LAL sfrutta il fattore campo e...
Partita impressionante quella di San Antonio con i Clippes. ...
di Andrea Del Vanga
G4 2° Round : Philadelphia Vs ...
Ne avevano piu' di noi che non l'abbiamo chiusa al momento g...
di Andrea Del Vanga
G4 2° Round : Philadelphia Vs ...
Quoto in toto ciò che ha scritto Legend. ..E aggiungo che la...
di MalikSealy
LAL sfrutta il fattore campo e...
X Al73: non solo, ci giocano anche i Kings, in piena corsa n...
di MalikSealy
G4 2° Round : Philadelphia Vs ...
Certo, ma se anche una squadra di veterani non riesce a ges...
di Legend
LAL sfrutta il fattore campo e...
Vorrei sottolineare le prestazioni di Chris Paul nella serie...
di MalikSealy
LAL sfrutta il fattore campo e...
Ma lakers e clippers giocano tutti e 2 allo staples? Se si, ...
di al73
G4 2° Round : Philadelphia Vs ...
Consentitemi di avvalorare la mia tesi espressa nel post di ...
di Celtic Blast
G4 2° Round : Philadelphia Vs ...
Ray ha anche messo una tripla da campione, ma non è mai sta...
di Stefano Papa
G4 2° Round : Philadelphia Vs ...
ho rivisto la partita proprio ora ed è vero che tutto è pos...
di Celtic Blast
Approfondimenti
La trade con Oklahoma di fine febbraio e le successive firme dei free agents dopo i buy-out hanno restituito un rooster Celtic profondamente cambiato e, nonostante la partenza dell'unico straniero, il Turco Semih Erden mandato a Cleveland insieme all'altro rookie Luke Harangody, il risultato finale è un roster molto più esotico ed esperto con la presenza di ben 3 "stranieri" con alle spalle una già solida esperienza nella lega. Nenad Krstic è arrivato nell'ambito della clamorosa operazione che ha portato in bianco-verde Jeff Green con la partenza di Nate Robinson e soprattutto di Kendrick Perkins.
Pavlovic ed Arroyo invece sono stati firmati come free-agents per coprire gli ultimi due "slot" liberi dopo la cessione ai Cavs di Harangody e Erden ed a Sacramento di Marquis Daniels; Pavlovic era disponibile sul mercato dopo un contratto di 10 giorni con New Orleans non rinnovato mentre Arroyo ha raggiunto l'accordo per il buy-out con Miami che così facendo ha lasciato uno slot libero per l'arrivo di Mike Bibby.E' già da un paio di settimane che conosciamo ed apprezziamo i 3 nuovi innesti, catapultati in campo fin da subito stante la catena di infortuni che sta colpendo il nostro rooster, ma proviamo a ripassare la loro storia e cosa li ha portati a vestire la casacca dei Celtics.
Nenad Krstic
Come può arrivare a Boston un centro Serbo, con buon tiro dalla media e scarsa predisposizione difensiva a sostituire un totem della difesa celtica dalle caratteristiche totalmente opposte come Perkins? la prima reazione di tutti noi tifosi, a parte lo sconcerto, è stata quella di pensare ad un giocatore con contratto in scadenza che permettesse di effettuare la trade per arrivare a Jeff Green.
Forse non è proprio così e forse l'importanza di Nenad nella "trade dell'anno" è molto più grande di ciò che si può pensare ed in tutto questo un ruolo fondamentale potrebbe averlo avuto il nostro vice allenatore Lawrence Frank; ma andiamo con ordine.
Nenad nasce a Kraljevo il 23 luglio 1983 e già a 18 anni è professionista nelle file del Partizan Belgrado dove vince immediatamente il titolo nazionale e si mette in luce in eurolega dove nonostante la giovane età gioca mediamente 20 minuti per partita con 5 punti e 4 rimbalzi; questo è sufficiente per attirare gli scout dell'NBA ed in particolare dei New Jersey Nets che già nell'estate del 2002 lo scelgono al primo round al numero 24.
I Nets decidono di lasciarlo ancora nel Partizan, dove prosegue la maturazione e dove conquista altri due titoli nazionali, questa volta con un ruolo di protagonista assoluto.
Arriva nell'NBA nell'estate del 2004 a 21 anni e fin dalla prima stagione si mette in mostra soprattutto per le doti offensive; i buoni fondamentali e la mano morbida lo portano immediatamente a conquistare la fiducia del giovane coach Lawrence Frank che lo schiera in quintetto in ben 57 delle 75 partite giocate, grazie anche ai gravi problemi di salute di Alonzo Mourning. Nenad gioca mediamente 26 minuti con 10 punti a partita. Non male per un rookie! i Nets arrivano ai playoff dove incontrano Miami, e nonostante un'ottima serie del nostro Nenad, che gioca 38 minuti con 18 punti e 8 rimbalzi a partita, i Nets vengono eliminati con un secco 4 a 0.
L'anno successivo Krstic diventa titolare inamovibile con 80 partenze in quintetto su 80 e 36 minuti medi a partita in una formazione che aggiunge a Jason Kidd il funambolo Vince Carter, ai playoff dopo il passaggio del primo turno ai danni di Indiana, la corsa si ferma nuovamente di fronte a Miami lanciati verso il titolo; ormai Nenad è un protagonista dell'NBA.
La stagione 2006/2007 inizia come era finita la precedente, ma il 22 dicembre 2006 contro i Lakers Nenad subisce un gravissimo infortunio al legamento crociato e dovrà rinunciare al resto della stagione. Ritorna in campo nell'autunno 2007, ma il recupero non è ancora completo e lui stesso dopo aver dichiarato di sentirsi un peso per la squadra, decide di tornare in Europa accettando un contratto triennale con i russi del Tryumph Lyubertzy, il contratto prevede una clausola di uscita nel caso in cui ci fosse la possibilità di tornare nell'NBA e questo avviene nel giro di pochi mesi.
Dopo sole 7 partite nel campionato russo, nel dicembre 2008 Oklahoma offre a Krstic un triennale che i Nets, che mantenevano i diritti su Nenad, non pareggiano e così incomincia la seconda esperienza nell'NBA.
Ad Oklahoma si trova in un ambiente totalmente nuovo, la città è alla prima esperienza nell'NBA dopo il trasferimento da Seattle, ed i tre giocatori più importanti sono 2 sophomores, Kevin Durant 20 anni e Jeff Green 22 anni ed un rookie Russell Westbrook 20 anni. I ragazzi hanno un talento infinito ma manca l'esperienza e l'anno finisce con un record di 23 W e 59 L senza arrivare ai playoff, ma già si intuisce che questa franchigia può avere un grande futuro.
Nella stagione 2009/2010 i ragazzini terribili dimostrano di aver raggiunto un buon grado di maturazione, in Regular Season raggiungono un record di 50 W e 32 L (curiosamente lo stesso record stagionale dei Celtics) che li porta ai playoff, dove affrontano il Lakers facendoli soffrire parecchio e uscendone sconfitti 4 a 2 perdendo gara 6 95-94 con un canestro di Pau Gasol a 5 decimi dalla fine; Oklahoma è una realtà e Nenad è una buona spalla, ormai esperta, per il gruppo di giovani talenti, ma forse le sue caratteristiche troppo offensive in un gruppo di talento ha portato Sam Prestie a cercare un centro più solido difensivamente come Perkins scambiandolo con Boston.

Nenad è anche una colonna della Nazionale Serba fin dalle Olimpiadi 2004 di Atene, nel 2009 contribuisce alla conquista della medaglia d'argento negli Europei in Polonia, ma l'onore delle cronache Nenad lo raggiunge, purtroppo, in una delle sue esperienze con la nazionale Serba, il 19 Agosto 2010 ad Atene durante una sfida di preparazione ai Mondiali a 2'40" dal termine sul 74-73 per i greci Krstic è protagonista di una maxi-rissa in cui colto da un raptus prende una sedia e colpisce alla testa il giocatore greco Yoannis Bourousis, peraltro non in campo e vestito in borghese ferendolo alla testa. Nenad viene denunciato e viene arrestato dalla polizia greca che lo tiene in stato di fermo fino al mattino dopo. Brutta esperienza e brutta figura!
Oggi Nenad Krstic è già un player fondamentale nel roster Celtics ed ha incontrato nuovamente coach Frank, che sicuramente ha sponsorizzato il suo arrivo, anche se è stato molto simpatico il siparietto in cui Doc Rivers, dopo una serie di rimbalzi offensivi di Nenad nella seconda apparizione in bianco-verde contro i Clippers a Los Angeles, rivolgendosi a Lawrence Frank gli chiede se Nenad era sempre così, e Frank gli risponde "se fosse stato così sarei ancora a New Jersey ... (e non farei il tuo secondo)!"
Aleksandar "Sasha" Pavlovic
Dopo gara 7 della combattutissima serie di semifinale di conference con Cleveland nel 2008, Doc Rivers si disse impressionato dal lavoro difensivo fatto in particolare su Pierce dal montenegrino Sasha Pavlovic che giocò 35' della sfida partendo dalla panchina; forse si riferiva più all'intervento falloso di Sasha su Pierce verso la fine del primo quarto, quando Pierce si schiantava contro una telecamera di un cameraman a bordo campo, rischiando seriamente di dover abbandonare il match.
Sembrava più un commento di rito, e forse anche fuori dal contesto, in realtà a distanza di 2 anni e mezzo, lo stesso Doc accoglie Pavlovic ai Celtic sottolineando che è stato preso per le sue qualità difensive e che lui era stato impressionato proprio in quella serie del 2008 che avrebbe portato i Celtics alla conquista del 17° anello.
Aleksandar Pavlovic, nasce il 15 novembre 1983 a Bar nel Montenegro che faceva parte dell'allora Jugoslavia, è un swingman di 201 centimetrii, ha studiato un anno negli States, nel Maryland alla Archbishop Spalding High School dove contribuisce alla conquista della Baltimore Catholic League per la prima volta nella storia del liceo che avrebbe poi ospitato qualche anno dopo anche Rudy Gay.
Tornato in patria, iniza la sua carriera professionistica nel KK Buducnost Podgorica, a soli 17 anni e vi rimane fino all'estate 2003 quando viene scelto da Utah come 19° assoluto, posizione altissima nel draft probabilmente più ricco di talenti della storia (Lebron James, Carmelo Anthony, Chris Bosh, Dwyane Wade, Kendrick Perkins e svariati altri che continuano ad essere i protagonisti di oggi).
Nella stagione 2003/2004 gioca 79 partite insieme all'odierno compagno di squadra Carlos Arroyo, Utah non raggiunge i playoff per una sola partita di differenza con Denver, buono comunque il contributo del rookie con 15 minuti e 5 punti medi.
Nell'estate 2004 a seguito dell'introduzione della nuova franchigia di Charlotte, i Bobcats, Sasha viene scelto da questi nell'estensione del draft appositamente creato. Viene comunque immediatamente trasferito a Cleveland in cambio di una prima scelta del 2007; sempre durante l'estate partecipa alle Olimipiadi di Atene nella nazionale di Serbia-Montenegro insieme a Nenad Krstic, dove escono al primo turno dopo aver ottenuto un'unica vittoria per 74-72 contro la futura medaglia d'Argento, una sorprendente Italia.
Il primo anno di Sasha a Cleveland si chiude con un record di 42W e 40 L fallendo l'obiettivo playoff, la stagione successiva con 50-32 raggiunge i playoff dove viene eliminata da Detroit per 4-3 dopo una serie molto tirata e dopo essere stata sopra 3-2 con una clamorosa vittoria a Detroit in gara 5 che sembrava spalancare le porte della finale di Conference.
La stagione 2006/2007 è la stagione della consacrazione per i Cavaliers e per le ambizioni di titolo di Lebron James e Sasha insieme a Ilgauskas e Varejao sono proprio considerati gli scudieri perfetti per il predestinato per il fatto che giocano al suo servizio e non fanno ombra. I Cavaliers arrivano in finale dove vengono sconfitti con un secco 4-0 dai San Antonio del grande Tim Duncan e di Manu Ginobili e Tony Parker.
Nell'estate 2007 scade il contratto di Sasha, insieme a quello di Varejao, e Cleveland sembra non voler rinnovare i due contratti, ma dopo una pessima pre-season e dopo le pressioni di Lebron, proprio il giorno prima dell'inizio della Regular Season, Pavlovic e Varejao vengono rifirmati, la stagione non è delle migliori del ciclo di Lebron, ma comunque i Cavaliers arrivano alle semifinali di Conference nei playoff scontrandosi contro i Celtics lanciati verso il titolo. La serie con Boston è durissima e Sasha è fondamentale nel costringere i Celtics a uscire vincitori solo negli ultimi secondi di gara 7. Pavlovic impressiona Rivers per come ha difeso tutta la serie su Paul Pierce e probabilmente in quel momento è nata l'opportunità per Sasha per vestire la ben più blasonata casacca bianco-verde quache anno dopo.
2008/2009 è la stagione di un record di 66 W e 16 L per gi uomini di coach Mike Brown, i Cavaliers arrivano ai playoff come favoriti ma vengono sorprendentemente eliminati da Orlando nella semifinale di conference, iniziando ad alimentare la leggenda che LeBron James si spenga quando le partite contano veramente. Non è una stagione felice per Pavlovic che finisce in fondo alla panchina chiuso da Mo Williams, da Delonte West ed anche da Daniel Gibson.
L'avventura a Cleveland per Sasha finisce qui, i Cavaliers lo usano come pedina di scambio con Phoenix per firmare Shaquille O'Neal; i Suns lo lasciano immediatamente libero e Pavlovic firma con i Minnesota di Kurt Rambis ed affronta una stagione pessima sia per i Timberwolves che chiudono all'ultimo posto della lega con un record di 15 W e 67 L sia per Sasha che non è neanche protagonista di questa disfatta giocando nelle 71 partite giocate solo 12 minuti senza incidere nei tabellini.
Terminata la disgraziata stagione con Minnesota, Pavlovic si trova ad inizio di questa stagione senza contratto e deve aspettare il 10 gennaio dell'anno in corso per ottenere un primo contratto di 10 giorni con Dallas per sostituire 'infortunato Caron Butler, a cui segue un ulteriore rinnovo di altri 10, Sasha gioca benino 10 partite con 16 minuti e 4 punti; il contratto non viene confermato e Sasha firma per 10 giorni con New Orleans dove gioca 4 partite.
Terminato il contratto con gli Hornets termina anche il vagabondaggio trovando un contratto con i Celtics che si aspettano da lui concretezza, difesa e qualche tiro da tre nel caso in cui venga chiamato in causa; sostanzialmente sostituisce il rookie Harangody apportando certamente una maggiore esperienza nei playoff, dove Sasha ha sempre brillato.
Carlos Arroyo
Provare a mettere in fila le squadre e le leghe in cui Carlos Arroyo ha militato è un impresa impossibile degna di una domandone finale del vecchio rischiatutto nella parodia di Paolo Villaggio quando Mike dopo aver chiesto risultato, formazione, panchinari, guardalinee di un Brasile-Uruguay del '62 ha chiesto tutti i nomi degli spettatori presenti nella curva sud settore H tra cui il mitico "U CARCAMAGNU".
Però tutti gli appassionati di Basket ricordano cosa è successo il 15 Agosto 2004 durante i Giochi Olimpici di Atene.
Carlos Arroyo, nato a Fajardo-Porto Rico il 30 luglio 1979, playmaker classico è un discreto giocatore con spiccate caratteristiche offensive ed un po' svogliato difensivamente, approdato nell'NBA a Toronto, passa dopo pochi mesi a Denver e quindi arriva agli Utah Jazz dopo anche un'esperienza oltre oceano nel Tau Ceramica in Spagna.
La stagione appena chiusa a Utah è stata la prima per Arroyo da titolare, con 71 partte giocate ha totalizzato 28 minuti e 12 punti a partita, non raggiungendo i playoff per una sola partita di ritardo da Denver.
Arroyo è stato scelto come porta bandiera di Porto Rico per i Giochi di Atene e questo dovrebbe essere il principale motivo di soddisfazione per Carlos, visto che il torneo olimpico si apre con la sfida impossibile contro il Dream Team statunitense formato per l'occasione da : Iverson, Marbury, Wade, Boozer, Anthony, LB James, Okafor, Marion, Stoudemire, Duncan, Odom e Jefferson.
Carlos guida la squadra di Portorico formata da buoni giocatori lontani anni luce però, dal livello delle stelle dell'NBA.
Incredibilmente Arroyo con 25 punti 7 assist e 4 palle rubate, guida la sua squadra ad infliggere una delle sconfitte più pesanti e brucianti nella storia del dream team dalla sua formazione nel 1992 ad oggi. E non solo diventa idolo nazionale ma viene consociuto da tutto il mondo come colui che ha umiliato le stelle dell'NBA, riportandole sulla terra.
Il cammino di Porto Rico si infrange contro l'Italia ai quarti, ma l'impresa contro il dream team è di quelle che passano alla storia.
L'anno dopo le Olimpiadi è caratterizzato dal passaggio a metà stagione a Detroit; i Pistons sono lanciati ed arrivano ad una partita da vincere il titolo perdendo in finale per 4-3 contro gli Spurs, Arroyo non è ben visto da coach Larry Brown perchè viene considerato inadatto in difesa, e mentre in Regular Season gioca mediamente 17 minuti nei playoff il minutaggio scende a 7 a favore di del titolare Chauncey Billups.
L'anno successivo col nuovo coach Flip Saunders ha inizialmente un maggior minutaggio, ma a metà stagione viene trasferito agli Orlando Magic, dove arriva in una squadra in traformazione con un giovanissimo Dwight Howard, i Magic promettono bene ma non arrivano ai playoff nonostante la serie 12-3 a fine stagione che li porta ad un soffio dall'ultimo posto utile.
Arroyo partecipa alla costruzione della squadra, nel 2006/2007 sempre con coach Hill, Orlando raggiunge i playoff dove vengono eliminati al primo turno proprio da Detroit con un secco 4-0, e nel 2007/2008 con Stan Van Gundy arrivano fino al secondo turno e sempre i Pistons sono i giustizieri dei Magic stavolta per 4 a 1.
Mentre la crescita dei Magic è costante, Arroyo finisce via via sempre più ai margini della panchina, per cui a fine stagione accetta le lusinghe del Maccabi Tel Aviv, firma un contratto triennale con la possibiltà di uscita ad ogni fine stagione nel caso di chiamata dall'NBA. In Israele Carlos, vince il titolo nazionale viene nominato miglior giocatore delle finali, iin eurolega il Maccabi viene eliminato nella seconda serie a gironi arrivando dietro Barcelllona e Real Madrid.
Al termine del primo anno Arroyo torna nell'NBA firmando un contratto con i Miami Heat dove si alterna nel ruolo di play con Mario Chalmers, gli Heat arrivano ai playoff e vengono eliminati al primo turno dai Celtics; Arroyo sopravvive anche alla rivoluzione dell'estate 2010 quando con l'arrivo di LeBron James e Chris Bosh, Miami rivoluziona mezza squadra per creare lo spazio salariale necessario, lo stipendio relativamente basso permette la conferma. Con i nuovi Miami, destinati secondo la stampa a dominare la lega, Arroyo parte in starting five fino a metà gennaio, quando coach Spolestra inizia a preferirgli Chalmers e si arriva quindi a fine febbraio quando Carlos e Miami raggiungono un accordo per il buy-out, utile per Miami per firmare Mike Bibby.
Carlos Arroyo ormai unica guardia disponibile sul mercato dei free agents, trova casa a Boston che aveva bisogno di un back-up a Rondo e West per coprire il quindicesimo slot libero. E' assai probabile che se il recupero di West sarà completo Arroyo avrà poche possibiltà di mettersi in mostra, ma l'esperienza da un lato e la salute di Delonte dall'altro potrebbero creare spazi insperati nelle rotazioni dei Celtics. Da notare che nell'ultimo anno Arroyo è molto migliorato nel tiro da tre mentre rimane sempre carente in difesa e questo potrebbe essere il più grosso limite per il suo inserimento in bianco-verde, ma l'ordine e l'esperienza potrebbero essere molto utili nelle lunghe serie nei playoff.





Commenti
Krstic per ora grande addizione soprattutto dal punto di vista offensivo ma anche al rimbalzo. Gradita sorpresa.
Arroyo per ora mi sta piacendo. Buon cambio per Rondo, ordinato, buona mano. Quello che ci serviva.
Pavlovic meglio di quello che credevo e mi ricordavo in difesa, in attacco rispetto ai tempi di Cleveland mi sembra meno efficace e propositivo. Non mi sembra in rotazione per ora davanti a Wafer ma il nostro staff, almeno a parole, sembra ben impressionato.
PS: Non fate i complimenti a Greenpride...l'articolo l'ha scritto suo figlio
Scherzi a parte, ottimo esordio, finalmente un altro piemontese in redazione
Krstic nelle dieci partite finora giocate ha bene impressionato nonostante abbia incontrato un periodo non felice della squadra: i suoi 12 punti e 7 rimbalzi in 27 minuti sono un ottimo contributo e devo ammettere che lo vedo lavorare tantissimo in difesa, non sarà la roccia che avevamo
Arroyo finora è davvero il cambio di Rondo che ci era mancato da tempo, ordinato ed efficace aldilà delle cifre, ci permette di non tremare nei minuti di riposo di Rajon.
Pavlovic è una piccola polizza assicurativa dalla panchina, potendoci offrire al bisogno tiro da fuori e un poco di difesa.
Considerando il costo degli ultimi due, di certo un affare, su Krstic il giudizio definitivo è rinviato al ritorno di Shaq.
Intanto benvenuto tra noi a Greenpride e complimenti per l'articolo, come Avery Bradley ha il compito di comprare burro di arachidi e marmellata per la colazione di tutti in trasferta (fragole la preferita di Garnett e guai a dimenticarla), così per lui c'è stato un esordio non facile.
Ti sbagli Angelo l'ho scritto veramente io, TheTruth me l'ha solo dettato.
La vita è dura se non vuoi essere traddato come Semih e Luke!!!
Arroyo sembra ben inserito, e finalmente abbiamo un play "autentico" a gestire la palla durante i minuti di riposo di Rondo; tra l'altro la sua presenza permette a Delonte West di giocare da "2" come visto ieri notte. Secondo me ottimo acquisto.
Ottimo anche l'acquisto di Greenpride-Luca da parte della redazione; ma qui non c'erano dubbi...d'altra parte quando ci si presenta al draft in età già piuttosto "avanzata" (
Anche Arroyo mi sta dando belle impressioni, come terzo play è un "lusso".
Pavlovic ancora un pò timido, per ora senza infamia e senza lode.
Complimenti a Luca per l'ottimo articolo
Le tue giuste considerazioni mi spingono a vincere la timidezza (!) e trattare un argomento "scottante": Perk vs Krstic.
In questi anni tutti abbiamo visto (o non abbiamo voluto vedere) i limiti in attacco di Perk e ci siamo detti: "è un gran difensore!"; ora lo abbiamo sostituito con un centro che non è fra i primi 10 della lega (e forse nemmeno fra i primi 20) e vediamo che in attacco gioca alla grande ed in difesa non è un matador... A mio modo di vedere questo rende ancora più evidente quanto in passato i Celtics abbiano giocato in 4 nella fase offensiva e questo è stato indubbiamente il più grosso problema della squadra che, troppo spesso, si è trovata "obbligata" ad andare dal capitano o, a turno, da Ray o KG per trovare la via del canestro dopo che magari aveva fatto una gran difesa.
Passarsi la palla in 5 è grancosa, specie ora che Rondo prende (e mette) il tiro da fuori, se si gioca in 4 o magari 3 perchè uno, anche qui a turno, è fuori fase allora la musica cambia.
(sparate a salve, grazie)
Cmq x tornare all'argomento dell'articolo, refusi a parte ;), devo dire che la trade di Perkins inizialmente mi ha sconvolto ma ero certo delle scelte che Ainge stava portando a termine... ora nonostante il periodo non particolarmente brillante sono convinto di avere una squadra più forte di prima.
Arroyo è finalmente il vero play di riserva che ci è sempre mancato, Murphy dovrà migliorare a livello fisico ma è certamente un upgrade rispetto a Erden e Harangody, Krstic sta impressionando x la sua continuità in attacco e in difesa con la vicinanza di KG potrà solo fare meglio! Inoltre Pavlovic potrà sicuramente tornare utile viste le infinite assenze che si ripetono durante questa travagliata stagione. In più abbiamo un Green che mi pare la ciliegina sulla torta, insomma il secondo quintetto è pieno di giocatorini che potrebbero partire titolari in qualsiasi franchigia e io ho già imparato ad amarli!
In fine dei conti non abbiamo più il nostro Perk, non ci saranno Robinson e Daniels ma questa squadra con Shaq e Delonte in salute (lo so' è una cosa alquanto improbabile!) è certamente attrezzata x puntare al 18° banner!
Kg5,vedi che "refusi happens"...
ma magari.
io ci credo e ci spero e penso che sia proprio questo il motivo della trade che abbiamo fatto.
con una situazione del genere avremmo quella che si suol dire, QUADRATURA DEL CERCHIO!
Per Shaq immagino davvero un tagliando prolungato per averlo tirato a lucido quando serve, quindi una decina di partite di RS per integrarsi di nuovo.
Per Jermaine siamo alla polizza assicurativa e allo specialista difensivo da dieci minuti e anche per lui il tanto tempo dedicato a decidere la scelta chirurgica è da intendersi orientata ad averlo ai PO.
ma jermain è stato operato?
su Jermaine nutro poche speranze anche se sarebbe molto importante averlo per i playoff. Su Shaq sono piu' tranquillo anche se le settimane di attesa sono state veramente tante. Speriamo sia stata solo cautela.
Si, a Gennaio, in artroscopia, al ginocchio...non ci resta che sgranare il rosario...
ahah beh di sicuro io spazio per esprimermi non ne avrò, ma Pavlovic nemmeno
io ci spero, un intimidatore come lui, un bel manzo sotto le tabelle, sarebbe proprio quello che ci servirebbe!
poi vero che ormai è finito o quasi, ma a me quel giocatore è sempre piaciuto proprio un casino.
Dopo che stanotte abbiamo vinto con Nenad in campo ma praticamente inesistente e Pavlovic e Arroyo "DNP - Coach's decision", non vorrei essere preso per un portasf..a .
C'è anche da dire che ieri Delonte ha fatto un partitone e tra l'altro nel terzo quarto è entrato in anticipo perchè Rondo si è fatto male al mignolo, se Arroyo doveva giocare a scapito di minutaggio di Delonte è andata bene così.
Poi Arroyo nelle prime uscite è stato più che positivo, dà molto ordine, ma non dà la spinta e l'imprevedibilità a cui i nostri sono abituati, mentre Delonte si.
Ieri sera infatti a parte l'imprecisione del capitano, quello che sembrava un pesce fuor d'acqua è stato Krstic non abituato ancora ai tempi dei veri celtics.
New Jersey invece concede a Sundiata Gaines un bel biennale.. Che il buon Gaines un bel mazzo di fiori ai nostri dovrebbe inviarlo secondo me...
io l' avevo dettato giusto a quel buono a nulla
RSS feed dei commenti di questo post.