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Seconda puntata del nostro viaggio tra le varie Division della Lega. Tocca oggi alla Central Division composta da: Chicago Bulls, Cleveland Cavaliers, Detroit Pistons, Indiana Pacers e Milwaukee Bucks. La Division perde il suo giocatore migliore Lebron James che, come tutti sanno, ha scelto di abbandonare Cleveland per passare alla piu' soleggiata Miami. Solo questo potrebbe essere gia' abbastanza per pronosticare un nuovo team che succeda ai Cavs al comando della Division, ma come vedremo le novita' non finiscono qui.
CHICAGO BULLS
Nuovi Arrivi: Omer Asik (Fenerbahce Campionato Turco), Keith Bogans (San Antonio Spurs), Carlos Boozer (Utah Jazz), Ronnie Brewer (Memphis Grizzlies), Kyle Korver (Utah Jazz), Kurt Thomas (Milwaukee Bucks), C.J. Watson (Golden State Warriors)Protagonisti del mercato estivo dove e' arrivata la star Carlos Boozer, i Chicago Bulls sembrano essersi rinforzati in maniera oculata andando a coprire le lacune nel roster evidenziate dall'ultima season. Attorno alle colonne portanti Derrick Rose e Joakim Noah sono arrivati giocatori in grado di completare la squadra e dare il giusto contributo sia nella fase offensiva (Korver, Boozer) che in quella difensiva (Bogans, Kurt Thomas). Anche la second unit sembra all'altezza della situazione, grazie alle molte le risorse a disposizione in panchina che potranno dire la loro nei minuti a disposizione: si va dall'ala Taj Gibson al tiratore Kyle Korver passando per il playmaker di riserva C.J. Watson e la scommessa turca, il centro Omer Asik. Qualche dubbio sulla guardia che partira' in quintetto vicino a Derrick Rose: la scelta dovrebbe ricadere sull'esperto Keith Bogans o in alternativa si potrebbe puntare sull'atletismo di Ronnie Brewer. A prima vista Carlos Boozer e Yoakim Noah dovrebbero completarsi e formare una coppia senza difetti; Chicago pero' manca di un centro di peso capace di formare un duo invalicabile con Noah e dare minuti di qualita' sotto i tabelloni quando il figlio di Yannick riposera' in panchina, una sorta di assicurazione nel caso in cui la coppia titolare non fornisca tutte le garanzie richieste. Nuovo anche l'Head Coach, e' arrivato infatti l'ex Celtics Tom Thibodeau, specialista della fase difensiva che e' alla sua prima esperienza come capo allenatore nella Nba. Il roster sembra ben organizzato e Chicago potrebbe essere una delle outsider nella corsa al titolo. La stagione regolare servira' a trovare la quadratura del cerchio e a plasmare un gruppo capace di dare fastidio a tutti nella East Conference.
Quintetto Base: PG Derrick Rose SG Keith Bogans SF Luol Deng PF Carlos Boozer C Joakim Noah
Possibile giocatore rivelazione: Luol Deng
Nonostante sia gia' uno dei migliori del suo ruolo Deng quest'anno sembrava sul punto di essere scaricato dai Bulls e nelle previsioni estive non gode di molto credito tra gli addetti ai lavori. Si parla della definitiva consacrazione della giovane star Rose, di come la coppia di lunghi Boozer-Noah potrebbe essere capace di creare sconquassi nella Lega, delle varie guardie di talento arrivate alla corte di coach Thibodeau. Deng e' stato momentaneamente messo in disparte anche se a prima vista il roster dei Bulls sembra essere stato creato appositamente per esaltare le sue qualita'. Oltre a poter sfruttare ulteriormente gli assist di Rose e i blocchi di Noah, Luol Deng si trova vicino un'ala come Boozer capace di creare gli spazi adatti alle sue penetrazioni e in grado di passargli la palla con i giusti tempi. In piu' le difese avversarie potrebbero raddoppiare su Korver, quando il cecchino ex Utah sara' in campo, cosi da lasciare lo spazio sufficiente a Deng per mettere dentro tiri dalla media e dalla lunga distanza. I presupposti per una grande stagione ci sono tutti e se l'ex Duke sapra' sfruttare questa opportunita' non ci stupiremo di vederlo nell'All Star Game a Febbraio.
Obiettivo:
La qualificazione ai playoff non dovrebbe essere un problema, arrivare nei primi 4 posti della Conference e' invece il reale obiettivo dei Bulls. Nella post-season si punta a migliorare il risultato dello scorso anno dove Chicago fu buttata fuori al primo turno; la semifinale di Conference sembra il massimo obiettivo perseguibile, ma se si formera' un gruppo coeso e coach Thibodeau riuscira' a introdurre da subito un ottimo gioco difensivo, questi Bulls potrebbero essere la sorpresa ad Est e creare non pochi grattacapi anche alle squadre piu' blasonate.
CLEVELAND CAVALIERS
Nuovi arrivi: Christian Eyenga (Joventut Badalona Campionato Spagnolo), Joey Graham (Denver Nuggets), Ryan Hollins (Minnesota Timberwolves), Ramon Sessions (Minnesota Timberwolves), Samardo Samuels (rookie undrafted)"The Chosen One" e' andato via e gia' questo ridimensiona le qualita' del roster di Cleveland. Si e' costruito per anni la squadra attorno a James, assecondando di volta in volta ogni sua richiesta e ora che Lebron ha deciso di andarsene i Cavs sono rimasti in mezzo al guado, indecisi su quale sara' la strada migliore da prendere. Tra i lunghi hanno cambiato aria sia Shaquille O'Neal che Zydrunas Ilgauskas: ovvero il centro titolare e la sua prima riserva. Sotto i tabelloni Cleveland paghera' dazio con quasi tutte le altre franchigie della lega, non c'e' un centro in grado di dominare sotto canestro e anche le alternative in panchina non sembrano poter dare una grossa mano. L'unico lungo sopra la media e' Antawn Jamison, ma a 34 anni suonati l'ex Wizards ha gia' imboccato la parabola discendente della sua carriera e probabilmente non avra' la forza di caricarsi il team sopra le spalle. Molti dubbi su chi potrebbe far coppia con lui nel quintetto: l'unico vero centro di ruolo e' il nuovo acquisto Ryan Hollins ma alla fine si dovrebbe puntare sul brasiliano Anderson Varejao, che forse e' il solo in grado di coprire le lacune difensive di Jamison. Anche nel reparto dei piccoli i dubbi sono all'ordine del giorno, non e' stato preso un degno sostituto di James e non c'e' un leader in grado di mettere molti punti e avere la palla in mano nei momenti decisivi. Improbo il compito di Coach Byron Scott: i Cavs sembrano all'inizio della rifondazione e si dovra' cercare di "pesare" i giovani a disposizione e mettere i primi mattoni nella ricostruzione della squadra.
Quintetto Base: PG Mo Williams SG Anthony Parker SF Jamario Moon PF Antawn Jamison C Anderson Varejao
Possibile giocatore rivelazione : J.J. Hickson
In questi derelitti Cavs il giovane uscito da North Carolina State dovrebbe trovare i minuti necessari per mettere in mostra il suo atletismo e compiere il definitivo salto di qualita' cosi da diventare un protagonista della Lega. Potrebbe essere facilitato dalla cessione di Jamison (molto probabile da Dicembre in avanti), necessaria per iniziare quella rifondazione che Cleveland dovrebbe iniziare nel corso dell'anno. E' uno dei pochi giocatori su cui la dirigenza dei Cavs punta veramente per il dopo James, le qualita' per diventare un punto di riferimento per la franchigia ci sono tutte, dovra' migliorare la sua presenza a rimbalzo e l'intensita' difensiva per poter entrare stabilmente nel quintetto base e completare la sua crescita.
Obiettivo:
Ricostruzione senza ombra di dubbio. Via nel corso dell'anno i contratti pesanti (Jamison e forse Mo Williams), si cerchera' di non arrivare all'ultimo posto e vincere piu' partite possibili. Con un occhio al draft 2011 dove i Cavs sperano sicuramente in una scelta tra le prime per dare un seguito alla rifondazione della squadra.
DETROIT PISTONS
Nuovi Arrivi: Tracy McGrady (New York Knicks), Greg Monroe (rookie pick 7 draft), Terrico White (rookie pick 36 draft)
In un gruppo gia' collaudato, che pero' ha deluso lo scorso anno anche per via dei molti infortuni, sono state aggiunte solamente le due scelte del draft e il veterano Tracy McGrady. Si punta sulla voglia di riscatto dei veterani Hamilton, Prince e Wallace e sulla tanta qualita' a disposizione nei ruoli di guardia e ala piccola. Reparto sovraffollato e pieno di talento quello delle guardie: Tayshaun Prince, Rip Hamilton, Tracy McGrady, Ben Gordon, Will Bynum e Rodney Stuckey garantiscono punti, atletismo e presenza difensiva. Dubbi sullo spazio che riuscira' a trovare il sophomore Austin Daye, il ragazzo sembra avere le qualita' per prendersi il posto in quintetto nel futuro, ma con un reparto cosi affollato potrebbe avere non poche difficolta' nel trovare da subito il giusto spazio. La coperta risulta invece corta per quel che riguarda il reparto dei lunghi. E' stato confermato il veterano Ben Wallace (36 primavere alle spalle) per far da chioccia al rookie Greg Monroe, giovane di ottime prospettive. Insieme a loro l'ala Charlie Villanueva, a cui si chiede una stagione di alto livello dopo le prestazioni mediocri dell'anno passato. Chiudono il reparto le riserve Jason Maxiell e Jonas Jerebko (ex Biella), forse poca cosa rispetto alle altre squadre che puntano ad un accesso ai playoff. Coach John Kuester dovra' trovare l'amalgama giusta in un gruppo che sembra avere molti primi violini nel reparto delle guardie ma che rischia di essere "corto" in quello dei lunghi. Il suo compito sara' ben piu' facile se quest'anno gli infortuni lasceranno stare i Pistons e ci si dimentichera' dell'ultima deludente stagione, remando tutti insieme verso l'obiettivo playoff .Quintetto Base: PG Rodney Stuckey SG Richard Hamilton SF Tayshaun Prince PF Charlie Villanueva C Greg Monroe
Possibile giocatore rivelazione: Greg Monroe
Settima scelta dell'ultimo draft, il centro uscito da Georgetown ha ben impressionato nella Summer League. Le sue statistiche hanno parlato chiaro: 14.6 punti (con il 52% al tiro) e 8 rimbalzi di media a partita sono cifre che non si inventano e, seppur si parla sempre di basket estivo, sembrano aver convinto la dirigenza dei Pistons sul valore assoluto del ragazzo. Monroe e' un centro atletico capace di far valere il suo ottimo fisico a rimbalzo e in difesa, ma anche di trovare la via del canestro con facilita'. La poca concorrenza nel roster dei Pistons e la possibilita' di allenarsi e giocare al fianco di uno specialista difensivo come Ben Wallace, dovrebbero rendere l'adattamento al piano superiore veloce e indolore. Le qualita' ci sono tutte, le possibilita' di farle esplodere anche, la palla passa a Monroe che dovra' mettercela tutta per non sprecare questa ottima occasione.
Obiettivo
E' nostra convinzione che i Detroit Pistons rientreranno nella lotta per la qualificazione ai playoff nella East Conference. Squadra piena di esperienza e con buoni giovani dal sicuro avvenire, potranno dire la loro a ridosso delle prime posizioni. L'incognita infortuni pesa come un macigno e forse l'idea di aggiungere al roster il Tracy McGrady sempre infortunato degli ultimi anni non e' stata proprio un colpo di genio. A meta' stagione la dirigenza dei Pistons sara' obbligata a fare i giusti ragionamenti: se l'obiettivo playoff sara' percorribile la squadra rimarra' pressoche' la stessa, in caso contrario potrebbe iniziare un piccolo smantellamento partendo dai contratti piu' pesanti (Prince e Hamilton i maggiori indiziati).
INDIANA PACERS
Nuovi arrivi: Darren Collison (New Orleans Hornets), Paul George (rookie pick 10 draft), James Posey (New Orleans Hornets), Magnum Rolle (rookie pick 51 draft unsigned), Lance Stephenson (rookie pick 40 draft)Cartello dei "lavori in corso" per i Pacers di coach Jim O'Brien. Il roster e' giovane e interessante anche se resta da stabilire il futuro di TJ Ford e Danny Granger. Ford sembra aver perso il ruolo di playmaker titolare per mano del nuovo arrivo, il sophomore Darren Collison; Granger invece e' finito ufficialmente sul mercato creando non poche polemiche tra i tifosi dei Pacers. La sensazione e' che almeno inizialmente entrambi rimarranno ad Indiana: Ford per mancanza di alternativa valide, Granger perche' si muovera' dai Pacers solamente per arrivare ad un Big e al momento non sembra esserci sul mercato nessun giocatore piu' forte dell'ala uscita da New Mexico (a parte Carmelo Anthony per niente interessato pero' da un approdo ad Indiana). Sembra una squadra completa, giovane e competitiva, giocatori complementari sia nei piccoli che nei lunghi. Nel reparto delle guardie infatti si potra' contare sull'ottimo tiratore Mike Dunleavy, sulla forza straripante di Danny Granger, sull'estro del rookie Lance Stephenson, sui cambi di ritmo garantiti da TJ Ford e Darren Collison e infine sulla capacita' di attaccare il canestro dell'ex Duke Dahntay Jones. In piu' la panchina potra' contare anche su James Posey, a cui si chiede di tornare il giocatore completo e decisivo di qualche anno fa,e sul rookie Paul George, scelta numero 10 dell'ultimo draft. Singolare il momento che sta vivendo Paul George, pur essendo stata la prima scelta dei Pacers all'ultimo draft le attenzioni dei media sono rivolte tutte sull'altro rookie Lance Stephenson. Se l'ala uscita da Fresno State confermera' quanto di buono fatto vedere al College (e anche nella Summer League), siamo sicuri che riuscira' in breve tempo a far parlare del suo talento. Sotto i tabelloni la coppia titolare dovrebbe essere formata da Roy Hibbert e Tyler Hansbrough, ovviamente non un duo di primo livello, ma la speranza dei Pacers, sopratutto per Hansbrough che ha saltato gran parte della stagione passata a causa di un infortunio, e' che riescano a trovare subito l'intesa necessaria a migliorare il proprio gioco. La panchina appare pero' abbastanza sguarnita nel reparto dei lunghi: oltre al veterano Jeff Foster troviamo infatti solamente Solomon Jones e Josh McRoberts. Sembra davvero poca cosa e probabilmente coach O'Brien sara' costretto spesso ad un quintetto "piccolo" facendo giocare spesso da 4 Dunleavy o Posey.
Quintetto Base: PG Darren Collison SG Lance Stephenson SF Danny Granger PF Tyler Hansbrough C Roy Hibbert
Possibile giocatore rivelazione: Darren Collison
Ottima la prima stagione nella Nba giocata ai New Orleans Hornets, dove, anche grazie all'infortunio patito dal titolare Chris Paul, e' riuscito a mettere in mostra tutte le sue qualita' di playmaker in grado di cambiare ritmo quando necessario e attaccare il canestro con rapidita'. E' evidente che il ruolo di backup di Paul gli stava stresso e per questo motivo la scelta di Indiana sembra la migliore per poter confermare il suo talento. E' chiamato a guidare una buona squadra che potra' esaltare grazie alla sua velocita' e alla sua capacita' di sfornare assist al momento opportuno. Molte responsabilita' per un ragazzo appena 22enne, ma se le affrontera con la sfrontatezza con cui ha sostituito Paul l'anno scorso, non dovrebbe aver problemi a innalzare il suo gioco ad un livello superiore.
Obiettivo:
Vale per Indiana lo stesso discorso fatto poco sopra per Detroit: la squadra lottera' per la qualificazione ai playoff. L'obiettivo e' proprio quello di tornare a giocare la post season. Se i nuovi innesti si concentreranno sul basket lasciando alle spalle i problemi con la giustizia (Stephenson) o torneranno a giocare come 3 o 4 anni fa (Posey), Indiana potrebbe essere una delle sorprese della Conference e lottare fino all'ultimo per un posto in Paradiso.
MILWAUKEE BUCKS
Nuovi Arrivi: Jon Brockman (Sacramento Kings), Keyon Dooling (New Jersey Nets), Chris Douglas-Roberts (New Jersey Nets), Drew Gooden (Los Angeles Clippers), Corey Maggette (Golden State Warriors), Larry Sanders (rookie pick 15 draft), Tiny Gallon (rookie pick 47 draft unsigned), Darington Hobson (rookie pick 37 draft unsigned), Earl Boykins (Washington Wizards)Squadra rivelazione della scorsa stagione i Bucks partono quest'anno puntando ancora sul talento e l'esplosivita' del loro giovane playmaker Brandon Jennings. il 20enne ex Lottomatica Roma e' chiamato a confermare quanto di buono fatto nel suo primo anno nella Lega. Attorno a lui e' stata costruita una squadra capace di assecondare la sua velocita' e correre in contropiede quando necessario. Si punta anche sul recupero degli infortunati Michael Redd e Andrew Bogut: le due stelle devono riscattare una stagione che li ha visti fermi ai box nei momenti decisivi. Qualche dubbio sulla scelta di portare a Milwaukee anche il 30enne Corey Maggette, l'ala uscita da Duke trovera' molta concorrenza nel suo reparto. Il roster puo' contare infatti oltre che sul gia' citato Michael Redd, anche sull'ottimo tiratore argentino Carlos Delfino, sul confermato John Salmons, sul sophomore Luc Mbah a Moute, sul giovane nuovo arrivo Chris Douglas-Roberts e sull'ex Kings Jon Brockman. Dubbi per quel che riguarda la convivenza tra Maggette e Salmons, i due sembrano avere caratteristiche molti simili e potrebbero finire per togliersi spazio a vicenda. Sotto i tabelloni Bogut dovrebbe far coppia in quintetto con il giovane turco Ersan Ilyasova, vera e propria sorpresa della scorsa stagione. Importante l'apporto che Drew Gooden riuscira' a dare partendo dalla panchina, se l'ala grande uscita da Kansas riuscisse a diventare decisivo in uscita dal "pino" i Bucks si ritroverebbe un roster completo in ogni reparto e in grado di poter far male a qualsiasi squadra. Completa il reparto dei lunghi il rookie Larry Sanders, scelto con la pick numero 15 nell'ultimo draft dopo un'ottima stagione da junior (14.4 punti e 9.1 rimbalzi di media a partita) nel college di Virginia Commonwealth. Coach Scott Skiles ha a disposizione un team in grado di migliorare gli ottimi risultati della scorsa season e puntare con decisione ad entrare nei primi cinque posti della Conference.
Quintetto Base: PG Brandon Jennings SG Michael Redd SF Corey Maggette PF Ersan Ilyasova C Andrew Bogut
Possibile giocatore rivelazione: Carlos Delfino
Si proprio lui, l'argentino visto anche in Italia ad inizio carriera (Viola Reggio Calabria e Fortitudo Bologna). Tornato in Nba l'anno scorso per completare il roster dei Bucks dopo l'esperienza in Europa al Chimki, Delfino si e' ritrovato spesso e volentieri in quintetto per colpa dell'infortunio patito da Michael Redd ed ha convinto anche il piu' scettico dei tifosi grazie alla sua presenza in difesa e all'ottima percentuale nel tiro da tre punti (38%). Ora probabilmente partira' dalla panchina ma se confermera' le qualita' mostrate nell'ultima season potrebbe diventare un vero e proprio "crack" capace di dare la spinta decisiva alla squadra pur non partendo in quintetto.
Obiettivo:
Entrare nei primi 5 posti della Conference in stagione regolare e affrontare i playoff con la stessa sfrontatezza mostrata lo scorso anno, questi sono gli obiettivi dei Milwaukee Bucks. In piu' far crescere i molti giovani talenti a disposizione (Jennings, Mbah a Moute, Sanders, Ilyasova, Douglas-Roberts) e formare un gruppo in grado con i giusti innesti di competere per l'anello nei prossimi anni.
PREVISIONE CLASSIFICA FINALE CENTRAL DIVISION:
1) Chicago Bulls
2) Milwaukee Bucks
3) Indiana Pacers
4) Detroit Pistons
5) Cleveland Cavs





Commenti
La possibile sorpresa negativa potrebbero essere i Bucks, non sono ancora convinto di Jennings e senza Redd a posto non sarà facile ripetere l'annata 2010 anche perchè lui, Salmons e Maggette mi sembrano simili.
Credo, invece, nel lavoro di Indiana, ma devono tenere Granger perchè senza stelle non si va lontano, mentre non mi piacciono i Pistons, nei quali TMac c'entra poco in un reparto già affollato da Hamilton, Prince e Gordon, a chi vorrebbe levare minuti?
Spero, infine, che Mo Williams non venga ceduto dai Cavs, una stagione da 25W gli farebbe bene, così impara a rispettare gli avversari e la prossima volta prima di fare balletti e foto ci penserà meglio.
credo che siano in difficoltà solo coi lunghi, ok jamison ha 34 anni, ma una stagione come quella dell'anno scorso, (non ottimale) la puo fare, si parla di 15 punti per partita e 7 rimbalzi, per carità, no un ottimo giocatore ma non credo la sua media si abbassi cosi di colpo.. varejao è sempre un punto interrogativo.. ogni tanto ti gioca bene, ogni tanto è il peggiore in campo, vedi la partita del brasile con la serbia, che mi sono visto, perchè non ne facevano altre serie, ridendo per come giocava.. un disastro.. poi l'incognita J.J.Hickson, un prospetto molto importante, ah si.. e nessuno parla di Moon? se non sbaglio poteva essere coinvolto in una trade che lo portava da noi.. allora saremo stati contenti.. credo di piu che con delonte west.. per me la classifica sarà
Bulls
Bucks
Cavs
Pacers
Pistons
Io credo che i Cavs sono un incognita perchè per la prima volta da 7 anni li vedremo senza tuttofare James e capiremo realmente quale è il livello di questi giocatori senza l'aiuto di LeBron.
Consideriamo anche che l'Est è ancora più difficile della scorsa stagione e i conti potrebbero essere già fatti a dicembre.
Staremo a vedere ma senza James non credo andranno oltre le 25 W stagionali.
Restando alla Central Division anch'io punterei una modesta cifra per scommettere sui Bulls come vincitori ed anche come "mina vagante" nell'Est.
- I Bulls non mi convincono del tutto: auguri a Tibo ma come head coach è la prima incognita; rinnovo gli auguri per imbastire una difesa che comprenda Boozer; attacco niente male con Boozer, Rose e Deng ma non so se sarà sufficiente ad impensierire noi, Orlando e Miami per giocarsi la finale ad Est, in ogni caso sono i legittimi pretendenti alla "medaglia di legno".
- I Bucks mi convincono ancora meno dei Bulls perchè ripetersi è più difficile che fare un'ottima annata come quella appena passata; anche il coach è di quelli "a breve scadenza" ovvero bravissimi a far rendere la squadra nel primo anno, poi iniziano le magagne; Bogut e Redd sarebbero le stelle e sono infortunati, Magette, pur avendone le qualità, non ha mai fatto la differenza e Jennings è tuttosommato limitato, tantè che nelle seconda parte di RS gli avversari gli hanno "preso la targa" e lo hanno limitato molto. Lotteranno per il 6-7-8 posto ai PO ma non è detto che ce la facciano senza recuperare gli infortunati.
- Indiana ha una stella (Granger) ma la mette sul mercato... Tutti gli altri, chi più chi meno, son mestieranti e francamente non credo che andranno ai PO.
- Detroit con ogni probabilità in primavera smobilita anche perchè - permettetemi - è stata assemblata veramente con i piedi: troppi doppioni, nessun leader, veterani imbolsiti e non più motivati. Niente PO.
- Cavs: mi aspetto una reazione d'orgoglio degli ex Lebroners ma non so quanto durerà ed in ogni caso non basterà ad arrivare ai PO
Citazione Shamrock:
Concordo in pieno con i complimenti a Giancleto ma esprimo i miei dubbi su quante raggiungeranno il 50% di W: un paio nell'Atlantic e nella Central più tre nella Southeast, forse un'ottava che faccia da sorpresa (NY?) ma a nove non ci arrivo e se mi parli di "più di una" dovrebbero essere almeno dieci
I Cavs, sono una squadra moolto modesta, con diversi scontenti strapagati (Mo Williams, Jamison), senza una parvenza di leader. Onestamente situazione agghiacciante, credo che superare le 20 W, è l'unica parvenza di obbiettivo che ci si può inventare, per una piazza che è facile immaginare sarà in pieno rigetto dell'NBA, e non dimentichiamoci che se nel 2003 non pescano LeBron i cavs sarebbero con ogni probabilità stati rilocati, ipotesi che temo tornerà di attualità in tempi brevi.
Pistons . Non vedo a roster un giovane in grado di prendere in mano la situazione, e invece vedo diversi veterani pronti alla fuga. C'è qualche buon giovane e poco altro, i contratti assurdi rifilati a Villanueva e Gordon la scorsa stagione sono già evidenziati da tutti come contratti da cui stare alla larga. Vediamo Monroe, che ha tanto talento, ma è un po soft, e soprattutto non è un centro ma un 4 vecchia maniera, che ha un buon tiro e passa la palla divinamente. Serve non sciuparlo da centro solo perchè ha i cm per farlo.
Bulls : Benino nulla di più, Boozer non mi piace, è un difensore orrendo, ma accanto a Noah potrebbe starci, ma la stagione dei Bulls, passa per i progressi di Rose in primis, e per un tentativo concreto di rilancio di Luol Deng (uno per cui giova ricordare fu detto di no a Kobe nel 2007). Per i playoff credo che Boston, Orlando e Miami saranno fuori portata, però in Regoular season potrebbero far bene intorno alle 50 W, e lottarsi con Atlanta i 4° posto ad est.
Bucks : Sono anni che dico che il loro programma non mi convince perchè non ha ne capo ne coda, e continuo a crederlo. Se ne facciamo un discorso di talento una delle peggiori squadre della lega, serve che Jenning si confermi e non sarà facile, e che Bogut ritorni ai livelli pre infortunio. Per me non fanno i PO.
Indiana : progetto che mi piace da pazzi, alle voci di cessione di granger penso che non ci creda più nessuno, hanno preso il play che mancava con Collison, hanno il rookie George che promette bene, Hibbert nell'anno decisivo che potrebbe diventare un lugno che fa la differenza e tanti altri giovani pronti al salto di qualità. Non mi convince molto il coach, ma me li gioco nelle 8 che faranno i playoff.
- brutto infortunio a chase budinger, distorsione alla caviglia che lo terra' lontano dal parquet per almeno 1 mese
- dee brown ex avellino fara' il training camp con i mavericks e sembra vicino a firmare un contratto non garantito per 1 anno
- anthony al momento rimane a denver, non sembra prossima la trade con i knicks unici veri pretendenti a melo
- portland vuole chandler dai knicks in cambio di fernandez, si puo' fare... considerazione mia non so quanto convenga questo scambio a new york...
I Nets hanno tagliato Sean May, di per sè non una grande notizia se non fosse che il di lui padre (Scott) è un mito della mia gioventù per quanto ha fatto vedere sul campo dell'allora Berloni di Torino.
- gli Hornets firmano Mustafa Shakur guardia di 26 anni lo scorso anno in NBDL ai Tulsa 66ers, visto qualche anno fa in Europa al Prokom e al Tau Vitoria.
- Nick Van Exel e' il nuovo assistent coach degli Atlanta Hawks
- Golden State firma Rodney Carney lo scorso anno ai Philadelphia 76ers (12.6 minuti in campo, 4.7 punti e 2 rimbalzi di media a partita)
- Marco Belinelli ha dichiarato che si trova ai New Orleans Hornets per vincere... cosa non si sa...
Forse vuole vincere la lotta al posto da titolare?
GRANDE! Dopo Lazarus Sims di Syracuse è stato la mia point guard di riferimento a livello collegiale per stile di gioco...
tifo per lui!
Intanto Matt Barnes fa capire di essere pronto a seguire la scia tracciata dal suo capitano anni addietro e anche lui potrebbe approfittare dì una trasferta a Sacramento per un bel processino
http://sports.espn.go.com/los-angeles/nba/news/story?id=5549456
Ecco spiegato il motivo per il quale Barnes ha preferito giocare a l.a. anzichè a Boston, la sede processuale è molto più vicina e comoda da raggiungere!
L'associazione giocatori, ha semplicemente ribadito che non accetterà nessun decurtamento alle cifre attuali, affermando che le perdite evidenziate, non dipendono dal monte salari, ma dal fatto che molte Arene rimangono vuote, e che i diritti TV sono letteralmente stati svenduti a cifre irrisorie dal 2005 in poi.
In mezzo altri dettagli, sembrava esserci un sostanziale accordo sull'innalzamento dell'età minima per entrare al draft di 20 anni, ma l'associazione giocatori avrebbe fatto un clamoroso dietro front, invocando addirittura il ritorno ai 18 anni, andando a scomodare le leggi sul lavoro che permettono anche ai minorenni di potersi muovere liberamente nel mercato del lavoro. Questo sarebbe un altro nodo cruciale, perchè Stern avrebbe speso la sua parola con i vertici dell'NCAA, sull'innalzamento dell'età minima per entrare al draft.
Le parti sembrano al momento inconciliabili, tant'è che i giocatori stanno invitando tutti a seguire il Twitter della Nbpa, e c'è pure la concreta minaccia che se si va al lockout, i giocatori NBA non si rendano disponibili per le Olimpiadi di Londra del 2012.
Ma non è finita qui, perchè lo sport USA rischia il collasso nel 2011, visto che anche nella NFL c'è una situazione del tutto analoga e anche li il lockout è dato per molto probabile.
Citazione:
Mi interesserebbe pero capire il motivo di questa decisione!!!
Qualcuno ne sa qualcosa???
Azz...
Motivi personali? Non vedo un motivo tecnico valido per cui debba lasciare. Personalmente giudico la sua assenza più importante di quella di Thibodeau (che è stato sostituito molto bene). Adesso chi spiega ad Erden come stare in campo? Tendo ad escludere la presenza di diatribe tra i nuovi arrivati e Clifford Ray. Non penso che Frank sia "troppo ingombrante". Boh mistero da chiarire
Quindi prepariamoci allo sciopero...
Se sciopero sarà allora i giocatori non verranno pagati (corretto? o magari ci sono dei minimi "sindacali") e gli esborsi ridotti sulla base delle partite giocate (o qualcosa del genere). Se il nuovo contratto decorrerà (con pieno effetto) a partire dalla stagione 2012-13 ed ovviamente i contratti firmati con il vecchio accordo avranno piena efficacia, i Celtics avranno a libro paga Rondo e Pierce (con quest'ultimo un non garantito l'anno successivo) e saranno ben sotto il cap, anche qualora fosse di soli 40/mln. Direi mica male come condizione in quanto tutti i free agents di valore potranno essere firmati da quelle - immagino pochissime - squadre che sono sotto il cap, come appunto i Celtics. Viceversa le squadre già sopra il cap (i kers ad esempio hanno salari per 68/mln!) se gli tolgono anche la MLE potranno firmare solo veterani e scelte.
Di sicuro la situazione dovrà essere chiarita e questo scenario iniziale si stravolgerà però bisogna anche dire che i Celtics sono in "pole position" per quanto riguarda la flessibilità salariale sul nuovo contratto
Quindi Leo uno come Big Baby che ha il contratto in scadenza il prossimo giugno con buona probabilità starà "al palo" per tutto il tempo della negoziazione contrattuale e poi dovrà firmare con le nuove regole? Se è così c'è il serio rischio che qualcuno tipo il Chandler o il Butler di Dallas che prendono rispettivamente 12,7 e 10,5/mln stiano senza stipendio, firmino per molto meno della metà e lo percepiscano "pro-rata" per la stagione dello sciopero.
Resta irrisolto il problema maggiore: ma noi, di cosa parleremo per tutto quel tempo?
In caso di lockout i giocatori non giocandono non vengono pagati. La differenza sostanziale tra chi è sotto contratto e chi non lo è, sta nel fatto che i contratti già firmati rimarranno in essere fino alla loro naturale scadenza nei parametri attuali, mentre quelli che saranno firmati con il nuovo CBA saranno presumibilmente siglati con parametri molto meno onerosi in termini di milioni di verdoni, questo è almeno quello che vuole l'NBA.
Comunque come dice Michele più che di sciopero bisogna parlare di serrata dei proprietari.
Sono un esperto di diritto del lavoro degli Stati Uniti quanto di progettazione di navi spaziali per galassie lontane (e anche di molte altre questioni, se è per questo), però mi sfugge il motivo per il quale se decido io di non giocare la stagione, poi non pago i giocatori.
Ciò detto, prima di tutto mi pare l'ennesima ragione per ritenere che la prossima sia l'ultima occasione di questo gruppo, inoltre, se la questione non si chiarisse nei prossimi mesi e se ci fosse la forte possibilità di risparmiare l'intero monte salari della stagione successiva, perchè non sperare che la proprietà a febbraio voglia fare una pazzia su un contratto in scadenza o qualcosa di simile?
Al limite è anche improprio dire che la “serrata” è dei proprietari come fa Leo: per ballare bisogna essere in due, e se non si trova un accordo non è “colpa” di una delle parti, in quanto – giustamente – secondo la legge della domanda e dell’offerta sia i proprietari che gli atleti cercano di ottenere condizioni vantaggiose.
Per una semplice legge matematica, se l’NBA vuole il 55% delle “revenues” o introiti ed anche l’NBPA vuole il 55%, l’accordo non si troverà e ci sarà il “lockout”. “Colpa” degli atleti? “Colpa” dei proprietari? Per me colpa di nessuno, ma i normali “giochi” tra proprietà e sindacati alla ricerca di qualcosa di più.
Dall’ultimo “lockout”, però, entrambi le parti sono uscite con le ossa rotte in termini di perdita di denaro e di prestigio, e siccome – senza eccezioni – si parla di miliardari sia tra gli atleti che tra i proprietari, eviterei di dire “poverini” o “esagerati” si adegli uni che degli altri.
Lungi da me difendere giocatori e/o proprietari che guadagnano in un giorno quanto io in un anno, però chi è per primo che non fa partire la stagione i giocatori che si rifiutano di scendere in campo, oppure i proprietari che non aprono i palazzetti?
E allora se i giocatori non vogliono giocare per difendere i loro diritti, posso capire i proprietari che non pagano perchè quelli non adempiono i loro obblighi contrattuali che li prevedono in maglietta e calzoncini, altrimenti se la NBA e Stern non fanno partire la stagione per loro scelta strategica, chi è l'inadempiente?
Beccati sta "lectio magistralis" sul diritto del lavoro negli USA: gli imprenditori fanno ciò che gli pare! In pratica è così veramente ed un fatto come quello di Pomigliano è impossibile che accada.
Peraltro qui si parla di lavoro non subordinato (per metterla all'italiana) per cui si entra nella sfera delle prestazioni professionali che è normata dal celeberrimo contratto collettivo.
Di per sè non so che c'è scritto ma immagino che quando scade il contratto:
- i contratti già siglati sulla base di quell'accordo sono rati e validi indipendentemente dalla scadenza ma se una delle parti sceglie di non adempiere (=i giocatori fanno sciopero) l'altra ha il diritto di non adempiere a sua volta (=non li paga);
- i contratti scaduti sono, appunto, scaduti per cui nessuno dei 2 deve fare nulla. Se vuoi un nuovo contratto dobbiamo siglarlo nell'ambito delle regole che sono oggetto di discussione (presumo molto animata);
- chi non ha mai avuto un contratto (rookies) dovrà necessariamente farlo con le nuove regole.
Non ti nascondo che mi piacerebbe avere il tempo di analizzare la questione sotto il profilo economico-finanziario e valutare "le opportunità" ovvero avere a disposizione l'analisi dei "costi fissi" delle aziende del basket e capire fino a quanto i proprietari possono tirare la corda (se ho 10/mln anno di costi fissi e posso attingere a mezzi propri/di terzi nell'ordine di 50/mln senza problemi posso, per assurdo, rimanere fermo per 5 anni prima di scendere a compromessi). Certo bisogna fare delle distinzioni perchè non tutte le squadre hanno le stesse potenzialità (Lakers, Knicks, Boston stessa sono sicuramente diverse da New Horleans) per credo che, mediamente, queste siano oggi molto più solide rispetto all'ultimo lockout ed infatti le pretese salgono...
Poi magari ci sono dei correttivi già previsti nel contratto scaduto in caso di mancato rinnovo (ad es. riconoscimento di un minimo salariale a coloro che scioperano ed hanno un contratto valido o un minimo di "indennità di disoccupazione" per coloro che invece sono senza contratto perchè scaduto al 30/06/11) ma l'impianto dovrebbe essere quello.
La butto lì 50 e 50 tra il giocare o no la stagione 2011-12.
accidenti! questa si che è una brutta notizia. non ne sapevo niente, nè sapevo di rumors al riguardo. qualcuno ha qualche notizia in più?
ricordiamoci che tutti quelli che sono passati sotto di lui (a parte qualche caso umano come il dottor serpente, al secolo m. moore) con un pò di talento e tanta voglia di sbattersi sono stati trasformati in giocatori coi fiocchi, magari di ruolo, ma giocatori da "pride" celtico. davvero grave perdita!
Se davvero fosse finito il suo rapporto, un Parish come sostituto andrebbe bene?
-i Bulls nominano gli assistant coach di Thibodeau: Ron Adams,Andy Greer, Rick Brunson (da giocatore nei Celtics nel 2001) e Adrian Griffin (ex giocatore dei Celtics dal 1999 al 2001 ma anche Roseto prima)
- Joe Smith firma per i Nets
- Francisco Elson vicinissimo alla firma con gli Utah Jazz
- I Bucks firmano Tiny Gallon scelto con la pick numero 47 all'ultimo draft
- Espn scrive che e' vicino il rinnovo con i Bulls per Noah
- Il Gallo e' convinto: non esiste nessuna trattiva per mandarlo a Denver, lui rimarra' a New York per molto tempo (guarda se domani lo cedono....)
speriamo.sarebbe una brutta perdita per noi.
Il trucco del Collective Bargaining Agreement è proprio quello, cioè stabilire quale sia la quota di introiti da destinare ai giocatori e quale da destinare ai proprietari, ed il solo fatto che i giocatori percepiscano più degli imprenditori ci dice che non è che gli “owner” abbiano il coltello dalla parte del manico.
Il CBA è un accordo tra le parti che evita le leggi antitrust: se non fossero parti organiche di un accordo collettivo il tetto salariale, il draft, le regole sull’età delle matricole eccetera violerebbero il “Sherman Act”, forse la più antica legge anti-monopolio al mondo.
E comunque va sottolineato che si parla sempre di due parti estremamente ricche: atleti e proprietari non sono propriamente persone che da uno sciopero rischierebbero di non poter mettere pane in tavola alla loro famiglia.
Io, al contrario di quanto pensate voi, sono invece convinto che ci saranno minacce di catastrofe e "navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione", ma poi alla fine pur di salvare i lauti guadagni le parti troveranno un accordo e si giocherà regolarmente.
Penso che tu abbia perfettamente ragione , soprattutto quando dici che secondo te ci sara tanto baccano ma alla fine un accordo si trovera!!!
L' NBA è un business talmente forte che di sicuro tutti giocano sul fatto che nessuna delle parti ha realmente intenzione di mandare tutto in rovina!!!
Sembra strano ma per me è per questo che tutti fanno il muso duro!!!
Certo poi di sicuro qualcosa cambiera e noi come gia detto da altri saremo i numeri 1 come flessibilita salariale e allora il nostro Ainge potra dire di aver vinto un altra battaglia grazie al suo piano salariale , che sinceramente non vedo molto chiaro nella maggior parte delle squadre NBA !!!
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