco conto, che non c’è la fila per comprare franchigie tipo Hornets, Pistons o Bucks.
Ma servono interventi decisivi e quasi epocali: le sponsorizzazioni sono ancora da esorcizzare? La WNBA è necessaria? Non è proprio possibile intervenire su proprietari tipo Sterling? Perché non provare trasferimenti di franchigie dove ci sarebbe domanda (tipo i Kings ad Ahaheim)? E quale è il progetto per New Orleans che non è pensabile rimanga di proprietà della lega? E magari si potrebbe autorizzare Micheal Jordan a portare i Bobcats da Charlotte a Chicago? CORAGGIO E DECISIONI IMPORTANTI
Insomma, vorrei che in questo mese la lega non restasse solo ad aspettare che i giocatori, finiti i soldi in tasca, scendano a miti e corretti consigli avvicinandosi alle proposte dei proprietari, ci sarebbe una stagione con tantissimi motivi di interesse: l’ultima corsa di nostri Tre Vecchioni, la rivincita di LeBron, i Mavs che provano il repeat, Duncan e kobe forse al traguardo delle rispettive illustri carriere, i progressi di OKC, ma sarebbe un peccato perdere un’intera stagione della coppia Amar’è/Carmelo, perdere la seconda stagione su tre possibili di Blake Griffin, perdere l’incredibile tentativo di far giocare con lo stesso pallone a Sacramento i signori Evans, Cousins e Fredette, perdere il debutto di Rubio e tante altre clamorose occasioni.
Se questo lock out finisse come molti pronosticano per Natale, sarebbe un peccato che la soluzione fosse solo un compromesso che non risolverà davvero qualche importante problema di quella lega che sotto la gestione Stern ha mostrato al mondo di essere all’avanguardia, trovassero la forza di assumere decisioni anche drastiche e i giocatori saranno disponibili a ridurre le loro richieste.



Commenti
www.nba.com/2011/news/07/27/labor-talks/index.html
conta ancora poco o nulla, ma se si anticipano i tempi in questo modo forse c'è davvero la volontà di non far saltare la stagione!
Può essere positivo che sia passato meno di un mese, speriamo sia il primo di altri incontri produttivi.
RSS feed dei commenti di questo post.