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Non avevo intenzione di scrivere un pezzo su Mike Gorman e Tom Heinsohn e non perché non li stimi, ma perché su di loro negli ultimi anni ho scritto tanto, forse troppo. Però l’occasione è ghiotta, e se non lo facessi sarebbe uno sgarro sia a loro che a chi ci legge su I Am A Celtic. E poi ad ogni telecronaca quelle due voci ci fanno sentire i tifosi più fortunati del mondo, un piccolo pensiero da parte dei tifosi italiani è dovuto, non vi pare? Non è un mistero che sul mio abbonamento Sky ormai siano pochi i commentatori che ascolto con passione. Uno è Federico Buffa, grande esperto di sport oltre che persona amabilissima e d’intelletto. Ma se la trasmissione originale da Boston viene irradiata da Comcast SportsNetwork, Federico mi scuserà: vado con Mike e Tom.
Quando la loro storia di supereroi del microfono biancoverde iniziò nel 1981, Heinsohn aveva già all’attivo tre stagioni come commentatore radiofonico delle gare dei Celtics, incarico che poi aveva lasciato per diventarne allenatore negli anni Settanta. Mike Gorman invece veniva da esperienze decisamente diverse: pilota della Marina statunitense a bordo di aerei da ricognizione durante l’ultima parte della Guerra Fredda, aveva poi lasciato la “cloche” per il microfono lavorando per l’emittente televisiva WNBH di New Bedford, Massachusetts e per quella radiofonica WPRO di Providence, Rhode Island. I due si incontrarono negli studi della neonata Prism New England, una TV via cavo di proprietà della Spectacor di Philadelphia. La compagnia puntava a fornire un’alternativa tematica sportiva al lavoro di WBZ, emittente affiliata alla CBS, e si assicurò i diritti per la trasmissione delle partite dei Celtics, degli Hartford Whalers dell’hockey e dei Boston Breakers del football.
Nel corso degli anni Prism New England è diventata SportsChannel New England (1983), Fox Sports New England (1998) e quindi nel 2007 è stata acquistata da Comcast, ma una cosa è rimasta costante: la presenza di Tom Heinsohn e Mike Gorman ai microfoni nelle partite dei Celtics. A volte Heinsohn ha seguito “percorsi paralleli”, commentando le partite esterne del Trifoglio per le emittenti WFXT, WSBK e WABU, o – agli inizi degli anni Ottanta – lavorando per la CBS al fianco di Dick Stockton, ma la coppia è rimasta ben salda seguendo l’intera parabola dei “Big Three” originali, gli anni bui del dopo-Bird, e quindi la rinascita dell’era Ainge.
Entrambi sono tifosi dei Celtics, e lo ammettono senza problemi. Allo stile asciutto ed elegante di Gorman fa da contraltare quello colorito e sornione di Heinsohn. Ma considerare Tom solo un “malato di Celtics” sarebbe un grave errore: è persona dotata di cultura e di grande sensibilità. Negli anni Ottanta, ai tempi del suo impegno con la CBS, ha studiato come rendere “più appetibili” le cronache a partire dal posizionamento delle telecamere fino ad arrivare a “come raccontare la partita”, ed ormai ai microfoni insegna basket anche quando sembra si stia solo divertendo. Su Mike Gorman non voglio dilungarmi troppo, un po’ perché lo considero un amico (e quindi vorrei evitare di sembrare di parte), un po’ perché ho già scritto tanto, su di lui. Però ricordare la sua estrema signorilità sia al microfono che fuori dal campo di gioco mi sembra il minimo.
Ecco, se c'è una cosa che col passare degli anni mi colpisce sempre di più e mi fa cambiare prospettiva sugli esseri umani, è la loro capacità di migliorare nel tempo. Di crescere, di rendersi conto che esiste un mondo al di fuori di una palestra, di uscire dal rigido protocollo “io sono io, e voi non siete un c***o” di sordiana memoria. E dove un grandissimo atleta come Larry Bird dimostra sempre più spesso i suoi limiti di essere umano, persone come Kevin McHale o “Doc” Rivers migliorano col tempo, scoprendo al mondo un’umanità ed un’intelligenza a 360 gradi.
Anche Tom Heinsohn e Michael Gorman appartengono a questa categoria. Sono due uomini che, pur amando il Trifoglio alla follia, hanno ben chiare le priorità della loro vita e non scendono a compromessi. Augurargli altri trent’anni di Celtics (Mike compirà 63 anni fra otto giorni, il 24 novembre, Tom ne ha 76) sarebbe decisamente eccessivo: ed allora ci limiteremo ad “abbracciarli virtualmente” ringraziandoli per quella leggerezza con la quale hanno reso e continuano a rendere ogni partita dei Celtics un qualcosa di unico ed irripetibile.
Nel corso degli anni Prism New England è diventata SportsChannel New England (1983), Fox Sports New England (1998) e quindi nel 2007 è stata acquistata da Comcast, ma una cosa è rimasta costante: la presenza di Tom Heinsohn e Mike Gorman ai microfoni nelle partite dei Celtics. A volte Heinsohn ha seguito “percorsi paralleli”, commentando le partite esterne del Trifoglio per le emittenti WFXT, WSBK e WABU, o – agli inizi degli anni Ottanta – lavorando per la CBS al fianco di Dick Stockton, ma la coppia è rimasta ben salda seguendo l’intera parabola dei “Big Three” originali, gli anni bui del dopo-Bird, e quindi la rinascita dell’era Ainge.Entrambi sono tifosi dei Celtics, e lo ammettono senza problemi. Allo stile asciutto ed elegante di Gorman fa da contraltare quello colorito e sornione di Heinsohn. Ma considerare Tom solo un “malato di Celtics” sarebbe un grave errore: è persona dotata di cultura e di grande sensibilità. Negli anni Ottanta, ai tempi del suo impegno con la CBS, ha studiato come rendere “più appetibili” le cronache a partire dal posizionamento delle telecamere fino ad arrivare a “come raccontare la partita”, ed ormai ai microfoni insegna basket anche quando sembra si stia solo divertendo. Su Mike Gorman non voglio dilungarmi troppo, un po’ perché lo considero un amico (e quindi vorrei evitare di sembrare di parte), un po’ perché ho già scritto tanto, su di lui. Però ricordare la sua estrema signorilità sia al microfono che fuori dal campo di gioco mi sembra il minimo.
Ecco, se c'è una cosa che col passare degli anni mi colpisce sempre di più e mi fa cambiare prospettiva sugli esseri umani, è la loro capacità di migliorare nel tempo. Di crescere, di rendersi conto che esiste un mondo al di fuori di una palestra, di uscire dal rigido protocollo “io sono io, e voi non siete un c***o” di sordiana memoria. E dove un grandissimo atleta come Larry Bird dimostra sempre più spesso i suoi limiti di essere umano, persone come Kevin McHale o “Doc” Rivers migliorano col tempo, scoprendo al mondo un’umanità ed un’intelligenza a 360 gradi.
Anche Tom Heinsohn e Michael Gorman appartengono a questa categoria. Sono due uomini che, pur amando il Trifoglio alla follia, hanno ben chiare le priorità della loro vita e non scendono a compromessi. Augurargli altri trent’anni di Celtics (Mike compirà 63 anni fra otto giorni, il 24 novembre, Tom ne ha 76) sarebbe decisamente eccessivo: ed allora ci limiteremo ad “abbracciarli virtualmente” ringraziandoli per quella leggerezza con la quale hanno reso e continuano a rendere ogni partita dei Celtics un qualcosa di unico ed irripetibile.





Commenti
b) Se fossi tifoso dei Jazz anzichè dei Celtics dovrei cuccarmi una volta su due la telecronaca mormona...(un paio di anni fa io e l'ottimo Del Vanga durante una notte di Utah-Boston volevamo suicidarci).
In entrambi i casi si ricade nella "botta di culo"
La leggerezza unita a competenza delle loro telecronache è un reale piacere e vederli intervistare Pierce e Rivers dopo la conquista del titolo 2008 ha raddoppiato la gioia della vittoria.
Per loro sarà di certo un lavoro, ma per noi è un completamento dell'esperienza che ogni partita di Boston ci regala.
Anch'io, al pari del buon Pulcini, ringraziero' vita natural durante l'autore di questo articolo per avermi fatto incontrare Mike Gorman; l'aver poi potuto scambiare quattro chiacchiere a bordo campo con un'istituzione celtica come Tommy Heinsohn non fece altro che rendere quel viaggio bostoniano qualcosa di magico.
Sono veramente due persone squisite e molto semplici, lo capii subito per la naturalezza e la gentilezza con la quale trattarono me e la mia esterefatta consorte (che peraltro riusci' ad emozionarsi quanto me...
Li abbraccio entrambi in modo virtuale e li ringrazio anticipatamente per le innumerevoli emozioni che ancora ci faranno vivere grazie alle loro telecronache, un misto di tifo sfacciato, eleganza, competenza ed amicizia.
Mike, Tommy: siete grandi!
Io me li ricordo nella stagione 2006-07 dove nonostante una squadra piena di giovanissimi e zeppa di infortunati stava andando alla deriva, facevano delle telecronaca di una tale serenità al punto di sembrare totalmente fuori contesto, sembravano divertirsi di fronte ai Celtics che perdevano a destra e menca. Forse li sta la loro grandezza, "sdrammatizzare" lo sport, prenderlo per quello che è un passatempo appassionante quanto si vuole ma pure sempre un qualcosa da vivere con serenità.
Poi sono arrivati giorni migliori, ma il loro tasso di divertimento è rimasto immutato, quando l'entusiasmo diventava travolgente loro erano ancora li con le loro esclamazioni, con i loro "Got It" e "Yesss" a raccontarci grandi gesta, ma ancora una volta con serenità, con quella competenza che ormai sembra merce rara per chi racconta l'NBA da dietro un microfono, gente che per forza di cose deve sempre aggiungerci quel qualcosa di suo, ecco loro difficilmente ci raccontano un aneddoto, loro difficilmente ci danno un parere marcato, una opinione forzata, loro semplicemente ci raccontano le partite, con quella passione pacata che dovrebbe essere un esempio per chi tifa.
Recentemente una volta entrato nel mondo di ILP, ho avuto la curiosità di andare a sentire gli altri telecronisti ufficiali .... beh lasciamo perdere, il nostro duo è di un altro pianeta.
Quoto Angelo e la sua che "botta di culo".
Auguroni Mike & Tom!!!
Quando Tom strilla è sempre un'intuizione.
Accidentalmente a margine di tutto questo una pacatezza, una competenza assoluta, un rispetto per gli uomini in campo soprattutto nei loro momenti di difficoltà.
2 compagni, amici tifosi, punti di riferimento al tempo stesso.
GRAZIE.
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