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Approfondimenti
La Redazione di "I am a Celtic" si interroga sui principali quesiti che pone la stagione che inizia domani.
1) Partiamo dal dopo gara sette di finale, è stato giusto prolungare di due anni questo ciclo ? Perché ?
Andrea Del Vanga : Squadra che (quasi) vince non si cambia? Le scelte da fare l’estate appena passata erano tante e i rinnovi di Pierce, Ray e Rivers erano strettamente legati tra di loro. Bravo Ainge a crederci fino in fondo. L’estate è stata monopolizzata dal trio di Miami ma Boston, da tanti punti di vista, è la vera regina del mercato. Dal training camp ci arrivano notizie di Garnett, Shaq e Robinson in grande spolvero. In fondo questo gruppo e’ andato a pochi minuti dal titoli numero 18. Un Garnett si spera più in palla fisicamente a oltre 400 giorni dall’infortunio e gli O’Neal non possono che farci ben sperare che la scelta di Ainge sia stata lungimirante.
Angelo Merendi :La risposta sta nella domanda. Partendo dal dopo gara sette di finale non si poteva pensare di smantellare una squadra che era riuscita ad arrivare ad una manciata di minuti dal titolo NBA. Pierce-Allen-Garnett sono di un anno più vecchi, ma è altrettanto vero che solo 5 mesi fà la squadra ha dimostrato di sapersi amministrare al meglio, facendoci penare un po' in regular season per sparare tutte le cartucce disponibili quando contava veramente. Ainge ha ritenuto che, con un appropriato makeup, questa squadra avrebbe potuto tentare un ultimo assalto. Francamente non credo gli si possa dare torto, anche considerando la situazione salariale che non avrebbe consentito “rivoluzioni facili”.
Fabio Anderle : Anche se i Celtics non avessero raggiunto le Finali, Ainge non avrebbe avuto molte alternative. L'eventuale ricostruzione infatti avrebbe dovuto aspettare comunque, visto che i contratti di Garnett e Wallace arrivavano a fine stagione 2012 e Pierce aveva a disposizione l'opzione da 21,5 milioni per la prossima stagione. E' quindi chiaro che Boston sarebbe stata una squadra quanto meno decente anche se Ray Allen se ne fosse andato, e per la ricostruzione uno dei dati di partenza è la possibilità di scegliere in alto al draft. E poi, vista l'età ed i salari, i Celtics non avrebbero ricevuto tante offerte per il trio Garnett-Pierce-Wallace, mentre Allen dal canto suo non era sicuro di finire in una squadra d'alta classifica. I campioni si sono fidati dell'abilità che Ainge aveva dimostrato in passato, e la loro fiducia è stata ben riposta, come dimostrato dai rinnovi a Robinson, Daniels, Pierce e Ray Allen e dalle firme di Shaquille e Jermaine O'Neal.
Michele Pulcini : E perchè no? I PO hanno solo dimostrato che una gestione geniale della stagione, seppur maledettamente complicata, può consentire di fare i PO a un livello clamoroso e, forse difficile a credersi, questo gruppo ha motivazioni ancora superiori al precedente.
Samuele Parolin : Direi proprio di sì. È un atto dovuto a Paul Pierce e compagnia. Un gruppo del genere merita almeno un’altra chance di arrivare a giocarsi il titolo. Inutile nascondere che le finali dello scorso campionato hanno lasciato l’amaro in bocca, ma al tempo stesso la consapevolezza che con pochi “aggiustamenti” ci si sarebbe mantenuti a livello di contender almeno per un’altra stagione. Talento e serietà non mancano di certo a questo gruppo.
Poi non possiamo dimenticare che tutto ruota sempre attorno al tema “Salute”: se c’è quella, ovvero se il roster è al completo, credo non si parta sconfitti contro nessuno, anzi. Ed il collante di tutto è sempre quel meraviglioso uomo-coach che risponde al nome di Glenn “Doc” Rivers che per fortuna ha deciso di “fare un’altra corsa”...
Leonardo Ancilli : Si, perché una squadra che arriva a due possessi dal titolo meritava assolutamente un’altra possibilità, tanto più che in vista di un lockout come quello che si prospetta nel 2011, che potrebbe portare pesanti novità regolamentari, sarebbe stato ancora più difficile iniziare una ricostruzione. E inoltre credo sia educato pensare che questo gruppo senza l’infortunio di Garnett del 2009, probabilmente sarebbe nel pieno di un three peat, quindi legittimo riprovarci.
Movy : In questa lega conta solo vincere e se ci arrivi così vicino è giusto tentarci di nuovo finchè possibile, a naso di anni buoni probabilmente ne rimane solo uno, sia perchè l'età va solo in una direzione sia perchè è questo l'anno in cui si può sperare Miami sia ancora lontana da quadrare il cerchio. Ovvio essendo l'ultima corsa si sperasse in un offseason con colpi a sorpresa, ma la quantità di personalità e tonnellaggio acquisita lascia sperare i Celtics possano provare a dire la propria, attenzione all'orgoglio di Shaq!
Edoardo Degli Esposti : Per me giustissimo, in quanto il potenziale della squadra c'e' tutto, il gruppo ha dimostrato dopo qualche perplessita' di essere unito ed avere ancora fame. Inoltre per rifondare ci deve essere la possibilita' di acquisire un certo di tipo di giocatori di qualita' e francamente l'ultimo mercato non offrive tali garanzie unitamente alla situazione del salary cap dei Celtics. Da buon ottimista mi aspetto molto da questa stagione.
Giuseppe Aguzzoni : E’ giusto secondo me, perché i risultati ottenuti ad organico completo parlano di 2 finali NBA raggiunte e 1 Banner conquistato.
L’obiezione più frequente è ovviamente incentrata sull’età avanzata degli uomini fondamentali dei Boston Celtics, i Big Three. Logicamente ringiovanire è importante però il tempismo lo è ancora di più e va dato atto ad Ainge di essere maestro in questo, una squadra nella situazione dei Celtics è il porto ideale per i veterani che vogliono giocarsi le ultime cartucce prima del pensionamento, ed è altrettanto vero che il gap salariale non dava molte possibilità di fare la voce grossa in un estate calda come quella di quest’anno. Per cui è giusto puntare su un gruppo solido, con ricambi di lusso in aggiunta, per fronteggiare quelle squadre che, o hanno rinnovato totalmente (e quindi saranno alla ricerca di equilibrio), o come i i bianco verdi puntano sostanzialmente sul rooster dell’anno scorso.
Gabriele Rossi : Avevamo altri contratti importanti in scadenza tra 2 anni e visto dove siamo arrivati dopo la R.S. credo fosse giusto dare ancora una chance a questo gruppo.
Malik Sealy : Dal mio punto di vista è stata una scelta doverosa e altrettanto logica. Come ripete spesso Doc Rivers "il nostro quintetto non ha perso ancora una serie Playoff" e di conseguenza sarebbe stato un delitto non fare altri due giri sulla giostra. Oltretutto, anche volendo, il solo Ray sarebbe stato "libero" e non credo che qualche franchigia Nba avrebbe investito su Pierce e Garnett in modo da permetterci di ricavare "materiale" futuribile.
Giancleto Sabucci : Credo che il lavoro fatto da questa squadra negli scorsi playoff andasse premiato in questo modo, ovvero fare di tutto per rimanere in alto e concedere a questi ragazzi l'opportunita' di giocarsi l'anello ancora una volta (forse due). Ripartire ora da zero avrebbe avuto poco senso visto che lo spazio salariale non ci avrebbe concesso comunque margini di manovra accettabili. Si e' rafforzata la squadra e al tempo stesso messo nel mirino il 2012 come anno di ricostruzione del roster. In questo senso trovo ottime le scelte di Avery Bradley e Luc Harangody nel draft, forse non saranno pronti da subito ma ci si puo' lavorare per gli anni a venire.
2) La campagna acquisti estiva fortemente condizionata dal lungo infortunio di Kendrick Perkins, è stata impostata in modo da potenziare la front line con l’arrivo dei due O’Neal. Come giudichi questa scelta, e come pensi possano integrarsi nel sistema dei Celtics ?
Andrea Del Vanga : Le scelte estive sono state condizionate sì dall’infortunio del Perk ma anche dalla finale persa, dove il “tonnellaggio”dei Lakers l’ha fatta da padrone. Un Garnett più in palla e gli O’Neal ci dovrebbero garantire rimbalzi e occupazione dell’area dove Gasol e Bynum avevano fatto il bello e il cattivo tempo.
Angelo Merendi : Difficilmente si sarebbe potuto sperare di meglio. I lunghi in NBA sono rari e chi li ha se li tiene stretti. Dampier, che non è Russell (e nemmeno Perkins) sta vagliando le numerose opportunità che gli vengono offerte, molte squadre hanno centri titolari che non valgono i due O'Neal. Da Shaq, che, non dimentichiamolo, l'anno scorso doveva essere nientemeno che “il braccio destro” di LeBron, non possiamo certo aspettarci corse in transizione o rientri precipitosi, ma certamente potrà tamponare i problemi a rimbalzo e dare un altrettanto importante contributo offensivo, dove in uno contro uno può ancora insegnare molto a una buona fetta degli avversari diretti. Jermaine, anche se non è e non può essere quello dei bei tempi, ha concluso la sua esperienza a Miami con 14.2 punti e 7.5 rimbalzi a partita. Per fare un confronto, Brand si è fermato a 13.1 e 6.1, Hibbert a 11.7 e 5.7, con minutaggi assolutamente comparabili...e questi due sono titolari nelle rispettive squadre.
Fabio Anderle : Ainge ha scelto quanto di meglio proponeva il mercato dei free agent tra i centri, e quindi il giudizio non può essere che positivo. Jermaine O'Neal veniva da una stagione tutto sommato positiva a Miami, mentre Shaq in un ruolo limitato può con ogni probabilità essere ancora determinante. Come si integreranno? Non vedo grosse difficoltà per entrambi, visto che quando hai a fianco i "Big Three" e Rondo puoi "lasciare che il gioco venga a te" senza forzare. Qualche problema in più con Shaq che nelle ultime due stagioni è apparso in evidente difficoltà, lento e meno incisivo. I due sono stati "firmat" per colmare la lacuna più evidente di Boston l'anno scorso - leggi rimbalzi difensivi - ed hanno le carte in regola per dare una grossa mano.
Michele Pulcini : Senza quell'infortunio oggi avremmo un banner in più e almeno un O'Neal in meno; però l'infortunio c'è stato e la debolezza a rimbalzo andava sistemata al meglio: chi erano i due lunghi migliori disponibili nel rapporto qualità/prezzo? Ecco, direi che li abbiamo presi entrambi.
Samuele Parolin :
Credo sia una scelta che, a prescindere dall’infortunio del (per noi) fondamentale Perk, sarebbe stata “cavalcata” comunque. Le scorse finali NBA hanno fornito una verità grande come una sentenza, che si può sintetizzare in una sola parola: RIMBALZI. Gli “O’Neals” oltre a dare garanzie in questo senso (per la verità più Jermaine che Shaq) presentano tutta una serie di “plus” che non può che far bene ai Celtics: dall’intimidazione alla presenza fisica, dal gioco in post alle doti passatrici. Insomma, averli avuti 5 anni fa sarebbe stato un sogno, ma anche sul finire della carriera questi due hanno ancora molte cose da dire in campo. E poi tutto ruota attorno a quella parola magica che è “Motivazione”: entrambi ne hanno da vendere. Jermaine per cancellare la brutta immagine lasciata negli scorsi playoffs (proprio ai Celtics) e per giocare finalmente per un titolo NBA, e Shaq...beh, sappiamo tutti qual è la sua motivazione...
Leonardo Ancilli : Le finali perse di un soffio contro i Lakers avevano parlato chiaro, la sconfitta era arrivata esclusivamente per un deficit marcato nel controllo dei rimbalzi, quindi giusto puntare sul tonnellaggio. I due O’Neal pur non essendo più quelli di un lustro fa, possono essere un’upgrade veramente decisiva, e quanto tornerà Perkins, chiunque vorrà vincere il titolo 2011, dovrà farlo passando sopra la frontline più forte della lega.
Movy : Orlando viene considerata inferiore, la finale per il titolo è stata persa sotto i tabelloni, infortunio di Perkins a parte e sempre sotto le plance pare il punto debole dell'armata Heat. Rinforzarsi in quel settore è dura, i lunghi sono pochi e corteggiatissimi, si è puntato sul talento e sull'orgoglio di 2 campioni. Come testa credo i 2 siano prontissimi a integrarsi con i compagni e a provarci per l'ultima volta in carriera, in più per Shaq c'è il sacrosanto stimolo di zittire la bistecca. I dubbi tecnici invece sono tanti, soprattutto fisici. In un sistema improntato sulla difesa, quella latente di Shaq dai 4 metri in su, soprattutto sui pick & roll, costringerà i biancoverdi a sperare nell'aiuto e nella testa dei compagni e in un Garnett extralusso. Per Jermaine bisogna superare l'immagine della sua pochezza offensiva nella serie di primo turno dell'anno passato, ma essere la quarta/quinta arma offensiva potrebbe aiutarlo.
Edoardo Degli Esposti : Avevate gia' detto voi. Ainge e' andato a rinforzare quel reparto che in pratica e' mancato nella decisiva gara 7 con LA complice l'infortunio di Perk. Visto che l'idea e' quello di provare a vincere subito si e' andato sui 2 O'Neal che francamente rappresentano quanto di meglio il mercato potesse offrire. Gia' le prime uscite stagionali hanno fatto registrare parecchi segni piu' alla voce rimbalzi, cosa a cui eravamo poco usi lo scorso anno. In particolare mi aspetto molto da Jermaine forse schiacciato dal suo contrattone a Miami e dalla responsabilita' di giocare a fianco a Wade. Qui in pratica riparte da zero nel suo finale di carriera e gli viene chiesto solo di fare il lavoro sotto allegerendo quindi il carico psicologico.
Giuseppe Aguzzoni : La scelta sembra tanto obbligata quanto azzeccata. Le Finals senza Perkins hanno dimostrato quanto il 43, e più in generale il centro muscolare, sia importante per il gioco bostoniano su ambo i lati del campo. I due O’Neal sono veterani di indubbio talento e di ovviamente calanti prestazioni atletiche, però abbiamo visto quanto sia stato inutile l’apporto di Sheelden Williams nella stagione scorsa e soprattutto nelle fasi cruciali del gioco. Per cui trovo corretto tutelare lo spot di centro con questo tipo di giocatori perché si inseriscono bene nel sistema Celtics per caratteristiche e hanno la durezza mentale per affrontare una stagione che si prospetta delle più competitive.
Aggiungo inoltre che gli scettici, che ovviamente hanno ragione nel dire che Shaq non è più dominante come un tempo, devono capire che a lui non verrà chiesto di essere il faro della squadra ma di dosare le sue forze per essere un membro attivo di un progetto più corale di squadra, e questo il Diesel è ancora in grado di assicurarlo.
Gabriele Rossi : Campagna acquisti decisamente condizionata da questo infortunio, dovevamo prendere uno o due lunghi di valore e tutto sommato puntare sui due O’Neil dovrebbe essere la scelta migliore visto quello che riservava il mercato. Certo il biennale di Jermaine è un po oneroso e forse ce ne potremmo pentire soprattutto il prossimo anno ma tant’è i rimbalzi (vera pecca dello scorso anno) li ha sempre presi e si spera che l’aria di Boston lo rivitalizzi
Malik Sealy : Perso definitivamente Sheed e con Perkins probabilmente ai box fino alla pausa All Stars, non si poteva trovare di meglio per potenziarci sotto i tabelloni e per sopperire a qualche mancanza di "tonnellaggio" evidenziata nelle Nba Finals. In particolare è stato accolto con troppo scetticismo l'arrivo di Jarmaine. Io sono convinto che in questo contesto potrà dimostrare tutte le sue qualità difensive da molti sottovalutate.
Giancleto Sabucci : Avendo sofferto a rimbalzo nella serie finale contro i Lakers credo sia stato giusto andare a rinforzare il reparto dei lunghi. L'aver perso definitivamente Rasheed Wallace e per almeno 5 o 6 mesi Kendrick Perkins non lasciava ad Ainge molto spazio di manovra. Tra i free agent disponibili a Maggio a mio avviso non c'era niente di meglio e la scelta di portare a Boston Shaq e Jermaine e' stata la migliore tra quelle possibili. Entrambi possono portare qualche cambiamento nel gioco offensivo in quanto hanno caratteristiche diverse rispetto a Sheed e a Perkins. Essendo due giocatori di primo livello penso che non avranno problemi ad integrarsi nel nostro gioco, anzi sono sicuro che grazie a loro avremo qualche variante in piu' e il nostro sistema di gioco diventera' di difficile lettura per i nostri avversari.
3) Per quanto riguarda gli esterni la scommessa dell’anno è sicuramente il rilancio di Marquis Daniels, cosa ne pensi ?
Andrea Del Vanga : Il “buco”nello spot di ala piccola di riserva sembra a prima vista evidente, ma il Daniels visto l’anno scorso e’ stato solo il brutto parente di quello ammirato nella sua carriera NBA. Lecito sperare in un riscatto, visto l’indubbio talento offensivo del giocatore e anche la sua buona propensione alla difesa. Non va dimenticato però che Wafer sta cercando di “fare” la squadra e che Ray ha giocato spesso nel ruolo durante lo scorso anno. Preferisco comunque pensare di essere “corti” in ala piccola, ruolo sul mercato facile da riempire, che sotto o nel ruolo di play come negli scorsi anni.
Angelo Merendi : Francamente il rendimento di Daniels l'anno scorso è stato abbastanza inspiegabile (e tuttora inspiegato). Frenato da un infortunio nella prima parte di stagione, daccordo, ma la rapidità con cui è stato accantonato ha del soprannaturale. Io spero e credo che per “Quisy” sia stata solo una brutta parentesi e l'inizio della preseason, confortante, parrebbe di buon auspicio. Il giocatore ha dimostrato nel recente passato di saper fare molte cose e molto bene: difensore attento, tiratore più che decente, può coprire due ruoli (e mezzo) garantendo così un adeguato riposo a Pierce e ad Allen, all'occorrenza. Ritengo che i destini dei Celtics passino anche da Daniels nel bene e nel male, forse più di quanto si potrebbe pensare.
Fabio Anderle : Daniels è stato sfortunato al momento dell'infortunio perchè stava dimostrando di essere affidabile. Però al rientro dall'infortunio la sua passività non mi è piaciuta per nulla, un limite che spero Rivers riesca a gestire nel modo migliore facendo di "Quisy" il "guastatore" che serve ai Celtics.
Michele Pulcini : Tutto il bene possibile, per il semplice ragionamento che se l'hanno confermato è perchè lo conoscono bene e ci credono; Daniels non può aver perso il talento che aveva, è solo una questione di testa e di fiducia e sarà preziosissimo nelle rotazioni.
Samuele Parolin : Sicuramente è una scommessa ad alto rischio. Ma spero che ancora una volta il “Doc” abbia ragione. La partenza (dolorosa, secondo me) di Tony Allen credo abbia molto a che vedere con questo, ed ora per forza di cose Marquis diventa una pedina fondamentale sia come cambio di Pierce ed Allen, sia come “stopper” difensivo. Poi a dire la verità sul mercato a buon prezzo non si presentavano moltissime alternative...
Sinceramente ho sempre creduto che la prima (brutta) stagione di Daniels ai Celtics sia stata la conseguenza non solo del lungo infortunio patito ma anche di qualche non meglio precisato problema extra-cestistico o comportamentale. È una sensazione non suffragata da fatti, però quest’anno “Quisy” non avrà scuse e dovrà dare veramente molto alla causa.
Leonardo Ancilli : Onestamente non saprei dirlo, io stravedevo per Marquis quando era ad Indiana, ed ero strafelice un anno fa quando arrivò ai Celtics, però la sua scorsa stagione è stata semidisastrosa, e esporlo ad una responsabilità come quella che lo attende, dopo che nei playoff era spettatore non pagante, è indubbiamente un grosso rischio.
Movy : In questo caso credo si sia fatta di necessità virtù, la lega offriva solo scommesse (che al training camp si stanno testando) mentre il ragazzo, già conosciuto, ha doti evidenti ma ha dimostrato anche uno certo scarso feeling con il nostro "sistema di gioco" o meglio con le caratteristiche che dovrebbe avere il nostro 2-3 al punto che anche uno come Tony Allen (sempre sia lodato) già ci mancherà, vedremo.
Edoardo Degli Esposti : Arrivato la scorsa stagione come autentica magata di Ainge, Daniels si e' perso un po' per infortuni, un po' per colpa sua e forse un po' perche' il Doc ha deciso di andare su Tony e non aspettarlo. Per me ha caretteristiche che gli consentono di coprire prefettamente gli esterni avendo caratteristiche complementari a quelle di West. Nel mio personale plus/minus con Tony Allen lo vedo in lieve vantaggio se ritorna ai suoi livelli, ma certo a livello difensivo quello che fece "l'Allen del poveri" nella scorsa post sesason non appartiene alle sue corde.
Giuseppe Aguzzoni : La situazione Daniels è controversa. Marquis aveva mostrato buone cose prima dell’infortunio che ne ha condizionato il resto della stagione, al ritorno sui campi infatti è sembrato un fantasma, sicuramente non degno della sua fama e nemmeno dei Boston Celtics. Evidentemente c’è qualcosa che sfugge a chi, come noi, non lo può osservare quotidianamente durante gli allenamenti. Se faccio tabula rasa dell’esperienza della passata stagione penso ancora che “Quisy” sia un ottimo elemento, soprattutto in un contesto come quello Celtics, sta a lui ora ripagare la fiducia che lo staff tecnico gli ha donato.
Gabriele Rossi : Io ho sempre avuto una passione per questo giocatore che tra l’altro paghiamo pochino tutto sommato , lo scorso anno come numeri ha un po deluso ma secondo me quest’anno puo solo che migliorare soprattutto in difesa. Forse necessitiamo di un altro esterno che abbia un tiro affidabile da fuori
Malik Sealy : Marquis lo scorso anno ha sofferto moltissimo, soprattutto dopo l'infortunio. Quest'anno, paradossalmente, potrebbe avere meno pressioni , visto che le attese sono minori e probabilmente si troverà a giocare con la mente più libera. Sicuramente servirà partire con l'atteggiamento giusto e con un linguaggio del corpo differente da quello esibito nel finale della scorsa stagione.
Giancleto Sabucci : Giustissimo a mio parere puntere sul rilancio di Marquis Daniels, l'anno scorso ha patito un infortunio proprio nel momento in cui sembrava poter diventare l'arma in piu' dei Celtics e questo ne ha condizionato la stagione e sopratutto ha fatto si che nel momento decisivo non fosse pronto.. Le cifre non sono dalla sua parte pero' il ragazzo ha la fiducia dello staff tecnico e questo potrebbe far si che finalmente dimostri il suo valore con la canotta biancoverde. Secondo me tenerlo a Boston e' stata una mossa azzeccata, conosce il sistema e avra' voglia di dimostrare a tutti che ci puo' dare una grossa mano. Voci di corridoio ci dicono che Garnett gli abbia fatto gia' un bel discorsetto durante il primo allenamento: " Ragazzo ti abbiamo dimostrato di credere in te, ora svegliati altrimenti sono calci nel sedere".
4) Quale impatto potranno avere i due rookie Avery Bradley e Luke Harangody in un roster pieno di All Star ?
Andrea Del Vanga : Sono scettico sul loro impatto questo anno, molto più possibilista, soprattutto per Bradley, dalla stagione 2011-2012 in poi. Harangody potrebbe sfruttare a inizio campionato la squalifica di Delonte West e il suo buon tiro per avere qualche minuto da ala piccola che in ottica NBA sembra il suo ruolo naturale. Su Bradley sono un po’ scettico perché a 19 anni senza aver fatto il training camp è difficile avere un impatto in una squadra zeppa di campioni. Lo stesso Rondo nel suo anno da rookie faticò non poco, giocando spesso dietro West e Telfair.
Angelo Merendi :L'apporto di un rookie, specie se scelto oltre la metà del primo giro è un terno al lotto. Nel caso di Bradley, poi, l'infortunio ha aggiunto altri punti interrogativi sulla possibilità di contribuire alla causa in tempi brevi. Proprio Avery , magari non da subito, potrebbe integrarsi bene in virtù soprattutto di una buona propensione difensiva. Harangody è una scommessa: alle sontuose prestazioni in summer league fanno da contraltare le timide comparsate in preseason. Il giocatore è intrigante, ha voglia e un buon tiro, oltre ad avere la “faccia da Celtic”, ma pare pericolosamente imprigionato tra due ruoli, situazione non facile specie se devi ancora farti le ossa.
Fabio Anderle : Difficile dirlo. Di norma le matricole hanno poco spazio in squadre di alta classifica, a meno che non siano veramente dei "crack". Per Harangody tutto sta a vedere come riuscirà a muovere i piedi in difesa, perchè è da lì che Rivers parte nelle sue valutazioni. In attacco ha i numeri per dare una mano, lo si sapeva e Luke lo ha confermato in Summer League, risultando il migliore tra i ragazzini in biancoverde. Avery Bradley è stato rallentato dall'infortunio, ma per quanto avevo visto non dovrebbe avere problemi a ritagliarsi un po' di minuti dietro a Ray Allen. Certo, Ainge ha richiamato anche West, McCants e Mobley, ma Avery è in grado di difendere e di mettere il "jumper". Che è proprio quello che serve a Rivers.
Michele Pulcini : Impatto minimo; Rivers storicamente non regala nulla ai rookie, quindi già vederli tra i dodici sarebbe un bel risultato per loro, speriamo che abbiano testa a sufficienza per non perdersi come alcuni prima di loro.
Samuele Parolin : Per quanto a tutti piacerebbe pensare che entrambi avranno spazio, fiducia e minuti a disposizione per mettersi in mostra, qualche dubbio permane sulle scelte (peraltro ottime) dell’ultimo draft firmato Danny Ainge. Ovviamente un roster zeppo di All Stars e futuri Hall of Famers non può che far bene alla crescita e maturazione “cestistica” di entrambi i ragazzi, però allo stesso tempo i minutaggi a disposizione sono quelli che sono... Io spero vivamente che dall’inizio della stagione fino a gennaio-febbraio entrambi i rookies possano trovare un po’ di spazio. Al Doc (fortunatamente) spetterà l’arduo compito di gestirli al meglio. Infine un desiderio: che Harangody e Bradley non siano “costretti” a giocare molti minuti a causa di infortuni altrui...
Leonardo Ancilli : Temo molto scarso, a me Bradley intriga molto, ma visto il sovraffollamento tra gli esterni, rischia di non giocare quasi mai, anzi non mi stupirei se una volta recuperato dall’infortunio alla caviglia venisse dirottato in lega di sviluppo (cosa che non condividerei). Harangody forse è più pronto, ma non credo in NBA possa giocare da ala piccola, e sotto c’è troppa concorrenza perché possa strappare qualche minuto). Però secondo me rimangono due scelte valide.
Movy : A caldo, post draft mi sembrava 2 giocatori presi per il dareuna mano subito, Harangody a coprire il buco dell'undersize tutta voglia che fu di Powe e Bradley a fare lo "specialista difensivo" per tappare la falla della partenza di "oh Tony, Tony", più basso ma più forte al tiro (e ci voleva tanto :-P), col tempo credo la società, ovviamente, se possibile proverà a cercare in loro vece qualche elemento più esperto e affidabile per definizione, ma anche in questo caso chi vivrà vedrà.
Edoardo Degli Esposti : Difficile da dire vuoi perche' si tratta sempre di scommesse e vuoi perche' si trovano in una squadra da titolo imbottita di gente con personalita' enorme. Ora bisogna vedere se questi hanno determinati attributi che gli permettano di reggere in un'ambiente simile. Esordire in Nba e arrivare in palestra trovandosi gente del tipo KG e Shaq(cito quelli piu' carismatici) non e' esercizio semplice per chiunque. Certo se hai "palle e cervello" ti metti in ascolto e puoi farti un master di quelli che ti possono cambiare la carriera. In conclusione da loro non si ci aspetta molto e si chiede poco, ergo la pressione e' relativa, le qualita' le hanno ed un mio in bocca al lupo e' doveroso.
Giuseppe Aguzzoni : L’impatto che hanno avuto Giddens e Walker la stagione precedente. Se saranno costanti e avranno anche un pizzico di fortuna potranno ritagliarsi qualche minuto e magari durante la Regular Season avere una giornata di gloria.
Gabriele Rossi : Premetto che li ho visti poco , però mi sembra di poter dire che quest’anno vedranno entrambi poco il campo. In particolare credo che su Harangody bisognerà lavorarci parecchio e temo che alla fine non potra venir fuori un giocatore molto utile alla causa.
Malik Sealy : Non credo che i due rookies avranno grande peso in questo roster. Soprattutto per Bradley, quello certamente più interessentante in prospettiva 2012, sarà un anno di purissimo apprendistato e non mi sorprenderei che passasse qualche mese nella lega di sviluppo. Harangody potrebbe ritagliarsi qualche minuto "alla Scal", contribuendo alla causa con la sua buona mano da fuori e lo spirito da guerriero celtico.
Giancleto Sabucci : Bradley un anno fa veniva considerato come uno dei primi 5 talenti emergenti della Ncaa che stava per iniziare, a Texas pero' ha trovato una squadra allo sbando e non ha confermato le attese. Ora l'infortunio alla caviglia ritardera' e non di poco il suo inserimento al piano superiore, credo che per quest'anno il suo contributo sara' molto limitato e non mi stupirei di vederlo in NBDL per qualche mese. Sul talento di Bradley sono comunque pronto a scommettere ad occhi chiusi e mi sbilancio a dire che tra 2 o 3 anni diventera' la nostra guardia titolare, giocatore ideale da mettere al fianco di Rajon Rondo. Luke Harandogy credo sia sulla buona strada per ritagliarsi da subito un posticino nelle rotazioni, lavora sodo e quel tiro preciso potra' essere utile durante la stagione. Dopo aver perso Sheed non abbiamo un lungo in grado di poter far male da fuori e Harangody potrebbe prendersi dei minuti proprio per questo motivo. Lo staff tecnico dovra' lavorarci molto pero' per renderlo anche affidabile in difesa.
5) Quale è realisticamente il potenziale di questi Celtics in rapporto alle altre contender ?
Andrea Del Vanga : Difficile parlare di favorite, con le ottime squadre che ci sono attualmente nella NBA. Mi sembra che Celtics e Lakers si equivalgano. Miami per ora la metto un gradino più sotto perché sembra incompleta in panchina e sotto. Orlando e Dallas hanno potenziale ma vari problemi.
Angelo Merendi : I Celtics sono quelli che l'anno scorso portarono i Lakers a gara 7 di finale, tenendo lo Staples Center con il fiato sospeso fino all'ultima sirena. In più la panchina è stata oggettivamente rafforzata. Chi può vantare una second unit con O'Neill (uno dei due a scelta), Davis, Daniels, Robinson? Non i Lakers, non i Magic, non gli Heat. Se tutto dovesse girare per il meglio, perchè non crederci?
Fabio Anderle : Anche in questo caso la risposta sta nelle stelle. Come si amalgameranno i tre di Miami? Nonostante sembrino più forti con gli acquisti di Steve Blake e Matt Barnes, riusciranno i Lakers a riproporsi con autorità? Quanto cresceranno Portland ed Oklahoma City? Ed Orlando? Tante domande dalle quali dipende la "corsa" dei Celtics che però sembrano - sulla carta - in grado di giocarsela alla pari con tutte. Ma del resto si diceva lo stesso un anno fa, prima della regular season che invece generò molti dubbi sulle potenzialità di Boston. Ciò che è sempre sicuro nell'NBA è che le squadre che arrivano sane ed in crescita ai playoffs poi finiscono sempre per dominarli.
Michele Pulcini : Potenziale? Assoluto e, visto che di potenziale si può parlare solo sulla carta, chi ha i nostri All Star, la nostra esperienza, profondità e classe?
Samuele Parolin : Elevatissimo. Non ci si nasconde. Potrebbe essere l’ultimo “giro di giostra” ed il roster possiede tutte le carte per giocarsela fino in fondo: talento, esperienza, affiatamento “ubuntiano”, professionalità, un obiettivo comune...L’unica fattore incontrollabile, a costo di essere ripetitivo, è sempre quello degli infortuni.
Leonardo Ancilli : Penso che il titolo sia un affare a tre tra Celtics Lakers e Miami, molto dipenderà dal momento di forma e di salute quando si incontreranno tra loro nei playoff, ci sono buone ragioni per cui ognuna delle tre possa essere ritenuta superiore alle altre due, e buone ragioni per il contrario.
Movy : Senza Miami, e sostanzialmente sani, sarebbero già in finale (che scoperta!), il peso dell'età si farà sentire ma quando conterà sapranno farsi valere, l'impressione è che non stavolta però non sia nelle nostre mani, se Miami trova la quadratura con qualcuno capace di dargli sostanza sotto le plance, anche la maggiore esperienza e amalgama forse potrà poco, riguardo a L.A., ha fatto qualche passettino avanti soprattutto in panchina, ma se Perkins torna a buoni livelli, quest'anno forse potrebbero non metterci sotto dal punto di vista fisico. Orlando credo a un certo punto farà qualcosa di grosso e di molto sbagliato in fase di scambi per provare a correre dietro gli altri ad Est, attenzione ad Atlanta, forse non una contender, ma potrebbero sorprendere profittando delle lacune altrui. A Ovest tante, troppe incognite, e tutti a "sperare" in Oden.
Edoardo Degli Esposti : Domandona questa. Da un lato abbiamo acquisito una profondita' maggiore nel ruolo di centro e l'arrivo di West e' di quelli pesanti(questo se la testa gira e' un titolare che viene a fare la riserva). Dall'altro l'incognita' eta' e conseguente maggior rischio infortuni pesano sull'altro lato della bilancia; in piu' ci metto la mancanza dello specialista Tony Allen, le sue difese su Kobe e LeBron nelle passate finals sono state enciclopediche ed hanno rappresentato un bel mattone nella titolo sfiorato. Per ultimo ci metto pure la partenza del nostro ministro della difesa che tanto ha contribuito nel fare della difesa celtica la migliore della lega. In conclusione come sempre l'elemento chiave sara' avere l'infermeria vuota.
Giuseppe Aguzzoni : Il potenziale è alto ma non è l’unica squadra a puntare al titolo, e probabilmente un paio di squadre (Heat, Lakers) sono anche superiori a livello di talento complessivo. Lo sport non è una legge esatta e sono così tanti i fattori che possono cambiare una stagione che predire qualunque tipo di risultato mi sembra impossibile.
Gabriele Rossi : Se le condizioni fisiche ci sostengono siamo alla pari con Miami e i Lakers per motivi diversi, certo sarebbe meglio avere un piazzamento in R.S. migliore dello scorso anno altrimenti si rischia di faticare troppo per arrivare fino in fondo. Credo pero che il primo posto assoluto in R.S. non sia alla nostra portata e questo non vuol dire che siamo più deboli di altri.
Malik Sealy : Io vedo solamente 3 contender: Celtics, Heat e Lakers. Dal mio punto di vista Boston parte alla pari con L.A e leggermente sopra Miami.
Giancleto Sabucci : Personalmente vedo tre squadre molto piu forti delle altre e oltre a noi ci sono i Lakers e gli Heat. Non siamo i favoriti ma ce la giocheremo alla pari e credo che i nostri ragazzi abbiamo le carte in regola per portare a casa il 18esimo banner. "Mai sottovalutare il cuore di un campione", questa frade di Rudy Tomjanovich si adatta al nostro roster in quanto siamo pieni di campioni veri e non di stelle.
Andrea Del Vanga : Quest’anno, come d’altronde lo scorso, Est uber alles. Il vecchio mito dell’Ovest schiacciasassi è andato a farsi friggere in questi ultimi anni, con San Antonio invecchiata anche se temibile, Dallas eterna incompiuta, Houston alle prese con il cronico problema Yao. Portland e Oklahoma City sono chiaramente il futuro ma solo quando la stella Lakers si offuscherà con il ritiro di Bryant (a meno, visto il molto talento presente nelle due squadre, non arrivi una trade che porti un campione). A Est oltre ai sopraccitati Celtics e Heat, sono sempre da temere i Magic e anche Chicago potrebbe trovare la formula per diventare di nuovo protagonista.
Angelo Merendi : Credo che ad Ovest, se la salute assisterà i giocatori cardine dei Lakers il nome della finalista non dovrebbe nemmeno essere quotato dai bookmakers. Certo, il talento c'è, le possibilità che in parecchie finiscano sopra le 50W pure, ma nessuna delle avversarie dirette sembra in grado di lottare alla pari con i gialloviola. Personalmente attendo con impazienza di vedere come se la caveranno i giovani Thunder con un anno di esperienza in più e i Blazers, da un biennio in rampa di lancio ma stoppati da una serie infinita di infortuni. Ad Est dovrebbe essere una lotta a due tra Heat e Celtics con i primi favoriti, ma lo erano anche i Cavs l'anno scorso e sappiamo come è andata a finire. Se le squadre si facessero con le figurine il titolo sarebbe già assegnato, ma così non è e ritengo che i Celtics abbiano la possibilità di giocarsela, molto più dei Magic ai quali manca ancora qualcosa per essere una contender credibile.
Fabio Anderle : L'Ovest non mi pare così "declinante": otto squadre a 50 o più vittorie contro le quattro dell'Est dicono proprio il contrario. Come scritto sopra, se da un lato stanno declinando Phoenix e San Antonio (per ragioni diverse), dall'altro stanno crescendo i Thunder ed i Blazers, e non mi stupirei di vederle a giocarsi con L.A. la prima poltrona della Western. E poi siamo davvero così sicuri che i nuovi Jazz di Al Jefferson o i Mavs di Nowitzki debbano essere tagliati fuori?
Michele Pulcini : Infortuni, ecco cosa potrebbe privarci di un'altra finale, grazie a una chimica e a un sitema collaudato. Poi dateci i lakers e vedremo come finirà questa volta.
Samuele Parolin : Ignoro le potenzialità di Miami in questo momento e comunque li vedo ancora un po’ “corti” sotto canestro per quest’anno. Tuttavia ritengo che il titolo della conferenza Est sarà una vicenda tra Celtics ed Heat con Orlando terzo incomodo. Ad Ovest purtroppo i Lakers faranno una passeggiata fino alle finali. E poi si vedrà...
Leonardo Ancilli : L’est sarà un massacro sin da novembre, dopo Celtics e Heat la concorrenza è agguerrita è non è da escludere che troveremo 5 squadre sopra le 50W a metà aprile (anche Bulls, Hawks e Magic), Miami sarà chiamata ad una RS stellare, mentre i Celtics secondo me la prenderanno più con calma curando molto il lato fisico e non rischiando nulla su potenziali infortuni. L’Ovest onestamente non sembra offrire grandi ostacoli ai Lakers
Movy : Questa estate 2010 potrebbe avere serie ripercursioni anche per il lockout prossimo venturo, con tanti, troppi proprietari che si diranno "ma a me chi me lo fa fare". L'Est abbastanza intellegibile, a Ovest tante squadre vivono di troppe scommesse per poter insidiare i Lakers, solo Portland e, molto più difficile, Dallas debbono vincerne non più di un paio per poterci provare a insidiare i gialloviola, ma allo stato attuale, a meno di sconvolgimenti di mercato ed esplosioni improvvise di grandi talenti L.A. mi pare proprio pronta per andare in finale sul velluto.
Edoardo Degli Esposti : Qui le certezze sono maggiori. Ad ovest LA fara' la sua passeggiata con la possibilita' di assicurarsi il primato preservendo pure energie. I Thunder sono gia' una certezza ma non hanno sicuramente il profilo della contender, Portland invece potrebbe fare il salto di qualita' se finalmente il conto con la mala sorte sara' saldato. Ad est non sono cosi' sicuro che Miami trovi subito la chimica giusta per integrare LeBron nel gioco di squadra(sempre che lo si possa definire tale con 2 solisti del genere), parlare di Bosh come di un Big Three mi pare eresia, non mi sembra abbia proprio abbia "il cuore" del campione e poi sia lui che il vecchio Ilga sono due che a livello di gioco sporco sotto le plance latitano al quanto. Sui Magics che dire sono sempre li ad un passo ma non riescono a farlo, anche perche' si basano su gioco molto definito che bisogna degli interpreti giusti e non e' facile trovarli, si e' visto lo scorso anno con Vince Carter in isolamento e Howard da 10 tiri a partita(cifra simbolica).
Giuseppe Aguzzoni : Pensandoci bene ad est la situazione non è poi cambiata molto, al posto dei Cavaliers pretendenti al titolo ci sono gli Heat che però per rinforzarsi non hanno indebolito solo gli orfani di LeBron ma anche Toronto. I talenti degni di nota che si sono spostati da Ovest a East se non sbaglio sono solo Boozer a Chicago e Stoudamire a New York. Ovviamente ci sarà più equilibrio ma non vedo tutta questa differenza tra le 2 conference come negli anni passati non vedevo lo strapotere ad Ovest ora non lo vedo nemmeno ad Est.
Gabriele Rossi : Miami vincerà il titolo quasi sicuramente entro un paio d’anni ma ritengo più probabile che l’anno giusto per loro sia nella stagione 2011/2012 . Per quanto riguarda L’ovest i Lakers purtroppo sono strafavoritissimi a meno che non giri tutto ma proprio tutto bene a Portland unica squadra, secondo me , in grado come potenziale tecnico di contrastarli
Malik Sealy : Non ritengo gli Heat i favoriti assoluti per il titolo, ma sicuramente sarà un'altra squadra ad Est che punterà alle Finals. Ad Ovest c'è il deserto assoluto con i Lakers che potranno nuovamente permettersi di risparmiare energie preziose in attesa di sfidare la franchigia reduce da battaglie epocali dall'altra parte della costa.
Giancleto Sabucci : Non credo al titolo degli Heat, ad Est dovranno sudarsela gia' dai primi turni dei playoff e sono molte le squadre in grado di metterjli i bastoni tra le ruote (Orlando Magic e Chicago Bulls in primis). Troppo soffici sotto canestro e, a meno che non ci sia una trade clamorosa tipo quella che porto' Gasol ai Lakers, penso che per quest'anno non metteranno anelli al dito. Ad Ovest non vedo come i Lakers possano essere fermati, gruppo unito e in grado di ripetersi ad altissimi livelli, "purtroppo" li troveremo nuovamente nella finale NBA.
7) Infine un accenno sui singoli, chi è il candidato numero uno per il titolo di MVP ?
Andrea Del Vanga : Vado abbastanza sicuro su Durant. Fa sembrare tutto facile. Sembra un ulteriore passo in avanti sulle caratteristiche fisiche del gioco. Ha un potenziale illimitato e una squadra che gioca per lui.
Angelo Merendi : La candidatura di James è scontata, ma punto il mio euro su Durant: è giovane, è un fuoriclasse e ha una squadra che può supportarlo al meglio. Inoltre LeBron potrebbe pagare il fatto di dover dividere il ruolo di primo violino con Wade.
Fabio Anderle : Ogni volta che mette piede su un campo da basket, LeBron James si candida automaticamente per il titolo di MVP. Tale è la sua superiorità tecnica ed atletica, che se avesse anche un briciolo del cervello cestistico di Larry Bird probabilmente avrebbe già due titoli "sotto la cintura". Vedremo se l'NBA riuscirà ancora una volta a stupirci ed a dare ad altri (leggi Kobe Bryant) un premio che dovrebbe essere assegnato di diritto ancor prima dell'inizio del campionato.
Michele Pulcini : Durant. A Miami dovranno spartirsi minuti e responsabilità, mentre a OKC la squadra gli permetterà di far crescere ancora le sue già sfavillanti cifre.
Samuele Parolin : Un nome su tutti: Kevin Durant.
Leonardo Ancilli : Butto li il nome di Kevin Durant, visto che LeBron James e Dwayne Wade dovranno dividersi il palcoscenico. Come alternativa non escluderei Dwight Howard, se un giorno ad Orlando si accorgeranno che uno che tira con le sue percentuali deve aver in mano del pallino del gioco , anziche farlo gestire da mezze tacche innamorate del tiro da tre punti, Howard come MVP diventa molto più che probabile.
Movy : Wade e james si schiacceranno, per Bryant ne era già eccessivo uno, io mi faccio trascinare, e probabilmente ingannare, dall'onda del mondiale e vado con Durant.
Edoardo Degli Esposti : Direi subito Durant, ma visto che si terra' conto di chi vince allora dico Wade in alternativa, perche' non so come il prescelto si abituera' a dover dividere scettro e proscenio.
Giuseppe Aguzzoni : Direi LeBron, Wade, Durant e leggermente sotto Bryant.
Gabriele Rossi : Io punto tutto su Durant ,se i Thunder partono forte e si piazzano in alto ad ovest ma non scarterei Brandon Roy
Malik Sealy : L'Mvp sarà Kevin Durant per distacco. Ad Ovest i Thunders sono l'unica risposta credibile ai Lakers (putroppo ancora in prospettiva) e Durant sarà il loro trascinatore nella stagione regolare.
Giancleto Sabucci : Se continuera' a progredire come ha fatto negli ultimi anni credo che Kevin Durant quest'anno sia in grado di portarsi a casa il titolo di MVP della season, per quello delle finali c'e' tempo pero' e in cuor mio sogno che possa prenderselo Kevin Garnett a coronamento di una carriera fantastica (e sopratutto significherebbe 18esimo banner per noi).
8) E tra le nuove leve in NBA quali sono i giocatori che potrebbero lasciare il segno in questa lega nei prossimi anni ?
Andrea Del Vanga : Difficile da dire, considerando giocatori come Durant, Westbrook e Rondo come campioni già affermati. Sono curioso di vedere l’impatto sulla NBA di Wall e quello di Griffith, fermo da un anno ai box.
Angelo Merendi : Inizierei da Rondo, sempre che si possa considerare una “nuova leva”. A Novembre 2007 era l' “anello debole”, ora è un All Star considerato anche dai più scettici come la pietra angolare su cui impostare la futura ricostruzione. Tra gli altri mi piace molto Westbrook: personalità, capacità di innescare i compagni e una netta crescita rispetto al suo anno da rookie. Inoltre, e vale il discorso fatto per Durant, ha al suo fianco compagni che possono esaltarne il valore. Tra i "novellini" impossibile non nominare Wall, giovanissimo e con margini di crescita inesplorati. Per terminare cito Roy Hibbert: 2 metri e 18 centimetri e buone mani: posto che la maturazione dei lunghi è un po' più laboriosa, questo potrebbe essere l'anno della sua consacrazione.
Fabio Anderle : Tra le nuove leve i migliori mi sembrano Durant e poi, ad un paio di piste, Tyreke Evans, il nostro Rondo e Derrick Rose. Tra le scelte del draft 2010 spicca sicuramente John Wall che sembra in possesso di tutti gli "attrezzi" del play dominante, ancor più di quanto mostrassero Deron Williams o Chris Paul o Rajon Rondo all'uscita dal college...e ricordiamo che Wall è giovanissimo! Poi se dovessi sparare qualche altro nome direi (facile facile) Evan Turner e vicino a canestro la coppia Favors-Monroe.
Michele Pulcini : Boh ..... Difficile avere certezze su ragazzi di neanche vent'anni, il cui futuro è legato molto all'ambiente e al sistema in cui si troveranno: lo stesso Wall come imparerà da un Arenas sul cui passato (e futuro) ci sono dense nuvole? Insomma, sarà un Chris Paul, cioè un giocatore fortissimo, ma che non può far vincere nulla da solo alla propria squadra, oppure solo un Rose, cioè un All Star con qualche difetto sul quale lavorare ancora molto? In sostanza per lasciare il segno bisogna essere davvero molto, molto forti, ma anche umili per continuare a lavorare, ma soprattutto trovare un programma di alto livello.
Samuele Parolin : È sempre difficile fare questo tipo di pronostico; troppe volte in passato abbiamo assistito alla fine ingloriosa di molti cosiddetti “predestinati”. Se proprio dovessi fare un nome direi Tyreke Evans, anche se quello che personalmente mi fa emozionare è Russel Westbrook.
Leonardo Ancilli : Direi i tre “figli” di John Calipari siano tra i più attessi, per Derrick Rose è arrivato il momento di diventare uno da primi due quintetti NBA a fine stagione, Tyreke Evans è un giocatore incredibile che secondo me è destinato ad un futuro molto luminoso, e infine c’è molta attesa per John Wall che al college aveva veramente stupito tutti per la solidità e la serietà dimostrata, che in NBA a ventanni fanno tanta differenza. Altri nomi, però più noti, Russell Westbrook sicuramente e il nostro Danilo Gallinari (schiena permettendo). Un gradino più sotto propongo un quintetto di giocatori possibili sorprese Darren Collinson, Corey Brever , Omri Casspi Anthony Randolph, Roy Hibbert.
Movy : Se per nuove leve intendiamo i rookie, il draft è profondo ed è probabile che saranno le guardie o comunque gli esterni a fare per primi la differenza ma poi alla lunga potrebbe essere un lungo a far parlare di sè, da questo punto di vista sorprende che tutti "quelli bravi" puntino le loro fiche su Cousins molto più che su Favours.
Edoardo Degli Esposti : Lascio stare Durant gia' mio persinale MVP, e vado su dritto su Westbrook ragazzo che al suo primo inno si e' comportato da veterano in una squadra si di giovani ma dove troviamo una stella indiscussa come Durant. Si e' ritagliato uno spazio notevole tant'e' che si parla ora del tandem Wes-Durant e non del solo Kevin. Su Wall poco da dire se non per l'enorme pressione che avra' con tutte le aspettatative che si sono create sul suo conto. Per il poco che ho potuto vedere lo scorso anno a livello di NCAA pare avere le stigmate del leader.
Giuseppe Aguzzoni : Durant ha già lasciato il segno per cui non lo considero una nuova leva. Penso a Tyreke Evans, Derrick Rose, Curry e perchè no anche Rondo. Curiosità nel vedere Blake Griffin che ha saltato l’intera stagione per infortunio.
Gabriele Rossi : Credo che John Wall sia un predestinato , ha movenze ed un eleganza da campione e la squadra la costruiranno su di lui.
Malik Sealy : Un nome solo: Tyreke Evans. Giocatore assolutamente fantastico. La cosa più vicina a Lebron che c'è in questa Lega. Tra quelli meno conosciuti, tutti sanno che io vado pazzo per Anthony Randolph. In un sistema come quello dei Knicks potrebbe finalmente sviluppare il talento fino ad ora soffocato da una struttura muscolare in via di potenziamento e da qualche infortunio di troppo. Tra i rookie di quest'anno mi stuzzicano Favors e il "veterano" Pekovic ch tecnicamente può dare lezioni di tecnica a gran parte dei lunghi Nba.
Giancleto Sabucci : Punto forte su Jrue Holiday e James Anderson. Holiday e' un sophomore nato nel 1990 che gia' lo scorso anno ha fatto molto bene nei 76ers, quest'anno ha tutte le carte in regola per esplodere definitivamente. James Anderson e' un rookie uscito da Oklahoma State scelto dai San Antonio Spurs con la pick 20, guardia dal talento offensivo illimitatp potrebbe avere lo spazio necessario per emergere sin dal primo anno nella Lega.





Commenti
Visto che la puzza l'avevo già annusata dalla passata stagione per quest'anno mi sono organizzato in altra maniera, alla faccia di SKY e SI e delle TV calciofile.
Io ho la possibilità di vedere SKY, Sportitalia e in più per il terzo anno mi sono abbonato a NBA ILP che però "oscura" quelle partite trasmesse dalle reti nazionali......sarebbe il colmo se la partita con Miami non venisse trasmessa in streaming perchè già prevista su SKY che a sua volta per qualche assurdo motivo non la trasmetterà.......ma siamo in Italia e questa beffa prende sempre più corpo.....
Grazie a tutti per avermi tirato su il morale con i giudizi espressi su Evans.
Alla faccia di sky e SI. Anzi spero che ILP prima o poi capisca... che se pago loro... non dovrebbero nemmeno oscurarmi le partite che poi andranno su SKY.
Possibile che tutto sia stato scritto e nessuno pensi qualcosa di diverso? E' vero che la pre season ha fornito note molto tranquillizzanti e che vedere in campo Shaq in biancoverde provoca dei tremiti di piacere, però l'esperienza insegna che i conti si fanno alla fine e giugno è ancora molto lontano.
Almeno speriamo che su NBA League Pass domani la facciano vedere.
Quanto all'articolo, otto domandone e una pluralità di opinioni che rendono impossibili interventi sintetici. Io ho già espresso le mie opinioni sulla squadra. Sinteticamente ripeto che le scelte di Ainge mi sembrano sensate anche se non tutte sono quelle mie "ideali", tanto più se il prossimo anno ci sarà davvero lo sciopero. Ancora una volta noto l'enorme squilibrio tra le due Conference che rischia di diventare un fattore importante dopo una stagione di 82 partite più playoffs. L'organizzazione dei playoffs divisi per Conference è ormai superata da un punto di vista tecnico, anche se mi rendo conto che per ragioni commerciali e logistiche non sarà mai abbandonata. Previsioni per noi non ne faccio, siamo molto forti e se troviamo le risposte giuste alle scommesse che stiamo facendo non abbiamo limiti. L'anno scorso, un po retoricamente, avevo chiesto ai ns giocatori di dare il massimo per la maglia che indosssano e, alla fine, sono stato acconttentato. Auspico la stessa cosa anche per il campionato alle porte.
Per me sempre e solo i Celtics!!
Già, posso dire solo questo: Vive la France, viva la espana, Polska żyje, που ζουν στην Ελλάδα ecc.....
Questa notizia può essere letta anche come parziale fallimento del progetto di globalizzazione voluto da Stern, visto che voleva franchigie anche fuori dagli USA (senza considerare il Canada).
Sono sempre stato d'accordo con la riduzione delle franchigie perchè lo spettacolo ne gioverebbe tanto.
Forse ci si dimentica che quando parla lo fa come "amministratore delegato" dei 30 proprietari di franchigia, e che è quindi normale che tenda a fare il loro interesse. Poi questo interesse spesso collima con il bene dell'intero movimento professionistico, però non è detto che debba essere sempre così.
In tanti però dimentichiamo che se l'NBA si è vista così tanto negli ultimi anni e che se il mondo NBA e quello FIBA si sono incontrati il merito è di questo signore, perchè prima che lui arrivasse le Finali NBA in America venivano trasmesse in differita.
Insomma, il progetto globalizzatore di Stern ha funzionato eccome, ma se a volte il mercato si contrae e lui reagisce in modo adeguato a "preservare il prodotto NBA", questo non significa che abbia fallito.
E ve lo dice uno che ha ben presente la storia NBA e l'operato dei "Commish" precedenti: da Maurice Podoloff a Larry O'Brien, passando per Walter Kennedy, nessuno aveva mai fatto tanto quanto Stern.
Condivido Fabio infatti ho parlato di parziale fallimento di Stern.
Parziale perchè lui non ha mai nascosto il sogno di avere franchigie al di fuori dell'oceano e quando dice di ridurre la NBA di 3/4 unità dimostra che quel progetto è fallito.
Per il resto tanto di cappello a Stern per tutto quello che ha fatto per la NBA da quando è Commissioner.
Ora pensiamo ai Knicks..forza Celtics!!!
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