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Approfondimenti

Dopo aver esaminato la Eastern Conference la scorsa settimana, passiamo ora a dare uno sguardo (e qualche voto) ad Ovest, dove in mezzo all' esodo delle stelle verso Est San Antonio e Dallas stanno efficacemente dando battaglia a quelli che avrebbero dovuto essere i padroni quasi incontrastati...
... continua ...
San Antonio Spurs: Ok, la perfezione non esiste, ma all'ombra dell' Alamo sta andando in scena un capolavoro per molti versi inaspettato. A Novembre era opinione piuttosto diffusa che i Lakers non avessero avversari all'altezza. Certo, snobbare Duncan e compagni non è esercizio consigliabile, ma il gruppo sembrava ormai destinato a un lento e glorioso tramonto. Protetti dagli infortuni dalla Dea Bendata (Duncan, Parker, Ginobili, Blair, Jefferson e Neal non hanno perso una partita che è una), la squadra ha immediatamente iniziato a macinare vittorie trovando anche dalla panchina il decisivo ed insperato apporto di Gary Neal, 8.8 punti in 20 minuti di media con il 41% da tre punti. Popovich sta giostrando i minutaggi con il bilancino del farmacista (stakanovista del gruppo Richard Jefferson, con soli 31.3 minuti a partita sul parquet). Se aggiungiamo che questi sanno come si giocano i playoffs, abbiamo decisamente uno sfidante per i gialloviola. Voto 9.5.
Dallas Mavericks: storicamente “animali da Regular Season”, anche quest'anno non si smentiscono. Stagione molto continua se escludiamo un periodo difficile nel mese di Gennaio in concomitanza con l'infortunio che ha appiedato Nowitzki per una decina di gare. Chandler ha dato un quid importante alle voci “difesa” e “rimbalzi”, Terry dalla panchina continua a far male con quasi 16 punti di media nonostante l'età non più verdissima e Peja Stojakovic si è subito ben inserito facendo valere le sue qualità di cecchino in sostituzione dello sfortunatissimo Caron Butler, del quale risentiremo parlare solamente dal prossimo campionato. E se questo fosse l'anno buono per farsi valere anche ai playoffs? Voto 8.5.
Portland Trail Blazers: Sinora Roy 23 partite giocate, Oden (purtroppo al solito) non pervenuto, Camby 17 (and counting). In Oregon prosegue il bollettino di guerra per la squadra che avrebbe dovuto iniziare una dinastia. Ci sarebbe di che stracciarsi le vesti ma anche quest'anno la creature di coach McMillan riesce a rimanere a galla...anzi, con 33 vittorie e 25 sconfitte attualmente si trova a un più che apprezabile sesto posto. Aldridge sta giocando la sua migliore stagione a livello di cifre (certamente più responsabilizzato dalla lunga assenza di Brandon Roy), Wes Matthews è una piacevole sorpresa, Miller regala ancora fosforo senza segni di cedimento alla dodicesima stagione da professionista. Gustosissimo l'arrivo di Gerald Wallace per Dante Cunningham, Przybilla e due prime scelte, anche se qualche dubbio sull'opportunità di una tale addzione rimane. Forse non arriveranno in fondo ai playoffs ma un applauso lo meritano di sicuro. Voto 8.
New Orleans Hornets: Reduci da un campionato assai deludente si stanno ben comportando. Certo, il futuro è nebuloso almeno quanto le voci che si rincorrono su Chris Paul, ma il quinto posto ad Ovest, nonostante un mese di Febbraio molto difficile (4-7, anche per l'infortunio subito da Emeka Okafor, fino ad allora in doppia doppia di media per punti e rimbalzi) va forse oltre le previsioni della vigilia. Chris Paul è una sicurezza, anche se ha vissuto annate migliori, Ariza garantisce il consueto supporto difensivo. Spiace per il nostro Belinelli che dopo una prima parte di torneo promettente si è un po' spento perdendo nelle ultime uscite il posto in quintetto a favore di Willie Green. Voto 7.5.
Memphis Grizzlies: Attualmente all' ottavo posto nella Conference, potrebbero beneficiare dei terremoti in atto a Denver e Salt Lake City per risalire ulteriormente la corrente...”potrebbero”, perchè la spalla infortunata il 15 Febbraio pare poter costringere ad un lungo stop Rudy Gay. Si prevede un rientro in campo non prima di un mese, con la possibilità di uno stop ancora più lungo, addirittura di campionato finito. E' un vero peccato, perchè la squadra sta va attraversando un momento decisamente felice (14-6 le ultime 20 uscite). Come al solito importanti le cifre di Randolph (20 punti e 13 rimbalzi di media) e dello stesso Gay (19.8 punti), ma buoni segnali in fase offensiva arrivano anche da Conley che, pur avendo limiti ancora evidenti nel “far girare” la squadra, si propone come terza “bocca da fuoco”. Voto 7.
Oklahoma City Thunder: Dopo una stagione da 50 vittorie e dopo aver impegnato i Lakers nel primo turno degli scorsi playoffs per 6 partite la giovane franchigia era pronosticata come una delle più credibili alternative ai gialloviola. Come spesso accade il campo aveva almeno parzialmente costretto a rivedere le più ottimistiche previsioni: i ragazzi di coach Brooks stavano facendo bene, ma la sensazione era che per l' ”esplosione” definitiva si sarebbe dovuto aspettare ancora un po'. Cosa mancava? Un centro di spessore. Appunto: l'arrivo di Perkins pare colmare la lacuna e le partenze di Krstic e Green non dovrebbero pesare più di tanto. L'asse Durant-Westbrook (più di 50 punti di media in due) ha pochi eguali nella lega, Ibaka è cresciuto molto, Sefolosha è una sicurezza. Ad oggi sono più o meno in linea per ripetere la stagione precedente, quindi il voto sarebbe un 6.5, ma la sensazione è che con l'ultima mossa di mercato abbiano rosicchiato qualcosa a Spurs, Lakers e Mavericks, quindi aggiungiamoci un mezzo punto: Voto 7.
Los Angeles Lakers: Record affatto disprezzabile, ma chi si sarebbe aspettato che in un Ovest sempre più in fase calante i gialloviola si sarebbero trovati a) Al terzo posto dopo la pausa dell' All Star Game, b) Con 5 partite di ritardo rispetto al 2010 e , c) Con un bilancio non esaltante (13-11) contro le squadre sopra al 50% di vittorie (I “bolliti” e “incerottati” Celtics erano 19-6, per restare in casa nostra). Non stupiscono più le pantomime di Jackson che dopo un paio di sconfitte comincia ad incolpare Gasol, West e Mikan...E non si possono nemmeno tirare in ballo gli infortuni, perchè a parte il neo acquisto Barnes negli ultimi mesi l'infermeria è stata decisamente vuota. Restano ovviamente tra le massime favorite ma la posibilità di giocare i playoffs “in salita” non sono più così risibili. Voto 6.5.
Denver Nuggets: “I New York Knicks prendono Carmelo Anthony, Chauncey Billups, Anthony Carter, Shelden Williams, Renaldo Balkman e Corey Brewer; i Denver Nuggets prendono Wilson Chandler, Danilo Gallinari, Raymond Felton, Timofey Mozgov e la prima scelta nel draft 2014 dei Knicks, i Minnesota Timberwolves ricevono Eddy Curry e Anthony Randolph.” (da IAAC, 22 Febbraio)...e potremmo anche chiudere qui ogni tipo di commento. Fino a quel punto avremmo raccontato di un campionato discreto, di una squadra dal record positivo con poche probabilità di andare oltre il primo turno di playoffs. Poi la telenovela di Anthony è finita come sappiamo. Voto 6, ma è chiaro che a questo punto si riparte da 0.
Phoenix Suns: Potrebbero essere i maggiori beneficiari delle partenze di Williams e Anthony. Se fino a qualche giorno fa la qualificazione alla postseason era da considerarsi impossibile o quasi, allo stato attuale delle cose l'eventualità non sembra poi tanto peregrina. Certo, sarebbe un ingresso “dalla porta di servizio” per una squadra che, nonostante il buon momento attuale, non ha certo fatto faville sinora: rivoluzionata già in estate, a partire dal cambio di coach per arrivare alla partenza di Stoudemire, ha subito un ulteriore, pesante restyling con la trade che ha portato Carter, Gortat e Pietrus. Età avanzata del quintetto, roster impoverito, nessun futuro con questa configurazione, un concetto di difesa piuttosto vago...eppure dietro all'immenso trentasettenne Steve Nash (che continua a mostrare lampi di classe cristallina con 16 punti e 11 assists a partita), si riesce a restare in carreggiata. Voto 6.
Utah Jazz: Vedi sopra. Via Deron Williams, dentro Devin Harris e Derrick Favors. Prima l'addio di Jerry Sloan (dopo 23 anni di onorato servizio), poi quello del franchise player di casa. Evidentemente la dirigenza ha ritenuto che il gruppo di giocatori non avesse chance di diventare vincente...i capricci di Deron hanno fatto il resto e allora via con la ricostruzione. Peraltro non è che il rendimento fosse eccezionale. Dopo un buon inizio, nelle ultime 18 uscite pre-trade si contavano solo 4 vittorie. Voto 5 alla stagione fino ad ora, perchè il roster non era comunque da bassifondi della zona playoffs. Il futuro è roba da lettura dei fondi di caffè...
Houston Rockets: Traditi per l'ennesima volta da Yao, con Brooks lontanissimo parente del fromboliere dell'anno scorso (anche a causa di problemi fisici), poi addirittura ceduto...è chiaro che le pur robuste spalle di Scola e Kevin Martin non possono consentire voli pindarici. Anche la difesa, un tempo affatto disprezzata da Adelman, pare un ricordo (più di 105 i punti subiti a partita). Voto 5.
Golden State Warriors: Smart ha impostato la squadra in maniera un po' più "ordinata" rispetto all' "allegra brigata" di Don Nelson, ma i risultati non sono dissimili: caterve di punti fatti, caterve di punti subiti e via a raschiare i bassifondi della classifica. Da rimarcare i 25 punti ad allacciata di scarpe per Monta Ellis e Stephen Curry, che si conferma vero e proprio "steal of the draft" del 2009. Comunque, voto 5.
Los Angeles Clippers: ennesimo campionato da lotteria per i cugini poveri dei Lakers. Il roster è giovane e accattivante, Griffin è un crack (24 punti e quasi 13 rimbalzi a partita), DeAndre Jordan cresce, Eric Gordon ormai è una sicurezza. Lo scambio con Cleveland per avere Mo Williams non dovrebbe spostare più di tanto nell'immediato. Ragionevole pensare che qualche W in più sarebbe arrivata se Kaman non avesse perso una marea di gare (e mettiamoci anche Gordon)...tutto bello, per carità, ma nell'ultimo mese ne hanno vinte 2 e un bilancio di 21-38 non può valere la sufficienza. Voto 4.5.
Sacramento Kings: buio pesto, tra le mattane di Cousins, il calo di Landry (poi ceduto) e qualche onesto mestierante intorno a Tyreke Evans. Voto 4.
Minnesota Timberwolves: L'ultima stagione vincente risale ormai al lontano 2005. Da allora un'imbarazzante serie di rovesci senza mai un barlume di ricostruzione seria. Anche quest' anno non fa eccezione. Peccato, perchè Beasley appare cresciuto dai tempi di Miami e Kevin Love sarebbe una "discreta" pietra angolare. Quante possibilità ci sono che in mezzo al nulla attuale il giovane talento decida di restare nel 2012? Voto 3.





Commenti
Assolutamente si! Purtroppo però per non andare sotto con il tuo diretto avversario ci vuole il fisico e gente come DWill e Rose nell'NBA di oggi tiranneggiano i Nash o gli Stockton che rappresentato il livello più alto di playmaking che sia mai stato raggiunto.
Dovessi scegliere il mio play per una stagione indipendentemente da età, upside, etc io vado con Steve ad occhi chiusi.
Segnalo che a Memphis il nostro Tony preferito ormai è stabile in quintetto con un rendimento niente male, mentre Belinelli ha perso il suo quintetto.
Nella notte piccolo favore dei Knicks che violano Miami e li costringono a una sconfitta più di noi: i numeri forse dicono poco e sarebbe interessante avere il tempo di guardarla.
Dopo la sosta i lakers sembrano aver risolto molti dei problemi che li hanno portati al terzo posto e dobbiamo sperare che i Mavs non perdano il ritmo ....
Intanto e' ufficiale il buyout di Troy Murphy e la lotta per averlo e tra noi e i Miami Heat.
Nottata comunque dalle indicazioni importanti:
- OKC perde in extremis con LA. Durant e Kobe fanno a gara chi ci piglia meno e la differenza la fanno i lunghi di LA. E già il nostro Perk per i Thunder è e sarà vitale se vogliono diventare conteder credibile. Sono ufficialmente dipendenti dalle ginocchia del nostro rimpianto ex-centro!
- Mavs vanno in continuità. Come da pagella, confermano di aver ritrovato livelli importanti smarriti nelle ultime stagioni. Ma, l'esperienza insegna, quanto possano essere realmente pericolosi nei PO resta incognita. Comunque di potenziale ce n'è. E quest'anno hanno anche un centro vero.
- la nottata, però, è stata soprattutto segnata dalla sfida Knicks-Heat con NY corsara in quel di Miami. La partita che non ti aspetti per intensità e aggressività, da parte di due squadre che non hanno esattamente questo nel DNA. Insomma, roba da PO. I Tre amigos sono stati spazzati via dal nuovo trio Melo-Stoud-Billups. E soprattutto il play ex Denver è stato decisivo nel finale dimostrato di aver ritrovato voglia e entusiasmo che a Denver sembrano scemati. A NY sembrano convinti di essere in piena corsa per il titolo. Resto perplesso assai. Però una considerazione mi sento di farla: dei due terzetti quello peggio assortito a me sembra quello degli Heat. Già perché Stoud un passo indietro l'ha fatto e Billups è maestro nel generare sintonie, a Miami invece Wade e Lebron si fagocitano l'un l'altro con il secondo che sta avendo nettamente la meglio sul primo. Vedremo.
Due nomi su tutti: Tony Allen e Bill Walker.
Per Tony è forse giunta la stagione della definitiva consacrazione come ben evidenziato dal Pulcini.
Bill Walker, dopo il rimescolamento in casa Knicks, trova di nuovo spazio e lo sfrutta per bene. In questa Lega sembra proprio poterci stare. Ci credevo allora, ne sono convito oggi.
Il termine dovrebbe essere il 28 febbraio giusto?
Cioè, da quello che ne so io, un giocatore andrebbe tagliato entro e non oltre questa data, giusto?
Poi, se sempre libero, può essere firmato secondo regolamento e possbilità economiche della società che lo vuole ingaggiare.
Per poter giocare nei PO con un'altra squadra il termine del Buy-Out è entro il 01/03. Poi il giocatore deve firmare entro l'ultimo giorno di RS.
5-11 Record nelle partita chiuse con 5 punti di scaro o meno
10-14 vs squadre sopra il 50%
1-7 contro le top 6 dell' NBA.
Avevo letto dell'1-7, gli altri dati no: certo che non c'è di che gioire...
Oggi come oggi la squadra che più mi fa paura ad est sono i Bulls e poi, in ordine, Miami, NY, Orlando ed Atlanta.
Se riusciamo a rimanere al primo posto mi aspetto una semifinale contro NY (che vincerà la sfida con Orlando al primo turno) e poi per la finale vedremo chi ci riserva il destino.
Nel peggiore dei casi Green si beccherà Granger, Melo e Lebron prima della finale...
Bibby se verrà tagliato sembra conteso tra Portland e Miami, a Miami peraltro un play è necessario, perchè fanno tutti a cazzotti per non portare palla
Il buyout più misterioso potrebbe essere quello di Corey Brewer, ancora mai schierato dai Knicks nelle tre potenziali e non risulta neppure tra gli infortunati, anche qui diverse squadre in agguato, i soliti Bulls con Noah che preme per riunirsi al suo compagno di College, Portland, e secondo alcune voci pure i Celtics. Questo ragazzo resta un mistero, come potenziale non si discute, ma non è mai esploso e se a NY manco lo hanno portato in panchina temo ci sia qualche magagna nascosta, cosa che magari uno staff tecnico che ha "domato" Marbury come un agnellino, potrebbe rischiare senza problemi.
Se le magagne sono caratteriali, allora i dieci minuti classici nel ripostiglio con Garnett penso possano chiarire ogni problema
Se arriva via buyout da noi, ovviamente il contratto da rookie viene annullato dal taglio e da noi viene al minimo salariale.
KG per il momento lasciamolo concentrare su Krstic che deve capire come l'antifona accanto a Garnett, con i Clippers ho notato che KG gli parlava di continuo con squadra misto incazzato da morire /rassicurante.
Lo potremo capire presto, in base ai minuti in campo e all'interesse di KG stesso per lui.
il problema è che purtroppo, in questo momento,se le finals fossero proprio oggi non so se vinceremmo noi, ma fortunamente sono, tra un po', e speriamo di esserci! tempo al tempo ragazzi, pensiamo a rinforzarci con il buyout e poi puntiamo in alto ragazzi!
ALL ABOUT 18!
Dai Ainge prendiamo questo, lo voglio !
Poi Murphy e Bibby e ne esci alla stragrande !
Eh: magari!!! Avremmo un secondo quintetto da paura oltre che un'infinità di varianti tattiche!
In questo caso chi potremmo prendere?
Ford-Brewer-Gadzuric?
Agli Spurs mancava Parker comunque hanno portato a casa una bella vittoria. Ho visto anche che tutti e 12 i giocatori di Popovich sono andati a referto in punti: credo non aver mai visto una cosa del genere.
Significativa è anche la W di Orlando in casa contro NY: avrei detto che la banda di D'Antoni l'avrebbe portata a casa per iniziare la rincorsa al 4 posto ad est ed invece... "respinti con perdite"!
Evidentemente i centri dominanti vogliono ancora dire qualcosa nell'NBA del III millenio.
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