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Approfondimenti
Può esser vero che con il non ritiro di Parish che decise di continuare la fase bradipa della sua carriera in quel di Charlotte (allora Hornets) e la cessione di "PossoVedere5ASuMieiTemiADukeSoloApponendociLaFirma" Alaa Abdelnaby il tempo si sia fermato in un'era di oscurantismo???
Ecco per voi un rapido promemoria dell'occupazione indebita dello spot di numero 5 dei nostri amati biancoverdi negli ultimi 3 lustri fino al titolo(Wikipedia docet). Ricordiamocene quando ci lamenteremo della lentezza sui pick & roll di Shaq e lo scarso atletismo di Erden.
(pre)scelti
Mi piace partire da Acie Earl il quasi recordman di stoppate del t
orneo NCAA, 19esima scelta da parte di M.L. Carr, bello quanto bravo (vedi foto a lato, si quello dietro i canini sporgenti), emise rantoli di patetico simulacro d'orgoglio quando si impegnò allo stremo in una partitaccia a perdere tra squadre in lotta per la migliore posizione nel draft, esplose in una prestazione da 40 punti e 12 rimbalzi proprio contro i Celtics (peccato che la gara, un eterno garbage time, finì con la sconfitta 136-108 da parte dei suoi Raptors).
Alla ricerca del bianco da intenditore si dice sia stato proprio Bird a stravedere per il campione NCAA da North Carolina, Eric Montross. Faccia da pugile, sempre incerottato sullo zigomo, percentuale ai liberi simile a quella da oltre l'arco dell'indimenticato Ron Mercer dopo un paio d'anni d'involuzione in dei Celtics senza spina dorsale gli era rimasto un gancio bimane niente male e ... e... nient'altro.
Jèrome Moiso l'ennesimo sogno integrale pitiniano, giocatore, dalle braccia lunghissime e di verticalità assoluta, anche lui nella zone press da casino organizzato di Kentucky sarebbe stato un lungo ideale a coprire ogni linea di passaggio all' affannato attacco avversario, peccato che in NBA i C.Paul siano all'ordine del giorno, e che la prima linea faccia in fretta a saltare. Per il resto una delle prime scelte più grezze tecnico-tatticamente da eoni a questa parte.
Non si può dire che ai Celtics sia mancato il gusto per l'esotico; si va dalle avveneristiche sortite dell'europa dell'est col 7 piedi a 7 metri da canestro Bruno Sundov, alle facce cattive di Frank Brickovsky, che già nel nome conteneva il segreto del suo talento offensivo e non (ammetto la facile e poco generosa battuta), Ruben Wolkowyski sempre incerottato al sopracciglio a significare il suo animo guerriero, forse arrivato in NBA in anticipo sui tempi, quando si stava cominciando ad apprezzare i giocatori Fiba per talento e comprensione del gioco (non che al ragazzo mancassero) e non si pensava potessero anche essere apprezzabili lottatori.
Grosso, truce ma molto poco cattivo era anche Vitaly Potapenko che tutti assoceranno al fatto sostanzialmente il suo corpaccione e i suoi tanti limiti di centro undersize senza particolari eccellenze ci siano costati una quarta scelta assoluta (Pitino santo subito).
Si è saputo spaziare anche nell'anima nerd di Brett Szabo (per coordinazione e talento facciam parlare il filmato) e Marty Conlon, quest'ultimo però resta comunque uno dei giocatori col miglior rapporto tra efficacia del tiro e orrore della tecnica di esecuzione, forse il miglior ricordo cestistico tra quelli fin qui presentati.
Da Toronto per sovramercato arrivò Zan Tabak un eterno incompiuto dal punto di vista tecnico anche aldiquà dell'oceano, che sfruttò l'onda lunga del mito croato di Kucoc e Radja, avendo la fortuna e l'abilità di scegliersi ottime situazioni che nonostante, o forse per merito, del suo onesto contributo gli permisero di fregiarsi di tante affermazioni importanti (2 finali NBA a Houston e Indiana, vincitore della coppa del re a Malaga).
Tra gli international va forzatamente considerato anche Michael Olowokandi, il cui cocktail culturale ci offrì di lui il peggio aveva in sè l'appagamento da X Generation statunitense, i limiti tecnico tattici di chi è cresciuto cestiticamente in Africa e del suo lato inglese prese molto più la flemma che non l'animo guerriero. Alla fine però le indubbie dote atletiche e la capacità di eseguire alcuni movimenti di pregevole fattura nei rari giorni si, fece addirittura dubitare potesse esser confermato alla scadenza del suo contratto in biancoverde.
Purtroppo per tutta questa carne da mettere sotto le plance non è stato sempre scelto il prezzo più economico, ecco allora una serie di contratti(comunque troppo onerosi):
da Vin Baker quella che sembrava potesse essere una delle poche buone idee di Chris Wallace che decise che accollarsi il suo contratto da All Star, per un giocatore dal sicuro talento ed entrato nella fase calante solo da un anno, per rinforzare un organico arrivato in finale di conference l'anno precedente, peccato che, come ben sappiamo, i problemi di Vin non fossero solo legati a un normale calo fisico dovuto all'età.
Forse ingeneroso citare tra gli strapagati anche Andrew DeClercq, il ragazzo la cui crescita fisica fu minata da una mononucleosi, strappò un contratto più che onesto per un lungo NBA capace di dare qualche minuto di qualità, peccato che in realtà non fu capace di dare nemmeno quello.
Di Mark Blount sarebbe bello ricordare i tanti anni da sottopagato tutta grinta e motivazioni, che a poco a poco seppe superare tutta la concorrenza (certo non così acerrima) e diventare il centro titolare di una squadra a forte connotazione difensiva sotto coach O'Brien, ma non si può non guardare con disprezzo al fatto conseguito finalmente un contratto importante che lo ripagava anche degli anni precedenti si sedette sugli allori e smise di incidere sul campo di gioco.
Terza scelta assoluta e talento atipico ma sopraffino Raef LaFrentz fu anche il più pagato in una stagione per la squadra biancoverde, peccato che 2 ginocchia ballerine resero un più che onesto giocatore e un signor lottatore, un peso difficile da sopportare per il salario di una squadra in transizione.
Ma se dobbiamo dare il premio dello strapagato non possiamo non vedere trionfare anche in questa categoria un'esponente della splendida gestione Pitino, quel Travis Knight firmato con un settennale dorato per il suo tiro e la sua capacità di correre sulle corsie di transizione, fu schiacciato dall'essere nient'altro che un atipico mestierante spacciato per centro titolare di una squadra da titolo.
Centro solo nell'animo, non certo per il fisico furono i sottodimensionati Brandon Hunter, Danny Fortson e Derek Strong in ordine di efficacia... stesse caratteristiche, movimenti soo di potenza, jumper ballerini e buone capacità a rimbalzo dove almeno non si facevano spostare, però per l'èlite NBA serviva ben altro.
In assenza di centri veri a volte si puntò ad adattare giocatori che tenessero almeno alto il livello di Talento, parto dalla provocazione Rodney Rogers, che ben spiega il concetto, un solo giro sulla ruota biancoverde, fu il nostro Sam Perkins tascabile, mancino che apriva il campo e difendeva di panza ed esperienza, ammetto di ricordarlo con un certo piacere.
Quando era giovane e fiero Antoine Walker, stregato dall'adorazione di M.L.Carr nei suoi confronti (ancora adesso dice che fu giusto scegliere lui e non Bryant) sorprese per la grinta la voglia e la malizia con cui seppe lottare per i 4 mesi finali della sua stagione da rookie in posizione 5 portando fuori in attacco e battagliando con efficacia a rimbalzo contro gente molto più grossa di lui.
Negli anni più bui, una luce da talento, piedi e mani sopraffine fu quella di Dino Radja, che fu protagonista di splendide partite, rammento quelle contro Shaq e i Lakers, nelle quali seppe non solo mostrare il suo talento ma non tirarsi indietro ed essere leader offensivo che sapeva prendersi le sue responsabilità. Chiudiamo in bellezza la sezione talentuosi con le movenze feline dolcissime di Al Jefferson che resta comunque un adattato dato che difensivamente da centro resta un buco, o comunque uno da coprire con un sistema adattato alle sue caratteristiche e poi in campo col compagno Perkins schierato da centro c'è stato più che spesso.
Ma c'è stato davvero di molto peggio, dal punto di vista tecnico, perchè più volte in casa Celtics nel ventennio post Parish alcuni giocatori sono stati adattati per disperazione, basti pensare si sia andati dall'atleti saltatori come Roy Rogers e Michael Stewart al mestierante di lunga esperienza Mark Bryant al mestierante e basta Mikki Moore, all'ala piccola che nominalmente poteva essere schierato per l'altezza Walter McCarthy.
Ma almeno nei casi precedenti si faceva di necessità virtù, mentre a volte ci sono state speranze (molto) mal riposte di poter coprire quello che stava diventando un annoso problema, d'altronde se Chris Mihm fu scelto in altissima lotteria e Pervis Ellison addirittura con la prima assoluta un qualche motivo ci sarà stato, il primo saltava e esaltava se si esaltava, e ciò capitava così di rado, anche perchè magari lo faceva prendendo confidenza dopo aver fatto un paio di cose positive di seguito, ma la qual cosa capitava così di rado, molto più frequenti i falli, di solito supidi e evitabili. Pervis, fu soprannominato, never nervous, perchè la sua imperturbabilità rispetto a ciò che accadeva in campo era molto più che semplice freddezza, nel ruolo gli si chiedeva di dare qualità per venti minuti a partita, lui invece rispondeva con 20 minuti, una partita. Ricordo una gara contro la sua ex squadra Washington in cui rifilò 5 stoppate in un quarto e offensivamente sfoggiò il meglio dei suoi movimenti di tocco, poi un paio di jumper senza nessuna possibilità ed eccolo riuscire dalla partita come se tutto quello fatto prima fosse stato solo un caso che con lui nulla c'entrasse, più che mitico, mitologico!
Tony Battie, invece, pareva una giocave speranza capace di fare un pò di tutto ma niente veramente bene, nell'unico ruolo dove forse puoi ancora permettertelo, è rimasto solo una speranza, bazzica ancora per le arene NBA, ma sembra sempre non avere la consistenza per poter entrare con decisione in una rotazione NBA, sempre in attività anche un altro veterano che potrebbe essere un augurio potersi trovare incontro nella finale dell'anno venturo Theo Ratliff, che in realtà più che giocatore esperto pare sempre più un ex del parquet. Si è invece ritirato felice da campione NBA l'istrionico Scott Pollard, che un pò tutti ricordiamo più per come seppe farsi "amare" più fuori che dentro il campo di gioco, dove l'età e gli acciacchi gli permettevano di fare poco in relazione al talento e all'attitudine che furono.
Ma poi ancora tanti altri carneadi a ore le cui storie potranno essere anche interessanti a davvero troppo piccoli immersi nel confronto con quella biancoverde per meritare più di una semplice citazione: Kevinn Pinckney, Charles Claxton, Dwayne Jones, Dwayne Schintzius, Eric Riley, John Thomas, Todd Mundt.





Commenti
Sembra passata una vita e se BigAl è stato sacrificato, con mio grande dispiacere, per arrivare a KG e quindi al 17° Banner, Perkins è rimasto ed è cresciuto anno dopo anno confermando quello che di buono già possedeva.
Della lista di centri stilata da Movy il mio peggiore è Blount non tanto per rendimento, perchè ce ne sono di bene peggiori vedi Moiso, Montross, quanto per voglia e grinta mancanti a dispetto del talento a disposizione.
Olowokandi lo metto allo stesso pari di Blount per rapporto tanto talento zero voglia di utilizzarlo come si deve.
Dimenticavo che Radja e Jefferson (più ala che centro) sono stati due eccezioni in quegli anni bui.
Eppure, questa volta non sono totalmente d'accordo: scusate, ma io Montross non lo vidi così male. Non era Parish, ovviamente, ma nell'anno da matricola fece cose decenti, 12 punti e 9 rimbalzi non erano poco. Poi venne "fagocitato" dal marasma di M.L. Carr e della ricostruzione, però non lo metterei nella stessa categoria degli Szabo e dei Moiso.
Anche per Brickowski, sarei meno "cattivo": nei suoi anni d'oro Frank era tutt'altro che "Brick", come testimoniato da sei stagioni in doppia cifra nei punti e da due con 16 o più punti di media. Ed era più un "4" che un "5". Purtroppo quando arrivò a Boston aveva già 37 anni, si infortunò subito e concluse così la sua carriera.
Poi sugli altri centri, meglio stendere un velo pietoso. Alcuni un po' meglio di altri (salverei anche Battie, LaFrentz e Declercq), ma nel complesso siamo ad anni luce da Perkins...eppure c'è ancora chi lo definisce un "plantigrado". Ma non voglio alimentare polemiche, credo che i fatti parlino da soli.
Grazie Movy per la "galleria degli orrori". Siamo ad Halloween, e quindi ci stava proprio a pennello.
La storia dei Boston celtics non se lo merita.
eggrazzie....
visto che si parla di centri...
Un nome da salvare Radja, il peggiore Moiso, la fine di ogni speranza
Però anche io come Fabio credo che Montross non fosse così male in definitiva nella stagione da rookie aveva fatto ben sperare, solo che a differenza dell'attuale staff che ai giovani ha sempre fatto capire che "nulla è scontato", li Montross era caduto nel nulla cosmico a livello di staff tecnico.
La Frentz non credo sia accorpabile a tutto il resto della schifezza, come giocatore pur non essendo un fenomeno valeva (magari non il suo stipendio), solo che a Boston arrivò già in netto declino fisico, il LaFrentz visto a Dallas e Denver se avesse avuto più salute intorno ai 28-30 anni sarebbe stato ben altro giocatore.
Per il resto per me la palma del "peggio del peggio" va a Bruno(ne) Sundov, sette piedi con il vizio da tre e la pessima attitudine a stare a largo dai contatti sotto le plance. Mi ricordo una partita (forse a Cleveland) dove entrò a secondo quarto, sparò 5 triple in sei minuti (ovviamente zero centri) e se ne tornò in panchina mestamente :(
Però non siamo ingiusti con Walter McCarty che era un tre costretto a giocare da centro per le "visioni mistiche" di Pitino e O'Brien, perchè Walter era un Celtics vero.
http://www.youtube.com/watch?v=Ez5fu24JLpM
Essendo un fan dei C's dai tempi di Larry Bird (ho una maglietta t-shirt dell'epoca: non so quanti la possedessero allora...) non posso che rimpiangere amaramente "The chief".
Da allora centri "cattivi" e produttivi come lui non ne ho più visti con la "nostra" maglia; a me, comunque, piaceva molto Radja. Perkins è un "buon" comprimario, un onesto lavoratore e ha messo il suo mattone nel 18° banner ma i centri "dominanti" sono altra cosa.
In assoluto dopo Moses Malone e Kareem Abdul-Jabbar solo Shaq lo è stato. Cosa ne pensate?
Il gioco è cambiato, si tira molto di più da tre ed in transizione, e quindi si preferisce avere dei "linebacker" in mezzo all'area per tenere fuori gli avversari quando si gioca a metà campo. Ecco perchè pensare di vedere dei centri "stile Parish" nel Terzo Millennio è impensabile, e del resto è fin troppo facile fare il paragone tra i centri di oggi e quelli di trent'anni fa, in una lega con meno squadre si potevano vedere Parish, Dawkins, McHale, Jabbar, Sikma, Lanier, Nater, Walton, Malone, Unseld, Gilmore ed altri (Kupchak, Edwards, Catchings, il barbuto Corzine, Webster per citarne alcuni) di livello inferiore.
C'è un centro oggi che abbia la tecnica di gancio non dico di Jabbar, ma di Edwards o Gilmore? C'è un centro che tiri il ten-footer con la precisione di un Parish o di un Sikma? Purtroppo no. Ma è anche vero che si gioca al doppio della velocità, con il doppio delle "pressione fisica" e dell'atletismo. Ecco quindi che se ci aspettiamo di vedere oggi i cloni dei centri di allora resteremo inevitabilmente delusi. I centri oggi sono prima di tutto dei "pattugliatori d'area", più specializzati sul rimbalzo e sulla difesa rispetto al passato. Lo stesso Shaq, anche ai tempi d'oro, non mi sembra fosse dotato di tecnica "meccheliana", nell'uno contro uno...
Tra i centri che vediamo oggi, però, Perkins è uno dei migliori difensori della lega. Non domina è vero, ma tra Russell e Sundov lo piazzerei decisamente più vicino al numero 6 che al numero 41. E sarebbe interessante la domanda: se arrivasse a Boston Dwight Howard, lo piazzeremmo davanti a Parish o dietro? La mia risposta la sapete senza bisogno che la scriva.
avete gia detto tutto, soprattutto l'ultimo commento di legend..
Citazione:
io penso che Perkins, sia l'unico centro della lega in grado di tenere Dwight Howard, e uno dei soli centri (di peso) in grado di fare in modo ottimale la fase offensiva come quella difensiva.. Perkins è un grande giocatore, il suo "problema" se è lecito chiamarlo cosi, è che la sua presenza è spesse volte offuscata dai giocatori di piu ampio spessore che lo circondano.. ed è noto che nelle partite che contano, se manca Perkins, difficilmente si vince.. vedi game 7 delle uiltime finals, in cui LAL ha vinto grazie ai rimbalzi, con l'assenza di Perkins dalla nostra parte.. non sarà un Barkley, non sarà un Jabbar, o uno Shaq dei tempi migliori, ma è di sicuro tra i migliroi della lega.
pensate a questo: Perkins ai Thunder.. secondo voi in una squadra con poco peso e potenza nei lunghi, non sarebbe considerato tra i top?
Perkins, con tutto il rispetto, non è e non sarà mai un PP o un KG dei centri. Che poi si perda se non c'è lui mi sembra un pochino forzato. A mio personalissimo avviso oggi e ieri si vince o si perde con KG. Il Garnett del titolo ci avrebbe fatto vincere altri due anelli (finora). Secondo me ci sono oggi almeno dieci centri NBA che potrebbero essere utili più di KP. Se richiesto sono pronto a elencarli....
in quanto ai centri...lo dicevamo all'epoca...da Parish a Perkins c'e' stato un bel buco e non e' certo un caso che il titolo sia arrivato con un signor centro difensivo di una grande squadra difensiva. Forse come dice Giuseppe ci sono 10 centri migliori nella lega (ma non credo...) ma di certo questo e' un ottimo centro in una ottima squadra.
Ad oggi il centro che sposta di più secondo me in teoria "sarebbe" ovviamente Howard, in pratica è Gasol. Il perchè credo sia evidente, ossia Howard è la stella peggio allenata dell'NBA.
Fossi io io coach di Howard anzichè mettergli intorno una banda di tiratori egoisti, prenderei un play (alla Rondo .... ) e gli direi :
"adesso te 2 possessi su tre passi metà campo e la dai a Howard poi vediamo come reagisce la difesa, se Howard può andare a canestro ci va (visto che tira con il 60%) alrimenti riapre sul perimetro dopo aver attirato un raddoppio"
sembra un discorso banale ma il tree peath con Shaq ai Lakers era basato su questo concetto, al di la di quello che ci vorrebbe far credere Kobe adesso.
E invece ad Orlando, Nelson prende va sul primo blocco e tira da tre, Carter prende palla o tira da tre con l'uomo addosso o va in penentrazione, Q tira, Pietrus Tira, Redick cerca un blocco e tira, Lewis idem, e talvolta uno come Howard tira 5-6 volte a partita.
Gasol invece che fisicamente è meno dominante di Howard è messo in condizioni di dare il massimo dal suo coach.
Sul fatto che i centri di oggi devono avere caratteristiche diverse da quelli di un tempo è vero fino ad un certo punto, insomma negli ultimi4 campionati hanno vinto l'anello frontline molto "classiche" Duncan-Oberto, Garnett-Perkins, Gasol-Odom (Bynum), casomai secondo me il ruolo in "mutazione" è quello di ala grande, però ripeto i tanti esperimenti anche estremi mi sembrano per ora tutti falliti.
Con "Vitalone" Potapenko invece ero perfino riuscito a vincere un campionato NBA (parliamo di videogiochi...
Grande Movi, stavolta hai veramente dovuto rovistare tra i bidoni più zozzi del vicolo cieco della storia celtica...
Certo che il ruolo negli anni è cambiato e direi siè "svilito" non poco, poca gente con la tecnica dei centri veri o con la testa e la determinazione in grado di sopperire. Oggi tra tutti quelli in giro l'interprete che più soddisfa il mio gusto (fors'anche retrò) è Bogut
qualcuno di questi giovinotti l'ho anche visto giocare dal vivo, dal vecchio Brick ai tempi di Varese (ottimo giocatore), al Radja fortissimo della dominante Jugoplastika, dalle comparsate italiane di Candyman (5 minuti in campo poi Messina lo tolse dalla disperazione) e Moiso (no comment), a Dwayne Schintzius pivot titolare nel mondiale under 18.
Anche a me Montross non dispiaceva e Ellison a basket sapeva giocare, nei rari momenti in cui si ricordava perchè era in mutandoni su un parquet circondato da bestioni sudaticci.
Certo comunque che al di là dei meriti e dei demeriti di ognuno, la vera fortuna è di essersi liberati di chi li scelse o li portò a Boston pagandoli oro (ogni riferimento a Pitino e Wallace....)
Io posso vantare un campionato da 74-8 a NBA Live 99 con quintetto base comprendente : Jason Williams (rookie), Felipe Lopez (rookie), Paul Pierce (rookie), Antoine Walker, Keon Clark (rookie e MVP). In panchina alcuni pretoriani del tempo, Eric Williams, Walter McCarty, Rodrick Rhodes; Kurt Thomas, Bob Sura e pure Travis Knight). Neppure Red Auerbach avrebbe potuto arrivare a tanto
Tornando ai centroni. Ellison era irritante per come non gliene fregava nulla, Olowokandi invece non credo fosse un figlio della generation X di Webber Payton e soci, era un uomo molto colto che del basket era interessato il giusto per sua stessa ammissione, e se a quei livelli non ci stai dentro di testa dal primo all'ultimo secondo del giorno, puoi avere tutto il talento che vuoi, ma non sfondi.
ma di fatto ho scritto che della X Generation prese l'indolenza, non che ne fu un figlio, poi lui non se ne fregava perchè ascoltava Vivaldi mentre Allen I "Tupac Shakur" ... poco importa...
se non ascoltava il consigli del coach "perchè è solo basket" quegli altri invece perchè "pensavano di essere loro IL basket" poco cambia il risultato era quello...
un potenziale enorme sprecato
Fabio però, umilmente Ti dico, che si confonde il giocatore con l'esperienza Celtics che è quella che, molto scanzonatamente, vuole essere ricordata qui e sebbene ammetta che certe forzature goliardiche siano state un pò ingenerose ...
vorrei simpaticamente rispondere.
Montross lo adoravo, ma forse in quel periodo adoravo tutti i giocatori scelti da M.L.Carr che quando dichiarò che dal 3° al 12° la nostra squadra non temeva confronti con nessuno, non si discostava così dalla realtà (anche Minor mi pareva uno con potenziale) peccato che ogni volta si provasse a prendere la stella ci si facesse prendere dalla fretta di chiudere il gap e si prendessero delle cantonate pazzesche (B.Edwards, D.Wilkins, D.Barros etc)... Resta il fatto che Montross doveva essere il gregario ma poi con i leader che stentavano finiva perchè gli venisse chiesto molto di più e questo unito al fatto non ci fosse un Clifford Ray o comunque uno staff adatto alla crescita dei giocatori fece il resto... ma il risultato era che dopo una stagione e mezza era un giocatore involuto e impresentabile e così rimase per il resto della sua carriera NBA (certo se la scelta presa in cambio della sua cessione fosse divenuta Duncan)...
Stessa cosa per Brickowski, è vero, onore alla sua carriera, ma arrivato a Boston era già rotto, vecchio e stanco e non la metteva più ne riusciva a rendersi utile in qualche modo, almeno come chioccia...
Insomma quasi per tutti ci sono giustificazioni e motivi di comprensione per lo scarso rendimento (il principale era che fossimo sostanzialmente allo sbando)...
Quasi per tutti, un altro tipo di esperienza, un altro momento storico, un'altra età ne avrebbe cambiato il giudizio, ma ai Celtics furono praticamente sempre segno d'impresentabilità in posizione 5, è proprio di quella incapacità di una dirigenza e di uno staff che volevo si sorridesse pensando al distacco con cui la si può guardare pensando alla situazione attuale.
abbracci
Per centro "dominante" intendo un giocatore che "intimidisca" gli avversari a rimbalzo e che in attacco sia in grado di non farsi "intimidire" dal pivot (quanti anni che non sento più questo termine....) (Giuseppe)
Sì tu mi dici che ci sono almeno dieci centri NBA che potrebbero essere più utili di Perkins, ed in chiave offensiva sono d’accordo, anzi: forse arriviamo anche a 12. Ma in fase difensiva mi sembra tu sottovaluti il nostro, perché “K-Perk” solo negli ultimi playoffs ha annullato Jermaine O’Neal, ha limitato Howard, ha azzerato Shaq e Varejao, ed in Finale è stato l’unico baluardo di fronte allo strapotere di Gasol e Bynum.
Il Moses Malone dei tempi belli era questo: nel terzo e quarto quarto semplicemente "spazzava" via (anche e sopratutto "fisicamente" qualunque avversario, Jabbar compreso). All'opposto ricordo il "rosso" Bill Walton: tecnica sopraffina, enorme intelligenza cestistica. (Giuseppe)
Ripeto, era un basket diverso che cambiò a fine anno Ottanta con l’avvento delle squadre ricche di atleti potenti e non troppo dotati tecnicamente. Mason (“nomen omen”), Oakley, Horace Grant, eccetera. Non c’era (o non contava ancora troppo) il tiro da tre, e Malone poteva permettersi di andare a rimbalzo offensivo con abbandono perché le difese non erano ancora predisposte all’Uglyball di Pistons e Knicks che sarebbe seguito di lì a poco e che solo una squadra con un centro forte e quattro tiratori (i Rockets) sarebbe riusciti a sconfiggere. Poi il “teorema Jordan” sposto ulteriormente gli equilibri, con le vittorie di squadre con centri come Perdue, Wennington e Longley… ed il “centro dominante” tornò solo al fine anni Novanta grazie a Shaquille O’Neal.
…ben piu' difficile amare i tempi di Carr, Pitino, con giocatori come Szabo, Sundov, il Baker a fine carriera e mille problemi, De Clerq...eppure siam sempre rimasti li', appassionandoci come pazzi anche alle gesta di Moiso e simili... (Andrea)
Ed io ho tifato per tutti, lo giuro. Persino l’inguardabile Szabo mi faceva una tenerezza, con quel ciuffo rockabilly e gli occhiali alla Clark Kent. Però anche se li ho “amati”, proprio non ce la faccio a mentire e dire che erano giocatori da NBA. Poi se ci sono stati vuol dire che lo erano, ma…
Ad oggi il centro che sposta di più secondo me in teoria "sarebbe" ovviamente Howard, in pratica è Gasol. Il perchè credo sia evidente, ossia Howard è la stella peggio allenata dell'NBA. (Leo)
Perché è ai Lakers, ma finchè era a Memphis lo spintonavano qua e là e sembrava un cervo in mezzo alla strada.
Fossi io io coach di Howard anzichè mettergli intorno una banda di tiratori egoisti, prenderei un play (alla Rondo .... ) e gli direi…
sembra un discorso banale ma il tree peath con Shaq ai Lakers era basato su questo concetto, al di la di quello che ci vorrebbe far credere Kobe adesso. (Leo)
Ma Howard non ha i fondamentali di Shaq, e se gli dai palla contro una difesa schierata rischi che si incastri ogni volta. Se deve costruirsi il tiro dalle tacche è grave, se invece lo servi in movimento allora le cose migliorano.
Gasol invece che fisicamente è meno dominante di Howard è messo in condizioni di dare il massimo dal suo coach. (Leo)
E anche dal fatto che è difficile da raddoppiare, con Bryant, Fisher, Artest ed Odom sul perimetro. Per me Gasol il titolo lo ha vinto a rimbalzo, sia in attacco che in difesa.
Sul fatto che i centri di oggi devono avere caratteristiche diverse da quelli di un tempo è vero fino ad un certo punto, insomma negli ultimi4 campionati hanno vinto l'anello frontline molto "classiche" Duncan-Oberto, Garnett-Perkins, Gasol-Odom (Bynum), casomai secondo me il ruolo in "mutazione" è quello di ala grande, però ripeto i tanti esperimenti anche estremi mi sembrano per ora tutti falliti (Leo)
Mah, a me invece sembra palese che dove una volta il gioco partiva dalle tacche con i vari Chamberlain e poi Jabbar, Ewing ed Olajuwon, adesso parte altrove, spesso con pick and roll o “isolation” per gli esterni. Le difese “intasano” l’area e rendono meno determinante il ruolo di un centro dominante “classico”. Tra le frontline vincenti da te menzionate non c’era nessun miglior marcatore delle rispettive squadre, e mi sembra che questo dato confermi il mio concetto.
Fabio però, umilmente Ti dico, che si confonde il giocatore con l'esperienza Celtics che è quella che, molto scanzonatamente, vuole essere ricordata qui e sebbene ammetta che certe forzature goliardiche siano state un pò ingenerose ...
vorrei simpaticamente rispondere… (Movy)
Movy, lo spirito del tuo pezzo l’ho capito ed apprezzato. Se ho fatto quelle riflessioni su Montross e Brickowski è perché su queste pagine a volte è “estremamente pericoloso” parlare di centri, e volevo fornire un punto di vista che oltre alla “canzonatura”, mettesse un altro mattoncino. Quando ad Auerbach – che era persino andato a casa di Ralph Sampson per convincerlo a saltare l’ultimo anno di college e quindi farsi scegliere dai Celtics – dissero “ti è andata bene con quello lì, vista la carriera luci ed ombre che ha fatto”, “Red” rispose: “Se fosse venuto a Boston sarebbe stato un giocatore differente”. Credo che Montross nei Celtics di oggi avrebbe potuto essere almeno al livello di Perkins, perché la mano era più dolce. Se poi mi si chiede chi siano stati i miei preferiti tra questi, allora dico Radja (ma la difesa era un optional)… ed anche qui è meglio un centro offensivo o un Perkins che è maestro in difesa, e se poi capita ti fa la doppia cifra in punti?
...mentre rabbrividivo al solo pensiero di Schintzius in casacca biancoverde. (Max)
Però offre tonnellate di materiale a noi umili cantastorie del Trifoglio… la sapevi quella del giorno in cui si fece tatuare bello grande il nome di una fidanzata…e poco tempo dopo tornò nel “tattoo parlour” chiedendo candidamente “me lo può cancellare? Mi ha mollato”…
Io posso vantare un campionato da 74-8 a NBA Live 99 con quintetto base comprendente : Jason Williams (rookie), Felipe Lopez (rookie), Paul Pierce (rookie), Antoine Walker, Keon Clark (rookie e MVP). In panchina alcuni pretoriani del tempo, Eric Williams, Walter McCarty, Rodrick Rhodes; Kurt Thomas, Bob Sura e pure Travis Knight). Neppure Red Auerbach avrebbe potuto arrivare a tanto (Leo)
Magari, anche tu, prova a giocare ad un livello superiore a “principiante”… ;)
Con "Vitalone" Potapenko invece ero perfino riuscito a vincere un campionato NBA (parliamo di videogiochi... (Samuele)
Eterni bambinoni…oh, è appena uscito NBA 2K11…sembra carino…
Per l'articolo dico che anche secondo me Montross non era poi cosi male mentre Dino Radja e' stato sicuramente il migliore tra quelli citati, una vera e propria luce nel buio (e anche la versione Messaggero Roma era fantastica).
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