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Argomento sempre affascinante quello di mettere in fila tutti i più grandi di sempre e stilare una graduatoria, molte le scuole di pensiero da quelle che dicono che non si possono paragonare giocatori di epoche così diverse, a quelli per cui conta solo il numero di titoli vinti, ad altre che isolano i giocatori dal contesto in cui giocavano per provare a definirne il valore assoluto grazie ai numeri individuali. Ci proviamo anche noi di IAAC a mettere insieme una graduatoria al fine di stabilire chè il più grande giocatore di basket di sempre.
15) Julius Erving : E' stato il primo giocatore a giocare stabilmente sopra il ferro, utilizzando il suo atletismo per devastare le difese avversarie. Per certi versi è quello che più di tutti ha cambiato il modo di giocare a basket, con lui il "Gioco" ha scoperto che l'atletismo non è solo uno spettacolo fine a se stesso ma che, viceversa, può essere un fattore decisivo ai fini della vittoria. Ha diviso la sua carriera tra ABA e NBA, nella seconda ha vinto il titolo del 1983 con i Sixers giocando la finale anche nel 1980 e 1982. Faro dei Grandi Sixers a cavallo degli anni 70 e 80, giocatore completo e spettacolare, arrivato nella lega forse con un decennio di anticipo sui tempi. Due volte MVP nella ABA e una nella NBA nel 1981.
14) Bob Cousy : il primo Celtics in graduatoria. Sono passati oltre sessanta anni dal suo ingresso nella lega, e quasi mezzo secolo dal suo ritiro, ma quando ci si guarda indietro e si cerca di identificare un "target" di playmaker inteso come regista e creatore di gioco, si finisce sempre per pensare a lui. Arrivato nell'NBA tra lo scetticismo di molti tra cui Red Aeuerbach, è stato il primo giocatore a coniugare spettacolo e vittorie. I suoi passaggi avveniristici per i tempi sono diventati la quasi normalità solo 50 anni dopo. Ha vinto sei titoli con i Celtics formando con Bill Russell l'asse play centro forse più forte di sempre insieme a quello tra Magic e Kareem. MVP nel 1957 l'anno del primo titolo dei Celtics.
13) Elgin Baylor : una delle più grandi macchine da canestro di sempre che incredibile a dirsi ha chiuso la carriera senza anelli al dito. Per cercare i responsabili di questa ingiustizia, non bisogna allontanarsi molto dal Massachusset. Ha giocato in NBA dal 58 agli inizi della stagione 71-72 quella in cui poi i Lakers senza di lui avrebbero vinto il titolo. In tutte questa stagioni ha visto vincere 10 titoli ai Celtics contro di cui ha perso la bellezza di sei finali, e perso pure un paio di finali da favorito contro i Sixers nel 65 e i Knicks nel 70. Molti lo paragonano a Michael Jordan come attaccante, valutazione forse un po forzata ma che serve a rendere l'idea di quanto fosse forte come attaccante, ma a differenza di Jordan spesso Baylor è mancato nei momenti decisivi delle gare che pesavano tanto.
12) Hakeem Olajuwon : probabilmente il lungo più bello di sempre da vedere. Una poesia i suoi movimenti in post basso, un uso del piede perno senza uguali, un tiro fronte a canestro che era una sentenza, ma allo stesso tempo uno dei centri difensivi più forti di sempre. Stoppatore incredibile, uno dei pochissimi giocatori che da quando sono contate le statistiche delle stoppate ha messo insieme una quadrupla doppia. Chiude con "solo" due titoli vinti, e una finale persa nel 1986. Ma in realtà le uniche due volte che i suoi Rockets hanno avuto la possibilità di vincere il titolo, lo hanno vinto, e curiosamente lui e Michael Jordan i due più grandi giocatori degli anni 90 non si sono mai incontrati in finale. Ha vinto il premio di MVP nel 1994 anno in cui vinse anche il premio di MVP delle Finals che replicò anche l'anno seguente.
11) John Havlicek : arrivato a Boston con l'etichetta di uno che "non sapeva fare canestro" ha chiuso la carriera dopo 16 anni con il più grande realizzatore di sempre in maglia biancoverde. Ma gli oltre 27.000 punti in maglia biancoverde non raccontano nulla di un personaggio che per me rappresenta meglio di tutti "l'essere Celtics". Atleta incredibile, uno che correva sui 28 metri come forse in pochi altri hanno fatto in seguito (quando correre è diventato sinonimo solo di involarsi sulle corsie laterali in contropiede), è stato prima il sesto uomo più forte di sempre nei Celtics di Russell degli anni 60, portando in uscita dalla panchina una quantità industriale di energia e difesa, per poi diventare il faro offensivo dei Celtics che vinsero due titoli negli anni 70, vincendo in tutto ben otto titoli NBA. Ma rimarrà negli occhi di tutti come colui che "rubò la palla" nei secondi finali della celebre gara sette di finale del 1965 contro i Sixers di Wilt Chamberlain, momento reso ancora più immortale dalle roca ma poetica voce di Johhny Most.
10) Tim Duncan : il fatto che ancora frequenti i campi dell'NBA, forse non ci fa capire la grandezza di questo giocatore. Quattro titoli, due volte MVP della lega, tre volte MVP delle finali, un manuale di difesa, attacco e intelligenza cestistica, con associata una leadership silenziosa, di quelle che contagiano in modo positivo uno spogliatoio. E' stato uno di quelli a cui non è mai interessata la giocata spettacolare, ma si acontentava della giocata semplice che valeva due punti lo stesso. Ha incrociato la sua strada con Shaq dal 1999 al 2007 dei nove titoli assegnati otto li hanno vinti le loro squadre, ma curiosamente non hanno mai giocato una gara sette tra loro. Ad oggi l'ala grande più forte di sempre della storia NBA.
9) Jerry West : se volete l'identikit della "vittima sacrificale" dei Celtics tritatutto degli anni 60, va benissimo quello di Jerry West (tant'è che l'immagine contenuta nel logo dell'NBA è la sua). Giocatore e attaccante irreale che a differenza di Baylor era pure molto concreto nei finali scottanti, ma non è bastato per fargli vincere una finale contro i Celtics, addirittura nel 1969 ha vinto il premio di MVP delle finali (prima volta che si assegnava) nonostante la sconfitta in gara sette al Forum contro i Celtics, vedendosi regalare per ironia della sorte una macchina di color verde. Chiude la carriera con un solo titolo, quello del 1972, ma nell'immaginario collettivo rimane quello che perdeva sempre con i Celtics, ma nonostante questo Jerry West è stato uno dei più grandi attaccanti di sempre.
8) Shaquille O'Neal : Probabilmente il giocatore più dominante in una singola stagione dopo il ritiro di Jordan. I numeri e il dominio di Shaq nella stagione 1999-2000 fu veramente senza uguali in epoca moderna. E' stato il centro fisicamente più dominante degli ultimi decenni, quello per cui l'NBA è stata costretta ad abbattere il tabù della zona, per provare a riequilibrare una situazione che lo vedeva letteralmente immarcabile a causa del suo dominio fisico atletico. Perchè lo Shaq stanco e acciacato degli ultimi anni non deve far dimenticare che quello di inizio millennio sembrava uno scherzo della natura, ossia un fisico sproporzionato associato ad un dinamismo degno di un esterno. E a livello tecnico pur non essendo un Duncan o un Olajuwon, poteva tenere lezioni a tutti i pariruolo del tempo. MVP nel 2000, e MVP delle finals nelle edizioni 2000. 2001, 2002.
7) Oscar Robertson : Qui in molti potrebbero storcere in naso chidendosi cosa ci fa in definitva così in alto un giocatore che ha vinto un solo titolo NBA, nella sua unica finale giocata, trainato peraltro in quella stagione da Lew Alcindor (Kareem Adbul Jabbar). In realtà the Big "O" è stato uno dei giocatori più dominanti di sempre su un campo di basket, l'unico riuscito nell'impresa irripetibile di viaggiare in tripla doppia di media in una stagione NBA (30,8 punti, 11,4 assist, 12,5 rimbalzi nella stagione 1961-62). Una specie di LeBron James (ma Big "O" la passava molto meglio) catapultato negli anni 60 per fare un paragone che renda l'idea. Anche lui come altri negli anni 60 ha dovuto subire lo strapotere dei Celtics di Russell e Auerbach, ma a sua discolpa va detto che non ha mai avuto una squadra in grado di lottare con i Celtics. MVP nel 1964
6) Kareem Abdul Jabbar : Il più grande realizzatore di sempre, uno dei più grandi rimbalzisti e stoppatori di ogni epoca. Lew Alcindor arriva nell'NBA dai playground Newyorkesi dove era una leggenda vivente e inizia subito a dominare, nel 1971 arriva il titolo con i Bucks (e la conversione all'islam che lo farà diventare Kareem Abdul Jabbar) insieme a Oscar Robertson. Poi però nei suoi migliori anni della carriera durante gli anni 70 non riesce a rivincere il titolo. Tornerà a risplendere nel decennio successivo quando una volta trasferitosi ai Lakers, troverà in Magic Johnson un ispiratore che lo tratterà sui campi di gioco fino a 40 anni, contnuando a martellare i canestri di tutte le arene con il suo inimitabile "Gancio Cielo". 5 volte MVP della stagione regolare, e due volte MVP delle finali.
4 ex equo) Magic Johnson - Larry Bird : Ci siamo, eccoci qui con Larry e Magic ... e non chidetemi di sceglierne uno ! Non si può, sono indivisibili, sono i due lati di una moneta, servono entrambi, non se ne può fare a meno. Ci sarebbero mille motivi per ritenere Magic migliore di Larry e viceversa. Magic è stato il giocatore più eccitante mai visto su una campo di gioco, un play nel senso più stretto della parola alto 20 cm in più dei pariruolo, uno che si era pure vinto una finale giocando da centro, forse l'unico l'unico giocatore di sempre in grado di giocare in tutti e cinque i ruoli su un campo di basket il profeta dalla "fantasia al potere". E' stato un Lakers e dentro di me penso che se avesse vestito la maglia dei Celtics, lo riterrei di sicuro il più grande di sempre. Ma in maglia Celtics invece c'era Larry, uomo dall'intelligenza cestistica superiore, quella che gli serviva a compensare un fisico normale prima e acciaccato poi, per rimanere al top, era quello che come sentiva che qualcosa non funzionava a dovere si allenava fino allo sfinimento per tornare più forte di prima. E se Magic era la fantasia al potere Larry era il trionfo del pragmatismo, due strade diverse per arrivare allo stesso obbiettivo, il titolo. Larry è stato uno dei migliori tiratori di sempre dalla distanza e uno dei migliori passatori di ogni epoca, probabilmente il migliore tra i non play. Insieme hanno tenuto in vita l'NBA ridandogli slancio e rimettendola in copertina quando il basket sembrava destinato all'oblio. Insieme hanno vinto sei titoli di MVP (tre a testa) e insieme hanno vinto 5 titoli di MVP delle Finals (tre Magic, due Larry). Insieme ... come se fossero una cosa sola.
3) Wilt Chamberlain : parliamoci chiaro se un giorno non fosse nato un certo Bill Russell, Wilt Chamberlain sarebbe stato il migliore di sempre senza ombra di dubbio. Purtroppo per lui (per fortuna per i Celtics), quel giorno Bill Russell è nato, e per Chamberlain il titolo è diventato quasi un qualcosa di occasionale. Arrivato nell'NBA per dominare lo ha fatto in lungo e in largo, un gigante nel mezzo agli uomini, valanghe di punti (anche una stagione da 50 di media !), rimbalzi (anche 28 di media), assist, stoppate, numeri da capogito (l'unico a segnare 100 punti in una partita), tutto bellissimo fino a quando il gigante tra gli uomini incontrava un uomo un po speciale, portava la maglia numero sei dei Boston Celtics e insieme a lui hanno formato una delle più belle rivalità sportive di sempre. Ma il titolo "rivalità" di solito si usa quando a vincere sono in due dividendosi in modo uguale o quasi la posta in palio, purtroppo per Wilt, lui dominava, e Russell vinceva. Una sola volta su 10 tentativi Chamberlain ha vinto il titolo con Russell in campo, nel 1967 (il secondo lo ha vinto a LA nel 72 ma Russell aveva già smesso di giocare), veramente troppo poco per quello che in teoria è stato il giocatore più dominante di sempre sui 28 metri almeno stando ai numeri.
2) Michael Jordan : già immagino i mugugni di molti lettori "Jordan secondo ?" Andiamo per ordine, sicuramente il giocatore stilisticamente più bello da vedere, attaccante irripetibile, uomo di ghiaccio nei momenti cruciali, difensore incredibile, atleta superiore a tutti allora e forse anche ad oggi non ce ne è uno che abbini agilità leggerezza e potenza come faceva lui, si era costruito pure un tiro mortifero che non aveva all'inizio della carriera. L'uomo che non ha mai perso una finale NBA sulle sei giocate, l'uomo dei record che se probabilmente avesse giocato senza i due ritiri temporanei avrebbe battuto il record di punti ogni epoca di Jabbar. 5 titoli di MVP, sei di MVP delle finals, ma allora vi chiederete voi per quale motivo non è al primo posto ? La risposta è perchè ha vinto "solo" 6 titoli !
1) Bill Russell : numeri alla mano, cinque titoli di MVP, undici (!) titoli NBA (di cui otto consecutivi) su tredici stagioni giocate, ma i titoli potevano ragionevolmente essere dodici (e quindi dieci consecutivi) se non fosse stato per un infortunio alla caviglia durante la finale del 1958, che di fatto regalò la finale ai San Louis Hawks di Bob Petit. Se è vero che Jordan ha dominato il basket dal punto di vista offensivo, Russell lo ha fatto dal punto di vista difensivo, con lui in mezzo all'area, gli attacchi venivano stravolti (in un'epoca dove oltretutto non c'era il tiro da tre punti), la sua intimidazione cambiava ogni piano gara degli avversari. Per rendersi conto di quanto cambiasse il modo di giocare degli avversari, va ricordato che qualche anno fa un giornalista della CBS reperendo una trentina di filmati integrali di partite della stagione 1963-64 "campionò" i numeri di Russell in merito alle stoppate (le stats sulle stoppate sono state raccolte in NBA dagli anni 70), e stando ai numeri raccolti in quelle trenta gare Russell viaggiava a quasi 12 stoppate di media, facile immaginare che quei numeri erano simili alle medie stagonali e quindi è educato pensare che se ai tempi di Russell le stoppate fossere state contate correttamente, il nostro Bill potrebbe aver ragionevolmente messo insieme diverse stagioni da tripla doppia di media con punti rimbalzi e stoppate. Non ha mai avuto le cifre a rimbalzo di Chamberlain o i numeri offensivi di Jordan, ma era un giocatore "mentalmente" agli antipodi degli altri due, era uno al servizio della squadra, i suoi numeri erano l'ultimo dei problemi, per lui l'unico numero che contava era quello delle vittorie. E alla fine è quello che ha vinto più di tutti in questo sport, quasi il doppio di Jordan, 5 volte più di Chamberlain e lo ha fatto a suo modo da assoluto protagonista motivo inappellabile per ritenerlo il più grande giocatore di sempre.
Passiamo agli esclusi dalla top 15, ho lasciato fuori tutti i giocatori in attività tranne Shaq e Duncan ormai agli sgoccioli delle loro carriere, perchè questa classifica ha come parte fondamentale che ha portato alla graduatoria la quantità di titoli vinti, magari un Kobe Bryant già a 5 anelli ci potrebbe stare di diritto, ma per altri come LeBron è veramente presto poter valutare un inserimento in graduatoria. L'esclusione più dolorosa è stata sicuramente quella di Moses Malone, 20 anni di NBA con tre titoli di MVP, uno dei rimbalzisti più forti di sempre. Altri esclusi eccellenti, un quartetto di Celtics, l'energico Dave Cowens, il "maestro" di post basso Kevin McHale, il "grande capo" Robert Parish e il sempre troppo sottovalutato Sam Jones vincitore di ben 10 titoli in 12 anni secondo solo a Bill Russell. Poi si passa per un Charles Barkley autore di diverse stagioni ad alti livelli e un titolo sfiorato e perso a causa del solito Jordan, per passare alla coppia d'oro dei Jazz Karl Malone - John Stockton anchessi rimasti a bocca asciutta per colpa di Jordan, Bill Walton un talento incrredibile frenato solo dagli infortuni, il primo grande centro George Mikan, Bob Pettit il primo grande nemico dei Celtics.





Commenti
Poi, chiaramente ognuno ha le sue preferenze.Io personalmente, un posticino nei primi 15 lo avrei trovato,magari con qualche ex aequo, a John Stockton , che ha il piccolo torto di non aver mai vinto un titolo, e al grandissimo Moses Malone.E magari anche alla mia malcelata passione Kevin McHale.
Per quanto riguarda il più grande in assoluto, direi che ,escludendo la "divinità" Bill Russell,che fa classifica a se,al primo posto metterei Magic Johnson.Il giocatore più fantasmagorico che io abbia mai visto.Uno che ha fatto vedere , sul parquet, cose che voi umani non potreste immaginare
Un'ultima considerazione la farei per un giocatore, per il quale ho una vera e propria adorazione.Tim Duncan.Condivisd per filo e per segno tutto ciò che Leo ha detto di lui.Io lo metto addirittura tra i primi 5 di sempre.Giocatore dominante come pochi,concretezza spinta ai masismi livelli.Un mostro su entrambi i lati del campo.Senza mai dare l'impressione di strafare.Senza mai cercare la giocata fine a se stessa.
Mi dispiace Fashawn..ma con tutto il bene che voglio a KG, ed è tantissimo,Duncan, complessivamente lo trovo superiore.Questione di opnioni, naturalmente.
Cal
Figurati Cal, so che la mia affermazione in linea di massima nel mondo troverà pochi Consensi. Ma A me Duncan non dispiace , ci mancherebbe. Ma quando vedo KG è come se vedessi tutto quello che vorrei essere /Farei io su un campo da gioco, ed è facile lasciarsi trasportare. È stato uno dei miei preferiti prima che arrivasse a Boston, figurarsi dopo... :) Al cuor non si comanda. Se dovessi essere del tutto Sincero, subito dopo Russel, metterei proprio il cinque di Boston. Ma questo lo dico sottovoce per non farmi linciare
Linciare proprio no...un paio di frustatine?
Cal
Cmq io farei anche la classifica dei 15 migliori "non titolati" della storia, includendo: John Stockton, Karl Malone, Charles Barkley, Steve Nash, Tracy McGrady, Vince Carter, Grant Hill,Chris Webber, Elgin Baylor, Dave Bing, Patrick Ewing, George Gervin, Pete Maravich e Nate Thurmond..il posticino finale magari lo riserviamo a LeBron
Per esempio, io nei primi 15 di sempre ci infilerei Stockton che ritengo sia stato il più grande playmaker puro della storia del gioco.
Tracy McGrady e Vince Carter credo che in classifiche ogni epoca ci stiano come il cavolo a merenda, con tutto il rispetto la storia NBA è zeppa di gente che saltava e schiacciava la metà di loro ma che rendeva 100 volte di più.
Beh, la classifica dei Top 15 mononeuroidi di sempre credo che li veda protagonisti. Nel senso dei 15 tendenti al "cerebroleso" ( spero di non urtare la sensibilità di nessuno) :)
Per me Mc Grady aveva anche un talento Discreto, ma non è un grandissimo giocatore. Carter Lo considero veramente poco, di gente come lui ne è passata tanta e ne passerà ancora tanta.
mia classifica personale: JORDAN, LARRY E MAGIC, JABBAR, CHAMBERLAIN, O'NEIL, OLAJUWON, J. ERWING, STOCKTON E MALONE, M. MALONE, DAVID ROBINSON, RAY ALLEN, R. MILLER, PIPPEN, WEST.
menzione speciale per Robert Horry, big shot rob, 7 titoli non si vincono per casa e i palloni che scottavano li ha sempre messi, senza di lui olajuwon zeru tituli, kobe -3 duncan -2
alla prossima classifica!
ps..per quanto riguarda un'eventuale classifica dei "MONONEURONICI"..il mio podio, vede sul gradino più alto,inattacabile, Stephon Marbury
Cal
Fashawn...tante volte le fortune di un giocatore dipendono dalla forza dele squadre in cui ha militato.Probabilmente , se KG avesse giocato con gli Spurs dominanti dell'ultimo decennio , e Tim Duncan avesse militato nelle fila dei veri lacustri, quelli di Minnesota,le classifiche sarebbero state differenti..ma tant'è.Purtroppo la storia non la si può cambiare
Cal
Mononeuronici, è vero. Ho toppato alla grande :) Ci vorrebbe un'altra linciata
Però siccome l'argomento è irresistibile, mi ci butto.
Rispetto alla classifica proposta da Leo inserirei Mikan e Petit, il primo perchè rappresentò il basket a cavallo tra i '40 e i '50, il secondo perchè fu l'unico a battere i Celtics della dinastia (anche se con Russell zoppo).
Porterei più aventi in classifica Cooz, giocatore rivoluzionario per quei tempi, e Jabbar, inventore dell'arma offensiva più devastante della storia del basket, capace di portare i Bucks al titolo in un amen e di far rifiorire LA. Concordo nell'inserire Duncan, porterei più in alto Hakeem e più in basso Baylor e Wilt (preferisco premiare i giocatori più tecnici).
Pochi dubbi tra i primi due, anche se una guardia che domina l'NBA da entrambe i lati del campo, vince 6 titoli senza un pivot decente e a 35 anni è ancora di gran lunga il miglior giocatore sulla terra, credo si sia guadagnata come minimo il pari merito.
15) Bob Petit
14) Baylor
13) Doc. J
12) Mikan
11) Duncan
10) Hondo
9) Shaq
8 Robertson
7) Olajuwon
6) Cooz
5) West
4) Chamberlain
3) Kareem
2) Bird e Magic
1) MJ e Russell
Sì, ma li ho messi solo perchè li considero dei gran perdenti e non mi veniva in mente nessun altro
Io ricordo una carriera devastata dagli infortuni alla schiena. E' un giocatore che a 27 anni doveva ammettere che non sarebbe mai tornato al suo livello. E non sapeva che avrebbe continuato ad essere martoriato da quei problemi.
Su dove sarebbe potuto arrivare senza problemi fisici cronici e con un'ottima squadra a supporto (condizioni sempre verificate - e per numerose stagioni - per quasi tutti i top-XX) si puo' solo speculare.
Ma sono sicuro che avrebbe lasciato un ricordo migliore. Peccato.
Tornando all'articolo, l'ho letto con piacere ma non entro nel merito della discussione: quello che so della maggior parte dei giocatori in questione deriva piu' da quello che ho letto che da quello che ho visto...
Posso dire che anch'io come Fashawn sono sempre andato pazzo per KG, al punto da preferirlo a Duncan, ma e' inevitabile che in queste classifiche il numero di titoli vinti sia - giustamente - una discriminante essenziale.
Anche per questo a fine carriera Kobe si fara' spazio tra i top-15 in molte classifiche. Per LeBron e' prestissimo ma il talento e' degno, tutto dipendera' semplicemente da quanti titoli vinceranno gli Heat.
McGrady è stato un grandissimo giocatore, e come hai scritto solo gli infortuni ne hanno fermato la carriera.
OK, forse non è stato un vincente però non ha mai giocato in una contender ed è sempre da verificare il contrario, sicuramente dava sempre l'impressione di accontentarsi e mancava di cattiveria agonistica ma, da quando seguo la NBA, non ho mai visto in un altro giocatore il talento di Tracy McGrady.
Tornando alla classifica e a chi non è nei primi 15, io un posticino per il Bigliettone lo avrei trovato, giocatore completo, devastante nei 2 lati del campo e rivoluzionario a modo suo.
Se Tim Duncan trova posto nei primi 15 per la sua grandezza specie nei fondamentali ma sopratutto per i 4 titoli vinti, Kevin Garnett lo ritengo completo quanto il caraibico ma più forte mentalmente e fisicamente.
Infatti nei tantissimi duelli uno contro uno KG è stato l'unico avversario che limitava o batteva Timoteo.
Comunque due giocatori superbi.
2- Russell
3- Chamberlain
4- Bird
5- Magic Johnson
6- Jabbar
7- Oscar Robertson
8- Mikan
9- Moses Malone
10- Julius Erving
11- Cousy
12- Baylor
13- Jerry West
14- Olajuwon
15- Isaiah Thomas
ehm..
io penso che comunque i due migliori siano Larry e Magic, senza nulla togliere a Russel, penso che l'NBA degli anni 80/90 sia di altri livelli di quella dei 60/70.
ora molti si accaniranno con me, forse mi direte che non conosco bene il basket più "vecchio" se così si può definire, ma non sto togliendo comunque niente a Russel.
Citazione:
io penso che senza i problemi che ha avuto, McGready avrebbe potuto diventare quasi ai livelli di Jordan, si, sono un suo grandissimo fan, anche in questi suoi anni "bui", ma non dimentichiamoci quello che ha fatto nell'apice della sua carriera prima degli infortuni.
io ricordo un giocatore capace di giocare da fuori, di passare la palla, di penetrare, giocare in post e dotato di un tiro niente male,e soprattutto un condottiero, un "generale", perchè non ho mai visto nessuno fare 13 punti in 35 secondi come ha fatto lui, in quello che è stato il finale di partita più incredibile del basket, al Toyota Center.
ad ogni modo, la sua stella ha smesso di brillare troppo presto, e questo fa si che non possa essere messo nella stessa classifica di giocatori come questi, veri "mostri sacri".
un discorso simile io lo faccio anche ad Iverson, che per qualche anno ha espresso un basket a livelli stratosferici.
la mia classifica è questa:
15)Robertson
14)K.Malone
13)Hondo
12)D.Robinson (dimenticato da molti)
11)S.O'Neal
10)J.West
9)Stockton
8)Olajuwon
7)Earving
6)I.Thomas (per quanto mi stia antipatico)
5)Chamberlain
4)Jabbar
3)Jordan
2)Russel
1)Larry e Magic
menzione d'onore:
Kidd, Pippen, Duncan,Garnett,McHale, Baylor, Bryant
Alberto se ti sente Ray Allen ti toglie il saluto...
Tra i talenti "pazzerelli" segnalo anche Latrell Sprewell e Derrick Coleman (per me derrick tra i primi 3 nella classifica talenti più sprecati di tutti gli sport).
Infine la mia classifica (escludo tutti quelli ancora in attività, quindi anche Duncan e KG):
15)Robert "Dutch" "Big blue" Pettit
14)John "Hondo" Havlicek
13)George "Mr. Basketball" Mikan
12)Julius "Dr.J" Erving
11)Jerry "Mr.Clutch" West
10) Robert "Cooz" "Houdini of the Hardwood" Cousy
9) Wilton "Wilt the Stilt" "The Big Dipper" Chamberlain
8 ) Oscar "The Big O" Robertson
7) Sam "The Shooter" Jones (dico 10 anelli è....)
6) Hakeem "The Dream" Olajuwon
5) Shaquille "The Diesel" "The Big Daddy" O'Neal
4) Kareem Abdul "Sky Hook" Jabbar
3) Earvin "Magic" Johnson & Larry "The Legend" "The Hick from French Lick" Bird
2) Michael "Air" "Jesus in Sneakers" Jordan
1) William Felton "Bill" Russell
...Poi fu la volta di William Felton Russell, detto Bill. Ed il basket non fu più lo stesso.
Cal
15) sforo un po' negli anni 70 e dico Bill Walton. Un centro in grado di fare tutto, anche il sesto uomo. Probabilmente sarebbe finito più in alto se avesse avuto meno infortuni in carriera.
14) Drazen Petrovic. Probabilmente sarebbe tornato in europa dopo il 92-93, con soli 4 anni in NBA, pochi, si, ma sufficienti a mostrare il talento del giocatore europeo più forte degli ultimi anni.
13) Reggie Lewis. Sarebbe entrato nella storia dei Celtics, questo è sicuro. Ma per me lo è già, anche se non ha mai potuto indossare l'anello.
12) Parimerito Kareem Abdul Jabbar (per il quale vale il discorso fatto su walton, non per gli infortuni ma per il fatto che negli anni 80 era già "vecchio", ma ugualmente straordinario) - Arvidas Sabonis. Arrivato in NBA con una serie di infortuni, martoriato anche in NBA da infortuni e articolazioni ormai logore, ha disputato comunque delle grandi stagioni. Un centro che passava la palla come un play, con una tecnica eccezionale (gli ultimi anni giocava praticamente da fermo).
11) Parimerito Scottie Pippen e Karl Malone. Jordan è Jordan, ma Pippen merita un posto nella storia, e un posto di rilievo. Malone vincendo un titolo forse l'avrei messo un po' più in alto. Del duo Stockton+Malone ho sempre preferito il primo.
10) Paul Pierce. The Truth, la verità che è rimasta a Boston anche in anni ridicoli dal punto di vista delle prestazioni. Uno dei grandi capitani della storia dei Celtics.
9) Kobe Bryant. Molto in basso in classifica solo perchè secondo me ha ancora molto da dare.
7) Kevin Garnett. Molti dicono che Le Bron è stato in grado di portare da solo i Cavs ad una finale, non sono d'accordo. Sono invece d'accordo sul fatto che Garnett abbia portato i TW ai playoff e alla finale di conference (a parte uno sharpshooter come Spree e il discreto Cassell, quei TM arrivarono a far giocare Olowokandi per 50 partite...). A Boston ha portato una grinta (Pachulia ne sa qualcosa) e una volontà ferrea. Purtroppo l'infortunio della seconda stagione non è un career-ending ma di certo ha pesantemente influito sul Garnett futuro.
6) John Stockton. Vedasi voce "visione di gioco" sul dizionario. E' inoltre un esempio di costanza straordinaria, con stagioni da 82 partite in un epoca meno fisica di adesso, ma in cui si davano botte da orbi.
5) Charles Barkley. Partiranno gli insulti ma un quasi 2m in grado di fare quei numeri andrebbe clonato. Togliendo dal clone il caratteraccio e meno fama di perdente.
4) Hakeem Olajuwon. Un nureyev (un po' più grosso) calato sul parquet. Danzava in campo. Il centro con i movimenti più belli che mi sia mai capitato di vedere. E non solo movimenti, vista la presenza imponente e autoritaria sotto canestro.
3) Magic Johnson. Mettetelo centro, ala grande, ala piccola, guardia, play: farà sempre magie. Non ho odiato i Lakers "solo" per merito suo: non potevi odiare una squadra con quel giocatore in campo.
2)Larry Bird. Metto Larry come secondo anche se lo vedo appaiato all'amico e rivale sul campo Magic. Ha incarnato l'anima Celtics e, assieme alla frontcourt più forte dell'NBA, ha segnato pagine indelebili degli anni 80. Altro? Ha già detto tutto sul campo.
1) Michael Jordan. Malgrado non mi stesse molto simpatico riconosco l'assoluta grandezza dell'alieno. Quando è maturato (e con lui altri elementi dei Bulls) è diventato uno dei giocatori più decisivi, oltre ad essere tra i più spettacolari dell'era moderna (vedasi schiacciata in testa a Ewing, ancora mi chiedo come abbia fatto)
Esclusi moltissimi fenomeni come Steve Nash, Michael Olowokandi (:P), Dennis Johnson, Mr. Post basso McHale, Parish, Joe Dumars... tanti... e tutti quelli che hanno giocato o pochissimo o per nulla in nba pur essendo dei fenomeni (Danilovic, Myers, Bodiroga e Fucka)
Mi permetto (educatamente) di dissentire.
Però… c’è un però: l’NBA di Jordan era molto più “annacquata” di quella degli anni Sessanta, e bastavano un campione e due ottimi comprimari (Jordan, Pippen e Grant/Rodman) a vincere il titolo. Ai tempi di Russell, TUTTE le squadre erano imbottite di Hall of Famer. Ce n’erano molte meno (8/12). Conseguentemente, il dominio di Russell avveniva ogni sera contro gente che prima del suo arrivo portava a casa titoli a secchiate, ed anche lui – come Jordan – impedì vittorie ai vari Elgin Baylor, Jerry West, Wilt Chamberlain… altrochè Drexler e Stockton!
Russell ha vinto sempre. All’università di San Francisco, alle Olimpiadi, in 11 NBA (ed un titolo lo perse quando si infortunò alla caviglia durante le Finali). A quei tempi per vincere un titolo dovevi avere la meglio sui Chamberlain, sui Reed, sui Thurmond, sui Pettit, e non su Ervin Johnson, Mark West, Kevin Duckworth e Greg Ostertag… con il massimo rispetto per questi quattro.
Credo che Bird e Magic con quelle due squadre avrebbero vinto pure di più, se non si fossero trovati uno contro l’altro. Magic 5 titoli e Bird 3 titoli, e due squadre nettamente più forti dei Bulls:
Johnson – Ainge – Bird – McHale – Parish
Magic – Cooper – Worthy – Rambis – Jabbar
Armstrong/Kerr/Harper – Jordan – Pippen – Grant/Rodman – Longley/Wennington/Perdue
E non vado neanche a “pescare” nelle panchine, perchè con i vari Walton, Scott, Wedman, Thompson eccetera sarebbe un “bagno di sangue”…
Morale: per giudicare atleti di epoche diverse l’unico metro di paragone coerente è l’impatto che la loro presenza ha avuto sul resto della Lega. I Celtics avevano più campioni dei Bulls? Vero, ma la lega era meno annacquata.
Io per giudicare ricordo che prima di Russell e Jordan le rispettive squadre non avevano vinto nulla, ma Bill ha vinto 11 titoli in 13 anni, Jordan “solo” 6.
Ma è comunque un giudizio personale e soggettivo...
Russell dominava con compagni più forti, ma anche contro avversari più forti, e dove in certe serate Jordan poteva divertirsi a “sbranare” il Craig Ehlo – ottimo giocatore, ma atleticamente inferiore - di turno, Russell aveva SEMPRE di fronte un centro di valore…o due!
E’ vero, negli anni Sessanta l’atletismo era decisamente inferiore rispetto ad oggi perché le conoscenze su alimentazione e preparazione erano inferiori. Ma chi si sentirebbe oggi di dire che Fausto Coppi fosse inferiore a Lemond o Contador? Chi potrebbe dire che Rivera fosse più scarso di Baggio o Del Piero?
Russell vinceva sempre, e mentre lo faceva portava avanti una battaglia per i diritti della sua razza… Jordan è figlio di un altro tempo, e mentre vinceva i suoi sei titoli – meno della metà di quelli del Celtic – sperperava milioni di dollari al gioco e non prendeva posizione per tutelare i cestisti meno ricchi nelle “lotte” tra owner e NBPA.
Jordan è stato un grande. La miglior guardia di tutti i tempi, probabilmente. Ma il più grande cestista, il vincente per antonomasia rimane – per me – William Felton Russell. Anche se i suoi atteggiamenti con i tifosi e la stampa non sempre mi sono piaciuti…come quelli di Larry Bird, del resto, che con la scusa di aver bisogno di concentrazione non visitava mai un ospedale per bambini, o rifuggiva il contatto con i tifosi. Ma questa è una digressione…
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