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Approfondimenti
Poteva la redazione di IAAC esimersi dall'assegnare i propri Oscar? Certo che no! Ed allora ecco riunite le menti (o quello che ne resta) pensanti (ma solo a volte) dei vostri redattori di fiducia e le loro risposte! MVP, Rookie of The Year, MIP, Miglior Sesto Uomo, Miglior Difensore, Coach dell'Anno, Miglior GM, Miglior Quintetto Assoluto e Miglior Quintetto Difensivo: solo per voi, i prestigiosi IAAC AWARDS.
MVP
Edoardo Degli Esposti: Derrick Rose. 25.1 punti, 7.9 assist e 4.2 rimbalzi. A completamento delle cifre una dimostrazione di leadership grandiosa e una crescita di personalita' che hanno portato i Bulls al primo posto ad Est sfiorando il primo assoluto.
Giancleto Sabucci: Derrick Rose. E chi se no? La promessa si e' trasformata in realtà', mostrando tutto il suo talento. Manca la consacrazione nei
playoff ma Rose ha dimostrato di avere un talento assoluto e di saper guidare con autorità' una squadra che in questa Season ha lasciato il segno.
Michele Pulcini: Derrick Rose. Il migliore giocatore della migliore squadra, spesso decisivo, cresciuto rispetto al passato, riesce a unire esplosività fisica a tecnica di assoluto livello. Da rivedere alla prova dei playoffs, ma se hanno premiato James in passato, perchè non lui quest'anno?
Luca Caramelli (Greenpride): Derrick Rose. Ha rappresentato la sintesi tra un giocatore individualmente eccezionale integrato in un collettivo votato alla difesa e al sacrificio. Complimenti!
Fabio Anderle: Derrick Rose. Thibodeau gli cuce la squadra addosso, lui si prende tutte le responsabilita' e la guida al miglior record ad Est, anche approfittando delle disgrazie dei Celtics. Ho ancora qualche dubbio sulla sua "tenuta mentale", ma in questa regular season e' stato davvero fantascientifico. E a 22 anni non e' poco.
Leonardo Ancilli: Derrick Rose. E sono contento, l'NBA aveva bisogno di un MVP un po timido alla Duncan, che non straparlasse ad ogni intervista e mostrasse i muscoli a mo' di scimmia urlatrice dopo ogni schiacciata.
Samuele Parolin: Derrick Rose. Non vedo alternative per costanza di rendimento, leadership, assunzione di responsabilità nei momenti "caldi" ed approccio generale alla partita. Se poi ci aggiungiamo il fatto che gioca nella squadra con il miglior record della Eastern Conference, e molta della colpa è sua, credo che il pacchetto sia completo.
Angelo Merendi: Derrick Rose. Mi unisco al plebiscito ma è l'uomo guida della squadra più sorprendente del torneo, le sue cifre sono letteralmente esplose rispetto all' anno scorso e a tratti dà la sensazione di essere inarrestabile.
Giuseppe Aguzzoni: Derrick Rose. Forse il giocatore che ha dimostrato maggiore incisività e personalità senza aver bisogno di proclami o dichiarazioni polemiche fuori luogo. Consapevole e in continuo sviluppo.
AND THE WINNER IS: DERRICK ROSE (9 preferenze)
Rookie of The Year
Edoardo degli Esposti: Blake Griffin. 22.4 punti e 12.1 rimbalzi di media, sono cifre sbalorditive per un primo anno. Mi ha colpito la personalita' e la totale mancanza di rispetto reverenziale per i colleghi piu' rinomati. Certo e' stato pompato a dovere dalla stampa e forse un po' ha patito le prime pagine, ma un giovane con impatto del genere nella lega e' difficile trovarlo.
Giancleto Sabucci: Blake Griffin. Non ci sono alternative al ragazzo dei Clippers. Ad inizio anno si aveva qualche dubbio su un suo debutto
convincente dopo un anno di stop ma Griffin ha risposto alla grande. Menzione speciale per Jordan Crawford, che da quando e' passato ai Wizards sta mostrando tutto il suo talento.
Michele Pulcini: Blake Griffin. Mentre Wall si è intristito insieme ai suoi Wizards, Griffin è riuscito comunque a eccellere ed eletrizzare anche senza troppe vittorie della sua squadra, dimostrando con le sue doti di passatore di non essere solo un giocatore fisico.
Luca Caramelli: Blake Griffin. Non è stato un grande anno per i rookies e quindi la scelta è quasi obbligata ad un rookie "tardivo", visto che era stato scelto nel draft 2009 ma per infortunio ha saltato interamente la stagione 2009/2010 e quindi ha esordito quest'anno, i 22 punti e 12 rimbalzi a partita dimostrano l'esplosività di Griffin, ma dovrà ancora crescere nel gioco di squadra.
Fabio Anderle: Blake Griffin. Dopo l'anno passato a curare l'infortunio si è presentato convinto e cattivo, ed ha dimostrato di avere le carte in regola per diventare una delle grandi ali del futuro NBA. E considerata la giovane età , anche per lui - come per Rose - "the sky is the limit".
Leonardo Ancilli: Blake Griffin. Non ha avuto concorrenza perche' in definitiva John Wall ha pure deluso non poco le attese, però Griffin è andato oltre, atletismo super, tecnica di prim'ordine, e sembra pure capace di una leadership silenziosa ma positiva. Ora restano da raddrizzare il resto dei Clippers, ma Blake è l'uomo giusto per tirarli fuori dal fango. Me li gioco ai playoff dalla prossima stagione.
Samuele Parolin: Blake Griffin. E verrebbe da aggiungere che il secondo arriva quinto...anche se Landry Fields merita una menzione d'onore.
Angelo Merendi: Blake Griffin. La competizione non inizia nemmeno: classe ed atletismo da fenomeno. Più facile fare la primadonna ai Clippers che ritagliarsi uno spazio a gomitate in un top team, ma le lunghezze di vantaggio sul secondo sono davvero tante.
Giuseppe Aguzzoni: Blake Griffin. Scontato quanto giusto, macchina da spettacolo NBA se ne esiste una, ci ha fatto saltare sulla sedia per le sue giocate spettacolari. Fisicamente impressionante. Ma quand'è che ad LA si accorgeranno che non sono poi così lontani dall'avere una squadra da playoff?AND THE WINNER IS: BLAKE GRIFFIN (9 preferenze)
MIP
Edoardo Degli Esposti: Kevin Love. Anche le cifre ci potrebbero dire parecchio, ma e' la predisposizione mentale al gioco la vera chiave del ragazzo. Con doti atletiche inferiori a Griffin supplisce con senso della posizione e capacita' di capire lo svolgimento del gioco, il tutto assistito da un carattere da guerriero. Tipo da filosofia celtica.
Giancleto Sabucci: Kevin Love. Nonostante giochi in una squadra di terza fascia, Love ha compiuto miglioramenti incredibili. Il record di doppie doppie testimonia come il ragazzo sappia fare piu' cose e tutte molto bene.
Michele Pulcini: Kevin Love. Difficile una scelta diversa da chi ha battuto il record di doppie doppie consecutive di Malone, mostrando anche una
mano non indifferente da tre punti.
Luca Caramelli: Kevin Love. Di misura su Russell Westbrook, scelta difficile, la preferenza va a Love perché ha predicato nel deserto ed ha avuto una costanza di rendimento eccezionale, il record di doppie doppie è un dimostrazione di costanza e capacità, e poi non so perché ma è di quelli che sembra avere un DNA celtico...
Fabio Anderle: Kevin Love. Leonardo è testimone, su di lui avevo qualche dubbio. Troppo basso e troppo lento per dominare sotto canestro, pensavo. Ed invece Kevin è migliorato in maniera esponenziale, facendomi fare la figuraccia. Ma non gliene voglio, anzi, vedere un atleta con quei fondamentali per un tifoso di Kevin McHale è poesia pura. Deve ancora dimostrare di poter giocare così anche quando le partite contano davvero, ma per ora non gli si può chiedere oggettivamente di più.
Leonardo Ancilli: Kevin Love. Senza dubbio, la raffica di doppie doppie è roba storica, va a rimbalzo come un ossesso senza saltare molto più della gazzetta da terra. Un talento sprecato per il freddo Minnesota, serve qualcuno che gli faccia capire che aspettare 12 anni lassù come Garnett prima di andare a Boston non sarebbe la scelta più felice del mondo.
Samuele Parolin: Kevin Love. Il record di "doppie doppie" farebbe pensare al classico giocatore di una squadra scarsa che non trova niente di meglio che specchiarsi nelle statistiche; invece lo vedi in campo e capisci quanto concreto e funzionale ai compagni sia il suo gioco. L'unica alternativa a Love per questo premio viene dall'ottimo Serge Ibaka.
Angelo Merendi: Russell Westbrook. Kevin Love sta facendo sfracelli, ma preferisco premiare Westbrook, "seconda colonna" di una squadra che può validamente dire la sua ai playoffs, rispetto al pur stratosferico ex UCLA, che ha il "vantaggio" di essere l'unico punto di riferimento nella peggior squadra della lega. Alla vigilia del tipoff e fino a Natale avrei puntato su Hibbert, calato però vistosamente alla distanza.
Giuseppe Aguzzoni: Kyle Lowry. So che probabilmente lo meriterebbe Kevin Love, però sono rimasto impressionato dalla leadership che questo ragazzo ha dimostrato a Houston prendendosi tiri importanti e non facendo rimpiangere il partente Aaron Brooks finito ai Suns.AND THE WINNER IS: KEVIN LOVE (7 preferenze)
Miglior Sesto Uomo
Edoardo degli Esposti: Glen Davis. Le cifre anche qui potrebbero bastare, ma e' sorprendente la sua costanza, sempre pronto quando entra, sta progressivamente eliminando gli errori del passato, migliorato anche in fase difensiva ed in attacco si sta rivelando anche buon passatore. Il tutto condito da grande aggressivita' sui due lati del campo.
Giancleto Sabucci: Lamar Odom. Forse mi beccherò' qualche fischio, ma il ragazzo e' giocatore straordinario in grado di dare un contributo immenso alla causa dei Lakers. In ogni parziale dei gialloviola lui e' in campo, nessuna squadra può' permettersi un simile lusso in uscita dalla panchina. Punti,
rimbalzi, visione di gioco, difesa, in poche parole il miglior sesto uomo della Lega.
Michele Pulcini: Lamar Odom. Il barometro della sua squadra che difficilmente vince se lui gioca male: senza strafare può andare in doppia doppia, smazzare assist e colpire da tre ed è in azione da questa estate ai mondiali!
Luca Caramelli: Glen Davis. E' il migliore perché oltre ad apportare tanta sostanza in difesa, gioca 30 minuti medi ed in due posizioni, supplendo a infortuni e traversie varie con 12 punti e 6 rimbalzi, non esiste una statistica apposita ma penso che sia anche il giocatore che ha subito più sfondamenti. Vince la concorrenza con Odom per 2 motivi, il primo è per la maglia che Big Baby indossa, la seconda perché Odom per più di metà delle partite è partito in quintetto mentre Davis solo 11 volte nonotante gli infortuni, giocando effettivamente il ruolo di sesto uomo.
Fabio Anderle: Glen Davis. Lo so, sono di parte, e del resto siamo su IAAC e posso permettermelo. Però un premio se lo merita, dopo aver vinto quello di atleta più sciocco dell'NBA l'anno scorso: saltò 27 partite dopo essersi fratturato un pollice durante un alterco con un amico (!) in macchina (!!). Ma quest'anno si è abbondantemente rifatto, dimostrandosi uno dei più continui giocatori nella lega e regalando all'anemica panchina dei Celtics l'ossigeno di 12 punti e 6 rimbalzi.
Leonardo Ancilli: Lamar Odom. Ai Lakers succedono cose strane arrivano premi a caso quando non ce ne sono le basi, e immagino che nessuno considererà Lamar per il premio di sesto uomo dell'anno, quando invece è l'uomo che in uscita dal pino cambia più i destini della sua squadra.
Samuele Parolin: Glen Davis. Sono molto indeciso. Ritengo Lamar Odom un lusso che purtroppo solo "quella" squadra può permettersi. Giocatore praticamente capace di coprire cinque ruoli, ha l'unico "difetto", ai fini di questa classifica, di aver giocato titolare parecchie partite. E allora vado con il nostro "Big Baby" Davis che per impatto sull'incontro non gli è certo secondo; miglioratissimo nel jumper, è anche maturato come uomo e possiede una carica emotiva straordinaria. Autentico "salvagente" dei Celtics nella stagione in corso in più di un'occasione, credo che Davis abbia tutto il diritto di aspirare al premio che dovrebbe portare il nome di "Red Auerbach".
Angelo Merendi: Lamar Odom. A malincuore Lamar Odom, "sesto titolare" dei Lakers, decisamente il giocatore più completo e versatile dell'intero panorama NBA. Decisivo quanto Bryant e Gasol nei meccanismi dei gialloviola.
Giuseppe Aguzzoni: James Harden. Giocatore ormai determinante in quel di OKC, Harden è riuscito a rubare minuti a Green fino al punto di organizzare una trade in complicità con i Celtics per sacrificarlo ed arrivare a Perkins.AND THE WINNER IS: Pari merito tra LAMAR ODOM e GLEN DAVIS (4 preferenze ciascuno)
Miglior Difensore
Edoardo Degli Esposti: Kevin Garnett. Pare superfluo, in sintesi e' in forma fisica eccellente ed il resto non e' mai stato luogo di discussione.
Giancleto Sabucci: Kevin Garnett. Gli potrebbero consegnare il premio tutti gli anni ad Ottobre senza colpo ferire. Chiedere in merito a Frye, ![]()
Bargnani e compagnia...
Michele Pulcini: Kevin Garnett. Come scegliere diversamente? Il minutaggio ridotto non produce grossi numeri, ma percentualmente la produzione è quella del 2008 e l'impatto è devastante quando è in campo: decisivo più di Howard.
Luca Caramelli: Kevin Garnett. Chi altri? è il migliore individualmente e comanda la difesa come nessun altro. Intimidatore, trascinatore, volitivo, esempio, praticamente unico.
Fabio Anderle: Dwight Howard. Non mi sta simpaticissimo, Dwight Howard. Nella serie contro Boston si lamentò dei contatti subiti ma allo stesso tempo piazzò "mazzaroccate" a destra e a manca, mentre i soliti cronisti di ESPN dicevano che i Celtics giocavano "sporco" su di lui. Però non si può non riconoscergli di essere cuore ed anima del sistema difensivo di Stan Van Gundy. Garnett un grande difensore, ma non domina (più?) come il centro dei Magic.
Leonardo Ancilli: Kevin Garnett. La sua maglia è biancoverde e porta il numero 5, ovviamente Kevin Garnett. Ma batte di una incollatura un George Hill semplicemente incredibile.
Samuele Parolin: Kevin Garnett. Lui è LA DIFESA, per attitudine, tecnica, intelligenza e sacrificio.
Angelo Merendi: Kevin Garnett. Nenad Krstic...o Kevin Garnett? Facciamo Garnett di un incollatura..
Giuseppe Aguzzoni: Kevin Garnett. Voto lui perchè non è un giocatore ma è una filosofia e i Celtics nascono e muoiono sull'intensità difensiva di quest'uomo.AND THE WINNERI IS: KEVIN GARNETT (8 preferenze)
Coach dell'Anno
Edoardo Degli Esposti: Tom Thibodeau. A parte il primo post ad est sarebbe gia' motivo sufficiente, mi ha impressionato la capacita' di addattarsi subito al ruolo di head coach, facendo sposare la linea difensiva a giocatori come Rose, Boozer e Deng. Il fatto che i giocatori lo abbiamo seguito, la dice lunga anche sulla personalita' ed il carattere dell'ex ministro della difesa.
Giancleto Sabucci: Gregg Popovich. Dati per morti dopo la scorsa stagione, gli Spurs sono tornati ad altissimo livello. Popovich sa amministrare i suoi campioni alla grande e arriva ai playoff con il miglior record della NBA, le scoperte George Hill e Gary Neal sono poi la classifica ciliegina sulla torta.
Michele Pulcini: Tom Thibodeau. Merita il premio per come ha trasformato una squadra buona in una ottima nel modo più difficile, dalla difesa; ha saputo guadagnarsi stima e fiducia dei suoi giocatori partendo dai veterani fino ai giovani.
Luca Caramelli: Tom Thibodeau. Grandissimo impatto come head coach, ha dato la sua impronta alla squadra, e Chicago ha migliorato il rendimento costantemente durante l'anno, dimostrando la qualità del lavoro di Tom, noi celtici non avevamo dubbi avendolo apprezzato per anni.
Fabio Anderle: Tom Thibodeau. Beh, forse pecco un po' di "Celtismo", ma come non applaudire l'operato del nostro ex "associated head coach"? Tutti dicevano che era solo difesa, tutti dicevano che non sapeva trattare con gli atleti, ma lui è andato a Chicago ed ha convinto anche qualche "testa strana" della bontà del suo progetto difensivo. Forse è bastato dire "guardate i Celtics", ma in amore ed in guerra ogni arma è buona. Bravissimo.
Leonardo Ancilli: Tom Thibodeau. Avrei detto Popovich fino ad un mese fa, ma il finale dei Bulls merita un premio. Aver convertito alla causa difensiva gente come Deng (diciamocelo uno dei primi 5 difensori della lega) e persino un Boozer, meriterebbe premi ben più ampi.
Samuele Parolin: Tom Thibodeau. Altro plebiscito per il nostro amato ex Thibodeau. Che fosse un gran "tatticista" lo sapevamo tutti, che fin dall'inizio si dimostrasse pure un incredibile motivatore/comunicatore era invece tutt'altro che scontato. Ottimo lavoro Thibo!
Angelo Merendi: Tom Thibodeau. Non che Popovich, Rivers e Jackson non meritino tutti i complimenti del caso per il solito, splendido lavoro, ma il "nostro" Tom, al primo anno da capo-allenatore ha sorpreso tutti per la naturalezza con cui ha guidato una squadra come i Bulls (talentuosa, d'accordo) fino in cima alla Eastern Conference. Rispettato e seguito dai giocatori, ha saputo portare quella feroce impronta difensiva che i tifosi dei Celtics ben conoscono.
Giuseppe Aguzzoni: Tom Thibodeau. Beh i risultati parlano per lui, i Bulls sono primi ad est sopra ad ogni più rosea immaginazione e il dato è ancor più impressionante se si pensa al salto di qualità rispetto all'anno scorso. Una squadra da primo round trasformata in una contender grazie al mantra difensivo di Thibo, complimenti!AND THE WINNER IS: TOM THIBODEAU (8 preferenze).
Miglior GM
Edoardo Degli Esposti: Sam Presti. Si sara' pure trovato Durant e Westbrook, ma il lavoro fatto per dare un squadra competitiva ai due e' stato davvero ottimo. Con Sefolosha e Perk ha 2 difensori di primo livello nella lega e per eta' una squadra per puo' dominare la lega.
Giancleto Sabucci: Masai Ujiri. Arrivi e ti danno subito la grana Melo da gestire. Ci ricavi in cambio Wilson Chandler, Danilo Gallinari, Raymond Felton e
Timofey Mozgov sacrificando pure Billups per dare spazio al sophomore Lawson. APPLAUSI.
Michele Pulcini: John Paxson. Il coraggio della scelta di un Thibodeau al primo anno da capo allenatore e la scelta di un Boozer costoso, ma utilissimo.
Luca Caramelli: Masai Ujiri. Il nigeriano riesce a capitalizzare al massimo la sicura perdita a luglio di Carmelo Anthony; con un formidabile tira e molla, con l'uscita di rumors ad arte che hanno via via sempre più innervosito New York, fino a far intravedere la possibilità che Melo potesse arrivare dall'altra parte dell'Hudson, ha spogliato New York e creato una squadra con prospettive mantenendo spazio per manovrare sul mercato; geniale.
Fabio Anderle: Masai Ujiri. Per un ragazzino proveniente dalla Nigeria ed approdato ai Denver Nuggets nell'agosto scorso, la gestione dell'affare-Anthony poteva rivelarsi uno stronca-carriera. Ed invece Ujiri lo ha gestito nel migliore dei modi, mantenendo l'umiltà per dichiarare "la trade ci ha uccisi". Ed invece già ora Denver mostra segnali importanti mentre i Knicks arrancano. Bravo Masai.
Leonardo Ancilli: Sam Presti. Doveva essere un premio assegnato di default a Pat Riley dopo l'estate 2010, butto li un po di nomi che al momento lo meritano più del gelatinato: Sam Presti, Masai Ujiri e John Paxson,. Il primo non sbaglia un colpo da anni (dai speriamo che almeno uno lo abbia sbagliato), il secondo capitalizza da un Melo ormai andato via, un capitale assurdo, e invece di affondare entra ai playoff di forza con una squadra futuribile, anziché da ricostruire, il terzo solo per la scelta del coach deve essere nelle nomination. Da non dimenticare i nomi di Rich Cho che sopravvive ad infortuni di ogni tipo e porta via un Gerald Wallace in cambio di nulla, e anche Billy King dei Nets, che dopo la pessima scelta di Favors, rigira la frittata e ci trova un Deron Williams.
Samuele Parolin: Masai Ujiri. Finalmente cede alle "bizze" di Carmelo Anthony e ci guadagna una squadra con un buon presente ed un gran futuro. Sam Presti non sbaglia un colpo nei draft, ma per giudicare la recente trade coi Celtics aspettiamo il responso del campo...
Angelo Merendi: Pat Riley. Vado controcorrente e voto Riley. Possiamo (a ragione) criticare finchè vogliamo le oggettive carenze mostrate dagli Heat quest'anno, ma è pacifico che in un colpo abbia posto le basi per sovvertire gli equilibri della lega e non dimentichiamo che la riserva più affidabile è fuori da 6 mesi. Forse non sarà questo l'anno buono, ma c'è tutto il tempo per ritentare e la base è innegabilmente solida.
Giuseppe Aguzzoni: Sam Presti. Per aver avuto il coraggio di cedere Green ed essersi liberato di Kristic, guadagnandoci in cambio Perkins e Robinson, e per le scelte fatte negli ultimi anni.
AND THE WINNER IS: MASAI UJIRI (4 preferenze).
Miglior Quintetto Assoluto
Edoardo Degli Esposti: Derrick Rose, Kobe Bryant, Kevin Durant, Kevin Garnett, Dwight Howard. D12 nel ruolo non ha rivali, Garnett quest'anno non e' solo difesa, preciso in attacco e passatore incredibile per un "4". Durant e' semplicemente stupendo da vedere anche se ha avuto qualche calo. Rose vedi commento all'MVP. Il mamba e' sempre lui egoista quanto vuoi, odiosi che vi pare ma decisivo sempre. Boccio la coppia di Miami,
perche' guardo oltre le cifre, a parte le difficolta' di amalgama ci vedo un loro limite individuale nei problemi di Miami.
Giancleto Sabucci: Derrick Rose, Kobe Bryant, Lebron James, Amar'e Stoudemire, Dwight Howard. Rose vedi la voce MVP; Bryant anche se gialloviola non si discute, il morso del Mamba e' ancora mortale; James rimane in grado di mettere in piedi una tripla doppia tutte le sere, qualsiasi siano gli avversari o i compagni al suo fianco; Stat ha giocato una stagione al limite della perfezione, tenendo in piedi quasi da solo i Knicks; stesso discorso e forse ancor piu' accentuato per DH12, senza di lui i Magic stenterebbero a vincere 20 partite.
Michele Pulcini: Rajon Rondo, Derrick Rose, Lebron James, Kevin Love, Dwight Howard. Decisivi e trascinatori anche quando le cose vanno male, se mai fossero in campo insieme provate a prendere un rimbalzo contro di loro oppure a negargli il canestro nell'ultimo minuto.
Luca Caramelli: Derrick Rose, Manu Ginobili, Paul Pierce, Tim Duncan, Dwight Howard. Non sono i migliori 5 in ciascun ruolo, ma è, a parer mio, il quintetto meglio integrato nelle 2 fasi ricordando che la palla è una e deve girare fino ad avere il miglior tiro, possibilmente non in isolamento ... poi bisogna anche difendere.
Fabio Anderle: Derrick Rose, Manu Ginobili, Lebron James, Tim Duncan, Dwight Howard.
Leonardo Ancilli: Derrick Rose, Lebron James, Kevin Durant, Kevin Garnett, Dwight Howard. Gli esterni ce li mettiamo per come attaccano, I lunghi per come difendono.
Samuele Parolin: Derrick Rose, Kevin Durant, Paul Pierce, Kevin Love, Dwight Howard. Rondo non ci entra per un pelo, e Pierce scalza Lebron James come "3" non solo per questioni di "fede". Il capitano dei Celtics è stato autore di una stagione molto costante con percentuali di realizzazione impressionanti.
Angelo Merendi: Derrick Rose, Manu Ginobili, Lebron James, Kevin Garnett, Dwight Howard.
Giuseppe Aguzzoni: Derrick Rose, Kobe Bryant, Lebron James, Kevin Durant, Dwight Howard.
AND THE WINNER IS: DERRICK ROSE, LEBRON JAMES, KEVIN DURANT, KEVIN GARNETT, DWIGHT HOWARD.
Miglior Quintetto Difensivo
Edoardo Degli Esposti: Rajon Rondo, Thabo Sefolosha, Ron Artest, Kevin Garnett, Dwight Howard. D12 non puoi non metterlo rimbalzi, stoppate e capacita' di chiudere l'area. KG, che ve lo dico a fare(vediamo se qualcuno indovina il film), e' il difensive player of the year anche se lo daranno all'altro. Rondo come in attacco e' atipico anche in difesa, pero' ha un'agressivita', velocita' e capacita' in allungo che gli permettono di chiudere
ovunque. Lo svizzero mi ha sorpreso vedondolo con i Thunder quest'anno, ottimo sull'uomo ma anche a livello di IQ in decisa crescita. Artest, sara' strano ed altalenante, ma la sera che vuol difendere........beh chiedetelo a Pierce!!!!!!!!!!
Giancleto Sabucci: Chris Paul, Thabo Sefolosha, Luol Deng, Kevin Garnett, Dwight Howard. Paul e Sefolosha sarebbe perfetti l'uno vicino all'altro, lo svizzero quest'anno mi ha veramente impressionato quando ho visto i Thunder in azione. Luol Deng e' il miglior interprete della difesa di Coach Thibodeau che ha portato Chicago ai vertici della NBA. Per Garnett non servono parole e l'accoppiata con Howard chiuderebbe gli spazi in area a qualsiasi avversario (per caso si potrebbe formarla nel 2012 Danny?).
Michele Pulcini: Rajon Rondo, Tony Allen, Thabo Sefolosha, Kevin Garnett, Dwight Howard. E qui esce fuori il tifoso! Capisco che escludere del tutto i giocatori dei Bulls e inserirne due dei Celtics sia forse eccessivo, ma se la mettiamo solo sulla parte difensiva, contro quei cinque non vi sentireste a disagio se foste gli attaccanti?
Luca Caramelli: Rajon Rondo, Russell Westbrook, Luol Deng, Kevin Garnett, Dwight Howard. Nota di merito per Deng, miglioratissimo in difesa, qui rappresenta i Bulls non essendomela sentita di inserire Noah al posto di Howard.
Fabio Anderle: Rajon Rondo, Chris Paul, Lebron James, Kevin Garnett, Dwight Howard.
Leonardo Ancilli: Rajon Rondo, George Hill, Luol Deng, Kevin Garnett, Dwight Howard. I lunghi rimangono gli stessi, George Hill sulle guardie ali alla Kobe Wade Lebron etc etc, è il giocatore che gli entra più sottopelle, difensore incredibile, Rajon in verità ha difeso pure meglio in passato, ma come ladro di palloni e sui rimbalzi lunghi rimane di gran lunga il più forte degli esterni. Deng come detto ha fatto progressi incredibili e qui c'è lo zampino di una nostra vecchia conoscenza.
Samuele Parolin: Rajon Rondo, Tony Allen, Ron Artest, Kevin Garnett, Tyson Chandler. Che ne dite come quintetto di "carogne"?
Angelo Merendi: Rajon Rondo, Chris Paul, Luol Deng, Kevin Garnett, Dwight Howard.
Giuseppe Aguzzoni: George Hill, Thabo Sefolosha, Ron Artest, Kevin Garnett, Dwight Howard.
AND THE WINNER IS: RAJON RONDO, THABO SEFOLOSHA, LUOL DENG, KEVIN GARNETT, DWIGHT HOWARD.





Commenti
Credo che, per i premi più importanti mai come quest'anno la stagione ha parlato chiaro e l'individuazione dei premiati poggia su presupposti di rara oggettività. Per cui i premi a Rose, Griffin, Love e Thibodeau sono da dare, almeno per me, con l'automatico.
Altre categorie, invece, sono più incerte perché incerti sono gli stessi parametri di valutazione.
Sesto uomo: siamo alle solite. Può essere considerato "sesto uomo" uno che esce dalla panca, ma che alla fine ha minutaggio da titolare? Se la risposta è affermativa, difficile trovare giocatore che abbia impatto maggiore di Jason Terry uscendo dalla panchina (e il discorso di Lamar non è molto diverso). In caso di risposta negativa, i giochi si aprono a molti, ma tenderei ad escludere il nostro Big Baby, causa un progressivo calo nella seconda parte della stagione (per lui comunque la migliore da quando gioca nella NBA).
Miglior difensore: anche qui, la questione di fondo: quali parametri? Se si parla di impatto difensivo in termini globali, probabile che il nostro KG resti il faro, al momento difficilmente eguagliabile per intensità, efficacia e carisma. Se sono le stastiche rimbalzi e stoppate allora si va con Howard che, per inciso, tatticamente e tecnicamente è un pessimo difensore ma che, se i parametri sono quelli, minaccia di vincere il premio per almeno altri 7/8 anni. La qual cosa, personalmente, è piuttosto triste ed avvilente. Più o meno è come scegliere tra il lato sostanzioso e quello spettacolare (e talora fine a se stesso) del basket. Secondo voi da che parte pende la NBA?
Miglior quintetto assoluto: direi che l'unica incertezza potrebbe essere sul post "4" assegnato dai più al nostro KG. Non che non lo meriti, anzi. Tuttavia temo che alla fine verrà premiato Stoudmaire, anche se personalmente credo che Nowitzki un minimo di considerazione se la meriti. Inutile notare che, se dessimo il giusto peso alla parte difensiva, questi due rispetto al nostro "5" non avrebbero mai diritto di cittadinanza. E allora, tra creatività e prospettive, vado con Kevin Love. Il resto del quintetto non si tocca (con un pizzico di rammarico per PP). Tuttavia noto come, nonostante la grande stagione, nessuno degli Spurs conquisti allori. Sintomatico dell'atipicità e forza del collettivo che ammanta questa squadra.
Splendida!
Citazione Edoardo:
DONNIE BRASCO!
Complimenti alla redazione, effettivamente quest'anno i 4 premi più importanti sembrano decisi senza discussione, concordo anche io sulla "necessità" per la NBA di avere un MVP come Rose: quando l'ho visto dal vivo a Boston, pur avendo i Bulls perso nettamente, mi ha dato un'impressione di superiorità pazzesca, sempre in grado di controllare il corpo andando al doppio della velocità degli altri.
Invece non sono d'accordo su Rondo miglior difensore tra i play, non basta recuperare palloni per essere il migliore in quel reparto: sulla palla soffre ancora tanto, spesso troppo contro i pari ruolo avversari.
vabbè per essere più precisi donnie brasco
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