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Approfondimenti
Era l' 8 febbraio del 1989 quando Chris and Rhonda "festeggiavano" la nascita del loro JaJuan Markeis Johnson . A distanza di ventidue anni, i Celtics fanno si che nella loro famiglia entri un nuovo "figlio adottivo", evitandogli di finire nel New Jersey. A guardarlo l'atteggiamento è quello di un ragazzo molto placido, e tanto alto quanto "sottopeso". Devo ammettere che, per un attimo, quel corpo mi ha portato alla mente il ricordo di tale Mikki Moore, "fantasma" che ha spaventato il Garden per un breve periodo di tempo. Si badi bene, il paragone fisico è durato un istante, e non credo nemmeno ci sia tanta somiglianza. Ad ogni modo, le aspettative per una chiamata al draft che arriva alla numero ventisette (ma che ritengo sarebbe arrivata alla venticinque, anche se non ne avremo mai la certezza) non credo possano essere altissime. Però a conti fatti, un minimo di attesa c'è.
Se non per altro perchè, nell'ultimo anno, le cifre messe su dal ragazzo sono di tutto rispetto. Ora, d'accordo con chi sostiene che la grandezza di un giocatore non si misuri solo di numeri, ma tenderei a rimarcare come spesso questi forniscano il biglietto da visita dell'atleta. Il suo ultimo anno di NCAA ha fatto registrare ben 20.5 punti ad allacciata di scarpe, ed in un sistema che non tende proprio a giocare un basket votato all'attacco.Le doti da "scorer" sono state poi consolidate con un bell' 8.6 a partita alla voce i rimbalzi, ed un 2.3 in quanto a stoppate, oltre ad una singola assistenza per partita. Nel sistema di Purdue va anche detto che è stato uno dei giocatori più "ricercati", con 18.7 possessi a partita di media in cui ha
"tentato la via del canestro", segnando ben 1052 punti totali. Le palle perse sono meno di 2 a partita a partita. Vi sembrano troppi? Beh, rappresentano meno del 10% nel totale dei palloni che gli passano tra le mani.
E' sicuramente un' ala che presenta un fisico esplosivo e sicuramente scattante. I centimetri in questo sport non vanno sottovalutati, ed i due-metri-e-zero-nove non possono lasciarci indifferenti. Verticalista nato, giocatore che fa dell'atletismo il suo punto di forza, possiede tuttavia un handicap non indifferente nella parte bassa del corpo, poco muscolosa e potente. Lavorare bene di gambe, specie per un lungo, diviene oggi un elemento fondamentale. Basti pensare ad esempio allo stesso Glen Davis, sicuramente non il più "magro" atleta della lega ma che fa di due piedi "da ballerino" la sua forza. JaJuan non sempre appare lucidissimo, specie sotto pressione. In generale, come detto inizialmente, il corpo non è certo maturo per le sfide NBA. Il paragone con Mikki Moore lascia il tempo che trova, ma il fisico non è certo di quelli impressionanti, ed è un vero peccato nonostante la rispettabilissima altezza. Un tour in palestra che duri tutta l'estate può rappresentare una soluzione valida.
Tra i limiti del giovane occorre segnalare quelli caratteriali, non trascurabili. Non sempre brilla per concretezza quando la palla scotta (anche se ha segnato un canestro vincente contro Penn State in Gennaio), ma c'è la speranza che uno spogliatoio traboccante di esperienza e carisma possa aiutarlo validamente. Questo è uno step fondamentale per entrare nella lega con il giusto piglio. Del resto, se non mostri gli attributi, rischi facilmente di deragliare. Un'altra nota dolente è rappresentata dall'incapacità di andare in post. La maggior parte dei punti segnati dal ragazzo sono arrivati da Jumper dalla media, con un tiro che negli anni è andato affinandosi sempre più e trovando una certa continuità. Questo può renderlo il "quattro" esplosivo che Boston sembra abbia necessità di trovare, ma sicuramente non può fargli ambire a nessun ruolo importante se i fondamentali in post basso non migliorano. "Allargare il campo" è basilare, ma anche saper giocare con le spalle al canestro diventa un elemento importante nei Celtics del futuro. Proprio per questo, relativamente alla posizione, attualmente non credo possano esserci molti dubbi. Siamo difronte ad un'ala forte, che sporadicamente potrebbe giocare anche da cinque ( ruolo che per altro non disdegna, ma sarebbe un cinque molto "europeo"). Bisognerà vedere anche come lo staff intenderà utilizzarlo (se lo vorrà fare, beninteso).
Per il gioco in post, il richiamo alla cura alla parte inferiore delle gambe è altrettanto importante. Un buon "gioco di gambe" è essenziale, e c'è da dire che, in un certo senso, migliorare questi fondamentali non dovrebbe essere per lui poi così difficile. Nell'ultimo anno, di fatto, JaJuan ha provato qualche sortita in più spalle a canestro, ed ha provato anche a forzare i suoi limiti. Ha registrato medie di 1.06 punti per possesso in post, ma c'è da dire che dei suoi circa diciotto tiri solo sette a partita arrivano da giocate "dalle tacche". Rimane un giocatore che fa dell'abilità fronte a canestro la sua arma migliore. Non per niente, il fatto che abbia affinato anche il tiro da tre (passato da soli nove tentativi in tre anni, a ben cinquantuno in una sola stagione) è indicativo, anche se i quindici segnati indicano che ci sono ancora margini di miglioramento. Ma la pecca che per adesso è il vero punto dolente del ragazzo è la totale incapacità di usare la mano sinistra. Giiocare con una sola mano in una lega del genere significa offrire sempre il fianco all'avversario, su entrambi i lati del campo. Ecco quindi che i "minus" in post e come passatore, transitano anche dall'incapacità di contare su entrambe le mani. Arrivare al ferro sempre con la "mano forte", attaccare sempre dallo stesso lato, gradire solo determinati tipi di piazzati, fa si che gli avversari possano battezzarti facilmente e prenderti le misure in men che non si dica. Credo che sia la pecca maggiore anche perchè, se i chili puoi sempre acquisirli l'impostazione di gioco che hai "coltivato" per una vita è difficile da cambiare in men che non si dica. Certo, può potenziare anche l'altro braccio, ma deve... convincersi dell'esistenza di entrambi gli arti.
Sul lato difensivo, credo che il ragazzo sia un elemento molto valido. Purdue presenta un sistema che ti tempra e ti plasma in modo tale da acquisire i concetti giusti. L'abilità di stoppatore non si discute, soprattutto la tempistica fa ben sperare. Come accennato, la carenza della mano sinistra anche in fase difensiva si fa sentire, così come la "leggerezza". Le doti da verticalista non si discutono, ma anche a rimbalzo non sembra essere propriamente un fenomeno. Tuttavia sta gradualmente migliorando anche in questo aspetto. Soprattutto ha migliorato le proprie statistiche per quel che riguardano i rimbalzi in attacco, altro tasto dolente di JaJuan. In definitiva direi che ci sono molti punti su cui concentrarsi, ma una bella base da cui partire, per un ragazzo che lascia ben sperare. Una presa che arriva intorno alla venticinque, che a naso credo possa dare molto più delle ultime chiamate al Draft dei nostri Celtics. Certo, non so se si giocherà e che stagione attenderà i biancoverdi, ma eventualmente credo che se dovessimo vivere un momento di transizione, dal ragazzo si potrà ricavare più che qualcosa.
Al college ha mostrato buone cose, specie come senior. Mi soffermerei sul fatto che è soltanto il terzo giocatore a riuscire a vincere nella stessa stagione sia il premio Big Ten Player of the Year che il Big Ten Defensive Player of the Year. Soprattutto, per Purdue ha rappresentato il giocatore che ha collezionato più vittorie, 107, più partite giocate, 140, e più partite giocate consecutivamente, sempre 140 ( tutti record che detiene insieme al nostro E'Twaun , altra scelta al draft). Le doti di interdizione sono rimarcate dal fatto che è il secondo miglior stoppatore di sempre tra i "Boilermakers". Ancora, è in totale il settimo miglior scorer della squadra per punti totali realizzati, ed è andato in doppia cifra in quanto a punti per ben 43 partite consecutive, piazzandosi quinto in questa speciale graduatoria. È undicesimo per doppie doppie messe a segno, ed è comunque un risultato da rimarcare. Ma se c'è qualcosa che mi fa ritenere che ci troviamo in qualche modo difronte ad un sicuro elemento da NBA è il fatto che abbia vinto il Pete Newell Big Man Award. Magari a qualcuno non dirà niente il nome del trofeo in sè, ma se guardiamo ai vincitori magari cambieremo idea :
2011: JaJuan Johnson
2010: Greg Monroe
2009: Blake Griffin
2008: Micheal Beasley
2007: Greg Oden
2006: Big Baby
2005: Andrew Bogut
2004: Emeka Okafor
2003: David West
2002: Drew Gooden
Direi che ognuno dei signori - a parte Monroe, ancora un po' acerbo - sopra elencati sia riuscito a costruirsi una carriera NBA più che dignitosa. Ora, non mi aspetterei che ci trovassimo di fronte ad un altro Griffin, ma la speranza è di poterne ricavare un onesto rincalzo è ragionevole. Del resto, UnoUno all'epoca della scelta non è che fosse più quotato del prodotto di Purdue.
Se dovessi fare un paragone tra Johnson ed uno degli elementi presenti in Nba, direi che per gioco mi ricorda molto Paul Millsap. Dovessi continuare l'analisi, in lui rivedo anche qualcosa di DeAndre Jordan, con la speranza che JaJuan possa lavorare proprio come Jordan e diventare presto un giocatore da rotazione. Il tempo dirà quanto vale Johnson, ma se dovessi scommettere qualche dollaro sulla buona riuscita del ragazzo lo scommetterei volentieri. Non siamo davanti ad un possibile Stoudemire, ma credo che potremmo ricavarne materiale sufficiente per garantire quindici o venti minuti a partita, coperti egregiamente.





Commenti
E mi intrigano anche le qualità fisiche di cui mi raccontate, qualità da tempo assenti a Boston: se qualche premio difensivo non fosse stato usurpato nel corso dei quattro anni accademici, direi che il ragazzo potrebbe aiutare a breve.
Di certo ne abbiamo bisogno e tanto per un reparto lunghi ancora asfittico.
Certo, come Michele trovo interessante il fatto – magistralmente sottolineato da Fashawn – che “Triple J” sia l’ultimo dei “Newell’s Big Boys” (passatemi la licenza calcistica) ma allo stesso tempo quando l’ho visto giocare a volte mi ha dato l’idea del classico “cerbiatto sull’autostrada”. La parte inferiore del corpo mi ricorda quella del Durant texano, ancora acerba e futuribile, però la mano è rotonda e poi se non difendi è meglio che a Purdue non ci vai, perché coach Painter ti da una… ripassata (scusatemi, oggi ho la battuta pronta).
Ne dico anche un’altra: come mi avevano lasciato perplesso i commenti entusiastici su MarShon Brooks, nemmeno fosse il John Wall del draft 2011, così sono rimasto perplesso dall’articolo dell’Herald a firma del mio amico Steve Bulpett. Steve ha fatto un paio di cose che non gli avevo mai visto fare in passato: ha citato “uno scout NBA” senza riportarne il nome (tattica che ho sempre odiato e che viene spesso usata dal poco attendibile Yahoo e dagli amici di ESPN) e poi ha scritto che in breve tempo potrebbe dimostrarsi più forte di Kendrick Perkins.
Ammesso e non concesso che sia tutto vero, non mi sono piaciuti né l'uso improprio dello “scout misterioso” né il confronto con Perkins che non è più da queste parti e quindi in grado di “difendersi”.
Anzi, sembra quasi un’azione di “supporto tattico aereo” ad Ainge, a sottolineare la bontà delle sue scelte nel momento in cui i Celtics stanno invecchiando ed il lockout impedisce la firma di qualche free agent “eccellente”.
Evidentemente ci sono anche tante differenze tra i due perchè Camby fu scelto al n° 2 di un draft molto ricco (alla 5 un certo Ray Allen...), mentre il nostro Triple J è scivolato fino alla 27; però anche io sono fiducioso di poter vedere in futuro un buon giocatore da rotazione, non un fenomeno ma forse uno di quelli che vuoi avere dalla tua parte.
La presenza in squadra di uno come Garnett può fargli bene, può essere il suo "mentore" in un certo senso, perchè non sono troppo differenti.
Con Painter difesa e gioco di squadra sono un must e questa è una garanzia per muscoli ci vorrà un po' di tempo; io, considerando che eravamo alla 25, sono soddisfatto perché nelle rotazioni può entrare grazie alla disciplina acquisita e grazie ai buoni fondamentali; per il futuro vedremo.
Ultima annotazione su Brooks, a mio modo di vedere era totalmente inadatto per noi, è chiamato il piccolo Kobe e già questo mi fa pensare che non sia compatibile, poi 24 GM non l'hanno scelto, per cui penso che non possa essere un fenomeno tale da rinunciare ad un potenzialmente utile lungo.
Spero di vederlo far bene con la nostra maglia
Citazione:
Michele, ma non dicevamo più o meno le stesse cose anche di Giddens? (brrrrrrr)
Vorrà dire che questa estate farà il mattino con KG ed il pomeriggio con John Cena
Guarda, l'ho scritto pensando a Russell, e mentre cliccavo su "invia" ho pensato che se anche imparasse qualcosina da Garnett non sarebbe poi così male... a volte bastano i Santi, senza scomodare la Trinità...
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