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Approfondimenti
E' passato ormai un mese da quando i Celtics aprirono la season NBA al Garden battendo i Miami Heat di Lebron James e Dwayne Wade, sono state affrontate in tutto 16 partite e in questo momento i biancoverdi comandano la East Conference con un record di 12 vittorie e 4 sconfitte. Si puo' iniziare a fare un primo bilancio sulle prestazioni di Boston che pur avendo incontrato molte difficolta', con giocatori infortunati e rookie non ancora pronti a dare una mano, ha dimostrato comunque di essere ancora una delle protagoniste della Lega. Celtics che hanno gia' affrontato ben 4 back to back e sono stati chiamati sin da subito ad un notevole sforzo fisico a causa di un calendario che definire sfavorevole sarebbe un eufemismo.
Tante le note positive riscontrate in questo primo periodo, fra tutte il gioco di squadra dei Celtics, un sistema dove ogni singolo giocatore viene coinvolto e sa che puo' risultare decisivo per la vittoria del team. Questo e' senza dubbio l'aspetto piu' importante dei biancoverdi, nonostante ci siano nel roster molti veterani che hanno scritto la storia di questa Lega nessuno mette i propri interessi davanti al collettivo, si pensa sicuramente per prima cosa al bene della squadra e spesso vengono sacrificati i propri numeri personali per far si che ad emergere sia il gruppo e non il singolo. Un aspetto che potrebbe sembrare scontato ma che non lo e' affatto nel mondo NBA (chiedere a Chris Bosh cosa ne pensa dei suoi numeri a Miami per
avere conferme in tal senso), riuscire ad integrare ogni singolo giocatore nel sistema e' sicuramente uno dei meriti maggiori di Doc Rivers.Questo porta a far si che Boston abbia un gioco difensivo tosto e difficile da superare per le squadre avversarie. Quando i Celtics hanno deciso di difendere come sanno sono arrivate prestazioni importanti (a Miami e ad Oklahoma fra tutte) e hanno avuto sempre il controllo delle partite. E' proprio nella meta' campo difensiva che i biancoverdi costruiscono le proprie vittorie. Purtroppo non sempre durante questo primo mese si e' riusciti a difendere con la stessa intensita', ma quando lo si e' fatto Boston ha creato non pochi grattacapi agli attacchi avversari (magistrale il primo quarto della gara inaugurale contro Miami con gli Heat lasciati a 9 punti), questo e' un dato che fa ben sperare in vista dei playoff dove i nostri non avranno sicuramente problemi di stimoli e dovranno partire proprio dalla difesa per portare a casa le sfide piu' difficili.
Non si puo' non annoverare tra le note positive la completa integrita' fisica dei "Big Three", in questo primo mese il trio delle meraviglie ha risposto a chi li definiva stanchi e ormai vecchi mettendo in nostra una forma fisica che farebbe invidia a molti ventenni appena arrivati tra i professionisti. I dubbi maggiori si avevano su Kevin Garnett (15.7 punti e 9.3 rimbalzi) che dopo l'infortunio di due anni fa non sembrava ancora tornato ai massimi livelli. Gia' in estate il poter lavorare con tranquillita' e il prepararsi alla nuova stagione senza dover combattere con infortuni o noie muscolari era stato un buon inizio per KG, queste prime partite hanno spazzato via ogni perplessita': il numero 5 biancoverde e' tornato in splendida forma e vuole mettersi al dito il suo secondo anello. Vicino a lui Paul Pierce (19.7 punti con il 50% dal campo), che ha giocato come sempre da capitano vero prendendo per mano la squadra in attacco nei momenti di difficolta', e Ray Allen, che oltra ad essere un infallibile cecchino (45% da tre) e' risultato fisicamente integro facendosi spesso beffa di avversari ben piu' giovani di lui (chiedere a DeRozan maltrattato nell'ultima partita con Toronto) nonostante le 35 primavere alle spalle.
A guidarli un Rajon Rondo versione miglior playmaker del pianeta, il numero 9 finora garantisce ben 14 assist a partita (ovviamente il migliore per distacco dell'intera NBA) e guida la squadra in modo sublime, non e' una coincidenza se due delle quattro sconfitte dei Celtics sono arrivate quando Rondo era fermo ai box per una fastidiosa tendinite (il finale di partita con Oklahoma e a Toronto). Rajon ha ancora difficolta' a prendersi il tiro dalla media distanza, spesso viene battezzato dalle difese avversarie che lo sfidano a tentare la sorte da 3 punti ma il suo apporto come vero "volante" della squadra e' fuori discussione e i suoi miglioramenti sono costanti e lo portano ad essere indicato come la stella piuì splendete del panorama Celtics. Citiamo una frase di Federico Buffa che descrive in pieno il momento di RR9: "I Celtics ora sono Rondo piu' 3 grandi giocatori".
Ci sarebbe da aggiungere che in questo primo scorcio di stagione i grandi giocatori sono stati almeno 4 in quanto Shaquille O'Neal si e' gia' integrato in pieno nello scacchiere di coach Rivers e nei 20 minuti sul parquet riesce a fornire un contributo enorme sia in attacco che a rimbalzo (12.3 punti e 7 rimbalzi di media). Nelle ultime 3 partite ha fornito autentiche lezioni di posizione a rimbalzo ai lunghi avversari e quando la palla arriva con i giusti giri sotto i tabelloni l'unica possibilita' di fermarlo e' fare fallo e mandarlo in lunetta, dove si sta dimostrando piu' affidabile rispetto al passato (57% nei liberi). In estate si avevano dubbi sul suo inserimento nella squadra, ma anche in questo caso il primo mese ha messo in chiaro come "The Big Shamrock" sia coinvolto nel progetto biancoverde e questo e' un autentico miracolo del duo Ainge/Rivers capace ancora una volta di tirare fuori il meglio per la squadra da ogni singolo giocatore.
Quando "Diesel" viene mandato in panchina un Glen Davis tonico e inspirato finora sta riuscendo a prenderne il posto senza far rimpiangere il titolare,
anzi in molte partite "Big Baby" e' stato spesso decisivo per la vittoria finale. Oltre ad infilare il suo jumper con continuita' (48% dal campo) il bambinone si sta dimostrando un autentico fattore in difesa dove subisce almeno uno sfondamento a partita e riesce a contenere avversari piu' alti e piu' quotati di lui (tra le sue vittime Chris Bosh, Zach Randolph e Andray Blatche).
Ovviamente ogni rosa ha le sue spine e sebbene la prima parte di stagione sia stata piu' che positiva, ha comunque evidenziato dei difetti sul quale lavorare nel corso dell'anno. Spesso Boston manca di convinzione, alcune partite vengono "snobbate" dai biancoverdi fino a complicarle piu' del dovuto o riuscendo addirittura a portare a casa sconfitte con squadre di gran lunga inferiori. Difetto che era venuto alla luce gia' nella scorsa stagione e che forse e' un po' il prezzo da pagare per risparmiare energie in vista dei playoff. Mai come quest'anno pero' si puo' terminare la regular season con il primo posto ad Est e con tutti benefici che ne conseguono (leggasi sfide decisive dei playoff giocate al Garden) sarebbe un delitto lasciarsi sfuggire una simile occasione.
Ma la vera nota dolente sono i guai fisici che stanno limitando il contributo di molti giocatori biancoverdi. Delonte West ha riportato la rottura del polso destro e questo lo terra' lontano dal parquet per almeno 3 mesi, un vero peccato in quanto nella sua seconda esperienza ai Celtics il tatuato numero 13 stava dimostrando di poter essere molto utile come ricambio sia Rondo che di Allen. Ma se quello di West e' un infortunio che non si puo' mettere in preventivo lo stesso non si puo' dire per i guai alle fragili ginocchia di Jermaine O'Neal. Il lungo ex Miami era arrivato in estate portandosi dietro molte perplessita' sulla sua tenuta fisica e in questo primo periodo ha confermato i dubbi riuscendo a scendere sul parquet in sole 7 occasioni. Al momento JO e' fermo ai box e Rivers afferma che tornera' in campo solamente quando avra' completamente risolto i problemi fisici, si parla di altre 2 settimane di stop ma non ci sono certezze in merito. I Celtics si aspettavano e si aspettano molto da lui, la speranza e' che possa mettere alle spalle i malanni nella seconda parte di stagione e tornare il giocatore ammirato in passato nei Pacers (sopratutto difensivamente).
Tra le cose che ancora non funzionano a dovere si deve mettere a verbale il contributo discontinuo dei vari Marquis Daniels, Nate Robinson e Semih Erden. Le cifre di Quisy sono addirittura peggiori di quelle dello scorso anno in tutti i campi e, fatta eccezione per le partite contro Chicago e New Jersey, l'ex Mavs e' sembrato spaesato e ai margini del gioco offensivo biancoverde. Chi sperava in un pronto riscatto di Daniels in questa stagione al momento e' rimasto deluso, il campionato e' ancora' lungo e si spera che il numero 8 dei Celtics riesca finalmente a fornire un buon contributo alla causa.
Nate Robinson invece ha confermato tutti i suoi pregi e i suoi difetti in queste prime 16 partite, giocatore umorale in grado di segnare a raffica in attacco se in giornata, ma da prendere con le molle se scende in campo con la luna storta. Il suo mese ha sofferto di continui alti e bassi, con il picco positivo di Atlanta, dove con 16 punti e 10 assist e' risultato decisivo, e quello negativo di Dallas, dove in 10 minuti sul parquet ne ha combinate di tutti i colori.
Un discorso diverso lo merita Semih Erden, il centro turco sta incontrando le difficolta che ci si aspettavano al suo primo anno in NBA, ma, fatta eccezione per un paio di passaggi a vuoto, e' riuscito comunque a dare una mano alla squadra quando e' stato chiamato sul parquet da coach Rivers. Ovviamente si tratta di un giocatore che dovra' lavorare ancora molto per poter far bene a questo livello, ma nell suo primo mese ha mpstrato qualita' su cui lavorare e difetti da eliminare con il lavoro in palestra' (mobilita' laterale e aiuti difensivi in primis).
Ai margini della rotazione Von Wafer, che finora ha visto il campo in pochissime occasioni, e i due rookie Avery Bradley e Luc Harangody, che probabilmente non sono ancora pronti per la NBA ma su cui si dovra' lavorare per gli anni a venire.
In un primo mese ricco di soddisfazioni e qualche amarezza ma nel complesso positivo e che ha rilanciato i Celtics come una delle squadre da battere per la corsa all'anello. A vittorie importanti sono seguite sconfitte contro squadre di gran lunga piu' deboli; se si riuscira' a limitare i passaggi a vuoto e la dea bendata iniziera' ad avere un occhio di riguardo verso l'integrita' fisica dei giocatori biancoverdi, la Regular Season potrebbe portare in dote quel piccolo vantaggio necessario a volte per vincere le sfide ai playoff. Sta allo staff tecnico e a coach Rivers riuscire a "toccare" i tasti giusti per mantenere concentrati e "sul pezzo" i Celtics anche nelle partite che alla vigilia possono sembrare di difficolta' inferiore ma che spesso sono autentiche trappole per i biancoverdi.
La stagione e' ancora lunga ma l'inizio fan sperare, obbligatorio continuare a remare tutti dalla stessa parte e avere ben chiara nella testa una sola frase:
IT'S ALL ABOUT 18!





Commenti
Molte le note positive: il recupero di Garnett, il grande inizio di stagione di Big Baby, l'ulteriore crescita di Rondo, l'impatto positivo di Shaq, il buon contributo di Erden.
Non credo ci saranno mosse dopo l'infortunio di West. Credo sia in ogni caso importante aspettare i soliti gennaio-febbraio per vedere se qualche giocatore d'impatto si libera. Credo vedremo per qualche minuto in piu' Wafer e non e' detto che non possa tornare utile alla causa.
Poteva essere eccellente con un paio di passaggi a vuoto di meno.
E mi riferisco alla sconfitta a Cleveland e a quella in casa con i Thunder.
Pero' bene nei match che contavano,gia' due legnate a Miami.
Con Dallas l'abbiamo persa un po' per stanchezza.
La nota piu' lieta per me e' Shaq,grande impatto e grande disponibilita' per la squadra.
KG e' tornato quello del 2008.
Rondo sta' completando la maturazione.
Davis e' ora uno dei sesti uomini piu' versatili e utili della lega.
Bene anche Erden e Robinson.
Note dolenti gli infortuni,i cali di tensione,le condizioni fisiche di JO che mi preoccupano molto.
Vedo un'involuzione di Daniels,deve essere piu' incisivo in attacco.
Avanti cosi'.
Bell bella disamina Giancleto.
Volevo farne una io adesso, sintetica sui nostri avversari: più di noi, al momento, hanno avuto solo la morbidezza del calendario. Appena incominceranno a fioccare le partite dure li aumenteranno anche le L sul taccuino.
Bene anche la panca, Nate tra alti e bassi è sempre uno che può girarti una partita, Big Baby sta giocando a livelli sublimi, e con una continuità spaventosa, primeggia nella classifica degli sfondamenti presi, con il secondo che non si sa neppure chi sia. Daniels in crescita seppur con qualche preoccupante pausa. JO sostanzialmente non si è visto, purtroppo cosa che temevo in estate, speriamo almeno che ai playoff sia in condizioni fisiche decenti e che perlomeno abbia assimilato i dettami tecnici del Doc. Anche Delonte si è visto poco o nulla tra squalifica e infortunio e le ultime previsioni sono pure pessimistiche si parla di un rientro a marzo inoltrato.
Deludente invece Von Wafer, non c'entra nulla con questa squadra. Del trio dei Rookie sicuramente l'MVP è Erden, che pur con qualche lacuna, ce la mette tutta e nello spazio lasciato libero dagli infortuni di Perkins e JO sta facendo la sua parte. Bradley per ora non si è visto, non si capisce neppure quanto dovrà penare per una caviglia infortunata un anno fa, che a detta dei medici avrebbe dovuto essere a posto sin da ottobre. Harangody, da rivedere, ha giocato poco, secondo me ci stanno lavorando molto in allenamento per togliergli alcuni difetti strutturali, mi aspetto da lui qualcosa di buono.
Mio personale MVP (quello reale è ovviamente Rajon), Kevin Garnett, sembra quello di tre anni fa, incazzatura agonistica compresa, mi sa che G7 di giugno ce l'ha ancora sul gozzo.
Non mi stupisce Shaq, tantomeno Daniels e Davis, Nate è discontinuo per natura ed ha iniziato male ma si sta riprendendo. L'infermeria è sempre piena e questo non è un bene ma lo si era messo a budget per cui anche qui non c'è da stupirsi.
peccato per una panchina che non sempre riesce a dare il contributo che ci si aspetta ,apparte il prossimo 6 uomo dell'anno Davis e Erden che mi sta piacendo parecchio!!!
Robinson è questo e sinceramente bisogna tenercelo con tutti i pregi e i defetti che ha e non mi lamnterei piu di tanto !!! Spero che Quisy siventi piu continuo perche puo essere un pezzo importante e che JO sia presto in grado di darci una mano !!!
Bradley e Haragondy è presto , ma penso che in alcuni frangenti ci daranno una mano ,come spero faccia anche Wafer prima o poi!!!
PS: peccato per West
It's all about 18!!!
Wafer decisamente non pervenuto ma delle poche volte che e' stato in campo mi ha colpito come lui,tiratore dalla grande distanza e attaccante puro, non abbia mai forzato nulla, segno anche questo di "rispetto delle consegne" e di dedizione alla squadra. Non mi meraviglierei se con l'infortunio di West potesse, anche in piccola parte, dare il suo contributo.
L'unico che mi ha deluso è stato Von Wafer (non che mi aspettassi molto da lui), uno dei giocatori più inutili della storia del basket.
Nate leggermente sottotono; è vero che siamo abituati alla sua lunaticità, però finora ha avuto qualche passaggio a vuoto di troppo.
Non sono d'accordo con le critiche a Daniels, che secondo me è in netta crescita rispetto allo scorso anno. Se riesce a segnare qualche canestro in più diventa una riserva coi fiocchi.
Erden sta andando meglio di quanto mi aspettassi.
Giudizio sospeso su West e Jermaine O'Neal, purtroppo limitati dagli infortuni. Io comunque ho grandi aspettative su di loro.
Sui rookie c'è poco o niente da dire, visto che il campo non lo vedono mai. Qualche minuto in più glielo concederei.
Il miglior acquisto, naturalmente, è stato Shaq, che a 38 anni suonati riesce ancora a dominare sull'80% dei centri NBA. Kobe è avvertito.
Vero Andrea,ma come cambio di Pierce sarebbe utile anche un po' di presenza in attacco.
Ad Indiana era un giocatore da 14 punti di media,oltre agli innegabili miglioramenti difensivi deve mettere anche maggior pericolosita' in attacco.
Faccio sempre il riferimento di Posey,era famoso per essere uno dei migliori difensori della lega nella stagione 2008,pero' faceva male,e molto,anche in attacco.
Citazione marco il celtico:
Sto con Andrea e dico che Daniels si sta applicando molto con buoni risultati.
Il paragone con Posey è un po' forzato perchè Daniels è anche lui in grado di difendere su tutti fuorchè i centri (è comunque inferiore a Posey) ma Posey in attacco non entrava nel pitturato manco se gli sparavi (stile Bowen di San Antonio) e c'erano degli schemi precisi che prevedevano lo scarico per il suo tiro da 3. Per Daniels ho visto qualche isolamento e poco altro, come se non gli fosse espressamente richiesto di prendersi responsabilità in attacco che, viceversa, si prendono ad esempio Davis o Nate.
su Daniels hai ragione sta difendendo molto bene ed è quello cio che gli si chiede di fare è solo che se riuscisse ad essere piu continuo in fase offensiva potrebbe essere ancora piu importante in uscita dal pino, anche perche i movimenti in avvicinamento a canestro li ha ed entra molto bene nel pitturato rendendosi pericoloso , per me deve solo fare qualche punto in piu ed è perfetto!!!
Vero... però Posey piedi x terra da 3 ci ha tolto veramente le castagne dal fuoco un sacco di volte... la sua mano non tremava mai... quando avevi bisogno di una giocata, attacco o difesa, che girasse il momento di una partita, lui era lì... contro squadre come LA o Orlando che difendono bene il pitturato, uno come Posey servirebbe più di uno come Daniels... oggi come oggi sono queste le squadre che dobbiamo temere di più... nel frattempo l'Orlando Sentinel butta lì una news nella quale i Magic starebbero cercando di portarsi a casa, via trade, uno tra carmelo e CP3... metterebbero sul piatto tutti, escluso DH12...
Però la nostra panchina in realtà dovrebbe essere Shaq+Davis(Jermaine)+West+Robinson+Danie ls...mi sembra tanta roba, poi sul fatto che oggi dipenda molto da Nate concordo pienamente con te....
Per il resto tutto bene, anzi direi molto bene: Rondo superiore per lucidità alle mie attese, Allen e Pierce tirati e precisissimi, Garnett fisicamente come un tempo, Shaq anche troppo positivo (57% ai liberi, ma perchè Rondo non si allena anche lui con Allen?), per un quintetto, onestamente, impareggiabile quando decide di vincere.
Panchina: Robinson dopo un avvio con percentuali simili alle mie quando giocavo (bei tempi....), si è poi ripreso e a lui darei qualche minuto in più, Erden ha fatto molto più di quanto potessimo sperare e Davis è preziosissimo, continuo e clamoroso negli sfondamenti subiti, potrebbe puntare al "sesto uomo dell'anno".
Daniels: faccio un gran tifo per lui e non mi pare onesto giudicarlo dai punti in questo sistema, ma dal complesso del gioco; anche a lui dare qualche minuto in più e in assenza di West credo li avrà.
Quanto a Wafer, aspettiamo e ponderiamo prima di scrivere "uno dei giocatori più inutili della storia", da quando in qua contano solo i minuti sul campo, Scal non è bastato come insegnamento?
A parte le incazzature per quelle L evitabili, mi sto divertendo e pareccchio. A tratti esibiamo un gioco "champagne"(perdonatemi il paragone calcistico); intanto il movimento palla e' unico nella lega, si arriva spesso a passaggi ad un "tocco" e con 4/5 di quintetto a partecipare. E poi francamente non sai mai come si svolgera' la manovra, con Rondo puo' accadere di tutto e la cosa oltre a rendere indecifrabile il ns attacco e' francamente interessante da osservare. Se vedo Kobe o Lebron palla in mano potrei scommettere qualcosa su cosa faranno, con i Celtics difficilino.
Come difficile appare la scelta del possibile mvp delle gare, sara' Shaq, KG, Pierce, Ray o magari Ciccio e the gadget. Il piu' delle volte nessuno di questi perche' alla fine Boston vince e gioca di squadra e francamente questo per me e' fantastico.
Guarda non volevo fare nessun paragone tra Posey e Daniels,l'ho nominato solo per avere un metro di giudizio.
Sono giocatori molto diversi.
Ribadisco che Quisy deve essere piu' incisivo in attacco,ed ai Pacers ha dimostrato di poter dare tanto.
Mi aspetto che lo faccia anche da noi.
Detto questo io sono preoccupato: non tanto per i risultati, che sono ottimi nonostante un paio di sconfitte evitabili (ma quali sono le sconfitte "inevitabili" quando sei una contender?), quanto per i pezzi che iniziamo a perdere: niente Delonte e poco Jermaine vogliono dire minuti in più per Shaq e Garnett, sollecitazioni ulteriori per Rondo e i suoi per ora piccoli malanni. Certo, Garnett "sembra" tornato ai livelli di eccellenza che tutti riordiamo, Pierce e Allen non danno segni di cedimento, Davis è un sesto uomo di lusso, Robinson è...Robinson, capace di dare la scossa dalla panchina come deve essere, Erden ha ancora dei limiti evidentissimi ma sta dando un contributo importante...tuttavia l'affollamento dell'infermeria mi preoccupa non poco.
CVD (vacca maiala...)
Misteriosa assenza di Shaq allenamento mattutino, si attendo news in materia.
eccole qua
http://www.nba.com/2010/news/11/29/shaq-misses-practice.ap/index.html?ls=iref:nbahpt2
pare si sia scordato l'allenamento dopo 2 giorni di break per la festa del ringraziamento
Quando cominceremo a sentir dire “Rajon Rondo è..”? Perché il numero 9 è un campione, è l’uomo che ha stracciato il record di assist di bob Cousy, è l’uomo che ha guidato l’NBA nelle palle recuperate, è il playmaker che a 22 anni ha guidato i Celtics al titolo. Se non ci piace il 25% da tre o l’orribile 47% ai liberi, abbiamo tutte le ragioni del mondo. Ma non sono comunque sufficienti a sminuire una delle Stelle dell’Nba.
Paul Pierce è sempre il Capitano. Ogni tanto l’età non più verde fa capolino, ma in generale è ancora molto difficile da fermare. Ha capito che “Doc” gli sta allungando la carriera, e ricambia col 50.9% al tiro da due e col 41.2% da tre e l’84% ai liberi. 36 minuti di media forse sono troppi, ma diteglielo voi di stare in panchina. Però Rivers dovrà dargli fiato, prima o poi…
Gesù faceva miracoli: pani in pesci ed acqua in vino, camminava sulle acque eccetera eccetera. Senza sforare nella blasfemia, il nostro Jesus fa miracoli legati al basket: a 35 anni gioca 38 minuti ad allacciata di scarpe, tira col 45% da tre e sfiora il 90% dalla lunetta per 16.7 punti a partita. Vederlo uscire dai blocchi a tutta velocità lasciandosi alle spalle superatleti di 10/15 anni più giovani è uno spettacolo, e vorremmo non smettesse mai. Se non avete mai visto giocare il grande Sam Jones, ecco, Ray è l’evoluzione di quella specie.
C’era una volta un cavaliere che non perdeva mai un duello, e che con la sua figura dinoccolata ed il suo nobile pizzetto ricordava un altro cavaliere, uno che in un altro reame aveva vinto praticamente tutte le battaglie a cui aveva partecipato. Ora Sir Kevin non vince più tutti i duelli, e non ricorda più tanto Sir William Felton Russell. Però ci sono momenti in cui la sua classe esce prepotentemente, ed è allora che gli avversari si devono fare da parte. 15.7 punto e 9.7 rimbalzi in assenza Jermaine e Kendrick: attendiamo di vederlo quando potrà condividere il peso del tabellone con altri.
Shaq è…Shaq. A denti stretti ammetto che era uno dei miei preferiti anche ai tempi di Los Angeles, dove si caricava tutti sulle spalle e li portava di peso al titolo. Ha giocato con Bryant, Wade, James, eppure – forse un po’ per ripicca – ha già detto che questa è la squadra migliore in cui abbia mai giocato. “The Big Parakool”? Forse sì, ma quando lo vedi squassare il canestro su un alley-oop filigranato Rajon Rondo, come fai a non volergli bene? 12.2 punti e 7 rimbalzi in meno di 23 minuti con un assurdo 69.3% al tiro.
A 10.4 punti e 4.8 rimbalzi in 29 minuti fatico a pensare che “Big Baby” possa venir eletto “Sesto Uomo dell’Anno”. Però è sicuramente una delle note liete di una panchina che nella passata stagione era più arida della Sierra di Atacama. Un po’ in calo nelle ultime uscite, è però stato uno degli artefici della discreta partenza.
Robinson continua la sua trasformazione da “Picchiatello” capace di tutto e del contrario in “giocatore affidabile”. Da lui non ci si può aspettare un approccio troppo “cerebrale” al basket, ma personalmente se continua a vincere una partita ogni tanto praticamente da solo, mi sta bene così. La premiata ditta “Shrek e Ciuchino” fattura 18 punti a partita, 6 rimbalzi e tanta energia. E quelle vittorie nei playoffs l’ha ficcata di diritto nel cuore dei tifosi biancoverdi.
Il Marchese non è un nobile. Sembra una contraddizione in termini, eppure Marquis Daniels si esalta nelle fasi più sanguigne del gioco: difende alla morte, ed in attacco prova più piacere ad attaccare l’avversario sulle “tacche” con le spalle al canestro che ad infilare un’aristocratica “tripla”. Mi piacerebbe vedere più spesso qualche “special” accendersi sul flipper del suo tabellino, ma anche così si lascia guardare, uno di quelli che non puoi giudicare dalle fredde cifre.
Delonte, lo sanno tutti, è fatto di cristallo. Ha tecnica, istinto omicida (non solo con il povero Wafer, anche con il canestro avversario) ma prima o poi troverà il modo per farsi male, o per farsi del male. Aspettiamolo ed aiutiamolo, ne vale la pena.
Il Jermaine visto negli scampoli di quelle 7 partite non era “copia conforme all’originale”. Vero, scommettere la MLE su quelle ginocchia si sarebbe rivelato disastroso se Ainge dal cappello a cilindro non avesse tirato fuori un coniglio da XXX chili di nome Shaquille. Anche qui, però, vale il discorso fatto per West: bisogna pazientare e sperare che nel frattempo i Big Three e l’altro O’Neal non si “spolmonino” mentre camminano sul filo della Eastern Conference.
Semih Erden sembrava destinato ad arrossare le bianche natiche sulla panchina dei Celtics. Ed invece le articolazioni ballerine del Germano lo hanno proiettato in campo con risultati tutto sommato superiori alle aspettative. Il lento cammello “scherzato” a luglio dallo stesso Mullens che oggi guarda i suoi Thunder in discutibili completi a righe ha lasciato posto ad un giocatore tecnico che legge le partite, porta blocchi di buona fattura e non disdegna il canestrino (3.5 punti col 51.6% in meno di 12 minuti di impiego). Non sarà mai Parish, ma un centro di riserva così può servire…
Von Wafer. Uhm…ecco… dunque… se devo parlare di lui mi sento come uno studentello poco preparato per l’interrogazione. E non è per colpa mia, accidenti: come fai a giudicare un tiratore puro che in 5 minuti di utilizzo entra, spara un tiro ed esce? 36% al tiro, ma non si può criticarlo finchè non avrà minutaggi più onesti.
Harangody e Bradley sono i “bambini”. Insieme hanno totalizzato 21 minuti di impiego in 16 partite… imparate, ragazzi, imparate.
Quoto tutto ed ammetto a denti stretti che anche il biscotto per essere giudicato dovrebbe vedere di più il campo.
Mi soffermo invece su Rondo perchè ciò che dici è reale ma non riesco a trovare un perchè razionale: è quasi come se la carriera di questo campione "desse fastidio" e ad ogni miglioramento anno dopo anno i critici, come un disco rotto, continuassero a sottolineare solo i suoi difetti invece che riconoscere i meriti.
Forse sarà l'età ma Magic non aveva un tiro da 3 così affidabile... In tempi più recenti anche Kidd non è mai stato una sentenza in quella specialità... Nash in difesa vale 1/3 di Rajon... stiamo parlando di gente che ha vinto svariati MVP, smazzato camionate di assists e si è portata sulle spalle una squadra in finale!
Credo che la consacrazione di Rondo da parte della critica non potrà avvenire che quando il PGA si ritirerà.
anche io quoto le pagelle di fabio per questo avvio di stagione. sottoscrivo che è davvero ora che quando si parla di rajon si dica "è" e non solo "è un play di energia..."
e comunque non saranno mai abbastanza le onorificenze a ainge per come ha gestito la franchigia da quando è al comando. o di cazzate ne ha fatte anche lui (sempre senza sapere i soldi che la proprietà ti mette a disposizione), ma anche quest'anno ha fatto un capolavoro!
spesso ci si scorda (soprattutto i commentatori italiani) che rajon è stato ladrato alla 26 per due spiccioli ai suns e non scelto nei primi 5 come williams, paul, rose, westbrook....
ma non si sente mai nessuno che rimarca l'errore madornale che hanno fatto a san antonio quando hanno dato via per niente scola? una coppia duncan/scola sarebbe alquanto fastidiosa da affrontare....
Gioca nei Celtics...e in più i cosidetti "intenditori",veramente pochi,peccano di umiltà e continuano a portare avanti le loro opinioni anche quando il campo li smentisce a ripetizione...
Secondo me non e' per il fatto che i Big Three sono li in campo, ma e' una posizione "nebulosa" di tutta la critica gia' nell'anno dell'anello.
Poi dipende anche in che ruolo lo vogliamo giudicare; non e' una point guard nel senso stretto del termine, non ha tiro affidabile e soprattutto non ha la vocazione a prenderselo. Lui entra in ritmo partita facendo giocare gli altri, e lo fa in maniera sontuosa. Forse e' questa difficolta' nel trovargli una collocazione precisa che mette in difficolta' i critici, oppure nel tempo hanno dimenticato il significato di playmaker. Ecco per me lui e' un play puro, poi se vogliamo sostenere che la categoria e' scomparsa questo e' un'altro discorso.
Intendiamoci questo e' un mio tentativo di capire non certo di giustificare, perche' mi risulta impossibile non vedere il suo straordinario talento nel vedere il gioco con una rapidita' che non ha eguali nella lega.
I signori commentatori dovrebbe essere meno schematici e piu' elastici nel fare graduatorie di merito; troppo semplice stilizzare il tutto a ruoli predefiniti, tirandoci dentro giocatori con ben altre caratteristiche.
Vorrei che facessero una classifica dei playmaker nel senso letterale del termine, o poi magari non lo considererebbero comunque perche' ammettere che si e' sbagliato al giorno d'oggi appare impossibile.
unica cosa che chiedo al Doc è di far giocare di piu Bradley.. sarò un rompi maroni ma credo che sia un giocatore fantastico, dal potenziale immenso, solo che dev'essere provato sin da ora, per farsi le ossa.
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