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Approfondimenti
Tutto come previsto alla 1, d’altronde Cleveland non ha mai dato una sensazione diversa dallo scegliere Kyrie Invirg, uomo da 11 sole partite a Duke nel suo unico anno di college. Il potenziale c’è ma ci sono anche rischi annessi, la sensazione è che Irving sia un giocatore molto diverso dagli ultimi registi d’assalto arrivati in NBA nei pick più alti degli ultimi draft, forse più regista in senso classico e meno strabordante fisicamente. A complicare ulteriormente un tentativo di valutazione c’è una stagione di college saltata in gran parte e nelle poche gare in cui ha giocato non è che abbia fornito grandi certezze pur giocando ad altissimo livello. Per quanto la scelta fosse obbligata dalla pochezza di talento che il draft offriva, Cleveland probabilmente starà a lungo con un groppo in gola per capire quanto vale veramente Irving. E la presenza nello spogliatoio di un tipo esuberante come il Barone con cui Irving dovrà dividere il ruolo, potrebbe non essere molto di aiuto.
Dopo giorni di voci e rumors Minnesota alla 2 sceglie per se Derrick Williams, ora resta da capire come e dove sarà inserito Derrick Williams, difficilmente potrà giocare in ala grande vista la presenza di un certo Kevin Love, quindi a rigor di logica si punterà verso una conversione dell’ex Arizona in ala piccola, dove comunque non manca la concorrenza. A detta di molti Minnesota si sarebbe convinta a non cedere la scelta, perchè Kevin Love appare ben lontano dal convincersi a rimanere ai Wolves dopo la scadenza del 2012, e quindi in un certo senso è una sorta di ancora di salvataggio ne possibile caso che Love emigri altrove.
La prima mini sorpresa arriva alla tre dove Utah, passa Brandon Knight, virando su Esen Kanter, che con Okur andrà quindi a formare una coppia di centri made in Turchia, assoluta primizia per l’NBA. Scelta secondo me molto rischiosa, ritengo Kanter un giocatore tutt’altro che sicuro visto anche la storia di infortuni che si tira dietro, e il non trascurabile fatto che non è stato visto ad alto livello ne al college dove non ha potuto giocare per Kentucky avendo percepito denaro in passato in turchia, ne in Eurolega. Se alla tre va in scena la prima mini sorpresa, alla quattro invece va in scena il primo vero sussulto, infatti Cleveland non trovando disponibile Kanter su cui aveva puntato l’occhio, si porta a casa il muscolare Tristan Thompson da Texas, giocatore a mio modo di vedere molto intrigante, che veniva quotato a ridosso della top ten.
Toronto alla 5 non smentisce la sua fama di franchigia “europea” andando a scegliere Jonas Valenciunas, 19enne con grande upside, cm in abbondanza e un’apertura di braccia infinita. Ci sarà da lavorarci ma la base di partenza è eccellente. Però pensandoci bene a Toronto di bianchi, sopra ai 2,10 con mani educate ce ne è già un’altro, quindi a rigor di logica uno dei due è di troppo, e considerando le recenti dichiarazioni di Colangelo su Bargnani, è facile ipotizzare una partenza del Mago prima della prossima stagione, tant’è che sembra che Bargnani sia stato offerto a Minnesota per la due nelle ore vicine al draft, e che la trattativa sarebbe saltata perchè Toronto non voleva nella contropartita Darko Milicic e il suo contratto.
Altro europeo anche alla sei, i Wizard si portano a casa Jan Vesely, su cui avevano già puntato gli occhi alla vigilia, molto probabilmente ne faranno da subito la loro power forward titolare accanto a Javale McGee. Vesely è tra gli Europei sicuramente il più “NBA Ready”, difensore di gran livello, mani educate e fisico già pronto per le arre NBA, secondo me si farà sentire da subito. Alla sette c’è la prima scelta scambiata del draft con cui i Bobcats prendono l’oggetto misterioso Bismack Biyombo, ragazzo congolese dal grande upside, che però pare potrebbe anche non arrivare subito nell’NBA per problemi contrattuali e la sua attuale squadra. Parere strettamente personale, Biyombo a livello tecnico con l’NBA non c’entra nulla, capisco il fisico ma da qui a farne un solido titolare la vedo molto dura, evidentemente Michael Jordan la pensa diversamente. Il primo “prospetto” finito in caduta libera è Brandon Knight che finisce a Detroit, dove ragionevolmente avrà subito a disposizione il quintetto base, visto lo scetticismo sempre più grande dei Pistons nei confronti di Rodney Stuckey.
Alla nove è ancora il turno di Charlotte e se alla sette si sono presi un gran rischio con Bivombo, alla nove vanno sul sicuro con l’eroe dell’ultimo torneo NCAA Kemba Walker, giocatore che secondo me finirà per stupire molto, e potrebbe anche sconfiggere in tempi brevi la concorrenza interna di DJ Augustin per lo spot di playmaker titolare. Alla 10 i Kings abbracciano il loro oggetto del desiderio Jimmer Fredette, riuscendo attraverso una contorta trade a soffiarlo a Utah. Fredette andrà a formare con Tyreke Evans una delle coppie giovani più intriganti ed esuberanti dell’NBA attuale, ci sarà sicuramente moltissima pressione e attesa su di loro.
Arrivati a questo punto del draft dopo la scelta di Fredette da parte dei Kings, il draft entra in una fase in cui magari finiscono i picchi di talento o di grande upside, però va fatta una precisazione ci sono tanti giocatori potenzialmente solidi, con testa adatta a giocare nell’NBA. Sta anche alle squadre nel lavorarli con calma, senza mettergli addosso troppe pressioni, perché se a questi ragazzi gli si chiede di fare i fenomeni, siamo fuori strada, ma se gli si fa percepire che da loro ci si aspetta un contributo in rotazione allora possono tornare utili. E’ il caso di Klay Thompson, figlio di quel Michael visto ai Lakers a fine anni 80 e successivamente in Italia a Caserta, ragazzo sicuramente pronto di testa, con attitudine giusta e quel pizzico di fuoco sacro che a questo punto dei draft diventa pure un fattore principale. Thompson sarà uno dei punti di partenza del nuovo corso di Golden State gestito da Mark Jackson, che in lui potrebbero cercare un giocatore con più difesa che attacco. Discorso simile per Alec Burks scelto alla 12 dai Jazz, non gli verrà chiesto di fare il play titolare, ma di dare un supporto concreto dalla panchina a Devin Harris. Il discorso “solidità” vale anche per i fratelli Morris, diciamo che i 5 minuti intercorsi tra la chiamata dei due gemelli Morris, forse sono stati lo spettacolo più bello della notte del draft, il meno quotato Markieff se ne va ai Suns con la 13, e 5 minuti dopo il fratello Marcus raggiunge i Rockets. Per entrambi sicuramente la possibilità di trovare spazio nelle rotazioni delle loro squadre.
Alla 15 va in scena forse la trade più inspiegabile della notte con i Pacers che scelgono l’esterno Kawhi Leonard cedendolo a San Antonio in cambio di George Hill, trade da una parte inspiegabile dal lato San Antonio che si priva di un giovane che era un punto di forza del presente e una possibile pietra miliare per gli Spurs del futuro. Per i Pacers sicuramente un gran colpo, resta solo da capire cosa abbiano visto gli Spurs in Kawhi Leonard, e visto che gli Spurs hanno costruito una dinastia attraverso molte scelte ritenute anticonvenzionali al draft, ma che poi si sono rivelate devastanti (leggasi Ginobili e Parker in primis) il beneficio del dubbio è obbligatorio.
Alla 16 è il turno del centro slavo da USC Nikola Vucevic, che in un roster sguarnito di centri come quello dei Sixers potrebbe persino trovare posto in quintetto base. Chi invece a mio parere potrebbe fare un gran colpo sono i Knicks che alla 17 hanno chiamato play da Georgia Tech Iman Shumpert. Una volta i play da Georgia Tech erano il massimo, Shumpert di sicuro non è l’evoluzione della specie che va da Kenny Anderson a Stephon Marbury, ma è un ragazzo sveglio a cui non difettano i cm, e che in campo sa fare bene tutto, comprese buone qualità di regia. A scuola da Chauncey Billups potrebbe diventare veramente un buon giocatore.
Si può dire che con la scelta numero 17 di New York finiscono anche i giocatori solidi e si entra in territori totalmente inesplorati dove ogni giocatore potrebbe essere chiamato alla pick successiva o scivolare a metà del secondo giro. Le scelte che vanno segnalate sono quella di Donatas Montejunas, scelto da Minnesota alla 20 e scambiato a Houston con Johnny Flynn (in cambio della 23 e di una scelta futura) in una trade che per Minnesota (come spesso succede) ha veramente poco senso. Che le quotazioni di Montejunas fossero in drastico ribasso rispetto ad un mese fa era ormai noto visto che ha commesso l’unico errore che i GM europei non vogliono vedere ai workout, ossia perdere un provino uno contro zero, ossia sbagliare una sessione di tiro.
Portland in una notte convulsa che li ha visti cedere Rudy Fernandez e i diritti su Petteri Koponen a Dallas in cambio dei diritti di scelta su Jordan Hamilton scelto poi alla 26 (non esattamente la trade più intelligente del mondo ma a Portland le trade senza logica stanno diventando una regola), si porta a casa Nolan Smith da Duke, figlio di un ex Celtics, e play reduce da una ottima annata da Duke.
Alla 24 i Thunder soffiano Reggie Jackson ai Celtics, infatti sembra che Ainge tenesse particolarmente d’occhio il play da Boston College. Alla 25 è finalmente il turno dei Celtics, ma per le analisi sulle scelte dei Celtics rimando alla parte finale dell’articolo.
Altra scelta degna di nota quella di Justin Butler da parte dei Bulls alla 30, non nego che il ragazzo da Marquette a me intrigasse non poco anche per una chiamata da parte dei Celtics.

Al secondo giro rimane bel poco, Justin Harper anche lui dato per possibile ai Celtics, finisce a Cleveland alla 32, scivola al secondo giro anche Kile Singler che va a Detroit alla 33, e questo tutto sommato potrebbe essere un buon colpo dei Pistons. Niente primo giro per il play da Butler Shelvin Mack che si accasa ai Wizard, mentre Jordan Williams (anche lui rumoreggiato in biancoverde) se ne va ai Nets alla 36. Scivola invece molto in basso il play da Kansas Josh Selby che si accasa a Memphis alla 49.
Ma torniamo per un attimo ai Celtics, che pescano per due volte a Purdue, al primo giro infatti la 25 viene ceduta ai Nets in cambio della 27 e di una seconda scelta futura. I Nets alla 25 chiamano Marshon Brooks, ragazzo da Providence che conoscevo poco ma che dopo averlo “approfondito” nel post draft mi ha dato ottime sensazioni, diciamo quasi folgorato al punto di essermi quasi convinto che la sua cessione potrebbe rivelarsi un grosso errore. Brooks a livello di college era un realizzatore purissimo, uno di quelli che pur non avendo un tiro dalla distanza estremamente sicuro, trova sempre un modo di buttarla dentro, che ha quel pizzico di sfacciataggine controllata, associata ad un grande agonismo, ne fanno uno di quelli che non ci sta a perdere. Non altissimo 1,96 ha però una spropositata apertura di braccia, che almeno a livello di college gli davano quasi sempre la possibilità di tirare sopra il diretto avversario, difensore magari da rivedere. I contro sono un fisico esile e da irrobustire in tempi rapidi, un tiro dalla distanza da inventarsi. Per il resto alla 25 rischia di essere un possibilissimo steal of the draft.
Ainge invece alla 27 ha optato per i cm e il fisicaccio di JaJuan Johnson, lungo sicuramente con del potenziale da crescere, ma per ora temo sia un po acerbo per tornare subito utile alla causa, però i cm non si insegnano e la verticalità neppure, può darsi che nel lungo termine sia una scelta che pagherà i suoi frutti, ma temo che per una stagione almeno saremo costretti ad accontentarci di timidi progressi.
I punti di forza di Johnson sono un fisico di 2.09 associato a quasi 100 chili che ne fanno un giocatore molto veloce sui 28 metri. Le braccia sono lunghe e i movimenti di piedi sufficientemente veloci, è in possesso di un tiretto frontale magari non bellissimo da vedere come meccanica di tiro, ma di discreta efficacia su cui i Celtics sicuramente lavoreranno, ma almeno a livello di college ha sempre usato come arma principale un gancio destro. I lati negativi stanno nello scarso peso che lo metteranno sicuramente in seria difficoltà contro i corpulenti che troverà nelle aree NBA, e nonostante i cm e l’apertura di braccia rimane un rimbalzista molto modesto. Altro punto debole un gioco in post molto carente, e una scelta di tiri sicuramente rivedibile per quello che ha fatto vedere a Perdue dove a tratti eccedeva in egoismi inutili. Da rivedere anche il linguaggio del corpo e la voglia di subire contatti.
Alla 55 come detto arriva il suo compagno a Purdue E’Twuan Moore, giocatore old-style molto pulito tecnicamente. Sicuramente un ragazzo dotato di un tiro importante, rilascio molto fluido sia in movimento sia piedi a terra. Difensore di spessore a livello di college, uno di quelli che in mancanza di un atletismo smisurato ha imparato ad usare la testa a livello di letture, diventando pericoloso sulle linne di passaggio dell’attacco avversario. Per essere un esterno ha pure un più che discreto uso del piede perrno, in definitiva uno di quei giocatori “celebrali” che fanno tante piccole cose giuste, senza eccedere mai, con scelte sempre giuste. Insomma se devo trovargli un TAG da associargli direi un Ryan Gomes tra le guardie. Chiaramente se con tutti questi plus è scivolato a fine secondo giro non mancano i difetti, atleta sicuramente sotto il par in ottica NBA, è uno di quelli che difficilmente forza la penetrazione, e il ball handing è sicuramente da rivedere.

Per conoscere meglio i due nuovi arrivi, state sintonizzati su IAAC perché ovviamente nei prossimi giorni vi faremo dei profili molto dettagliati.





Commenti
Marshoon Brooks è, invece, un giocatore che ha il potenziale per diventare qualcuno. Poi magari diventa una delle tante meteore ma se devi scambiare la tua scelta lo fai per qualcosa di valido..
L'impressione è che la trade sia stata fatta prima del draft. Ainge non pensava di trovare giocatori con gran potenziale alla 25. Invece le scelte che hanno privilegiato i lunghi hanno fatto scendere molto le guardie. Così Knight alla 8 e così Brooks alla 25. Giocatore che prevedevo nei primi 15.
Ieri notte ho subito contestato la trade fatta da Danny, e sono contento che qualcuno la pensi come me. Nei commenti post draft ho letto solo complimenti a Danny. Ripeto, spero di sbagliarmi ma considerando i problemi offensivi della nostra squadra e la mancanza a roster di un giocatore che si crea i punti dal palleggio magari anche forzando beh, cedere Brooks che ritengo il più grande scorer di questo draft lo ritengo un grande errore. Ripeto, spero di sbagliarmi...
Ripeto, a meno che la trade non fosse stata fatta ore prima. In questo caso Danny avrà pensato che triple J si poteva prendere anche con la 27 e quindi la trade non avrebbe avuto ripercussioni. Anzi, si sarebbe guadagnato una scelta futura, seppur al secondo turno.
Poi però ti ritrovi il miglior scorer dell'intero draft alla 25, e tutte le previsioni vanno a farsi friggere!
Per chi non lo conoscesse: http://www.nbadraft.net/players/marshon-brooks
E il povero E’Twuan?
Nulla contro il povero E'Twuan (anche per solidarietà per il nome che gli hanno dato), ma per una questione statistica lo steal of the draft alla 25 puoi farlo. E solo guardando in casa nostra un certo RR9 fu scelto oltre la 20 di un draft non eccelso. Ma alla 55 o trovi Manu o trovi il nulla!
Mi piange un po' il cuore quando penso che Ainge ha ceduto questo ragazzo, che forse potrà essere molto, molto "esplosivo" nella lega.
Purtroppo l'abbiamo ceduto.
Altro che 21enne, il nativo di Brazzeville ne compirà 27 a luglio!!!
Però se lo avessimo scelto so che avrei letto critiche contrarie: "ma come, abbiamo bisogno di un lungo ed Ainge prende un piccolo"?
Credo che avendolo a disposizione, se il Front Office non lo ha preso significa che c'era qualche riserva su di lui. L'ho visto giocare solo un paio di volte, e sinceramente non è che mi abbia fatto questa grande impressione. Non è esplosivo fisicamente, a Providence tirava ogni volta che gli passava per la testa, perdeva palloni a tutto spiano e dava un assist ogni morte di papa. Segnava molto, è vero, ma i Friars vincevano poco.
Ottimo realizzatore e piedi velocissimi, però ha il difetto di citare Kobe Bryant come giocatore preferito ed i Lakers come squadra preferita...
Nelle interviste prima del draft Ainge parla di etica del lavoro, sacrificio , di giocatori adatti alla mentalità Celtics , secondo me la scelta è stata fatta proprio puntando molto su questo aspetto !!!
I movimenti di attacco e il modo di giocare mi ricordano in piccolo ma molto piccolo Kobe. Ed i doppioni nella vita non sono mai riusciti bene.
C'è materiale per lavorare su questi ragazzi di Purdue.
Vidi quella partita giocata sul campo dei "Boilermakers", e devo dire che due cose mi colpirono. La prima fu l'estrema disciplina di gioco imposta in attacco da coach Matt Painter: ovviamente Purdue l'ho vista spesso, ma se facciamo l'esempio di Kentucky con Calipari, si nota che la palla viene giocata con maggior attenzione: pochi palleggi e tanto movimento, che è poi quello che teoricamente piace anche a Rivers. Il livello di intensità è superiore, e sembra che fare le cose nel "modo giusto" sia quasi più importante che fare canestro.
Inoltre i "Boilermakers" mi sembrano più abituati a giocare una "halfcourt offense" di quanto lo siano la media degli altri universitari, ed anche questo è qualcosa che deve aver colpito Ainge e Rivers, altrimenti non si spiega la scelta di due atleti dallo stesso ateneo.
Ecco perchè credo che vedremo qualcosa di interessante in E'Twaun e JaJuan... anche se non riesco ad abituarmi alla grafia dei loro nomi.
È tutta la mattina che mi trattenevo, poi però la tentazione è stata troppo forte. Vorrei esser sicuro che tutti abbiano visto almeno una partita del ragazzo in questione, e non solo spezzoni da You Tube. Ci sta che ora "esploda", perchè per carità, si può sempre migliorare. Ma Brooks non ha un tiro affidabile, e già questo pesa quando sei una combo guard e non puoi essere altro. Difensivamente, sarebbe meglio lasciar correre e non dare giudizi, ma obiettivamente non ha i fondamentali. Poi, se JJJ è esile, l'altro non ha un fisico molto ben sviluppato, lacune grosse, e comunque rimane un ibrido di difficile collocazione. Poi potrà pure essere la "rubata" del Draft, ma ne deve mettere di ciccia, e come si dice dalle mie parti ne deve mangiare di pane... Ad ogni modo, in un anno sarà difficile cavar fuori molto da Johnson, ma sono pronto a scommettere da ora che in termini di rendimento potrà dare quanto un Glen Davis... Soprattutto spero in una intera stagione a lavorare con il Signor Kevin Garnett...
Forse si crede molto in Bradley nel ruolo di combo guard, e quindi un altro giocatore nel ruolo non è stato preso in considerazione.
Il mio problema è che vedo da sempre il draft come l'occasione per prendere un talento piuttosto che completare il roster. Soprattutto se hai scelte fuori dalla lottery. Perchè difficilmente un rookie al primo anno "fa la squadra". Quindi aspettare per aspettare sono dell'idea che si debba puntare al giocatore con più potenziale indipendentemente dalle necessità del roster.
E tra i due di Purdue e "the little Kobe" come viene chiamato dai tifosi di Providence, avrei puntato su quest'ultimo. E non avrei minimamente tenuto conto di eventuali ragioni di tifo. Vorrei ricordare che anche PP aveva certe preferenze prima di arrivare a Boston..
Detto ciò, mi auguro che i due ragazzi di Purdue dimostrino il loro valore.
E' possibile che Ainge abbia commesso un errore, per carità. Però mi ricordo che anche l'anno scorso aveva ricevuto delle critiche per aver lasciato agli Spurs James Anderson, considerato più talentuoso del nostro Bradley. E non mi pare che Anderson finora abbia fatto vedere granché.
Non ci resta che aspettare...
Draft 2008:
Rose alla 1; Westbrook alla 4; e mettiamoci George Hill alla 24 che ha avuto comunque successo.
Draft 2009:
Evans alla 4;Curry alla 7, Jennings alla 10
Draft 2010:
Wall e Turner alla 1 e 2
Draft 2011:
Irving alla 1 (altri nomi non li conosco benissimo)
e i centri?
nel 2008 Love e Lopez sono gli unici di spessore, nel 2009 c'è Griffin, nel 2010 non vedo nessuno, e nel 2011 neanche.
mancano i centri di peso alla Perkins, e quello che mi preoccupa è che noi ne abbiamo bisogno.
Larry è semplicemente un fatto di punti di vista , probabilmente anche io al posto di Ainge avrei scelto un'altro giocatore (forse proprio Brooks ) e subito dopo lo scambio sono stato il primo a parlare di trade "strana" , il fatto è che Danny ha visionato i due nei workout e penso che abbia ritenuto JaJuan piu adatto al nostro progetto/ricostruzione , o semplicemente pensa che il ragazzo abbia piu possibilità rispetto agli altri che erano disponibili alla 25 (compreso il talento di providence) di fare una buona carriera NBA , tutto qui . (Poi chiaramente pupo aver anche sbagliato ma questo lo sapremo tra qualche anno.)
E non è solo una mia inpressione , questo los i puo evincere dalle parole del nostro GM dopo il draft che dice chiaramente che puntava su Reggie Jackson o jajuan johnson e dato che il primo era stato preso alla 24 e resosi conto che jajuan johnson lo poteva prendere anche alla 27 perché a Dalas non interessava ha pensato bene di guadagnarsi qualcosina (la scelta dei nets del 2014 al 2 giro) .
In definitiva dico che anche se qualcuno puo non essere contento del giocatore preso , per me ci troviamo davanti al classico caso nel quale Danny è riuscito a ottenere la botte piena e la moglie quasi ubriaca !!!
I due ragazzi presi provengono da un'università come quella di Purdue che ha un ottimo sistema difensivo quindi sono due giocatori di sistema e questo penso che Ainge lo abbia considerato.
Ci serviva un lungo atletico e JJJ è veramente un ottimo atleta ed inoltre ha anche delle mani educate, mentre fisicamente deve mettere su un pò di muscoli.
Credo che non sia subito NBA ready ma sotto la tutela di KG può diventare un buon giocatore.
Moore alla 55 è un'ottima scelta, buon tiratore con un rilascio veloce, si sbatte in difesa ma non è un grande atleta.
Tra i due penso sia E'Twaun il più pronto.
Mi sembra un'affermazione un po' fortina...
Forse posso essere d'accordo per quanto riguarda il draft del 2008: scelse Giddens alla 30 e magari dopo c'erano DeAndre Jordan, Asik, Pekovic e Chalmers, però in quel draft credo avesse provato a fare una scelta "o la va o la spacca", e con la 30 non è che ti resti moltissimo.
Nel 2009 però non avevamo la prima scelta e su Bradley scelto nel 2010 è ancora presto per dare giudizi (anche se mi sento di dire che un anno fa era più forte di tutti i MarShon Brooks ed E'Twaun Moore di quest'anno)...
Insomma, "non ne ha azzeccata una" da l'idea che Boston avesse sempre una scelta top five ed Ainge avesse preso Kwame Brown, Olowokandi e Milicic...
2009: preso Lester Hudson alla 58 quando era rimasto lui e il niente. Direi non giudicabile tanto più che con la nostra 28 i Wolves ci pescano Wayne Ellington che ancora non riesce ad entrare in pianta stabile nelle loro rotazioni.
2010: alla 19 Avery Bradley e alla 52 Luc Harandogy. Su Bradley giudizio da rimandare visto che si opera alla caviglia due giorni dopo il draft e non riesce a fare il training camp. Proprio l'altro ieri Doc Rivers ha detto che se Avery fosse rimasto un altro anno a Texas in questo draft sarebbe potuto finire nella top 5. Vedremo nella prossima stagione (se si gioca) quanto vale il ragazzo. C'è anche da dire però che dopo la 19, eccezion fatta per Landry Fields, sono pochi i giocatori che si sono dimostrati in grado di dire la loro in Nba: fra questi forse solo Jordan Crawford, Trevor Booker e Graivis Vasquez. Alla 52 con Luc Harangody si prende l'unico giocatore che quest'anno è riuscito a fare più di 10 partite in Nba dalla 39 (Fields) in poi.... Anche in questo caso credo che la sufficienza sia obbligatoria.
Se poi mettiamo nel calderone Gm che nel 2008 scelgono con la 8 Joe Alexander (Milwaukee Bucks) lasciando Brook Lopez e Roy Hibbert, nel 2009 alla 2 prendono Hasheem Thabeet (Memphis Grizzlies) lasciando passare James Harden, Tyreke Evans, Stephen Curry, Brandon Jennings, alla 8 Jordan Hill (New York Knicks) con ancora disponibili DeRozan, Holyday, Lawson, Darren Collison e Hansbrough e infine nel 2010 preferisco Derrick Favors (pick 2 Nets) e Wesley Johnson (pick 4 Wolves) a DeMarcus Cousins direi che ce ne sono di meno sufficienti di Danny Ainge e noi non stiamo proprio messi cosi male...
PS: ma quando c'è la presentazione dei nuovi Celtics???
Ora anche se JaJuan ti fa 5/10 minuti sarebbe sufficiente sempre che si riesca a coprire la casella Centro.
Guardie, mi sa che uno come crawford, stevenson o richardson potrebbe anche venire da noi.
Sui lunghi sarà complicato trovarne uno e Ainge si è limitato a coprire una casella marginale per evitare di avere una voragine.
Amico mio nel 2009 Ainge aveva solo la pick 58 perchè cedette ai Minnesota Timberwolves la sua prima scelta in quel draft nell'ambito della trade che portò a Boston un certo Kevin "The Big Ticket" Garnett. E alla 58 sfido chiunque a fare di meglio, fermo restando che il draft del 2009 è stato molto ampio ma alla 58 erano rimasti Hudson, Dozier (che ora gioca in Grecia), un nigeriano di cui non ricordo il nome (mi pare Elonu) scelto dai Lakers ma andato a Los Angeles solo l'anno dopo in vacanza estiva e il sottoscritto...
Hai ragione ho sbagliato a scrivere anno , parlavo del 2008 quando ha preso Jr Giddens .
Grazie della correzione
PS: comunque nel 2009 con la 58 io una chance te l'avrei data
Grazie
Avevo premesso che stravedo per Danny, mi limitavo solo a far rilevare che purtroppo anche lui può sbagliare una valutazione in sede di draft. Ed il riferimento era principalmente al'estate del 2008 dove così come detto da qualcuno, giocatori migliori di Giddens e Walker (in particolare per lla prima pick) ce ne erano. Senza dimenticare anche la scelta di Pruitt del 2007 (la n. 32 era lui mentre Davis era la 35) lasciando passare, tra gli altri Marc Gasol, Sessions, McRoberts, Fesenko e Gray. Poi ovvio con la pick di Davis alla 35 fece un colpaccio.
Nel 2009 concordo nel ritenere che la n. 58 non è giudicabile, mentre sul 2010 siamo ancora in sede di valutazione.
Però, ripeto, la mia non era una critica fine a sè stessa. Era solo per dire che anche Danny può sbagliare e quindi la trade di Brooks potrà rivelarsi un affare come una fregatura.
Tutto qui!
Tornando sul discorso draft, ammetterai che scrivere "dal 2007 ad oggi non ne ha azzeccata una" da l'idea di tre/quattro draft fallimentari, e non è proprio così.
Se anche tu concordi che i draft del 2009 e del 2010 non siano male o non siano giudicabili, allora parliamo solo della scelta di Giddens, perchè Erden con la 60 a tutti appare una chiamata "adeguata".
Ed allora se in tre draft (e quindi cinque scelte potenziali) i dubbi sono solo su Giddens, dire che "non ne ha azzeccata una" è un'affermazione forte - come ho fatto io - mi sembra il minimo, non ti pare?
Ciò premesso, immagino che la conoscenza dei giocatori di Ainge e del suo staff possa essere superiore al nostro (io non faccio testo) che vediamo qualche partita di università e basta.
Questo non significa cieca fiducia per Ainge a prescindere, solo coscienza dei nostri limiti, posto che, in ogni caso, il draft rimane una delle scienze meno perfette e nelle quali il margine di errore è superiore a quello di riuscita.
al n 27 non e' il draft quello che ci poteva fare un saltello di qualita'ma aggiungere un buon
giocatore ogni anno come facevano i celtics degli anni 80 e in questo che Ainge mi sembra che ci
capisca poco.
Mi accodo alla domanda
Qualcuno sa qualcosa in proposito?
Questione di opinioni. Forse le scelte di Giddens e Gerald Green non sono andate a buon fine (anche se credo che Ainge le considerasse "alto rischio, alti benefici"), ma dire che "Ainge ci capisce poco" quando ha preso Rondo, Jefferson, Davis, Powe, West, Perkins, Gomes e tanti altri pur avendo a disposizione scelte peggiori del resto dell'NBA è quanto meno discutibile.
Prova ad analizzare le scelte di Chicago negli ultimi 10 anni, o quelle dei Lakers, e confronta l'impatto dei giocatori con quello degli atleti scelti da Ainge, e ti renderai conto del valore del GM dei Celtics.
E non sono solo io a dire che Ainge è ottimo ai draft, lo ammettono anche i suoi critici più accaniti.
Io non ho elementi per valutare le scelte quest'anno, ma a criticarlo (o ad osannarlo) aspetterei, e però proprio per la bravura e lungimiranza storicamente dimostrata nei draft, propendo più per pensare che anche quest'anno, con una misera 25sima scelta ha fatto quanto di meglio possibile, sicuro anche che pochi tra qualche tempo, quando in qualche scambio eclatante verrà inserita una seconda scelta 2014, si ricorderanno come se l'era procurata ...
Io sono uno di quelli che ha scritto che lo scambio Marshon Brooks * J3 potrebbe essere ricordato come un errore, non sono un grande estimatore di J3, e Marshon Brooks comunque a livello di college era uno che faceva canestro senza patemi. Però intanto l'NBA è un'altro sport, e va sempre considerato che alla 25 di un draft ci trovi dei ragazzi che in ottica NBA hanno qualche pregio e tanti difetti.
Quindi secondo me arrivare ad affermare che con il non essersi tenuto Marshon Brooks (uno di cui il 95% abbondante di noi fino al giorno prima del draft non sapeva neppure se fosse tra i sei miliardi di abitanti della terra o meno) Ainge ha dimostrato di capirci poco, è una mezza bischerata, visto cosa ha fatto nei draft dal 2003 ad oggi, pescando di fatto sempre fuori dalla lotteria.
Citazione Leonardo Ancilli:
Onestamente non capisco perchè si debba discutere di aria fritta. Mi pare di aver sempre detto, in tutti i miei post, di ritenere Ainge il miglior GM della lega. Semplicemente penso, come Leonardo, che la trade Brooks-JJJ potrebbe rivelarsi un grosso errore.
Mi sono permesso di contestare i post che affermavano "se Ainge ha fatto questa trade vuol dire che è la cosa giusta" perchè credo che anche Danny può sbagliare. Per motivare ciò mi sono limitato a dire che se si esclude la presa di Davis del 2007, e lasciando il beneficio del dubbio su Bradley, negli ultimi 4 draft non abbiamo mai preso ragazzi in grado di "fare la squadra".
Ed in alcuni casi, in particolare la scelta di Giddens ma anche quella di Pruitt, Danny ha toppato clamorosamente. Su erden ed Harangody il giudizio finale è stato dato dallo stesso Danny cbe pochi mesi fa li ha praticamente regalati ai Cavs.
Detto ciò, io adoro Ainge, sapere che lui guida i Celtics mi da fiducia, ma non condivido chi a prescindere pensa che non possa sbagliare. Tutti sbagliamo, Danny compreso.
Spero che queste spiegazioni possano far cessare quest'inutile discussione. I celtics devono unire non dividere.
Era da quella tua affermazione che nasceva la mia perplessità ("Mi sembra un'affermazione un po' fortina..."), non dal fatto che consideri Ainge il miglior GM dell'NBA (che può essere vero o meno).
In ogni caso si discutono opinioni, e nessuna è inutile.
E non sarà di certo una diversa idea sulle scelte di Ainge dal 2007 in poi a dividere i tifosi Celtics.
a) fuori dalla sua nazione
b)in una lega di giganti
c) con costanti problemi fisici
di riuscire a giocare in una squadra dove il Coach è sempre molto protettivo verso i pulcini e tendente a tenerli lontano dalla mischia, soprattutto per una squadra che lotta per l'anello, è una presa assurda. Che poi abbia dovuti cederli è un discorso diverso, nel tentativo dell'assalto al titolo di sicuro ai Cav's non potevi regalare uno dei due O'Neal...
Sulla scelta di Pruit, secondo me l'unico che ha perso in quel Draft è stato Gasol Jr., e qui posso darti ragione. Ma era obiettivamente difficile individuare nell'europeo ( e sottolineo, EUROPEO, con tutte gli interrogativi che accompagnano solitamente i giocatori del vecchio continente) un grande giocatore.
Su Bradley, quando è stato chiamato in causa ha mostrato talento limpidissimo, se dovesse trovare spazio son sicuro potrà dare una grossa mano ( magari abbiamo trovato il difensore per il futuro). McRoberts o Session non avrebbero cambiato la storia recente nè futura della nostra franchigia.
Avrebbero aiutato, su questo concordo. Come sono assolutamente daccordo nel dire che Ainge possa sbagliare, e lo farà ancora ( credo lo fara poche volte), però lo si dovrebbe pure guardare giocare Moore, così come si dovrebbe guardare Johnson, prima di spianare la strada ad un possibile rimpianto. Ipoteticamente ci sta che con il futuro questo diventi un rimpianto, ma per il momento non vedo perchè debba essere una ipotesi da prendere in considerazione... tra l'altro Johnson ha messo su numeri ( e se guardiamo solo a quelli) fantastici, specie nel suo ultimo anno. Ed è il miglior segnatore di sempre nella storia di Purdue...
Quello che non mi era piaciuto nei commenti post trade era il ritenere comunque ed a prescindere giusta la scelta fatta da Ainge.
In pochi conoscevano o si sono presi la briga di andare a vedere, come fatto da Leonardo, chi è Marshoon Brooks.
Io che, invece, ho criticato la trade immediatamente (ho scritto un post al riguardo pochi secondi dopo la trade), mi sono sentito sollevato nel leggere l'articolo di Leonardo, perchè il suo pensiero era esattamente il suo pensiero. Perchè fino a quel momento avevo letto solo post che inneggiavano alla trade.
Detto questo sono il primo a sperare che JJJ diventi un 4 capace di giocare ad alti livelli nella lega così come adesso spero che Brooks si dimostri lo Gerald Green di questo draft.
Non amo la vittoria delle mie opinioni, io amo i celtics e spero comunque nella vittoria dei celtics. E considerato che la maglia con il trifoglio sarà indossata da JuJuan, sorò il suo primo tifoso!
E Rick Mount con i suoi 2323 punti? In realtà per quando riguarda i migliori marcatori nella storia di Purdue JaJuan Johnson è settimo con 1919 punti ed E'Twuan Moore terzo(2136 punti) alla spalle di Mount e Joe Barry Carroll (ex Simac Milano)
Citazione Larrymania:
Personalmente ho visto almeno 5 partite di Providence e Brooks ha sempre segnato più di 20 punti, in alcune però prendendosi più di 30 tiri. Sono uno di quelli che crede che Ainge abbia fatto bene ma non perché penso che Brooks sia scarso ma perché vista la penuria nel ruolo (a livello di free agent a basso costo), la situazione del nostro roster e il fatto che cmq reputo JJ Johnson un buon prospetto mi fa pensare che sia più funzionale a noi rispetto a Brooks, tutto qui. Come detto precedentemente concordo con te quando scrivi che Brooks potrebbe essere la "steal" di questo draft a me piace abbastanza ma se l'osserviamo in una partita (o magari più di 1) intera si vedono pregi e difetti del ragazzo, è un gran realizzatore ma non è Bryant, altrimenti ci sono altri 24 GM impazziti, passa poco e male la palla, tende ad incentrare su di se tutto il gioco d'attacco (e puoi farlo a Providence, a Boston non so...) ed è un pochino basso per fare la guardia in Nba. Lo paragono un pò a Marcus Thornton e Jordan Crawford, se riuscirà ad imporsi può diventare quel tipo di giocatore, ovvero 30 punti o 3/25 ogni sera.
Forse non ci capiamo... io ho SOLO scritto che il tuo commento ai draft di Ainge dopo il 2007 lo trovavo sballato. Leo ha scritto che "potrebbe essere un errore", usando il condizionale, tu hai scritto "Ainge mi sembra che ci capisca poco". Mentre concordo col "potrebbe" di Leo, la tua affermazione è negata dai fatti, ed anche altri (Giancleto e Leo) te l'hanno fatto presente. Nessun putiferio, quindi, solo libera espressione di opinioni.
La trade io non l'ho commentata, personalmente penso sia presto per commentarla sia in termini entusiastici, sia in termini di critica. Come sempre sarà il tempo a dire la verità, non c'è fretta.
Se poi si vuole la mia opinione su Brooks, Johnson e Moore, qua e là nei commenti ho già dato... per ora non vedo un "crack" in nessuno dei tre. Magari migliorano...
DraftExpress di Brooks scrive:
"While Brooks has improved his skills in a variety of areas, passes the eye test, and frequently flashes an abundance of NBA abilities, there are still many questions about how his game will translate to the NBA, especially due to the extremely ball-dominant role he played as a senior".
Poi va nel dettaglio, ma se uno dei migliori siti di valutazione dei "draftabili" scrive queste cose significa che forse se il secondo miglior marcatore dell'NCAA è stato scelto con la numero 25, qualche problema c'è.
2 I successi e gli insuccessi di questi ultimi anni vanno divisi tra Ainge e Doc , tutte le scelte vanno condivise con lo staff tecnico
Io sono stato uno di quelli che ha commentato in diretta la scelta e poi la trade e ho spiegato bene la mia posizione,dicendo comunque di avere un po di amaro in bocca per Brooks,valutando positivamente lo scambio che a mio parere ci aveva portato chi volevamo e ci serviva e in piu ci aveva portato una scelta futura praticamente dal nulla , e a rileggere i commenti non mi pare che ci sia stato nessuno che abbia inneggiato alla trade senza dare una spiegazione.
Interessanti i numeri di maglia dei 2 rookie, mentre Moore ha preso il 55 indossato lo scorso anno dal suo "omologo" Harangody, Johnson avrà il 12 che probabilmente sta a significare che Won Wafer non farà ritorno a Boston. Del resto il fatto che un'altra guardia, Gilbert Brown, sia in ballo per un posto tra i 15 dimostra che almeno un paio di guardie non torneranno il prossimo anno alla base.
Io sento puzza di bruciato per Avery Bradley, viste le belle parole di Ainge e la necessità di trovare una guardia di livello da affiancare a Ray Allen, mi giocherei un dollaro su una trade con Bradley dentro.
mi auguro di no. In Bradley vedo anche io molto potenziale. Ainge e Rivers lo hanno sempre visto come cambio di Rondo anche se il controllo di palla e la visione di gioco sono per ora pessimi. Vediamo come andra' il training camp (se ce ne sara' uno quest'anno)
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