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Approfondimenti
Siamo arrivati ad aprile con pochi "dogmi" ma che credevamo molto solidi, il trio Lakers, Celtics, Heat come contender dichiarate sin da ottobre, a cui strada facendo si erano aggiunti i ritrovati Spurs in virtù di 4 mesi e mezzo di stagione regolare quasi perfetta. Il titolo difficilmente sarebbe uscito da questo quartetto. Dopo poco più di due settimane dei playoff, un vero e proprio "tsunami" sembra aver travolto tutti quei dogmi, San Antonio già eliminata, Celtics e Lakers con un piede fuori dalle finali di confernce e i soli Miami Heat a rispettare i pronostici di inizio stagione.
L'NBA sembra travolta dal "nuovo che avanza" nomi nuovi e squadre nuove reclamano ruoli da protagonisti per il presente e per il futuro, in barba allo status di squadre come Boston, San Antonio Orlando e Los Angeles Lakers che hanno monopolizzato le finali degli ultimi anni. E' una generazione spavalda e a tratti irriverente, che porta la faccia di gente come Zach Randolph, bistrattato da mezza NBA, di nuovi fenomeni assoluti come Derrick Rose e Kevin Durant, oppure di gente bollata come "finita" come Joe Johnson, Jason Kidd e Dirk Nowitzki, oltre che al trio di Miami, osannato la scorsa estate, e bistrattato per tutta la stagione regolare.
Il fattore campo non sembra essere poi così determinante, due upset al primo turno, e al secondo turno su otto gare giocate il fattore campo è saltato già in metà delle occasioni, con Dallas che per ben due volte ha vinto fuori casa. Partiamo da est, mentre Superman è già a casa a meditare sul suo futuro ad Orlando o altrove, al suo posto a sfidare i Bulls ci sono i "controversi" Atlanta Hawks, che privi peraltro del loro play titolare hanno già sbancato gara 1 contro i Bulls del duo di "Award" Derrick Rose / Tom Thibodeau. Atlanta è la squadra forse più difficile da pronosticare, abbonda di atletismo ma si affida pochissimo al gioco in contropiede, preferendo così esporsi meno alle transizioni, risultando così una squadra difensivamente ostica. Joe Johnson negli ultimi anni ha fatto più notizia per i suoi contrattoni che per il suo rendimento, che però è spesso altissimo al pari di altri nomi antisonanti e molto più cool, e che l'ex Celtics tende sinistramente ad alzare nei finali scottanti. Continuo a credere che i Bulls pur sudando si porteranno via questa serie, ma nella squadra di Thibodeau non tutto gira alla perfezione, come si era già visto nel primo turno contro Indiana, e se Carlos Boozer continua ad essere così poco incisivo in attacco, potrebbero esserci problemi enormi.
Due parole veloci sulle squadre eliminate da Bulls e Hawks, i Pacers secondo me escono bene da questi playoff, hanno dimostrato grinta da vendere, e tanto talento in erba, considerando che l'estate porterà un nuovo coach, e che il cap potrà permettere un mercato molto aggressivo Indiana è da considerarsi a tutti gli effetti una squadra in crescita. Ad Orlando siamo all'opposto, probabilmente la sconfitta con Atlanta segna un punto di non ritorno, situazione paradossale per la squadra che ospita il lungo più dominante della lega, circondato dal "nulla tecnico", il problema è che forse Howard andrà via e rimarrà il "nulla tecnico" di contorno a cifre esorbitanti che opprimeranno per anni il cap dei Magic.
La serie tra Miami e Boston, al momento è l'unica in cui il fattore campo non è saltato, due vittorie nette di Miami, con i Celtics che sembrano costretti alle corde, da un divario atletico veramente grande. Lecito aspettarsi una botta di orgoglio dei Celtics, ma per quanto si è visto nelle prime due gare pensare che i Celtics possano ribaltare questa serie appare utupia pura.
I playoff dell'Ovest invece possiamo definirli con il più classico dei francesismi, ossia "un gran casino". Siamo prossimi ad uno scenario imprevisto da tutti, ossia che le prime due squadre della stagione regolare della Western Confernce, non arrivino in finale di conference. Gli Spurs sono già in vacanza dopo la netta sconfitta contro gli arrembanti Grizzlies. Per San Antonio è stato probabilmente il canto del cigno, Duncan è ormai lontano parente del giocatore più forte dello scorso decennio, e i problemi fisici di Ginobili, hanno forse solo accellerato l'uscita di scena di un gruppo che comunque ha scritto pagine memorabili di questo Sport. A San Antonio a mio parere è mancato un Tony Parker di livello, ovvio che dopo la finale del 2007 in cui Tony vinse l'MVP, a San Antonio un po tutti pensavano che Tony prendesse in mano la squadra con il declino di Duncan e di Ginobili, ma non è stato così, Tony ha continuato a giocare ad alto livello, non diventando però quel leader in campo di cui avrebbero un disperato bisogno degli Spurs. Inoltre la coperta è rimasta un po corta sotto le plance, dove il trio Blair, Splitter McDyess ha dimostrato di non poter essere un complemento valido per Duncan in una squadra da titolo.
I Lakers un po a sospresa sono con un piede in vacanza, il primo turno con New Orleans aveva evidenziato qualche problema, ma in pochi se ne erano preoccupati, poi è arrivato il ciclone Dallas con un 1-2 da cui molto difficilmente la squadra di Phil Jackson potra rialzarsi. Kobe nelle prime due gare della serie contro Dallas, ha scelto di mettersi in proprio, tanti tiri, tante forzature e il resto della squadra totalmente ignorato (3 assist in due partite a fronte di quasi 50 tiri tentati) con un Gasol lontano parente di quello che fu il vero fattore di gara sette della scorsa finale, di un Odom troppo nervoso, e del solito Bynum che si fa sentire a rimbalzo e in attacco ma che in difesa soprattutto nei giochi a due, è una autentica palla al piede. Associamo pure che il resto del Lakers, non ha lsaciato traccia di se, a parte un Artest che si è fatto squalificare per il più stupido dei falli nel finale di gara due a partita abbondantemente decisa. Se di fronte ai Lakers ci fosse stata un'altra squadra, avrei dato per quasi certa l'eliminazione (nella storia NBA solo in tre casi, la squadra che aveva vinto le prime due in trasferta ha poi perso la serie), di fronte c'è pèerò Dallas, squadra che se c'è da inventarsi un modo per complicarsi la vita, ci riesce al meglio, però penso che a Dallas con la rocambolesca sconfitta in rimonta a Portland abbiano già toccato il fondo, e siano su un livello di attenzione che non gli farà fare gli sbalzi umorali collettivi di cui sono stati maestri in passato, d'altronde è una squadra esperta e in la negli anni che sa benissimo che questa potrebbe anche essere l'ultima occasione di giocarsi il titolo.
L'ultima semifinale di conference in corso vede di fronte "il nuovo che avanza", da una parte i super sorprendenti Memphis Grizzlies che giova ricordare sono sempre privi del loro esterno più talentuoso Rudy Gay e dall'altra la squadra che secondo me è quella con più futuro sul medio e sul lungo termine, ossia gli Oklahoma City Thunder. Se per i Thunder la somma di talento e la parsimonia con cui si è costruito un roster funzionale e di grande qualità il secondo turno era in programma da tempo, non si può dire altrettanto dei Memphis Grizzlies, squadra che a metà marzo era nei fanghi dell'Ovest e non si capiva se erano più interessati a fare i playoff per strappare la prima vittoria di sempre nella post season, oppure se era meglio un altro viaggio in lotteria. E invece Memphis non solo è andata ai playoff, non solo vinto la sua prima gara e la sua prima serie della storia, ma è andata pure a vincere in gara 1 a Oklahoma City, grazie al "Pierino la peste" dell'NBA, quello Zach Randolph rigettato da Portland, passato per New York dove in coppia con Eddy Curry formava una coppia potenzialmente forte ma schiava dei suoi contratti, passato per i Clippers e atterrato a Memphis dove guardando oltre il suo stipendio si sono finalmente accorti che a disposizione c'era un da doppia 20-10 fisso facile facile, che in attacco ha pochi rivali nel gioco in post medio e in post basso.
Zach a Memphis ci ha messo del suo limando gli eccessi che lo avevano contraddistinto nelle precedenti fermate, grazie però anche all'ottimo lavoro fatto da coach Hollins, che è riuscito a trasmettere ai suoi ragazzi che senza difesa non si va da nessuna parte, concetto chiaro a tutti, ma difficilissimo da far sposare a roster NBA pieni zeppi di gente viziata che di spremersi in difesa ne vuol sentire parlare il giusto. E in questo contesto la punta dell'iceberg è il nostro ex Tony Allen, arrivato a Memphis con il dovuto scetticismo e che a stagione in corso invece è stato preferito al talentuoso ma indisciplinato OJ Mayo, mossa che secondo me è stato lo spartiacque della stagione dei Grizzlies, perchè con quella mossa, Hollins ha dato un chiaro segnale a tutti, ossia che il semplice talento non bastava per avere spazio, serviva di più, serviva lo sposare la tesi difensiva del suo coach. Ora però anche Mmphis va pesata, è ovvio che giocano mentalmente "leggeri" senza pressione addosso, con la spensieratezza di chi si gode il momento, ma da gara tre in poi la teoria "beh ci abbiamo provato" non reggerà più e anche loro dovranno iniziare a convivere con l'obbligo di vincere, cosa che potrebbe non essere semplicissima.





Commenti
Aspettando gara 3 delle semifinali di Conference ...
Per i Magic il fallimento dello scambio di dicembre, di un Arenas giocatore mezzo finito, dello stile di gioco di coach Van Gundy incapace di sfruttare un Howard dominante: ciclo finito per "the master of panic"?
A ovest gli Spurs fuori sono una sorpresa, considerata la splendida RS disputata e la solidità ed esperienza dell'ambiente: voi che ancora sentite Tranquillo in commento, lo aveva previsto, oppure l'ammirazione sconfinata per il "sistema Spurs" non contemplava questa possibilità? In ogni caso mi pare che la ricostruzione potrebbe essere difficile, considerato che Duncan è insostituibile.
Denver ha dimostrato, invece, di non essere lontana da un possibile salto di qualità tipo OKC, ma deve liberarsi di qualche giocatore ancora poco utile (tipo Martin) e trovare ancora qualcosa di meglio tra mercato e scelte per una squadra futuribile.
Anche NO e Portland non sono dispiaciute e possono trarre dall'eliminazione buoni auspici per la prossima stagione - se ci fosse - sperando che la salute li assista.
Ovvio che il secondo turno sia in bilico con i lakers sorprendentemente e meritatamente sotto: gara3 è decisiva, come per noi del resto, ma ci sarà il kobe contro tutti o Gasol tornerà quello dell'anno scorso?
Sono terrorizzato da una finale di conference Miami-Atlanta e poi da un Miami-Dallas per il titolo: in ottica lock out come potremmo sopportare un LeBron campione per un anno e mezzo?
Alzi la mano che si aspettava di trovare, dopo appena un turno di PO,Orlando e San Antonio già a casa e le finaliste dello scorso campionato, con un piede nella fossa.
Per due di queste, Celtics e Spurs, credo che esista un denominatore comune.Quello del'età avanzata e degli acciacchi in serie, che ne hanno limitato le capacità sul parquet.Gli Spurs sono al capolinea di un magnifico decennio da dominatori.Con un Tim Duncan che è apparso il lontanissimo parente di quel giocatore dominante, che tutti noi eravamo abituati a vedere.Qui si tratta di ricostruire , proprio partendo dal giamaicano e dal suo contratto, che proprio leggerino non è.Sui Cletics, il dscorso è leggermente differente, solo perchè il campo non ha espresso il verdetto definitivo.Ma, malgrado le speranze che tutti noi nutriamo, la differenza di forza fisica e di tenuta atletica, con gli Heat, è apparsa ai più ,evidente.
Riguardo ai Lakers, credo che qui subentri anche una certa forma di appagamento.Tre finali consecutive e una gestione dello spoglaitoio, non sempre ottimale da parte del coach zen , stanno facendo il resto.Troppi musi lunghi tra i gialloviola.E troppe giocate individuali, senza costrutto.Delle quali Kobe, rimane il principe incontrastato.Vedo davvero difficile il fatto che Dallas, malgrado le sue proverbiali paturnie,si suicidi regalando la serie ai Lacustri.
Per le altre, complimenti davvero a Coach Hollins,che sacrificando talento alla difesa,ha saputo trasformare i Grizzlies da agnello sacrificale, a macchina da guerra.Ora la domanda è:sapranno reggere la tensione e capire che si fa sul serio, o si sentiranno appagati?
La mia finale, a meno di sconvolgimenti incredibili,e di speranze ripsote nei nostri Celtics, è Thunder-Miami.E forse, aldilà del tifo,è giusto così.Ogni tanto, una ventata di novità, è necessaria.
Cal
Beh..Michele.Io personalmente sopporterei meglio un Lebron campione, che in fondo un titolo lo merita, piuttosto che sentire il "bistecca" pavoneggiarsi per il suo sesto titolo.No, quello proprio non lo reggerei
Cal
Non sarebbe neanche male - se proprio noi non dovessimo esserci - un altro pezzetto di cuore celtico: quello di Tom Thibodeau e dei suoi Chicago Bulls, con la loro difesa ed il loro fattore campo...
Foto che si commenta da sola :
non sono d'accordo! noi ci dobbiamo riprendere, e se manteniamo un po' più di costanza e non subiamo parziali, possiamo vincere! prendetemi per pazzo, ma io amo questi ragazzi, e ci credo!
PS: Sarà che sono di parte (vedasi avatar soprastante), ma con quel vecchiotto della foto in campo sarei molto più tranquillo...
La differenza tra noi e loro e' questa:
Perche' tifi Lakers? Beh Kobe (20/25 anni fa la risposta era Magic) e' il migliore, poi vincono...
Perche' tifi Celtics? E' uno stile di vita.
tra l'altro pensa il peggioramento di stile e classe che hanno avuto da Magic a Kobe. Se non altro dire che tifavano per loro per Magic suonava ancora in maniera verosimile.
Cal
Noi dai Giancleto Kobe e Magic non li puoi mettere insieme, appena si può dire pratichino lo stesso sport, Magic, era il più clamoroso direttore di orchestra mai visto su un campo di gioco, vedeva l'uomo libero dietro la testa e la sua testa pensava prima alla squadra che a se stesso, Kobe è l'emblema del solista a cui importa più dei risultati personali che della squadra, e quando alza la manina con 5 dita alzate farebbe bene a ricordarsi che tre li dovrebbe piegare e mezzo o metterci una scrittina "per gentile cortesia del MDE".
L'altra sera ho sentito Buffa che parlando di Kobe diceva "forse il più grande di sempre", io Federico lo venero, ma quando ha queste uscite ti fa cadere le braccia.
Quoto in pieno Leo.Vorrei ricordare , inoltre che Magic Johnson è stato uno dei pochissimi che sono riusciti, dopo aver vinto una finale NCAA, a vincere da Rookie una finale NBA e fregiarsi del titolo di MVP.In quell'anno, l'80, in gara 6 contro i Sixers,realizza un'impresa leggendaria, giocando da centro al posto dell'infortunato Kareem e sfornando una prestazione monstre da 42 punti e 15 rimbalzi.E'stato per tre anni, miglior marcatore dei Lakers,due volte il miglior rimbalzista e per tre volte MVP della lega.
Giocatore totale se ce ne uno.Paragonarloo ad uno che gioca prima per se stesso, poi per se stesso e infine per Kobe, mi suona un pò blasfemo
Su Buffa cosa dire...l'avvocato, con queste affermazioni mi preoccupa...non vorrei che, segretamente , abbia cominciato delle preoccupanti frequentazioni con Bagatta.
ps.Non voglio arrivare agli anni di Russell, Chamberlain e compagnia cantante..ma se Kobe è stato il più grande di sempre,uno come Tim Duncan, per restare agli ultimi 10 anni dove lo lasciamo?
Cal
Beh, Giancleto..credo che se tu rivolgessi la stessa domanda, a molti dei tifosi Celtics più "attempatelli", quelli che hanno avuto la fortuna di vivere quei meravigliosi anni 80, ti risponderebbero "perchè c'era Larry"
Cal
Citazione calabrone66:
Non sono d'accordo, perche' tifare Celtics significa tifare qualcosa che va aldila' del singolo e spesso addirittura del gioco stesso. Larry ha ovviamente scaldato il cuore e portato a tifare Celtics moltissime persone, ma poi sopravvivi agli anni 90-2007 perche' sei sempre stato un Celtics, perche' tifi qualcosa che e' diverso dal resto del mondo e non si identifica in un giocatore ma in uno stile di vita.
Sono riusciti a farlo persino quando vincevano
Cal
Sopravvivi perchè, se sei un tifoso vero,quello che va aldilà dei risultati,lo fai.Ti faccio un paragone calcistico.Sono tifoso del Milan, praticamente da quando sono nato.E ho continuato a tifare anche quando si era in B e si perdeva in casa con la Cavese
Cal
Chicago vince e mette le cose a posto, oggettivamente è difficile pensare che gli Hawks possano battere i Bulls in una serie al meglio delle 7. Dando per persi i Lakers (per carità, non è ancora detta l'ultima parola, ma mi pare che nella storia nessuno sia mai rientrato da uno 0-3) e con tutto il rispetto per Dallas/OKC/Memphis, la vera finale potrebbe essere la finale di conference dell'est
Lo stanno gà facendo Angelo..e divertentissimo girare tra i vari siti.Per adesso, dovendo fare una statistica, i più ricoperti di sterco sono Fisher e Gasol
Cal
Cal
Momento strano di simbiosi: io riguardando i Torelli mi son proprio detto che vincono perché, quando tutti di buttano su Rose, Deng si è incarnato o transumanato in un Pierce giovane e già difensivo come è diventato solo da "vecchio"
e Jeff Teague è sul mio taccuino con Tommasiano "doppio circoletto rosso"
Ieri Gasol era il miglior lungo della lega, oggi è un rottame mollaccione da sbolognare al primo offerente.
Viva la coerenza!
Non sottovaluterei Dallas in ottica finale sia contro Miami che contro chiunque altro (noi compresi, sì perchè io ancora ci credo e in modo convincente non per scaramanzia) perchè sono messi meglio di tutti in regia con Kidd e il suo vice Barea, hanno un fuoriclasse in Dirk che quest'anno sembra tale anche nei momenti decisivi, hanno in Terry forse il miglior sesto uomo in uscita dal pino ed hanno trovato in Peja (ennesimo capolavoro in negativo della coppia Colangelo/Gherardini) diversi punti dalla panchina e poi sotto canestro sono solidi ed intimidatori e sopratutto hanno atletismo e possono infastidire la coppia Wade/James, nel senso di limitare le loro penetrazioni e il loro contropiede, là dove noi non riusciamo per età avanzata dei nostri e assenza di Shaq.
Poi ci sarebbe anche Stevenson, quello dell'Overrated a James, che nel contesto di Dallas potrebbe avere il sangue agli occhi alla vista dell'odiato Lebron.
Insomma io li vedo messi benino nell'eventuale finale contro Miami e molto meglio se dovessero affrontare i Bulls mentre contro di noi, eventualmente, ne riparleremo, adesso pensiamo a gara 3.
Se ti riferisci a me leggi meglio perchè ho scritto "Non sottovaluterei Dallas in ottica finale sia contro Miami che contro chiunque altro (noi compresi, sì perchè io ancora ci credo e in modo convincente non per scaramanzia)"...e anche "Insomma io li vedo messi benino nell'eventuale finale contro Miami e molto meglio se dovessero affrontare i Bulls mentre contro di noi, eventualmente, ne riparleremo, adesso pensiamo a gara 3."
In questo sito credo di essere quello che ci crede più di tutti e non da oggi.
Potrebbe sembrare un discorso incoerente, ma se si analizza il tipo di giocatore la verità è proprio quella...
Se Gasol ci mette dell'energia, viste le doti tecniche che ha, è un lungo quasi immarcabile... quasi... lo ripeto... quasi...
Se gioca in formato Gasoft, annulla se stesso senza bisogno di aiuti esterni.
E' un giocatore che passa da zero a cento, e poi da cento a zero, in un amen... Avete notato che durante la RS i periodi buoni loro coincidevano con i momenti di forma dello spagnolo?
Il principale problema dei losangelini ora è lui, poche storie.
Sta notte la squadra ha girato bene, tutti tranne lui, e hanno perso.
Va bene il suicidio di concedere così tanti tiri da fuori (ma lo facciamo anche noi), però senza lo spagnolo in forma loro perdono l'unico altro vero giocatore di talento oltre al bistecca e forse Odom... che però fa dell'incostanza la sua bandiera.
Non a caso Phil Jackson ha continuato a stare addosso a Pau come un ossesso tutta la partita.
Citazione calabrone66:
Sono completamente d'accordo.
"Sbavavo" per Magic, nonostante tifassi per Boston.
[/OT]
Citazione Rajon Rondo:
Ho le medesime opinioni.
Aggiungerei, tuttavia, che Odom è secondo me più importante per il Lakers di quello che sembra.
Quanto a Grizzlies e Thunders, ho potuto vedere l'ultima partita e sono d'accordo con quanti hanno posto l'accento sulla ottima difesa operata da Allen su Durant, il quale non avevo mai visto prima così tanto messo in soggezione da un difensore.
Va peraltro detto che non ho visto moltissime partite di Oklahoma della stagione regolare, come, forse, ho avuto modo di vedere soltanto due, tre di Memphis prima dei play off (una, due senza e una con Allen).
Devo fare un discorso diverso riguardo a Chicago.
Durante gli anni Novanta era chiara la supremazia di quella squadra, nonostante mi dispiacesse ammetterlo per via della insofferenza che provavo nei confronti di Jordan, che, comunque, è la bella copia di K. Bryant, sotto tutti i profili.
Oggi, benché nel roster possano esservi uno o più elementi per qualche ragione fastidiosi, non posso negare le grandi simpatia e riconoscenza che nutro nei confronti di Thibodeau; a Thibo affianco pure Rose e Deng, i quali mi piacciono (per adesso) non soltanto per ragioni tecniche.
Infine Dallas.
Ottima squadra con ottimi elementi.
Penso che per tutti sarà dura sconfiggerli in una serie al meglio dei sette confronti.
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