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Approfondimenti

Eccoci alla seconda puntata di "Around the NBA", una carrellata "coast to coast" tra le 30 franchigie. Iniziamo doverosamente da casa nostra, con la squadra alle prese con il primo, vero tour de force annuale: in settimana tre trasferte terribili a Oklahoma City, Dallas e Miami. Operazione conclusa con il minimo danno e con due vittorie assolutamente convincenti a casa di Durant e LeBron (o Wade...o Riley...o Bosh). Nonostante l'infermeria sia sempre la stanza più frequentata in casa Celtics, le cose sembrano girare decisamente per il verso giusto.
Sugli scudi un ray Allen che sembra aver trovato il perfetto elisir di lunga vita: 11/18 da tre, una media di 40 minuti in campo e un' applicazione difensiva inusuale per un trentacinquenne con tante battaglie alle spalle. Benissimo anche Garnett, ben oltre i 10 rimbalzi di media a partita, Rondo per il quale la doppia cifra di assist è ormai una questione da sbrigare prima del the dell’ intervallo e Pierce, 22 punti ad allacciata di scarpe in un trittico di partite non esattamente facili. Due piccoli nei in settimana: gli ultimi 90 secondi di Dallas e le condizioni fisiche ballerine dei lunghi Shaq e, soprattutto, Jermaine O’Neal, il cui ginocchio potrebbe essere in condizioni peggiori di quanto ci si aspettasse dopo il rientro anticipato negli spogliatoi durante Celtics-Thunder.... continua ...
Rimaniamo a Est, dove tutte le contenders hanno subito battute d’arresto più o meno importanti: Miami (5-4) si lecca le ferite dopo la doppia scoppola subita da Utah e Boston: in Florida potranno in futuro fare sfracelli ma per ora il progetto è ancora tutto da compiere: gioco in post inesistente, poco tonnellaggio sotto le plance, superstars che si pestano i piedi spesso e volentieri, Bosh che sembra soffrire la carenza di giochi disponibili al suo appannaggio (come sono lontani i tempi dei Raptors), playmakers avversari che fanno il bello e il cattivo tempo (Arroyo contro Rondo, Deron Williams e Paul è l’incubo di ogni allenatore). Tradotto in cifre il tutto si traduce in una vittoria in scioltezza contro i non irresistibili Nets (101-89 con i “tre amigos” a combinare 77 punti in totale) e le due bastonate di cui sopra; per referenze chiedere a Millsap (46 con un 3/3 da acque internazionali che ricuce lo strappo da –8 nel finale dei regolamentari) e Deron Williams (15 assists). Della sconfitta subita ad opera del trifoglio abbiamo già detto in altre sedi e non infieriremo oltre. Si fanno insistenti i rumors sulla ricerca di altri centimetri e chili da buttare nella mischia, ma il nome di Eddy Curry non è certo quello che farà tremare le vene ai polsi delle avversarie. Vedremo.
Se Miami piange Atlanta (6-4) non ride: 4 partite, 4 sconfitte delle quali tre casalinghe (Phoenix, Milwaukee e Utah). Da 6-0 a 6-4 e contro i Bucks una prestazione imbarazzante, sopportando un quarto finale di garbage time dopo essere stati in svantaggio anche di 30. La squadra c’è e le possibilità di ripetere un’altra buona stagione ci sono tutte, ma la sensazione che manchi un buon elemento a dar manforte al terzetto Horford-Smith-Johnson è palpabile. Passiamo ai Magic (5-3), una vittoria contro Atlanta e due sconfitte contro i soliti Jazz e, incredibile ma vero, i derelitti Raptors. Howard non può fare le pentole e i coperchi, specie se la coppia formata da Carter (4/11 contro Bargani e Co.) e Lewis (7 punti scarsi di media in settimana) si prende una quantità di pause spropositata. Da rimarcare la bella (e inutile) prestazione di Pietrus, ultimo ad alzare bandiera bianca contro Toronto e capace di un “Alleniano” 8/11 da oltre l'arco.Restano sopra il 50% di vittorie anche i Bulls (4-3): nessun problema contro Denver e Golden State, entrambe respinte con perdite grazie ad un Noah in abbondante doppia cifra per punti e rimbalzi, al solito Rose e a un Deng decisamente in palla (26 ai Warriors, miglior marcatore). Tenendo conto che Boozer deve ancora mettere piede in campo Chicago si conferma la mina vagante della conference. Nota di colore, dopo il “caso” Villanueva, anche il figlio di Yannick torna sulla questione Garnett attaccandolo duramente durante un’intervista radiofonica a ESPN Radio e definendolo “fastidioso” e “meschino”. Molti nemici molto onore? Mah...
Continuano a stupire in positivo i Cavs orfani di James, dati come squadra in smobilitazione alla vigilia e che in caso di vittoria questa notte contro i Pacers si troverebbero addirittura appaiati alla nuova franchigia di King James. Alzi la mano chi se lo sarebbe aspettato. In settimana due vittorie (Wizards e Nets) e una sconfitta (ancora Nets) con la sensazione di una squadra solida, atletica (Moon, Hickson, Varejao), dove il brasiliano fa valere la sua cattiveria agonistica sotto le plance e diversi uomini sono in grado di segnare i punti decisivi: se non ci riesce Mo Williams (26 a Washington) ci pensa JJ Hickson (18 a New Jersey).
Una rapida occhiata al geruppone di chi sgomita sotto la quota del 50%? Cominciamo con Milwaukee (3-4): nessun fuoriclasse acclamato, l’eterno problema Redd e anche Carlos Delfino acciaccato non sono problemi da nulla ma i Bucks possono contare su almeno 7 uomini di buon livello e confezionano, dopo la sconfitta d’ordinanza con i per ora inarrestabili Hornets, due belle affermazioni ai danni di New York e Atlanta (Jennings 38 equamente distribuiti tra le due gare). Nota lieta la conferma ad alto livello di Ilyasova (17 partendo dalla panchina agli Hawks). Per la prossima gara casalinga (14 Novembre), se doveste passare da Milwaukee, vi segnaliamo che avrete la possibilità di acquistare uno dei 550 posti a 5.50 dollari per celebrare il primo anniversario del record di Brandon Jennings (55 a Golden State nel 2009). Non siete ovviamente obbligati ma sarebbe un bel gesto...
Solo 2 gare per Indiana (3-4) negli ultimi 7 giorni, una vittoria (Denver) e una sconfitta (Houston). Incredibili i 144 segnati al povero Carmelo il 9 Novembre, 54 dei quali in un terzo quarto da favola (20/21 dal campo e se McRoberts non avesse sbagliato una tripla quasi allo scadere...). Le medie settimanali ovviamente sono gonfiate dallo shootout di cui sopra, ma occorre segnalare la crescita di Hibbert che pare aver risolto i problemi di falli dell’ anno scorso e si propone come candidato al premio di Most Improved Player (16 punti, 9 rimbalzi e 3 stoppate di media sinora).
Le altre franchigie vivacchiano nel limbo che probabilmente le accompagnerà fino alla fine della regular season: New Jersey (3-5) dopo 5 sconfitte in serie ferma l’emorragia sbancando Cleveland (31 di Harris), Detroit risale lentamente la corrente superando Golden State (64 del terzetto Villanueva-Stuckey-Hamilton sui 109 totali di squadra) e la sponda povera di Los Angeles (113-107, Villanueva 30 con 5/7 da “acque internazionali”). In mezzo la scoppola subita ad opera di Portland (100-78). Cammino simile per i Bobcats, stesso record totale e settimanale (2-1): "L" a San Antonio (91-95) e vittorie “corsare” a Toronto e Washington. Chiudono la conference New York (3-6), Washington (2-5, ma Wall suona la prima campanella della tripla doppia), Philadelphia e Toronto (2-7). Per il "Mago" 20 punti e 4 rimbalzi di media. Tanto per cambiare imbarazza New York con 4 sconfitte in fila indiana: panchina improduttiva, percentuali generosissime concesse agli avversari, un Gallinari un po’ involuto (e non ingannino i 25 messi a referto nella sconfitta subita ad opera dei T-Wolves), la continua ricerca della quadratura del cerchio per sistemare una frontline che scricchiola (Stoudemire-Turiaf, Stoudemire-Mozgov, quintetto piccolo con Stoudemire-Gallinari-Chandler). Se poi lasci tirare i Warriors con il 53% e fai prendere 31 rimbalzi a Love, beh, è nell'ordine naturale delle cose che le sconfitte arrivino a grappoli.
Ad Ovest procede la marcia trionfale degli Hornets (7-0 dopo aver svolto il "compitino" di mettere in riga Bucks e Clippers). Squadra giovane, veloce, impostata su una difesa attenta, dove Belinelli ha saputo ritagliarsi uno spazio non marginale (5/11 da tre nelle ultime due uscite) e Paul sembra essere tornato quello di due stagioni orsono. West, Okafor, Ariza e Bayless dalla panchina sembrano aver completato un puzzle inconcepibile sino a un mese fa. Verranno tempi difficili, ma nel frattempo, ragazzi, che squadra; possono permettersi addirittura il tifoso meglio pagato al mondo: Stojakovic, giubilato da coach Williams è ormai sistematicamente nella lista degli inattivi. Fanno 180000 dollari a partita per applaudire dalla tribuna, c'è chi firmerebbe con il sangue.
Seguono i Lakers (8-1), solidissimi anche se favoriti da un calendario che li ha visti per 6 volte tra le mura amiche: dopo aver asfaltato Portland e battuto Minnesota scivolano a Denver sotto i colpi di un Anthony in palla (32 e 13 rimbalzi) nonostante Bryant da 34 punti (ma su TRENTADUE tentativi). Gialloviola comunque favoritissimi nella corsa al seed numero uno: Kobe e Gasol si trovano a memoria, manca ancora Bynum e anche dalla panchina Shannon Brown (12 di media nelle ultime 3) e Matt Barnes offrono ulteriore profondità.
Terzi i veri “sleepers” di questo inizio di torneo, quegli Spurs (6-1) che in silenzio affossano Houston, Charlotte e Clippers portando a 5 le vittorie consecutive: d'altronde il quintetto, se in salute, non teme confronti nella lega e per ora Ginobili (25 di media in settimana), Parker (17), Jefferson (16) sono decisamente in salute. Segnali importanti anche dalla panchina, con il rookie Gary Neal quasi infallibile da oltre l’arco (6/10 in settimana) e il solito McDyess a "fare legna" nei minuti in cui viene chiamato in causa.
Seguono gli Utah Jazz, cui va la palma di “vincitori di tappa” per gli ultimi sette giorni: tre trasferte ad est (Miami, Orlando, Atlanta), tre vittorie sonanti, tutte in rimonta, segno di una condizione psicofisica invidiabile. Sopra il 50% anche Dallas (6-2), Golden State (6-3), Oklahoma City (5-3), Portland (6-4) e Denver (5-4). I Mavericks fanno percorso netto abbattendo in stretta successione Boston, Memphis e Philadelphia; da segnalare, oltre alle solite buone prestazioni di Nowitzki, gli ottimi riscontri dai subentranti Terry e Barea (rispettivamente 16 e 13 punti di media nelle ultime uscite).
Golden State, dopo l’inizio oltre le aspettative, deve fare ora i conti con la pesante assenza di David Lee, fuori un mese per un infortunio al gomito. Quattro trasferte ad Ovest, due "W" (Toronto e New York) e due sconfitte (Detroit e Chicago). Occhio a Stephen Curry che al secondo anno si avvia a diventare un play con i fiocchi, cifre a parte (comunque ragguardevoli, in settimana 25 punti e 6 assists) e il solito Monta Ellis (numeri praticamente in fotocopia, 25 e 5).
I Thunder, un po’ in sordina rispetto alle prospettive della vigilia rimediano alla sconfitta patita Domenica scorsa ad opera dei Celtics con due vittorie su Phila e Portland (70 in tandem per la coppia Durant-Westbrook contro i Blazers, 62 contro i Sixers). Gran talento ma permangono alcune perplessità sotto le plance, dove Krstic ha buone mani ma non è certo quel che si dice un “centro dominante”, Ibaka deve ancora crescere e Aldrich non è oggettivamente pronto per giocare molti minuti in una squadra che vuole lottare per il titolo.
Portland procede a corrente alternata cedendo a Thunder e Lakers ed imponendosi contro Detroit, cercando la salute di Oden come fosse il santo Graal. Il materiale con cui consolarsi (Aldridge, Roy) è molto, ma probabilmente non abbastanza per un ruolo da assoluti protagonisti. Denver riscatta un inizio balbettante con la squillante vittoria contro i Lakers, ma resta la scoppola di Indiana e la sconfitta contro i Bulls a ricordare che la situazione a casa Karl non è idilliaca, Melo che vuole restare, anzi vuole andare via, anzi è contento, anzi no.
Tra le squadre che possono dire la loro in ottica playoffs ecco Phoenix (4-4) e Memphis (4-5). L’ 8 Novembre si è giocato lo scontro diretto, appannaggio dei Grizzlies. Per il resto i Suns continuano a rimanere aggrappati all'immarcescibile Nash (28 punti e 14 assist nell'ultima "W" contro i Kings), poco aiutato dai compagni, a partire da Robin Lopez che non sta mantenendo le promesse e da Turkoglu (cifre ai minimi storici da 8 anni a questa parte). Anche a Memphis i problemi non mancano: benissimo Gay ma Conley non è certo un uomo-guida, Mayo non è certo un difensore tignoso, Gasol e Randolph sono in non perfette condizioni...2-1 in settimana, comunque, l'unica sconfitta in casa contro Dallas a impedire il "percorso netto" dopo aver battuto Phoenix, come detto, e Sacramento. Proprio i Kings (3-5) devono leccarsi le ferite di 4 sconfitte consecutive, mentre Minnesota (3-7) mostra segni di risveglio vincendo le ultime due, la seconda delle quali (New York) grazie all'incredibile doppia doppia da 31+31 di Kevin Love (e ai 35 di Beasley). Chiudono malinconicamente la classifica Houston (2-6) nonostante un super-Scola (22 punti di media questa settimana, ma Yao è ancora fermo) e i soliti Clippers (1-9), falcidiati dagli infortuni di Kaman, Foye e Davis (se ne riparlerà a fine Novembre per tutti e tre).





Commenti
Citazione:
L'intero articolo lo potete leggere qui : www.basketground.it/content/usa_news/22216/154/139/american_brunch_con_mauro_bevacqua_i_lakers_a_caccia_di_record_.html
incredibile Utah... mette a referto un'altra vittoria in rimonta... sotto anche di 18 vince a Charlotte contro i Bobcats 96 a 95... occhio a questa squadra che tolto boozer e con il ritorno ad ottimi livelli di Deron Williams sembra aver trovato la quadratura del cerchio... Mensione speciale per Big Al top scorer dei Jazz con 19 punti...
oggi di nuovo in campo i lacustri: indovinate un po'? ancora allo staples e contro phoenix, ma hanno un calendario a parte???
Nel frattempo Williams, piccato per la mia ironia sull'inattivo più pagato del mondo regala 17 minuti a Stojakovic all'unico scopo di sminuirmi...maledetto...
Io sono convinto che alla fine della stagione si assesterà sugli 8 rimbalzi ad allacciata di scarpe con 20 punti abbondanti.
Si accettano scommesse.
In generale, complimenti ad Angelo per la completezza, mi sorprende la striscia negativa di Atlanta, mentre ottima la settimana di Utah.
Ma l'ovest è ancora superiore nonostante i movimenti estivi? Parrebbe, con dieci squadre con il 50% e più di W, mentre a est sono sette, che ne dite?
Ad Est mi aspettavo Newyork un po' più forte, meglio per noi, rischiamo di vincere il titolo di division a febbraio
- DeMarcus Cousins sembra essersi gia' fatto terra bruciata ai Kings litigando con due assistenti di coach Westphal
- Jared Dudley rinnova con i Suns: 22,5 $ per i prossimi 5 anni (alla faccia...)
- I Wolves si dicono convinti di riuscire a portare Ricky Rubio nella Nba (contenti loro...) e non hanno nessuna intenzione di cedere i diritti sul giocatore
- Howard non e' sicuro di rinnovare il contratto con i Magic, secondo l'Orlando Sentinel l'imminente lockout costringe il giocatore a temporeggiare sulla firma per il rinnovo (ma non dovrebbe essere il contrario???)
- Il ginocchio di Brandon Roy scricchiola ancora, la stella di Portland non ne vuole sapere di operarsi ma afferma che sta scendendo in campo con dolori atroci (allora operati no???)
- torna in campo Baron Davis! Coach Del Negro sottolinea come serva come il pane il talento del Barone ai derelitti Clippers (gia' all'ultima spiaggia Vinnie??)
- infortuni: Lee 3 settimane di Stop, Yao Ming 2 ( ma l'ultima volta che hanno detto cosi ha saltato una stagione intera)
- Gli Hornets vorrebbero offrire il contratto in scadenza di Stojakovic ai 76ers per ottenere in cambio Iguodala (io ho provato a scambiare la mia Fiat Tipo con una Ferrari ma hanno rifiutato). Sembra che la dirigenza dei 76ers stia ancora ridendo...
- Steve Nash divorzia... dalla moglie Alejandra (ahi ahi sai gli alimenti...)
- sembra che anche Rondo abbia tentato di convincere Tony Allen a non andare via ma senza successo. Ecco le parole del Doc in merito
http://www.realgm.com/src_wiretap_archives/70075/20101113/rivers_was_surprised_tony_allen_left/
Orlando per me è in piena evoluzione di gioco, francamente non vedo come a cose normali possa pensare di battere Noi o Miami, e temo rischierebbe forte pure con i Bulls. Purtroppo per loro Nelson e Carter sono quelli, Lewis è allo sbando, e accanto a Howard non c'è uno straccio di lungo degno di questo nome.
Tra le squadre di secondo piano, delusione assoluta Philadelphia, Cleveland sopravvive anche perchè quando hai gente che ha giocato ad alto livello qualcosa tende a ricordarsi ma alla lunga la mancanza di talento si farà sentire.
Continuo a credere nei Pacers che secondo me hanno ottimi margini di crescita, se magari O'Brien contemplasse anche la fase difensiva non sarebbe malaccio.
Ad Ovest aspettiamo Oden per vedere la vera Portland, ma la mia sensazione è che nel frenetico taglia e cuci fatto con i tanti esterni che sono passati da queste parti, alla fine la panchina degli esterni è decisamente corta. I Thunder mi sembrano stiano prendendo il brutto vizio di giocare in due, quando il talento abbonda (magari è anche l'assenza di Jeff Green).
- partiamo con il botto e segnalo con letizia che per LA è arrivata la 2° L ad opera questa volta dei Suns e per giunta in casa. Grandi prove per Nash, il Turco e Fry e JRich (35+8rimb). Che dire...raggiunti!
- Gli Spurs con una partenza stagionale da 8-1 si dimostrano attualmente la squadra più prossima ad una credibile avversaria ad ovest per LA. Grazie ad un Jefferson ritrovato ai livelli che furono quando vestiva Nets e allo stato di salute di Parker e Manu, l'OKC della coppia meraviglie Durant-Westbrook regge il confronto solo un tempo. Anche perché San Antonio presenta un Bonner formato Ray Allen: 7 su 7 da 3!
Invece gli Spurs che vincono a OKC, nonostante il rientro di Green e, soprattutto, con un Duncan da 23 minuti, 6 punti e 4 rimbalzi, mi sembrano davvero in grandissima salute.
Io dico che ad Ovest c'è qualche squadra da record sul 50% in più rispetto all'Est ma solo 1 squadra da finali NBA (lakers) mentre ad Est ce ne sono almeno 3.
Poi se a San Antonio stanno bene fino all'ultimo almeno una squadra che terrà testa ai lakers ci sarà.
Non credo che i giovani Thunders impensieriranno Kobe & C. anche perchè non sono più quella sorpresa che erano la passata stagione e quest'anno è l'esame di maturità per loro che, vista la giovane età media del roster, mi sembra sia arrivato troppo presto.
Comunque felicissimo della sconfitta contro i Suns e per averli raggiunti.
Non nascondiamoci ma il miglir record della NBA è fondamentale per puntare al 18° banner.
Anch’io reputo la sconfitta lacustre un piacevole (per noi) incidente di percorso; certo che dall’arco si son proprio fatti impallinare...
Peccato essere solo a novembre, altrimenti uno penserebbe che Spurs e Jazz potrebbero veramente presentarsi alla post-season come le più accreditate alternative al monopolio angelino. Certo che se San Antonio potesse veramente “indovinare” una stagione senza infortuni gravi e con costanza di risultati (non succede da circa 4 anni) ci sarebbe da divertirsi un po’ di più ad Ovest...
Nella parte atlantica sinceramente non vedo grossissime sorprese: non mi aspettavo nè un inizio scoppiettante di Miami, ancora tutta da “rodare”, nè miracoli da parte dei Knicks (anzi, lasciatemelo dire, son veramente patetici fino ad ora e forse è arrivato il momento che pure D’Antoni capisca che quel basket tipo “allegra scampagnata” ha bisogno di una seria “revisione”).
Concordo nel considerare i Bulls come la “mina vagante” ad Est; forse non sono copertissimi in panchina ma hanno il giusto mix di talento, voglia ed applicazione, tutte cose fondamentali nel basket “thibodeauniano”.
Orlando vive di alti e bassi ma non mi stupirei se prima o poi riuscisse ad infilare un buon filotto di vittorie che gli garantisca mantenersi tra le top 3 nell’Est.
a ovest San Antonio sana e' un'altra squadra. In Utah non credo molto.cosi' come in New Orleans. A ovest ci sono molte squadre di buon livello ma solo gli Spurs, Portland e Oklahoma mi sembrano in grando di impensierire i Lakers.
Tu dici? Secondo me invece il fattore campo è sopravvalutato. L'anno scorso si è perso nella maniera in cui abbiamo visto ma il giocare in casa non lo vedo come determinante per il risultato finale. La differenza in 7 gare la fanno gli episodi viceversa, se c'è divario tecnico-fisico fra le squadre, a gara 7 non ci si arriva.
Citazione Ubuntu:
E' lo stesso pensiero che mi venne in mente quest'estate: per Lebron giocare con un play realizzatore come Rose ed un centro difensivo come Noah è sicuramente meglio che con Wade e Bosh. Meno male che non sono riusciti a piazzare Deng per fare il colpo (che però potrebbe essere solo rimandato se a Miami il new big three non ottiene i risultati sperati
Citazione Leonardo Ancilli:
Se rimangono sani possono anche andare in finale lasciando i Lakers a bocca asciutta però è dura, gli dò un 30% di possibilità di farcela nella sfida diretta con LA, non di più.
Ho pensato anch'io le stesse cose fino ad un anno fa poi ho cambiato idea: D'antoni non cambia proprio perchè sono i manager a chiedergli di non farlo! Mike è tutto fuorchè stupido e sa che così giocando non si va da nessuna parte perchè se non sei arrivato in finale con i Suns di Nash, Stoudamire, Johnson, ecc. 6 (?) anni fa è piuttosto improbabile ci possa riuscire ora che è rimasto solo Stoudamire. E' pur vero che giocando a 1000 all'ora e sparacchiando senza curarsi troppo della difesa è un sistema che ti permette di vincere, in singola serata, contro chiunque e questo piace al pubblico ed è divertente da vedere. E' un prodotto che si vende bene ai propri clienti ed ingolosisce i proprietari, specie in una piazza come NY.
Eh, Michele, però messa giù così la tua è una domanda da milione di dollari...
Ok i limiti di un roster che una volta arricchitosi di Stoudemire (peraltro quasi un “ripiego” visto che Lebron snobbò la Grande Mela e intanto avevano deciso di lasciar andar via Lee) si è trovato corto di almeno un altro pezzo grosso per poter puntare a qualcosa di “importante” (appunto perchè Amare da solo non ti fa vincere), però il buon Mike D’Antoni rischia seriamente di perdere la poca credibilità rimastagli...
Certo, se al posto di Felton ci fosse Chris Paul, magari oltre allo spettacolo del “run&gun” arriverebbe pure qualche vittoria in più...
Non entro nel giochino di “fantasticare” su quante vittorie potrebbe ottenere un Doc Rivers a New York, ma credo che almeno una parvenza di serietà a questa squadra proverebbe a darla, mentre D’Antoni sembra che si ostini a riproporre un modello che gli funzionò bene a Phoenix per un tempo molto limitato (e con un certo Steve Nash a condurre le danze) senza provare a variare qualcosa sul tema, in relazione ai giocatori a sua disposizione i quali, almeno potenzialmente e secondo un modesto parere personale, credo valgano qualcosa di più del pauperrimo record accumulato fino ad ora.
Citazione:
Piero, il tuo ragionamento lo posso seguire a patto che si dichiari che tutto ciò che importa alla dirigenza dei Knicks è il “marchio” esclusivo su un certo tipo di “basket da bere” in modo spensierato e senza prendersi troppo sul serio; però, sinceramente, siamo sicuri che un pubblico piuttosto competente come quello del MSG si diverta nel vedere una squadra racimolare caterve di sconfitte quando si prova ormai da un decennio a costruire un gruppo che possa aspirare a qualcosa di più del primo turno di playoffs?
Credo che in estate le aspettative dei newyorkesi fossero tutt’altre...e stiamo pur sempre parlando della “altra franchigia originale della NBA”...
Concordo con te al 100%.
L'anno scorso,con Perk sano avremmo sbancato LA per la seconda volta e vinto il titolo.
E avevamo anche Sheed molto limitato dagli acciacchi.
E abbiamo vinto 1 volta a Miami,2 a Cleveland e 2 a Orlando.
Con squadre fortissime in casa.
Quindi arriviamo tutti sani e con la rotazione completa e poi ci divertiamo.
Se i nostri stanno bene non c'e' fattore campo che conti.
E poi avete visto l'altra volta a Miami,quello me lo chiamate fattore campo?
Facevano riidere i polli.
Qualcuno si ricorda i boati per i primi due liberi di Shaq nell'opening night?
QUELLO e' il fattore campo,il Boston Garden.
Nessun campo mi fa' paura.
Vero.
Pero' se hai David Lee magari non prendi Stoudemire,magari hai altri problemi piu' impellenti.
O no?
Io credo che D'Antoni abbia molte colpe,la squadra lavora pochissimo dietro.
Gallinari credo che si brucera' a NY,ha bisogno di un coach che lo faccia crescere e non solo sparacchiare da tutte le parti.
Se viene a Boston diventa un grande giocatore,sicuro.
"Basket da bere" è bella (anche se non originale
Se prendiamo per buoni i dati che dicono che al MSG i tifosi vanno comunque a vedere i Knicks allora non c'è dubbio che il basket "divertente" è la soluzione al problema se non arriva Lebron o dopo la terra bruciata fatta da Isah e l'estemporanea avventura di Brown sulla panchina di NY.
La grande mela ha talmente tanti "clienti potenziali" che può permettersi un turnover anche marcato tanto per quanti si stufano di veder la squadra non fare nemmeno i PO altrettanti si affacciano e sperano in una stagione finalmente vincente. E lo strumento del basket da bere di D'Antoni calza a pennello in quel contesto (per un certo numero di stagioni poi mangiano la foglia). Certo che per un GM - date le regole sul salary cap - è indubbiamente più facile gestire una franchigia a Memphis od OKC piuttosto che a Chicago o NY.
Non ho rimpianti (se non dettati dall'affetto) neanche per Leon e Tony, figurarsi per Rudy Fernandez o i vari altri nomi fatti durante l'estate. Ragazzi, sembra che persino con Erden i nostri dirigenti ci abbiano preso, cosa vogliamo di piu ?
Concordo,ottima analisi.
L'unico dubbio e' Wafer,francamente lo vedo messo male gia' ora e' fuori della rotazione con Delonte out...
Per me un bel difensore completerebbe il roster,a me piace da matti Battier.
Ottimo difensore e buon tiratore da 3.
Concludo dicendo che l'unico errore e' stato non trattenere Posey,Firewall avrebbe fatto la differenza negli scorsi PO.
il problema non son le 2-3 settimane ma sapere se il problema al ginocchio sara' risolto dopo il riposo...
Che dite,si prospetta una trade per lui a febbraio?
direi proprio di no. Jermaine ci serve eccome. E' un giocatore importante, La salute pero' per lui in questi ultimi anni e' stata un bel problema.
Non e' che ci sono tanti centri di livello in giro da prendere,anche Miami e NY sono a caccia disperata.
Mi auguro solo di vederlo giocare con continuita',JO non sara' piu' quello di prima ma in difesa ci puo' dare una grande mano.
Meno bene in attacco, immagino per problemi fisici, ma lì potrebbe servire meno, per ora.
Insomma, a lui chiediamo una ventina di minuti quasi da specialista, quindi mi sta bene così.
espn.go.com/nba/powerrankings
Che dici Leo cominciamo a pensare che qualcuno la ci legga?
Beh, c'era poca scelta con i lakers a due L consecutive e la concorrenza che non ha fatto tanto meglio .... eppoi tre W su quattro trasferte, due delle quali convincenti a Miami e OKC, non si trovano tutti i giorni.
Ma non temete, troveranno il modo di valutare meglio Spurs o Magic o altri la settimana prossima
MMMhhhhhh... secondo me gatta ci cova perchè avrebbero potuto tranquillamente attaccarsi all'imbattibilità degli Hornets per metterli al primo posto.
Starebbe bene anche a me..se riuscisse a giocare
Cal
Spero ci sia, sarebbe una bella sfida con il nostro MVP
- Heat: l'interesse per Eddy Curry sembrerebbe reale e il ragazzo sta discutendo con i Knicks la rescissione dell'oneroso contratto (le spiagge di south beach si sa sono le migliori).
- Il sogno dei Knikcs? Portare nella grande mela Steve Nash e Donnie Walsh ha promesso che fara' di tutto per migliorare la squadra di D'Antoni (secondo me iniziare col cambiare allenatore non sarebbe una brutta idea)
- Gli Hawks hanno rispedito al mittente l'offerta dei Kings di scambiare l'ala Jason Thompson con il playmaker Jeff Teaugue. (ma i Kings che ci guadagnano?? boh)
- Melo vuole i Knicks! ma poi dichiara che "sono come Lebron, quello che voglio e' vincere, competere ai massimi livelli, tutto il resto e' irrilevante".(Riuscire a contraddirsi 4 volte in una sola frase non ha prezzo, forse ha battuto un record o forse era ubriaco)
- distorsione alla caviglia per John Wall: difficile il suo impiego contro i Celtics domani notte. Il suo posto in quintetto verra' preso da Gilbert Arenas (ehi senza armi e').
- Pistons: Kuester litiga anche con Prince dopo una difesa poco attenta dell'ala nella partita strapersa contro i Warriors, lo voleva cacciare dalla panchina ma uno degli assistenti e' intervenuto a favore di Tayshaun calmando gli animi.
- Dopo l'infortunio di Lopez i Suns firmano Earl Barron.
- questa e' la piu' bella... Nominati giocatori della settimana i playmaker Deron Williams (ovest) e Derrick Rose (est)... se qualcuno aveva la speranza di vedere Rondo MVP beh credo sia impossibile...
- Jermaine fermo ancora 2-3 settimane
- il centro Solomon Alabi, che qualcuno voleva che venisse scelto dai Celtics in estate (e me lo ricordo bene eh), vola in NBDL (agli Erie BayHawks) dopo esser stato bocciato dallo staff tecnico dei Raptors (sembra che in allenamento prendeva meno rimbalzi di Bargnani)...
Per completezza di informazione la giuria è formata da persone con occhiali scuri, un bastone bianco e che si accompagnano con dei cani lupo.
Hai dimenticato una notizia di grande rilevanza: Tony Parker pare sia vicino al divorzio con la Longoria!
Ma io dico, ma Tony, sei proprio certo di quello che fai?
Mi hai anticipato di due minuti, e io che volevo lanciare il gossippone!
Citazione:
ciapa lì
Bene...ma io continuerò a combattere la mia battaglia personale...anche se probabilmente questa conseguirà lo stesso risultato, della letteraria battaglia contro i mulini a vento.Intanto lo ribadisco..RONDO MVP!!!
Cal
Intanto Tranquillo definisce Tyrone Corbin "grande stella del passato". Devo avere la memoria corta, perchè non lo ricordo mai come All Star, e mi sembra abbia fatto una lunga carriera ma sempre in ruoli di secondo piano.
A confronto Ainge fa la figura del campionissimo...ma non ho mai sentito Flavio definire Danny "grande stella del passato". Sarà che è un ex Celtic.
Ok nobili principi e magna indignazione, ma vorrei far notare che a gente con numeri e prestazioni di molto migliori a Rajon Rondo non sono stati assegnati 2 premi della settimana consecutivi, potrebbe essere semplicemente questo? :-P
Basta! Non potevamo continuare così a vederci clandestinamente, adesso sarà tutto più facile.
Credo sia così. Non sono un amante delle statistiche tantomeno di questi premi derivanti da operazioni di puro marketing ma credo siano molto rari i "bis".
In ogni caso Rondo è ben messo per la classifica mensile. Domanda agli esperti: chi è stato l'ultimo giocatore dei Celtics ad aggiudicarsi il premio di miglior giocatore del mese? A naso direi Pierce in un'altra era geologica o al limite KG nella stagione del titolo.
Sono disperato!!!!
Aspettavo con impazienza la trasferta a San Antonio per poter dare una sbirciatina anche io
Ti vedi con Tony o con Eva?
Come testimonia l'interessante
Io sono parecchio più basso di Tony, che dite, mando una mia foto?
Magari inizia con la dichiarazione dei redditi poi da cosa nasce cosa...
Per quanto mi riguarda sono sposato e la Longoria la vedo a partire da mercoledì prossimo su SKY
A parte il fatto che Dampier da quando è free agent è già stato "affibiato" a tutte le squadre NBA (mancavano appunto i Lakers ed i Celtics), sarebbe pittoresco vedere in finale Shaq contro Erik(a)
l'ho detta grossa, in realta' Dampier non ha piu' firmato per i Rockets, probabile ai lacustri dopo l'infortunio di Ratliff
sports.yahoo.com/nba/news?slug=ap-trailblazers-oden
C'è chi parla addirittura di carriera a forte rischio.
Da uno che di infortuni ne capisce per esperienza diretta mi spiace veramente.
A prescindere da ciò questo è uno di quei casi di "sliding doors": immaginate se i Celtics avessero beccato la prima scelta assoluta (Ainge avrebbe chiamato Durant lo so però...) e fosse arrivato a Boston "il nuovo Bill Russel"... Altro che 17 e lotta per il 18 qui non bastavano tutti i cappelli di Rockerduck!
Oden rotto, Roy quasi...
spiace, Portland è una sfida che mi sarebbe piaciuto affrontare, negli anni a venire.
Anticipo già che fare i processi alla scelta di Oden sarebbe ingiusto, portare in giro più di 2 metri e 15 per le aree NBA ed essere sano è quasi un'utopia, un decimo dei lunghi fa eccezione positiva (Howard, O'Neal prima dei 34, Gasol, un decimo li scopri rotti rotti da Bowie a Oden, passando per Ming) il resto sono acciacciati perenni, per cui se Ti presentano dei dubbi fisici su un lungo di quel livello tendi a trascurare la cosa, è comprensibile. Peccato.
- Zach Randolph avverte i Grizzlies: "voglio l'estensione del contratto il prima possibile altrimenti mi guardero' intorno, ho molte offerte" (sembra che dopo il braccio teso a Garnett l'abbiano contattato sia la WWE che la TNA)
- Come anticipato da Leo stagione finita per Greg Oden, venerdi si opera al ginocchio sinistro.
- Gli Spurs firmano Danny Green
- Uno che ha tanto talento ma non riesce a farlo affiorare: Rashad McCants finisce in NDBL ai Texas Legend
- I Grizzlies pensano di rilasciare Acie Law e sostituirlo con uno tra Patrick Beverley e Garret Temple
- Rambis sta pensando di mandare Jonny Flinn in NBDL per un breve periodo cosi da recuperare la forma dopo l'intervento chirurgico all'anca. Flynn non si sente ancora pronto a giocare.
Flynn in NBDL? Per metterlo contro ogni giocatore sfigato che contro di lui vorrà dimostrare qualcosa? E se invece cominci a farlo giocare 15/20 minuti? Tanto non mi pare che i Wolves siano un'armata invincibile.
Le firme di Spurs e Grizzlies non mi sembra che lasceranno il segno nella stagione e Zach si sbrigasse a trovare chi gli garantirà il futuro....
Oden? Rientra nella categoria "sfiga assoluta", un vero peccato non averlo potuto ammirare mai davvero al top, ma Ainge già lo sapeva, per questo avrebbe scelto Durant
Io sinceramente Minnesota la vedo proprio maluccio, Beasley è il classico da 20-25 che non sposta una virgola, il resto tolto Love mi pare una bella collezione di promesse non manenute, e se sperano nel Rubio che stiamo vedendo in Eurolega, rischiano di fare un altro buco nell'acqua.
oddio Leo se stanno aspettando Rubio come il messia cambio subito idea su di loro (ormai da questa estate e' noto il mio pensiero sul bluff Rubio)
Certo non e' che penso che possano arrivare a trionfi epocali o a qualificazioni storiche pero' nelle ultime 3/4 partite mi sono sembrati trovare un po' la quadratuea del cerchio, certo ieri hanno vinto contro i derelitti Clippers senza Kaman e prima perso sia con Atlanta che Charlotte ma per quello che ho visto secondo me sono sulla buona strada... Poi sono sensazioni eh... pero' a me quei tre insieme sul parquet piacciono assai
- Trade in vista per Troy Murphy che al ritorno dell'infortunio ha trovato Chris Humphries in quintetto nei Nets e reclama spazio.. indovinate un po' chi sta chiedendo informazioni sul ragazzo? gli Heat! (basta che c'e' un lungo sul mercato e ci si buttano a capofitto, sembra che abbiamo chiesto informazioni anche su Damiao e Marconato).
- Jason Richardson dopo il buon inizio di Season bussa subito a denari chiedendo l'estensione del suo contratto ai Suns. "il contratto potrebbe essere una distrazione e io non voglio averne per poter rendere al meglio" (che furbacchione!).
- Ron Artest vuole provare in NFL una volta conclusa la carriera in NBA (si vabbe'... pero' pensandoci placca bene...).
- Westphal afferma che Donte Green e' il presente e il futuro dei Kings (si come no.. intanto in quintetto parte Casspi pero').
- Brandon Roy saltera' ancora un paio di partite a causa del dolore al ginocchio sinistro (continua a non volerti operare mi raccomando). E Cho sta iniziando a pensare ad una trade (e certo mettici dentro pure Oden magari).
- si allungano i tempi di recupero per Andrew Bynum. Il centro non sara' in campo prima di meta' Dicembre (non mi ricordo mai con chi gioca... boh...).
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