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Approfondimenti
Aveva nove anni, Glen Davis, quando a causa della sua stazza imponente il coach lo mise nella squadra dei bambini più grandicelli: siccome però quelli erano più smaliziati e lo “gabbavano”, lui proruppe in un pianto disperato finchè l’allenatore non lo sgridò con l’immortale “smettila di frignare, Bambinone”! Da allora sono passati 16 anni, eppure Ronald Glen Davis continua a comportarsi come un “Big Baby”, un “Bambinone”. Sorvoliamo sulle sue lacrime in panchina dopo un rimbrotto di Kevin Garnett, sul fatto che nel dicembre 2008 si fosse rotto un pollice picchiando un amico in macchina, saltando una bella fetta di regular season, o che nell’estate del 2009 si fosse messo a “twitterare” all’impazzata domandandosi perché Ainge non gli rinnovava il contratto.
Ma l’ultima “sparata” che arriva dalle colonne del Boston Globe in un articolo a firma di Julian Benbow è di quelle da far cadere le braccia. Davis infatti sostiene di meritare qualcosa di più del ruolo di combattente da trincea che il sistema dei Celtics gli ha imposto.

“Voglio solo essere sicuro di poter essere Glen Davis, ovunque mi trovi. E credo di poter essere Glen Davis in ogni luogo. Dipende dal sistema di gioco, dalla gente che gestisce il sistema, che Glen Davis possa essere Glen Davis, e non che Glen Davis sia chi loro vogliono che sia”.
C’è da chiedersi cosa abbia fatto Rivers per stravolgere completamente il ruolo di Davis tra regular season e playoffs: l’unico cambiamento sostanziale è stato l’innesto di Jeff Green a fianco del quale “Big Baby” non è mai riuscito ad esprimersi con continuità. Ma è chiaro che l’arrivo di un giocatore al posto di Marquis Daniels per alleviare gli sforzi di Paul Pierce rappresentasse una priorità sia per il front office che per l’allenatore.
I Celtics per bocca del GM Danny Ainge avevano dichiarato di voler assolutamente rifirmare il giocatore che nel corso dell’ultimo anno del suo contratto ha percepito 3,3 milioni di dollari. Nel corso di un’intervista a WEEI, Rivers ha però aggiunto che il rinnovo avrebbe dovuto essere siglato “al giusto prezzo”, e che fosse necessario “non pagare il giocatore più del dovuto”. La cosa non è andata giù a Davis che ha esternato:
“Cerco di non prestare attenzione a quelle cose. So che Doc parla molto, ed io non ci presto molta attenzione. E’ fatto così, Doc, ama parlare. Danny invece è quello che agisce, ed ora è concentrato sul draft. Non si dedica a me perché non ha bisogno di farlo, al momento”.
Rivers aveva anche sottinteso che lo scarso contributo di Davis nei playoffs fosse in qualche modo legato al contratto in scadenza: nella post-season le sue medie di realizzazione erano infatti scivolate da 14,3 a 4,9 e la percentuale di realizzazione era crollata al 39%.
“E’ stato difficile da accettare per me perché sono convinto di essere in grado di giocare bene soprattutto quando le partite contano – ha ammesso – ed in tutte le post-season avevo sempre giocato bene. Questa volta non è andata così perché non mi sentivo pronto e preparato per le sfide che avevo di fronte. E questo ha condizionato le mie performance. Ecco perché dopo i playoffs mi sono concentrato su questo, per essere sicuro che una cosa del genere non accada mai più. Quest’estate è importante perché la voglio usare per crescere completamente e per diventare un uomo ed un atleta maturo. Mi sono allenato mentalmente ad affrontare il futuro”.
Non è la prima volta che Davis si propone di “crescere completamente” e di “diventare un uomo ed un atleta maturo”, e forse a 25 anni abbondanti per lui sarebbe il momento di farlo una volta per tutte senza ricorrere a proclami e sparate.
C’è da chiedersi come reagirà Danny Ainge a questa ennesima uscita di Davis: continuerà a considerare la firma del “Bambinone” come una priorità, o comincerà a vedere strane somiglianze – sia dal punto di vista comportamentale che da quello “strutturale” – tra Glen Davis ed Antoine Walker?





Commenti
Ah, lui non era pronto per i playoff, e il motivo? Il rinnovo? Solitamente chi vuole rinnovare e sopratutto ad ottime cifre fa di tutto per alzare le cifre della stagione in scadenza ma lui no, fa l'esatto opposto.
Misteri della psiche umana.
Sia quando è davanti ai giornalisti, sia quando è a tavola.
Cal
oh che vada pure anche al lakers...così magari kg quando lo rivede lo fa piangere ancora...
scusate l'eccessiva intolleranza verso uno che fino a ieri tifavo ma quando un giocatore dice dell'allenatore "Cerco di non prestare attenzione a quelle cose. So che Doc parla molto, ed io non ci presto molta attenzione. E’ fatto così, Doc, ama parlare" e soprattutto del padre dell'ubuntu e del togheter allora mi si tappa la vena! e che ringraziamento ai celtics che ti hanno preso e reso celebre( oltre che pagato) quando nessuno ti voleva...
bye bye
“Credo fermamente che sia importante evitare di strafare. Da sempre – LSU, Final Four – ho giocato bene nelle gare che contavano. Lavoro su ciò che Doc vuole, sia che mi chieda di non indugiare a tavola sia che mi chieda di segnare il tiro da fuori. L’uomo sa di cosa parla”.
Sono passati due anni, ed ecco che “Doc parla molto, ed io non ci presto molta attenzione. E’ fatto così, Doc, ama parlare”.
L'affermazione più brutta è "Doc parla molto, ed io non ci presto molta attenzione", deprecabile assai, qualunque cosa intendesse dire.
Tutto il resto mi sembrano normali affermazioni post stagione; anzi, mi piacerebbe sentirle anche da qualcun altro frasi del tipo "Che brutti playoff che ho giocato; sto lavorando perchè non accada più".
Mi chiedo ancora perchè, per esempio, non si può definire "pagliaccio" James ma nessuno ha fiatato sui vari "Big Pirla" che da qui sono piovuti su Davis quando si è rotto il polso (certo, è stato un pirla, esattamente come James è un pagliaccio).
E' immaturo, quando l'ascolti non da l'idea che tu stia ascoltando un premio nobel ma in campo ha un cuore Celtics grande come il Garden, e questo a me basta per sperare che rimanga in biancoverde il più a lungo possibile.
Se poi deciderà di prendere più soldi altrove, pazienza, non mi rimarrà che sperare che coloro che resteranno mettano il cuore in campo come faceva lui (ogni riferimento a seppur minimi miglioramenti di Green in questo campo è puramente voluto).
Non mi pare l'unico atleta immaturo (quanti anni aveva Pierce quando ha fatto la sceneggiata della garza?), e se proprio devo dirla tutta, la cosa che più non mi piace di questa pagina è la foto che lo ritrae in tutta la sua debolezza in un momento in cui si stava dannando l'anima non per la playstation ma per i nostri Celtics.
Mi sembra il commento più appropriato per lo "sciocchezzario" esibito da Davis.
Ah,Leon ed il suo ginocchio!
Siamo un bel gruppo... "coesi" è la parola giusta
Credo che la spiegazione stia nel mio post precedente: il fatto di aver giocato un’ottima regular season gli ha completamente fatto dimenticare che l’umiltà è sempre stata la sua forza, e se è vero che da un certo punto di vista queste affermazioni possono voler spingere i Celtics ad alzare le offerte per tenerlo a Boston, è chiaro che per come ha finito la stagione certe affermazioni avrebbe fatto meglio a farle in privato, senza usare i microfoni.
Rasheed era semplicemente…Rasheed, e l’avevamo preso consci dei difetti, ma Davis deve molto a Rivers (come in passato ha sempre ammesso) e sottintendere che “il sistema” non lo ha favorito è darsi la zappa sui piedi, visto che è lo stesso sistema che a momenti gli faceva vincere il premio di Sesto Uomo dell’Anno.
Mi chiedo ancora perchè, per esempio, non si può definire "pagliaccio" James ma nessuno ha fiatato sui vari "Big Pirla" che da qui sono piovuti su Davis quando si è rotto il polso (certo, è stato un pirla, esattamente come James è un pagliaccio). (Hondo)
Nei commenti oggi nessuno ha definito Davis in questo modo, e per piacere Samuele, se nel tempo qui ci siamo posti delle regole, rispettale anche tu.
Red Auerbach pretendeva che i suoi giocatori andassero in trasferta indossando la giacca perché “il campione si vede anche da come si veste”. La “giacca” di IAAC è il rispetto nei confronti di tutti.
P.S. Io ho scritto l’articolo ma non ho messo la foto: però credo che abbia diritto di cittadinanza nel momento in cui – per l’ennesima volta – l’atleta mette “Glen Davis” davanti a tutto. I Celtics in passato hanno sempre tollerato i suoi eccessi: non lo multarono per il modo in cui si era rotto il pollice, ad esempio, e comunque lo hanno protetto e difeso in ogni occasione (come nell’involontario spintone al ragazzino a bordo campo ad Orlando). Dici che è immaturo? E non sarebbe ora che crescesse? Ormai ha 25 anni e mezzo e non ci vuole uno scienziato della NASA per usare parole più professionali tipo “Doc dice che i Celtics non devono pagarmi troppo? Ha ragione, non valgo 12 milioni all’anno”.
straquoto
Io dico che è uno di quelli che ha sempre dimostrato più voglia e cuore in campo. Io lo rispetto e lo rispetterò sempre per questo, al di la dei suoi limiti tecnici e caratteriali
Oggi no, ma in passato sì, ci tenevo a sottolinearlo, in nome del rispetto di tutti. Comunque nella foga ho espresso male il pensiero, me ne scuso. La frase era "certo, è stato un pirla, esattamente come James si è comportato da pagliaccio". Credo risulti un poco più mite l'affermazione. In ogni caso sono termini che non mi sentirete più usare, nemmeno per mister Three Quarters
Citazione:
Ecco, la metto così: Davis è semplicemente Davis, e lo terrei conscio dei suoi difetti.
Citazione:
Eh, magari: aggiungiamoci anche 20 cm e ne facciamo il dominatore d'area dei prossimi 10 anni. Sono il primo a volerlo "maturo", aggiungerei anche "non troppo influenzabile dal suo agente". Sono uno di coloro che considera i limiti di testa al pari dei limiti fisici e spero sinceramente che un giorno, non potendo superare i secondi (e continuerà a prendersi stoppate... ma anche sfondamenti), supererà i primi... magari indossando la nostra divisa, a suon di bastonate del Doc. Al momento,lo ammetto, uno scenario dalle basse quotazioni...
Se Big Baby fa delle dichiarazioni fuori luogo fino al 30 giugno lo fa rappresentando il bianco/verde e questo mi dà molto più fastidio.
Io prima ancora dell'intervista, vedevo Big Baby che cercava di promuoversi e nessuno lo considerava, su twitter quotidianamente presentava i suoi allenamenti e l'attenzione che teneva alla linea ed alla salute nell'off-season. Questa intervista autogol, sembra un po' dettata da un nervosismo derivante dalla mancanza di certezze per il futuro, ha tirato la corda con i Celtics e non trova sponde fuori.
Ha sognato per qualche mese un contratto di 5 anni a 7/8 milioni/anno ed oggi forse si scontra con una realtà per cui deve cambiare aria per mantenere un contratto come il precedente e la frustrazione lo porta a sfarfallare.
Se quest'intervista fa dire a noi "goodbye", non invoglia di certo gli altri GM a dire "welcome", va a finire che lo rifirmiamo al minimo o giù di li ...
...e sarebbe una buona cosa. Lui avrebbe la possibilità di rimediare sul campo all'autogol, e la squadra manterrebbe un giocatore comunque utile.
Un momento: Rasheed è un "male necessario", un veterano che prendi a fine carriera per provare a vincere... l'altro è un "pischello" che non ha ancora dimostrato nulla, non è un All Star, non è un leader di graduatoria, è solo un giocatore che in più occasioni ha mostrato grandissima immaturità. non si possono paragonare, onestamente... per quanto Davis mi piacesse e mi piaccia più di "Sheed".
I Celtics hanno dato tanto a Davis e sicuramente Davis ha dato molto ai Celtics, ma questa intervista è una grandissima mancanza di rispetto verso tutto il mondo Boston Celtics e ciò che rappresenta, partendo da Ramsey che firmava i contratti in bianco fino ad arrivare a Rondo che ha giocato senza un braccio e passando per 60 e più anni di storia...
nello specifico io trovo nei tifosi di qualsivoglia squadra e sport la tendenza ad idealizzare il proprio idolo.adesso però non vorrei che si passasse da big baby idolo di noi tutti, a big baby vattene non hai lo spirito celtico.
sarebbe francamente triste, a mio modo di vedere.
big baby m'è sempre piaciuto perchè è un bambinone simpatico, ma l'ho sempre considerato un gregario.a differenza degli scorsi anni, sto giro ha cannato di brutto i po.
per me è da tradare.non vedo margini di crescita!
indi il motivo per cui non lo terrei non sta certo nell'intervista, ma nei suoi limiti cestistici, che non sono solo di testa, ma sono proprio fisici visto che sotto canestro lo stoppano una volta si e l'altra anche e visto che ci servono lunghi verticalisti e rimbalzisti.
PS: per onestà devo dire che, come Samuele, anche io ricordo qualche epiteto speso su queste pagine per Davis dopo la notizia del suo pollice, ma credo che allora il tono fosse scherzoso e non volesse realmente dipingere alcunchè di offensivo
Malik, il pianto in panchina è la cosa più innocente che abbia fatto... però contro Dwight Howard vorresti avere a fianco la versione lacrimevole o la versione "Shrek"? Stesso discorso per i suoi comportamenti.
Anche Rondo è stato criticato a suo tempo, ma non ha fornito nemmeno un decimo degli argomenti che ci ha fornito Glen nel corso degli anni.
E non è vero che tutto viene ingigantito: io l'ho difeso dopo lo spintone involontario al bambino di Orlando e dopo che aveva offeso il tifoso che gli dava del "grassone", prendendosi 25,000 dollari di multa.
Anzi, ero stato comprensivo anche con la storia del pollice rotto, ma adesso siamo nel 2011, ormai è bene addentro alla sua carriera NBA e dovrebbe aver imparato qualcosa. Ed invece no, continua. Tutti hanno visto che era sovrappeso (Bob Ryan lo ha pure scritto), le cifre dei playoffs sono davanti agli occhi di tutti, e lui come se ne esce? "E' colpa del sistema".
Ma è lo stesso sistema che ti ha fatto viaggiare a 14 punti e 6 rimbalzi fino ad aprile, accidenti! E posso capire che non abbia la lungimiranza per comprendere che quei numeri li può fare solo uscendo dalla panchina, perchè in quintetto si troverebbe a marcarlo gente atleticamente più tosta. Ma che si dimentichi che tutto quello che sa di NBA gliel'ha insegnato Doc Rivers, questo non riesco a perdonarglielo.
Ripeto, maggio 2009, Boston Globe, parole e musica di un umile Glen Davis: "Lavoro su ciò che Doc vuole, sia che mi chieda di non indugiare a tavola sia che mi chieda di segnare il tiro da fuori. L’uomo sa di cosa parla". Oggi invece ripete "Glen Davis" all'infinito... se non è "leso Ubuntu" questo...
P.S. Detto questo spero che resti a Boston... anche se un annetto ai Timberwolves o ai Cavs non gli farebbe poi male... giusto per capire che un campionato ai Celtics ne vale 10 altrove. E per rendersi conto che un Celtic non dovrebbe mettere in moto la bocca senza aver connesso prima il cervello.
Ma, invece, posso giudicarlo per quello che vedo in campo e se mi è piaciuto molto durante la RS quando ha saputo trovarsi un ruolo, durante i PO è stato davvero terribile con il suo 39% dal campo, esemplare per capire quanto poco ha dato ai Celtics.
Ora, mi domando e vi domando: come possiamo investire in un giocatore simile? A me sembra un pericolo eccessivo a meno che non accetti un contratto al minimo.
Siamo d'accordo che sono due atleti in momenti diversi della carriera ed in momenti diversi dei loro contratti, ma il più talentuoso dei due non si è mai lamentato, nemmeno quando era quello che dei "Big Three" doveva sacrificarsi di più... ed invece il meno talentuoso ripete il suo nome come non farebbe neanche un pappagallo impazzito...
"Doc parla... non lo ascolto... la colpa è del sistema"... per me Glen ha perso completamente contatto con la realtà, e la cosa più grave è che ha consciamente messo sè stesso davanti alla squadra, ed inconsciamente dichiarato che o lo fanno giocare come vuole, o continuerà a fornire prestazioni come quelle dei playoffs.
Anche se non volesse, a questo punto Ainge sarà costretto a prendere il pennello del "writing on the wall".
La mia risposta alla tua domanda è la seguente.Io non investirei su un giocatore del genere.Per vari motivi.Perchè con le sue dichiarazioni, ha fatto intendere che la parola umiltà, non sa nemmeno che indirizzo abbia.Perchè un ragazzo che ha avuto la fortuna di poter giocare a questi livelli, dovrebbe avere almeno l'intelligenza di capire che occasioni del genere non capitano tutti i giorni.E, soprattutto perchè, sono stufo di giustificare atteggiamenti di questo tipo,da parte di ragazzi viziati che si dichiarano professionisti,e che poi nel momento che conta, non mostrano nemmeno un pò di gratitudine, nei confronti di chi, come Rivers,ha giocato un ruolo molto importante nella loro crescita professionale.Contesta il sistema?Dimentica che è lo stesso sistema che ne ha eslatato le doti.E dimentica che lo stesso sistema, lo ha portato ad essre uno dei migliori nel ruolo di sesto uomo.Sei nei PO è praticamente scomparso,chi dovrebbe incolpare se non se stesso e la sua incapacità di gestirsi?
Il paragone con Rasheed?..Ma vogliamo scherzare?Sheed, che certamente non è conosciuto come uno disposto a restare nei ranghi,ha un talento e una capacità tecnica,che Big Baby non è in grado di emulare, nemmeno giocando alla Play Station.Inoltre , quando i Celtics lo hanno preso,sapevano di portare a Boston un giocatore a fine carriera, condizionato da problemi fisici di varia natura e che sarebbe servito a garantire quell'aggiunta di qualità che, almeno a sprazzi abbiamo visto nei PO dello scorso anno.Inoltre Sheed ha una carriera alle spalle, malgrado gli alti e bassi, che parla per lui.Un titolo vinto, diverse finali di conference.Purtroppo il suo talento , spesso, non è stato supportato, dal cervello.Ma il paragonarlo a Davis, mi sembra quanto meno irriverente.E anche un pò blasfemo
Cal
Esatto Fabio...in due parole, l'umiltà.Quella che distingue il grande campione ,disposto a sacrificare la gloria personale agli interessi della squadra, dal giocatore come Big Baby.Che di grande ha dimostrato di avere due cose...la spocchia e l'appetito
Cal
Io non sarei cosi drastico , se mi posso permettere lo scivolone stiamo parlano di un "cazzone" (nel senso di cretino, ma cretino non rende l'idea della precedente definizione) di 25 anni che probabilmente è mal consigliato. Io francamente vedo più uno scenario da riconferma per qualche anno al livello dell'ultimo, con lacrimuccie e scuse del Bambinone. Secondo me una estensione del suo attuale contratto a quelle cifre sarebbe un buon rischio calcolato.
"Papà, se non mi compri il giocattolo che voglio io, ti giuro che a scuola non studierò più ":lol:
Un bell'esempio di maturità..Ainge ne prenderà nota
Cal
L'importante per me in questo momento e credo anche per Ainge sono il contratto che pretende , se chiede il doppio (ammesso che qualcuno glielo offra) arrivederci e grazie , dichiarazioni fuori luogo o meno. Ripeto con una buona estensione pluriennale secondo me , il soggetto si rimangerebbe tutto e a 3 milioni o poco più si potrebbe correre il rischio.
Gioca nella squadra più importante del pianeta e con un ruolo non di secondo piano, inoltre guadagna tanti di quei soldi che un operaio impiegherebbe tante vite per arrivare a quelle cifre e ancora non è contento? Il premio di sesto uomo dell'anno nacque nell'82-83 e il vincitore fu un certo McHale che incarnò alla perfezione quel premio e giocava nei Celtics.
Davis dovrebbe ringraziare DIO per quello che ha.
Sarà il mio essere friulano o carnico, ma a me piacciono i giocatori che parlano poco e lavorano tanto come Ray o Kevin e onorano meglio, squadra, compagni, tifosi cercando di dare sempre il massimo in qualunque situazione e se proprio devono parlare lo fanno con il cervello attaccato.
Big Baby non è nuovo a queste sparate e non mi piace per niente, lui è Big Baby e NOI SIAMO I CELTICS, quindi grazie tante di tutto quello che hai fatto e arrivederci, quella è la porta.
Se Ainge ha imposto un codice comportamentale, come è giusto che sia (essere CELTICS è anche questo), suppongo che sia contemplato che se spari a mezzo stampa sul tuo allenatore allora c'è solo una cosa : EXIT.
E non mi si parli di gioventù, di cattivi consiglieri o di altre scuse, io il rispetto l'ho imparato dai più vecchi sia nello sport che nella vita perché avevo ottimi esempi e avevo voglia di imparare....ora mi pare che con Paul, Ray, Kevin e Doc abbia ottimi maestri di rispetto, etica lavorativa e umiltà e se non ha imparato nulla in questi anni significa che non gli interessa e non vedo come possa farlo d'ora in poi anche perché se per farlo chiede più soldi, allora ripeto: grazie mille di quello che hai fatto, quella è la porta.....
Scusatemi, ma quando leggo che certi giocatori si comportano così significa che non hanno capito cosa voglia dire ESSERE CELTICS, non hanno capito che l'IO in questa squadra entra solo pagando per vedere le partite, e da lontano, ma regna il NOI, inteso come CELTICS e mi colpiscono al cuore, sia che si chiamino Davis o Walker o chicchessia....
a dato il suo pieno contributo non puo essere utile ai nostri guerrieri Josh Smith mi sembra un ottimo ricambio anche se con caratteristiche completamente diverse ma dobbiamo liberarci ancora di alcune zavorre nel roster,per ritornare GRANDI.
Questa è una parte delle dichiarazioni. L'altra parte è:
"Questa volta non è andata così perché non mi sentivo pronto e preparato per le sfide che avevo di fronte. E questo ha condizionato le mie performance. Ecco perché dopo i playoffs mi sono concentrato su questo, per essere sicuro che una cosa del genere non accada mai più."
Ovvero, accusa anche se stesso. Mettere l'io davanti a tutti è sbagliato quando lo fai per accusare il sistema (e lui l'ha fatto, ha sbagliato), un po' meno grave se è per prenderti le tue responsabilità. In quella insalata di parole io ho trovato entrabi gli aspetti.
Tra uno che stra-parla fuori dal campo e mette tu stesso sul palquet e uno che rimane zitto e in campo non capisci mai fino a che punto si sprema, preferirò sempre il primo.
Ovviamente ai primi due preferirò sempre Ray Allen, non sono un folle, so bene l'importanza del codice di comportamento, l'Ubuntu, conosco molto bene questi concetti.
Ritengo che Davis parli in un modo e agisca in un altro, perchè sul campo tutto mi sembrava tranne uno che mettesse l'io davanti alla squadra.
Sono d'accordo con le accuse riguardo al fatto che deve pensare prima di parlare, specie riguardo al Doc; assolutamente non d'accordo sul fatto di mandarlo via: ne abbiamo bisogno a livello di roster, conosce il sistema ed è potenzialmente un giocatore da 14 + 6 rimbalzi. Mi pare valga qualcosa più del minimo.
So anche che ci sono buone probabilità che siano i suoi ultimi giorni da Celtic: certo è che se Ainge dovesse, nonostante queste dichiarazioni, proporgli un contratto (anche al minimo) significherebbe che anche lui ha visto quel cuore in campo.
Viceversa, mi mancherà. Sarò l'uinico, ma mi mancherà.
Citazione:
Idem
Hai ragione quando dici che alla fine ha fatto un minimo di autocritica, ma nel contesto io la leggo più come un “per migliorarmi devo fare questo” che non un “per il bene della squadra devo fare questo”. E la differenza è sostanziale.
Capisco la tua simpatia: Glen/Shrek è personaggio pittoresco, piange, sbava, grida e si fa in quattro. Però dimentichiamo anche che per giocare è pagato lautamente, e quei soldi non arrivano solo per quello che fa vedere sul parquet ma anche per come si comporta fuori…in palestra, con i tifosi, con i media, nelle opere a favore della comunità. Dice di non voler esser più chiamato “Big Baby” ma poi immancabilmente combina qualcosa che una persona con un minimo di maturità non farebbe mai. E non si rende conto che – anche nell’eventualità di un passaggio ad altra squadra – quello che ha detto di Rivers gli costerà carissimo in termini economici.
Adesso il lato cinico: ne abbiamo davvero così bisogno a livello di roster? Se firmiamo Green ci servirà più un centro, e quando ha giocato sotto in attacco Glen è stato “divorato vivo” dall’atletismo degli Heat. E siccome non credo si accontenti dei 3,3 milioni che prendeva quest’anno, con la MLE proverei a prendere qualcuno più forte, se possibile.
questo imho è il punto fondamentale della discussione.
ben più importante di 4 parole fuori posto sulle quali potrei anche soprassedere nel momento in cui big baby ha sempre dato il cuore in campo per i celtics.
sugli ultimi po glisso, anche per lui mi vien da pensare che il problema sia stato più fisico(peso colpa sua e stanchezza, dopo una Rs con parecchi minuti giocati) che mentale!
per me è proprio da tradare, senimentalismi a parte.
www.celticsblog.com/2011/6/22/2236814/rumor-celtics-interested-in-trading-up-for-nikola-vucevic
Non significa niente, ma potrebbe essere una risposta indiretta all'intervista del Baby???
oltretutto uscendone con l'immagine peggiorata da un lato alla Psycho, con quella litania del nome lì ripetuta come in un sabba... papé satàn, papè satàn Glen Davis...
ragazzi, io sto ragazzone non l'ho mica visto giocare, ma me l'avete presentato come il nuovo Nenad Krstic... non facciamo scherzi, eh?
Zio Pluto... Nikola Vucevic da alcuni è visto come il secondo miglior centro del prossimo draft (dopo Kanter), e qulcuno lo ha paragonato ad Okur. Poi siamo d'accordo che "il nuovo Jabbar" suonerebbe meglio del "nuovo Krstic"...
guarda, bastava "il nuovo Radja"... ma il "nuovo Krstic"... a botta ancora calda... è un attimo immaginarsi come il cane di Mustafà...
Se pensiamo però che il secondo miglior centro del draft 2010 è stato Cole Aldrich preso con la pick numero 11 dai Thunder e ha passato l'anno giocando in nbdl e ci aggiungiamo pure che il miglior centro del draft 2009 era Hasheem Thabeet... Insomma prendere il nuovo Nenad Krstic non mi sembra cosi male...
Ps con Dino Radja centro in questa squadra saremmo subito da titolo...
di atletismo e penso che Green fara'una buona stagione dopo il pessimo playoff con i celtics,ma oltre a lui ci vuole un buon centro.
Beh, insomma, direi che "non lo sono mai stati" sia un'affermazione un po' "fortina". In NBA oltre al nostro Radja abbiamo visto Kukoc, Divac, Stojakovic... ed aggiungerei uno che in NBA ci è stato poco, ma per intelligenza e classe avrebbe potuto giocare dieci anni: Predrag Danilovic.
Ma non farmi andare "indietro": Kicanovic, Dalipagic, Jerkov e Cosic nell'NBA di oggi avrebbero pasteggiato a caviale e champagne, ma in quella di trent'anni fa e meno della metà delle franchigie non potevano andarci.
di quelli che hai citato Divac e Kukoc hanno giocato in grandi squadre quando hanno cambiato aria
si sono dimostrati dei discreti giocatori e niente piu',per quanto riguarda la vecchia guardia non
potevano andarci ma non c'e' la controprova che avrebbero fatto la differenza.
La mia impressione (da uno che conosce quasi nulla del mondo slavo) è che la generazione dei Kokoc e Divac fosse mentalmente più forte e meno viziata dell'attuale: questi a 14 anni pensano di arrivare nell'NBA solo perchè a livello giovanile europeo sono fortissimi e poi non riescono a fare il salto di qualità soprattutto mentale.
Sicuramente sono più gli esempi negativi che positivi, basta l'esempio di Milicic, però se nella bilancia buona ci metti Drazen Petrovic, Dino Radja, Vlade Divac questa comincia a pendere dalla parte giusta e non di poco visto che i 3 sopra citati hanno fatto benissimo (il compianto Drazen e Vlade) e bene (Radja) mentre il mio idolo di Virtus nonchè l'uomo del gioco da 4 punti che è valso un indimenticabile derby scudetto per le mie V nere secondo me ha giocato bene ed è stato limitato dagli infortuni.
Beh, credo che uno abbia la libertà di decidere come e dove vuole vivere la sua vita, Leo. Non è questione di "unto del signore", anche perchè - per quanto in un'edizione di Miami piuttosto rivedibile - Predrag Danilovic con Pat Riley era SEMPRE partito in quintetto base. Cosa non da poco.
E se fai "l'unto del Signore" con Riley, ti manda via a calci nel sedere (vedi Antoine Walker). Credo che su di lui ci siano parecchi preconcetti sull'esperienza americana, mentre per quanto ho sempre visto, di lui si poteva dire tutto ma non che fosse un "fighetta" o che non volesse mettersi in discussione.
Aggiungo che in termini di percentuale, se siamo scettici sugli slavi, sugli italiani dovremmo essere totalmente contrari: Esposito...Rusconi...Bargnani... fortuna che c'è Gallinari, altrimenti faremmo DAVVERO la figura di quelli che credono di essere unti dal signore, altrochè gli slavi che in termini di impegno e palle ci danno dieci a zero.
Tarlac aveva un decimo del talento di Rusconi, ma in NBA giocò 43 partite contro le SETTE di Stefano...
Citazione Legend:
Riley lo cedette a Dallas, ora non ricordo però se dietro c'erano motivi particolari o era solo uno scambio alla pari.
E perchè va messo in discussione? Ha dimostrato di starci facile, in NBA, con 75 partite e 60 quintetti base, 12,8 punti di media. Allora aveva anche problemi alla schiena, ma se non ne avesse avuti ed avesse deciso che l'America non gli piaceva, che male c'era?
Almeno ci è stato due anni e non 7 partite... poi gli Heat lo cedettero a Dallas (assieme a Kurt Thomas), è vero: ma lo fecero per Jamal Mashburn che era un giocatore in netta crescita.
Insomma, per me in un paio di squadre da titolo Danilovic avrebbe potuto essere un realizzatore "in uscita dalla panchina" alla Rick Fox, ma se se n'è andato dagli USA non vedo assolutamente paura di mettersi in discussione, o mancanza d'impegno. Anzi, con Riley, ripeto, giochi solo se vede che in palestra dai il 110%.
Come per tutte le etnie: per un Yao Ming ci sono altri Wang Zhi Zhi, Yi Jianlian, Mengke Bateer e Sun Yue, per un Nowitzki o uno Schrempf ci sono tanti Uwe Blab e Chris Welp, per un Gallinari ci sono tanti Rusconi ed Esposito, per un Paul Pierce ci sono mille Patrick O'Bryant, Chris Washburn e Mark Macon.
Quelli che "ce la fanno" sono sempre una piccola percentuale di "quelli che ci provano", ma se consideriamo che la ex Jugoslavia conta MENO DELLA META' degli abitanti dell'Italia eppure mandava (e manda) in NBA molti giocatori più del Bel Paese, forse la visione dei "fallimenti slavi" assume una prospettiva diversa.
Ventitrè serbi (compresi i bosniaci e montenegrini), dodici croati, sette sloveni hanno giocato in NBA, contro quattro turchi, cinque italiani e cinque tedeschi (e conto anche uno che giocò nel 1947)... e siamo scettici sugli slavi per colpa di Milicic?
Trovo molto giusto il discorso di Fabio quando ricorda come si sono comportati gli Italiani, a parte Gallinari, gli slavi hanno certe caratterstiche ma direi che generalizzare dicendo sono buoni o non sono buoni in quanto slavi mi sembra una forzatura.
Noi con una 25° scelta nella migliore delle ipotesi possiamo acquisire un'utile pedina peer le rotazioni ed il prospetto Vucevic potrebbe essere molto utile, ma ribadisco non penso arrivi disponibile a noi.
Quello (+ o - tutti) ce lo mettono sempre e comunque...
La cattiveria agonistica è nel loro DNA (poi chiaramente ci sono anche quelli più deboli psicologicamente -che però si fanno sentire con le sedie (scusami Nenad)-)...
Fabio..mi hai anticipato.Questi che hai citato sono giocatori che nella lega di oggi,non solo avrebbero pasteggiato a caviale e champagne, ma avrebbero potuto comodamente ordinare le linguine all'astice
Cal
Da punto di vista tecnico non sbagli, forse dal punto di vista atletico “Moka” Slavnic e “Kindje” Delibasic erano un attimo indietro rispetto agli americani dove invece i quattro di cui sopra potevano evoluire ad armi pari.
Ho avuto la fortuna di poter vedere basket italiano sulla Rai (con Aldo Giordani) e basket jugoslavo su Koper/Capodistria con Sergio Tavcar… e dopo l’NBA se aggiungi il Maccabi Tel Aviv ed il Real Madrid allora non c’era di meglio, a livello di club.
Il mio preferito di sempre rimane comunque il “vescovo mormone”. Quando era motivato ed in discrete condizioni fisiche era uno dei migliori giocatori al mondo. Le sue sfide con Meneghin e con i russi Tkachenko e Belostionny rimangono nella storia del basket FIBA.
Pensa che mentre guardavo la finale dei Campionati del Mondo di Manila mia mamma mi portò una pizza in salotto e mi disse “Fabio, attento che scotta”. Risposi “sì”, ma non ascoltavo perché l’intensità della sfida era così splendida che non riuscivo a distogliere lo sguardo. Risultato: ustione al palato!
Che destini strani per tanti “zingari” jugoslavi: Korac…Cosic…Petrovic…Delibasic…tutti morti giovani. Quasi che nel DNA del genio cestistico slavo ci fosse un cromosoma “maledetto”…
Oh, tra l’altro, quando Gigi Porelli portò Cosic alla Virtus Bologna, battè la concorrenza di tale…Red Auerbach!
Citazione:
Il concetto di cattiveria è relativo… direi che la voglia di vincere è così forte che l’uomo si trasforma in qualcos’altro… ma finchè tutto rimane circoscritto al rettangolo di gioco va bene, quando si comincia a fare fosse comuni o riempire foibe la cosa assume connotazioni diverse che con lo sport non c’entrano nulla.
Però la sedia di Nenad è niente se paragonata alle forbici sventolate da Dragan Kicanovic – allora MVP europeo - durante una rissa in Francia ad inizio anni ’80…
tra Eurovisione e Capodistria anche io ne ho visto molto di basket jugoslavo fine '70 inizi '80; diciamo che i plavi hanno geneticamente un elevato tasso di competitività e di campanilismo (chiamiamolo così....) che sfociava spesso in atti provocatori; un ex grande giocatore varesino mi diceva che loro iniziavano a provocarti dalla palla a due: se non reagivi o se reagivi in modo nervoso, allora non la finivano più fino a quando non esplodevi.
Credo che il miglior Cosic avrebbe potuto stare tranquillamente nella NBA del tempo; su Kica e Dalipagic i dubbi mi vengono soprattutto dal lato difensivo ed atletico; ma vi immaginate quegli slavi nella ABA? fosse durata 5 anni in più avremmo visto del basket senza precedenti e probabilmente avremmo una quantità di storie e di aneddoti che avrebbero fatto la felicità di Buffa.
Voglio fare un nome visto con i miei occhi giocare una partita sbalorditiva anni fa, tale Uros Tripkovic ragazzo se non erro dell’86 che se ne facciamo un fattore di tiro dalla distanza, non credo abbia avuto uguali nell’NCAA in quegli anni, e considerando che anche a livello di fondamentali stava benone, ti viene da chiederti come mai uno con quell’upside a 17 anni, non riesce neppure ad entrare nel radar dell’NBA. Ora sia chiaro io ignoro completamente i motivi per cui Tripkovic non sia riuscito a varcare l’oceano, però considerando che i GM NBA ormai hanno superato le barriere mentali sugli Europei da un decennio, forse avranno avuto le loro ragiono. Altra situazione simile Kosta Perovic, altro fisicone clamoroso con fondamentali di rispetto, in NBA ci ha fatto una comparsata e basta, e anche in quegli anni in NCAA uno con quei cm, con quella stazza e quelle mani, non ce ne trovavi molti.
Questi sono due esempi (ma ce ne potrebbero essere tanti), di due giocatori che se magari fossero stati cresciuti con mentalità USA, non avrebbero avuto una possibilità di non essere scelti nelle prime 10 posizioni di un draft.
Sugli Italiani che sono pure peggio, con me sfondate una porta aperta, perchè sapete come la penso su Bargnani, e considero Gallinari un’anomalia forse perchè cresciuto da un padre che lo spirito di sacrificio dentro i 28 metri sapeva benissimo che era alla base del successo.
Azz me le ero perse le forbici!!! Ahhh gioventù bruciata (intendo me stesso che nn ero al corrente di questo episodio)
Momento indimenticabile, sulla strada di un incredibile campionato europeo .... il ricordo più bello quello di Sandro Gamba che vuole farsi giustizia da solo!
Glen Davis assume uno psicologo sportivo
NBA
Il giocatore cerca qualcuno che lo aiuti a concentrarsi
Glen Davis ha annunciato di aver assunto uno psicologo sportivo con l'intento di migliore la sua concentrazione durante le partite.
Il giocatore, con Boston, ha giocato ben al di sotto dei suoi standard.
"Ho assunto uno psicologo sportivo che mi dovrà aiutare a non abbattermi se durante una partita sbaglio un tiro. Che mi faccia capire che se sbaglio in attacco, devo tornare in difesa e fare qualcosa di buono per ripagare l'errore. Tutto deve passare come fanno le nuvole. Passano sopra di noi e non badiamo a loro. Questa è lo stesso modo in cui devo concentrarmi anche io. Devo cercare di essere più professionale" ha detto il lungo.
“Kicia” e “Praja” forse avrebbero trovato qualche difficoltà all’inizio, però va anche detto che tutte le squadre in qualche modo “proteggevano” i loro difensori peggiori, allora, e quindi credo che in un ruolo da specialisti avrebbero potuto fare danni enormi in attacco.
Ora non voglia fare lo psicanalista per entrare nelle teste di questi ragazzi, ma se andiamo a vedere quanti ne hanno messi nei mock draft dei vari anni e quanti poi ne sono stati scelti, la percentuale è a tratti irrisoria. (Leonardo)
Ma questo accade non tanto per la “psicologia”, quanto per il fatto che hanno una produzione “clamorosa” di 7 piedi. E questi automaticamente attraggono l’interesse dell’NBA…
E’ lo stesso principio in voga fino ad una decina di anni fa nel basket italiano: dodicenne di un metro e 80? Subito comprato dalle grandi squadre, anche se non conosceva un fondamentale che fosse uno. E se poi non ne veniva fuori niente, pazienza, stavi poco a rimandarlo al suo paesino di provenienza.
Per me quindi non è che il giocatore slavo sia più fragile psicologicamente (anzi, come fa notare steve_7 sono notoriamente degli ossi duri), è che quella che Aldo Giordani chiamava “razza dinarica” fornisce così tanti “corazzieri”, che è normale che siano in pochi quelli a diventare giocatori NBA: “uno su mille ce la fa”.
In generale, se conti i cinesi nell’NBA (due/tre con una popolazione 1,2 miliardi di abitanti), gli italiani (tre con una popolazione 60 milioni di abitanti), i tedeschi (uno con 82 milioni di abitanti), il fatto che gli slavi (30 milioni tra serbi, croati, sloveni, bosniaci, montenegrini e macedoni) riescano a piazzare Stojakovic, Dragic, Pekovic, Milicic, Udrih, Vujacic (ed anche i “nostri” Krstic e Pavlovic) è già di per sé clamoroso.
Tutti parlano del miracolo spagnolo, ma la Spagna fa 47 milioni di abitanti ed ha “solo” quattro giocatori nell’NBA (i due Gasol, Fernandez e Calderòn)!
Questi sono due esempi (ma ce ne potrebbero essere tanti), di due giocatori che se magari fossero stati cresciuti con mentalità USA, non avrebbero avuto una possibilità di non essere scelti nelle prime 10 posizioni di un draft. (Leonardo)
C’è anche il rovescio della medaglia: magari se fossero cresciuti in America sarebbero diventati dei “tori” senza talento… ci sono stati casi di giocatori slavi che hanno fatto l’università negli Stati Uniti (anche negli ultimi due anni), ma non è che ne siano venuti fuori dei nuovi Cosic…
Credo che per l’europeo in generale lo “shock sportivo” con gli USA sia qualcosa che di solito viene sottovalutato. Arrivi e sei già etichettato come uno “che non vuol difendere”, quando spesso il giocatore europeo è in possesso di fondamentali difensivi superiori a quelli dei pari età americani. Il problema è che…”white men can’t jump”, e purtroppo non possono nemmeno muovere i piedi come quelli che bianchi non sono.
Nell’NBA i ritmi poi sono bestiali, e se in Europa ti offrono lo stesso contratto che hai ai Mavericks ma giocheresti 25 partite in meno, chi te lo fa fare a restare in una terra straniera, senza amici e con un’autostima inferiore a quella che avresti al Real Madrid o al Maccabi Tel Aviv?
Io i Radja, i Danilovic (pare che anche Petrovic al momento della morte non fosse convinto di restare ai Nets) i Navarro li capisco e non li ritengo dei “perdenti” perché un giorno si sono guardati allo specchio ed hanno detto “basta”. Specie se – come nel caso di questi quattro – avevano dimostrato di starci belli larghi, nel circo americano.
Ma si vive una volta sola, ed ognuno sceglie cosa sia meglio per lui.
io son d'accordo con legend e di basket slavo ne ho visto parecchio su telecapodistria e tv slave.
gli slavi come prima cosa hanno un talento smodato(forse solo i lituani gli stanno dietro ) e guarda, arbitro calcio a 5 e sono reduce da un week end in cui ho arbitrato un torneo di squadre serbe(ma c'erano anche sloveni, croati e bosniaci)
a livello d'impegno ci danno 10 a 0(noi si siamo viziati e son d'accordo anche sul fatto che solo il gallo c'ha le palle, bargnani è un debosciato)
poi per il basket sono parecchio alti, sono predisposti fisicamente e nel basket hanno primeggiato in europa e in nba sono ben presenti.
il problema è che sono un po' matti.
io adoro gli slavi, sia per il loro talento nello sport e nello specifico nel basket, sia per il loro temperamento... facile fare i fenomeni col fisico dei neri americani....
dalipagic alè!
Ho capito che il tono era scherzoso, però siccome qui i lettori sono (giustamente) attenti, evitiamo di commentare le abitudini di vita di Bargnani...
Su Dalipagic: l'ho conosciuto e visto allenare a Gorizia... pretendeva che i giocatori italiani restassero in palestra per tre/quattro ore (dopo l'allenamento) a tirare come faceva lui a suo tempo. Inutile dire che come coach non è durato a lungo, in Italia...
Oggi credo che la forbice di motivazioni sia diminuita perchè ogni ragazzo di valore slavo sa che un contratto in europa è probabile riesca a trovarlo e allora, perchè spremersi per l'NBA?
La Repubblica di Slovenia (2 milioni di abitanti) ad un certo punto aveva CINQUE giocatori in NBA (Udrih, Brezec, Vujacic, Nachbar e Dragic)... per me la zona che va dal Veneto e corre sulla litorale adriatica fino a Grecia e poi Turchia deve avere qualcosa che spinge il bambino a palleggiare una "spicchia" e poi a metterla in un canestro...
hai ragione. Ma mentre vedo motivazioni fisiche e culturali (oramai il basket li' e' un'istituzione da decenni) nella ex Jugoslavia (i dinarici di giordaniana memoria che ha giustamente citato), mi sfugge il boom turco di questo periodo e quello greco che non vedo legato alle ragioni degli slavi.
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