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Approfondimenti
Gli ultimi anni della Nba sotto certi aspetti hanno visto una lega in continua evoluzione. I tentativi talvolta erano diretti a rendere questo sport qualcosa di diverso, almeno minimamente, da quello che si era soliti conoscere. L'etichetta di Sport-Business ormai accompagna continuamente la lega, e spesso anche i media internazionali invece di rimarcare le basi del gioco, si perdono troppi in discorsi relativi alle sole giocate ad effetto (tal volta irregolari, LeBron docet con i suoi passi) ed ai soli giocatori di primo piano, tralasciando l'importanza che ha l'intera intelaiatura di una squadra. Sembra quasi che si cerchi un atleta bionico, prima che un cestista, capace di racchiudere in se un mix di qualità fisiche ed atletiche non indifferenti. Ovviamente le qualità tecniche devono sempre essere presenti, ma non sono la componente fondamentale in alcuni individui.
Una faccia da presentare sulle riviste, che possa in un certo senso accattivare i tifosi, ed attrarli in un qualche modo. Squadre senza nerbo e schemi ben precisi, con un Playbook scarno e giochi facilmente individuabili. Continui isolamenti nei momenti chiave, che nonostante tutto continuano a non dare i frutti sperati. Sovente poi alcuni giocatori rappresentano una sorta di ibrido, con ruoli non definiti benissimo, o se non altro tendono ad interpretare il ruolo con caratteristiche sempre differenti. Soprattutto, è indicativo notare come Rose e Weestbrok siano atleti di prima fascia, capaci di arrivare al ferro in un attimo e di far sentire il loro potere fisico sui pari ruolo, ma trovino maggiori difficoltà invece nel dirigere adeguatamente i compagni, e nell'essere play dalle caratteristiche pure, come potrebbero Essere Kidd o Williams, Paul o il nostro Rondo, o come era Bibby un tempo.
Siamo arrivati al punto in cui a furia di tentare di scoprire qualcosa di nuovo, si tralasciano concetti fondamentali, e se le nuove scelte pagano i propri frutti sotto un certo aspetto, sono deleterie quando si va a vedere il risvolto della medaglia. Il primo esempio che mi viene in mente è quello dei Magic. Due anni fa la loro fu una grandissima occasione, e presentavano una squadra tutto sommato completa, ma con una grande falla. Il reparto lunghi dei Lakers, a conti fatti, fece la differenza contro un reparto assolutamente atipico dei Magic, e che tralasciando Howard non aveva la giusta dimensione per competere. Ancora, la figura che sembra attrarre maggiormente il pubblico del terzo millennio, quello non abituato al Basket del collettivo e del sacrificio di squadra, sembra sempre maggiormente affascinata dallo Spara-tutto capace di giocare magari trenta possessi in un Match in uno contro cinque, con isolamenti al limite del ridicolo, tendenti solo a fermare troppo la palla ed allontanare i compagni di squadra dalla partita. Ma qualcuno pensa che si possa vincere da soli in uno sport di squadra ? Francamente appare ancora oggi una pura utopia pensare che qualcuno da solo vinca qualcosa di consistente.
Ma in effetti da soli è difficile anche vincere la singola partita. E sebbene in attacco credo che sempre più costantemente vedremo squadre ricorrere al “palla in mano ad x e preghiera”, non potremo mai vedere grosse squadre vincere senza una organizzazione difensiva adeguata, e che sappia funzionare coralmente.Se non vi è intesa, se i movimenti risulteranno forzati e slegati gli uni dagli altri, non si arriverà mai a vedere la luce in fondo al tunnel. La componente fondamentale, nodale, è data dal gioco di squadra almeno quando la palla è nelle mani avversarie. I discorsi da “bar dello sport”, purtroppo, sottolineeranno sempre le prove dei soliti noti, tralasciando quella di squadra nel complesso a volte. Come se a vincere fosse sempre e comunque solo Tizio, o Caio.
Questo è ancora lo sport dove i titoli principali sono dedicati a Dirk Nowitzki, giustamente. Ma una squadra che si rispetti ha bisogno dei vari gregari, pronti a fare legna ed a trovare il massimo, nonostante qualità modeste. La lega degli specialisti, giocatori capaci di svolgere un solo ruolo, ma che comunque risulterà determinante. Sicuramente, dopo le finali degli ultimi anni, tenderei a rimarcare che questa è una lega per giganti, come luogo comune imporrebbe. nte volte l'affermazione relativa al fatto che i fondamentali tecnici possano essere “aiutati”, ma che l'altezza non la si può “apprendere”, appare banale e perde di significato. Ma a conti fatti, la differenza la si fa ancora con i centimetri, specie quando devi alzare le braccia ed arrivare prima del tuo avversario sulla palla vagante. Del resto, continuando di banalità in banalità, la forza di una squadra sta proprio nel saperlo difendere il canestro. Ed in uno sport dove ci sono diversi modi per difendere ( ma sempre e solo di squadra per ottenere risultati incoraggianti, e qui un pensiero ai Bulls, ai Celtics ed agli Heat scappa) efficacemente, c'è da dire che una posizione in questione a volte diventa la pietra angolare per una difesa solida e costante. Più che altro esiste una figura che a me piace immaginare come quella di un “custode” del pitturato.
La figura di un classico ragazzone pronto a difendere l'area nei pressi dello stesso canestro, evitando che vi siano incursioni nemiche. Ribadisco, non si può difendere efficacemente se non si difende di squadra. Ma, come detto, la solida difesa di una squadra deve partire proprio dal centro, e dai suoi centimetri e la sua potenza. In generale, il reparto lunghi è fondamentale, soprattutto quando ben assortito, per puntare a traguardi gloriosi.
Taluni provano a correggere il tiro, e tendono a rimarcare come una squadra per essere vincente necessiti della giusta profondità, di adeguata completezza. Ma credo che i ruoli più importanti, almeno attualmente, siano proprio quelli del reparto lunghi. Non scopro niente di nuovo, a conti fatti. Ma effettivamente, ho la sensazione che non se ne parli abbastanza. Si potrebbe parlare degli ultimi Playoff, o almeno di quelli degli ultimi anni. Partiamo dagli ultimi tre campionati ad esempio. I Lakers hanno trovato risorse infinite in un pacchetto di lunghi che riusciva a completarsi abilmente, e che presentasse caratteristiche differenti. La polivalenza di Odom, che nonostante non sia un gigante presenta una energia incredibile, una difesa particolarmente efficace sul Pick and Roll ( ed Orlando, all'epoca, venne disintegrata proprio dalla capacita di Odom di difendere anche alto sul Pick And Roll, disinnescando gli attacchi dei Magic) ed una capacità di andare a rimbalzo con costanza. C'è poi Gasol, quello che ancora oggi talvolta viene etichettato come “soft”, ma che ha giocato due finali in maniera determinante, e che comunque sa farsi sentire.
E poi c'è Bynum, che in un certo senso è un giocatore che ha ancora qualcosa da dimostrare e credo ampi margini di miglioramento, ma ad ogni modo un corpo di quelli che ti intimidiscono ed una certa abilità ad andare a rimbalzo. I Mavs, invece, hanno trovato un giocatore assurdo come Tyson Chandler, oltre che un Nowitzki trascinatore e capace di ammazzare tutti i pari ruolo e di “condizionare” ogni sorta di difesa avversaria. Ma ancora, analizzando gli ultimi Playoff, l'exploit di una squadra con un attacco normale come Memphis, senza grossi tiratori e con giocatori ai quali piace spesso attaccare il ferro (cosa appunto, resa maggiormente difficoltosa da un area sempre affollata ed una ricerca della spaziatura ampiamente rivedibile) è da collegarsi al lavoro di Randolph, maturo e trascinatore, e di quel Marc Gasol che ha mostrato di poter diventare una stella di primo ordine in questa lega. Ancora, due anni fa Phoenix riuscì a dire la sua grazie ad uno Stoudemire finalmente maturo e soprattutto inarrestabile quando si trattava di attaccare (ecco, magari meno pronto a difendere). Gli Heat del 2006 avevano, allo stesso modo, un reparto lunghi che i Mav's non potevano contrastare. Un reparto completo, soprattutto, se si Considerano la durezza di O'Neal e Mourning, l'energia di Haslem, ed anche all'occorrenza la possibilità di adattare Posey. Lo stesso che aiutava i Celtics, che annoveravano Garnett, Perkins, Powe ed anche un giovane Glen Davis, a vincere il titolo nel 2008. Ed è così, almeno da un po' di anni a questa parte, che sembra consolidarsi la tendenza secondo cui vince la squadra con i lunghi più determinanti. Fare esempi su esempi magari sembrerà solo più noioso, ma i “gemelli” Wallace a Detroit, che coppia erano, specie in quel periodo ? Soprattutto con ben “difensive oriented”, e Rasheed magari un po' più capace di fare male anche dalla parte opposta.Anche l'ultimo scontro, tra due squadre poco scolastiche, con attacchi in cui ripetutamente nei momenti caldi la palla si fermava nelle mani di un paio di uomini, senza che vi fosse una reale capacità di giocare con calma e tentare di scardinare la difesa avversaria. Se la differenza c'è stata , però, tra gli Heat ed i Mavericks, credo che l'abbia fatta proprio il buon e modesto Tyson. Sarebbe troppo facile pensare a lui solo come presenza difensiva, ma effettivamente ha difeso su chiunque passasse dalle sue parti. Tamponare i buchi in aria è spesso fondamentale, e nel suo caso il lavoro a rimbalzo è stato l'arma in più per i Mavs ed è stato un limite per Miami. Ha permesso che le penetrazioni ora di James ora di Wade si limitassero all'osso, ed ha spaventato un po' chiunque transitasse da quelle parti. In attacco è stato altrettanto presente a rimbalzo, il che anche nelle occasioni in cui non si sia tradotto in un nuovo possesso effettivo, ha limitato la possibile transizione degli heat e quindi indirettamente creato problemi allo stesso attacco di Miami. Ma la posizione di Chandler, nelle finali, è servita anche nei momenti caldi : Quando la palla stagnava nelle mani o di Terry o di Dirk, i suoi blocchi hanno sempre liberato l'uomo sul perimetro, pronto a colpire da tre ed alleviare le pene dell'attacco dei Mav's.
Ancora, quante volte i Mav's hanno avuto l'occasione di giocare il pick and roll con lo stesso sei, arrivando con facilità al canestro ? Soprattutto Terry, nelle occasioni in cui ha giocato a due con Chandler ha quasi sempre messo a referto i due punti. Ancora oggi, quindi, non si può prescindere dal luogo comune che questo sia uno sport per giganti. Gli stessi Thunder, quanto hanno guadagnato dalla crescita di un talento come Ibaka ? Il prossimo anno, se Perk tornerà sui suoi livelli ( salute permettendo), non ci sarebbe da sorprendersi nel vedere i Thunder campioni Nba. Certo, c'è sempre il problema degli attacchi statici, in cui la palla si ferma per 20 secondi abbondanti.
Ma una presenza dominante in area, apre nuovi scenari anche dal punto di vista offensivo. O'Neal, con un gioco molto ridimensionato rispetto agli ultimi anni, con la sola stazza modificava l'intero modo di attaccare dei Celtics, portando le difese avversarie ad accorgimenti diversi, e blocchi di qualità infinita per Pierce ed Allen. Soprattutto, Shaquille ha saputo fungere da presenza difensiva, ed è stata questa la vera novità nel suo gioco. Magari meno attaccante, ed infatti giocava solo sugli scarichi ed è andato in post con una frequenza che è andata scemando costantemente, ma sicuramente più difensore. Ed insieme a Garnett, sicuramente, è stato un bel vedere. Il problema però è che nella lega di lunghi ne rimangono pochini, specie di centri con discrete abilità magari, difensive od offensive che siano. Ci sono ancora grandi corpi, ma sembrano puro marmo. Lo stesso Dwight, universalmente riconosciuto come Top Player nella sua posizione attualmente, credete sia minimamente paragonabile allo Shaquille di dieci, ma forse anche di cinque anni fa ?
Attualmente, Camby e Ben Wallace , attempati sicuramente, riescono a dire ancoro la lora ed a figurare bene in questa lega. Purtroppo il materiale è scarso adesso, ed è per questo che trovare un centro completo è una chiave fondamentale nel gioco. Magari le ali grandi sono già più facili da trovare, se si pensa a Griffin, Stoudemire, Gasol, Randolph, Nowitzki, Bosh ( forse...) e si potrebbe continuare. Ma con un grande centro, anche il 4 riesce a rendere meglio. E non è forse un caso, che Dirk abbia disputato dei playoff fantastici proprio quando vicino aveva un Chandler finalmente sano e soprattutto dominante. La lega ha ancora bisogno di tutti i centimetri del caso. Gente che lentamente sta prendendo le luci della ribalta c'è. Penso in primis a Hibbert di Indiana, che mi sembra cattivo e capace , educato e con mani dolcissime. Penso a Noah, futuro dei Bulls con rose, in quale in attacco appare un pochino spaesato a volte, ma che a rimbalzo mette un'energia spaventosa. Al Horford magari è già una certezza, ma rimane un lungo elegante e di assoluto valore. Più difficoltoso innamorarsi di un tipo alla Brook Lopez, almeno a livello personale, il quale appare orientato troppo verso il lato offensivo del campo. Purtroppo la differenza bisogna cominciare a farla prima nella propria metà campo. C'è da fare attenzione, ad ogni caso. Ognuno può aprire, in qualche modo, la strada che porta al successo.




Commenti
Pezzo di cui condivo ogni singolo carattere, per quanto anche Dallas non sia stata l'emblema dell'UBuntu il fatto che abbia sconfitto un paio di sinistri personaggi che pensano al basket come un "io contro il mondo", è stato come un salvataggio sulla linea di porta per il basket.
E come evidenziato nell'articolo ancora una volta la squadra campione NBA è quella che ha al suo interno uno dei lunghi che dominano questa lega.
A denti stretti e dal basso dei miei centimetri devo in parte coincidere con la tua posizione, ma solo in parte perché come già ti ho anticipato inizierò a pensare alla "rivincita dei nani" per tenere "alto" l'onore di noi piccoletti.
A parte gli scherzi senza lunghi non vinci ed oggi sono merce rara, poi il basket funziona anche con il gioco non necessariamente sotto le plance, per cui niente di meglio che avere grandi lunghi e buoni esterni più o meno dotati di centimetri che insieme giocano di squadra sui due lati.
Bellissimo articolo. Mi piace il tuo modo di scrivere ed il modo di esprimere le tue opinioni.
Anche se dal basso dei miei 180 cm, spero sempre che a fare la differenza siano i cosiddetti "nanetti":-). Bisogna anche riconoscere che nelle finals 2011 un ruolo fondamentale lo ha avuto il "piccolo" JJ BAREA. Segno che non sempre i cm sono tutto!
Questo vale, oggi, per Howard come in passato per tanti altri super lunghi che hanno chiuso la carriera ringless e dovrebbe farci capire che è la squadra a vincere a prescindere dagli interpreti sui quali è costruita: nonostante in molti avessero sentenziato sull'impossibilità di vincere un titolo con Perkins, i Celtics hanno dimostrato che il gruppo si costruisce sulle qualità dei singoli anche se questi non sono tutti superstar.
I miei complimenti, comunque, ad Andrea per il contributo di riflessione sul gioco.
Pensiamo ai Bulls di Jordan, coperti nei ruoli "2", "3" e "4" ma con i vari Armstrong, Kerr e Paxson in cabina di regia e Longley, Wennington, Cartwright e Perdue sotto canestro.
Al giorno d'oggi si assiste ad una mutazione dei ruoli: il centro non è più solo centro ma nasce con un gioco fronte canestro sul quale una volta non si lavorava (per concentrarsi su quello spalle canestro) così come le point guard sono sempre più "combo" perchè i ragazzini capiscono fin da piccoli che se vogliono avere successo devono mostrare di saper fare canestro in primo luogo. Ecco quindi il proliferare dei vari Paul, Rose, Deron Williams, Wall.
Non è un basket di per sè più bello o più brutto del passato, solo diverso. Ma se si comincia a vedere 48 minuti di sola isolation o solo pick and roll, diventa uno sport noiosissimo perchè a giocare in attacco sono sempre e solo (o quasi) quei due/tre.
Citazione:D'accordissimo con te. La squadra deve essere composta da un collettivo valido. Oggi però, se dovessi scegliere, al mio collettivo valido metterei un Garnett di 10 anni fa, oppure sceglierei proprio Howard, piuttosto che Kobe o James...
Fu la grande ilusione "jordaniana": cioè vincere, o meglio creare una dinastia, senza avere lunghi di elevato livello, ma avendo fenomeni nel ruolo di 2 e 3.
Di fatto ci riuscì solo MJ, forse perchè era MJ, nonostante avesse giocato in un'epoca nella quale i lunghi fortissimi non mancavano di certo. Questo sarebbe sufficiente a fare sospettare che quei Bulls fossero un'eccezione e non una nuova frontiera del basket: adesso ci proveranno gli Heat e forse i Thunder, vedremo cosa succederà.
Va detto che anche i Pistons del back to back non avevano lunghi particolarmente dominanti, ma Laimbeer, Mahorn, Salley, Rodman ed Edwards erano erano tutti signori giocatori, ognuno coi propri limiti ma tutti funzionali al tipo di gioco di Daly.
Credo che la moda dei play sia una cosa un po' casuale: negli ultimi 4-5 anni si sono imposti molte point guard così come alla fine degli anni 90 e inizio dei 2000 ci fu l'inflazione dei 4; interessante è invece il discorso sulla mancanza di pivot passatori (proprio spariti) e con gioco spalle a canestro, ormai sempre più una rarità. Di fatto il tipo di gioco in auge al momento tende a favorire molto di più i piccoli che non i lunghi, anche perchè regole come i 3 secondi difensivi e l'aumento dell'uso del tiro da tre aiutano ad aprire l'area.
Di certo però fossi un GM di una squadra in costruzione, punterei a prendere Howard piuttosto che Paul o Rose, restando convinto che un piccolo possa fare la differenza tanto da portare la sua squadra al titolo solo se ha accanto un centro molto forte, mentre non è detto il contrario.
Concordo sull'importanza di Chandler per Dallas e, in generale, di un lungo difensivamente dominante per aggiudicarsi l'anello.
Ne approfitto per aggiungere un quesito all'interessante "conversazione" sui Centri: a fine corsa furono in molti, tra gli IAACers (ricordo Greenpride in particolare), a considerare la partenza di Perkins tra i principali "motivi" dell'incredibile flessione di Big Baby in post season (anche se la configurazione Big 4 + Bambinone aveva quasi sempre ben figurato in precedenza)... ma se non fosse stato Davis il più "penalizzato" dei nostri?
Vorrei chiedere ai molti esperti qui presenti un parere: quanto, secondo voi, la flessione di KG (decisiva per noi) può esser dipesa dall'età e quanto dalla cessione del suo compagno "custode del pitturato".
Premessa statistica, FG% del nostro #5:
.498 - Career
.472 - PO Career
.495 - PO 2007/08
.495 - PO 2009/10
.441 - PO 2010/11
(in particolare .455 nel 1° turno e .431 nel 2°)
Direte voi, cosa sarà mai un 5% di flessione (in realtà la % di realizzazione dal 50 al 45 si riduce del 10%, con picco di -13% nella serie contro Miami rispetto ai precedenti PO col Trifoglio)... secondo me invece contro gli Heat è mancato proprio l'apporto di KG contro Anthony e Bosh, non proprio "mostri difensivi", con il secondo storicamente perdente contro "The Big Ticket".
Ho il sospetto che il giocatore che ha sofferto di più l'assenza di Perk sia stato proprio il nostro amato Bigliettone: in difesa è riuscito a mantenere i suoi elevatissimi standard, ma questo forse gli è costato carissimo, in termini di lucidità, sull'altro lato del campo e le sue performance offensive si sono ridotte irrimediabilmente.
"Sobbarcarsi" la chiusura dell'area da solo è stato forse "chiedere troppo" al nostro guerriero e, nonostante un JO old-style per un quarto d'ora, l'assenza di un centro difensivo (stile Perk) ha pesato tantissimo sulla qualità dei suoi (e quindi nostri) attacchi.
Grazie in anticipo a chi vorrà rispondermi.
Miri
PS. Posso complimentarmi anche con il nostro Sam, l'unico redattore ad inserire, in tempi non sospetti (fine RS), Tyson Chandler nel miglior quintetto difensivo, in occasione degli IAAC Awards? Fu l'unico a preferirlo a Superman! Essendo molto attento ai particolari, un +1 virtuale per te... grande Sam!
Ora, naturalmente è impensabile paragonare il buon Tyson a KG, ma sentendo Dirk risi di gusto e pensai che fosse veramente un "fessacchiotto" ( pensai di peggio).
Con il tempo mi sono reso conto di quanto avesse ragione...
Anche io me le ricordo le sue dichiarazioni...
E anche io avevo espresso le mie perplessità...
D'altronde dopo essere stato scaricato dai Bobcats dopo una sola stagione (ed essere stato vicinissimo a finire a Toronto...), chi si sarebbe mai aspettato che Tyson sarebbe divenuto uno dei fattori (mooolto) decisivi delle Finals (e nn solo...)...
Analisi corretta perchè i numeri sono numeri e sono inoppugnabili, ma l'interpretazione dei numeri può avere diverse sfaccettature.
Io continuo a pensare che Big Baby sia quello che ha sofferto di più perchè ha dovuto cambiare più ruoli nei suoi minutaggi e ciò soprattutto a seguito del minor minutaggio o meglio dell'emarginazione di Krstic nei playoff.
La media di KG è frutto di partite molto altalenanti per poter confermare un rapporto di causa/effetto con la partenza di Perkins; con Miami ad esempio gara 3 di KG è stata quasi perfetta sui due lati del campo (13 su 20 + 18 rimbalzi), gara 4 almeno in attacco un incubo (1 su 10 + 10 rimbalzi tutti difensivi), ma il ruolo di KG è sempre stato sostanzialmente lo stesso e direi che è stato soprattutto un discorso individuale.
Poi se c'era Perkins (o Shaq al 100%) il mazzo che KG si è dovuto fare sarebbe stato minore e la lucidità forse maggiore, ma che fosse comunque arrivato ai playoff un po' in riserva e quindi quando le gare erano ravvicinate ha sofferto di più è abbastanza evidente.
Quindi in definitiva sono d'accordo che il reparto lunghi senza il Perkins (al 100%) ha patito, poi un piccolo calo di KG, che è il giocatore più determinante, si fa sentire più pesantemente di altri sul rendimento della squadra è anche logico, ma continuo a pensare che il più "penalizzato" o comunque quello che ha patito di più è stato Big Baby.
Sottolineerei ancora una volta di più al fine di non essere frainteso, che se non avessimo avuto Green, gli scompensi in altri settori sarebbero stati ancora maggiori, quindi la mia analisi degli scompensi derivanti dalla perdita di Perkins non vuole considerare la trade nel suo complesso ma solo la parte relativa al Perk.
Pienamente d'accordo con quest'ultimo punto, Greenpride, la trade Perk-Green andava fatta per vari motivi (ampiamente dibattuti su queste pagine): necessità contingente (evitare di giocare in 6-7 per circa un mese, con Daniels fuori per la stagione e altri più o meno infortunati), futuro prossimo (PO altrimenti in riserva per il Capitano e KG) e in ottica ricostruzione (Green da preferire di gran lunga a Perk come terzo violino dei Celtics del futuro, a parer mio, e con un'ottima scelta "compresa nel prezzo").
Senza voler "ritritare" pro e contro di quella mossa, per sintetizzare il mio pensiero sulla trade basta ricordare il mio provocatorio "avrei fatto la trade Perk-Green anche alla pari", ma il nostro GM si è anche liberato di un contratto pesantuccio (Nate) e ha condito il tutto con una scelta potenzialmente molto alta.
Il mio post aveva lo scopo di "leggere" l'assenza di Perk dal punto di vista di Garnett, poi è chiaro che ad essere penalizzati dall'assenza del #43 (con contestuale "pigro" inserimento di Green e sfortunato finale di carriera di Shaq) sono stati prima di tutto i Boston Celtics.
Luca, è sempre un piacere leggere i tuoi post, sono sempre interessanti e ben argomentati, ma sull'alibi che dai al Bambinone non concordo!
In fondo è stato lui stesso a dircelo, perché "per essere Glen Davis aveva bisogno di sentirsi Glen Davis", Perk o non Perk!
Naturalmente scherzo, per fortuna su IAAC si professa il "sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo", invece di dar retta ad individui che hanno bisogno di ritrovare se stessi...
Miri
anche guardare il rovescio della medaglia questi comprimari che tu citi senza i grandi campioni
che ti trascinano ,che ti esaltano non sarebbero nessuno per quanto riguarda Bynum mi sembra che e'
troppo tempo che continuamo a dirci che e' giovane e puo' migliorare doveva essere gia' la sua ora
io penso che non sia un grande centro.
Gli inputs proposti da Miri sono molto interessanti e su Big Baby mi trovo più o meno sulla stessa linea; capisco le valutazioni di Luca sul fatto che Glen Davis possa essere stato il più condizionato dalla trade e dal conseguente “rimpasto” di ruoli e meccanismi tattici però è anche vero che i suoi playoff sono stati troppo brutti per non attribuirgli direttamente anche qualche responsabilità a livello di approccio mentale e “cattiveria” agonistica (cose che ha giá ampiamente dimostrato di possedere visto che è proprio nei playoff che questo ragazzo si esalta e sale di colpi, come l’anno scorso).
Magari non sará stato al massimo fisicamente però in tutta onestá ci è mancato di brutto e questo aspetto, unito al cronico ritardo nel processo di “maturazione” come uomo mi fa pensare che a Boston i suoi giorni potrebbero essere contati..
Su Garnett io credo che il discorso sia prettamente fisico; è arrivato senza benzina ai playoff ed a quell’età, quando il corpo “vuole ma non può” c’è ben poco da fare...purtroppo gli infortuni a catena occorsi al 80% del roster lo hanno costretto a minutaggi forse più alti di quelli che il coaching staff aveva programmato per lui quest’anno (anche se io sarei più dell’idea di fargli giocare meno partite in RS magari “abolendogli” almeno un incontro in ogni back-to-back), ed alla fine anche questo aspetto ha inciso molto sulla nostra eliminazione.
Non credo che KG abbia sofferto in particolare la partenza di Perkins (in fondo alla sua assenza si era abituato benissimo per una cinquantina di partite in RS), quanto piuttosto la mancanza di aiuto in generale nel pitturato, quando gli sono mancati a momenti alterni gli O’Neals ed Erden per infortuni e Krstic per palese inadeguatezza difensiva.
Piuttosto direi che se Big Baby avesse fatto il suo durante i playoff magari avremmo visto anche un Garnett meno sofferente...
PS. Posso complimentarmi anche con il nostro Sam, l'unico redattore ad inserire, in tempi non sospetti (fine RS), Tyson Chandler nel miglior quintetto difensivo, in occasione degli IAAC Awards? Fu l'unico a preferirlo a Superman! Essendo molto attento ai particolari, un +1 virtuale per te... grande Sam! Miri
Ti ringrazio Miri ma sará stata sicuramente una botta di cu....
D'accordissimo, ovviamente non è un alibi che voglio dare a Big Baby, se non si è saputo inserire e non ci ha capito nulla o quasi la colpa è principalmente sua e della sua immaturità, e le dichiarazioni che fa sull'essere "Glenn Davis" sono il dito dietro il quale si nasconde per le pessime prestazioni nei playoff.
Avesse detto "non sono riuscito ad adeguarmi ai cambiamenti troppo repentini di ruolo ed ho patito in certe situazioni il dover giocare centro nel quintetto basso" era un conto, voleva dire che in una logica di squadra non è riuscito a rendere al 100%, ma dire "devo essere messo nelle condizioni di fare il Glenn Davis", vuol dire chissenefrega della squadra l'importante è il mio risultato personale.
Del resto nella sua testolina (non proporzionata alle dimensioni del corpo) il pensiero dominante è ottenere un contrattone da free agent, e la mia impressione è che non abbia molte possibilità ed in ogni caso vi sia stata una forte svalutazione del suo nome, e questo lo porti a sfarfallare ulteriormente.
Io in questa situazione non mi stupirei di vederlo rifirmato con noi per un anno al livello precedente, per rimandare i discorsi all'anno prossimo o a una trade a febbraio.
Sicurissimo che Bynum non sia un grande centro ? No perchè, specie nelle scorse finali, io credo sia stato un fattore...
Del Resto è uno che ha un fisico veramente eccellente, e che in pitturato ti concede pochissimo. L'Unico dubbio su Bynum riguarda l'integrità fisica, a mio modo di vedere, ma per il resto è un Grande giocatore.
Direi che ha patito anche l’assenza di Shaq e la non perfetta condizione di Jermaine.
…capisco le valutazioni di Luca sul fatto che Glen Davis possa essere stato il più condizionato dalla trade e dal conseguente “rimpasto” di ruoli e meccanismi tattici però è anche vero che i suoi playoff sono stati troppo brutti per non attribuirgli direttamente anche qualche responsabilità a livello di approccio mentale e “cattiveria” agonistica.. (Sam)
A me quello che ha dato fastidio dell’atteggiamento di Davis è stato il modo in cui ha completamente dimenticato che se è diventato un giocatore NBA lo deve in parte proprio al signore che “parla tanto, e non lo ascolto”. Gli ha dato il tempo di crescere senza “bruciarlo” (come è accaduto a talenti superiori a “Big Baby”) e pian piano ha aumentato l’importanza del suo ruolo…
Certo, è stato fatto perché Glen lo meritava, ma se meritava i nostri applausi per il passato e per la stagione regolare da “sesto uomo dell’anno”, perché le critiche per i suoi playoffs osceni dovrebbero essere indirizzate ad altri?
Ricordo bene quando nel 2008, mentre Garnett era infortunato, i Celtics affrontarono gli Spurs e “Big Baby” marcò ottimamente Tim Duncan facendolo lavorare sodo. Fu determinante nella vittoria, ed incassò tutti i complimenti per come stava “crescendo” all’ombra del Trifoglio. Ed allora mi chiedo: se l’aver limitato il Duncan del 2008 era un merito, perché il fatto di essere stato distrutto da i non trascendentali lunghi Heat dev’essere una colpa per chi non ha permesso che “Glen Davis fosse Glen Davis”? Vedo un po’ di Toine Walker spuntare…
"Ho assunto uno psicologo sportivo che mi dovrà aiutare a non abbattermi se durante una partita sbaglio un tiro. Che mi faccia capire che se sbaglio in attacco, devo tornare in difesa e fare qualcosa di buono per ripagare l'errore. Tutto deve passare come fanno le nuvole. Passano sopra di noi e non badiamo a loro. Questa è lo stesso modo in cui devo concentrarmi anche io. Devo cercare di essere più professionale" (Glen Davis, riportato da daniele33).
Mah. Apprezzo l’operazione, ma mi sembra di sentir parlare un tredicenne…”tutto deve passare come fanno le nuvole”… come può pretendere che non lo chiamiamo più “Bambinone”, quando ogni due giorni se ne esce con puerilità assortite?
se poi BYNUM gioca nei Lakers e Howard nei Magic qualcosa contera' nelle vincite di Bynum?O vogliamo
dire che il roster dei magic e' come quello dei Lakers?
piu' di te e ho visto centinaia di centri mentre tu probabilmente pisciavi ancora a letto,la mia punteggiatura sara' da scuola elementare ma ti posso assicurare che di basket ne capisco piu' di te
perche' quando uno paragona Bynum a Howard e' meglio che si occupi di un'altro sport.
Potremmo cortesemente usare terminologie più rispettose del salotto in cui ci troviamo, per piacere? soprattutto quando - come il sottoscritto - abbiamo passato i 45, e soprattutto quando sappiamo che ci sono anche persone giovani a leggere.
Non mi sembra che qui chiediamo molto, visto che ci autofinanziamo per permettere a tutti di parlare di Celtics.
Manteniamo la discussione sul basket e non andiamo sul personale, sia come obiezioni sulla punteggiatura che come minzioni.
Grazie.
Sul discorso Howard-Bynum, son sicuro di avere ragione, ma non per questo vengo a darti dell'incompetente. E poi, a voler essere sinceri, non ho detto che Bynum sia meglio di Dwight ( che non è un fenomeno, per me), ma solo che il Bambinone losangelino ha dei buoni fondamentali ed è ad oggi uno dei primi cinque centri della lega. Poi, le opinioni vanno sempre rispettate... però a volte alcune cose si potrebbero risparmiare.
vince il titolo nba perche'gioca con gente come Nelson,Turkoglu,Redick,e non con Artest,Gasol,Bryant
infatti quando il catalano come sanno tutti i giornali ha avuto quella storia con Bryant a tolto la
spina ai Lakers dimostrando che gli anni addientro non era Bynum a fare la differenza sotto le plance
ma il sign. Pau Gasol anche se non e' propio un centro con l'aiuto di Lamar Odom e non certo di Bynum.
Da dove nasce tutta questa certezza ? Voglio dire se ci poniamo in questo modo il contraddittorio non avrà mai senso. E non dimentichiamoci che qui si discutono le opinioni e non le persone.
Grazie
Poi è chiaro che aver accanto Pau sia un bel vantaggio (però influisce negativamente sulle statistiche di Drew...)...
A noi il bambonone gialloviola farebbe un gran comodo ma, siccome gli Straccioni nn ce lo darebbero mai, x fortuna è prone injury
Anche qui, capisco l'intento giocoso, ma per piacere evitiamo di mancare di rispetto agli altri, se pretendiamo il rispetto altrui.
Anch'io non amo i Lakers, ma ci sono modi non offensivi per far capire che non sono nelle mie grazie.
Legend uno che ha qualche anno in piu'penso che possa aver visto qualcosa in piu' di uno che e' piu'
giovane se Peterson mi contesta una dichiarazione ho l'umilta' di pensare che possa sapere qualcosa
piu' di me ma non perche'lui e' stato un allenatore ma perche' essendo piu' anziano di me a visto molte cose piu' di me chiamalo come vuoi io lo chiamo rispetto.
Ancora siamo a queste affermazioni?
Io vado per i 39 anni,seguo i Celtics da una vita ma non ho mai dato patenti di tifo a nessuno.
Parlo in un forum calcistico con ragazzi molto giovani di basket,e spesso mi complimento con loro per la competenza e la precisione dei loro interventi.
Nessuno detiene il verbo del sapere,siamo tutti appassionati uniti da una grande passione per i Celtics,non c'e' quello piu' bravo degli altri.
Rispetto per le opinioni di tutti,anche se divergenti
Mitico Angelo ! Peccato che tu possa dispensarci perle di saggezza solo in tarda serata, non stoppando sul nascere delle discussioni che non fanno onore al nostro sito.
... Io in ogni caso sono più vecchio di te per cui rassegnati ne so più di te, non so bene di cosa ma ne so più di te. ...
Bene! Allora visto che sono più vecchio di te ti sfiderò (e sarò superiore) in mangiata di raviole al vino, ci troviamo a metà strada e chi casca prima perde. OK?
Mah, nel caso di Peterson ormai c'è il rischio che ne capisca meno di Fashawn, visto che mi sembra abbastanza "bollito" (non Fashawn).
Sì Frankie, chi ha qualche anno in più può aver visto più basket, ma è anche vero che può non aver capito quello che stava guardando, altrimenti i vari Bagatta (citato dall'ineffabile Merendi) e Lauro dovrebbero essere delle enciclopedie ambulanti.
Non credo che l'età sia il discriminante nella conoscenza del basket... anche se mi piacerebbe poter andare da Simone Pianigiani e dirgli "tu di basket non capisci niente, ho cinque anni più di te" e diventare automaticamente coach della Nazionale. Poi vedrei Bargnani che si allena e darei immediatamente le dimissioni risultando il coach con la minor durata sulla panchina azzurra nella storia della F.I.P.
ti puo essere antipatico perche' tifa Lakers ma lui nel 1977 scriveva gia' per giganti del basket
non vedo perche' deve avere meno credito lui che qualsiasi persona che scrive su questo sito che dopo ti sia antipatico e'un problema tuo Pianigiani non ha inventato il basket ha approfitato di un momento decadente del basket in italia.
Poi, per cortesia, ce la vogliamo dare una calmata e essere un filo meno aggresivi, tra "io guardavo il basket quando tu pisciavi a letto" o "se Bagatta ti è antipatico è un problema tuo" o "ti posso assicurare che di basket ne capisco più di te"? Ti assicuro che è estremamente fastidioso leggere certe cose in un sito dove l'educazione è "quasi" sempre al primo posto
Grazie.
se tifa Lakers fra l'altro dice le cose che io da tifoso dei celtics dico da tanti anni che i Celtics sono una squadra un po'Logora e questa estate ho criticato apertamente l'aquisto dei due
o'neal peccato che Legend era fra quelli che mi beccavano sempre per le mie considerazioni,i fatti mi hanno dato ragione,Angelo non si puo'dire che il miglior centro dell'NBA come Howard detto
da tutti i critici dell'NBA sia inferiore o sullo stesso livello di Bynum se no anch'io posso dire
di essere Mandrake.
Guarda, Frankie, del tifo di Bagatta per i Lakers sinceramente non mi potrebbe interessare di meno. Però non sono cieco e sordo, e sento quello che dice.
Io non sono un fenomeno, ma ho collaborato con il Gazzettino (intervistai anche Sandro Gamba) e per Celticsblog, ma mai in vita mi è venuto in mente di scrivere che "GREG Nowitzki è uno Schrempf un po' più piccolo" (American Superbasket del 17 novembre 1997, Nowitzki è SETTE centimetri più alto di Detlef). Non ho mai scritto "John Hall", nè "Tim Thibodeau", o "Ricky Pierce", e non ho mai confuso Johnny Most (indimenticato commentatore radiofonico dei Celtics) con Donny Most (il Ralph Malph della serie televisiva "Happy Days").
Queste sono solo alcune perle, ma se per te il fatto che uno abbia scritto su Giganti per renderlo un grande, che vuoi che ti dica? C'è chi ha copiato una biografia americana di Larry Bird, tra i collaboratori di ASB, e l'ha spacciata come sua... sinceramente mi tengo stretta i miei ruoli di direttore sia di Italian Celtics Pride che di I Am A Celtics. Almeno in quei due siti nin si inventava nulla.
Ci sarebbero cose da dire anche su Pianigiani, ma non voglio trascinare la polemica. Per me comunque è un ottimo allenatore, ed i risultati lo dimostrano. E se fosse vero che "approfitta del momento decadente del basket italiano" non farebbe bene in Europa con budget molto più limitati di quelli delle grandi come Panathinaikos o Barcelona.
tutti i tempi al contrario di quanto ne pensa Bagatta,sono abbastanza democratico?
Frankie, a me piacerebbe che quando si critica si proponesse un'alternativa. I centri free agent la scorsa estate erano:
i due O'Neal, Brian Skinner, Primos Brezec, Josh Boone, Steven Hunter, Ike Diogu, Rasho Nesterovic, Patrick O'Bryant, Johan Petro, DRew Gooden, Kwame Brown, Ben Wallace, Kyrylo Fesenko e Fabricio Oberto.
Non ti "beccavo", ma semplicemente ritenevo che visto il "parco centri" a disposizione, Ainge avesse scelto i due migliori. E lo ritenevano tutti gli addetti ai lavori. Ed ancora adesso sono convinto che se Shaq non fosse caduto a pezzi avremmo raggiunto le Finali.
Tu, dimmi sinceramente, con chi di questi altri avresti vinto il titolo, tolti i due O'Neal che ovviamente erano da buttare (col senno di poi)?
promessa e avere un po'di lungimiranza predendo qualche giovane promettente dando un occhio al salary cap.
Rispetto tutte le opinioni, ma che Bagatta capisca di basket perchè ha scritto su giganti nel 1977, mi sembra un po' grossa, a me Bagatta è fin simpatico perchè é comicissimo quando si prende sul serio e riesce a dire tutto e il contrario di tutto in 10 minuti, ne spara talmente tante e sempre in modo estemporaneo che sulla quantità può anche aver detto qualcosa di corretto ma che capisca è veramente troppo, forse se il criterio è l'età, essendo più o meno cinquantenne allora ne capisce, ma solo con quel criterio che peraltro fatico assai a condividere.
Poi che sia tifoso dei Lakers non é la causa per cui sia antipatico, é solo una conseguenza del personaggio e del suo modo di essere ...
E chi ti avrebbero dato per Garnett con i problemi al ginocchio che aveva avuto? E con un contratto da 18,8 milioni di dollari? Insomma, vendere Garnett è più facile da dire che da fare, ed in cambio non credo che avresti ricevuto qualcosa di meglio dei due O'Neal, in tutta sincerità.
Però il tifo è bello per questo, perchè possiamo dire che Ainge è un fesso visto che i Celtics non hanno vinto, e che noi al suo posto avremmo sicuramente saputo fare di meglio.
Prova un po a cercare chi è la compagna (di vita) di Bagatta e ti spiegherai tante cose. Saputo da fonti dirette da SportItalia, gli fu semplicemente imposto dall'alto.
Se il Pianigiani ha approfittato di un momento decadente del basket in italia, come mai non lo hanno fatto i vari Boniciolli, Lardo, Sacripanti,Bucchi, Peterson etc etc ? Come ragionamento fa acqua da tutte le parti, d'altronde se si parte dal concetto che uno più in la con gli anni ne capisce per forza più di uno più giocane, allora è giusto prendere per buono tutto quello che Peterson (quello odierno) ci racconta nelle sue telecronache, quelle in cui Rondo "è un play di energia", in cui non conosce i giocatori, in cui annaspa da un minuto all'altro in cui sbaglia il 90% dei pronostici. Fortunatamente al mondo ci sono persone giovanissime colte e intelligenti, e signori di mezza età i cui neuroni sono rimasti i soliti della terza superiore.
In tempi di carestia, col lockout ormai ufficiale bisogna dedicare il tempo ad altro...
Dopo la dritta di Leo ho effettuato qualche ricerca in rete e mi sono imbattuto in questo:
www.petizionionline.it/petizione/basta-con-guido-bagatta-spazio-a-nicolo-trigari/474
è datata e probabilmente non servirà a nulla, ma tentar non nuoce...
il miglior coach del mondo riuscirebbe a vincere qualcosa.
però insomma dire che rondo fa della fisicità la sua forza non è poi sta affermazione così grave o non corrispondente alla verità.rondo è assolutamente un giocatore di energia, estrema vitalità e velocità, e non solo lui, ormai la fisicità ha soppiantato tecnica e fondamentali nello sport moderno.
vero che il nostro folletto sforna assist da paura, ma anche io penso che rondo sia un giocatore che fa dell'atletismo la sua forza, e infatti se non migliora nel tiro, temo che quando avrà qualche anno in più, il suo rendimento calerà e non poco.
Probabilmente no, Frankie, però è anche vero che con Bucchi Milano ha vinto più partite che con Peterson... e quindi il cambio è stato fallimentare.
Se vuoi la mia opinione su Peterson, posso dirti che 25 anni fa era un grande allenatore. Lavorava bene in palestra ed aveva il rispetto dei suoi giocatori. Allora amavo le sue telecronache, era due piste avanti a tutti nel basket NBA. Adesso ha 75 anni, il basket è cambiato e sono cambiati anche i rapporti coi giocatori. Una volta dicevi a Meneghin di buttarsi per terra e lui lo faceva perchè tu eri allenatore, adesso dici a Bargnani di andare a rimbalzo e lui ti dice che quella è pallacanestro, non pallarimbalzo.
Peterson non era in grado di fare meglio di così e - sinceramente - io credevo che avrebbe fatto addirittura peggio. Però ai playoffs l'Olimpia è stata distrutta da una squadra che poteva contare su un budget ridicolo rispetto a quello di Armani, che aveva puntellato il roster pure con l'arrivo di Eze, Greer a Karl.
Se poi vuoi un'opinione sull'uomo Peterson, che ho avuto occasione di conoscere, è una persona estremamente arrogante che tratta gli altri - sembra un paradosso - dall'alto verso il basso. Ai Campionati Italiani Juniores di un po' di anni fa ho visto personalmente un padre portare il figlio vicino al suo posto nel parterre, a dieci metri da dove ero io, e chiedere educatamente un autografo. Peterson lo ha fissato per un attimo, e poi gli ha chiesto gelidamente: "Ci conosciamo"? E poi ha girato la testa dall'altra parte, mettendosi a parlare col suo vicino di posto e lasciando il padre a fare una figura di m***a col figlio.
Veramente non ha mai detto che Rondo era un play atletico, ma che non era un playmaker: ha cominciato nel 2007-2008 e lo ha ripetuto decine e decine di volte. C'era da domandarsi cosa fosse Rajon, visto che gestiva la palla e "smazzava" assist, ma comunque abbiamo atteso finchè Peterson ha modificato il concetto, passando ad una mezza ammissione di colpevolezza con un "Rondo non è un playmaker tradizionale ma un playmaker di energia".
Ma anche quella era una bischerata, secondo me, perchè tutti i "grandi" ad un certo punto sfuggono alle definizioni essendo "atipici". Cousy non era un playmaker perchè passava dietro la schiena? A Peterson invece piacciono solo i giocatori "canonici", e sono sicuro che se dovesse scegliere tra Brian Scalabrine e Chris Andersen sceglierebbe il primo. Per il tiro da fuori? No, per il "crew cut", il taglio "marine" dei capelli.
Come ho già scritto più volte su queste pagine parlando anche di Tranquillo, da professionisti che - a differenza di noi qui - sono pagati per darti delle opinioni corrette, ti aspetteresti di più, ti aspetteresti che ti dicessero cosa succederà domani a Rondo, e non che quando Rajon "esplode" salgano sul suo carro.
Altri che rispondono motivando i "no" alla posizione precedente e il primo vorrebbe chiudere la questione concedendo che Bynum non sia tra i migliori 50 centri di tutti i tempi
Ma di cosa parliamo?!?
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