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Approfondimenti
And the winner is? James Jones! Il tiratore dei Miami Heat grazie ad una finale eccellente sorprende il duo dei Boston Celtics e vince la gara da 3 punti nell'All Star Game 2011. Jones dimostra di essere uno dei migliori cecchini dall'angolo e si porta meritatamente a casa il trofeo. Comunque buone prestazioni sia per Paul Pierce che per Ray Allen che arrivano in finale sotto lo sguardo attento di un divertito Kevin Garnett.
La serata si apre con l'Haier Shooting Stars, una gara al tiro tra squadre composte da 3 giocatori, a sfidarsi ci sono 4 team: i campioni uscenti di Texas, Atlanta, Los Angeles e Chicago. Le squadre sono composte da un giocatore attuale, uno del passato e una giocatrice femminile. Arrivano in finale i texani guidati da Dirk Nowitkzy che dovranno pero' inchinarsi ad Atlanta che porta a casa la vittoria grazie ad un canestro da centrocampo di Al Horford.
Il secondo duello della serata e' riservato alle point guard: si tratta di un percorso denominato Skill Challenge e i partecipanti dovranno dare prova di abilita' nel tiro e nel passaggio, vince chi completa il percorso nel minor tempo possibile. Arrivano in finale Russell Westbrook (30 secondi) e Stephen
Curry (34.19). A portarsi a casa il trofeo sara' il folletto dei Golden State Warriors grazie ad una prova perfetta, che chiudera' in appena 28 secondi.
A chiudere la kermesse del sabato lo Slam Dunk Contest dominato da un incredibile Blake Griffin e dal suo strabordante atletismo (l'ala dei Clippers chiude schiacciando dopo aver superato in volo una macchina parcheggiata sotto canestro!). Da segnalare anche le ottime performance del 7 piedi Javale McGee, che infila contemporaneamente due palloni in due canestri diversi e poi ne mette 3 insieme dentro lo stesso canestro, e di Serge Ibaka, che schiaccia saltando dalla linea del tiro libero.
Ma veniamo alla gara che piu' ci interessa da vicino: il Three Point Contest. Sei partecipanti: James Jones, Daniel Gibson, Ray Allen, Dorell Wright e il campione uscente Paul Pierce. Prima della gara c'e' spazio per un intervista doppia ad Allen e Pierce e i due scherzano sulla loro rivalita' ma entrambi hanno lo sguardo furbo di chi vuole portare a casa la vittoria. Giusto il tempo di vedere un Bill Russell sempre piu' in forma, che scende sul parquet per abbracciare Paul Pierce, e il primo turno ha inizio.
Il primo a tirare e' James Jones e l'ala di Miami riesce a rimanere in ritmo per tutto il minuto a disposizione mettendo a referto un buon risultato: 16 punti per lui.
Il secondo a scendere in pista e' Daniel Gibson, la guardia dei Cavs forse paga l'emozione, sbaglia i primi 9 tentativi e chiude con appena 7 punti.
Tocca a He Got Game e Ray Ray piazza un primo turno ai limiti della perfezione, la tecnica di tiro e' come sempre pulita ed efficace, un piacere poterlo ammirare. Ray Allen firma 20 punti che gli consentiranno di chiudere in testa il primo round.
Adesso e' il turno di Kevin Durant ma l'ala dei Thunder non sembra tagliato per questo tipo di competizioni. Durant non trova il ritmo giusto e riesce addirittura a far peggio di Gibson: solo 6 punti per l'MVP degli ultimi mondiali.
Il penultimo cecchino ad affrontare la prova e' Dorell Wright, l'ex Heat inizia bene ma presto si scompone sbagliando tutta la serie frontale. Wright chiude con 11 punti che al momento gli consentono di piazzarsi al terzo posto e poter ancora sperare nella qualificazione.
In virtu' del titolo di campione conseguito nello scorso All Star Game Paul Pierce ha il diritto di scendere sul parquet per ultimo e di poter iniziare la sfida sapendo che gli bastano 12 punti per agguantare il terzo posto e centrare la finale. E sono proprio 12 i punti che The Truth scrivera' a referto, il capitano dei Celtics si salva dall'eliminazione nel carrello finale dove infila gli ultimi 3 centri compreso il money-ball (palla che vale 2 punti), facendo indispettire non poco il pubblico di Los Angeles.
Arrivano quindi in finale i due Celtics Allen e Pierce + James Jones. Sugli spalti a tifare per i rispettivi compagni di squadra troviamo Kevin Garnett e Dwyane Wade che si esaltano nemmeno fossimo al Superball.
La finale puo' cominciare e tocca a Paul Pierce aprire le danze. Il numero 34 biancoverde cambia ritmo rispetto al primo turno e grazie agli ultimi due carrelli ai limiti della perfezione scrive a referto un bel 18.
James Jones sembra nervoso prima del via ma tira fuori la prestazione della vita infilando 4 money ball su 5 e chiudendo con 20 punti. Ottimo risultato per Jones che ora deve solamente aspettare di vedere cosa fara' il miglior tiratore da 3 punti della storia.
Ray Allen ha pero' le polveri bagnate, parte con le mani fredde sbagliando troppe conclusioni, si riprende grazie ad un perfetto carrello centrale (5/5) ma poi segnera' solamente 4 canestri negli ultimi 10 tentativi: 15 punti per Allen ma non sono abbastanza.
Oggi vince con merito James Jones, una piccola rivincita per gli Heat dopo le 3 sconfitte di season contro i Celtics.





Commenti
Comunque bella soddisfazione avere i nostri due in finale: Pierce ha tirato bene, Ray forse leggerissimamente sotto tono, ma in una gara così ci può stare.
La gara delle schiacciate ha poco a che fare con il basket vero, ma a livello di intrattenimento è davvero gustosa ... anche se avrei votato per McGee, più fantasioso.
Le altre due gara non sono proprio roba per me ....
Leggevo ieri che Stern vuole ripensare l'All Star Weekend .... mi pare decisamente il caso.
La prossima gara delle schiacciate, prevederà la possibilità di saltare un Hummer
Cal
coro gospel in onore di Sanremo
Infatti...essendo la manifestazione canora, seguitissima anche negli Sates
Cal
PS: al buzzer beater di Pierce nel primo turno ho esultato come se lo avesse messo in una partita vera
Qualcuno ha letto invece qualcosa dei negoziati tra giocatori e proprietari?
Preso dalla Gazzetta dello Sport:
Alla sua classica conferenza stampa di meta’ anno, il commissioner prova a mostrare ottimismo sui progressi della negoziazione tra i proprietari e il sindacato. “Non ci sono formule magiche - dice Stern - dopo le frasi ad effetto adesso e’ arrivato il momento di lavorare seriamente per arrivare a un accordo. L’incontro con il sindacato di venerdì e’ stato positivo, dobbiamo continuare a negoziare ben sapendo che entrambe le parti hanno il potere di far calare la serranda sul campionato. Ma non credo che nessuno abbia questa intenzione”.
Hunter però poi poco dopo dice che a "suo parere" (specificando che è solo la sua idea al momento) il lockout è inevitabile per come stanno le trattative al momento.
Si parla di 17 franchigie su 30 in perdita, di cui 5 in maniera molto pesante al punto che in tempi brevi se non entrano nuovi investitori o capitali freschi, queste cinque franchigie rischiano grosso.
Alcuni punti sarebbero stati appianati, ma su altri le parti sono distanti, soprattutto sui contratti al massimo salariale, l'associazione giocatori vuole il mantenimento dei parametri attuali, Stern e i proprietari vogliono una decurtazione del 35-40% e una durata massima di 4 anni invece che di 5. Tra i punti su cui ci sarebbe l'accordo uno è che l'età di ingresso nell'NBA viene alzata di un anno. Rigettata al mittente invece dall'associcazione giocatori la proposta di compensare in parte la decurtazione dei salari, con premi ad incentivi a secondo del risultato raggiunto dalla squadra.
Intanto il "Furbetto" Deron Williams indicato da alcuni come la causa dell'abbandono di Sloan, fa sapere che nel 2012 quando sarà Free Agent vorrebbe lasciare Utah per andare ai Knicks.
Giova pure ricordare che un certo Nate Robinson circa 30 cm più basso di Griffin, saltà un certo Dwight Howard che era almeno un metro abbondante più alto del cofano della Kia.
Che poi siam sempre lì, basta girare su youtube per trovare cose che farebbero impallidire il Griffin di turno... Da James White (dalla linea del tiro libero va a due mani o con mulinello...) a Kadour Ziani, in grado di togliere la palla incastrata tra ferro e tabellone... con il piede...
Citazione HOndo:
D'accordo con voi e poi vorre iaggiungere che Nate meritava di essere li (ma ho l'impressione che DOVESSE vincere Griffin).Proprio Ziani ha schiacciato saltando sopra un'auto: ci sono un sacco di video sul tubo.
A parte McGee e le sue "trovate" un pò fuori dal comune,la prima di DeRozan era spaventosa!!! Mi riferisco a quella scopiazziata ad Iguodala.
Nella gara da 3 complimenti a Jones.
Peccato per Ray soprattutto: era il modo migliore per festeggiare il record da 3,ma fa niente.
Pierce ha onorato l'impegno.
L'ASG è un carrozzone,quella che noi definiamo "un'americanata",non ci darei troppo peso.Inoltre nell'edizione di LA chi di voi si aspettava sobrietà?
'Sta cosa del lock out invece comincia a diventare sempre più una possibilità reale,più che una minaccia.Pare che il passivo sia nell'ordine dei 300 mln di $.
x Giancleto: RAY ha finito con 15, non 17... buon WE a tutti!
errore di... Sonno! variato, grazie Luca
La scorsa settimana mi ero lanciato in un parallelismo Bird-Allen definendo il primo migliore nel risultato ed il secondo migliore nello stile.
Ecco, a mio modesto parere Bird sabato sera avrebbe fatto polpette di Jones e di chiunque altro si fosse presentato. Poi è una gara secca e con quelle regole possono vincere in molti (ma Durant cosa ci è andato a fare?).
Citazione Leonardo Ancilli:
Di per sè Griffin mi ha impressionato per la potenza che riesce ad esprimere. A livello di stile Carter forse è inarrivabile mentre se uno valuta la prestazione atletica DeRozan è bravo assai (però Nate li mette in riga tutti considerando da dove parte).
Francamente non vedo la differenza tra saltare un'auto sul cofano ed un banco come fece il ns ex canguro... Ah già, il banco non era sponsorizzato
Coro Gospel, 2 canestri, pupazzetti strappati a morsi... il filmato di Doctor J con l'afro che andava a schiacciare era come tratto direttamente da Jurassic park.
Per inciso: James Whorty è veramente invecchiatissimo, stentavo a riconoscerlo.
Per come la vedo io il lockout è un qualcosa che le parti tengono come spauracchio ed i media ci marciano sopra, un po' come le armi nucleari nella guerra fredda degli anni '70.
Tutti sanno che da una situazione di quel tipo nessuno avrebbe dei vantaggi per cui solo degli sciocchi lascerebbero che la cosa andasse per quel verso
Se sono vere le stime sui deficit delle franchigie in perdita (si parla di oltre 1,5 miliardi di dollari, solo sugli esercizi del 2010) io temo che il giro di vite che vuole dare Stern non abbia alternative, e che su certi parametri non può minimamente cedere a costo di "spengere" per un anno l'NBA.
Resto altresì dell'idea che ad oggi 30 franchigie siano troppo, prima di tutto perchè non ci sono 30 citta dove si potrebbe ospitare una franchigia in tranquillità, e qui sinceramente tutte le manie di espansione stanno venendo fuori come problemi cercati. Si parla anche dei Kings che si spostano, di New Orleans ancora in cerca di un Owner, di Charlotte già con l'acqua alla gola dopo solo sette anni.
Questo per dire che non sarebbe la prima volta in cui, solo per non creare un precedente o per non dare punti di vantaggio all'avversario si fanno scelte "sfortunate"...
Scusate il rigurgito storico, ma io temo che la stretta (probabilmente necessaria) di Stern sia troppo lontana dall'essere negoziabile dai giocatori. Vedremo.
Si Leo, i Kings ad Anaheim sono curiosi, almeno facciamo tutto l'Ovest a Los Angeles e risparmiamo le spese di trasferta.
Tex Willer nel mitico "Tra due bandiere" - che io personalmente giudico il più bell'albo di tutta la serie - non la raccontava proprio così e non ho il coraggio di schierarmi contro di lui...
Ciò che dici è interessante ma mi rifiuto di credere che non si trovi un compromesso. Stern fino ad ora ha gestito alla grande questo carrozzone che è ormai diventato l'NBA (spero non me ne vogliate ma se il momento pubblicitario più alto è rappresentato dall'ASG e manifestazioni a latere non so trovare altri aggettivi) pur commetendo degli errori quali la proliferazione delle squadre. Se tu sei andato indietro fino alla guerra di secessione allora io esagero e torno all'impero romano che è imploso una volta diventato incapace di accrescere i propri confini.
Ci sono mooooolti mezzi per arginare i contratti capestro che le squadre sono troppo spesso costrette ad accollarsi per magari tentare anche solo di giocare una finale di conference.
Viceversa trovo ridicole certe pantomime come quella di Melo che ormai ci accompagna da 1 anno...
Se alzano il n. dei giocatori a roster ed il minimo per i veterani c'è spazio per porre un freno agli altri contratti, non solo attraverso il cap o la loro durata.
In definitiva stiamo parlando di meno del 10% dei contratti in quanto i vari Lebron, ecc. continueranno a prendere i loro soldoni ma non sarà più così per tutti quei quasi all star a cui sei costretto a dare 5 anni di contratto per un minimo di 35/mln... Anche la MLE è esagerata ed infatti è oggetto di revisione.
Tutti conoscono queste ovvietà così come sono consci delle difficoltà che affrontano gran parte delle squadre e star fermi 1 anno vuol dire solo peggiorare la situazione perchè chi era in perdita senza incassi sicuramente bissa il risultato negativo e credo anche tutte le altre squadre, per effetto dei costi fissi, segneranno in rosso il loro risultato. I giocatori poi ma quando li recuperano i soldi che perdono? Di gente che fa 15 stagioni ce ne sono pochissimi e credo di non sbagliare se dico che la media di carriera per un giocatore in NBA sia intorno ai 5-6 anni. Quei 30-40 giocatori che fanno "saltare il banco" non credo abbiano la forza contrattuale di imporre un contratto che continui a favorirli, soprattutto se questo è a discapito degli altri 400.
Sono anch'io giunto alle stesse conclusioni.
A Stern così come ai proprietari non gliene può fregar di meno di firmare contratti per 100/mln caduno, l'importante è che ci sia il loro tornaconto! Se questo viene meno allora si tira cinghia tutti, padroni e giocatori.
Nel calcio ancora ancora se non ti metti d'accordo con una società italiana ci sono le spagnole, le inglesi e poi tedesche e russe... A basket se non sei in NBA dove giochi? Eurolega? Non vado oltre...
Stern è chiamato ad un compito difficile ovvero quello di passare da "developer manager" a "turnaround manager".
Se gestire una squadra richiedesse un minor impegno finanziario in termini di risorse allora 30 franchigie potrebbero starci ma così come è oggi non c'è spazio.
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