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Approfondimenti
Gli Heat non vogliono essere da meno rispetto a Dallas e chiudono anche loro la contesa in 5 gare andando a strappare il punto decisivo allo United Center grazie al trio delle meraviglie che mette a referto 69 punti sugli 83 segnati da Miami. James (28 punti, 11 rimbalzi e 6 assist), Wade (21 punti, 6 rimbalzi, ma anche ben 9 turnover) e Bosh (20 punti, 10 rimbalzi e 4 stoppate) si dimostrano decisamente difficili da contenere per i Bulls e conducono Miami alla vittoria grazie ad un quarto finale devastante. Chicago invece ha ancora una volta quasi niente da Carlos Boozer (5 punti con 1/6 dal campo) e vede Derrick Rose annaspare nei momenti decisivi come nelle precedenti partite. L'MVP della stagione mette a referto 25 punti (anche 8 assist e 5 rimbalzi),che sono frutto pero' di un non esaltante 9/29 dal campo, l'unico a dargli una mano concretamente è Luol Deng (18 punti, 7 rimbalzi e 4 assist), ma non basta, nonostante i Bulls vincano nuovamente la lotta a rimbalzo (45 a 42), per battere Miami.
EST
G5 Chicago Bulls Vs Miami Heat 80 – 83 (serie 4 a 1)
Miami centra l'obiettivo e vola in finale di Conference rimontando Chicago nell'ultimo quarto e chiudendo la contesa sotto il segno di Lebron James, decisamente il giocatore che ha spostato gli equilibri della serie nei momenti decisivi. Chicago parte forte, nel primo quarto Rose e Deng martellano il canestro, lo United Center si trasforma da subito in una bolgia e, nonostante James infili 9 punti nel quarto, i tori chiudono i primi 12 minuti avanti 25 a 21. Nel secondo periodo sono le panchine a diventare protagoniste, Miami trova un Mike Miller ispiratissimo che offre un ottimo contributo sia in attacco che in difesa, Chicago invece si consola con Kyle Korver e Ronnie Brewer e riesce addirittura ad aumentare il suo vantaggio, il primo tempo finisce con i Bulls avanti di 7 punti (45-38). Si torna sul parquet nel terzo quarto con Chicago che sembra intenzionata a scappar via, dopo due liberi del redivivo Boozer i Bulls toccano il massimo vantaggio: +13 (57-44). Miami pero' non resta a guardare, una tripla di Chalmers riapre da subito i giochi, James e Bosh fanno quel che vogliono in attacco e il vantaggio di Chicago di riduce a soli 5 punti (62-57) quando ci sono da giocare gli ultimi 12 minuti. Il quarto finale si apre con un nuovo allungo dei Bulls, che volano sul +12 (76-64) dopo una tripla di Ronnie Brewer, mancano 3'53" al termine e la partita sembra decisamente nelle mani dei Bulls. Da qui in avanti Rose riesce a sbagliare l'impossibile, mentre James e Wade si trasformano in killer silenziosi e spietati, è proprio una tripla del "prescelto" a portare il risultato in parità (79-79) ad 1'01" dalla fine. Nell'attacco seguente Rose perde palla, James invece infila il piazzato in isolamente (79-81), Chicago torna in attacco e Rose subisce fallo: il playmaker dei Bulls pero' mette 1 solo libero (80-81). Il rimbalzo e' preda di Chris Bosh che subisce fallo da Bogans, l'ex Raptors e' perfetto dalla linea della carita' e quando mancano 16" alla fine Miami è sul +3 (80-83). Chicago decide di affidare a Rose la tripla che porterebbe le squadre all'overtime, ma il numero 1 dei Bulls fallisce e Miami puo' festeggiare il meritato accesso alle Finals.
25/5 G5 Dallas Vs Oklahoma
Gioco, partita, serie: Dallas Mavericks. I texani chiudono in conto alla prima occasione disponibile vincendo gara 5 tra le mura amiche e fissando il risultato finale della serie sul 4 a 1. Match in equilibrio fino alle battute conclusive con Dallas che la porta a casa grazie alla coppia formata da Dirk Nowitzki (29 punti e 9 rimbalzi) e Shawn Marion (26 punti e 8 rimbalzi). The Matrix fornisce anche un ottimo contributo in difesa, limitando per l'ennesima volta il genio offensivo di Kevin Durant (23 punti arrivati pero' dopo un misero 8/20 dal campo) e aggiudicandosi la palma di migliore in campo. Delusione in casa Thunder, non bastano le ottime prestazioni di Westbrook (31 punti, 8 rimbalzi e 5 assist), Harden (23 punti, 6 assist e 5 rimbalzi) e Collison (12 punti e 12 rimbalzi), le squadra di coach Brooks mostra nuovamente tutta la sua giovane eta' partendo un'altra volta la bussola nel finale di partita.
OVEST
G5 Dallas Mavericks Vs Oklahoma City Thunder 100 – 96 (serie 4 a 1)
I Mavs si guadagnano l'accesso alle Finals grazie ad una gara 5 in cui hanno sofferto non poco per avere la meglio dei giovani leoni di Oklahoma, ma che alla fine hanno portato a casa grazie all'esperienza dei loro campioni. Primo quarto che parte sotto il segno di Kevin Durant, la stella dei Thunder è scatenata e firma ben 12 punti nei primi 12 minuti, le difese si dimostrano facilmente battibili e Dallas riesce a rimanere in scia grazie a Nowitzki e Chandler (28-29). Nel secondo quarto uno scatenato James Harden regala il +8 (30-38) ma Dallas ricucie lo strappo grazie a 6 punti consecutivi di Shawn Marion e ad una tripla di Jason Terry, chiudendo cosi il primo tempo sotto di appena tre punti (52-55). Il terzo quartoo è all'insegna dell'equilibrio, una tripla di Stojakovic riporta avanti i texani (65-63), ma Westbrook e Durant consentono ad Oklahoma di iniziare gli ultimi 12 minuti sul +4 (72-76). L'inizio del quarto finale vede i ragazzi di coach Brooks giocare probabilmente il miglior basket della serie: Durant, Westbrook ed Harden riescono a trovare il canestro con continuita' ed una schiacciata di Collison porta Oklahoma sul +7 (83-90) a 5'49" dal termine. Ma qui Oklahoma per l'ennesima volta non riesce piu' a giocare come sa nel finale di partita, Nowitkzi e Marion riportano sotto Dallas e il vantaggio dei Thunder scende a soli 2 punti (92-94) quando mancano 2'12" alla fine. Durant sbaglia il jumper, Westbrook perde due palle consecutivi e WunderDirk punisce Oklahoma con una tripla pesantissima, che porta avanti Dallas (95-94). Sara' l'ultimo sorpasso del match, Maynor trova solo il ferro e la palla vagante viene raccolta da Shawn Marion, che vola a schiacciare in contropiede subendo anche il fallo di Durant, libero a segno per The Matrix e Dallas sul +4 (98-94). Due liberi di Westbrook tengono a galla le speranze di Oklahoma ma Nowitzki è altrettanto preciso dalla linea della carita' (100-96). Con soli 13" da giocare i Thunder devono tentare il tutto per tutto ma le triple di Durant ed Harden trovano solo il ferro e Dallas puo' festeggiare la conquista delle Finals.
24/5 G4 Miami Vs Chicago
Ci vuole un overtime per decidere la partita che probabilmente segna le sorti della serie e consente agli Heat di ipotecare seriamente il passaggio del turno. Il migliore in campo e' ancora una volta Lebron James che mette a referto ben 35 punti, 6 rimbalzi e 6 assist. Miami oltre al solito Chris Bosh (22 punti e 6 rimbalzi) trova un Mike Miller inspirato (12 punti e 9 rimbalzi) che colma il vuoto lasciato aperto dalla serata negativa di Dwyane Wade (appena 14 punti con 5/16 dal campo). A Chicago non basta aver mandato contemporaneamente Boozer (20 punti e 11 rimbalzi), Deng (20 punti e 8 rimbalzi) e Rose (23 punti, 6 assist ma anche 7 turnover) sopra i 20 punti; ma se i primi due tirano con il 50% dal campo (8/16 e 7/14) il playmaker dei tori per l'ennesima volta spara a salve e il suo 8/27 dal campo (e 1/9 da oltre l'arco) costa caro ai Bulls.
EST
G4 Miami Heat Vs Chicago Bulls 101 – 93 (serie 3 a 1)
Il punto del 3 a 1 probabilmente chiude la contesa e sancisce il passaggio del turno dei Miami Heat, i Bulls si mangiano le mani per le occasioni sprecate nel finale dell'ultimo quarto (Rose sbaglia per due volte il tiro della vittoria) e si sbriciolano come neve al sole nell'overtime sotto i colpi dei Big Three di South Beach. Il primo quarto vede Chicago chiudere avanti di 3 punti (16-19) nonostante Lebron James parta con il piede sull'accelleratore firmando ben 12 punti. I Bulls mostrano un ottimo gioco di squadra mandando a canestro tutto il quintetto con regolarita', Miami pero' trova in Miller un protagonista inatteso e scappa via ad inizio del secondo quarto volando sul +9 (37-28). Boozer e Rose riportano sotto Chicago e una tripla di Luol Deng consente ai suoi di chiudere in vantaggio il primo tempo (44-46). Al ritorno dalla pausa i Bulls sembrano controllare il match, un jumper finalmente a segno di Rose regala a Chicago il +9 (48-57), Miami resta in partita grazie ad uno scatenato Lebron James ma l'unica tripla a bersaglio (su ben 9 tentativi) di Derrick Rose consente ai tori di entrare negli ultimi 12 minuti (saranno in realta' 17 per colpa dell'overtime) con 5 punti di vantaggio (63-68). Gli Heat con James e Miller ricuciono lo strappo, Chicago comincia a litigare con il canestro da oltre l'arco ma rimane agganciata alla partita grazie a Carlos Boozer. Rose sbaglia un importantissimo libero a 1'10" dal termine e il risultato e' in parita' (85-85). Wade sbaglia il jumper ma Rose non punisce gli Heat, nell'azione successiva James fa volare Brewer commettendo fallo di sfondamente e Chicago ha in mano la palla per vincere la partita con 8 secondi sul cronometro. Si va da Rose ma la difesa di Lebron James non consente al playmaker dei Bulls un tiro comodo e la palla non trova neanche il ferro. Nell'overtime Miami dimostra di avere piu' energie, Wade e James regalano giocate al limite dell'impossibile, Chicago butta via qualche palla di troppo e per gli Heat e' un gioco da ragazzi chiudere la partita. Il supplementare finisce 16 a 8 per Miami (tutti i canestri degli Heat sono firmati da Wade, James e Bosh) fissando il risultato finale sul 101 a 93. Giovedi si torna a Chicago ma sul 3 a 1 le speranze dei Bulls di ribaltare la serie sembrano davvero scarse.
23/5 G4 Oklahoma Vs Dallas
I Mavs sono inarrestabili e piegano i Thunder dopo un supplementare portandosi sul 3 a 1 e mettendo una seria ipoteca sul passaggio del turno. E' come sempre Dirk Nowitkzi il faro di Dallas, il tedescono si prende sulle spalle i compagni nei momenti decisivi del match e' mette a referto 40 punti (12/20 dal campo e 14/15 nei liberi) e 5 rimbalzi. In casa Mavs da segnalare anche le ottime prestazioni di Jason Terry (20 punti, 5 rimbalzi e 4 recuperi) e Shawn Marion (solamente 7 punti a referto ma buonissima difesa su Durant), mentre per Jason Kidd sono ormai finiti gli aggettivi, il veterano di Dallas sfodera un'altra prestazione da campionissimo che va oltre i 17 punti, 7 assist, 5 rimbalzi e 4 recuperi scritti nel suo tabellino. Ai Thunder non resta che recriminare per il vantaggio sprecato nell'ultimo quarto dei tempi regolamentari e a poco servono i tabellini "ricchi" di Kevin Durant (29 punti e 15 rimbalzi ma anche ben 9 turnover) e Russell Westbrook (19 punti, 8 rimbalzi e 8 assist ma anche lui ben 6 turnover). Oklahoma stravince sotto i tabelloni (55 rimbalzi a 33 con l'aggiunta di ben 9 stoppate rifilate), ma produce anche ben 25 palle perse che risultano decisive ai fini del risultato.
OVEST
G4 Oklahoma City Thunder Vs Dallas Mavericks 105 – 112 (serie 1 a 3)
Dallas va 3 a 1 e ora per i giovani leoni di Oklahoma si fa veramente dura. Partita molto intensa che ci regala anche un supplementare, i Thunder gettano al vento un buon vantaggio nei minuti finali e all'overtime la classe e l'esperienza di Kidd e compagni fa la differenza. Primo quarto tutto di marca Oklahoma, Durant e Westbrook partono con il piede sull'accelleratore e il vantaggio arriva ad essere anche in doppia cifra prima che due liberi di Nowitkzi chiudano i primi 12 minuti sul 31 a 22 per i Thunder. Ad inizio del secondo parziale la musica non cambia, i ragazzi di coach Scott Brooks sembrano in controllo del match fino a quando non si scatena Wunder Dirk (17 punti nel quarto!) e grazie anche ad un inspirato Jason Terry i texani ricuciono lo strappo portandosi sul -5 (59-54). Il terzo quarto e' caratterizzato da due parziali, il primo firmato Durant e Sefolosha consente ai Thunder di portarsi sul +11 (74-63), il secondo è invece portato a termine dalla panchina dei Mavs (Terry ed Haywood su tutti) e consente a Dallas di entrare negli ultimi 12 minuti con soli 4 punti da recuperare (81-77). Oklahoma ha la forza di rimettere la testa davanti con decisione, Ibaka e Collison riescono a diventare un fattore in attacco e a 5'06" dal termine, dopo una tripla di Durant, i Thunder hanno ben 15 punti di vantaggio (99-84). Sembra finita ma da li' in avanti Oklahoma trovera' solamente due punti grazie a Russell Westbrook, Dallas invece ne infilera' ben 17 grazie a Nowitzki (che da solo ne produce ben 11) e sono proprio due liberi del tedesco a portare la partita al supplementare (101 pari), visto che nell'ultima azione il tiro di Durant trova solamente il ferro. All'overtime Sefolosha e Ibaka rispondono a Nowitzki e Terry e si e' di nuovo in parita' (105-105) a meno di due minuti dalla fine. Qui una tripla dell'eterno Jason Kidd spariglia la partita, i Thunder non ne hanno piu' per rispondere e la precisione ai liberi di Terry e Kidd consente a Dallas di mettere al sicuro il risultato e portare a casa la vittoria.
22/5 G3 Miami Vs Chicago
Partita equilibrata fino alla fine e decisa da un quarto finale perfetto dei Miami Heat, con Lebron James e Chris Bosh che si prendono sulle spalle i compagni per traghettarli al successo finale. Gli Heat vanno 2 a 1 e ora gara 4 sara' probabilmente decisiva per le sorti della serie. Mvp della partita Chris Bosh, che firma ben 34 punti (13/18 dal campo e 8/10 nei liberi) e 5 rimbalzi; ottimo anche il contributo di Lebron James (22 punti, 10 assist e 6 rimbalzi) e Dwyane Wade (17 punti e 9 rimbalzi). I Big Three di Miami firmano in totale 73 punti sui 96 della loro squadra. A Chicago non basta aver dominato la lotta a rimbalzo (41 a 32), ne' l'aver ritrovato un Carlos Boozer incisivo (26 punti e 17 rimbalzi). Nonostante le buone cifre delude ancora Derrick Rose (20 punti, 5 assist e 5 rimbalzi), che si scioglie come neve al sole nel decisivo ultimo quarto (appena 2 punti a referto).
EST
G3 Miami Heat Vs Chicago Bulls 96 – 85 (serie 2 a 1)
Vincono gli Heat e si portano sul 2 a 1 tenendosi stretto il vantaggio del campo strappato ai Bulls in gara 2. All'American Airlines Arena sono Bosh e James a fare la voce grossa e Miami puo' guardare con fiducia al futuro mentre Chicago sara' chiamata a giocarsi il tutto per tutto nella prossima sfida a Bayside se non vorra' nella Wind City con un risultato pesante da ribaltare. Nel primo quarto si vedono molti errori in attacco, le due difese riescono ad arginare le giocate offensive ma è comunque Miami a passare in vantaggio (18-15) grazie ad uno scatenato James. Nel secondo parziale i Bulls reagiscono affidandosi a Carlos Boozer e Derrick Rose ma non riescono mai a mettere la testa avanti in quanto Miami puo' contare su uno scatenato Chris Bosh, si va al riposo lungo con gli Heat sopra di 3 punti (43-40). Il terzo parziale e' l'esatta fotocopia del secondo, Boozer che cerca di riportare sotto i Bulls, Bosh che invece, stavolta aiutato da Bibby (2 triple pesantissime) e Wade, tiene avanti gli Heat (68-65). Nell'ultimo quarto si scatenano James e Bosh, Chicago perde un paio di palloni di troppo e quando "The Chosen One" manda a bersaglio il libero del +13 a 5'07" dalla fine la vittoria e' ormai in ghiaccio. Chicago tenta un ultima disperata reazione con Gibson e Boozer ma Haslem e James tengono a distanza di sicurezza i tori (96-85) e consentono a Miami di passare in vantaggio nella serie.
21/5 G3 Oklahoma Vs Dallas
Si va ad Oklahoma City per il terzo atto di questa incerta finale di Conference e i Mavs colgono di sopresa i Thunder con una partenza lanciata che alla resa dei conti sara' decisiva per le sorti del match. Oklahoma vince la lotta sotto ai tabelloni (45 a 37 il conto dei rimbalzi), ma paga a caro prezzo l'imprecisione dei suoi big che porta a referto un 36% al tiro con un sanguinoso 1/17 da tre punti (0/8 di Durant e 0/4 di Harden). Dallas dal canto suo riesce a sfruttare la serata positiva di Shawn Marion (18 punti e 4 rimbalzi) e, nonostante Nowitkzi (7/21 dal campo) e Terry (3/12 dal campo) facciano fatica a far canestro, vince la partita grazie al sempreverde Jason Kidd migliore in campo con 13 punti, 8 assist, 6 rimbalzi e 4 rubate.
OVEST
G3 Oklahoma City Thunder Vs Dallas Mavericks 87 – 93 (serie 1 a 2)
Si ribalta nuovamente il fattore campo in questa incerta serie tra Mavs e Thunder, Dallas infatti dopo aver perso in casa l'incontro precedente espugna l'Oklahoma City Arena grazie ad un'ottima difesa corale e all'imprecisione in attacco delle stelle dei Thunder. I Mavs partono subito forte e, grazie ad uno Shawn Marion inspirato come mai prima nella serie, fanno subito il vuoto nel primo quarto chiuso avanti 27 a 12. Nella seconda frazione il registro non cambia, Dallas non abbassa la guardia e arriva addirittura sul +23 (12-35) dopo un layup di Brendan Haywood, Westbrook e Ibaka riescono a dare una scossa allo sterile attacco dei Thunder ma Jason Terry non e' da meno e il primo tempo si chiude con Dallas avanti di 16 punti (36-52). L'inizio del terzo periodo e' ancora di marca Mavs e dopo un bel canestro di Shawn Marion (dopo un pregevole assist di Jason Kidd) si torna sul +22 (36-58). Harden e Durant guidano la reazione dei Thunder, i Mavs sbagliano qualche comodo tiro di troppo e a 12 minuti dal termine il vantaggio di Dallas si riduce a 14 punti (56-70). Oklahoma e' costretta a tentare il tutto per tutto e grazie ad uno scatenato Russell Westbrook rientra in partita nonostante i Mavs abbiano finalmente un contributo importante in attacco da parte di Wunder Dirk (10 punti negli ultimi 12 minuti). Ad appena 24" dal termine un bel canestro di Kevin Durant riduce lo svantaggio dei Thunder a soli 4 punti (85-89). Nowitzki da 2/2 ai liberi ma gli risponde Collison (87-91), anche Terry e' perfetto dalla linea della carita' (83-93) e a 10" dal termine un brutto passaggio di Westbrook intercettato da Terry da la vittoria ai Mavs.
19/5 G2 Dallas Vs Oklahoma City
100 punti segnati, 29 di Nowitsky, 29 dai panchinari e 14 rimbalzi offensivi non sono bastati a Dallas per vincere gara2 e i Thunder pareggiano la serie ribaltando il vantaggio del campo.Cosa è cambiato rispetto a gara1? Di certo il rendimento difensivo dei Mavs che hanno concesso il 55% dal campo agli avversari, ma anche l'impatto delle riserve di OKC è stato pari, se non superiore a quello dei più celebrati panchinari avversari: Harden (desiderio invernale di Ainge) 23 punti in 32 minuti con 6/9 al tiro e 4/7 nelle triple oltre a 7 rimbalzi, 4 assist e 2 recuperi, Maynor 13 punti con 5/9, Collison 6 punti, 7 rimbalzi e 2 stoppate e Cook con 8 punti in 16 minuti, hanno sospinto i Thunder a una grande gara offensiva, aiutando le due stelle su cui la difesa di Dallas si era concentrata (Durant 24 ma 11/23 solo 10 negli ultimi tre quarti e Westbrook 18 con solo 4 assist).Grande coraggio di coach Brooks che ha lasciato in panchina per tutto l'ultimo quarto Perkins e, soprattutto, Westbrook, con il premio di un decisivo parziale di 11 a 2 negli ultimi sette minuti della gara.Come nell'altra finale di conference dopo la prima vittoria esterna ora possiamo dire che la serie è cominciata, buon divertimento a tutti.
18/5 G2 Chicago Vs Miami
Miami viene trascinata al pareggio nella serie da una grande prestazione di LeBron James, autore di 29 punti (con 10 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi) e viene ribaltato il vantaggio del campo. Se gara1 era stata un trionfo difensivo dei Bulls, in gara2 sono gli Heat a tenere Chicago a soli 29 punti nel secondo tempo con un 34% al tiro, 3/20 da tre, Rose a 7/23 e Deng a 5/15.Anche in gara2 il primo temo è di studio (48 a 46 per gli ospiti) e tutto avviene nel secondo e in particolare nell'ultimo quarto in cui James segna 8 punti e tutta Chicago si ferma a 10 con Rose a 2 punti su tiri liberi, Boozer in panchina per dodici minuti (Gibson ottimo con gli altri otto punti dei Bulls).Ottimo supporto a James da parte di Wade con 24 punti e dal redivivo Haslem con 13 punti (11 nel secondo tempo) e 5 rimbalzi e, in generale, Miami non subisce sotto i tabelloni come in gara1 e gli Heat guadagnano l'inerzia della serie e tornano in Florida con la possibilità di ipotecare il passaggio del turno, mentre per i Bulls sono necessarie importanti riflessioni tattiche su un attacco che ha mostrato evidenti limiti.
17/5 G1 Dallas Vs OklahomaI Mavericks trascinati dal loro capitano Dirk Nowitkzi portano a casa la prima partita della serie partendo subito con il piede giusto. Il lungo tedesco sfodera una prestazione incredibili condita da un filotto impressionante ai liberi: 24/24 (!). A Nowitkzi tenta di rispondere colpo un colpo Kevin Durant, ma alla resa dei conti e' la panchina di Dallas a fare la differenza portando in dote ben 53 punti alla causa dei texani. Da segnalare anche l'ottima prestazione di Jason Kidd che mette a referto ben 11 assist e a 38 anni suonati regala ancora lampi di classe assoluta illuminando il parquet.
OVEST
Dallas Mavericks Vs Oklahoma City Thunder 121 – 112 (serie 1 a 0)
Non sono certo le difese a farla da padrone all'American Airlines Center di Dallas, si lotta a colpi di canestri impossibili e viaggi in lunetta, alla fine la spuntano i Mavs grazie ad uno scatenato Dirk Nowitkzi che mette a referto 48 punti (12/15 dal campo e 24/24 ai liberi), 6 rimbalzi, 4 assist e 4 stoppate. Decisivo anche l'apporto di Jason Terry (24 punti con 8/16 dal campo e 4 triple a segno) e JJ Barea (21 punti con 8/12 dal campo in appena 16 minuti di utilizzo), che in uscita dalla panchina diventano presto una spina nel fianco per la difesa dei Thunder. Ad Oklahoma non basta un Kevin Durant immarcabile che firma 40 punti (10/18 dal campo e 18/19 nei liberi), 8 rimbalzi e 5 assist, si paga a caro prezzo la scarsa vena di Russell Westbrook che firma 20 punti ma con un sanguinoso 3/15 dal campo. Nel primo quarto si parte subito con la sfida nella sfida tra Durant e Nowitzki e i Thunder scappano via chiudendo la frazione avanti di 7 punti (20-27). Nel secondo quarto si scatenano Barea e Terry che si aggiungono al solito Wunder Dirk e Dallas ribalta il risultato chiudendo lei il primo tempo sul +7 (55-48) grazie alla tripla finale di Stojakovic. Al ritorno in campo dopo la pausa lunga i texani non mollano la presa e si portano avanti di 15 punti (83-68) grazie ai liberi di Nowitzki, nel finale di quarto Harden e Durant riescono a limitare i danni e Okahoma inizia i 12 minuti finali sul -11 (90-79). I due attacchi si rispondono colpo su colpo, Ibaka e Durant trascinano i Thunder sul -5 (106-101) a 3'42" dal termine riaprendo la contesa, da li' in avanti pero' Terry e Nowitzki sono infallibili e consentono a Dallas di festeggiare la vittoria.
15/5 G1 Chicago Vs Miami
Partono subito forte i Bulls che grazie ad un secondo tempo al limite della perfezione si portano a casa gara 1 e mettono in chiaro, a chi avesse ancora dei dubbi in proposito, che sono loro la squadra da battere. In attacco e' la coppia Rose-Deng a menare le danze ma la differenza Chicago la fa in difesa, i tori riescono a limitare sia Wade che James e si portano a casa una vittoria preziosissima. Serie che si preannuncia ricca di colpi di scena e Chicago mette in chiaro sin dall'inizio che la sua difesa di squadra puo' fare la differenza.
EST
Chicago Bulls Vs Miami Heat 103 – 82 (serie 1 a 0)
I Bulls partono con il piede giusto e si portano in vantaggio nella serie grazie ad un grande secondo tempo (vinto 55-34) che li vede serrare i ranghi in difesa continuando ad essere spietati in attacco. Mvp della partita un Luol Deng capace di dire la sua in attacco (21 punti, 7 rimbalzi e 4 rubate) e di essere altrettanto efficace in difesa. Top scorer dei tori e' il solito Derrick Rose (28 punti con 10/22 dal campo e 6 assist), la cui differenza di passo rispetto agi avversari diretti rimane notevole. Miami paga a caro prezzo l'apporto limitato di Lebron James (15 punti con 5/15 dal campo a cui aggiunge 6 rimbalzi e 6 assist) e Dwyane Wade (18 punti e 7/17 dal campo); nonostante Chris Bosh sia in serata di grazia (30 punti e 9 rimbalzi) gli Heat naufragano nel secondo tempo. Il primo quarto e' una sfida tra Bosh e Rose, i due si rispondono colpo su colpo e Miami chiude avanti di 3punti (23-20). Grazie ad uno scatenato Taj Gibson ben coadiuvato da Luol Deng i ragazzi di coach Thibodeau pareggiano i conti al termine del primo tempo (48-48). Al rientro in campo ci si aspetta una gara equilibrata e dal finale incerto ma Rose prende per mano Chicago e una tripla di Deng consente ai tori di iniziare i 12 minuti finali con 9 punti di vantaggio (72-63). La difesa dei Bulls funziona, Wade e James sparano a salve isolandosi dai compagni quando a 8'09" dal termine CJ Watson infila la tripla del +17(83-66) i giochi possono dirsi chiusi. Bosh e Chalmers tentano di riportare sotto Miami ma Rose e Deng fanno buona guardia, il vantaggio di Chicago non scendera' piu' sotto la doppia cifra, anzi si finira' con ben 21 punti (103-82) di differenza tra le squadre. Atto primo ai Bulls che con la loro coriacea difesa dimostrano di essere la favorita per la vittoria dell'Eastern Conference.
Eastern Conference Finals Preview
Chicago Bulls e Miami Heat si contenderanno lo scettro di miglior squadra ad Est nelle finali di Conference con i primi che avranno il fattore campo a proprio vantaggio. La serie parte domenica notte nella Wind City, il favore del pronostico e' per i ragazzi di South Beach guidati da James e Wade, ma i tori di coach Thibodeau vogliono continuare a stupire dopo l'ottima season disputata e il loro leader Derrick Rose si dice pronto a giocare un brutto scherzo agli Heat. Serie tutta da gustare quella tra Miami e Chicago: il talento offensivo degli Heat contro l'ottima difesa di squadra dei Bulls, ne vedremo delle belle.
CHICAGO BULLS (#1) Vs MIAMI HEAT (#2)
Arrivate nei primi due posti in regular season Chicago e Miami si sfidano ora nella finale di Conference dopo aver eliminato rispettivamente Atlanta Hawks e Boston Celtics. I Bulls sono stati costretti a giocare ben sei partite prima di eliminare Atlanta e il punto decisivo e' arrivato quando finalmente Carlos Boozer si e' reso protagonista di un'ottima prestazione offensiva. I destini dei Bulls in questa finale passano sicuramente attraverso il rendimento dell'ex Utah, che puo' dare una grossa mano a Rose e compagni creando spazio per le penetrazioni dell'Mvp della stagione oppure scaricando il pallone a Deng o Korver, giocatori abili a punire le difese avversarie che raddoppiano costantemente le marcature sotto canestro. E' proprio questa una delle chiavi di volta della serie, Miami e' squadra abituata a soffrire contro team che possono permettersi lunghi abili a giocare in post vicino a canestro, non e' un caso se l'unica vittoria dei Celtics in semifinale sia arrivata proprio quando Garnett ha sfruttato con costanza il suo gioco in post in attacco; Boozer e' chiamato a sottolineare questo difetto degli Heat, costringendoli o a lasciarlo solo in 1vs1 contro l'Anthony o il Bosh di turno, o a raddoppiarlo lasciando spazio sugli esterni per lo scarico su Deng o Korver. Il roster di Miami infatti non dispone di un centro in grado di tenere Boozer in marcatura, probabilmente l'ingrato compito sara' affidato a Joel Anthony con Bosh dirottato su Noah, ma la differenza di velocita' tra il canadese e il talento uscito da Duke potrebbe rivelarsi fatali per la difesa di Miami. Tutto nella mani di Boozer dunque? Assolutamente no, ovviamente Chicago non puo' non prescindere dal talento di Derrick Rose, chiamato in questa serie a compiere il definitivo salto di qualita' che gli spalancherebbe le porte dello splendente firmamento Nba. Probabilmente Spoelstra alternera' in marcatura sul talento dei Bulls due giocatori: Dwyane Wade (quando nel ruolo di playmaker negli Heat sara' in campo Mike Bibby) e Mario Chalmers, un po' come fatto su Rondo nei momenti decisivi della precedente serie contro Boston. L'impressione e' che i Bulls siano ancora un po' troppo Rose dipendenti e quando il loro playmaker tende ad accentrare troppo su di se' il loro gioco offensivo rischiano di implodere diventando statici e prevedibili. Ma se Rose, oltre a sfoderare tutto il suo talento con penetrazioni superveloci e piazzati precisi, riesce anche a mettere in ritmo i compagni come fatto in gara 6 vs Atlanta (ben 12 assist a referto), allora per i ragazzi della Wind City diventa tutto piu' facile e qualsiasi avversario abbiano di fronte arrivano ad essere quasi inarrestabili. Se per la difesa degli Heat non sara' facile fermare l'attacco dei Bulls a parti inverse il discorso non cambia di una virgola. Lebron James ha dimostrato nella serie contro i Celtics di essere in uno stato di forma eccezionale e la sfida con Luol Deng, probabilmente uno dei migliori marcatori difensivi in 1vs1 dell'intera Nba, si preannuncia ricca di emozioni. Due giocatori che fanno della propria potenza fisica il loro cavallo di battaglia, due atleti in grado di decidere le sorti di un incontro grazie alle loro giocate, non c'e' dubbio: quello tra Deng e James e' il duello nel duello. Molto probabilmente Deng tentera' in tutti i modi di "infilarsi sotto pelle" a James gia' dai primi possessi, lo portera' a giocare in isolamento, costringendolo a forzare e ad allontanarsi dai compagni. "The chosen one" quest'anno pero' ha dimostrato gia' contro Pierce di aver superato i limiti che negli anni passati gli avevano precluso la corsa all'anello, ora James riesce a prendersi le sue giocate rispettando quanto richiesto dalla partita, la convivenza con Wade si sta rivelando meno difficile del previsto e l'ex Cavs sa di avere quest'anno una chance irripetibile. Se sulla marcatura di James non ci sono dubbi, su Wade dovrebbero invece alternarsi Keith Bogans (che partira' in quintetto) e Kyle Korver, ma coach Thibodeau potrebbe scegliere di mandare sulle tracce del numero 3 di Miami la sua stella Derrick Rose, l'unico dotato del passo necessario per tenere le scorribande di Flash. Miami dovra' sfruttare i momenti in cui Wade avra' di fronte Bogans o Korver, il capitano degli Heat e' in grado di spaccare in due una partita gia' dal primo quarto e la differenza di passo tra lui ed i due "eletti" a marcarlo e' notevole. Le due panchine dispongono del talento necessario per diventare decisive, Chicago si affidera' alla precisione da oltre l'arco di Kyle Korver e all'estro di Ronnie Brewer, sperando che Taj Gibson continui a portare un contributo importante nei pochi minuti a disposizione sul parquet come fatto contro gli Hawks; poco spazio a disposizione invece per Cj Watson e Omer Asik, chiamati a far rifiatare di tanto in tanto Rose e Noah. Piu' complesso invece il discorso che riguarda il "pino" di Miami, coach Spoelstra ha a disposizione giocatori importanti che a turno diventano decisivi nel corso della partita; ci si puo' affidare infatti al tiro di James Jones come avvenuto in gara 1 contro Boston, alla sfrontatezza di Mario Chalmers o all'esperienza di Juwan Howard e Zydrunas Ilgauskas; il lituano infatti ha perso il posto in quintetto in favore di Joel Anthony nelle ultime due partite. C'e' attesa anche per Udonis Haslem, rientrato da poco dopo il brutto infortunio che lo ha costretto a quasi 6 mesi di stop, che e' chiamato ora a tornare il giocatore importante in uscita dalla panchina ammirato negli scorsi anni. Discorso a pare merita Mike Miller che finora ha deluso le attese rimanendo ai margini del gioco di Miami, coach Spoelstra e tutto lo staff tecnico degli Heat non nascondono che si aspettavano ben altro contributo dall'ex Wizards e Miller avra' forse l'occasione di dare una svolta alla sua stagione proprio nella serie contro i Bulls. Finale incerta ed equilibrata, per gli esperti favorita Miami dopo l'ottima prova di forza mostrata contro i Celtics ma Chicago e' squadra tosta e determinata ad arrivare fino in fondo, serie tutta da seguire sin dalla prima palla a due.
Game 1 - Sun, May 15, 8:00 PM ET
Game 2 - Wed, May 18, 8:30 PM ET
Game 3 - Sun, May 22, 8:30 PM ET
Game 4 - Tue, May 24, 8:30 PM ET
Game 5 - Thu, May 26, 8:30 PM ET
Game 6 - Sat, May 28, 8:30 PM ET
Game 7 - Mon, May 30, 8:30 PM ET
Western Conference Finals Preview (a cura di Michele Pulcini)
Dopo la vittoria in gara7 gli Oklahoma City Thunder arrivano al prestigioso risultato della finale di conference nella quale trovano i Dallas Mavs reduci dal cappotto ai danni dei lakers, serie inedita e molto incerta.
Dallas Mavericks (#3) vs Oklahoma City Thunder (#4)
A inizio anno davvero in pochi avrebbero pronosticato questa finale di conference, ma le due squadre si sono meritate questo risultato e un duello tra le terza e la quarta della regular season è da molti anni che non si verificava. Percorso molto diverso per le due squadre fino a questa finale: i Mavs hanno parzialmente sofferto contro Portland vincendo il primo turno 4 a 2 e poi hanno distrutto i campioni in carica con un cappotto memorabile basato sulla difesa, mentre i Thunder hanno regolato al primo turno Denver per 4 a 1 e poi sofferto i sorprendenti Memphis Grizzlies che li hanno portati fino alla settima partita. Due squadre molto diverse: l'esperienza (anche di play off) di Dallas con i veterani Nowitsky e Kidd su tutti e la gioventù, entusiasmo e freschezza atletica dei Thunder, guidati dalla super coppia Durant e Westbrook. Cosa sarà più importante, l'esperienza o la freschezza? La storia insegna che i veterani hanno un peso specifico fondamentale nel gioco, ma nel corso di questa post season l'aspetto atletico ha dimostrato la sua importanza, quindi potrebbero diventare fondamentali le panchine e l'approccio difensivo e, in questi due aspetti, Dallas si fa preferire grazie all'apporto dei vari Terry, Barea, Stojakovic e Haywood, fondamentali nel turno precedente. Altro particolare di non secondaria importanza è il cosiddetto "momentum", perchè Dallas è ferma dall'8 maggio e saranno, quindi, ben nove i giorni di attesa prima di gara1, prevista per il 17 e il solito dubbio in queste occasioni è: tanto riposo serve o mette fuori ritmo i giocatori? Gara1 si gioca in Texas, quindi per i Thunder c'è una interessante occasione per provare subito a ribaltare il fattore campo sfruttando la possibile ruggine dei Mavs. Scontro decisivo è quello tra la coppia Kidd/Barea e Westbrook: il giovane prodotto di UCLA è stato decisivo contro i Grizzlies (tripla doppia in gara7) con 24 punti, 7,5 assist e 5 rimbalzi di media, nonostante il brutto 42% al tiro, ma si è procurato oltre 7 liberi a partita e si propone come il terrore dei due play di Dallas che non hanno le capacità atletiche per tenerlo e potrei immaginare qualche variazione tattica di coach Carlisle in merito. Per OKC, invece, il problema sarà l'applicazione difensiva su Nowitsky, Ibaka dopo Randolph ha un'altro cliente molto difficile, e l'attenzione per la grande circolazione di palla dei Mavs e per i tanti tiratori perimetrali avversari. Infine Durant: ha sofferto la difesa di Memphis e dovrà testare quella di Dallas, ma è per lui il momento di essere davvero il trascinatore dei sui Thunder fino allo storico traguardo delle Finals.
Game 1 - Tue, May 17, 9:00 PM ETGame 2 - Thu, May 19, 9:00 PM ET
Game 3 - Sat, May 21, 9:00 PM ET
Game 4 - Mon, May 23, 9:00 PM ET
Game 5 - Wed, May 25, 9:00 PM ET
Game 6 - Fri, May 27, 9:00 PM ET
Game 7 - Sun, May 29, 9:00 PM ET





Commenti
L'unico problema potrebbe essere il fattore "Carlos LOOZER", ma hanno la panchina abbastanza lunga per supplire ad un perdente cronico.
Subito dopo la conclusione della serie contro Miami, ho scritto che gli Heat sarebbero andati fuori dai Bulls e lo ribadisco ancora nonostante la serie sia appena cominciata.
Miami non è una squadra e vive sulle individualità di Wade e LeBron che soffrono tantissimo le difese aggressive come è quella di Chicago e come era la nostra.
Se fossimo arrivati ai playoff sani e non stanchi e acciaccati il 4-1 sarebbe stato letto al contrario e questo non me lo toglie nessuno dalla testa.
Ripeto, è soltanto gara 1 però adesso Miami ha trovato una squadra giovane, tonica e sopratutto che difende come i Celtics e la cosa non la digeriscono per niente.
Dall'altra parte grandissima prova di Kevin Durant e dei Thunder che raggiungono le finali ad Ovest e il diritto di giocarsi uno storico posto in Finale affrontando i più esperti Mavericks.
Complimenti a Memphis che onestamente è andata oltre ogni limite e ogni previsione.
Ovvio che la serie è ancora lunga, ma Chicago è più squadra di Miami (come lo eravamo anche noi) e soprattutto ha una difesa ed una fisicità che combinate assieme la rendono devastante...
Gibson veramente sorprendente. In stagione regolare mi era piaciuto, ma esordire così in una finale di conference...
In sintesi,penso che i Beach Boys, contro di noi, siano risultati più grandi di ciò che effettivamente sono.Ma solo a causa della nostra precaria condizione fisica.
La dimostrazione di questo, secondo il mio modesto parere, è data dal fatto che, in tutta la serie, fino a quando ai Celtics hanno retto le gambe, le partite sono state sempre in equilibrio.E i parziali decisivi, a favore dei lagunari, sono arrivati sempre alla fine, quando la spia della benzina, per i Verdi, risultava essere irrimediabilmente in rosso.
Posso dirla tutta?..Sono convinto che se gli Heat avessero incontrato i Celtics delo scorso anno, o quelli pimpanti dell'anno del titolo, la serie non sarebbe nemmeno iniziata.Li avremmo spazzati via.Ma, purtroppo, la storia non si fà con i se e con i ma.E allora, forza Tom.Dai a questi sbruffoncelli, una bella lezione di umiltà.E insegna loro il significato della parola PRIDE.Tu si che puoi farlo...
Cal
Citazione:
A Naso anche io credo che non sia una passeggiata. Con quel Boozer lì è un peso andare avanti. Ma se Gibson fosse sempre quello ( anche se, i Bulls un pò sembrano pescare il Leon Powe di turno, l'House di turno).
Per me i Bulls hanno sbagliato alla grande, comunque, sia con Boozer che con Korver, due giocatori inutili per la difesa di Thib
E' vero che i Bulls di talento hanno solo Rose però la loro difesa, che impedisce ai 2 amigos di entrare in area a piacimento, limita tantissimo l'attacco di Miami ed inoltre i Bulls non concedono facili contropiede.
Risultato? Se Miami non riesce a penetrare e ad andare in contropiede diventa, nonostante le 3 (2?) stelle una squadra battibile per chiunque.
Chicago ha le armi per fare queste 2 cose e alla fine il risultato mi sembra più scontato di quello che si possa pensare.
Staremo a vedere ma credo che i Bulls andranno in Finale con un 4-1 o al massimo un 4-2.
Concordo su tutto è la chiave di questa serie ma credo che comunque si andrà alla settima. Su Boozer secondo me dovrebbe mantenere questo minutaggio 25/30 minuti e non avvicinarsi ai 30/35 della serie con Atlanta semplicemente perche difensivamente ci sono compagni che possono fare meglio di lui. La scorsa notte ha giocato solo 26 minuti ma ha mantenuto delle discrete cifre 26 minuti 14 punti e 9 rimbalzi (non malissimo) .Secondo me Thibodeau ci mette la firma se mantiene queste cifre con questo minutaggio alternato con Gibson e Asik. Il reparto lunghi di Chicago è atipico ma abbastanza profondo e pieno di energie , una brutta gatta da pelare per James e Wade.
Ibaka comunque ha difeso come meglio credo non si potesse, semplicemente Dirk è stato un alieno. Beh, Perk ancora una volta "grigio", continuo a non vedere una grossa esplosività, è come se avesse perso parte dell'elevazione...
Si prospetta una bella serie ad alto punteggio.
Un ringraziamento speciale a Jason Kidd per essere nato e l'aver scelto di giocare a basket. A 38 anni e' ancora di un altro livello. Chiedere a Westbrook per conferma.
Ed è la dimostrazione che i nostri bigthree non devono per forza di cose essere scaricati da Ainge per la ricostruzione!
Io sono convinto che uno come Kevin Garnett possa giocare ad altissimo livello fino a 40 anni così come Ray Allen mentre Paul Pierce può arrivare intorno ai 38.
L'importante è costruirgli attorno un cast di buon livello, alternando gente giovane e meno giovane ma sopratutto dotata di mezzi atletici e buona fisicità.
Credo che la politica di circondare i nostri "vecchietti" con altri logori vecchietti non basta più per lottare per il titolo.
In quest'ottica e considerando come abbiamo affrontato i playoff, Perk non avrebbe apportato probabilmente molto alla nostra causa, forse avrebbe solo permesso a Big Baby di giocare qualche minuto in più nel suo vero ruolo ma la lotta ai rimbalzi ed alle palle vaganti, vero punto debole nella serie con Miami, IMHO non avrebbe avuto un esito diverso (considerando ovviamente nel saldo anche i minuti di Green che se non avessimo fatto la trade non avremmo avuto).
Il gioco di Dallas non è il mio preferito, ma quando hai un Nowitzki che tira con l'80%(!) un Terry, trascinatore, che esce dalla panchina e regolarmente ti fa i break con giocate impossibili che tagliano le gambe agli avversari e persino un Barea che sempre dalla panchina in 16 minuti ti fa 21 punti la convinzione che sia il tuo anno cresce; oggi Dallas ha la miglior panchina ed un quintetto esperto e sano per ora (stanotte il buon Perk ha rotto il naso a Shawn Marion con una gomitata).
Oklahoma soffre a mio modo di vedere gli alti e bassi di Westbrook che a volte vuole prendere in mano la situazione e rischia giocate che regolarmente mettono in difficoltà la propria squadra; peccati di gioventù, non solo propria ma anche dei suoi compagni, che non lo fermano in tempo.
La serie è da vedere, Dirk non potrà tirare sempre col 80% e battere il record di liberi (24 su 24) per cui ci sarà da divertirsi.
E se i Cavs al Draft si prendono un giocatore franchigia che gli cambia la vita? Chissà che la maledizione di Gilbert verso LeBron non diventi una specie di "curse of bambino" visto che anche per quest'anno il prescelto potrebbe non vincere il titolo.
Dopo aver visto svariati giocatori ed aver visto in lungo e in largo la NCAA non credo ci siano prospetti in grado di diventare giocatori franchigia... Credo che i Cavs chiameranno Irving e qualche dubbio sul giocatore mi e' rimasto nonostante nel finale di stagione sia cresciuto molto...
Citazione thepride:
Qualcosina c'e', certo non possiamo ne dobbiamo aspettarci che arrivi un fenomeno ma mi fido di Ainge e son sicuro che li a fine giro un giocatore buono lo tira fuori... I nomi presto li snoccioleremo
Dopo aver visto svariati giocatori ed aver visto in lungo e in largo la NCAA non credo ci siano prospetti in grado di diventare giocatori franchigia... Credo che i Cavs chiameranno Irving e qualche dubbio sul giocatore mi e' rimasto nonostante nel finale di stagione sia cresciuto molto...Giancleto
Però i Cavs avranno anche il pick n°4 e se pescano bene, considerato che hanno anche Hickson che a me piace tantissimo, possono mettere su una bella squadra e con buone prospettive per il futuro, e se il nuovo contratto collettivo darà loro una mano in senso di protezione dei giocatori franchigia quella maledizione potrebbe essere meno burla di quanto si pensi!!! Nonostante tutto chissà che risate sadiche si starà facendo il sig.Gilbert!
we, però gli Heat sono in corsa in questo momento...
J.Kidd, che giocatore, se a quell'età fa quelle cose, vuol dire che ha ancora molto da dare!
che classe!
Eh, ma anche di là hanno un bel perdente cronico
Comunque tutte e due le serie sono più equilibrate di quanto le prime due gare abbiano fatto vedere, la butto lì: chi vince stasera passa e se dovessi puntare un Euro (ma non di più) direi i Waders.
Beh, buonanotte a tutti, purtroppo io non ho chiuso occhio anche a causa della febbre alta, e pure la vittoria degli Heat non è una buona notizia.
A conti fatti rimango scettico sui Tori per il fatto che il loro gioco si concentra esclusivamente nelle mani di Rose. Se gli Heat difendono bene su di lui il gioco è fatto.
E' vero, sulla carta la serie dovrebbero vincerla gli Heat però non digeriscono la difesa dei Celtics...ehm dei Bulls di Tibo ed è per questo che io sono ancora convinto che i Bulls faranno il miracolo.
Se la loro difesa riesce a fermare il loro contropiede e limitare, quindi, le penetrazioni la serie non ha storia visto il non gioco degli Heat.
Difatti, stanotte, il loro parziale che poi è stato decisivo, è venuto da 5 contropiede su palle rubate o perse dai Bulls.
Ma a me sto fatto del non gioco degli heat fa sorridere, e non perchè non sia vero, ma perchè il gioco dei Bulls è anche più brutto. Se è vero che difendono coralmente e rispettano tutti i principi di Thib, è anche vero che in attacco sono del tutto inesistenti, capaci solo ad affidarsi a Rose. Poi le cinque palle perse mica le hanno perse magicamente i Bulls, la difesa degli Heat è una signor difesa, e se LeBron tiene mentalmente è il giocatore più forte e determinante della lega. Tra l'altro la squadra di Miami mi sembra più compatta di quanto non si potesse immaginare : anche Wade, da sempre un pò prepotente e sbruffone, ha capito di essere il secondo violino alle spalle del sei...
Sul fatto che Wade sia il secondo violino ho i miei dubbi; a me sembra invece che tra i due il vero Leader sia proprio Dwyane.
Per quanto riguarda il non gioco degli Heat, mi riferisco al fatto che con 3 elementi di quel calibro e un decente cast di supporto come quello di cui dispongono gli Heat potrebbero fare molto di più che basare il proprio attacco sulla ricerca del contropiede per canestri facili che, non fraintendermi, è molto importante ed efficace ma molto limitativo per il vero potenziale che questa squadra potrebbe sviluppare.
Ripeto, secondo me i Bulls passeranno il turno pur essendo inferiori a Miami ma se gli Heat dovessero arrivare alle Finals ed affrontare Dallas sono certo che non ce la faranno contro una Squadra come i Mavericks che dispone di un ottimo gioco sia in attacco che in difesa e sopratutto di elementi validi e profondità in panchina.
Citazione Fashawn :
Esclusa la questione sui violini (non credo ci siano gerarchie definite tra Wade e James), sono decisamente d'accordo. L'attacco di Miami non e' bello da vedere - a parte le prodezze dei tres amigos - ma non vuol dire che sia facile trovargli delle contromisure efficaci.
Citazione Alberto:
Ecco, si', sono d'accordo sul potenziale inespresso, ma secondo me gia' ora sono una squadra temibile - difficile da limitare - in attacco.
Il mio tifo da qui in poi è per loro, Dirk e Kidd non possono chiudere da Ringless sarebbe un'ingiustizia.
I dieci punti dell'ultimo quarto non possono dipendere solo da un cattivo attacco di Chicago o da una giornata negativa di Rose (dal quale comunque i Bulls dipendono pericolosamente), quindi stavolta brava Miami come in gara1 era stata brava Chicago.
Boozer in panchina nell'ultimo quarto a favore di un ragazzo al secondo anno mi pare un brutto segnale, perchè per vincere la serie serve un Boozer produttivo in post basso aldilà dei meriti di Gibson.
Se poi Haslem è questo anche nelle prossime partite, per i Bulls è dura.
Sottoscrivo al 100%.
Sono tra coloro che non restano estasiati dal gioco degli Heat.Ma è anche vero che per vincere non esiste una sola formula.L'importante è farlo.E quando hai uno spacca partite come il numero 6, la cosa diventa più facile.La serie promette di essere interessante, ma secondo me,sarà molto difficile che i Bulls, possano vincere una partita a Miami.Anche perchè, se è vero, che gli Heat non brillano per gioco d'assieme, è anche vero che Chicago, offensivamente, è troppo legata al rendimento di Rose.Sono d'accordo con Malik...Boozer, stà giocando male,e dimostra di essere uno che tende a defilarsi nelle partite che contano.E ,credo che, malgrado la grande difesa proposta da Tom,per espugnare Miami, occorra qualcosa in più,delle giocate , seppur fantastiche di Rose.
Wade e Lebron, atleticamente, sono sembrati devastanti.Troppa roba , credo io, anche per una difesa ben organizzata come quella di Chicago.Staremo a vedere...
Cal
Quoto in pieno.Ho visto anche io la partita e il Nowitzki di gara 1, è da antologia cestistica.48 punti realizzati con 12 tiri,24/24 nei liberi,(battuto il record di Paolino)e una serie di tiri sparati in faccia al povero Ibaka, che più che stampargli le mani sul naso, non poteva fare.Ma ciò che mi ha colpito di più è la maturazione di Wunder Dirk, che ha quasi sempre cercato la giocata migliore per la squadra.Hanno provato a raddoppiarlo e, anche a triplicarlo,ma ne è uscito sempre ala grande.Il gioco a due con Jason Terry,con scarico sull'arco e tiro di quest'ultimo, promette di diventare qualcosa di infermabile.Su Jason Kidd cosa aggiungere?Un giocatore così,non può, non deve lasciare il basket senza un anello al dito.Sarebbe davvero un delitto sportivo.
Cal
Cal
E' dalla serie contro i Lakers che ha le mie simpatie.
Guarda, forse sfugge il particolare che più che l'attacco in questo gioco sia importante la difesa. E se gli Heat continuano a farsi bastare 85 o 90 punti, significa che il loro lo stanno facendo in pieno. Poi non ho capito quale sia il potenziale inespresso o il supporting cast decente. Anthony, Ilga, Miller, Chalmers o Bibby ? Tutti, chi per un motivo chi per un altro, giocatori altamente inaffidabili ? E pure Bosh, il suo lo fa egregiamente, in una squadra come Miami a me sembra che stia trovando la sua dimensione. Io non riesco ad immaginare gli Heat giocare in maniera diversa, anche perchè sono stati fin troppo in gamba a trovare la quadratura del cerchio. E quando la Palla scotta tutti sanno a chi affidarsi, Che sia LeBron o Wade ( e comunque, nei finali "cocenti" punto a punto la palla passa sempre dalle mani del numero sei. Anche questo è un caso ?), riuscendo comunque a giocare divinamente in difesa. Se riescono a forzare l'avversarrio ad un cattivo attacco per loro il gioco è fatto.
Citazione:
L'ho già detto, magari qualcuno lo ha accusato di poco carattere, ma il tedesco è un giocatore meraviglioso, uno di quelli che mi riscalda il cuore. Con semplicità riesce a fare tutto, o almeno a rendere normali anche giocate impossibili. Hanno provato a marcarlo con Ibaka all'inizio ed alla fine, senza risultati, e nel mentre ci ha provato Durant, Sefolosha, Harden,
Collison ed a tratti anche Perk, ma nessuno lo teneva in nessuna maniera. Però non so quanto possa giocare così, perchè è un giocatore che in questo momento rasenta la perfezione, e non potrà sempre giocare in questa maniera.
In ogni caso rimangono dei Playoff molto intriganti, anche se purtroppo sento terribilmente la mancanza dei nostri.
Non sarà mai Larry Bird, comunque, è inutile che continuino a menarla.
Dallas è atleticamente in grande forma, ha una panca chilometrica anche senza Butler e ha giocatori (Dirk e Marion) in grado di dare una dimensione interna all'attacco perchè capaci di giocare spalle a canestro. In più sono bravissimi in transizione.
OKC è la Miami dell'ovest, palla a Westbrook e Durant e contropiede. Squadra molto atletica ma con un gioco di attacco prevedibile (peggiori negli assist insieme a Miami); devono sempre sperare che i due ne mettano 30 ogni sera, altrimenti Dallas è troppo squadra per loro.
Stanotte con quello che citi te è emerso il vero limite dei Bulls, ossia se appena Rose passa il campo gli arrivano addosso in due l'attacco dei Bulls ha poco altro da offrire e purtroppo la pur eccellente e generosa difesa non ti basta di fronte a questi qui, soprattutto quando Wade e LeBron negli ultimi minuti segnano in isolation o con l'uomo addosso.
Credo che per battere Miami ci voglia un attacco molto equilibrato, per questo spero in Dallas, li fai male ad abbandonare un Terry uno Stojakovic un Marion per collassare sul tedesco o su Kidd. Li la coppia Riley Spoelstra dovrà vedere di che pasta è fatta e inventarsi una difesa che oltre all'agonismo e all'atletismo sarà chiamata a ragionare molto sul da farsi.
La nostra serie è finita con l'infortunio di Rondo.
Notavo ieri notte che Wade gioca molto duro, quasi sporco, oltre ad aver gratuitamente qausi distrutto il gomito di Rondo, ha spaccato il mento con una gomitata ad Asik che è uscito. Con il turco sotto non si passava e le squadre erano alla pari. Inoltre, non è stato fischiato fallo in attacco da parte di Wade, ma ambedue sono usciti sanguinanti, ma il gomito era di Wade e la stoppata l'ha presa.
In una successiva azione difensiva Gibson andava per schiacciare e Wade gli toccava gli avanbracci, ma non era fallo. Per erano due falli nettissimi vedendoli dal televisore e in replay. Wade andava in panca perchè ne aveva tre e due, 5.
Se i grigi stanno in fissa con le nuove starlette lo dicano apertamente, ma WADE e LBJ giocano al limite dello sporco, un gioco molto duro.
Speriamo che L'attacco di Chicago non faccia cilecca così tanto da segnare un 35% da 2 e 21% da tre, con queste nessuno vince.
Bravi Thunder, ma non è proprio il basket che piace a me.
Questa volta il contributo dalla panchina di Dallas è sempre buono, ma inferiore agli standard Abituali. Invece i Thunder trovano un Harden in formato super...
Purtroppo con i grigi pro Miami si scopre che l'acqua è bagnata ma resta pur sempre una schifezza.
Wade su Rondo fece una porcata, da furbo, ma sempre una porcata e sta continuando a commetterne con il beneplacido dei grigi.
La difesa di Miami è sempre ai limiti dell'illecito e gli arbitri, come subito feci notare nella prima partita di regular season quando gli Heat vennero a Boston, regalano almeno 2/3 fischi a testa a partita ai due amigos.
In questo modo per loro è fin troppo facile.
Confido sulla voglia dei Bulls, di Tibo e sopratutto di quell'antipatico di Noah che cominci a menare qualche sganassone a quei due.
Un parola vorrei spenderla su Perkins, che mi sembra un giocatore abbastanza piantato sui piedoni.Che anche stavolta,Danny ci abbia visto giusto?
Cal
poi vorrei incollare un paio di commenti dei tifosi dei Thunder su Perk :
Eaham
May 19, 2011 at 9:36 am
Perkins is over rated. Ibaka would have been a good center and OKC could have waited till free agency then make moves. I would’ve liked to see Dwight howard there but it isn’t possible anymore since the “multi-million” perkins contract extention went down lmao. Perkins Celtics days were so great because he was surrounded by veterans who made him a good fit. I don’t see him as a good fit in OKC cause he has to do alot of one on one things, and I think that is too much to ask from Perkins. Nothing but a big body. Another eric dampier in the making, without the jason kidd :)
Dude
May 19, 2011 at 9:37 am
LOL Perkins is sooooo overrated. I love the Thunders… But why did they gave him that kind of contract o_O...
Questo non vuol dire niente, ma quando ancora venissero dubbi sulla trade, beh, ad Oklahoma non sono i più contenti di questo mondo...
Però non possiamo giudicare un giocatore a nove mesi da un intervento così importante che di certo oggi lo limita ancora di più, non è Howard (e lo sapevamo tutti anche prima), ma non è certo inutile in una squadra che punta in alto.
Piuttosto un'altra scelta importante: Westbrook seduto in un quarto super importante dopo Boozer che ha subito lo stesso trattamento la sera precedente e per i due non sono buoni segnali, soprattutto per il play di OKC.
I grandi giocatori sanno uscire dai momenti difficili e vedremo in gara3 le loro reazioni.
Mi permetto il mio punto di vista sulla qualità del gioco: Miami, OKC e Chicago hanno giocatori molto forti (quattro tra i primi dieci?) ed è ovvio che in attacco puntino su di loro soprattutto nei PO nei quali sono le star a vincere le partite.
Noi siamo forse abituati diversamente perchè la nostra è una squadra diversa, con star meno portate a cercare il canestro e più alternative, ma non sono d'accordo che le altre giochino male.
A questo punto perchè le difese non riescono ad approfittarne? Miami lavora bene su Rose e Dallas su Westbrook e lo faceva anche Memphis su Durant, sono le difese a dover punire gli attacchi basati solo su uno o due giocatori.
forse mi sono spiegato male : ho precisato che quei commenti lasciano il tempo che trovano. Intendevo dire che più in generale, quando ancora si critica l'operato di Ainge, andrebbero analizzati tutti i risvolti possibili e le due facce della stessa medaglia : in questo momento Perk non è , almeno fisicamente, il giocatore ammirato nei Celtics.
A OKC in attacco la situazione è ben diversa, li “fanno e disfanno” in due (Westbrook, Durant con Harden con uno dei primi due in panchina), i battezzabili sono in tre (lui Sepolosha e Ibaka), e di giochi chiamati per Perkins non ce ne sono, con l’aggravante che di solito nei giochi di Brooks quello che va in aiuto spesso non è il suo uomo che rimane sotto canestro per intimidire e contrastare a rimbalzo, e in aiuto ci vanno o quello che marca Ibaka o quello che marca Thabo.
Ritornando quindi al discorso iniziale, un Perkins a 4-5 M$ annui da utilizzare sui due lati del campo come parte integrante del sistema “ha un senso”, un Perkins pagato quanto lo hanno pagato a OKC solo per dare 25-28 minuti di difesa rischia di essere uno di quei contratti “fuori portata” di cui il giocatore con il passare del tempo diventa schiavo finendo per rendere meno, tanto più se per le mani ti è esploso un Collison (almeno con Memphis e Denver un Collison che difende quanto lui), e temo che quel birbone e di Ainge abbia messo tutto in conto quando Perk ha rifiutato un contratto da 22M$ per 4 anni, che forse era un po sotto il valore real di Perk, ma va anche considerato che come ho scritto sopra Perkins in parte è stato anche “ingrandito” dal sistema dei Celtics.
Questo fermo restando che quando Perk se ne è andato per me è stato un colpo al cuore, però li è colpa di noi tifosi che continuiamo a bollare alcuni giocatori che infrangono i nostri cuori come “Celtics dentro”, salvo poi che questi da professisti come sono, quando devono scegliere tra i Celtics e i soldi, vanno per i secondi. D’altronde i tempi in cui Red Auerbach e alcuni dei suoi giocatori definivano i contratti nel bagno del Boston Garden, in due minuti siglandolo con una stretta di mano, sono ormai passati da mezzo secolo.
Ainge deve essere più cinico e meno tifoso di tutti noi e non innamorarsi dei giocatori come invece facciamo, sempre, noi tifosi e le condizioni attuali, future e complessive di Perkins hanno reso quello scambio quasi obbligato.
Poi se vogliamo scrivere che l'Harden che vediamo sarebbe stato più utile del Green visto, possiamo pure farlo, poi daremo i giudizi definitivi tra qualche anno.
Quindi, se non ho capito male, il buon Perk rischia di restare "ingabbiato" nel suo contratto.E che, forse, avrebbe fatto bene ad accettare la proposta di Danny.E' chiaro che Ainge, abbia giocato un pò al ribasso, quando gli ha offerto il rinnovo a certe cifre.Ma, non bisogna dimenticare, come giustamente dice Michele,che a differenza di noi tifosi , che ragioniamo col cuore, Ainge deve guardare al portafoglio dei proprietari e, ragionare, più cinicamente da GM.
Lo dissi fin dal primo momento.Appena conclusa la trade.Sono con Danny tutta la vita.Ma che Perk abbia lasciato un vuoto nel nostro cuore, è cosa altrettanto evidente.E indiscutibile.
Cal
concordo totalmente; noi spesso ci dimentichiamo di cosa vuol dire giocare con 3 fenomeni,tutti dalle caratteristiche tecniche differenti, che si completano e che inseriti in un gioco come quello messo a punto dal Doc, fanno rendere anche i compagni di squadra magari a livelli superiori rispetto al loro talento.
sì, però in tutte queste valutazioni che vengono dal mondo dei tifosi mettiamoci anche che il tifoso medio s'innamora facile x un giocatore fiammifero come Mayo (tanto x fare un esempio) e non nota le piccole cose che non finiscono nelle stats, ma che ti fanno vincere le partite... e quelle sono le cose che fa un Perk...
trade davvero controversa, alla fine sono tutti scontenti...
l'unica è sperare che OKC vinca l'anello con Perk che tira una ghettoblock sul buzzerbeater di wade in gara 7 sul +1...
IAAC c'è anche per questo, spiegare ai meno attenti l'importanza anche delle piccole cose.
Citazione:
Magari, anche se mi pare che Perk nei finali sia spesso a guardare dalla panchina ....
Credo che questo sito sia maturo per scavare più in profondità ad una trade e per arrivare a conclusioni che alla maggior parte dei tifosi sono precluse.
I Thunder hanno in Westbrook e Harden dei giocatori più votati al canestro che al gioco corale, e quindi è improbabile che la loro penetrazione trovi Perkins libero come succedeva per Rondo. Se a questo aggiungiamo che effettivamente Kendrick sembra meno mobile di quanto fosse prima dell’infortunio, è facile capire come il suo 60% al tiro bostoniano sia sceso a meno del 50%, e che quindi i compagni si fidino ancora meno a passargli la palla.
Ainge queste cose le aveva viste, sapeva che ai Celtics serviva un’ala per aiutare Pierce dopo l’infortunio di Daniels, sapeva che se tutto fosse andato per il verso giusto per i playoffs avrebbe recuperato gli O’Neal, e sapeva che Green era in scadenza. Quando Perkins ha rifiutato un contratto da 22 milioni per 4 anni (mica quattro noccioline, tenuto conto del fatto che tra spalla e ginocchio “Perk” è da sempre prono agli infortuni) ha stabilito che a quel punto il valore reale del giocatore era inferiore al valore di mercato, e che anzi avrebbe potuto sfruttare la cosa per scambiarlo con un atleta utile e futuribile.
Quegli scambi ci sono costati il titolo? Come vado dicendo già da un po’, nonostante Rivers abbia ammesso che il contraccolpo tecnico (e NON nello spogliatoio, ha precisato) è stato sensibile, è improbabile che con un Perkins – con QUESTO Perkins – saremmo riusciti ad eliminare gli Heat.
La battaglia si è decisa altrove, ahimè: quando Garnett non ha dominato Bosh e Rondo si è infortunato.
Rimango un grande tifoso di Kendrick che forse è uno degli atleti che meglio hanno incarnato lo spirito dei vecchi Celtics, quelli del “contratto firmato nel bagno”. Purtroppo i tempi sono cambiati, e lui quel contratto “nel bagno” lo ha rifiutato...
di certo Perk, nel contesto Rivers-Big 3 è stato un giocatore molto importante, con limiti evidenti in attacco, nascosti dal fatto di giocare con eccellenti passatori e costruttori di gioco come Rondo e KG.
Ad OKC passatori di quel calibro se li scorda, compreso Durant che ha nel passaggio un aspetto su cui migliorare molto, e quindi i suoi difetti appaiono acuiti; in più il sistema di Brooks che vede sostanzialmente isolamenti e scarichi di certo non aiuta Perkins.
Pertanto la domanda è: Perk è un giocatore su cui costruire il futuro di una franchigia, fatto che compenserebbe un sacrificio economico, oppure è e resterà un giocatore di complemento, importante, e forse fondamentale, ma solo se inserito nel giusto contesto?
Io credo che Ainge abbia ritenuto più valida la seconda ipotesi; e ciò, sommato ai dubbi sul recupero completo di Perk dagli infortuni e sulla necessità di avere un 3-4 atletico per cambiare Pierce, ha portato allo scambio di febbraio.
Su Perkins nei nostri playoff rimando al commento #18.
A completamento del, da me condiviso, ragionamento di Fabio, aggiungerei che considerando la carenza di centri in circolazione e la probabile condivisione delle scelte da parte di Rivers, vista la firma pluriennale del contratto, risulta difficile pensare che Ainge e Rivers, sacrificando ogni speranza di mantenere Perkins, non avessero già in testa chi sarà il centro del futuro; o comunque, considerando Green un'allettante contropartita, sono convinto che ci sia una ragionevole sicurezza di quali possono essere il piano "A", "B" etc ... nel breve il ruolo di centro era coperto dagli O'Neal e Krstic nel lungo termine sarà coperto da ... ?? Ainge se ci leggi, illuminaci, ... tanto non preoccuparti siamo tra amici e non lo diciamo a nessuno ...
Aggiungiamo anche questa chiave: come già Tony Allen, Kendrick ha preferito alcuni soldi in più a un futuro in biancoverde, ovvio che non lo si possa criticare per la scelta, ma rimane il fatto che anche per lui contano la certezza economica nel futuro più che i titoli vinti.
E se poi osserviamo che il contratto di Perkins chiama l'anno prossimo 7,1ML e si conclude nel 2015 a 9,1ML e lo confrontiamo con quello di Rondo (stessa durata) che parte a 10ML e finisce a 13ML, pur con tutti i sovrapprezzi per i lunghi, capiamo che i margini di margini per trattare erano davvero pochi ...
Sulla base di questa considerazione mi chiedo, e domando agli esperti del sito:
Accade talvolta (da noi e anche da altri) che un giocatore che forniva ottime prestazioni in un determinato contesto, quando cambia squadra diventa quasi un corpo estraneo o comunque non si inserisce anche dopo un primo periodo di “rodaggio”.
Quando ciò si verifica, considerato che le capacità tecniche non si perdono dalla sera alla mattina, come e dove individuare le cause?
Incapacità di assorbire determinati meccanismi? (a quei livelli mi pare improbabile)
Utilizzo del giocatore in un ruolo diverso? (pure improbabile da parte di qualsiasi coach)
Mancanza di volontà del giocatore? (mah!).
Attendo lumi. Grazie.
Tutti i giocatori giocano per soldi,sono professionisti,solo alcuni a fine carriera avendo già un bel conto in banca rinunciano a qualche dollaro per avere una possibiltà di vincere,Perk ha già un anello al dito quindi è giusto che monetizzi il più possibile,visto che come qualcuno ha già fatto notare e molto propenso ad infortunarsi...meglio riempirsi il conto in banca fin che si può.
Poi intendiamoci anche a me dispiace che sia andato via ma penso che faccia parte del gioco.
Adesso anch'io sono molto curioso di sapere come Ainge lo rimpiazzerà nella prossima stagione,se ci sarà.
Molto giusto e condivisibile, basta che poi noi tifosi non restiamo troppo innamorati di un giocatore: sono professionisti e della maglia gli interessa il giusto.
Citazione:
Potrebbe dipendere da molti elementi, tecnici, fisici e personali: sei un giocatore che si esprime bene in contropiede e arrivi in una squadra che invece gioca a metà campo; oppure hai qualche piccolo infortunio, oppure i tuoi figli non si inseriscono a scuola e tua moglie ti rompe per questo e ti rovina la concentrazione.
Solo piccoli esempi delle tante situazioni, perchè, soprattutto quando non sei una star affermata, devi adattarti all'ambiente e non il contrario e non sempre è facile e per i giovani ancora meno.
Ultima nota se si passa da una squadra perdente a una vincente o il contrario, tutto diventa ancora più complesso.
Le riflessioni e le domande di Pierpaolo meritano una risposta, provo a dire la mia anch'io da non esperto.
Quando un giocatore cambia squadra accade a volte che non renda come prima, puo' accadere piu' spesso se l'ambiente che si lascia e' quello in cui si e' diventati "grandi" o si arriva in un contesto dove dall'atleta si pretende di piu' e a queste aspettative maggiori si aggiunge una competitivita' maggiore.
Questo accade non solo nel basket ma nello sport in generale. Certo e' che il giocatore in questione non puo' aver perso le capacita' tecniche e se in un primo periodo puo' essere giustificato un calo di rendimento dovuto all'ambientamento iniziale, successivamente si deve pretendere che il giocatore torni ad un livello alto, addirittura migliore rispetto a quello mostrato nella squadra precedente, anche se a volte non accade.
Ci sono infatti giocatori che dopo una difficolta' iniziale emergono mettendo in mostra tutte le proprie qualita' (nel calcio mi viene in mente l'esempio di Zidane che nei primi mesi alla Juventus era contestatissimo, per poi illuminare i campi di calcio con la sua classe), e altri invece che non ripercorrono piu' i fasti passati.
In questo secondo caso secondo me l'ambiente dove si gioca e il carattere del giocatore fanno la differenza. Prendo come esempio la Virtus Roma del 1999/2000 che prese giocatori di livello assoluto che fino a quel momento avevano illuminato le scene del campionato italiano: Mike Iuzzolino ed Henry Williams. Entrambi venivano da stagioni super e tutti pensavano che quella Virtus Roma potesse dominare il campionato (nel roster c'erano pure De Pol, Warren Kidd, Tonolli, Pessina ed Ambrassa), nessuno dei due riusci a ripetere a Roma quanto fatto vedere in passato e furono delle autentiche delusioni. Incontrai Mike Iuzzolino qualche anno dopo al Palalottomatica e mi disse che a differenza di Verona a Roma non sentiva la fiducia dell'ambiente e purtroppo a causa di un carattere molto introverso non riusciva a diventare il leader della squadra ne a rendere come gli veniva chiesto. Sentiva troppe responsabilita' e un ambiente che da lui pretendeva moltissimo e non perdeva occasione di ricordagli il ricco contratto firmato, mi disse che nonostante tutti i suoi sforzi gli rimaneva difficile ogni cosa, anche la piu' facile. Mi disse anche che dovette convivere con qualche piccolo infortunio, ma lui non si fermo' mai per recuperare, perche' voleva dimostrare di meritare quell'opportunita', e forse e' stato il suo sbaglio piu' grande. Henry Williams invece venne letteralmente divorato dalla pressione e quella Lottomatica arrivo' sesta in campionato naufragando subito ai playoff. Due giocatori arrivati con le stimmati dei campioni decisivi e tornati a casa come le piu' grandi delusioni viste in maglia Roma.
Detto questo concludo dicendo che il carattere del giocatore, la fiducia dell'ambiente e dello staff tecnico sono gli elementi che fanno la differenza dopo l'adattamento iniziale, uniti anche ad una forma fisica ottima che serve per poter far emergere tutte le proprie qualita' in un contesto nuovo.
Mentre noi siamo avviati ad una difficile e dolorosa fase di ricostruzione e di rinnovamento (per favore,evitiamo termini smantellamento che non mi sembrano generosi verso i nostri ragazzi,grazie ).
Quindi scelta condivisibile.
Io ho molto sofferto per il suo abbandono,l'ho scritto qui e ho esternato tutto il mio sconforto da tifoso.
Certo dopo la sua immediata firma del prolungamento di contratto ho riflettuto bene su molte cose,principalmente che Perk e' uno come tanti,un professionista e della maglia gli interessa relativamente.
E mi sono molto rasserenato.
A noi cosa resta?
Un giocatore,Green,su cui mettere basi per il futuro,e un buco grande sotto le plance.
Speriamo di colmarlo gia' quest'estate,anche se la vedo dura...
Tra i papabile di venire a Boston,Jamal Crawford mi intrippa parecchio.
Avremmo una coppia di guardie micidiali con lui e Ray.
E penso si potrebbe anche riprendere Powe,che coprirebbe il buco che presumibilmente lascera' Davis.
A centri siamo con Kristic,che penso resta,e forse JO se non si ritira.
Troppo poco per voler fare un campionato di vertice,urge un rimbalzista/verticalista come il pane.
Io non la vedo nera come tanti,forse sara' un campionato di transizione (sempre che si giochi...) ma io credo che possiamo dire la nostra.
magari arrivando anche settimi o ottavi,cosa importa.
Pero' al top della forma nel momento che conta,nei PO...
Sì, e magari imbastirà una trade in cui cederà Monta Ellis o Curry ai Lakers in cambio di Blake e soldi.
Difficile dare una risposta ad un quesito del genere. A volte le cause sono tecniche (compagni di squadra diversi, diverso modo di giocare, difficoltà nel “trovarsi”), a volte sono problemi di ambientamento. A volte invece ci sono problemi fisici (come nel caso di Perkins) che anche le cifre in campo testimoniano in modo eloquente.
Se parliamo di Green credo che abbia fatto fatica ad adattarsi al nuovo ruolo di “sesto uomo”, ed è anche per questo che Ainge ha ventilato l’ipotesi che in futuro possa partire in quintetto.
Di norma è più frequente che ad accusare problemi di questo tipo siano giocatori giovani, mentre quelli più “navigati” hanno maggior esperienza.
Stanotte match inguardabile
Emozione? Forse. Brutta serata al tiro (1/17 da tre e il 36% totale)? Certo. Ma approccio di sicuro sbagliato vedendo il finale e non si può andare sotto 12 a 35 dopo circa 14 minuti di gioco e ancora 19 a 40 a metà del secondo quarto, sperando poi di vincere.
Comunque ho deciso: OKC è molto simpatica, la squadra del futuro, ma mi sembrano ancora acerbi a questo livello con un Westbrook a 15 perse in tre partite; di fronte a lui uno spettacoloso Kidd che a 38 anni (!!!! e poi ci preoccupiamo dei nostri Tre Vecchioni???) tiene il campo per oltre 35 minuti a partita e ha in tre gare 26 assist, 12 recuperi e solo 6 perse, merita l'anello prima di tutti!
Angelo, segnati questa mia previsione, perchè se poi OKC dovesse vincere la serie o l'anello potrebbe tornare buona per una puntata di "scheletri nell'armadio"!
No, hai ragione Michele, è proprio ciò che dicevo a me stesso mentre guardavo la partita, OKC è sicuramente la squadra del futuro, anche di domani (inteso come il prossimo campionato), però è ancora troppo acerba per questo livello inteso come finale di conference.
Dallas molto più esperta e cinica che però si è fatta rimontare un massimo di 23 punti di vantaggio e sopratutto in una partita in cui ad OKC non entrava niente (1-17 da tre e Durant disastroso al tiro come non mai) e in cui hanno forzato tutto quello che c'era da forzare.
Westbrook li ha tenuti a galla in attacco anche se ancora non ha capito bene come deve gestire il gioco di OKC e questo è il suo maggiore difetto che però, secondo me, si ingigandisce perchè non è un playmaker ma una guardia.
Se Russell in attacco c'è stato, Collison ha giocato una partita difensiva su Dirk davvero incredibile limitandolo al tiro (anche se gli ultimi canestri importanti il tedesco li ha messi tutti) e dando una grossa mano a rimbalzo dove ad un certo punto Dallas stava dominando. (alla fine 45-37 per OKC).
Serie che probabilmente Dallas riuscirà a vincere ma dovrà sudarsela, forse, fino a gara 7.
Dallas è molto difficile da inquadrare per una difesa, hanno molte armi a disposizioni (ad esempio stanotte è venuto fuori Marion con Nowiztki in serata no) e in regia hanno un direttore d'orchestra dal quale il nostro Rondo ha molto da imparare, ma proprio tanto...
Dirò di più! Visto che Collison il suo lo sta sempre facendo, nel caso che uscissero molti dalle parti di Oklahoma daranno la colpa alla trade che gli ha fatto perdere Green (nel resto del mondo nba no perché sarebbe un ammissione del fatto che Ainge tutto sommato non ha avuto una cattiva idea)...
Ieri il problema dei thunder è stato semplice, come ha detto Van Gundy... ...loro attaccano in due e questo è evidente che li limita se gli avversari difendono bene (hanno tirato una serie di forzature allucinanti)...
...alla fine sono stati tenuti su dai liberi e dalla pessima giornata del tedesco, di Terry e di Barea...
infine: ridicolo Harden con la sua simulazione quando il vantaggio dallas sfiorava il +20...
Non darei troppo la croce addosso a Durant che ha giocato in modo favoloso gara1 e senza il super Dirk staremmo a ricordarci i 40 di super Kevin e attira tutte le attenzioni difensive con compagni relativamente in grado di giocare con lui e per lui (ed è un passatore di livello superiore).
Westbrook è ancora un ottimo solista e deve imparare a coinvolgere la squadra, Harden è ottimo, ma anche lui ancora deve completarsi, il pacchetto lunhi è buono, ma senza pericolosità offensiva: sia danno da fare, ma nessuno di loro ha un movimento affidabile spalle a canestro e Perkins non credo sia in panchina nei finali per motivi particolari, se non che ai liberi è un pericolo e Brooks preferisce avere attacco (infatti anche Sefolosha finisce le partite seduto).
Insomma, 'sta gara3 ha detto parecchio, perchè Dallas che vince con quelle medie al tiro scadenti di Nowitsky dimostra di non essere solo il tedescone.
Che quelli di Durant sono la cosa piu' vicina ad una dinastia nella NBA in questo momento, con un quintetto da spavento per completezza in tutti i ruoli (soprattutto se qualcuno spiega a Westbrook che non si gioca al campino ma che fare il play nella NBA con quei popo' di compagni di squadra che si ritrova e' un pochino un altro giochino), che Perkins e' lontano da una buona forma fisica ma che il prossimo anno dara' ulteriore forza e compattezza a questa squadra, che Ibaka rischia di essere un giocatore paurosamente dominante (a proposito...domanda a Presti..ma come fara' a firmare Ibaka, Westbrook e Harden dopo aver firmato per bei dollaroni Durant e Perkins?).
Entrambe le serie sembrano molto incerte.
Ho visto la partita e purtroppo se Bosh fa il fenomeno quale non è allora le cose per i Bulls si mettono malissimo.
La difesa di chicago deve tenere i due fenomeni e questo inevitabilmente li costringe a lasciare spazio a Bosh però che l'ex Raptor metta di continuo tiri da oltre 6 metri, anche se sono i tiri che ama prendere, il puzzle per i Bulls diventa impossibile da risolvere visto e considerato che escluso Rose, di talento in attacco non ne hanno e Derrick ogni volta che gli arriva la palla viene puntualmente raddoppiato.
Lo scarto di 11 punti è bugiardo, come del resto nella serie precedente è capitato spesso anche a noi, e almeno ho visto che Chicago non molla ne mollerà mai un centimetro nonostante l'inferiorità tecnica che è evidentissima.
Adesso la serie è tutta per Miami ma confido in un prontissimo riscatto dei Bulls già da gara 4 altrimenti dovremmo sperare in Dirk.
Va beh che a Chicago ormai sembra che i sassi che luccicano siano diventati oro, ma un Boozer così al massimo salariale per altri 4 anni e rotti, io lo vedo un bel problema per loro.
Con la coppia Boozer Korver, ripeto, si sono superati. Korver in proporzione è ancora più scandaloso, un giocatore completamente inutile...
Sto finendo per convincermene anch'io.
Citazione Leonardo Ancilli:
In realta' anche Noah non ha potuto far molto quando ci ha provato.
Per il resto sono d'accordo, anche se spero di sbagliarmi.
Miami è stata costruita per vincere e da subito.
Hanno 2 dei 5 giocatori più forti del pianeta (oggi forse sono 1 e 2) e Bosh che è un ottimo complemento per loro, non è una sorpresa che adesso sono arrivati ad un passo dalle Finals con serie possibilità di titolo.
E' invece una grande sorpresa Chicago su cui nessuno avrebbe scommesso un euro se ad ottobre o anche a marzo inoltrato li avessero pronosticati in lotta aperta per andare in finale.
Dall'altra parte tifo per OKC però se c'è una squadra che ha le armi per battere quegli sbruffoni di South Beach questa è Dallas e quindi vado per Jason & Dirk tutta la vita con la speranza che chiudano la serie in 5 partite e rimangano a rilassarsi per le finali.
E' vero. Non per nulla erano sin dall'inizio i favoriti dei bookmakers.
Nonostante ci fossero diverse fonti di incertezza sull'efficacia della squadra gia' dal primo anno, nonostante nel corso della stagione siano stati individuati piu' o meno fondati punti deboli, la sensazione e' sempre stata quella che qualsiasi risultato che non fosse la vittoria finale sarebbe stato visto come una figuraccia.
Visione esagerata secondo me, ma credo proprio che sarebbe andata (o andra'?
Anch'io tifero' per Dallas se dovesse passare in finale, per vedere premiate con un anello le carriere di Dirk e Kidd, piu' che per vedere "fallire" gli amigos per i quali in realta' non provo antipatia.
Chicago quest'estate era vista come un ottimo progetto, io ero tra quelli che pensavano che sarebbe stata la scelta migliore per LBJ. Alla fine hanno dovuto ripiegare su Boozer e l'entusiasmo e' un po' scemato, ma trovando in Rose l'MVP della stagione hanno potuto giocare al meglio le loro carte. La serie e' ancora lunga, con buona pace del mio pessimismo.
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