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Approfondimenti

Dicembre, tempo di primi bilanci per una lega che si avvicina a grandi passi verso la fine del "primo quarto" di stagione regolare. E allora vediamo che cosa è successo in questi giorni alle trenta franchigie che lottano per quei sedici posti al sole: Ad est Benissimo i Celtics, in striscia positiva da 6 partite, che in settimana si sbarazzano di Cleveland, Portland e Chicago, imbastendo due prove assolutamente convincenti inframmezzate dalla complessa gara con i Trail Blazers: Ray Allen non è in gran vena realizzativa (2/11 da tre punti, per dirne una)? Poco male, Rondo, Garnett, Pierce e uno Shaq in gran spolvero non lo fanno rimpiangere troppo. Aggiungiamoci Davis, Daniels capace di unire ad una competente difesa anche gli attesi lampi offensivi (9 di media, 16 ai Cavs) e si può guardre al futuro con il consueto ottimismo.
... continua ...
Ovviamente preoccupa la fascite plantare di Rondo (ma i 19 assists di ieri parlano da soli), il polso di West (ritorno dopo l'all star game?), il piede dolorante di Robinson, il consueto ginocchio del secondo O'Neil per il quale i tempi previsti al rientro slittano continuamente, ma sono malanni cui i Celtics sono abituati da almeno un triennio...Bene anche i Magic che di botto si ritrovano con il duo Carter-Lewis che funziona come ai vecchi tempi: stesso cammino di Boston con tre vittorie nette (Detroit 2 volte e Chicago). Permangono i problemi strutturali perchè Howard, pur con tutti i suoi pregi è ancora offensivamente limitato e il giochino riesce finchè le medie da oltre l'arco superano il 45% come è accaduto negli ultimi 7 giorni ma se i due di cui sopra non si mantenessero su questi livelli ai playoffs le cose potrebbero comlicarsi ed evidentemente la dirigenza lo sa bene viste le continue voci di scambi più o meno complessi che potrebbero portare grossi cambiamenti a casa Van Gundy (l'ultimo rumor-Arenas è altamente esplicativo). Seguono a un paio di incollature gli Hawks, "bene ma non benissimo" come direbbe l'avvocato: 5 W in fila (gli ultimi scalpi quelli di Toronto, Memphis e Phila) ma perdono per un mese e mezzo Joe Johnson, sottoposto ad intervento chirurgico per rimuovere un "corpo estraneo" dal gomito. Il dolore era troppo fastidioso e le prestazioni leggermente sottotono del giocatore ne erano convincente prova. Ciononostante Horford e compagnia continuano a marciare sicuri anche grazie al sesto uomo Jamal Crawford, più di 15 punti di media in settimana. Tentano il rientro nelle zone nobili gli Heat, tra riunioni "clandestine" dei giocatori, tentativi più o meno velati di incolpare il povero Spoelstra e una generale sensazione di incompiutezza. Nota a margine: il coach non sarà certo incolpevole dei risultati "non all'altezza" (lo schema principale a tratti sembra essere un-tiro-per-uno-per-non-scontentare-nessuno), ma , parafrasando un irripetibile adagio genovese, non è un po' troppo facile fare il "prescelto" con il fondoschiena degli altri?Comunque, finchè "The King" ne mette quasi 30 di media tra Washington, Detroit e Cleveland (38 in 30 minuti nella "rentrèe") è chiaro che il 3-0 settimanale sia un risultato più o meno scontato.
Al sorprendente quinto posto i Knicks, con 11 vinte e 9 perse: asfaltati Detroit (oddio, asfaltati più o meno da chiunque nell'ultima settimana), New Jersey e New Orleans. Anche qui non mancano i problemi, a partire da una panchina improduttiva come poche (aspettando Azubuike), con una rotazione essenzialmente ridotta a 7 elementi. Va da se che se Stoudemire rimane stabilmente sopra i 30 di media (come nelle ultime tre uscite), Chandler e Felton sopra i 20 e Gallinari non troppo lontano, insomma se il quintetto regge, in partita singola questi Knicks sono capaci di battere più o meno chiunque. Ultima squadra sopra il 50% quei Bulls, definiti recentemente da Charles "Nardini" Barkley come la squadra più forte dell' Universo Mondo, i quali dopo aver battuto i derelitti Kings prendono due rumorose ripassate da Orlando (29 punti di scarto) e Boston ("solo" 12, ma il risultato non rispecchia l'affermazione in scioltezza dei biancoverdi)...giusto per chiarire che per ora non è il caso di montarsi la testa. La buona notizia è il rientro di Boozer, seppure ancora comprensibilmente in rodaggio.
Stesso cammino "settimanale" per Indiana (1 W e 2L) con record di 9 vinte e 9 perse. Battuti i Kings arrivano le sconfitte esterme nella trasferta ad Ovest ad opera di Utah e Phoenix: la sensazione comunque è che finalmente i Pacers siano una squadra vera e credibile: Hibbert è cresciuto molto, Granger sta bene anche se in un periodo di forma non proprio eccellente come testimoniano le ultime prestazioni non esaltanti (il 2/13 al tiro della notte scorsa grida vendetta), la panchina è in grado di fornire un apposrto adeguato. Se l'anno prossimo il front office riuscisse a procuarsi un play "vero" la squadra potrebbe fare il salto di qualità. Menzione d'onore per il solidissimo McRoberts, giocatore poco appariscente e dalle cifre modeste che in campo si sente eccome: rimbalzi, difesa e tanta grinta per ripagare O'Brien della fiducia finora ben riposta.
Se oggi finisse la regular season i raptors sarebbero ai playoffs, e questa è già una mezza notizia ricordando l'aria di smobilitazione che si respirava in canada dopo la partenza di Bosh. Intendiamoci, il record parla di 8 vittorie a fronte di 11 sconfitte, ma la squadra sta comunque superando le aspettative della vigilia, a maggior ragione considerando il serio infortunio che ha colpito Evans, fino ad allora rimbalzista principe del team. Dopo la secca sconfitta contro gli Hawks due convincenti affermazioni questa settimana, con Wizards e Thunder (sia pure privi di Durant). Bargnani si prende sulle spalle i compagni con 18 punti e soprattutto 9 carambole a partita, surrogando la pesante assenza dell'infortunato Evans. Bene anche il neo arrivato Bayless (10 punti e 4 rimbalzi in una ventina di minuti di utilizzo), aspettando il contributo di Stojakovic alle prese con un ginocchio "ballerino".
I Cavs, dopo un inizio forse condizionato in positivo dalla voglia di far bene nonostante l' assenza di James stanno scivolando malinconicamente (7-11 il record): 6 sconfitte nelle ultime 8 partite e una settimana con due sonore scoppole prese da Boston e Miami. Daltronde il talento è quello che è nonostante l'impegno di un buon Varejao e di un efficace Gibson (21 e 16 punti con Celtics e Heat) le prospettive non possono essere troppo rosee.
Poco da aggiungere sulle altre: da una Charlotte "tradita" sinora dai grandi vecchi Wallace e Jackson, solo sporadicamente all'altezza della propria fama, passando per gli sfortunati Bucks, al solito al top nella classifica degli infortunati fino a Detroit in attesa di una ricostruzione di là da venire parliamo comunque di squadre dalle ambizioni e dalle possibilità relative.
Interessante come sempre l'Ovest, dove gli Spurs continuano la corsa in testa nonostante Parker (11 di media nelle ultime 3 uscite) sia in un periodo di sensibile calo fisiologico, dopo l'inizio al fulmicotone: 16-3 con due vittorie e una sconfitta nelle ultime tre gare. Che dire? con Ginobili sano e Duncan che non mostra segni di cedimento (tripla doppia nella vittoria contro i Warriors) ogni traguardo è possibile. Se poi anche una guardietta tagliata in Italia ti fa 30 punti in 50 minuti a rendere meno pesante il momento di impasse dell'ex Mister Longoria si può cominciare a pensare a un fortunato allineamento astrale.
Anche i Mavs proseguono a briglia sciolta (scusate...) allungando a 8 la striscia di vittorie consecutive: questa settimana si liberano di Houston, Minnesota e Utah, sempre con scarti in doppia cifra. Nowitzki, Butler e Kidd sono garanzie e anche quando "steccano" come contro i TWolves, poco male, ci pensano Terry, Marion e Barea a combinare 42 punti traghettando Dallas alla vittoria. Detto dei Jazz che continuano la marcia nei quartieri alti con due vittorie su Milwaukee e Indiana (da sottolineare in quest'ultimo frangente i 6 uomini in doppia cifra) prima di venir sconfitti piuttosto nettamente dai Mavericks, passiamo alle due grandi "malate": Lakers e Hornets. Per i primi, due sconfitte contro Memphis e Rockets a terminare il "filotto" di debacles ininterrotte, poi il brodino contro i sempre generosi Kings. Poco male, ma è certo che il periodo infelice mette più di qualche dubbio su una squadra che sembrava destinata a poter battere il record di vittorie dei Bulls di Jordaniana memoria. E invece il "giocatore più forte del mondo" sceglie come sempre di mettersi in proprio quando le cose si mettono male (19/49 dal campo nelle due "L" settimanali), il Gasol dominante visto nelle scorse uscite sembra ritornato sulla terra e i lacustri si ritrovano in un amen dal primo al quarto posto nella conference. Stanno anche peggio gli Hornets, che sembrano aver già esaurito il "sacro fuoco", o forse ritornano ai livelli che gli venivano riconosciuti alla vigilia del torneo: 5 sconfitte nelle ultime 7, due nelle ultime 3 (Thunder e Knicks, inframmezzate dalla vittoria contro Charlotte): nonostante le fiammate di Paul e West i risultati faticano ad arrivare, anche a causa del perduto feeling con il tiro da oltre l'arco (Belinelli, partito benissimo, non riesce a far meglio che un triste 4/15 in settimana e anche Ariza non brilla. Il risultato? Un poco edificante 13/46 di squadra. Che qualcuno rimpianga Stojakovic (ma anche Bayless...)?
Alle spalle di New Orleans scalpitano i Nuggets (12-6): Carmelo non frigna più e il risultato sono 6 vittorie consecutive, le ultime due contro Clippers e Bucks: Anthony, Nene, Afflalo, Billups, Harrington e Smith sono tutti in grado di andare in doppia cifra in ogni singola partita, Andersen è tornato e in 18 minuti di media ammolla già 2 stoppate, insomma, pare che i tifosi di Denver possano guardare al futuro con ottimismo (almeno fino alle prossime bizze di Melo). Chiudono la "serie A" della Western Oklahoma City (13-7) e Phoenix (10-9). I Thunder continuano la loro marcia "di regolarità" verso i playoffs: dopo aver sconfitto New Orleans Kevin Durant è stato costretto allo stop (ginocchio). Perdita importante (anche se il rientro è previsto a breve), ma con Westbrook (capace di medie superiori ai 28 punti a partita in settimana) e Green a garantire punti e l'accoppiata Ibaka-Sefolosha a metterci intensità e difesa si cade comunque in piedi, nonostante il mezzo passo falso della sconfitta contro i raptors del sontuoso Bargani di cui abbiamo già accennato in apertura. Da segnalare la spettacolare affermazione contro i Nets (123-120, due supplementari e soprattutto 38 di Westbrook e 37 di Green). Sopra il 50% anche i Suns, sconfitti 138-133 da Denver il 28 Novembre salvo poi infilare la "doppietta" Golden State-Indiana per riprendere la scia del treno buono. 38 assist nelle tre gare per un "Rondiano" Nash (quanti di voi avrebbero sghignazzato per il paragone 3 anni fa?) e 28 sontuosi punti di media per un efficace Richardson le cifre più importanti di una squadra che probabilmente ha già da tempo superato l'apice ma che continua a esprimere uno spettacolo più che apprezzabile. Sotto i Suns il deserto, ovvero una miscela di squadre troppo giovani e/o inadeguate per puntare ad un posto al sole: fanno eccezione i Blazers, in netta crisi, con Roy sempre alle prese con i cronici malanni alle ginocchia...ma caspita, 6 rovesci in fila sono proprio tante. In proposito assegnamo il premio "Catalano" 2011 a coach McMillan (per i più giovani, andatevi a rivedere le imperdibili puntete di "Quelli della notte", storico programma targato renzo Arbore): dopo l'ennesimo rovescio contro i Wizards dichiara alla stampa "Evidentemente i giocatori non mi seguono perchè tutte le sconfitte sono arrivate allo stesso modo". Beh, per capirlo ne sono bastate 6...stessa situazione per Golden State, inizio scoppiettante poi 7 "L" nelle ultime 8 (unico scalpo quello di Minnesota): Ellis, Curry, Lee e Wright se in giornata possono fare la differenza, ma alle spalle c'è proprio poco. A 8-12 arrancano i Grizzlies, vincitori dei Lakers ma sconfitti da Houston e Atlanta. Ma possibile che un quintetto Gasol-Randolph-Gay-Henry-Conley (e Mayo) non riesca a fare di meglio? Mah...Giusto un cenno all' esplosione di Love che si conferma miglior rimbalzista della lega con 55 carambole nelle ultime tre uscite...e a conferma che in America il business è una dote innata sono già in vendita le magliette commemorative della storica doppia doppia 31+31 del buon Kevin. Per il resto, nulla da aggiungere. Alla prossima puntata!





Commenti
Riguardo alle voci recenti su Spoelstra, sembra che Wade e LeBron spingano su situazioni diverse, LeBron non vorrebbe Spoelstra (ma Riley ha già datto comunque non non allenerà più), e Wade inevec lo vorrebbe ancora al timone. Un brutto modo di concepire la squadra, a neppure due mesi dalla messa insieme.
Per il resto, insisto nel dire che Atlamta non è nulla di che, a fine stagione le prime quattro ad est saranno Magic, Celtics, Heat e Bulls, e Atlanta non farà altro che prendersi una scoppola da una di queste.
Tra le delusione, una Charlotte al settimo anno di attivirà e che dopo una valanga di scelte altissime (tutte sistematicamente sbagliate di brutto) e un turbubio infinito di scambi, si ritrova con un quintetto senza stelle e la peggior panchina della lega.
Tra i giocatori più deludenti la palma va senza dubbio ad un Ben Gordon irriconoscibile, ho sempre sostenuto che era un sopravvalutato, ma sicuramente vale di più di quello che sta dimostrando in quest'inizio di stagione.
Pensavo che negli anni a seguire si sarebbero giocati la leadership della Western Conference con i Thunder, ma se Oden è fatto di cristallo, Roy ha le ginocchia a pezzi, e via dicendo, sarà molto difficile che possano riprendersi.
Peccato, anche perchè avrebbero potuto essere un ostacolo in più per i lacustri.
E' vero, dispiace tantissimo per loro perchè al completo e sani sono una squadra molto simile a quella del '77 e stavolta a Portland avevano fatto le cose per bene.
Il mio sogno di sempre è Greg Oden in biancoverde (l'altro sogno è Hibbert) e questa serie di infortuni potrebbe convincere il GM dei Blazers a cederlo in cambio di giocatori sani e concreti, spero che Ainge ci abbia fatto più di un pensiero sopra e sappia approfittare delle disgrazie altrui con una furbata stile Auerbach, il tutto sempre che il povero Oden un giorno possa giocare stabilmente nella NBA.
La sua situazione è simile a quella di Ilgauskas.
Per quanto riguarda la nostra conference anche a me gli Hawks non convincono per niente e le prime 4 squadre in ordine di posizione finale saranno: Celtics, Heat, Magic e Bulls.
Credo che i Knicks alla fine faranno i playoff forse come quinti sicuramente come sesti e i Raptors potrebbero lottare per l'ultima piazza visto che dopo la recente trade sono migliorati, poi se Bargnani va spesso in doppia doppia (26+12) come contro i Thunder le cose per loro si aggiustano in modo positivo.
A proposito di infortuni, sulla scia di Oden c'è Bynum.Le quatrro sconfitte consecutive dei Lakers,secondo me , sono state determinate anche dal fatto che , la rotazione dei lunghi è davvero ridotta.Senza tralasciare la naturale tendenza di Kobe a intraprendere battaglie sanguinose e solitarie contro il canestro.Ad Ovest, mi fa molta paura Dallas.Credo che con l'arrivo di Chandler, abbiano quadrato il cerchio , nel pitturato.Dando anche la possibilità al tedescone di esprimersi meglio dal punto di vista offensivo.Ed evitandogli di cantare e portare la croce.Di San Antonio si è detto.Squadra molto legata alla vena dei tre moschettieri.Anche se tra questi, Parker non mi sembra più quello di qualche anno fa.Saranno i problemi coniugali a condizionarne il rendimento?La mia personale sorpresa, anche se ormai si può parlare di solida realtà, sono i Thunder.Legati alla vena di KD, ma con un Westbrook cresciuto in maniera esponenziale.Se riuscirano in breve tempo a trovare un centro di ottimo livello, saranno da titolo.
Ad Est, la lotta è ristretta a tre squadre.Celtics, Orlando e Miami.I quali, prima o poi , riusciranno a trovare il bandolo della matassa.Bulls buoni quarti, anche se poi non sono così convinto che siano tanto superiori ad Atlanta.
Per finire, citazioni per un paio di giocatori.Kevin Love, sul quale comincerei a mettere gli occhietti, fossi il GM di una grande squadra.E Blake Griffin. il quale, grande atletismo a parte, mi sembra davvero destinato ad una luminosa carriera.
Cal
Scherzi a parte ma Tony è quasi fuori dalle rotazioni dei Grizzlies e se da una parte dispiace per l'ex Celtics dall'altra il ragazzo spero avrà riflettuto su due cose:
1) Andare via dai Celtics pensando di avere un ruolo maggiore a Memphis ha giovato più al suo portafoglio che alla sua attuale carriera.
2) Se negli anni si fosse costruito uno straccio di tiro dalla media distanza avrebbe giovato sia alla sua carriera e ancora di più al suo portafoglio.
Auguri Tony!
Citazione:
il motivo di questa decisione presa in fretta e furia, sarebbe dovuto al fatto che l'attuale owner degli Hornets per ridurre i costi aveva di fatto deciso di smembrare la squadra cedendo prima di febbraio i giocatori miglior, e l'NBA è intervenuta perchè poi una franchigia senza stelle nella città più in crisi degli USA (insieme a detroit) diventava impossibile da rivendere, e quindi si andava verso la chiusura.
In realtà l'NBA da ormai un anno sta mediando con varie cordate per poter trovare un nuovo Owner che la mantenga a New Orleans, ma tutti i tentativi sono stati vani, ed è tutt'altro da escludere che la franchigia una volta presa sotto l'ala dell'NBA in prima persona venga rilocata altrove. Non è un mistero che una cordata facente riferimento a Bill Gates, avrebbe messo sul piatto dell'NBA un piano "futuristico" con tanto di Arena alimentata solo ad energia solare (costi di gestione dell'Arena valutati intorno al 35% delle altre Arene attuali, e quindi possibilità di biglietti a prezzi molto inferiori ad altrove per rinvigorire l'interesse e farlo perdurare nel tempo), e utilizzabile per mille altre cose oltre che per il basket. Il tutto ovviamente a Seattle, con tanto di nome "Sonics" con cui verrebbe rinominata la squadra.
Solo che questa cordata come unica condizione ha chiesto che la squadra che rileva non deve avere passivi arretrati ed essere una squadra in grado di competere almeno per i playoff. In molti hanno quindi visto questo passaggio degli Hornets all'NBA come una fase intermedia per passare in mano a questa cordata.
Se per l'NBA sarebbe una soluzione ideale, da una parte sarebbe l'ennesima dimostrazione che 30 franchigie sono troppe e che certe ricollocazioni fatte in fretta e furia dietro a facili entusiasmi si rivelano dei fallimenti in pochi anni, sarebbe abbastanza curioso che la squadra che ha provocato involontariamente l'addio dei Sonics a Seattle (gli Hornets giocarono a Oklahoma City dopo l'uragano e in preda a quell'entusiamso l'NBA sposto la franchigia dei Sonics da Seattle a Oklahoma City in pochi mesi abbandonando una piazza storica), a sua volta finisse per tornare a Seattle con addirittura il nome di Sonics.
Business is business e Stern è secondo a pochi. Peraltro un'operazione del genere è significativa alla luce delle tensioni sul rinnovo contrattuale e ribadisce il concetto di autorità all'interno della Lega.
Direi di si, anzi mi sembra un chiaro segnale per l'associazione giocatori, ossia "i soldi li caviamo noi e voi vi adeguate".
Tornando all'attualità, abbiamo NY con un 9-1 nelle ultime dieci giocate che deve far riflettere: vero che potrebbero adesso perderne dieci di fila, ma il loro 9/4 in trasferta merita rispetto, così come il lavoro dello staff con rotazioni all'osso.
A ovest NO pare aver perso lo smalto iniziale (e Belinelli gioca ora maluccio), mentre le prime sei convincono (ehm, quasi tutte
Ieri sera ho guardato un po' della gara NY-Toronto e dopo poco mi sono chiesto se giocavano a basket o rubamazzo... In 10' o giù di lì nessuna delle 2 squadre ha mai difeso il pitturato e si entrava in area in carrozza... Certo che di punti ne segni e corri fino a sfiatarti però oltre allo spettacolo in sè era una galleria degli orrori per palle perse, recuperate e riperse, toccate e finite nelle mani di chi si trovava lì... e poi tirava. Certo Toronto non ha nessuno che possa fermare Amarè però anche fargli fare tutto ciò che vuole mi sembra esagerato.
NY andrà ai PO ma con che prospettive? Per migliorarsi dovrebbero distruggere quasi tutto ciò che fanno e reimpostare il sistema di gioco così da poter contrastare gli avversari anche quando l'attacco non gira alla perfezione.
In un Est come questo dove ciò che dice Leo è corretto
Citazione Leonardo Ancilli:
puoi anche far bella figura strappando 1 gara ad 1 delle 4 al primo turno ma, realisticamente, hai messo 1 mattone sulla strada per il titolo? Secondo me no.
Ovvero: "La Lega prima di tutto! E vedete di capire che i soldi vi arrivano perchè il business funziona. Se ci vogliono dei sacrifici per continuare il business anche voi dovete stringere la cinghia altrimenti il circo chiude"
Angelo, comunque un buon grappino a Sir. Charles son pure disposto ad offrirglielo se me lo ritrovo in distilleria durante il periodo natalizio...son sicuro che gli farei cambiare idea sui Celtics...
Ricordiamo che l’NBA è una ditta i cui proprietari sono i 30 “owner” di franchigia, e Stern è l’amministratore delegato che deve far fruttare i loro investimenti. Se partiamo da questa considerazione è facile capire che ciò che peggiora la lega di riflesso incide sui “dividendi” dei proprietari. Il concetto “protezionistico” si è sviluppato soprattutto con Stern, ma era già chiaro ai tempi di Kennedy ed O’Brian, i due “commissioner” precedenti, e del resto è facile trovare “indizi” tesi a limitare i danni procurati da questo o quel proprietario: basti pensare alla “Stepien Rule”, dopo che il famigerato Ted aveva “svenduto” per anni le sue scelte al draft, indebolendo la sua squadra (e quindi il mercato dell’intera lega).
Solo che questa cordata come unica condizione ha chiesto che la squadra che rileva non deve avere passivi arretrati ed essere una squadra in grado di competere almeno per i playoff. In molti hanno quindi visto questo passaggio degli Hornets all'NBA come una fase intermedia per passare in mano a questa cordata. (Leo)
Questo mi parrebbe già più strano. Pur comprendendo il momento economico sfavorevole, da quanto ne so c’è ancora la fila di gente col blocchetto degli assegni in mano davanti alla porta di Stern, per comprare anche la meno interessante franchigia.
Se per l'NBA sarebbe una soluzione ideale, da una parte sarebbe l'ennesima dimostrazione che 30 franchigie sono troppe e che certe ricollocazioni fatte in fretta e furia dietro a facili entusiasmi si rivelano dei fallimenti in pochi anni (Leo)
No alla prima, sì alla seconda. Ovvero, che 30 franchigie siano troppe è tutto da dimostrare. Prova a mettere due o tre franchigie a Pechino, Madrid e Milano e poi vediamo se trenta sono poche o tante. In fin dei conti il volo New York-Los Angeles dura solo due ore in più del Madrid-New York… è un discorso di organizzazione e di mercato, devi scegliere città che ti garantiscano una base fissa adeguata… e del resto se è vero che LeBron garantiva alla città di Cleveland un indotto di QUATTRO MILIONI di dollari a partita (e quindi 50 volte l’anno), crediamo davvero che ci sarebbero difficoltà? Il problema è proprio quello del punto due: troppo spesso si sono garantite ai proprietari delle scelte “pazze”: franchigie a Vancouver, o di ritorno a New Orleans…dove in passato avevano già fallito i Jazz!
Business is business e Stern è secondo a pochi. Peraltro un'operazione del genere è significativa alla luce delle tensioni sul rinnovo contrattuale e ribadisce il concetto di autorità all'interno della Lega. (Piero)
Stern fa l’interesse del “gruppo”, e secondo me pur commettendo qualche piccolo errore, alla fine ha salvato la lega e l’ha fatta prosperare (ed allo stesso tempo a sacrificare il Gioco del Basket al “Jordan contro gli altri” poi ripreso dai vari Kobe, Lebron eccetera).
In questo caso non è una dimostrazione di forza perché non collide con gli interessi dei giocatori, anzi, tutto sommato li tutela mantenendo competitiva una “piazza” che altrimenti diverrebbe un deserto sportivo.
Direi di si, anzi mi sembra un chiaro segnale per l'associazione giocatori, ossia "i soldi li caviamo noi e voi vi adeguate". (Leo)
Segnale che indica anche le difficolà economiche della lega e del momento e i giocatori farebbero meglio a capirlo presto prima di buttare un anno sicuro di stipendi ed entrare in un vortice pericoloso per tutti. (Michele)
Ripeto, non vedo nessun messaggio ai giocatori, quanto un processo interno, un intervento “autodiagnostico” della Lega che non vuol perdere “valore commerciale”. E’ chiaro che se poi come effetto collaterale mostra fermezza ai “fornitori” (Associazione giocatori, Associazione arbitri, eccetera), tanto meglio, ma in linea di massima Stern punta a “rafforzare le fila”.
Forse no, ma senza James chi può avere quella speranza nei prossimi anni partendo dal nulla?
Invece credo che a NY interessi anche essere usciti dal ghetto delle squadre mediocri che quasi sempre iniziano una partita sapendo che potrebbero perderla (e sono tante): vero che su 21 partite ne hanno giocate ben 16 contro squadre dal record negativo, ma è altrettanto vero che un poco di fiducia in se stessi sia fondamentale.
Poi il roster è limitato e anche corto, ieri dal pino sono usciti giocatoroni come Douglas, Williams (peraltro 4/4 da tre) e Mozgov (!!!) e ci sono almeno due/tre infortunati che aiuterebbero le rotazioni, insomma direi che per ora sarebbe stato difficile fare di meglio.
Sabato a Sestriere la massima era -6 ed il genepy artigianale del mio amico è un qualcosa che farebbe dire a Sir Barkley che il titolo lo vincerà Minnesota
tony allen è uno specialista difensivo, i suoi difetti li conosciamo, ballhandling pessimo e tiro dalla media lunga distanza che son buono a definire mediocre.
nei celtics col nostro sistema era perfetto, soprattutto ai Po per marcare certi big.altrove magari serve qualcosa in più per ritagliarsi uno spazio importante!
Bisogna vedere se Stern si accontenta di un semplice compratore di quelli che appena cala l'entusiasmo e vedo due dollari in Rosso, inizia a voler svendere, oppure se preferisce puntare a qualcuno che garantisca solidità e stabilità ben più a lungo. Io credo che il nocciolo della questione sia proprio questo, Stern vuole gente che voglia garantire sul lungo termine e non gente che dopo un lustro vuole svendere, e per questo secondo me tra il solito affarista che si vuole togliere lo sfizio di avere una squadra NBA e una cordata tipo quella di Bill Gates, preferisce di sicuro la seconda.
Inoltre dicevano proprio ieri sera su ESPN nel pregara di Hornets Spurs parlando di questa cosa, che nel 2007 dopo il trasferimento dei Sonics a New Orleans, o meglio della squadra, Stern e Stu Jackson hanno inserito una clausola nel contratto con le franchigie, dove comunque l'NBA può mettere il veto o no su una ricollocazione di una franchigia, indipendentemente del volere dell'Owner, segno che lo spostamento da Seattle a Oklahoma City probabilmente ha lasciato i suoi strascichi.
Orlando ritrova Howard e Redick (nelson ancora out) ma perde lo stesso in casa con Atlanta, in una serata da percentuali da tiro da incubo da entrambe le parti.
Primo acuto di boozer in maglia Bulls, 29 punti e 12 rimbalzi, dominio assoluto dei Bulls sotto le plance che vincono contro i Thunder, nonostante una pessima serata di Derrick Rose.
www.bostonherald.com/sports/basketball/celtics/view/20101207hoop-la_for_the_holidays/
Have fun.
I Kansas City-Omaha Hornets? Il peggior scioglilingua della storia del basket...
Cavs ormai in caduta libera (e Leo l'aveva anticipato non più tardi di due settimane fa...diavolo di un senese...)
ps - Lakers di un soffio vincono il derby, grazie al regalo della difesa clippers.
Finchè devono far giocare Gasol 40 minuti, io sono contento
Intendiamoci: il ragazzo è fortissimo, ma non me l'aspettavo così decisivo nei destini di una franchigia.
A inizio stagione lo consideravo un ripiego per il "voglio ma non posso" LeBroniano e in assenza di Nash pensavo che il suo potenziale si riducesse di un buon 30/40%.
Invece è addirittura migliorato rispetto a quello visto a Phoenix e si è lettarlmente caricato NY sulle spalle.
Vero è che NY ha avuto un calendario "easy" e che attaccare/rimbalzare contro Bargsy non è lo stesso che farlo contro una frontline Shaq/KG (avrei potuto dire "Gasol/Odom", ma chissà come mai le dita hanno scelto tasti differenti ...).
Vero è che ha trovato un inaspettato Felton (almeno a questi livelli), vero tutto ma anche che Stat sta impressionando (6a sopra i 30 o qualcosa di simile) e sta stupendo, perlomeno il sottoscritto.
La prova di Bargnani è stata davvero mostruosa dimostrando ancora una volta che razza di giocatore sia il Mago fin troppo sottovalutato in questo sito (tiratina d'orecchie d'obbligo
Con l'assenza di Evans Andrea sta crescendo anche come rimbalzi, non che vada sempre in doppia cifra ehh, però sembra che il ragazzo sia più consapevole che i Raptors andranno dove lui li porterà e sta giocando da leader.
Poi se Toronto si ritrova un coach troppo soft e una squadra in ricostruzione con alcuni giovani interessanti sarà un impresa se a fine stagione si ritroveranno in lotta per l'ultimo posto ad Est.
Bene anche il Gallo e il Beli ma stanotte, risultato a parte, è stata la notte del MAGO.
Aggiungo che se volessi provare a vincere qualcosa ne sceglierei almeno altri 20 prima dell'allegro Amare, storicamente a malpartito contro giocatori "veri" tipo Garnett che gli hanno sempre mangiato in testa...
grande anzi grandissima prestazione del Mago pero' diciamo anche che il tiro da 3 sulla sirena della possibilita' vittoria di Toronto lo sbaglia lui.... certo senza Bargnagni questi Raptors sembrano una terza serie....
Su Bargsy io sto con Alberto: se solo 5 anni fa ci avessero detto che avremmo avuto un connazionale a segnare 41 (quarantuno!) punti contro i Knicks ci saremmo messi a ridere. Ottimi anche Gallo e Beli, in particolare per quest'ultimo io pensavo a un fuoco di paglia a NO e che sarebbe uscito presto dalle rotazioni come capitato con i Warriors e a Toronto. Invece resiste e anzi, dimostra autorevolezza e personalità (anche se con lui il periodo no che lo porta ai margini è - ahimè - sempre in agguato).
Per Andrea avevo pronosticato che la dipartita di Bosh avrebbe giovato a lui e alla squadra e per ora ci siamo.
Il tiro da tre è vero che l'ha sbagliato, ma com'era stato costruito? Invece quello che ha messo prima di Felton era da urlo.
Come giocatore può piacere o meno, ma i tempi di Esposito e Rusconi sono lontani ...
per me bargnani non è sottovalutato, è lui che non tiene gli attributi, se ce li avesse, allora si avremmo un giocatore coi fiocchi.
poi la prestazione singola con una difesa come NY è esaltante, ma lascia il tempo che trova.
deve essere decisivo nel finale e lo è raramente, deve prendere più rimbalzi, fare a sportellate con quel fisico che ha, invece è molle proprio, motivo per cui non riesco a farmelo piacere.
Continua a vincere Dallas che vince in casa con i Nets.
Cresce a tre partite piene il distacco tra Boston e Orlando (3 e mezzo con Miami).
E non dimentichiamo il 6 su 26 del duo Nelson-Carter...
Una giornata storta può capitare - vedi Pierce ieri sera - ma qui ci sono troppi indizi della necessità di cambiare qualcosa (qualcosa di importante) altrimenti rischiano il patatrac e con in squadra il centro più dominante della lega non è bello. Oggi come oggi la finale ad est è Celtics-Miami.
Io che Orlando era un squadra in totale involuzione lo avevo già segnalato quando avevano un record pari al nostro. Non è un problema di "standing" per pesare il loro valore, è che vivono è muoiono di alcune soluzioni tattiche troppo soggette ad alti e bassi, non parlo solo di tiro da tre punti, ma anche da fatto che 4 volte su 5 entrano in un gioco con il pick n'roll per poi vedere come reagisce la difesa. Capisco che Howard non è lo shaq di inizio millennio come passatore, ma magari provare ad esplorare un qualcosa in post basso da subito anziche andarci a dieci secondi dalla fine complicandosi ancora di più la vita.
Infine ho pure la sensazione che a livello difensivo questa squadra abbia mollato molto rispetto agli anni passati, d'altronde con 4/5 di quintetto che la difesa non ce l'ha nel sangue, se cala un secondo l'applicazione, diventi subito ultra vulnerabile.
Allora dobbiamo deciderci se a loro per vincere serva un super Howard oppure dei buoni compagni, perchè la partita a Portland sembra davvero contraddirci quando criticavamo SVG e chi non gli passava il pallone.
Forse l'equilibrio che da noi è di casa, ai Magic latita .... meglio così.
Sui Knicks, da tempo difendo Dantoni, che nella pochezza del roster riesce a tirare fuori qualcosa di buono e a valorizzare le doti della coppia Felton/Amar'è, cosa comunque non facile visto che tutti sanno che è Stoudamire l'unica star su cui lavorare difensivamente.
Infine Bargnani: che sia buono e molto non credo lo discuta nessuno; a Toronto i suoi difetti sono più evidenti perchè il sistema di gioco ha comunque tanti problemi, ma mettetelo, per dire, a Orlando e non pensate che cambierebbe qualcosa? Insomma, lui potrà ancora migliorare, ma non sarà mai un Garnett e lo stesso Nowitsky (per ora superiore) in una squadra comunque molto più forte, non è che abbia ottenuto tanto.
Hai puntato bene
Invece Orlando perde anche a Utah, con un cambio in quintetto che sorprende un poco: Bass da 4, Lewis da 3 e QRich in panchina, la vincono a rimbalzo, ma un Howard da 5/15 non frena i Jazz che tirano bene dal campo e ora i Magic hanno 4 L più di noi, mentre Miami torna seconda.
NY settima W in fila .... peccato per loro che le prossime otto avversarie sono Denver, Boston, Miami, Cleveland, OKC, Chicago, Miami e Orlando: reality check?
Il cambio in quintetto dei Magic ci sta, Brandon Bass è in un bel momento di forma (ma l'anno scorso non lo fecero mai giocare perchè ?) e Quentin Richardios, è sempre il solito principe dell'inconsistenza, ma non è certo l'inserimento di uno come Bass che non ha gioco spalle a canestro a cambiare tatticamente la squadra e ovviare a quei problemi che si trascina dietro da tempo.
Toronto priva di Calderon oltre che di Reggie Evans riesce a perdere in casa contro Denver prima di nuovo di Anthony (Bargnani incappa in una delle sue serate no a rimbalzo). Per New Orleans però si aprono spiragli positivi sul cambio di proprietà, infatto David Filo co fondatore di Yahoo si sarebbe fatto avanti con una cordata di imprenditori per acquisire gli Hornets, mantenendoli a New Orleans visto che Filo è di quello stato.
27 su 18 è il bollettino notturno di Kevin Love, che perlomeno per una volta sono numeri che portano ad una vittoria, contro i sempre più allo sfascio Detroit Pistons.
Sembra decisamente finito il momento di grazia di New Orleans che cede in casa agli arrembanti Thunder, 29+10 per Westbrook, 25 per Durant. Debutto con sconfitta per i Lakers nella trasferta ad est, vincono i Bulls trascinati da un Rose da quasi 30 punti.
24 + 22 invece le cifre di Bogut nella vittoria contro Houston, che i Bucks che da qualche gara schierano il rookie larry Sander in quintetto. Da tenere d'occhio, ragazzo che difensivamente potrebbe diventare tostissimo.
La gara forse più importante della notte era la sfida tra San Antonio e Atlanta, finita come si dice "tanti a pochi", mai in discussione una W, con il quintetto degli Spurs in grande equilibrio e coach Popovich che come al solito gestisce in modo parsimonioso i minuti di Duncan e Ginobili, e la presenza di un George Hill veramente consistente, aiuta moltissimo in materia, ragazzo che gioca da play in difesa, ma può difendere anche su giocatori intorno ai due metri e adattarsi anche a giocare da guardia in attacco senza problemi. Veramente un gran pescata per dove lo presero al draft.
Passeggiata di Miami a Golden State dove i tre si mettono in proprio ignorando il resto della squadra, giochino che magari con squadre che difendono un attimino meglio potrebbe riuscire molto meno. Comunque per Miami 7 W in fila e tanding adesso più guardabili rispetto ad un paio di settmane fa.
Ma la notizia più bella arriva dalla Wind City, dove un Rose straripante mette Ko i Losangelini del coach zen.I quali riescono a dilapidare un vantaggio consistente accumulato all'inizio di match e cadono sotto i colpi di Korver e del micidiale play.In tre, Gasol Bryant e Odom mettono insieme il 75% dei punti.Gasol, come dice Michele si sfianca per altri 45 minuti.E Artest appare come un corpo estraneo.Per sua stessa ammissione, del Jackson triangle, non ci ha capito una mazza.E ,dopo un anno di militanza nei Lakers, non mi sembra roba da poco.Sarà anche un grande difensore.Ma del suo QI cestistico ho sempre dubitato molto.
I Thunder continuano la loro corsa, con l'ennesima grande di Westbrook, che questa volta da la paga a CP3..ahhhh..quanto sarei curioso di vederli con un centro vero.Credo che sarebbero davvero guai per tutti.
Ultima nota per gli Spurs.Che saranno pure vecchiotti.Ma che continuano a sfornare ottime prestazioni e un Jefferson che tira con un 5/6 dall'arco.Non so se resisteranno così per tutta la stagione.Ma questi sono sempre duri a morire.Anc e se, a loro, preferisco, i Mavs.Di questi ultimi ho davvero paura.
Cal
Su Bargnani..d'accordo con Pagliardo.Ha delle potenzialità immense.Ma mi dà sempre l'impressione di un giocatore che potrebbe fare di più...non è un fatto di antipatia personale.Ma non mi convince.E forse non lo farà mai.Spero vivamente, per lui e per il basket italiano, di sbagliarmi.
Cal
Sono d'acccordo.Il grafico del rendimento parla chiaro.E una flessione appare più che naturale.Anche in considerazione del fatto che , da un bel pò di tempo, abbiamo le rotazioni ridotte all'osso.Perk , infortunato storico.Delonte e JO fuori per un bel pezzo.Shaq un pò dentro un pò fuori.Inevitabimente, prima o poi, queste sono cose che si finisce per pagare.Ma rispetto ala seconda parte dello scorso anno, alquanto disastrosetta, mi sembra di intravedere un atteggiamento diverso.E una maggiore convinzione...Spero sia così.
Cal
Intanto il KG visto fino ad oggi somiglia decisamente a quello pre-infortunio e non m isembra un fattore da poco. Se avessimo un calo non ne farei una tragedia a patto che si arrivi ai play off come lo scorso anno,ma con KG,Perk e tutti gli altri sani.
Che ne dite?
A parte i debiti scongiuri,opportuni,la sensazione di scioltezza e la varietà di soluzioni offerte mi lasciano davvero molto tranquillo.
Un Pau che arrivasse stanco e con qualche acciacchino (mica solo ai nostri, vero?) sarebbe un affare, considerato che, finora è l'ottavo in tutta la lega per minuti giocati con 39 di media e l'unico tra i primi venti ad avere oltre trent'anni; certo, a breve rientrerà Bynum e questo aiuterà, ma sperare non costa nulla.
Avete visto bene il primo quarto?
Primo quarto di commento di Tranquillo da vomito, osannato Artest (il solito che ammette di non averci capito nulla del triangolo) per aver cancellato Blake Griffin ... mi piacerebbe capire quale è il criterio con cui si definisce uno cancellato dalla partita visto che Griffin aveva fatto 16 punti e 11 rimbalzo. Ormai è senza freni inibitori, però telecronaca in corso di quelle da comporre il numero verde e disdire l'abbonamento in due nanosecondi.
Di contro invece ieri telecronaca gradevole con il duo Bonfardeci Pessina, che si limita a raccontare la gara senza dover per forza enfatizzare ogni pisciata di questo o quello, soprattutto Davide Pessina, rimarcava di continuo pregi e difetti delle due squadre prendendoci, e per quanto riguarda i Celtics non si dimenticò come succede ad altri la valanga di assenti che alla lunga pesano.
Comunque dio benedica NBA League Pass, se penso che con due mesi di Sky mi ci pago la stagione intera ....
e poi basta con questi "a Est potrà fare strada!" rispetto per la nostra conference!
Meglio Federico, anche se per ovvie ragioni sembra sempre essere d'accordo con le esagerazioni di Tranquillo.
Di tutta la cronaca mi è piaciuta solo la critica a Phil Jackson quando dice "gli altri fanno i miei schemi"... gli schemi non creati da lui ma da Red Holzman o Tex Winter.
Mi aspettavo che Miami prima o poi cominciasse a vincere però, secondo me, sono ancora molto distanti dall'essere quella squadra che dovrebbe spazzare via tutti e inanellare anelli su anelli.
Sicuramente saranno i nostri avversari principali per la corsa alle Finals un gradino sotto ci metto, in ordine di piazzamento, Bulls e Magic.
Per quanto riguarda i Knicks aspettiamo con pazienza mercoledì prossimo e vedremo se Stat contro KG farà il suo solito bottino e se i Knicks contro di noi la allungheranno la striscia
Ho visto Raptors contro Nuggets e francamente come ha difeso Toronto non ha mai difeso neppure la peggiore versione difensiva di una delle tante squadre di Don Nelson!!!!
Vedere i tiratori di Denver poter tirare da 3 con almeno 2 metri di vantaggio sul difensore che neppure provava a recuperare per una squadra NBA è imbarazzante.
Colpa dei giocatori certamente però lo staff tecnico con Triano in particolare è imbarazzante quanto la difesa dei Raptors.
Bargnani come al solito bene in attacco e male a rimbalzo ma quando concedi il 70% al tiro all'avversario in un tempo non è che di rimbalzi ne viaggino tanti, e comunque molle in difesa ma molto meno dei compagni che sembrano disinteressarsi completamente di questo fondamentale.
Ripeto grosse lacune dello staff tecnico di Toronto e se Triano mangerà il panettone sarà soltanto perchè Colangelo vuole ricostruire dal Draft e portare un prospetto giovane e interessante da affiancare a Bargnani per il prossimo anno e quindi perdere è meglio che vincere per avere più palline.
Più che noiosa (perchè con i Lakers di mezzo diventa prevedibile) mi è sembrata una telecronaca di una incoerenza pazzesca, si parte con l'esaltazioni dei Lakers a priori con i Bulls appena citati, il primo quarto di LA da slancio a queste teorie celebrative, poi però la gara prende una piega inattesa (dal duo) e si va a parare con un mix di celebrazioni su Rose, e giustificazioni sui Lakers .... tra cui la chicca, per trovare qualche scusa alla non brillante gara sette di Kobe in finale si va a dire che Kobe in settembre ha ammesso che in finale stava malissimo ..... come se Garnett fosse al 100% della forma, oppure Perkins in G6 e G7 stesse meglio di Kobe ... secondo me associa il verde dei Celtics all'ortica, altrimenti certe negligenze non hanno un senso per un professionista.
Tornando alla gara dopo metà primo quarto avevano già celebrato il de profundis ai Bulls, che poi hanno matato i Lakers per la restante gara ... possibile che in 20 anni e passa di NBA non si capisca che le rimonte fanno parte del gioco (anche per i Lakers).
Comunque basta inveire sui Lakers poverini, sono in tour ad Est e udite udite dovranno fare pure un back to back ( a volte i Celtics ad Ovest hanno giocato 4 gare in 5 giorni con 2 back to back con in mezzo un giorno di riposo) chi gli fa il calendario è proprio senza cuore.
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