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Approfondimenti
Dopo due anni nei quali lo staff tecnico è rimasto praticamente lo stesso, la sconfitta nelle Finals di giugno 2010 sembrava poter dare l’avvio a cambiamenti importanti sulla panchina dei Celtics. Tutti conosciamo l’importanza che la famiglia ha per coach Rivers e subito dopo la fine della stagione arrivano le voci sulla tentazione di prendersi un anno di riposo per seguire meglio le “carriere” sportive dei suoi figli maggiori (soprattutto Callie pallavolista a Florida e Austin grande prospetto all’ultimo anno di liceo e impegnatosi con Duke), purtroppo non smentite e, anzi, lo stesso Rivers ammette di voler riflettere per alcuni giorni prima di confermare il suo ritorno a Boston.
Ovvio che il suo telefono venga reso bollente dalle chiamate soprattutto dei giocatori: Pierce e Allen devono prendere importanti decisioni contrattuali per il loro futuro e dichiarano apertamente che rimarranno ai Celtics solo con il loro coach, mentre Garnett conferma che la prosecuzione del “progetto” è legata al ritorno del Doc. Già la presenza di Rivers al draft incoraggiava tutti (nonostante dichiarazioni di facciata sull’essere solo ancora sotto contratto) ed era il preludio alla decisione definitiva del 30 giugno con la quale confermava il ritorno sulla panchina, seguito, non a caso, dai rinnovi di Pierce e Allen.
Per quanto ho imparato a conoscere Rivers da molto lontano, sono certo che lui abbia realmente valutato l’idea di tornare in Florida: lo stress e la delusione per la serie persa sono stati grandi e anche adesso lo sue dichiarazioni in merito sono molto chiare, in più si è aggiunta la brutale fatica di gestire un gruppo che doveva misurare ogni minuti giocato da Pierce, Allen e Garnett; d’altra parte i valori dell’uomo Rivers sono molto vicini al Celtics Pride e alla mistica del bianco verde, quindi non sottovaluto neanche la spinta emotiva che ha ricevuto dalla sua famiglia per tornare e le recenti dichiarazioni, con cui ha riconosciuto che i Celtics sono un’organizzazione davvero speciale nel panorama delle altre franchigie NBA, potrebbero farci sperare nel possibile avvio di un rapporto ancora più lungo.
Rivers inizierà la sua settima stagione a Boston, è titolare di un record ai Celtics di 280/211 e in carriera di 451/380: dopo Auerbach e Heinsohn è l’allenatore con più presenze sulla panchina dei Celtics.
Nel frattempo Tom Thibodeau ha accettato un meritato incarico da capo allenatore ai Bulls e, dopo che avevano temuto il suo addio già nel passato, ormai ci eravamo rassegnati a perderlo. Al suo posto una mossa direi inattesa: Ainge convince Lawrence Frank, reduce dal licenziamento dai Nets, ad accettare un posto da assistente anziché riprovare l’avventura come capo allenatore.
Ovvio che l’esperienza di circa 500 partite a New Jersey sia un patrimonio prezioso per Rivers e i Celtics, così come i tre anni da assistente all’università di Tennessee e a Marquette (un caso sia anche lui un ex Warrior come Rivers?). Prenderà il posto di coordinatore della difesa che era di Thibodeau oppure il suo ruolo sarà diverso? Difficile saperlo adesso anche se Frank sarà Frank e non potremo certo chiedergli di diventare un secondo Thibodeau per differenze soprattutto di carattere (pur essendo riconosciuti entrambi come defensive-minded) perchè, pur essendo comunque un allenatore molto preparato e pignolo, Frank è ritenuto "un poco più normale" di Thibodeau, come dichiara scherzosamente Pierce, perchè l'ormai ex assistente è un noto lavoratore instancabile da 18 ore al giorno.
Possibile che il suo ruolo sia qualcosa in più che il defensive coordinator, ma, soprattutto, immagino che possa portare qualche idea nuova rispetto. A questo proposito verrà usata molto di più la capacità di giocare spalle a canestro dei due O'Neal: nella passata stagione sia Perkins che Wallace erano, per motivi diversi, piuttosto episodici nelle loro iniziative nei pressi del canestro, mentre le condizioni fisiche di Garnett lo consigliavano a prediligere le conclusioni più da lontano, mentre adesso possiamo tornare a quel in and out consigliato in tutti i manuali del gioco e, addirittura, Rivers ha dichiarato che in allenamento con tutti lavorano sui post up, compreso Rondo quando accoppiato insieme a West come portatore di palla alternativo.
Cambierà molto questa possibilità? Certo, i due O'Neal e Garnett sano (come pare che sia) che impegnano i lunghi avversari possono essere molto importanti e dare anche spazi diversi ai tiratori - non dimentichiamo che Pierce in carriera non ha mai tirato da tre come nella passata stagione - ma ritengo che l'aspetto più importante potrebbe essere il ribaltamento di lato del pallone passando per i lunghi piuttosto che limitarlo agli esterni, ma di questo immagino che avremo tempo per disquisire.
Il rapporto tra Frank e Rivers è da tempo ottimo e anche con una squadra poco brillante dal punto di vista dei risultati Rivers ha avuto modo di dichiarare - eravamo a gennaio 2009 - che Frank avrebbe meritato considerazioni per come COY; il licenziamento della passata stagione, dopo la partenza 0-16, ha anche ricordato a Rivers quello subito a Orlando nel 2003 dopo un inizio da 1-10 e le dichiarazioni del Doc "puoi essere un allenatore buono come i giocatori che hai" sono confermate anche da uno Shaq che lo ha affrontato da avversario nelle Finali del 2002 "Gli allenatori possono essere grandi, ma se non hanno un livello di giocatori altrettanto buono non possono dimostrarlo".
Insomma, un grande arrivo che dimostra soprattutto l’umiltà di Frank nell'approcciare il nuovo incarico e il rispetto che ha già guadagnato dai giocatori dimostra il valore dell'uomo.
L’altra partenza è stata quella di Clifford Ray, in un modo molto diverso da Thibodeau, perché avvenuta ai primi di settembre senza particolari annunci, se non che i Celtics non intendevano rinnovare l’accordo con lui.
Non si conoscono i reali motivi dell’interruzione del rapporto e fino a quel momento non sarò in grado di esprimere giudizi in merito, ma è certo che i risultati del lavoro fatto in questi anni da Ray sono sotto gli occhi di tutti: Perkins, Davis, e nel passato Powe, sono giocatori molto migliorati nei loro anni a Boston e pensare che ci sia molto merito di quel signore ormai brizzolato e dall’andatura zoppicante, è il minimo; quindi sarà successo qualcosa di diverso da una questione economica di cui è probabile non verremo mai messi a conoscenza.
Il suo sostituto, anche senza particolari cerimonie di presentazione, è stato Roy Rogers, nello staff dei Nets per le stagioni 2008-10 (e non credo sia una coincidenza) e prima per quattro anni in giro nella NBDL dopo una carriera di tre anni come giocatore nella NBA (con anche 9 partite e 37 minuti di impiego nella stagione 97/98 dei Celtics).
Sono invece rimasti i due assistenti “storici” di Rivers: Armond Hill, ormai alla settima stagione a Boston, e Kevin Eastman, alla sesta.
I due sono stati da tempo pubblicizzati da Rivers come grandi professionisti in grado di lavorare anche come head coach, ma finchè non troveranno una squadra disposta a scommettere su di loro, è un lusso averli ai Cetics: Hill viene spesso citato da Rivers come il suggeritore di molti adeguamenti offensivi e porta un bagaglio di otto stagioni da giocatore tra le quali anche una ad Atlanta dove ebbe come compagno di squadra …. un certo Rivers, e diciannove da capo o assistente a livello scolastico, universitario o NBA.
Eastman è ufficialmente addetto allo sviluppo dei giocatori, ma i suoi ben ventidue anni di esperienza da allenatore a ogni livello e la direzione da undici anni di un camp con il suo nome lo rendono prezioso in molti altri aspetti tecnici. Insieme a loro, sempre ben visibili durante le partite, lo staff ha però anche altri importanti collaboratori: Mike Longabardi, alla quarta stagione a Boston e con esperienze precedenti ai Rockets, coordina lo scouting video che è ormai un aspetto fondamentale delle gare; Jamie Young, ottva stagione ai Celtics e da quest’anno responsabile per lo scouting degli avversari per le gare in arrivo; il mitico Eddie Lacerte, ormai una istituzione alla, ehm, ventiquattresima stagione a Boston, teoricamente il trainer, ma di fatto il coordinatore e consigliere di Rivers per ogni questione relativa alle condizioni fisiche dei giocatori, con un curriculum professionale imponente e un carisma che gli permette di parlare con i giocatori come pochissimi altri; coach per la parte del condizionamento fisico è da otto anni Bryan Doo, mentre chiude i componenti lo staff Tyronn Lue, ufficialmente Director of Baskettball Development, carica dal significato per me oscuro, di fatto un assistente aggiunto per Rivers.
Attenzione, perché la grande attenzione dei Celtics per il passato prevede la presenza ufficiale nel front office delle basketball operations anche di Bob Cousy come consulente di marketing, di Dave Cowens, tornato a casa dopo tre anni da assistente allenatore a Detroit con un generico ruolo da consulente e di Jo Jo White, responsabile da dieci anni degli eventi speciali.
Insomma, è prematuro affermare se i partenti verranno sostituiti senza grossi traumi, la presenza di Rivers è la garanzia di una gestione legata al passato dal punto di vista dello spogliatoio, ma non mi meraviglierei per variazioni offensive e difensive che i nuovi giocatori arrivati possono consigliere e incoraggiare, direi che, in ogni caso, l’identità difensiva sarà la molla per puntare in alto.





Commenti
Armon Hill credo sia un signore che potrebbe stare in tante panchine della lega, forse diro una bestemmia ma come Head Coach qualche tempo ci vedevo più lui che Thibodeau.
Kevin Eastman è un autentico guru del tiro e dello sviluppo dei giocatori, uomo che secondo me dovrebbe avere maggior credito e visibilità.
Riguardo a Frank, eviterei di vederlo come uno in attesa che Rivers tolga le tende, secondo me ha scelto di farsi un anno in una squadra da vertice per fare esperienza e per poi ricevere credito in futuro anzichè andare a rischiare il licenziamento in qualche franchigia da lotteria. Scelta che ci può stare. Sarà un'ottimo upgrade.
1) Bayless dai Blazers a New Orleans in cambio di una futura prima scelta. Scelta discutibile dei Blazers, ma soprattutto per il Beli questo è decisamente un colpo "duro" da assorbilre. Perché Bayless ha talento, puoi giocare guardia e di fatto li toglierà parecchi minuti.
2) il buon Stackhouse cavalcherà la sua ennesima stagione NBA in sella agli sponsorizzatissimi Heat. Scelta logica da parte di entrambi. Ancor più alla luce dell'infortunio di Miller.
3) I Cavs esercitano l'extension option per 2011-12 su Hickson.
4) Tra rischio lockout e possibile contrazione degli stipendi, Rondo dichiara saggezza asserendo che quest'anno risparmierà, per ragioni precauzionali, il più possibile. Con 9$ di stipendio suppongo che sia fattibile.
Buona presa per gli Hornets, che non credo peserà molto per Belinelli, Bayless da guardia credo ci giochi veramente poco.
Non capisco NO aveano Collison, ma...
mi sembra che puntino forte sul fatto che New Orleand abbia una scelta da lotteria. Comunque classiche scelte rischiose in una squadra pronta a fare il salto di qualita'. Si vede che a Portland non c'e' piu' Pritchard...
Dispiace per la partenza (misteriosa...) di Clifford Ray ma il gruppo degli allenatori e' rodato e vincente.
Non regge neppure questa tesi visto che la scelta ceduta dagli Hornets più che protetta è blindata :
Citazione:
Dal lato New Orleans sembra che il giocatore lo abbia voluto fortemente il neo Coach Monty Williams che lo aveva allenato da assistente a Portland.
Beh, infatti il giocatore è forte. Questo una partita ogni tanto te la spacca in due, ha intensità e notevoli margini di crescita. I Blazers perdono pedina importante e New Orleans, come sottolineato da Gianni71, crea i presupposti tecnici per un cessione il più possibile indolore di Paul. Tuttavia, visto quanto aveva messo in mostra Collison nella passata stagione, credo che questo ragazzo un pò più di fiducia la meritasse. Mah.
Paul comunque non aveva un cambio e questo è un buon giocatore che ha bisogno di spazi per crescere e potrebbe essere l'alternativa futura a Paul in caso andasse via, è giovane e mi pare sia stato quasi regalato.
Magari a Portland aveva fatto il suo tempo e non c'era feeling con il coach, insomma credo che vada bene a entrambi, per ora.
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