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In seguito al terremoto negli scambi di mercato che ha cambiato la faccia dei Celtics (cinque giocatori partiti, altrettanti arrivati) molti – addetti ai lavori e non - si sono chiesti se la strategia messa in atto da Danny Ainge fosse improvvisamente cambiata: Boston rinunciava improvvisamente alla scalata al titolo nonostante fosse in possesso del secondo record della lega? Il front office biancoverde stava acquisendo un giocatore giovane e qualche scelta per prepararsi al “dopo Big-Three”?
Alcune risposte sono arrivate in un’interessante intervista rilasciata dal GM del Trifoglio su Sports Illustrated ad un insolitamente umile ed ossequioso Dan Shaughnessy (che le batoste subite nei suoi anni di “anti-aingismo” gli abbiano insegnato qualcosa?).
Ainge – che compirà 52 anni il 17 marzo, giorno di San Patrizio, ovviamente – ha affermato di essersi quasi sentito costretto alla trade di Kendrick Perkins da un insieme di fattori: in primis ovviamente la possibilità concreta di perdere il centro texano come free agent nell’estate 2011 ed in secondo luogo la necessità di supportare maggiormente Paul Pierce e Kevin Garnett nel momento in cui Marquis Daniels non era più disponibile per il resto della stagione e lo stesso Perkins si era infortunato nuovamente.
Ma nella sofferta decisione hanno avuto il loro peso anche altri “fattori collaterali”: la consapevolezza che Shaquille O’Neal nonostante gli infortuni aveva guidato ottimamente la squadra nella prima fase di campionato rendendo “spendibile” Perkins, ed il fatto che Kendrick ultimamente era stato fortemente limitato dagli infortuni. Interessante lo scambio tra giornalista e general manager su questo punto:
Ainge: “Sono un grande tifoso di Perk, ma ritengo che come giocatore non sia insostituibile. Il tempo ci dirà se ho ragione o meno”.
Shaughnessy: “Ma sai che adesso se non vincerai il campionato noi giornalisti ti crocifiggeremo”?
Ainge: “Nessun problema, criticatemi quanto volete. Ma mi darete tutti i meriti se dovessimo vincere”?
Improbabile. Intanto però Shaughnessy pare aver capito che le mosse di un manager non è detto siano disastrose solo perchè ad un giornalista sembrano incomprensibili. Nonostante tutto però al commento del reporter bostoniano sembra sfuggire la logica alla base del lavoro di Ainge, ed allora vediamo di fare un po’ di chiarezza.
Le sue scelte sono dettate dalla filosofia che ha riportato i Celtics nel “gotha” dell’NBA negli ultimi quattro anni e che sembra ubbidire alla logica del “vinciamo finchè la squadra è una contender”. Ainge lo ha dichiarato in più occasioni, ed anche in un’intervista dell’ottobre 2009 era stato chiaro: “Capiamo di avere un’opportunità e capiamo che non durerà per sempre. Perciò dobbiamo provare a vincere ora, sfruttandola al massimo”.
Un aspetto che pochi però sembrano considerare – tifosi e giornalisti – è quello degli obblighi che un GM ha nei confronti della società. E ci vengono in aiuto ancora una volta le parole di Ainge: “Ci sono dei limiti alla manovrabilità quando hai tre giocatori che percepiscono 65 milioni – dopo i rinnovi di contratto della scorsa estate i Tre “fatturano” 42.6 milioni – ma questo rimane un business. La sfida è cercare di vincere mantenendo la bilancia economica in attivo ed allo stesso tempo non chiudendo le porte sul futuro”.
Dunque: puntare alla vittoria subito tenendo d’occhio il bilancio e non precludendosi la possibilità di approdare a giovani di talento…sembra facile sulla carta, un po’ meno all’atto pratico, visto che tutte le squadre cercano di fare lo stesso. L’aspetto economico che per la proprietà è essenziale, spesso viene sottovalutato dai tifosi: la girandola di scambi ha portato ai Celtics uno “sgravio” della pressione fiscale in luxury tax e sul monte salari di oltre due milioni di dollari.
Ma tornando all’aspetto prettamente sportivo, è ormai chiaro che la filosofia di Ainge prevede una costante presenza di giocatori giovani che “aiutino” i veterani limitandone i minuti in campo: “C’è bisogno di atleti giovani con contratti ragionevoli ed in grado di dare un contributo. Giocatori con un futuro brillante. La salute è sempre un fattore decisivo, e quindi è necessaria una profondità nel roster che permetta di non essere costretti a cavalcare sempre gli stessi cavalli. Possiamo farlo con giocatori come Perk, Rondo e Big Baby in grado di giocare molti minuti nel corso della stagione”.
E’ quindi chiaro che nel momento in cui Perkins ha cominciato a perdere due delle “qualità” che lo rendevano un fattore – la salute ed un “contratto ragionevole” (visto che era in scadenza) - Ainge si è mosso alla ricerca di alternative. E con Pierce e Garnett a “tirare il fiato” a causa dell’infortunio a Daniels ed agli altri “lunghi”, ha dovuto giocare una carta rischiosa, affidandosi alla salute di Shaquille O’Neal per il proseguo della stagione: “Prima di tutto eravamo in testa alla Conference per merito di Shaq, e con lui avevamo un miglior bilancio vinte-perse che non con Perk. Il nostro attacco funzionava meglio e la difesa era altrettanto funzionale”.
Ecco spiegata dunque la trade: la possibilità di approdare a Jeff Green, atleta in grado di allungare la carriera a Pierce e Garnett come Len Bias avrebbe dovuto fare con Larry Bird, ed il timore di perdere Perkins come free agent o di essere costretto a rifirmarlo con un “contratto non ragionevole”. Riassumendo, i tre principi del lavoro di Ainge possono essere evidenziati così:
- Gestione della squadra seguendo le linee guida ed il budget di spesa stabilito dalla proprietà.
- Raccolta di “asset” (scelte, contratti in scadenza o giocatori giovani) eventualmente trasformabili in giocatori di talento superiore.
- Presenza costante a roster di atleti giovani in grado di giocare molti minuti e di non pesare sul cap grazie a“contratti ragionevoli”.
Nell’intervista di oltre un anno fa c’era poi un passo che sembra quasi anticipare quanto abbiamo visto qualche settimana fa: “Pagare troppo un giocatore danneggia la squadra, e non è mai semplice prendere decisioni in base all’aspetto economico. Ma un leader deve assumersi la responsabilità per le decisioni difficili”.
Danny Ainge nelle ultime settimane ha operato delle scelte che hanno ferito atleti (Perkins ed i suoi compagni) e tifosi, ma il suo lavoro è proprio quello di mettere al bando i sentimentalismi e di fare ciò che la sua competenza e la sua esperienza gli dettano. Ed essendo un uomo con gli attributi, si prenderà le colpe in caso di fallimento del suo “piano”, mentre in caso di successo se ne starà da parte, sorridendo mentre si gode un bel sigaro. In entrambi i casi avrà il mio rispetto, quello che va a chi ha il coraggio delle proprie scelte e non ha paura di seguirle anche quando sarebbe più comodo lasciare le cose come stanno.
Ma nella sofferta decisione hanno avuto il loro peso anche altri “fattori collaterali”: la consapevolezza che Shaquille O’Neal nonostante gli infortuni aveva guidato ottimamente la squadra nella prima fase di campionato rendendo “spendibile” Perkins, ed il fatto che Kendrick ultimamente era stato fortemente limitato dagli infortuni. Interessante lo scambio tra giornalista e general manager su questo punto:
Ainge: “Sono un grande tifoso di Perk, ma ritengo che come giocatore non sia insostituibile. Il tempo ci dirà se ho ragione o meno”.
Shaughnessy: “Ma sai che adesso se non vincerai il campionato noi giornalisti ti crocifiggeremo”?
Ainge: “Nessun problema, criticatemi quanto volete. Ma mi darete tutti i meriti se dovessimo vincere”?
Improbabile. Intanto però Shaughnessy pare aver capito che le mosse di un manager non è detto siano disastrose solo perchè ad un giornalista sembrano incomprensibili. Nonostante tutto però al commento del reporter bostoniano sembra sfuggire la logica alla base del lavoro di Ainge, ed allora vediamo di fare un po’ di chiarezza.
Le sue scelte sono dettate dalla filosofia che ha riportato i Celtics nel “gotha” dell’NBA negli ultimi quattro anni e che sembra ubbidire alla logica del “vinciamo finchè la squadra è una contender”. Ainge lo ha dichiarato in più occasioni, ed anche in un’intervista dell’ottobre 2009 era stato chiaro: “Capiamo di avere un’opportunità e capiamo che non durerà per sempre. Perciò dobbiamo provare a vincere ora, sfruttandola al massimo”.
Un aspetto che pochi però sembrano considerare – tifosi e giornalisti – è quello degli obblighi che un GM ha nei confronti della società. E ci vengono in aiuto ancora una volta le parole di Ainge: “Ci sono dei limiti alla manovrabilità quando hai tre giocatori che percepiscono 65 milioni – dopo i rinnovi di contratto della scorsa estate i Tre “fatturano” 42.6 milioni – ma questo rimane un business. La sfida è cercare di vincere mantenendo la bilancia economica in attivo ed allo stesso tempo non chiudendo le porte sul futuro”.
Dunque: puntare alla vittoria subito tenendo d’occhio il bilancio e non precludendosi la possibilità di approdare a giovani di talento…sembra facile sulla carta, un po’ meno all’atto pratico, visto che tutte le squadre cercano di fare lo stesso. L’aspetto economico che per la proprietà è essenziale, spesso viene sottovalutato dai tifosi: la girandola di scambi ha portato ai Celtics uno “sgravio” della pressione fiscale in luxury tax e sul monte salari di oltre due milioni di dollari.
Ma tornando all’aspetto prettamente sportivo, è ormai chiaro che la filosofia di Ainge prevede una costante presenza di giocatori giovani che “aiutino” i veterani limitandone i minuti in campo: “C’è bisogno di atleti giovani con contratti ragionevoli ed in grado di dare un contributo. Giocatori con un futuro brillante. La salute è sempre un fattore decisivo, e quindi è necessaria una profondità nel roster che permetta di non essere costretti a cavalcare sempre gli stessi cavalli. Possiamo farlo con giocatori come Perk, Rondo e Big Baby in grado di giocare molti minuti nel corso della stagione”.
E’ quindi chiaro che nel momento in cui Perkins ha cominciato a perdere due delle “qualità” che lo rendevano un fattore – la salute ed un “contratto ragionevole” (visto che era in scadenza) - Ainge si è mosso alla ricerca di alternative. E con Pierce e Garnett a “tirare il fiato” a causa dell’infortunio a Daniels ed agli altri “lunghi”, ha dovuto giocare una carta rischiosa, affidandosi alla salute di Shaquille O’Neal per il proseguo della stagione: “Prima di tutto eravamo in testa alla Conference per merito di Shaq, e con lui avevamo un miglior bilancio vinte-perse che non con Perk. Il nostro attacco funzionava meglio e la difesa era altrettanto funzionale”.Ecco spiegata dunque la trade: la possibilità di approdare a Jeff Green, atleta in grado di allungare la carriera a Pierce e Garnett come Len Bias avrebbe dovuto fare con Larry Bird, ed il timore di perdere Perkins come free agent o di essere costretto a rifirmarlo con un “contratto non ragionevole”. Riassumendo, i tre principi del lavoro di Ainge possono essere evidenziati così:
- Gestione della squadra seguendo le linee guida ed il budget di spesa stabilito dalla proprietà.
- Raccolta di “asset” (scelte, contratti in scadenza o giocatori giovani) eventualmente trasformabili in giocatori di talento superiore.
- Presenza costante a roster di atleti giovani in grado di giocare molti minuti e di non pesare sul cap grazie a“contratti ragionevoli”.
Nell’intervista di oltre un anno fa c’era poi un passo che sembra quasi anticipare quanto abbiamo visto qualche settimana fa: “Pagare troppo un giocatore danneggia la squadra, e non è mai semplice prendere decisioni in base all’aspetto economico. Ma un leader deve assumersi la responsabilità per le decisioni difficili”.
Danny Ainge nelle ultime settimane ha operato delle scelte che hanno ferito atleti (Perkins ed i suoi compagni) e tifosi, ma il suo lavoro è proprio quello di mettere al bando i sentimentalismi e di fare ciò che la sua competenza e la sua esperienza gli dettano. Ed essendo un uomo con gli attributi, si prenderà le colpe in caso di fallimento del suo “piano”, mentre in caso di successo se ne starà da parte, sorridendo mentre si gode un bel sigaro. In entrambi i casi avrà il mio rispetto, quello che va a chi ha il coraggio delle proprie scelte e non ha paura di seguirle anche quando sarebbe più comodo lasciare le cose come stanno.





Commenti
Ho l'impressione, andando nella preistoria celtica dell'era Ainge, che l'aver pagato troppo Blount abbia messo un preciso tassello nelle strategie del nostro Danny.
Sono convinto che senza l'infortunio di Daniels non sarebbe partita questa rivoluzione. Credo che Oklahoma avesse gia' fatto pervenire l'offerta a Perkins e Ainge non era intenzionato a pareggiarla.
La chiave di tutto sono gli O'Neal. Senza di loro non andiamo da nessuna parte.
La prossima estate avremo Green, Krstic, Murphy e Big Baby in scadenza. Ho l'impressione che solo 1 dei 4 sara' firmato (due se Murphy si accontenta di cifre basse ma non credo).
Citazione:
Citazione:
Dal momento che quest'opportunità non durerà per sempre, non è forse poco lungimirante da parte della società stringere i cordoni proprio adesso? Mi spiego meglio: spero che gli oltre 2 milioni di risparmio sul monte ingaggi non siano stati il motivo fondamentale della trade. Se si ritiene che un roster abbia più possibilità di vincere il titolo scelgo quel quintetto anche se costa di più, ci rimetto di tasca mia piuttosto (e quella è gente che 4 milioni li trova, da qualche parte). Ritengo/mi auguro che solo in ultimissima istanza si sia detto: "Beh, in fondo risparmiamo pure qualcosa".
Citazione:
La domanda sorge spontanea: ma allora, perchè Jermaine? "Perchè non c'era nient'altro" è l'unica spiegazione che rimane in piedi. E potrebbe starmi anche bene, tornasse per i playoff...
Citazione:
Questo sì che è un bel rischio,puntare sul 39enne... ma come dice il ragazzo della copisteria di Jerry McGuire:"E' così che si diventa grandi... con le palle appese ad un filo". Let's go Shaq!
Al di là di tutto, considero questa discussa trade una magata: alla fine hai perso qualcosa in difesa nella posizione di centro (ma non a rimbalzo dove Krstic ha gli stessi numeri di Perk), hai scambiato giocatori praticamente alla pari (Arroyo per Nate, Murphy per Herden, Pavlovic per Harangody) ma al posto di un Daniels rotto hai Jeff Green...
Ripeto: una magata... e il rispetto, almeno da parte mia, Ainge se l'è conquistato ben prima e a prescindere da questa trade!
Let's go Celtics! TA TA TA-TA-TA! Let's go Celtics!...
L'arrivo di Murphy solleva molti dubbi per le sue condizioni di forma. Siamo sicuri che per i play off avremo il giocatore dei Pacers e non quello dei Nets ?
Mi risulta che i Celtics il 14 marzo abbiano firmato Chris Johnson fino alla fine della stagione: se è vero chi è stato tagliato ?
Johnson era stato preso con un decadale che con l'arrivo di Pavlovic e Arroyo non e' stato rinnovato
Il 14 marzo, è successivo al giorno in cui i Celtics hanno ingaggiato Arroyo e Pavlovic.
O su hoopshype hanno sbagliato il nome della squadra che lo ha ingaggiato o qualcuno è stato tagliato.
In fin dei conti ad inizio anno abbiamo fatto una scommessa, come al solito pur se il rischio era forte, la sorte a livello di infortuni non ci ha sorriso.
Poi chi deve fare scelte di quel livello ha sempre delle informazione che noi non abbiamo, e soprattutto deve perseguire una strategia e non fare come la maggioranza dei politici che fanno proposte ed il giorno dopo guardano i sondaggi per portarle avanti o meno.
E' andata come ti dicevo io...e' stato preso con un contratto di 10 giorni il giorno della trade di Perkins. Ha ben giocato ma non e' stato riconfermato al termine del contratto visti gli arrivi di Pavlovic e Arroyo (e soprattutto di quest'ultimo). Non e' stato tagliato nessun giocatore: i 5 partiti sono stati tutti scambiati.
Che mi risulti Johnson e' stato preso da Portland.
http://www.iamatrailblazersfan.com/PressReleaseDisplay/tabid/297/ItemID/2373/Default.aspx
Buonasera. "Ritorno" a partecipare alla vita del sito dopo molto tempo. A dir la verità ero un po' amareggiato dalla "diaspora" e dalle sue conseguenze (chiusura dell'altro sito).
ICP non ha chiuso solo per la "diaspora" (che peraltro ha delle motivazioni piu' volte spiegate e non un capriccio mattutino visto che siamo andati via tutti, eccetto un membro della redazione) ma perche si appoggiava su un altro portale, subendone i cambi di umore e quant'altro non come IAAC che ora gestiamo direttamente.
Interessanti le tue considerazioni sul businness con le quali posso essere d'accordo. Pero' se mi dici che anche tu consideri Perkins uno dei primi 15 della lega vuol dire che un pessimo centro non era. Poi Fabio nell'articolo sottolinea che lo scambio e' arrivato proprio nel momento in cui il centro piu' sottopagato della lega veniva a bussare (giustamente) cassa e la salute non era ancora a posto. Non sono convinto che fosse lo scambio giusto da fare ma Ainge finora ha sbagliato poche mosse.
provo a dire la mia da non tifoso C's:
Rondo - Allen - PP - KG - Shaq con Arroyo, West, Green, Davis e Krstic (Wafer, Murphy e JO a completare) non mi sembra sia un un roster peggiore del pre trade.
Inoltre sono stati presi un giocatore pronto ed uno molto utile nel futuro per KP a fronte di una perdita per nulla.
C'è da dire che poi l'arrivo di Green offre la possibilità di un quintetto small che potrebbe tornare utile contro gli Heat (quando giocano con Bosh e Haslemt) e contro i Lakers (con Odom).
Personalmente credo che molto dipenda da recupero di West (mentale e fisico) e dalla tenuta di Shaq. Queste due varianti però erano importanti anche prima della trade.
Non vorrei passare per menagrano, ma vedo più difficile il recupero di JO (per i PO) e l'inserimento di Murphy, molto molto a terra fisicamente.
noi (e come pare anche gli Speroni, che con noi condividono caratteristiche di gioco ed annagrafiche) siamo forse in quel momento della stagione che arriva x tutti in cui le cose non girano xché la forma è scesa
resta discutibile forse il momento che si è programmato x il calo (sono professionisti, ste cose si programmano, o cmq si cerca di farlo) xché, aldilà del piazzamento in griglia, un calo di convinzione e fiducia all'alba dei PO potrebbe essere una brutta scimmia da scrollarsi dalle spalle anche se le gambe girano
qui la trade gestita da Danny doveva essere la magata definitiva, ossia mascherare il calo allungando il roster e buttando dentro un po' di gioventù, un po' di talento, un po' di entusiasmo
anche il miglior pasticcere del Massachusetts alle svolte può incomprensibilmente itrovarsi una ciambella col buco storto...
Ecco, secondo me qui casca l'asino. Dopo aver letto l'intervista di Ainge, a me è parso chiaro che il nostro sia veramente convinto di essersi rafforzato dalla cessione di Perk, convinzione che si basa su un caposaldo (già evidenziato da Fabio nell'articolo):
I Celtics migliori erano quelli di inizio anno con Shaq a menare le danze sotto le plance.
I numeri e il gioco espresso dicono questo, a mio (molto) modesto parere un'affermazione di questo tipo tralascia (volutamente, stiamo parlando di Ainge e non di Mastro Ciliegia) due aspetti importanti:
a) Shaq era in quintetto a inizio stagione dove i ritmi blandi si adattano al nostro
b) Il Rondo che aveva a disposizione Shaq era un misto tra MJ e Jesus (quello di Nazareth, non Shuttlesworth) e avrebbe fatto diventare un fenomeno anche il sottoscritto.
Detto questo io credo veramente che ci siamo rinforzati, in particolare Green è un'addizione che completa un buco a roster che tutti avevamo individuato in Estate (un cambio a Cap che fosse degno del sostituto) e che era venuto a mancare dopo la facciata di Daniels.
Krstic una lieta sorpresa, magari meno sorprendente per Danny, Doc e Frank (soprattutto quest'ultimo per ovvie ragioni).
Il verdetto lo darà al solito il campo, ma Ainge traccia già la strada:
Nessun problema, criticatemi quanto volete. Ma mi darete tutti i meriti se dovessimo vincere?
Attenzione, il GM si è già esposto e se ne ho capito un po' il carattere non l'ha fatto tanto per fare.
Io sono convinto che le mosse effettuate hanno una logica di brevissimo termine e che combinazione coincidono con una sana programmazione futura.
Nell'NBA, non potendo acquistare se non scarichi prima il tuo monte salari, devi fare quasi sempre scelte in cui per ottenere qualcosa devi rinunci a qualcos'altro più o meno di pari valore.
Il punto è che Ainge nella trade di Perkins ha spostato l'asticella del rischio verso l'alto, sacrificando per un obiettivo buono ma non eclatante, un pezzo pregiato, amato e considerato inamovibile.
Indubbiamente aver perso Perk è un minus, la chimica di squadra è da ricreare, qualche contraccolpo nello spogliatoio c'è sicuramente, ma la logica della trade, degli scambi e delle firme dei FA, va vista nel complesso analizzando tutti i movimenti e in definitiva abbiamo :
1) sostituito 2 rookie (Erden e Harangody)con un giocatore sano esperto di playoff, Pavlovic, ed un convalescente che quando stava bene aveva strappato un contratto da 11 milioni di dollari all'anno, con buona speranza di recuperarlo da qui a un mesetto. OTTIMA MOSSA
2) trovato un play "vero", Arroyo, al posto di un giocatore, Nate, che poteva spaccare le partite in un senso o nell'altro, e che comunque non era un alternativa a Rondo OTTIMA MOSSA, non per il valore assoluto dei giocatori ma per le effettive necessità della squadra
3) preso un giocatore duttile, atletico e con tanti punti nelle mani, Green, al posto di un giocatore, Daniels, estremamente utile, ma perso per infortunio. OTTIMA MOSSA
4) sostituito il totem Perkins con Nenad Krstic, titolare ad Oklahoma, buona esperienza, molto disciplinato (fa solo quello che sa fare) fisicamente non paragonabile con un Perk sano. Diciamo PESSIMA MOSSA
Con le prime 3 "OTTIME MOSSE" oggi possiamo tranquillamente contare su una panchina molto lunga ed una second unit che non ha uguali.
Sulla PESSIMA MOSSA, la 4) al di la del buon impatto che Krstic ha avuto nei Celtics, bisogna considerare, dimenticando le logiche contrattuali, le condizioni fisiche dei nostri lunghi: Shaq, fuori da 2 mesi, JO da 3 (è praticamente mai stato sano), lo stesso Big Baby dice che deve convivere con il problema al tendine rotuleo che l'ha tenuto fuori; potevamo fidarci di un Perkins che ha giocato 12 partite su 50 e che si era di nuovo infortunato?
Forse considerando tutto, la trade ha una logica di breve termine molto più di quanto sia pensabile.
Se Shaq torna, il nuovo rooster può permettere di utilizzarlo 15/20 minuti a partita, e con questo minutaggio potrebbe dare un contributo determinante; se Shaq non torna è un problema.
Ma, se Shaq non torna, con il solo Perkins in che condizioni saremmo arrivati a fine playoff? oggi con Krstic e Murphy, con 2 possibiltà di gestire il quintetto basso (Davis o Green con KG)siamo forse meno potenti ma sicuramente più completi e tranquilli.
Oggi siamo in parte condizionati nelle valutazioni dall'andamento della squadra in questo periodo non proprio esaltante, ma sottolineo che se stiamo perdendo qualche colpo è per un vistoso calo dei big-4 e non per carenze dei nuovi.
E poi volendo fare l'ottimista ad ogni costo e non pensando al lock-out, vuoi vedere che lo staff tecnico è convinto che l'anno prossimo continuiamo ad essere competitivi? e ci si è quindi organizzati per avere maggiori possibilità di movimento estive?
In sintesi posso ripetermi:
1. mi sembra vagamente ridicolo che 2 milioni risparmiati (su un totale di 90-95 totali) siano una delle motivazioni accettabili per le trade!
2. "business", questa è la parola magica: non solo moltissimi scambi vengono effettuati per puri motivi di "marketing" (far "parlare", portare "carne fresca", rivitalizzare e creare nuove "illusioni") ma più in generale gli "affari" sono alla base di tutta la NBA (e non solo...): purtroppo "noi" (io per primo) siamo visti dai manager come "consumatori" e basta. In altri ambiti saremmo (e siamo) schifati e ci rifiutiamo di essere considerati in questo modo. Il "tifo" in questo campo invece ci rende ciechi e sordi. Più siamo "appassionati" più siamo "fregati".
Lo dice uno che ha (e tiene gelosamente) una maglietta "originale" dei Celtic dagli anni '70.
Grazie e a presto.
Citazione:
La situazione "centri" era critica, con due lungodegenti, il titolare appena rientrato e già rotto e un rookie, pure lui malconcio. In condizioni di "tutti sani" credo che Ainge non sarebbe intervenuto, rinnovo di Perk o no, ma stando così le cose era obbligatorio provare a fare qualcosa e ritengo che il rischio-Shaq sia il male minore rispetto agli scenari possibili anche perchè immagino che Ainge sia stato abbondantemente rassiurato a proposito del recupero dall'attuale infortunio del Trifoglione...il che non vuol dire, ahimè, che non possa farsi male ancora. Comunque, con Shaq, QUESTO Krstic e Murphy mi pare di poter dire che i 48 minuti sono coperti in maniera più che decente. E' inoltre evidente come Green e Arroyo siano un upgrade piuttosto evidente rispetto a Robinson e Daniels, vuoi per attitudine vuoi per stato di salute. Diciamo che in un mondo in cui 30 GM lottano per scannarsi 365 giorni l'anno probabilmente Danny ha spuntato quasi tutte le voci del suo piano di battaglia con un "fatto", tranne l'ingaggio di Bibby...francamente mi pare una cosa al limite del miracoloso.
Ad ogni modo mi permetto di farvi una domanda, scusandomi in anticipo della mia ignoranza:
C'è ancora la possibilità di comprare qualcuno o il mercato è definitivamente chiuso?
La possibilità che torni Wallace è totalmente sparita?
Grazie.
Però poi mettendo insieme i pezzi credo che Ainge sia stato quasi costretto a cedere Perkins, perchè era evidente che non avrebbe rinnovato con i Celtics alle cifre che Ainge poteva spendere per lui (poi in fatto che sia prone injured ha accelerato ancora di più la cosa), credo alla fine sia stato un divorzio consensuale, e che la trattativa fosse in essere già da un po e che il rinnovo di Perkins con i Thunder faceva parte di questa trattativa.
Detto questo, perdendo Perkins la contropartita potrebbe essere stata di altissimo livello, Green, è già un solido attaccante, da sistemare difensivamente, e secondo me con ancora tanto upside da esplorare, tant'è che spero venga esteso in estate senza pensarci molto, sarebbe un'ottima assicurazione per il nostro presente per i Big Three e un bel punto di partenza con Rajon per il futuro. Non sottovaluterei la scelta dei Clippers che tra quanche anno quando si ricostruirà potrebbe essere un assett cruciale sul mercato, per smuovere anche roba grossa. Lascio per ultimo Nenad, su cui ero molto scettico, ma qui mi sa che bastano un paio di paroline in un orecchio del numero 5 a cambiare l'impostazione di un giocatore. Rimane un difensore mediocre soprattutto sugli aiuti, a rimbalzo e in attacco però fa sicuramente la sua parte.
Due parole sui reduci dei buyout, Murphy mi è sempre piaciuto però va rimesso in forma e tanto tempo non c'è. Pavlovic non mi ha mai particolarmente intrigato, ma sicuramente meglio del biscotto è, non fosse per qualche cm in più, e un po di voglia di sbattersi in difesa. Arroyo lo conosciamo, regista pulito senza grandi picchi di fantasia, tiratore sugli scarichi di qualità, difensore "andante mosso". Tre scelte che ci stanno, e ad occhio e croce tutti e tre entrano nei 12 dei PO.
Per inciso bisognerebbe anche dire che ai tempi di Red - diciamo prima del lockout del '98, per fissare una data - le cose erano anche più facili.
Danny ha avuto la possibilità di scambiare un ottimo giocatore (Perk) che serviva particolarmente ad una squadra (OKC) che, a sua volta, aveva un'ottima contropartita necessaria ai Celtics per mettere una pezza ad un'emergenza (infortunio di Daniels). La partita sarebbe già stata in pareggio se non chè il mormone è riuscito ad infilarci in mezzo un play che non sa fare il play per un centro che non sa difendere ma il resto lo fa molto bene... ed in omaggio gli hanno dato una prima scelta (potenzialmente top ten/five)!
"APPLAUSI"
Non avete applaudito? Perchè? Cosa vi frena? L'essere tifosi di Perk? Non lo eravamo tutti anche di Powe? E di Scalabrine, Walter McCarty, Greg Kite...
Ainge come sempre ha fatto benissimo il suo lavoro mettendo insieme gli interessi della proprietà (business), quelli della squadra e dei suoi tifosi, e se questi ultimi sono rimasti un poco scioccati basterà giocare dei PO da Celtics per far passare la paura.
Direi di si e dunque fuori JO, Wafer e Bradley. Se però West recupera bene (perchè non dovrebbe?) e JO si rimette terranno ques'ultimo attivo e fuori Pavlovic. In ogni caso se JO si rimette un posto a roster è suo.
No,scusa, come poteva essere in pareggio? Comsiderando anche il taglio di Erden, se lo scambio fosse stato Perk per Green chi giocava centro da qui a playoff? e anche ai playoff avresti potuto contare solo sui 20 minuti di Shaq e... chi altro? "Punto interrogativo" JO? Ritengo Krstic fondamentale all'interno della logica di quella serie di scambi in cui ogni tassello è stato necessario
Prendi i giocatori in sè e guarda come si inseriscono nelle nuove squadre: direi che sono perfetti per coprire le esigenze di entrambe. La parità sta nel fatto che entrambe soddisfano una loro necessità nel migliore dei modi e con effetto immediato (quasi visto che Perk era infortunato).
Il discorso poi prosegue visto che Boston si trova con la coperta corta in mezzo all'area ma a quel punto la bilancia pende già dalla ns parte in quanto a noi Krstic serve (ed è subito disponibile) viceversa Nate a OKC pareggia il suo salario (ed è infortunato). Poi ci sarebbe la scelta in omaggio...
Questa è una delle rarissime trade che non scambiano semplicemente uno o più salari o talento affermato per un "pacchetto" fatto di giovani prospetti e/o scelte più un salario a pareggiare.
Primo, le condizioni fisiche di Perkins (non certo una garanzia assoluta) e quelle dei due O'Neill e mi domando se Ainge non sappia molte più cose di me (direi molto probabile) per ritenere il primo una scelta rischiosa di investimento futuro e i secondi una opportunità molto buona per i prossimi tre mesi.
Secondo, il discorso economico relativo al rinnovo di Perkins: corretto ricordare che il quintetto con lui "non ha mai perso una serie di PO", ma se la differenza tra le parti fosse stata veramente di 14ML (Mike Fratello durante il commento della partita con i Nets lo ha detto, citando una sua non rivelabile fonte - mi domando se fosse per caso un suo ex giocatore ora dipendente dei Celtics
Terzo, il lock out: potrebbe aprire scenari inesplorati e cambiare tantissimo, quindi posso dargli fiducia per magari scoprire tra un anno quanto sia preveggente.
Quarto e ultimo: possibile che Ainge non si sia reso conto del valore di Perkins? ovviamente no, quindi ribadisco la necessità di fiducia in lui.
..."business", questa è la parola magica (Giuseppe)
Scusa, per quanto trovi interessanti i tuoi punti di vista (e pure condivisibili, qua e là) noto una contraddizione: dici che 2 milioni in meno non sono una motivazione accettabile per una trade, ma poi affermio che “l’NBA è business”.
Due milioni risparmiati per i Celtics rappresentano un taglio del 2% nel bilancio del “payroll” della stagione in corso: non saranno una delle motivazioni principali, ma sono sicuro che a Grousbeck schifo non fanno.
Ammetto di essere stato piuttosto scettico quando ho letto della trade (Angelo)
Io sono il primo ad aver avuto seri debbi sulla trade sul momento tant'è che la definii una follia. (Leonardo)
Ero uno degli scioccati (e scocciati) al momento dello scambio (Michele)
Ahimè, se tre delle menti più brillanti del sito tradiscono Ainge prima che il gallo canti tre volte…
Scherzi a parte, anche a me non ha fatto piacere, però poi ho provato a farmi delle domande partendo proprio dal punto opposto al “commento a caldo” di Leonardo: dando per scontato che Ainge non è pazzo, perché si è sentito costretto a fare questa rivoluzione?
Credo che la risposta la stiamo avendo in questi giorni: Pierce da 2 su 10 al tiro nonostante un po’ di fiato da parte di Green… come sarebbero le cose se “The Truth” avesse dovuto giocarne 48 vista l’indisponibilità di Daniels?
...per come si stanno sviluppando le cose penso che difficilmente si sarebbe potuto fare di meglio...attenzione, ciò non vuol dire che siamo "più forti di prima", ma che Ainge ha fatto tutte le mosse del caso per salvare una stagione che a suon di infortuni ci stava costringendo a giocare il finale di stagione e forse i playoffs con più giocatori infortunati che giocatori sani. (Angelo)
Esatto. Ainge – che assieme a Rivers vede la squadra anche in allenamento – ha capito (o si è convinto, a torto o a ragione) che, anche col rientro degli O’Neal, Pierce, Garnett e Rondo sarebbero arrivati ai playoffs completamente spompati. Ed ha reagito muovendo l’unica pedina che destasse interesse senza “stravolgere” completamente il nucleo portante.
E’ una scommessa, potrà essere giusta o sbagliata, ma ha un senso.
C'è ancora la possibilità di comprare qualcuno o il mercato è definitivamente chiuso? La possibilità che torni Wallace è totalmente sparita? (Lorenzo)
Il mercato non è chiuso per i free agent, ma ora come ora i migliori sono già accasati ed a meno di infortuni gravi (tocchiamo ferro) le squadre di playoffs resteranno queste. A questo punto direi che è impossibile che Sheed torni.
Comunque le chiacchiere stanno a zero. (serfuoco)
Che facciamo, chiudiamo il sito?
Ainge come sempre ha fatto benissimo il suo lavoro mettendo insieme gli interessi della proprietà (business), quelli della squadra e dei suoi tifosi, e se questi ultimi sono rimasti un poco scioccati basterà giocare dei PO da Celtics per far passare la paura. (piero)
C’è chi dice che è presto per dire se il lavoro è stato fatto bene, ma io invece concordo con Piero: Ainge ha fatto TUTTO quello che doveva per mettere i Celtics nella miglior “rampa di lancio” possibile. Se poi le sue scelte non funzioneranno allora potremo criticare… anche se in questo caso già da adesso mi sembra che eventuali critiche siano assurde, a meno che non si sia convinti che i Celtics di Perkins, Daniels (infortunato e quindi assente), Erden, Harangody e Robinson fossero nettamente migliori di quelli con Green, Murphy, Krstic, Arroyo e Pavlovic.
...il lock out: potrebbe aprire scenari inesplorati e cambiare tantissimo, quindi posso dargli fiducia per magari scoprire tra un anno quanto sia preveggente. (Michele)
Questo è un punto sul quale nessuno di noi può avere “il polso” della situazione che ha Ainge. E probabilmente una cosa è avere tra le mani un “unrestricted free agent” come Perkins, una cosa invece un “restricted” come Green.
Da mesi non riesco a commentare come vorrei, ma spesso mi capita di voler esprimere pensieri che, leggendo via via tutti i post, risulterebbero poi ripetitivi e superflui (negli ultimi mesi, inoltre, i commenti sono aumentati esponenzialmente e la lettura richiede ancor più tempo per chi, come il sottoscritto, non vuole perderne neanche una goccia).
Nel post-trade, ho riscontrato reazioni comuni a molti (escludendo forse il nostro Piero, in pratica un GM mancato), che si possono riassumere in tre "step": shock iniziale, riflessioni e DOVUTI riconoscimenti (a coraggio, competenza e genio del nostro Danny).
La prima reazione è quella del tifoso, appassionato e sanguigno, che si è sentito di colpo defraudato del quintetto "magico" e imbattibile; il tutto amplificato dalla genialità della mossa, come quando - negli scacchi - si sacrifica una torre (e altri pezzi minori) per attaccare il Re e puntare al "matto".
La seconda è tipica delle persone intelligenti e umili, caratteristiche che un vero Celtic possiede.
Il terzo, infine, è il comportamento degli Analisti capaci che alla fine, dopo averne interpretato retroscena, motivazioni intrinseche e conseguenze, riescono a decifrare, capire e giustificare la "mossa".
Personalmente, anche se nel "silenzio" di assiduo lettore di IAAC, ho percorso tutti e tre gli step (chiaramente il terzo "indotto" dalle menti brillanti del sito, non ritenendomi affatto un analista capace, ma solo un attento osservatore) e, al termine del mio "verde sentiero", è aumentata la venerazione nei confronti di Ainge, così come immensa è la gratitudine verso redattori e commentatori di questa Grande Famiglia, della quale sono orgoglioso di far parte.
Miri
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