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Il tanto temuto lockout è realtà, andiamo quindi a scoprire modi e termini che ci saranno molto utili per capire l'evolversi di questa situazione che rischia seriamente di tenere gli appassionati di basket NBA, senza il loro pane per oltre un anno.
Per chi si avventura sul sito ufficiale della NBA dal primo di luglio, ci si imbatte in questa inquietante immagine

Eloquentemente la pagina e' spoglia e priva di contenuti attinenti all'attualita' NBA che in presenza del lockout, divenuto ufficiale proprio dal primo di luglio, cessa ogni attivita'. Tutti i contatti tra i giocatori NBA e le squadre cessano. Non ci puo' essere nessuna comunicazione. I giocatori non possono utilizzare le strutture societarie. I free agent (giocatori in scadenza di contratto) o le matricole appena scelte rimarranno senza contratto perché teoricamente gli accordi possono essere firmati dal 1 luglio in poi, ma quella è proprio la data di inizio della “serrata”. I giocatori sotto contratto per la stagione 2010-11 continueranno ad essere pagati, ma altri benefici, come ad esempio quelli assicurativi, sono sospesi.
Solo i “free-agent” (tra i quali “Big Baby”, Kirilenko, Krstic) e le matricole possono eventualmente trovare accordi in altre leghe. Chi è sotto contratto invece deve “rimanere a disposizione” anche se non percepisce il salario.
Il termine lockout letteralmente significa “chiudere fuori”. L’etimologia della parola risale alla metà del XIX secolo, quando i proprietari delle fabbriche sprangavano i portoni per impedire ai lavoratori di entrare, di fatto “chiudendoli fuori”. Con il tempo è diventato il termine che definisce il disaccordo tra datore di lavoro e dipendente. Enfatizzando (ed esagerando) potremmo dire che dove lo sciopero (strike) è l’azione di protesta del lavoratore nei confronti del datore di lavoro, il “lockout” è l’azione contraria.
All'origine del lockout c'e' la discussione sul CBA che sta per “Collective Bargaining Agreement”, cioè “Accordo Collettivo di Lavoro” e stabilisce punto per punto diritti e doveri dell’NBA e degli atleti. L’NBA è stata la prima lega professionistica americana a reintrodurre il concetto di “tetto salariale” quando nel 1984 Stern ed i suoi collaboratori brevettarono un metodo innovativo che consentiva di “legare” gli stipendi degli atleti agli introiti della lega. Che quella fosse una manovra brillante è testimoniato dal fatto che tutte le altre leghe professionistiche hanno finito per far proprio il “salary cap”.
La crisi economica mondiale si è “scontrata” con il progressivo aumento dei monti salari degli atleti. Stern ha dichiarato che 17 squadre su 30 nella stagione 2009-2010 hanno chiuso “in rosso” (altre fonti parlano di 22 squadre ma c'e' grande disparita' di opinioni e ridda di cifre sull'argomento), che l’NBA prevedeva di perdere 400 milioni nella stagione 2010-2011 e che non era nel suo interesse rinnovare alle stesse condizioni il contratto con i giocatori in essere.
Stern ha dichiarato che col nuovo contratto sarebbe stato imperativo fare in modo di garantire la “sostenibilità” dell’azienda NBA. Non potendo aumentare gli introiti, si è rivolto al taglio delle spese, tra le quali la voce più cospicua sono ovviamente gli stipendi dei giocatori.
I proprietari NBA sono alla ricerca di cambiamenti molto radicali, con la ridefinizione della divisione finanziaria dei ricavi. Nel contratto in scadenza, i giocatori ricevono il 57 per cento delle rendite della lega. I proprietari, sostengono che le franchigie hanno avuto perdite complessive di 400 milioni dollari per la stagione 2010-2011, hanno chiesto una ripartizione degli utili al 50%. I proprietari vogliono anche introdurre un cap 'flex', che abolisca la stragrande maggioranza delle eccezioni salariali, mossa che i giocatori interpretano come un hard cap simili a quelli della NFL e NHL. Si era parlato di un cap fissato a 45 milioni di dollari ma le cifre sul tavolo nelle ultime trattative non sono state comunicate.
La NBA avrebbe anche qualcosa di simile a un hard cap al momento. I molti vincoli sugli stipendi (un massimo di 15 giocatori, i tetti salariali fissati per i rookie che ha impedito contratti folli come in passato, la mid level exception, i contratti al massimo salariale quantificati) non consentono alle squadre di spendere più di tanto. Difficile pensare che i giocatori possano rinunciare ad altri vantaggi salariali (come i cosiddetti Bird's right per rifirmare un free agent oltre il cap) dopo che gli stessi erano stati gia' ridotti e prestabiliti in passato con altre contrattazioni.
La distanza tra le parti e' al momento abissale. Oltre alla disputa sulla struttura cap, i giocatori, la cui ultima offerta era di dividere i ricavi dando il 54,3% ai giocatori e il 45,7% alle squadre, ritengono che le difficoltà dell’NBA derivino da cattive decisioni manageriali, e si domandano perché debbano essere i giocatori a pagare per errori commessi da altri. Come ha dichiarato Derek Fisher, rappresentante dei giocatori, “Ogni squadra dovrebbe essere responsabile del suo bilancio, e noi giocatori non siamo mai entrati nel processo decisionale. Perché dovremmo fare delle concessioni per sanare buchi generati da mosse sulle quali non abbiamo mai avuto voce in capitolo”?
E’ evidente che se da un punto di vista “aziendale” le trenta franchigie procedono contro i loro avversari come un carro armato, quando invece devono confrontarsi tra di loro cadono in errori marchiani. Facendosi la guerra tra di loro per il giocatore di turno, i GM (e quindi le franchigie) finiscono per pagare troppo i giocatori, “gonfiando” i libri paga. Ma del resto l’alternativa qual’è? Quando LeBron James ha lasciato Cleveland per la Florida, il valore degli Heat è salito sensibilmente e quello dei Cavs altrettanto sensibilmente è calato, ed in quel caso ogni proprietario spenderebbe – come avevano fatto i Timberwolves con Garnett - qualsiasi cifra pur di non perdere una “gallina dalle uova d’oro”.
Il fronte dei giocatori, storicamente, e' meno compatto di quello dei proprietari per il semplice motivo che possiamo dividere i giocatori in tre gruppi a seconda degli stipendi che percepiscono. Il primo “terzo”, quello dei giocatori che sono pagati 1 milione o meno, “fattura” 82 milioni di dollari annui. La seconda fascia, quella degli atleti che percepiscono da 1 a 4 milioni, mette assieme 378 milioni. La terza fascia, quella che ha siglato contratti superiori a 4 milioni a stagione, racimola 1,55 miliardi di dollari. E’ evidente che se trecento giocatori in totale percepiscono solo il 22% del monte stipendi, potrebbero nutrire qualche forma di risentimento verso i “pochi” che non vogliono perdere i privilegi acquisiti. Ecco quindi che l’NBA potrebbe trovare in loro degli alleati, visto che quei trecento conterebbero come maggioranza nelle votazioni dell’Associazione Giocatori…
Interessante il punto fatto da Abbott sull'ESPN quando dice che "Il punto di partenza di questi negoziati era 'sarà la prossima distribuzione dei ricavi migliore per i giocatori o per i proprietari?' Ora siamo gia' a 'quanto migliore sarà questo accordo per i proprietari?' In altre parole, i giocatori sanno che il futuro non sarà ricco come il passato".
Difficile pensare cosa ci riservera' questa estate: quando le due parti interruppero i colloqui nel luglio 1998, non si incontrarono di nuovo fino ai primi di agosto - per giunta per soli 90 minuti e senza progresso. I proprietari ed i giocatori sono arrivati alla scadenza del 30 giugno, con soli tre incontri - per un totale di sole 12 ore - nelle ultime due settimane. Non ci sono date prestabilite per trovare un accordo per la prossima stagione. Se dobiamo guardare ai lockout precedenti, nel 1995, il tutto durò 74 giorni senza cambiamenti per la regular season. Nel 1998, la preseason venne cancellata e venne giocata la famosa stagione dimezzata (quelle delle 50 partite), evenienza che Stern ha escluso possa verificarsi quest'anno, visti i problemi con i diritti televisivi e le penali che la lega si vedrebbe costretta a pagare in caso di stagione dimezzata (ragione che a spinto piu' di uno a vedere non chiaro nelle vere entrate delle Lega e in tutti i libri contabili mostrati ai giocatori in sede di trattative).
Cosa significa tutto questo per i Celtics? Il bicchiere e' come spesso accade anche nella vita mezzo pieno e mezzo vuoto: mezzo vuoto perche' e' chiaro che le residue speranza di anello di questo splendido gruppo messo su da Ainge nel 2007 svanirebbero, visti i quasi 36 anni di Allen, i 35 di Garnett e i 34 di Pierce. Mezzo pieno perche' i Celtics sono ben messi per adattarsi a qualsiasi nuovo sistema e cap perche' nell'estate del 2012 andranno via dal libro paga i 37 milioni dollari di stipendio di Kevin Garnett, Ray Allen e Jermaine O'Neal.
(ringrazio Fabio Anderle che ha scritto le definizioni e le terminologie contenute nell'articolo)





Commenti
Citazione:
Io sto con i giocatori, e onestamente spero che continuino a tenere duro ed anche a spuntarla in qualche modo. Probabilmente è inverosimile , ma la speranza è che la stagione alla fine risulti molto "accorciata" magari, e che i vecchietti possano risparmiare energie per un ultimo grande ballo...
Parliamoci chiaro, non credo sia una faccenda che si possa risolvere a breve, le parti ne discutono già da tempo, ma la posta in ballo è troppo grossa perchè l'accordo sia facile.
Sono curioso di vedere gli sviluppi: i proprietari non pagando i giocatori possono "resistere" bene e hanno alcuni mesi davanti senza troppa pressione esterna (la stagione fino a ottobre comunque sarebbe stata morta), i giocatori di fascia alta si possono godere i loro soldi altrettanto senza pressioni, mentre i problemi potrebbero arrivare da quelli con contratti medio bassi e dai FA con il terrore di uno stupido incidente magari in allenamento casalingo che li lascerebbe con poche speranze di firmare un nuovo contratto.
Però, pur non volendo difendere i proprietari, capisco anche che loro hanno quasi un socio (i giocatori) che si porta via oltre la metà dei ricavi (non dell'utile!!!) senza partecipare alle spese, ne agli eventuali investimenti.
Invece, e qui vorrei il conforto di Leo e Fabio, uno dei punti di critica dei giocatori all'NBA e alle perdite vere o presunte, consiste nell'abitudine di portare tra i costi (e quindi a ridurre gli utili o aumentare le perdite) anche il prezzo pagato per l'acquisto della franchigia: in sostenza, dicono i giocatori, perchè computare nella gestione annuale anche il prezzo di un acquisto che poi potrebbe essere rivenduto (lucrandoci) e quel possibile guadagno futuro non viene poi mai contabilizzato?
Per quanto riguarda gli eventuali plusvalori derivanti da future vendite della società, questi non possono essere iscritti in quanto incerti nel valore, nel tempo e nella possibilità effettiva.
Direi che sostanzialmente è un criterio valido a meno che il goodwill non venga ammortizzato in 3/5 anni, ma se non sbaglio il minimo è 10 anni.
Per cui direi che come già sottolineato è una questione di trasparenza, le perdite sono reali quando puoi vedere i conti e fare delle valutazioni " behind the figures", peró le figures, i dati i numeri, devi averli, altrimenti nascono speculazioni e nessuno crede più a ciò che ti racconta l'altro.
Il grande Michele saggio e umile
Il problema l'ha ben sottolineato Fabio, quando dice che se non hai accesso ai numeri parli di aria fritta; nello specifico una chiacchiera dei giocatori come dire non considerano il valore di vendita della franchigia mi sembra una bestialità tecnica e pratica perché la vendita é del tutto ipotetica ed i costi dei giocatori sono spese correnti; mentre per l'ammortamento del goodwill, sarei abbastanza d'accordo a non considerarlo tra i costi correnti.
Insomma, se da una parte ci sono gli Sterling o i Buss per i quali non possiamo provare alcuna simpatia, dall'altra è anche corretto ricordare gli Eddie Curry o i Mark Blount che, per usare un eufemismo, non hanno meritato i loro contratti.
E' sacrosanto che nessun proprietario sia stato costretto a firmare quei contratti, ma a volte si sono trovati in condizioni complicate per rifiutare gli importi (penso ai Knicks con Thomas o ai Cavs ostaggi di James).
Insomma, difficile "tifare" per una delle parti, le logiche di entrambi sono davvero troppo lontane dalla mia realtà.
Chiederei aiuto a chi ha vissuto nei particolari l'ultima serrata: c'è qualche analogia rispetto alla situazione attuale, e cosa potrebbe far scattare la molla che sblocca la trattativa? Grazie
Ma Thomas lo aveva firmato Dolan. E sui Cavs "ostaggio di James" mi permetto di dissentire. Ainge non ha massacrato il cap per convincere Pierce a restare: anche qui è una questione di maggiore o minore competenza, e dove Grousbeck ha datto "ok, spendo, ma solo a ragion veduta", Dolan e Gilbert hanno dato mandato ai loro GM di sforare cap e luxury in modo esorbitante senza preoccuparsi del futuro. E adesso vorrebbero che pagassero i giocatori... mi sembra troppo facile.
Come ho già detto, il problema è nel modo in cui è strutturata l'NBA: i proprietari vivono una specie di "conflitto di interessi" nel momento in cui fanno parte della stessa "squadra" contro i giocatori ma poi si fanno la guerra per accaparrarsi i giocatori loro... "nemici".
E' una situazione anomala che o viene regolata con normative ferree, oppure troverà sempre situazioni critiche.
Una constatazione: il "soft cap" era sempre stato un vanto dell'NBA che per mezzo di un sistema meno rigido voleva permettere ai giocatori di non cambiare casacca troppo spesso: se la tua squadra può rifirmarti con delle eccezioni, è logico che i tifosi non si disamoreranno del gioco come invece è successo alla serie A italiana in cui troppe squadre vanno in rovina e troppi giocatori stranieri rendono difficile identificarsi nelle squadre.
Adesso lo ripudiano e vogliono che i giocatori paghino il conto. Uhm...
Citazione MxT:
Ci sono diverse analogia Max, la più eclatante è quella che nel 1998 vide l'NBA dichiarare che 15 squadre su 29 erano in perdita, mentre i giocatori dicevano che le squadre in perdita erano solo 4.
Poi anche quel lockout verteva sulla "distribuzione degli introiti", con i proprietari a puntare a "gabbie" per ridurre i contratti massimi e per tagliare le "eccezioni" che già allora erano viste come causa del gonfiarsi dei salari.
Alla fine - come sembra potrebbe accadere anche questa volta - vinse l'NBA e vinse Stern, ma fu una vittoria di Pirro perchè all'NBA ci vollero anni per recuperare il terreno perduto in termini di tifosi e introiti.
dberri.wordpress.com/2011/06/30/taking-a-look-at-the-numbers-behind-the-nba-labor-dispute/
Intanto per l'NBA salta fuori un altro problema di non poco conto, ossia alcuen società di Gestione di Arene che ospitano l'NBA (tra cui quella del MSQ e dello Staples Center a LA) avrebbero fatto pervenire una lettera congiunta agli uffici di Stern, chiedendo all'NBA di fare comunque il calendario per la stagione regolare, in modo da fissare le date in cui occupare le Arene e le relative penali in caso di mancato utilizzo delle Arene stesse per il lockout, in caso contrario le Arene saranno affittate per altri eventi e se poi si sbloccasse la situazione, non si andrebbe a ridiscute di altri eventi come successe nella stagione breve, dove per far posto al nuovo calendario NBA furono annullati, concerti spettacoli vari, gare di altri Sport etc etc.
Se da una parte la situazione è simile a quella di 13 anni fa, il mondo in questi 13 anni è andato avanti a passi da gigante, e certe situazioni come questa potrebbero complicare di molto tutta ka vicenda. Probabilmente è uno di quei motivi per cui Stern una stagione dimezzata proprio non la vuole. Ma il calendario di solito viene fatto il 1 agosto, e se Stern non lo fa si complica la vita se poi la situazione si sblocca e si parte regolari a ottobre, se invece lo fa e la situazione non si sblocca di penali ci potrebbero rimettere uno sproposito.
Fermo restando il fatto che, anche se "pendo" dalla parte degli atleti, non dimentico che comunque si tratta di ragazzi ricchi e spesso viziati che a volte gettano i soldi dalla finestra...
Ma in linea di massima gli approcci "alla Marchionne" (giuro, non è politica) non mi sono mai piaciuti.
Almeno in America se le cose nell'NBA vanno male, non costringono i cittadini ad appianare i debiti come abbiamo dovuto fare noi per Fiat ed Alitalia...
L'ultima cosa postata da Leo è inquietante... e in effetti potrebbe avere un peso rilevante sull'intera faccenda.
Non voglio passare per il paladino dei proprietari (che non ne hanno bisogno e hanno uno Stern che basta e avanza), però anche i giocatori sono in una specie di conflitto di interessi per il quale sono una specie di socio visto che prendono oltre la metà dei ricavi (e non degli utili), potremmo chiamarla forse provvigione sulle entrate ma il succo non cambia, e non partecipano però alle eventuali perdite.
Se è verissimo che un Gousbeck (peraltro non proprietario unico) riesce a mettere paletti sugli importi massimi consentiti, è anche vero che il "potere" di un James a Cleveland oppure di un kobe a casa sua è diverso da quello del nostro capitano.
Per il discorso "lock out 1998" potrebbe anche pesare la diversa mentalità di alcuni tra i proprietari: non ci sono più (per motivi anagrafici, poveretti) i Pollin, Miller e Davidson, gente che era nella lega da tantissimo tempo e i loro eredi, uniti ad alcuni nuovi proprietari (tipo il russo dei Nets) potrebbero avere un approccio diverso e magari più "affaristico" sulla questione, cercando più una soluzione di forza e di imporre le proprie idee.
Dall'altra parte ignoro come sia il campo dei giocatori, aldilà di Fisher come loro rappresentante, chi siano i più ascoltati e rappresentativi, mi auguro che le superstar siano in minoranza.
Mi dispiace ma qui non sono assolutamente d'accordo. Un socio ha potere decisionale e può consultare i bilanci, operazioni che invece ai giocatori sono negate.
Gli si chiede di fare quello che vogliono i proprietari - venir scambiati ad altre squadre, comportarsi secondo un codice particolare, intrattenere rapporti con stampa e sponsor, recarsi a manifestazioni benefiche - senza che possano dire "no", e lo fanno. Un socio potrebbe dire "questa volta vacci tu, Wyc".
Non sono soci, ma prestatori d'opera, e non c'è nessun conflitto di interessi in quello che fanno: hanno stipulato un contratto, lo onorano e vengono pagati.
I proprietari invece si fanno la guerra a colpi di milioni, e poi vanno dai giocatori e dicono "ok, abbiamo sbagliato, pagate". Guarda le classifiche di "Forbes" sugli uomini più ricchi del mondo e spiegami perchè Garnett - uno dei più ricchi dell'NBA che ha messo via 270 milioni di dollari - dovrebbe pagare per gli errori di Mark Cuban che ha un patrimonio DIECI volte superiore. Ed ho detto Kevin Garnett, se avessi detto, che so, Glen Davis, i milioni in carriera sarebbero 7,4.
E perchè dovrebbe dispiacerti, fossimo tutti d'accordo avremmo finito di scrivere da giorni ....
Le tue idee sono corrette, ma converrai che pagare oltre metà dell'incasso ai giocatori quando magari il residuo di quell'incasso non basta per coprire i costi può mettere in difficoltà le franchigie meno sane.
Ora, sempre per considerare più di un punto di vista e fare l'avvocato del diavolo, non parliamo proprio di dipendenti in senso stretto, ma di privilegiati che in pochi anni mettono da parte (se non sono scemi) quanto basta per loro e i loro figli; è corretto rilevare che i giocatori hanno solo firmato contratti che rispettano, ma i cui obblighi (rispetto alle cifre pagate) sono quasi ridicoli rispetto ai benefici vari ricevuti.
In sostanza, non valuto una richiesta di riduzione delle percentuali pagate fuori dal mondo: ho più di un cliente che mi chiede di accordare riduzioni ai miei compensi motivandola per la crisi, mi pare che anche i giocatori dovrebbero rendersi conto che non possono considerarsi fuori dal carrozzone NBA e prendere solo i loro soldi.
Poi è del tutto pacifico che a questo punto la trasparenza sia per forza maggiore sui numeri in ballo, ma non mi sento di ritenere dalla parte della ragione solo una parte.
Credo che il vero oggetto del contendere siano la divisione dei ricavi, con gli utili della NBA in espansione netta visto la vendibilita' del prodotto NBA.
Le eccezioni - dicono i proprietari sono quelle che fanno lievitare i costi, ma allora io mi domando perchè gli owner diano mandato ai loro GM di usarle. Wyc, dì ad Ainge "usa solo due milioni e mezzo della MLE" e festa finita.
Citazione Michele Pulcini:
Ma se le franchigie sono meno sane, perchè firmano giocatori a contratti allucinanti? Il 14 aprile 2011 Michael Jordan dichiarava alla rivista "SLAM": "I want to spend money for a team that’s going to get us in the top four (in the Eastern Conference), the top three.”
www.slamonline.com/online/nba/2011/04/michael-jordan-bobcats-a-destination-for-free-agents/
Allora dillo, "Air", ci prendete per il sedere...
Citazione Michele Pulcini:
Per me parti dai presupposti sbagliati perchè quella tra owner e giocatori non è una "partnership" ma un rapporto "produttore/attore". I giocatori fanno uno spettacolo, e sono pagati a stagione invece che a film. Sarebbe come se Spielberg andasse da Tom Cruise e gli dicesse, "Tom, gli incassi dell'ultimo film fanno schifo, ti pago la metà"... allora sì che ci sarebbero le vere Guerre Stellari, ma tra gli avvocati!
Ripeto: l'unica parte inadempiente qui è quella dei proprietari. Ed i giocatori non hanno mai detto "non vi verremo incontro", solo "non è giusto che paghiamo tutto noi".
Ovvio che i giocatori "risparmiati" sono quelli a "basso" stipendio (si fa per dire perché un anno di minimo salariale molti di noi lo "prendono" in una vita di lavoro...) ma conteggiando il "contorno" (assicurazioni, personale ausiliario e medico, alberghi, ecc.) credo che si avrebbe un consistente risparmio.
Fabio, sul rapporto "produttore/attore" ho, ovvio, un'idea diversa: non è questione di mancato rispetto di un contratto, quel contratto è scaduto e se ne negozia uno nuovo nel quale ogni parte cerca di ottenere il risultato più favorevole.
I proprietari partono da una posizione di maggiore forza della quale cercano di approfittare, ma i giocatori rappresentano di certo l'uscita più pesante dal punto di vista economico ed è ovvio che i primi cerchino di ridurre quella.
E' scaduto il contratto collettivo, non i singoli contratti con i giocatori, se permetti. E quindi se "serri" dicendo che sei in passivo ma non è vero, ovviamente non paghi i giocatori pur mentendo. Come ho già detto, fermo restando che sono tutti miliardari, i proprietari da una parte pagano i giocatori degli spropositi, e poi si lamentano di non riuscire a gestire il giocattolo... ma quando devono dimostare di essere in perdita, non aprono i libri paga.
E per me questo basta a fare di loro i principali "indiziati".
Se fossero i giocatori a volere di più sarei dalla parte degli "owner", ma in questo caso mi pare che l'azione dell'NBA sia proditoria e provocatoria. E nel momento in cui dichiarano "vogliamo firmare free-agent" ma poi sono una delle franchigie in rosso, sono doppiamente sleali.
Mah, Giuseppe, di solito i giocatori dal tredicesimo al quindicesimo influiscono ben poco sul monte salari. E' vero, anni fa erano 12 ma è anche vero che appena si infortunava un atleta si vedevano le geremiadi di giocatori firmati con contratti di dieci giorni che dopo il secondo contratto venivano "tagliati" (al terzo avrebbero dovuto essere firmati per tutta la stagione). Almeno così c'è una parvenza maggiore di regolarità.
Vero, ma non i soli possibili colpevoli di questa situazione.
I giocatori è chiaro che pensano alle loro tasche e non certo al bene della lega o delle franchigie dalle quali possono essere scambiati in qualsiasi momento, ma è anche vero che se verrà trovato il punto di accordo loro dovranno essere disponibili a rinunciare a parte dei guadagni.
Guadagni che sono certamente altissimi: non voglio certo fare il moralista, ma è difficile per loro passare per la parte lesa quando un Walker riesce a sperperare 100ML o un rookie qualsiasi si porta a casa un milione per magari entrare in campo appena.
Insomma, sembra che Stern i libri contabili li abbia mostrati ai giocatori.
Ma scusa, Michele, io non so quanto prenda tu, ma è sicuramente meritato. Mi auguro che tu non lo sperperi al casino di Las Vegas, ma sono sempre e comunque soldi tuoi e ci puoi fare quello che vuoi.
A me da semplicemente fastidio che dei megamiliardari gestiscano male un'attività e poi cerchino di far pagare il conto ad altri. Che questi siano dei "micromiliardari" conta poco, il consiglio di amministrazione non ha mai previsto l'entrata di giocatori e quindi loro non hanno mai avuto potere decisionale...perchè ai proprietari stava bene così.
Quando fai i miliardi non vuoi che i giocatori prendano una fetta degli utili ma gli corrispondi un (peraltro ricco) stipendio, ma quando vai in perdita vuoi che siano loro a rimettere per scelte che tu hai fatto?
Ribadisco il mio concetto - puramente americano - del "no taxation without representation"... se non sei rappresentato nella gestione di un'impresa, se non hai potere decisionale, non puoi pagare le conseguenze degli errori altrui. E' un concetto che ritengo fondamentale in una società civile, e che spesso viene bellamente evitato anche in Italia (ho fatto gli esempi di Alitalia e Fiat, ma ce ne sono molti altri).
In America sono molto più rigidi in queste situazioni, e l'NFL si sta accorgendo che scherzare col fuoco non aiuta. Adesso come ci fa vedere il prezioso Alberto l'NBA - spaventata da quanto sta succedendo ai colleghi del football americano - apre i libri contabili? Potrà aiutare, ma proverà una volta di più la cattiva gestione dell'NBA... che già avevamo subodorato facendo qualche calcolo e raccogliendo qualche dichiarazione (come quella di Jordan sui free agent).
In ogni caso chi ne esce peggio al momento sono i proprietari, anche perchè i giocatori si erano dimostrati disponibili a ritoccare le quote del BRI in favore delle franchigie.
L'articolo a cui ho fatto riferimento è del 1 luglio quindi il giorno dopo l'inizio del lock out e comunque il titolo è significativo: N.B.A. Lockout: Can Players Save Owners from Themselves?
Di seguito il link: http://www.newyorker.com/online/blogs/sportingscene/2011/07/nba-lockout-can-players-save-owners.html
Comunque spaventati o non spaventati, i libri contabili li hanno aperti e, sotterfugi a parte, ciò che sostengono non è una balla.
Poi che i proprietari hanno strapagato i giocatori, specialmente quelli che non meritavano tanti soldi, è un altro paio di maniche ma alla fine del salmo se sbattiamo la testa sul fatto che i proprietari non vogliono più rimettere soldi o sul perchè devono essere i giocatori a pagare per la malagestione dei proprietari non se ne esce più e la stagione salta senza neppure aver provato a rincontrarsi di nuovo.
Io ribadisco che non sto dalla parte di nessuno dei due però, come ho già detto giorni fa, adesso la palla è nelle mani dei giocatori che devono fare il prossimo passo lasciando da parte quella baldanza che li contraddistingue sia in campo che fuori e mettendosi a sedere al tavolo di Stern consapevoli di doverci rimettere dei soldi e cercando, con questo, di ottenere un buon contratto per loro e per la NBA che deve ripartire regolarmente altrimenti verranno anni bui per la lega ma sopratutto per loro.
Sensibilmente meno anche del rookie più sfigato, altrimenti passerei meno ore a lavorare e qualcuna in più a casa con la famiglia ....
Citazione:
La vedo diversamente per questo aspetto: ammesso che sia vero un andamento negativo della propria azienda (e a quanto ci linka Alberto pare che i dati siano a disposizione dei giocatori), qualunque imprenditore, anche miliardario, corre ai ripari e, prima di tutto si tagliano i costi variabili che sono i più semplici a cui porre mano; tra questi il più macroscopico è, ovviamente, il costo dei giocatori e da quello si parte perchè permette risparmi rilevanti.
Qualunque azienda che sbaglia e ha problemi economici prova a tagliare il costo del lavoro e se vengono licenziati o cassintegrati operai e impiegati da mille euro al mese, perchè non fare lo stesso con i giocatori milionari?
Saranno contenti anche quelli che chiedono di scrivere sul futuro e Aldridge pare sia in grado di usare la palla di vetro
- Gli "impiegati" sono sia "liberi professionisti" che "assetts economici", di fatto possono essere scambiati tra loro all'interno di regole di mercato ben precise.
- Il loro contratto non è a tempo indeterminato. Si può parlare di una specie di "contratto a progetto", normato dal CBA che è a scadenza e va ridiscusso in prossimità della stessa.
- La forte anomalia risiede nel fatto che le proprietà e i prestatori d'opera agiscono in regime di assoluto monopolio.
Non c'è alternativa all'NBA, almeno allo stato attuale e i campionati europei (anche i più competitivi), possono solo fare da serbatoio per gli atleti che non ce l'hanno fatta e sono stati cacciati dal paradiso.
La forza dell'NBA è il prodotto, appetibile a livello mondiale, non destinato ai soli appassionati ma fruito da un pubblico vasto e generico. Indubbiamente la qualità del prodotto è garantita in primis dai giocatori (soprattutto le superstars, non che mi piaccia ma si è scelto di andare in questa direzione e la cosa ha pagato), a diverse lunghezze l'appeal di alcune franchigie "storiche" (devo fare nomi?).
Quindi il rapporto è simbiotico, l'NBA ha bisogno dei giocatori e i giocatori hanno bisogno dell'NBA.
Diventa difficile farne una questione di rapporti di forza, poichè:
You don't exist without me,
Without me you don't exist
L. Reed - Warrior King
Quindi dove sta il bandolo? Nell'individuare chi ha più da perdere.
In quest'ottica faccio fatica a capire i giocatori: non le loro ragioni (quelle comprensibilissime e -parzialmente- condivisibili), ma il loro approccio.
Dal lockout hanno tanto da perdere, sia perchè cedono un anno di stipendio sia in termini di contratti pubblicitari.
Le superstar ci rimettono soprattutto in termini di sponsor, io credo che lo stipendio di James incida per circa un 20% sulle sue entrate annuali, il resto lo versano NIKE e altri. Sicuramente i contratti pubblicitari rimangono in essere, ma le varie campagne, partecipazioni a eventi e "marchette" varie risulteranno giocoforza ridotte.
I rookie e i minimi salariali sono anch'essi parecchio colpiti, poichè per loro un anno in meno di stipendio e un anno perduto in termini di esposizione mediatica può fare tutta la differenza del mondo.
Un altro attore che ha tantissimo da perdere è la NBA (Stern), forse tra tutti il meno interessato a far rompere il giocattolino.
I propietari si possono permettere di stare tranquilli, per loro si tratta di un business e insieme di un gioco. Possono imporre le regole e rovesciare il banco, al limite vanno a investire in altre aree di business più redditizzie. Ma Stern ha i rimpiazzi per i vari Cuban, Grousbeck, Dolan? Non credo proprio, tant'è che si è dovuto comprare New Horleans per mancanza di alternative.
Per i giocatori qual'è l'alternativa? L'Europa? Kobe crede davvero che all'Olimpia Milano guadagnerà quanto percepisce nella città dei laghi (?) e che gli sponsor faranno i salti di gioia a vederlo giocare con Mancinelli?
***** AUTORIZZO LA REDAZIONE A RIMUOVERE L'ULTIMA PARTE DI COMMENTO *****
Completamente OT, però: FIAT, assistenzialismo ... ... ricordo che nel 2008/2009 Goldman Sachs ha evitato la bancarotta grazie a 700B$ stanziati dal governo per salvare il sistema bancario. L'equivalente del ns. Ministro del tesoro era Henry Paulson, che guarda caso arrivava da Goldman Sachs.
Mettiamola così: sono il Presidente del Consiglio, nomino il CEO della banca X come Ministro del tesoro e quello come primo provvedimento prende i soldi delle vs. tasse e li versa alla banca. Come vi sentite? L'italico assistenzialismo è una boccata d'aria fresca in confronto ...
Purtroppo tutto il mondo è paese e gli Stati Uniti non fanno eccezione nè sono più puri, da tanti punti di vista.
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La vicenda ha comunque avuto i connotati dell'eccezionalità e non è la regola, lo stato interviene pochissimo con contribuzioni dirette, mentre interviene tantissimo con leggi ad hoc spinte dai lobbisti che però fanno un'attività prevalentemente alla luce del sole; in ogni caso la borsa e la finanza americana non sono un esempio e l'hanno dimostrato.
Detto tutto ciò continuo a pensare che il loro sistema nel complesso, sia migliore e più sano, e se vi sono casi come quelli che hai descritto, la stragrande maggioranza deve arrangiarsi con le proprie forze e capacità; ecco l'NBA ed i giocatori non hanno santi a cui appellarsi, e dovranno risolversela tra loro.
Si potrebbero fare ulteriori considerazioni sociali, in cui su alcune cose avrebbero loro da imparare d noi, ma penso che veramente si andrebbe OT.
Straquoto, il mio discorso sull'OT del commento era perchè avrei dovuto deviare da una discussione sul lockout che è particolarmente approfondita e completa (cit. Giuseppe #22) e non volevo però correre il rischio di "buttarla in caciara".
Semplicemente voleva essere un cappello all'accenno fatto da Fabio al #13, peraltro condivisibile. Ogni paese e/o sistema economico ha i suoi pro e i suoi contro (come da te evidenziato) ed è sicuro che dal punto di vista sia politico che manageriale noi abbiamo tanto da imparare e (purtroppo) poco da insegnare.
In particolare il salray cap, la draft lottery e le regole dell'NBA sono dei case studies in numerosi Masters e corsi universitari.
Semplicemente volevo fare da contraltare, stile "se Atene piange, Sparta non ride" per evitare la sindrome de "l'erba del vicino è sempre più buo ... -ehm- bella"
Il motivo è semplice: gli uni e gli altri sono (dovrebbero...) essere coscienti che il mondo è molto cambiato rispetto a qualche anno fa. Perdere un anno potrebbe essere una vera e propria catastrofe, tra l'altro oggi chi è appassionato di sport trova decine di alternative al basket anche in America.
www.celticstown.com/2011/07/05/forbes-estimates-nba-actually-profitable-despite-370-million-in-reported-losses/
Qui altre cifre :
fivethirtyeight.blogs.nytimes.com/2011/07/05/calling-foul-on-n-b-a-s-claims-of-financial-distress/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter
Molto interessante!
Una prima annotazione è che "Operating Income" non è "Net Income" il primo è il margine di contribuzione il secondo il risultato d'esercizio, e qui direi che la differenza può essere innanzitutto dovuta all'eventuale ammortamento del Goodwill di qualche post fa, di costi non strettamente operativi come interessi passivi e ammortameti vari; a ciò bisogna aggiungere quello che emerge dall'articolo e cioè che NYK, LAL e CHI coprono 150 dei 183 milioni di margine operativo.
Nel blog si dice anche che gli owners avrebbero aperto i libri ma solo ai Player " ... reason for skepticism: the N.B.A.’s data has not been made public, although it has been shared with the players’ union. If the league expects their figures to be viewed credibly, they should open up their books to journalists, economists and fans" .
Un'altra annotazione interesante è che nell'NBA i salari rappresentano circa il 58% dei ricavi mentre negli altri sport maggiori rappresentano circa il 55%; e questo spiegherebbe la proposta dei player che se non sbaglio si attestava su 54,8%.
Penso che in costanza di lockout ci sarà da divertirsi con numeri, criteri contabili etc ... ma in definitiva come non si può non essere emotivamente d'accordo con Jay King quando chiude l'articolo con :
"So do you want to side with the millionaire players or the billionaire owners?
Or are you just like I am, meaning you are just rooting for basketball to be played as soon as possible, no matter how much money two opposing factions of disgustingly rich people need to sacrifice?"
Anch'io tifo per il basket e che si giochi il prima possibile fregandomene di quanti soldi le due opposte fazioni debbano sacrificare ... però in definitiva raggiungere un risultato soddisfaciente, con un CAP che funziona e che permetta equilibrio nella lega etc ...e che questi risultati permettano per almeno una decina d'anni di non pensare più a problemi di lockout o fallimenti di franchigie, può anche giustificare una "ragionevole" attesa ed un curativo lockout.
Ringrazio per l'applauso. Del resto dubitare è il mio forte, e facendo due più due mi risultava strano che i Knicks, ad esempio, fossero tra le squadre ricche nonostante la catastrofica gestione Thomas. O che un Jordan in rosso dichiarasse di voler firmare dei free agent per portare in alto i Bobcats. Ci doveva essere dell'altro, e Forbes corre in aiuto. IAAC... to boldly go...
http://www.nba.com/2011/news/07/06/nba.response/index.html
Sembra molto interessante perchè come minimo il report di Forbes fa si che anche l'NBA presenti e precisi qualcosa in più su cui valutare la situazione; per ora l'ho letta superficialmente ed alcune risposte (per i principi contabili usati e la definizione di income e margin) sono coerenti con quanto ho scritto nei commenti #4 e #39, il che mi preoccupa parecchio perchè potrebbe voler dire che mi sto sternizzando ...
Aiuto !!!!!!!!!!!!!!!
Questo vale ancora di più quando si guarda una specie di bilancio "consolidato" di 30 franchigie.
D'altra parte, dalla risposta ufficiale dell'NBA anche i più dubbiosi come Fabio possono capire che l'NBA non può essere così scema da ritenere che i numeri non sarebbero stati alla base della questione e anche un bambino capirebbe che se i bilanci fossero appena decenti, la verità (quella di Forbes) sarebbe venuta fuori.
Il punto in merito è: si deve partire dai numeri per capire chi ha ragione o chi deve cedere? E allora perchè nell'ultimo anno non ne hanno parlato? I giocatori non ci hanno pensato a chiedere una cosa così scontata?
Immagino, invece, che sia stato fatto magari informalmente e adesso che la guerra è dichiarata le due parti sparano sull'altra con tutte le armi possibili.
Vedremo come andrà a finire, ma eviterei conclusioni a favore di uno dei contendenti soprattutto in materia di numeri.
Certo che se vanno avanti così, tra qualche settimana avremo vivisezionato i costi e ricavi delle franchigie, ma tanto non sembra sia così interessante per i giocatori la situazione delle franchigie (o comunque non credono a quello che gli Owner sostengono) e se non si mettono d'accordo sarà tutto inutile, e l'accordo verrà in definitiva solo dopo un mercato delle vacche, in cui tra bluff e tira e molla si arriverà allo sfinimento di una delle due parti.
- Biglietti delle Arene
- Prezzo abbonamento League Pass
- Prezzi Merchandaising
Le seconda cosa che potrebbero fare è finirla con questa mezza pagliacciata, visto che nessuna delle due parti ci rimette, ma sono solo a discutere per guadagnarci di più. Sempre più schifato ogni giorno che passa, mi sembrano come i politici italiani "ahhh voi di destra" .... "ahhh voi di sinistra", e poi sulle leggi che gli tornano comodo a livello personale, finiscono per andare d'accordissimo e votare di comune accordo.
E allora basta dirlo prima, così ci regoleremo di conseguenza.
Sarà distorsione professionale, ma ritengo che in ogni caso sarebbe quanto mai opportuno conoscere le cifre reali e la sostenibilità delle singole franchigie e dell'intero circo, perchè se è vero che gli owner vogliono guadagnare di più ed i giocatori anche (ed in entrambe le posizioni non ci vedrei nulla di scandaloso) la negoziazione su numeri condivisi avrebbe il grosso vantaggio che non dovrebbe comportare rischi di sostenibilità dell'attività, invece buttandola in caciara come stanno facendo, magari ci si risveglia fra pochi anni con 5 o 6 franchigie fallite e per salvarle si tolgono cap e regole per far travasare dai club straricchi risorse per i club strapoveri a danno dell'equilibrio della lega, o si tagliano un centinaio di giocatori o cose del genere.
Poi con i numeri veri si capisce se effettivamente è giusta la posizione di Leo o no, io continuo a pensare che il sistema affianca franchigie con profitti a franchigie con perdite, anche gravi, e che se l'obiettivo è tenere tutto e tutti in piedi le soluzioni (non solo relative ai salari dei giocatori) devono essere ben ponderate e studiate (come ad esempio una sorta di redistribuzione tipo luxury tax), altrimenti il rischio che chi è già ricco ne esca ancora più forte e chi è povero ne esca sempre peggio è molto alto.
Poi sul discorso prezzi biglietti, LP etc ... non lo so io sarei abbastanza liberale ed è il mercato a definire le condizioni; è anche vero che specie in RS vi sono almeno metà delle arene che hanno larghi spazi vuoti ed anche qui vuol dire che c'è qualcosa che non va.
Meno male che cominci a schifarti anche te, quando lo dicevo io venivo venivo mangiato vivo.
Mi pare, purtroppo, tutto molto normale a quel livello di interessi economici e mi stupisco del fatto che due ragazzi adulti e intelligenti come voi potessero pensare che quei signori (entrambe le parti) abbiano una qualche considerazione del pubblico pagante.
Che farete, niente più abbonamento a LP o simili?
Sottoscrivo dalla prima all'ultima parola più pollicione verde.
Anzi, aggiungerei un "come fate a schifarvi dei giocatori, che in fin dei conti si sono dimostrati disponibili a diminuire la loro parte ben sapendo che i proprietari ci lucravano sopra"?
"Lockout" significa "vi chiudo fuori", e non sono i giocatori a chiudere ma l'NBA che a questo punto sembra dire: "o accettate quello che vogliamo noi, o non si gioca".
In un mio commento di qualche giorno fa facevo presente che è già qualche anno che Hunter chiede i bilanci a Stern, ma il Commissioner non glieli aveva mai fatti vedere.
Però allo stesso tempo credo che quelli di Forbes non siano così stupidi da non capire se i bilanci erano... IVA compresa o al netto... e se sono giunti a quella conclusione, il gioco diventa chiaro.
Adesso si inizia con il balleto dei conti, dei numeri, di quali sono quelli buoni, quali quelli sono cattivi etc ...; la discussione sui conti dei Player sembra essere più o meno questa : ci avete dato i conti del 2009/2010 in cui si vede una perdita ma vi erano ricavi in forte calo, ma nel 2010/2011 di cui non ci avete dato i conti sospettiamo ci sia un forte incremento dei ricavi e quindi un utile (in qualche modo certificato da Forbes).
http://basketball.realgm.com/wiretap/214593/Union_Adequate_Basis_Exists_To_Question_NBAs_Financials
http://sports.espn.go.com/nba/news/story?id=6741219
ora ha ragione Fabio quando dice che ci vorrebbe trasparenza e che il lockout è imposto dalla lega, ma bene o male è la conseguenza straconosciuta del mancato rinnovo del contratto;
qui si sta arrivando al punto per cui sembrerebbe che non sia del tutto vero che i giocatori non abbiano i numeri a disposizione, hanno i numeri della stagione precedente, un'annata in cui ci sono dei dati fortemente negativi con ricavi in calo, gli Owner non dicono nulla invece sull'ultimo anno ed i Player hanno la fondata convinzione che i numeri dell'ultima stagione siano decisamente migliori grazie ai maggiori ricavi per diritti TV etc ... e quindi sia sufficiente il loro "sacrificio" proposto di 100 milioni/annui di salari.
A naso darei maggior credito al ragionamento dei Player, perchè il 2009 è stato un anno terribilmente anomalo economicamente ed i ricavi che possono provenire dal League Pass (vera gallina dalle uova d'oro per Stern e compagnia) si vedranno solo nei prossimi anni.
Ma dall'altro lato vi è probabilmente anche nell'ultima positiva stagione un buon numero di franchigie in rosso, e siccome un esercito viaggia alla velocità del plotone più lento, trovare un equilibrio che comunque taglia fuori 5/10 franchigie può non essere una soluzione.
Ora è anche questione di capire quali sono i veri obiettivi di Stern e banda; io continuo a pensare che se non c'è un criterio di sussidiarietà verso le squadre "più deboli" non si risolve molto.
Ribadisco che se continuano a dare informazioni con il ritmo delle ultime ore (in 2 giorni hanno dato entrambe le parti più dati di quelli forniti negli ultimi 6 mesi) gli elementi per poter definire bene una propria posizione personale dovrebbero esserci tutti in poco tempo.
Perchè [parere personale] se ti pagano milioni di dollari per giocare a basket, devi accettare decurtazioni dello stipendio dalla sera alla mattina senza fiatare. Non è la stessa cosa passare da 1200 a 800 euro al mese o da 5 milioni a 2,5 all'anno: se sei quello dei 5 milioni, ne accetti 2,5 dalla sera alla mattina, ringraziando che non te li danno per andare in guerra o lavorare in un ambiente di lavoro dove rischi di prendere il cancro.
Parlare di "padroni e schiavi" non è opportuno, quegli stipendi non consentono di usare [a mio parere] il termine "sfruttati". Non sto affatto dalla parte dei proprietari, non sto dalla parte di nessuno: il termine "schifato" secondo me è giustificato dal fatto che quelli che più ci rimetteranno dallo stare fermi un anno non saranno nè i super milionari che vogliono più profitto nè i mini milionari giocatori ma tutto quel mondo costituito dalle redazioni di televisioni, giornali, radio, specialmente le più piccole fra queste, che non avendo più un campionato su cui lavorare magari lasceranno qualcuno a casa. Quei qualcuno ai quali un anno senza stipendio fa eccome la differenza, gli unici per i quali questo accade.
Quindi sì, la situazione non mi aggrada per niente.
Citando Balbalbero "Non sto dalla parte di nessuno perchè nessuno sta dalla mia parte".
Sono solo un cliente, è vero: ma una volta il cliente non quello che aveva sempre ragione?
Hondo, non sono per niente d'accordo sul concetto del "accettare senza fiatare" che richiama regimi assolutistici o diktat padronali.
Partiamo da un concetto: il valore di una prestazione lo fa il mercato, non Hondo o Legend. Quegli atleti portano - con sudore e sangue - lauti guadagni ai loro datori di lavoro, e se milioni di persone fanno l'abbonamento a League Pass o comprano una maglietta con Jerry West loggato, portano denaro a dei signori che altrimenti non lo riceverebbero.
Quindi il "senza fiatare" è espressione di un modo di vivere che nel terzo millennio non dovrebbe avere più diritto di cittadinanza.
Perchè non far lavorare Tom Cruise gratis a questo punto? Perchè pagare il biglietto di un concerto di Vasco Rossi o Carlos Santana? Gratis, devono lavorare, e senza fiatare, altrimenti li mandiamo in un lager o in un gulag, questi ricconi!
Ma tra il dimezzare uno stipendio rimanerdo nell'ordine dei milione annuale e la gratuità c'è una bella differenza! Se Tom Cruise si lamentasse che invece di 10 milioni trova solo più produttori che non gli danno più di 5 milioni, mi metterei a ridere.
Nel Myanmar c'è la dittatura, questa è una disputa fra privilegiati (privilegiati = persone che lavorando come matti hanno avuto la possibilità di diventare ricchi... a parte ricchi proprietari ereditieri).
Quello che voglio dire è che secondo me non si può lavorare in termini percentuali e relativi, trattando il sindacato giocatori come fosse un qualunque altro sindacato: il diktat padronale mi risulta parecchio diluito dalle cifre in gioco, cifre che hanno quelle ragioni che dici tu, ovvero il mercato, io con l'abbonamento sky, ecc. ecc.
Ripeto: tagliare a causa di una cattiva gestione il 40% di uno stipendio da 20000 euro o da 3 milioni annui non può essere la stessa cosa. non posso applicare gli stessi ragionamenti. Ovvero: se con lo sciopero del lavoratore da 20000 sarei solidale, con la serrata dei super o mini milionari non riesco a prendere le parti di nessuno.
intendevo dire "ragionare in termini percentuali e relativi"... pardon
Parametrare il rapporto di lavoro tra giocatori e proprietari dell'NBA con lo stipendio medio di un lavoratore italiano è come parametrare lo stipendio medio di un lavoratore italiano con la paga di un operaio africano.
Se accettiamo - e non possiamo fare altrimenti - che il mondo del lavoro sia regolato dalla legge della domanda e dell'offerta, non possiamo scandalizzarci per cose come queste che sono al di fuori della nostra realta. Il calciatore precepisce tanti soldi, troppi? Certo, ma lo fa perchè milioni di persone vanno a vederlo, o parlano di lui il lunedì, o comprano i giornali per sapere cosa ha fatto. Per me è ben più scandaloso che ci siano tecnici regionali che percepiscono 10,000 Euro al mese o giornalisti televisivi di un'emittente di stato da 600,000 Euro all'anno... pagati con i soldi dei contribuenti ignari.
Non contesto il giro di soldi che contribuisco nel mio piccolo a far girare, constesto da fruitore del servizio la sospensione del medesimo per differenze di cifre a ben vedere ridicole.
Io sarei d'accordo con ogni singolo tuo ragionamento, se nel discorso al posto delle cifre ci fossero x e y: ma nel momento in cui dietro le x e le y si scoprono persone che invece che 20 milioni vogliono guadagnarne 30 o da 10 non vogliono scendere a 6, mi cascano le braccia e non vedo valide ragioni da nessuna parte.
Ciò non toglie che a me non siano simpatici gli strapagati giocatori da abitazioni faraoniche (fortunati loro a potersele comprare GIOCANDO A BASKET), nè gli altrettanto e ancora più miliardari proprietari (e il mio senso di invidia trionfa sul mio notorio equilibrio nei giudizi
E visto che vige la legge della domanda e dell'offerta, se i proprietari davvero decidessero (e poi rispettassero la decisione) che la loro offerta si "limita" al 45 o al 50% dei ricavi, non ci vedrei nulla di amorale.
E allora forse non capisco io... Mark Cuban, valore patrimonio stimato 2,5 miliardi di diollari, Dirk Nowitzki valore patrimonio stimato 170 milioni di dollari. Chi è più vicino al "limite della sopravvivenza"? E se Cuban vuole lasciar meno soldi a Nowitzki, perchè ci schfano i giocatori? Chiedo scusa, ma io questo proprio non lo capisco.
Citazione Michele Pulcini:
Chiediamo a Leon Powe aquanto ammontava il suo "rischio d'impresa" quando si è sfasciato il ginocchio ed i Celtics non lo hanno rifirmato... ed aveva i fratellini a cui badare. Ma Steve Pagliuca (410 milioni di patrimonio) ha detto che rifirmarlo era rischioso. Wyc Grousbeck (360 milioni di patrimonio) e James Pallotta (1 miliardo di dollari di patrimonio) invece non hanno dichiarato nulla, sulla mancata firma di Powe.
Il quale, però, in virtù dei 3,7 milioni messi assieme in questi anni dovrebbe - come si era detto? - "accettare decurtazioni senza fiatare"... eh, sì.
Ma è la "macchina sportiva" a stritolare dei ragazzini che imparano solo a giocare a basket ed a spendere o regalare denaro, e nonostante il loro sperpero sia scandaloso, non è che se esci dai sobborghi di Flint hai automaticamente acquisito conoscenze di borsa e di mercato: se riesci a stare fuori dalle gang e dai guai sei già considerato un eroe...
allfinancialmatters.com/2008/04/09/60-of-nba-players-go-broke-within-5-years-of-retirement/
Non ho mai letto, viceversa, che il 60% dei proprietari NBA vada in bancarotta dopo 5 anni... magari ce lo dicono i libroni di Stern...
Per me sono alla medesima distanza da quel limite. Io ragiono così: ma che differenza fa avere 170 milioni o 2,5 miliardi? Io non la vedo questa differenza, non con i miei parametri di valutazione.
Citazione:
Secondo me parecchi si farebbero sfasciare il ginocchio a martellate per quella cifra, magari persone con più figli o fratelli che non il sempre nostro Leone ma che non hanno avuto in dote dalla natura la (seppur fragile) possibilità di giocare nell'NBA e di mettere da parte 3,7 milioni... non 37000 ma 3,7 milioni... a me sembrano tantissimi.
Con il massimp rispetto per il Leone e la sua bellissima storia, i fratelli sono sistemati, non avranno i rubinetti in oro come Cuban ma mi pare comunque una storia a lieto fine...
Grazie!
E allora non dovevi scrivere che i giocatori devono accettare decurtazioni di stipendio senza fiatare, perchè - ammesso e non concesso - che siano alla medesima distanza anche i proprietari potrebbero accettare le posizioni dei giocatori.
In ogni caso, continuare a giudicare un "mondo" diverso coi nostri parametri personali a mio umile parere rimane un errore.
E non c'è bisogno di ringraziare, Samuele, credo che ciò che anima tutti qui sua la volontà di condividere punti di vista diversi e di volersi aiutare a vicenda ad ampliare i propri orizzonti e le proprie idee non solo per quanto concerne il basket NBA...
Sono d'accordo che non si possano usare i metri di paragone che si usano per i comuni mortali, perchè qui stiamo parlando di PRIVILEGIATI, divinità baciate dal talento e che quel talento lo monetizzano a più non posso.
I tuoi ragionamenti sono perfetti se applicati a un contesto standard, perchè dovrei accettare di dimezzarmi lo stipendio se il mio datore di lavoro ha fatto l'imbecille? Non ci penso nemmeno ...
Qui però è una guerra tra ricchi, straricchi, straricchissimi dove in ballo c'è il rinunciare (eventualmente) al superfluo del superfluo del superfluo del supersupersuperfluo.
Penso che HOndo intendesse questo.
Se, al di là dei dati di Forbes, fosse vero che TUTTE le franchigie straguadagnano e hanno voluto la serrata per "straguadagnare" ancora di più, allora sono con te tutta la vita e vado a picchettare con Kobe e LBJ.
Non è invece che lega e proprietari, che non avrebbero nessun interesse a rompere il giocattolino nel caso in cui generasse margini di contribuzione e abbondanza per tutti, abbiano la vista un po' più lunga e percepiscano la tempesta all'orizzonte?
Non è che volendo evitare di fare la fine delle cicale in inverno, cerchino un contratto più in linea con i tempi?
C'è una cosa che continua a non convincermi: se l'NBA fosse il paese del Bengodi, dove tutte le franchigie guadagnano (chi più chi meno), ci dovrebbe essere la fila di aspiranti proprietari fuori dall'ufficio di Stern. Come mai allora New Orleans non se l'è comprata nessuno?
Molto più probabilmente ci sono franchigie che guadagnano e altre che ci rimettono, gli analisti della Lega hanno visto un trend negativo e cercano di evitare guai grossi in futuro. Sennò non si spiega, poichè andrebbe al di fuori di ogni logica di business.
Ridurre il discorso a megastraipermiliardari che cercano di vessare dei poveri quasimiliardari non mi convince, il lockout è comunque un dramma e se si è arrivati qui non è per bisticci tra fazioni avverse ma è perchè qualcuno (i giocatori) non vuole rinunciare a dei privilegi/diritti (chiamateli come volete) acquisiti e qualcun'altro (i proprietari), probabilmente non si sforza di trovare soluzioni alternative al classico (e ormai logoro) "crisi ergo sforbicio".
Io non sto con nessuno, mi limito a dire che se non si risolve (e in fretta) la situazione, mi mancherà qualcosa.
Senza voler essere retorico, qualcuno dovrebbe ricordare a Kobe che se ha 14 Porche, 25 Bentley e 37 Ferrari in garage LO DEVE A NOI!
Qualcuno dovrebbe far presente a Cuban che se è conosciuto anche a Gaggino Falloppio è perchè in finale abbiamo visto il suo pessimo modo di vestire in mondovisione.
Tutti dovrebbero ricordarsi che sono chi sono e dove sono grazie a chi li segue con passione, ivi compresi dei pazzi italiani che stanno su di notte.
Il lockout è certamente un dramma, ma anche mancanza di rispetto nei nostri confronti.
Ho citato questo tuo post ma anche le altre tue analisi precedenti sono da me condivise al 100%.
Mi ero lamentato per primo, definendomi schifato da questa situazione, molto prima dell'inizio uffficiale del lockout.
Da tifoso vedere le due parti gettare nel cesso anni di crescita del prodotto NBA per qualche dollaro in più o in meno mi fa rivoltare perchè alla fine siamo noi tifosi che ne subiamo le maggiori conseguenze.
Cosa me ne importa a me tifoso se i giocatori alla fine guadagneranno meno e i proprietari di più oppure viceversa, come del resto è accaduto fino ad ora? Alla fine la loro unica preoccupazione sarà se potranno permettersi di comprare una Porsche al posto di una Lamborghini mentre prima se le potevano permettere tutte e due in un colpo solo.
LeBron James dopo la batosta delle Finals in un intervista rivolgendosi a tutti quelli che gli avevano tifato contro dichiarò che il giorno dopo sarebbero tornati ad essere quelli di sempre, come a dire che lui avrebbe continuato a vivere nel lusso senza problemi mentre loro (quindi anche noi) ci saremmo dovuti fare il mazzo per portare la pagnotta in tavola.
Siamo noi tifosi a cui loro devono rendere conto, siamo noi che li esaltiamo acquistando magliette o le scarpette da gioco, linkando le loro gesta su internet o emulandole sui campetti di periferia oppure attaccando i poster nelle pareti di camera o acquistando ogni tipo di gadget che li riguarda, facciamo gli abbonamenti alle TV a pagamento o a League Pass e andiamo a vederli nei palazzetti (addirittura facendo migliaia di miglia come alcuni di questo sito hanno fatto) pagando biglietti a caro prezzo.
Se Stern e i giocatori se lo sono dimenticati, alla fine di questo tira e molla se ne accorgeranno a loro spese e non sarà un bel risveglio, ne sono certo, a meno che non capiscano alla svelta la gravità delle loro azioni e la facciano finita in tempo per l'inizio della prossima stagione.
Il tifoso medio ha altro a cui pensare.
Tutti cerchiamo il nostro modello per cui "tifare", ma quel modello quasi sempre è ben poco interessato a noi umili (e poveri) mortali e ci usa per i suoi scopi, mi pare molto umano.
L'NBA avrà sicuramente fatto i suoi conti anche con l'esperienza del 1998 e apprezzo l'analisi notturna di Randa: metto sullo stesso piano le due parti contendenti non a livello di patrimoni, ma per le finalità perseguite, nessuna lotta per la sopravvivenza come un lavoratore sull'orlo del licenziamento e nessuna è preoccupata di perdere pubblico o tifosi perchè è consapevole che tra un anno o poco più tutto tornerà come prima.
Eppoi, Fabio, è vero che Powe ha la sua dose di "rischio di impresa", ma è più o meno la stessa di qualunque sportivo più o meno professionista con due zeri in meno sul compenso e conoscerai benissimo atleti di serie minori che hanno dovuto rinunciare ai 30/40.000 € all'anno per cercarsi un posto di lavoro normale per un infortunio, solo che lui, nel frattempo, ha potuto sistemarsi per il resto della vita (parametrata sui normali livelli degli esseri umani).
Piuttosto i veri colpiti da questa situazione sono i tanti lavoratori di contorno del carrozzone che prendono stipendi normali e che per questo lock out rischiano di esserne privati, altro che noi tifosi!
Citazione:
Potrebbe non essere solo una semplice battuta :)
Per il mio punto di vista, invece, è un rapporto dare/avere e Kobe - come tutti gli altri atleti - non ci deve assolutamente niente. Lui fornisce uno spettacolo che noi possiamo accettare e pagare, o non accettare più e smettere di pagare. Se il "costo del biglietto" diventa troppo elevato o la qualità del servizio diventa troppo bassa, possiamo lasciar perdere: non c'è nessuno contratto che ci leghi all'NBA.
Su questa vicenda, non voglio far credere che i giocatori NBA siano una sorta di cassintegrati ridotti alla fame. Ma leggendo qua e là sono arrivato alla conclusione che Forbes ha ipotizzato ben dopo il sottoscritto, e cioè che l'NBA NON sia in perdita così grave e che i proprietari vogliano sfruttare il rinnovo del CBA per dare una "spallata" e riconquistare privilegi che avevano perso.
E' una lotta tra miliardari, ma quando leggo del "rischio d'impresa" o che i giocatori "dovrebbero farsi decurtare lo stipendio senza fiatare", che so, sarà la mia anima turatiana che preme, non riesco ad accettarlo serenamente senza far presente che - mal che vada - i proprietari hanno patrimoni dieci volte superiori a dei giocatori che a) sono mediamente dei ragazzini un po' ignorantelli che si sono concentrati sul basket e non hanno altro e b) hanno comunque lavorato sodo e lavorano sodo per rimanere nell'elite del basket.
Powe ha lo stesso "rischio di impresa" di tutti gli altri atleti professionisti, Michele? Bene, Grousbeck e Cuban nell'NBA hanno meno rischio d'impresa di altre leghe professionistiche americane, grazie alle regole sul cap che adesso vogliono modificare in proprio favore.
Concordo sul problema relativo agli altri lavoratori del "carrozzone", ma ribadisco che "lockout" significa "serrata", ed a chiudere sono stati i proprietari e non i giocatori. Qualcuno sembra dimenticarlo.
Allo stesso modo in cui giustamente i giocatori possono pretendere alti salari e dei soldi possono farne quello che vogliono, non vedo perchè i proprietari, poichè hanno altre attività ed i soldi investiti nella franchigia sono solo una porzione di un patrimonio ben più grande, debbano "eroderlo" per tenere su il carrozzone NBA, non sono missionari; a me hanno sempre insegnato che se gestisci un patrimonio (di società diverse, o di titoli o di immobili,...) devi sempre dividere il rischio e fare in modo che le eventuali perdite di un'attività non "inquinino" le altre attività; poi non dimenticherei mai che in tanti casi il socio di maggioranza è uno, che ha altro patrimonio ben maggiore, ma nelle franchigie vi sono anche soci di minoranza che vanno rispettati e mal accetterebbero discorsi di puro mecenatismo.
Per cui IMHO il vero punto rimane sempre lo stesso sono veri o no i conti NBA?, se sono veri bisogna intervenire e non è solo la voce "salari" a dover essere messa in discussione, se sono falsi bisogna che gli owner dopo aver presentato i numeri veri, definiscano bene cosa si aspettano dal capitale investito nell'NBA; non vedo scandali a che Cuban dalla piccola porzione del proprio patrimonio investita nei Mavericks voglia un ritorno annuale ad esempio del 15%, ma dire che perde per poter ottenere una riduzione di costi mentre in realtà vuole incrementare gli utili mi sembra un po' infantile (ho fatto l'esempio di Cuban perchè probabilmente è uno di quelli che non ha e non si aspetta un ritorno dal capitale investito nell'NBA).
Tu dai per scontato che i conti presentati non siano veri, ed anch'io tendo a crederlo; o meglio sono stati presentati i conti di un'annata (2009/10) decisamente negativa con l'aggiunta magari di un po' di restrizioni mentali per renderli ancora più negativi, e da li hanno detto "non possiamo permetterci di perdere 340 M$", quando forse i conti medi, e soprattutto prospettici, in vista di una crescita significativa dei ricavi per il controllo diretto grazie al LP dei diritti TV, sono decisamente migliori.
Ecco per far "digerire" ai giocatori un sacrificio e delle regole diverse, questa incertezza deve scomparire e su questo siamo sicuramente d'accordo, ma anche l'ipocrisia che l'obiettivo degli imprenditori che hanno investito nelle franchigie sia la sopravvivenza, l'obiettivo deve essere il ritorno, per qualcuno può essere sufficiente il ritorno in termini di gloria e notorietà, per altri in termini di pubblicità indotta per altre attività e per la maggioranza ritorno come percentuale sul capitale investito, altrimenti tra qualche anno saremo di nuovo qui a chiederci se troveranno una soluzione o no.
Sul discorso "serrata" hai ragione, ma non è che la conseguenza conosciuta da tutti e da sempre del mancato accordo sul contratto, e visto che i contratti si fanno in 2 non vedo quali alternative ci potessero essere al lockout se l'NBA non l'avesse dichiarato dopo che non esiste più un contratto con i giocatori.
concordo su ogni virgola.
Secondo me porre il discorso su un piano "morale" come fanno HOndo e Alberto è una strada senza uscita: certo le cifre degli stipendi sono “scandalose”, ma meno scandalose dei patrimoni personali dei proprietari, delle buone uscite di certi “manager” statali o privati e l’elenco sarebbe lunghissimo; si deve parlare di percentuali e non di valori assoluti: quando Senna (proveniente da una delle famiglie più ricche del Brasile, e con un patrimonio personale, diciamo così, abbastanza abbondante) nel 1994 firmò per 50 miliardi in 2 anni con la Williams, fece decisamente scalpore: perchè aveva voluto tutti quei soldi? disse semplicemente: “sono il migliore, nessuno ti obbliga a prendermi, se mi vuoi mi paghi come il migliore”. Gran parte di quei soldi (lo si seppe dopo) sarebbero finiti alla Fondazione Senna, cioè in beneficenza. Senna morì a Imola il 1° maggio 1994: il “rischio d’impresa” non pagò per entrambe le parti, ma ad Ayrton andò decisamente peggio.
Citazione Michele Pulcini:
.... ti ricordo però che i giocatori hanno un massimo sui salari, i proprietari non hanno un massimo sulle entrate. E poi, se sei un giocatore scarso o ti pagano poco o vai a giocare altrove: perchè se sei un proprietario incapace le perdite derivanti dai tuoi errori (sulla valutazione del valore della franchigia, del suo giro d’affari, del tuo GM, dei giocatori da comprare o da scegliere, ecc. ecc.) devono essere, per così dire, condivise?
Citazione Randa:
....perchè a New Orleans, a Charlotte, a Vancouver, ecc. una franchigia NBA non è in grado di sopravvivere, o meglio di portare utili sufficienti all’ammontare dell’investimento. Ma chi le ha volute quelle squadre in quelle città? I giocatori? E comunque, i Warriors, non proprio l’elite della lega in quanto a risultati sportivi, non mi sembra siano andati via per un tozzo di pane, a significare che il valore economico delle franchigie è decisamente alto.
Non dimentichiamo che l’NBA è una lega di proprietari e che esiste una evidente asimmetria nella gestione del “potere” e nelle responsabilità rispetto ai giocatori: la serrata e soprattutto le proposte di nuovo CBA fatte dagli owners, dal mio punto di vista, sono la dimostrazione di come certe scelte strategiche non abbiano pagato e quindi di errori di previsione; il perchè questi errori debbano essere scontati dai giocatori rientra SOLO nell’asimmetria di potere di cui ho detto prima.
Sul fatto che ci sia reciprocità è indubbio, però vado con un esempio per cercare di circostanziare meglio. LBJ si (auto?)definisce "the Chosen one", ha tatuaggi con "the king", può delirare in mondovisione di "the Decision", "talents" e può fare uno spot in cui ripete "what should I do" all'infinito. Bene, ora supponiamo che LBJ sia stato baciato non dal talento dello zompo, ma da quello di saper stare su due pattini da Hockey su Prato e che militi nella Più Unica P. Bonomi di Castello d'Agogna (squadra degnissima di A1 italiana).
Le stesse parole suonerebbero -evidentemente- ridicole e LBJ verrebbe, molto presumibilmente, considerato alla stregua di chi gira con aria stralunata per strada con un cartello "repent, the end is near".
La differenza è che lui gioca in NBA e ha un audience mondiale e globale, questa forza gli viene data da me, te, noi, il pubblico. La reciprocità è assoluta: LBJ è LBJ perchè viene idolatrato da masse oceaniche, le masse sono oceaniche perchè gli artisiti sono LBJ, Kobe, KG ... e perchè fanno delle performance uniche o difficilmente ripetibili in termini di intensità, emozioni e quant'altro.
Ma è indubbio che nella vicenda lockout questa reciprocità si sia parzialmente perduta, che per interessi di "bottega" si sia trascurata una parte importante del "business environment", che è poi quella che genera il flusso di denaro.
Se Kobe fosse stato un campione di tamburello o pallacorda, probabilmente sarebbe un cornificatore qualunque come Peppino l'idraulico. Hai voglia poi a cercare di spremere una milionata di $ dalla Federazioneitalianapallacorda per un anello riparatore, se il pubblico della pallacorda è di poche centinaia di persone al massimo vai dal Cinese a prendere una verettina in similoro, torni a casa e la Sig.ra Vanessa ti prende a calci da lì fino a Castello d'Agogna.
Scusami, ho letto 3 volte il post e non ho capito dove vuoi arrivare.
E poi noi pensiamo sempre ai LBJ, kobe, KG etc, ma se si stanno fermando e per i contratti del "ceto medio" ed i big hanno molto da perdere ma sono solidali.
E detto da me che sono uno di quelli che cerca di "giustificare" i proprietari ...
Io continuo a pensare che è la nostra intelligenza, volontà, libera decisione che ci deve portare a fare una cosa o l'altra e non sono gli altri che ci debbano qualcosa.
Noi come appassionati siamo uno dei fattori che le parti prendono in considerazione per decidere cosa fare, ma di certo non lo faranno per "amore" o "rispetto", ma lo faranno solo per interesse, e ciò non mi scandalizza; se siamo schifati o non ci piace, siamo liberi di dedicarci ad altro.
E' vero che LBJ è tale perchè milioni lo idolatrano, ma è colpa sua? deve qualcosa a qualcuno? gli propongono di fare una scemata in mondovisione, gli danno un pacco di soldi e tutto il mondo ne parla, ed allora deve rispettare qualcuno? quando quello che stanno spremendo è proprio lui trasformandolo in fenomeno da baraccone? quando kobe si compra le 14 porsche etc ... dovrebbe veramente pensare a noi? E' come la favola che Bill Gates è un benefattore o robe simili, noi in quanto comnsumatori siamo una semplice variabile che va spremuta, tireranno la corda, se sono bravi, fino a poco prima del limite della rottura ed avranno raggiunto il massimo, non viviamo in una favola anche se ciò ci farebbe piacere.
Per cui se ci piace bene se no ci dedichiamo ad altro e sono comunque sicuro che chi sta ragionando sulle posizioni pensa sicuramente a noi, ma non in modo tenero, avrà già messo in conto la perdita di interesse e le modalità per far si che l'eventuale perdita sia recuperata con gli interessi.
Sinceramente non riesco a seguire certi discorsi "di principio" o di "buon senso" che sono poco attinenti con il tema del contendere e l'enviroment che lo determina; probabilmente ho torto e non ragiono nel modo giusto. E non sono così rigido nelle mie posizioni; grazie alle discussioni su questo sito e ad alcune scorribande su altri siti americani, ho già cambiato sostanzialmente la mia posizione sul lockout e sulla discussione sul contratto, ma questo grazie a chi lo spiega e lo presenta sulla base dei veri interessi in gioco, delle vere componenti da tenere in considerazione, sull'analisi dei numeri e la loro interpretazione o omissione; e sono convinto che cambierò ancora opinione nei prossimi giorni, ma non cambierò però l'approccio, basato sul cercare di valutare la situazione sulla base dei parametri che governano la questione e non su parametri che vanno di moda qui, facendo paragoni con la mia situazione economica o degli operai in Italia o dei bambini nel Burkina Faso, magari dicendo semplicisticamente come ho letto che visto che i giocatori guadagnano tanto devono accettare una decurtazione che non gli cambia la vita o robe del genere ...
Prima di perder tempo a "schifare" quelli dell'NBA potremmo concentrarci sui problemi nostrani, perchè in America i giocatori pagano tasse piuttosto salate, e non riescono ad evadere.
Ciò detto, anch'io non ho capito il post di Randa: se Kobe fosse stato quadriplegico non avrebbe preso quei soldi, e non avrebbe sposato Vanessa. Ok, e allora? Lo sport e la politica sono gli unici campi in cui non è necessario essere intelligenti per avere successo, l'importante è che tanta gente ti segua e creda che tu sia un fenomeno. Che poi tu lo sia o meno, questo è un altro discorso.
Ma torniamo al lockout: quando ne parlo ne parlo sempre in astratto perchè so bene che paragonare il mio stipendio a quelli dei giocatori o il mio esiguo patrimonio a quello di Grousbeck, Pallotta e Pagliuca è assurdo. E' un altro mondo, come i miei chili di troppo sono un altro mondo per i bimbi eritrei che muoiono di fame. Purtroppo non è colpa mia se sono nato in Italia, ho studiato qui ed ho trovato un lavoro che mi sfama, e non mi sento in colpa come non si sente in colpa nei confronti dei tifosi un Paul Pierce. Per un Paul Pierce ci sono cento Benji Wilson, l'Ayrton Senna del basket, e se è vero che "uno su mille ce la fa", è giusto che quell'uno su mille abbia un salario miliardario.
Come splendidamente evidenziato dal blog di Arenas copia/incollato da Leo, i proprietari si fanno la lotta per avere i servigi di un giocatore, e si combattono a colpi di aumenti milionari. I giocatori si erano adattati ad un regime economico regolato da regole imposte dall'NBA, dopo aver trovato un accordo su come dividere gli introiti. Adesso i proprietari dicono "non ci stiamo più dentro" e vogliono fr pagare il conto dei loro "errori" ai giocatori. Poi si "scopre" che forse non è vero che "non ci stanno più dentro", ma vogliono far pagare i giocatori comunque.
Eppure qui leggo "i giocatori mi schifano", "devono accettare una decurtazione senza fiatare", eccetera eccetera. Ecco quindi che mi ribello. Non perchè "i padroni non vinceranno", non perchè "i lavoratori meritano di più", semplicemente perchè trovo che la parte più forte stia esercitando il suo potere per diventare più forte e per indebolire quella che è già più debole.
P.S. Tutti sanno che ho sempre difeso Stern in passato perchè so che ha salvato l'NBA in diverse occasioni. Ma se questa volta prendo le parti dei giocatori, lo faccio a ragion veduta.
La mia era solo una discussione nel merito. Per me non è vero che non ci debbano niente, anzi, ci devono tutto, poichè se sono quello che sono lo devono al pubblico che li segue.
Proverò però a spiegarmi meglio, il fatto che il loro successo derivi esclusivamente da noi, non significa assolutamente che ci sia dovuto qualcosa in termini "pratici". Questo è il prodotto, se ti piace lo acquisti, se non ti piace non lo acquisti.
Questa terza variabile (il pubblico pagante) non influisce nella contrattazione, o lo fa solo marginalmente e esattamente nelle modalità che hai descritto tu.
Punto e stop.
Il mio era solo un rammarico poichè i primi a farne le spese siamo noi, che poi siamo quelli che decretiamo il successo della Lega e dei suoi attori.
... OK, diciamo i secondi, poichè:
Piuttosto i veri colpiti da questa situazione sono i tanti lavoratori di contorno del carrozzone che prendono stipendi normali e che per questo lock out rischiano di esserne privati, altro che noi tifosi!
Michele - post #66.
Sinceramente non riesco a seguire certi discorsi "di principio" o di "buon senso" che sono poco attinenti con il tema del contendere e l'enviroment che lo determina.
Greenpride - post #72
Non riesci a seguirli perchè non ne ho fatti, non sono certo Alice nel paese delle meraviglie. In tutti i miei post ho sempre cercato di dare il mio punto di vista con un approccio "business oriented", ho cercato di caratterizzare il mercato, gli attori e i rapporti di forza tra gli stessi e in questo senso spero di aver dato il mio contributo.
Il discorso sul pubblico era, se vuoi, una nota di colore. Nel momento in cui Rondo si allaccerà le scarpe e scenderà sul Parquet io sarò lì ad applaudirlo come e più di prima.
LEGEND
Non credo che nessuno abbia detto che schifa i giocatori NBA per i loro stipendi.
Almeno da parte mia è così.
Bisognerebbe leggere meglio i post altrui.
...ma dopo stasera i giocatori dovranno fare alla svelta perchè i proprietari a quel punto avranno non un coltello ma una sciabola dalla parte del manico altrimenti il partito degli schifati, state sicuri, andrà ad aumentare.
E cos'era che ti schifava dei giocatori? Il fatto che si mettono le dita nel naso?
Alberto, puoi cambiare le carte in tavola quando vuoi, ma stai più attento perchè su questo sito hai a che fare con gente mediamente sveglia.
E' chiaro che il pubblico fa mercato, ma devi ammettere che tu i Celtics li seguiresti anche se al posto di Rondo ci fosse Vazquez. Se Rondo non fosse mai nato o se fosse a Phoenix (che lo aveva scelto) seguiresti comunque i Celtics. E' vero che il tifoso quindi decreta le fortune o le sfortune di una lega professionistica, ma l'atleta non gli deve personalmente niente.
Il servizio te lo fornisce: la partita giocata. Poi se tu vuoi comprare la maglietta di Rondo invece di quella di Chara o Brady o Ellsbury, lo decidi tu in base al tuo gusto, al tuo amore per uno sport, al tuo senso di identificazione con un atleta piuttosto che con un altro.
L'NBA ti ringrazia di essere suo "cliente", ma quando hai ricevuto il tuo servizio non hai diritto a nient'altro.
Sarebbe come se io venissi da te che produci tubi, o che insegni a scuola, e ti dicessi: "non hai diritto di scioperare, perchè potrei avere/ho bisogno di te".
L'errore quindi è pretendere di essere importante per l'azienda NBA, di avere voce in capitolo e di "essere un cliente e quindi avere ragione". "I tifosi" in senso astratto sono importanti, il signolo tifoso "schifato" è meno importante del nuovo CBA...
Se perdono te o me gli dispiacerà, ma troveranno un ragazzino più giovane a Paris, Texas, o a Huangzhou, Cina, o a Nairobi, Kenya, che prenderà il nostro posto.
P.S. Sul post della FIAT: sai a quanto ammontano gli stanziamenti statali al colosso torinese dal 1975 a al 2000? DUECENTOVENTIMILA MILIARDI di vecchie lire, circa 150 miliardi di dollari (e non calcolo neanche l'inflazione) in 25 anni per un'azienda sola, non per un intero sistema bancario in crisi. E' circa un quinto della spesa americana... a me fa impressione perchè sono "a fondo perduto", visto che quando FIAT va in attivo i dividendi vanno agli azionisti e non ai cittadini italiani... così, solo per fornire uno spunto di riflessione sulle differenze...
Citazione:
Probabilmente, per distorsione professionale, sono abituato a "relativizzare" ogni importo: 1 miliardo di dollari è una cifra incredibile dal mio punto di vista (riuscite a immaginarla nelle vostre tasche?), ma diventa una cifra normale se "letta" come Raccolta (c/c dei clienti) di una banca di medie dimensioni, così come diventa addirittura insignificante se rapportata al Prodotto Interno Lordo di uno Stato Sovrano occidentale (anche il PIL del Burkina Faso - uno dei Paesi più poveri al mondo - è nell'ordine di alcuni miliardi di dollari, circa 20, quello dell'Italia di quasi 2 mila miliardi!).
Con questo intendo dire che trovo semplicistico ragionare con la propria ottica: non è la "lente" appropriata.
La rata del mio mutuo non potrà superare alcune centinaia di euro, quella del mio capo inizierà ad avere uno zero in più, fino ad arrivare a un Pierce che avrà debiti commisurati ai suoi introiti.
Se riduci del 40% gli stipendi dei 3 soggetti di cui sopra l'impatto "relativo" sarà il medesimo, senza considerare che, nella maggior parte dei casi, i ricchi sono quelli più indebitati e la "funzione risparmio" di un individuo è inversamente proporzionale ai suoi introiti.
Oltre al "solito" Legend, trovo molto interessante il post di steve_7 (complimenti):
Citazione steve_7:
Condivido ogni carattere: questo è il cuore del discorso!
Indipendentemente dagli "zeri" del conto in banca o dello stipendio, non trovo giusto che a pagare siano (e saranno) solo i giocatori (tra l'altro gli attori principali dello spettacolo), quando le colpe sono quasi tutte dei proprietari e dei GM; la parte residua della "colpa" (se così si può definire) è della crisi economica, mentre i giocatori non hanno fatto altro che firmare, tra le varie proposte, il contratto migliore.
1) c'era un contratto firmato tra le parti che prevedeva una percentuale superiore al 50% delle entrate a favore dei giocatori
2) quel contratto è scaduto e le parti sono libere di discuterne un'altro
3) una parte vuole, comprensibilmente, guadagnare di più e il modo migliore, più facile e meno dannoso anche a livello di immagine globale è di ridurre in parte la percentuale del punto 1)
4) ai miei occhi che venga portata come spiegazione la ipotetica crisi o le perdite può anche far giudicare i proprietari come un mucchio di spregevoli bugiardi, ma non riduce il loro diritto a trattare in libertà un nuovo contratto
5) è vero che i proprietari non hanno un massimo sulle entrate, ma è altrettanto vero che se, per pura ipotesi, quelle entrate fossero del tutto coperte dai costi, in perdita ci andrebbero solo loro e non certo i giocatori
6) trovo invece terribilmente in colpa i proprietari quando strapagano giocatori poco significativi (e se spesso ridiamo noi di certi contratti, è ovvio che lo sappiano anche loro) e quando cercano (e trovano!) il modo di aggirare le regole che loro stessi si sono date.
Non credo che solo a Roma si dica "il più pulito ha la rogna" e mi pare che in questo caso ci siamo proprio!
Fino a che Stern non troverà un modo per sanare questo conflitto "dall'interno", non potrà pretendere che siano i giocatori a limitare le loro pretese in un sistema di libero mercato come quello americano.
Se la grandezza del sistema basato sul cap dell'NBA era il fatto che è legato al "BRI" (basketball related income), cioè alle entrate e le franchigie (ammesso e non concesso) sono in rosso, vuol dire che l'errore è dell'NBA e NON dei giocatori. Quindi mettiamo a punto un meccanismo che leghi meglio cap e "BRI" in modo tale che il sistema si autoregoli e gli stipendi medi scendano... semplice, a parole...
Innanzi tutto grazie, fa piacere scoprire di avere un ammiratore segreto
Tornando alla questione, probabilmente le mie convinzioni (anche extra-cestistiche) possono traballare se penso che di economia capisco un tubo. Però proprio non riesco a ragionare in quest'ottica. Se passo da un milione di euro a 500.000 di stipendio da un anno all'altro, probabilmente vedrò fallire parte delle mie attività, addio ristorante in centro a Chicago, addio autolavaggio, addio dance club, casino per pagare i debiti (però santa miseria, c'è sempre bisogno di indebitarsi?)sono costretto a ripartire sulla nuova base di 500.000. Fattibile, magari non semplice ma fattibile. Se da 1000 euro passo a 500 come le pago le bollette? Queste sono le semplici (non credo semplicistiche) ragioni per le quali il discorso in percentuali mi risulta difficile da adottare. So che le cose sono più complicate di così, ma spesso è attraverso le semplificazioni che riusciamo a capire e modellizzare il mondo che ci circonda, a patto, è vero, di sapere quali informazioni stiamo trascurando.
Solo più una precisazione: visto che più volte è stato citato il mio "accettare senza fiatare" vorrei esplicitarlo meglio. Il significato di quelle parole non è "I giocatori, maledetti spendaccioni viziati, avrebbero dovuto accettare la prima proposta fatta da quei benefattori dei proprietari". La provocazione di quelle parole era volta spiegare la mia visione del lockout, una vicenda che dal mio punto di vista non vede una disputa fra buoni e cattivi, fra chi ha ragione e chi no. E' una disputa fra multi e mini milionari che, per perseguire i loro interessi, considerano secondarie le conseguenze di una sospensione di un anno sulle molte persone che vivono di questo circo mediatico. Detto con più eleganza, cito chi riesce a esprimersi probabilmente meglio di me:
Citazione:
Citazione:
Grazie sior Pulcini, per dirmi ciò che penso
non voglio essere frainteso e mi sembra di avere spiegato il mio pensiero.
Non sto dicendo che Kobe debba venire a casa mia, darmi una pacca sulla spalla e una mazzetta di USD e lasciarmi sua moglie per una settimana ... ... a farmi le pulizie di casa, che avete capito???
Ripeto, in questo caso sarei Alice nel paese delle meraviglie o Felicetto Cuorcontento o chi volete voi.
Ribadisco solo che siccome se sono dei semi-dei e non dei "Jimmy the Mechanic" o dei "Joe the Plumber" qualsiasi, è grazie a noi (in questo senso, "DEVONO tutto a noi"), io vedo il lockout come una mancanza di rispetto nei confronti del pubblico. Questa è una mia considerazione personale più che legittima, facendo io parte del pubblico pagante e "seguente".
Se vogliamo è la parte "software" del mio discorso.
Per quanto riguarda la parte "hardware" che è poi quella che interessa a IAAC, mi sembra di avere espresso la mia posizione in maniera chiara e -spero- utile. Qui non ci DEVONO assolutamente niente.
Probabilmente l'ambivalenza del "devono" a livello di diciamo ... "gratitudine" e del "devono" a livello di diciamo ... "tangibilità", non è emersa dai miei post e non sono riuscito a fare capire che stessi facendo due discorsi paralleli su due piani diversi.
FIAT:
Almeno in America se le cose nell'NBA vanno male, non costringono i cittadini ad appianare i debiti come abbiamo dovuto fare noi per Fiat ed Alitalia...
Il mio post voleva semplicemente essere un contraltare alla tua affermazione di cui sopra, non per metterla in discussione (ritorniamo al discorso di Alice e Felicetto, non sono così sprovveduto da negare che anche il ciuffo di Montezemolo e il maglione di Marchionne siano stati pagati con le nostre tasse), era semplicemente un modo di esemplificare le parole del Maestro:
... "il più pulito ha la rogna" e mi pare che in questo caso ci siamo proprio!
Michele - post #79
P.S. onde non essere frainteso due volte nello stesso giorno:
ho completamente decontestualizzato il senso della frase di Michele, ma non ne ho potuto fare a meno, calzava alla perfezione
P.S2. io i Celtics li seguirei anche con Anderle in cabina di regia ... e con Rondo in redazione di IAAC, forse però in questo caso non seguirei più IAAC.
Siccome ho visto che questa affermazione (un po' populistico-pasquiniana) ha trovato lodi, voglio spiegare perchè non sono d'accordo.
Non voglio "filosofeggiare" troppo, ma qui si tratta sempre e comunque della natura umana, di aspirare a qualcosa di più. Tutti vorremmo 100 Euro al mese in più, o un rimborso a piè di lista, o solo che la benzina costasse meno per poterci permettere quelle Air Jordan che ci piacciono tanto ma che costano uno sproposito.
Bene, se di colpo vi trovaste in un tucul africano e non aveste quello che fino a ieri vi sembrava poco, cosa fareste? Ecco, per i giocatori NBA la "situazione normale" nella quale noi vorremmo quei 100 Euro in più è quella in cui si trovano. Vivono la loro vita secondo parametri diversi, e spesso se da ragazzini hanno fatto la fame ormai se ne sono dimenticati mentre manager gli prenotavano le suite per la prossima partita ed agenti gli pagavano le bollette della nuova casa faraonica.
Se leggessero i vostri post rimarrebbero allibiti perchè sono convinti di non percepire più di quanto voi consideriate giusto, ma quanto si meritano e forse meno (vedi Big Baby).
I proprietari spesso vivono ad un livello ancor più esagerato, ed anche loro vi guarderebbero stralunati se gli diceste che "hanno la rogna". "Paghiamo le tasse e non truffiamo nessuno - vi direbbero - perchè dovremmo sentirci in colpa"?
I giocatori hanno avuto fortuna, bravura, caparbietà e voglia di lavorare duro, nei primi 20 anni della loro vita. Fortuna, perchè il talento non lo compri al supermercato. Bravura, caparbietà e voglia di lavorare perchè il talento va annaffiato, se vuoi arrivare ai primo 450 giocatori del mondo. Perchè dovrebbero sentirsi in colpa, se hanno dedicato a migliorarsi i pomeriggi e le sere che altri spendevano a bere birra o a trovarsi una ragazza? Perchè dovrebbero sentirsi "rognosi" solo perchè vogliono aspirare ad essere migliori, ed uno degli "status symbol" nel loro lavoro è uno stipendio con tanti zeri?
Ecco il perchè dei miei esempi sulla Fiat. Perchè dove le Automobili Torino battono cassa anche ai contribuenti italiani meno abbienti (che però pagano le tasse) e poi pagano Marchionne 39 MILIONI DI EURO all'anno (256 milioni in 79 mesi, mentre a Montezemolo nel 2010 ne sono andati "solo" 9), in America se una ditta fallisce - banche a parte, abbiamo visto - non è lo Stato a pagare.
Morale: se voglio il League Pass, o la maglietta di Garnett, o il portachiavi dei Celtics, quei ricconi li pago anch'io. Ma se non compro niente, se mi do all'hockey o al baseball posso non pagarli, e che si impicchino. Con Fiat, Alitalia, AnnoZero, Porta a Porta non posso decidere io, ma pago con le mie tasse. E - lo anticipo - questo NON è un discorso politico, ma una considerazione di un libero pensatore su come lo Stato impiega i miei soldi, costringendomi a pagare sempre di più per mantenere un carrozzone che - questo sì - ha la rogna.
Però il punto è che PER NOI normali esseri umani (così fortunati da non avere problemi di cibo, acqua, guerre e simili) ognuna delle due parti in causa ha problemi fuori dal NOSTRO mondo e il "ha la rogna" significa solo che nessuna delle due parti può dirsi realmente innocente AI NOSTRI OCCHI in questa situazione.
La verità e la ragione non saranno magari nel mezzo (come spero di aver chiarito nei miei forse troppi post), sarà forse più da una parte che dall'altra, ma ho serie difficoltà a ritenere che ci sia una delle due parti contendenti che sia veramente dalla parte della ragione al 100%.
E per quello che dici tu, Fabio, ritengo che i proprietari comunque rischino del loro: non credo avranno aiuti di stato (tipo FIAT o banche USA) e seppure levassero qualcosa ai giocatori, questi comunque rimarranno dei super privilegiati anche dopo, ai quali non andrà certo la mia commiserazione.
Poi senza voler sconfinare nella politica, sono d'accordo con Legend su quasi tutto e soprattutto sulla logica di fondo del suo commento, salvo una piccola precisazione (dal mio personale punto di vista) sul punto di Marchionne, Fiat ha battuto cassa ed è stata un esempio di come non gestire un'azienda e come non motivare il personale e come i soci/famiglia possano essere una iattura se non vi è un leader forte capace e lucido (cosa che il tanto charmant avvocato non era ...), bruciando nostre imposte per anni; Marchionne in questo scenario, senza essere un santo, è una mosca bianca è il primo ad aver rifiutato contributi statali, ha stoppato la campagna rottamazione ed ha investito in mercati a lui più congeniali, ha posto le condizioni (anche ai lavoratori) per rimanere in Italia e dall'altra ha messo sull'altro piatto della bilancia un piano di investimenti (che speriamo rispetti), e grande merito ha trovato le risorse e le modalità per far si che praticamente nessuno della famiglia si occupi della gestione aziendale.
Per cui i 39 milioni di euro mi scandalizzano enormemente meno dei 9 di LCdM, che in primis rappresenta il vecchio "stile" (molto eufemistico) e che tutto dove ha toccato ha dimostrato una "scarsa" (altro eufemismo) capacità, facendo affari anche sulle nostre tasche.
Comunque se lo stato non darà più contributi alla Fiat e Marchionne riesce a tenerla in piedi, non ho nulla da obbiettare; poi però se vai a leggere le critiche dei sindacati e di alcuni politici, il problema oggi non è solo Marchionne, ma è che lo stato non dà contributi alla Fiat e non ne protegge abbastanza l'italianità ....
P.S. vedo che mentre scrivevo questo post Michele ha replicato, questo post non ne tiene conto ...
Legend sono con te.
Il mercato o è libero o non lo è, non si può concepire il liberismo ad orologeria.
condivido il tuo inciso sui compensi al massimo dirigente della Fabrica Italiana Automobili Tarocche: se costui si rivelasse un geniaccio, i 39 mln potrebbero anche non essere uno scandalo assoluto, ma io personalmente temo che tutto sto fenomeno non sia...
cmq su Marchionne & C la chiuderei su xché siamo molto OT ed in pericolosa zona bollino rosso...
Citazione Michele Pulcini:
Infatti è giusto che sia così: il motivo per il quale gli introiti sono "senza limiti" (a differenza di quelli dei giocatori) è proprio perchè c'è il rischio di perdite "illimitate".
Come in finanza, il rischio (di qualsiasi entità esso sia) di un investimento non è mai troppo elevato se ben "remunerato": un Titolo di Stato greco - attualmente - rende tantissimo, ma corri il rischio di perdere tutto.
Non contesto i proprietari perchè vogliono guadagnare di più e remunerare adeguatamente il "rischio d'impresa", è normalissimo che sia così, perchè se l'investimento non è remunerativo prima o poi scatta il "disinvestimento" (tranne alcune rare eccezioni, tipo il Moratti nerazzurro); io contesto la volontà di far pagare ad altri le colpe di cattiva gestione: dovrebbero iniziare a "saltare un po' di teste", tipo i GM incompetenti che propongono contratti "fuori mercato" e soprattutto, come dice brillantemente Fabio, bisogna risolvere il "conflitto di interesse" dei proprietari, rivali durante tutto l'anno che diventano amici in occasione del rinnovo contrattuale... C'è da dividere la torta e cosa si fa? Tutti insieme amorevolmente a ridurre la "fetta" dei giocatori!
Citazione HOndo:
Hai perfettamente ragione, Samuele, però il discorso non può ridursi a "visto che riesci comunque a mangiare, zitto e non lamentarti", perchè l'obiettivo (chiamiamolo così) di un giocatore NBA, una volta entrato nell'Olimpo, non è più "arrivare a fine mese" o "lottare per un pezzo di pane", ma sarà proprio "Ristorante in centro a Chicago" o "Dance club".
Concordo con te che il fallimento dell'operaio sia moralmente più "ingiusto" di quello di un giocatore NBA (oppure il trasferimento da un bilocale a un monolocale - causa insostenibilità delle bollette - sia più "ingiusto" di quello da una villa a 30 stanze a un'altra con 10), ma questo non è un motivo valido, a mio parere, per dimezzargli lo stipendio!
Perchè potrei rigirarti il discorso e dirti: se anche gli Owner ci rimettessero qualche milioncino, comunque riuscirebbero a pagare lo stesso le bollette.
Come dice Fabio:
Citazione:
Sei nel Campionato più prestigioso del mondo ed è giusto che lo stipendio sia elevatissimo (rapportato al lavoratore medio), il problema è che tu Owner vuoi togliere agli incolpevoli Player un diritto acquisito: se il motivo è "le Entrate sono crollate" allora ok, "stringiamo tutti la cinghia" (ma TUTTI) per mantenere aperto il Circo, ma in caso contrario (pessime gestioni, con l'aggiunta di una trasparenza "a singhiozzo" e quindi sospetta) è un'ingiustizia.
Certo non andrò a "picchettare con kobe e LeBron" (cit. Randa), ma rimane comunque un'ingiustizia.
d'accordissimo con te, accordo comleto, ma... già in questo sito c'è tanto verde... evitiamo d'esser fraintesi, vah!
#206 Alberto 2011-06-30 07:23 Citazione greenpride: Poco fa leggevo su hoopshype ( con sta macchinetta che sto usando non riesco a mettere il link) che iniziano ad esserci gruppetti tra i due lati del tavolo che sono abbastanza innervositi dalla trattativa e stanno quasi chiedendosi cosa ci sia ancora da discutere, sicuramente troppo poco per risolverla giovedì, ma una piccola base per i tempi e modi che TU citavi. Ma il problema più grosso, che mi dà una piccola speranza per giovedì ma mi rende più preoccupato per le successive trattative, è che gli Owner se salta adesso ritireranno la loro ultima proposta e torneranno ad un hard cap sui 45 M come qualche settimana fa e da li sarà più difficile muoversi man mano che si va avanti e si compromettono i ricavi della stagione. Speriamo bene! Cit.GreenPride
E' quello che cercavo di farvi capire quando ho scritto i miei precedenti post andandoci giù duro con le due categorie e sottolineando il fatto che i giocatori dovranno giocoforza rimetterci qualche dollaro in più per evitare la perdita dell'intera stagione. Il lockout è quasi arrivato e da domani in poi ogni giorno che passa sarà per i giocatori molto più stressante e teso perchè non c'è stato nessun accordo e ne 1 dollaro entrerà nelle loro tasche. E continuo a ribadire: il tifoso che alla fine manda avanti la baracca dove lo mettono nella loro considerazione? Mi auguro venga trovato un accordo e che la stagione non salti (sono ultrapessimista che entro stasera venga trovato ma dopo stasera i giocatori dovranno fare alla svelta perchè i proprietari a quel punto avranno non un coltello ma una sciabola dalla parte del manico!) altrimenti il partito degli schifati, state sicuri, andrà ad aumentare. PS: per favore non associate più ragionamenti calcistici o di italico pensiero ai miei post perchè non c'entrano niente con quello che ho scritto e mi danno alquanto fastidio.
Caro Fabio io ti ritengo molto più sveglio della media ma quando citi soltanto due righe del mio post omettendo il contesto (per dimostrare cosa?) passi dall'essere sveglio all'essere scaltro.
Il mio pensiero l'ho già espresso più di una volta e quello rimane, però un'altra volta non scrivere come quei giornalisti che non puoi vedere perchè con il tuo post è così che hai fatto.
è una ingiustizia imporre unilateralmente il taglio degli stipendi come unica soluzione ed unico sacrificio... certo non appare corretto... se i proprietari non mettono sul piatto riforme strutturali che rendano la lega sana o sanificabile in medio termine ed anche con loro parziale sacrificio, visto che proprio a loro è ascrivibile quella mala gestio che ha portato al dissesto attuale, è ovvio che i maggiori responsabili del disservizio ai tifosi (non parlerei d'offesa) saranno stati loro, gli Owners
però anche i giocatori compiono una ingiustizia verso la realtà dei numeri e del mercato se non accettano qualche capestro tipo l'hard cap... dire "ho sempre preso tot voglio continuare a prenderlo" non tiene evidentemente conto del mutamento degli scenari a livello mondiale
insomma, come democristamente spesso accade, la realtà probabilmente sta in mezzo, i proprietari hanno speso troppo ed i giocatori hanno percepito stipendi fuori mercato... dovranno metterci una pezza rinunciando ognuno un po' alle proprie pretese...
Non preoccuparti, so bene che nel tuo edonismo verbale ti citerai appieno costringendoci a rileggere tutta la brodaglia che ci hai già ammannito in precedenza.
Ho citato solo quella frase perchè mi sembrava significativa: se infatti dici che "ora tocca ai giocatori" e poi aggiungi "altrimenti il partito degli schifati aumenta" non mi sembra ci voglia Dante Alighieri per capire che o i giocatori fanno una mossa, o tu sarai schifato. Nè mi sembra di aver perso un contesto illuminante.
E questo senza essere scaltro, solo leggendo quello che scrivi. Che poi, come ho detto già sopra, invariabilmente rivolterai non appena cambi idea.
Lungi da me l'idea di volerli affiancare: la mia intenzione era puramente "divulgativa" per permettere di conoscere il "soldo" dei due personaggi che - mi sembra di poterlo affermare oltre ogni ragionevole dubbio - propongono uno spettacolo ben al di sotto di quello di un giocatore NBA. E questo per dare un'occhiata a casa nostra nel momento in cui ci si dichiarava "schifati" dai salari dei "nostri eroi" dell'NBA paragonandoli ai salari della media degli italiani.
Aggiungo anche che i 9 milioni di Euro annui del Cordero tradotti in dollari si stanziano ben più in alto di quanto percepisce Rajon Rondo, mentre i 39 di Marchionne ribaltati in valuta dello Zio Sam pagherebbero gli stipendi dei Big Three + Jeff Green.
E questo sarebbe anche accettabile, se noi contribuenti non fossimo costretti a foraggiare la Fiat con le tasse.
Ripeto Fabio sono d'accordo al 100% sulla logica del tuo intervento, diciamo che Marchionne gode di aiuti accumulati (nostre imposte), ma siccome in qualche modo ha cercato e cerca di smarcarsi (o come minimo dà l'impressione) mi sembrava più appropriato l'esempio del "CORDERO" (che in spagnolo vuol dire AGNELLO e qui ho detto tutto .... o quasi)
Si smarca? Ed allora dovrebbe allenarsi meglio nel gioco senza palla, perchè alla resa dei conti è dal 2007 che ogni anno richiede al governo gli incentivi per la rottamazione...
E quando nell'ottobre 2010 si è dichiarato "metalmeccanico" a 39 milioni di Euro l'anno... sì... insomma, se se ne accorgeva HObdo/Samuele, sai che putiferio veniva fuori... ;)
E bravo Fabio, visto che ciò che scrivo è brodaglia, da adesso vado in lock out anch'io così non sarai più costretto a digerirlo.
Un saluto a tutti.
Tu puoi dire che gli altri fanno i furbi, ma quando uno dice qualcosa che non ti piace ecco che vai dalla mamma... ma quanti anni hai, 5?
Se io penso una cosa non è detto che lo pensino tutti... o venivi su IAAC solo per fare polemica col sottoscritto? Visto che ti metti in "lockout", c'è da chiederselo...
Ma cresci un po' va!
Me ne ero accorto, non scatenai putiferi (putiferi o putiferii?) ma lo mandai semplicemente a... lo mandai a Ramengo, diciamo... Però qui posso mica lamentarmi di tutto, sai che noia
Nota personale: al di là dell'essere d'accordo o meno con certe idee, "la brodaglia che ci hai ammannito in precedenza" mi pare bruttina come espressione per definire commenti precedenti. Se anche fosse in linea con espressioni precedenti usate da Alberto nei confronti di altri post (io questo non lo so, non ho controllato parola per parola ma non mi pare), forse sarebbe comunque meglio usare altre definizioni.
PS: ammannire?
E grazie anche a te perchè io l'ho sempre considerato un sinonimo di "propinare". Infatti ho pensato che se stasera avessi propinato la tavola, mia moglie mi avrebbe tirato il gatto in testa.
Poi ho consultato il Sabatini Coletti e la vita mi ha sorriso (niente gatto a cena)
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