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Approfondimenti
Ad inizio estate una sua permanenza a Boston non era neppure messa in previsione, e invece Marquis Daniels al termine di un mercato condizionato dalla necessità di aggiungere chili e cm sotto le plance per coprire l'infortunio di Kendrick Perkins e il ritiro di Rasheed Wallace, si ritrova ad essere il primo cambio del due Pierce / Allen, chiamato quindi ad una seconda chance in magliabiancoverde, in cui però non può sbagliare.
La prima stagione in biancoverde di Marquis Antwane Daniels, si può tranquillamente archiviare come molto deludente, arrivato la scorsa estate un po a sorpresa a Boston con l'eccezione biennale da 1,99 M$, dopo che in molti lo accreditavano come un possibile destinatario di un corposo pluriennale, sembrava il classico giocatore di valore, disponibile ad accettare un anno di qualità in una squadra da titolo per poi strappare un contrattone l'anno successivo, un po come era successo con James Posey due anni prima.
Però nel connubio tra Daniels e i Celtics qualcosa non ha funzionato, o meglio quasi tutto, un infortunio pesante ne ha condizionato una buona parte di stagione, ma la sensazione sia a novembre si in tarda primavera è che Marquis fosse un corpo estraneo alla squadra. Eppure le attese erano alte, da più parti l'aver portato Daniels a Boston a cifre di saldo, veniva indicata come una autentica magata da parte di Danny Ainge.
Nei suoi sei anni in NBA precedenti al suo arrivo in biancoverde, Marquis era sempre apparso come un giocatore concreto con tanto potenziale ancora inespresso. Arrivato a Dallas da undrafted nell'estate 2003, si era subito messo in mostra in una Dallas già ad alto livello che in quel draft aveva pure pescato a fine primo giro Josh Howard. Partito in sordina in quella stagione si era fatto letteralmente spazio a suon di buone prestazioni con un "crescendo Rossiniano" che lo aveva portato a due mesi finali quasi con 20 punti di media, con ben tre scollinamenti sopra i trenta punti. Grande atleta, trova il canestro con estrema facilità, nonostane un tiro dalla distanza non molto affidabile. La stagione seguente pur non riuscendo a replicare il rendimento degli ultimi due mesi di quella precedente, tra qualche alto e basso di troppo, riesce comunque a mettere insieme un buon rendimento, e soprattutto in difesa grazie al suo atletismo e alla capacità di muovere velocemente i piedi inizia ad essere apprezzato, tant'è che al termine della stagione 2004-05, Mark Cuban gli offre un ricco quadriennale.
L'anno dopo Daniels migliora ancora, 29 partenze in quintetto base, doppia cifra di punti di media. I Mavs arrivano in finale dove sembrano dover divorare Miami ed è così per quasi tre gare, poi però la truppa di Avery Johnson, va in corto circuito mentale, e crolla sotto i colpi di Dwayne Wade e del neo acquisto dei Celtics Shaquille O'Neal, ma in quella debacle Marquis Daniels è forse uno di quelli che prova a stare a galla, finendo persino per giocare come backup del playmaker.
La sconfitta di Dallas in quella finale manda in subbuglio tutto l'ambiente e Daniels viene ceduto ad Indiana in cambio di Austin Chroshere, e ad Indiana Marquis, nonostante qualche infortunio di troppo riesce ad ingranare, soprattutto nella stagione precedente all'arrivo a Boston, mette insieme numeri più che discreti oltre che un rendimento solido, tant'è che come dicevo sembrava indiziato di un bel pluriennale.
Però qualcosa si era incrinato nel rapporto con i Pacers peraltro impegnati nell'alleggerire il salary cap e quindi poco desiderosi di prendersi in carico un contratto di medio valore per un giocatore comunque di secondo piano, qualche offerta arriva ma non lo convince al punto che preferisce accasarsi ai Celtics per un solo anno, un anno che però come detto è andato in modo molto diverso dalle sue attese e da quelle dei Celtics, al punto che il divorzio sembrava naturale.
E invece con sopresa Danny Ainge lo ha rifirmato per un'altra stagione a 2,5M$, e complice la partenza di Tony Allen, Marquis si ritrova davanti tanti minuti a disposizione, visto che ragionevolmente almeno in stagione regolare Paul Pierce e Ray Allen lasceranno liberi 35-38 minuti, che per buona parte potrebbero essere suoi.
Il Marquis Daniels visto l'anno scorso a Boston, ha dato sin dall'inizio la sensazione di faticare molto ad inserirsi nei giochi offensivi dei Celtics, d'altronde non ha un tiro da fuori affidabile e gli infortuni degli ultimi anni gli hanno tolto un pizzico di brillantezza a livello atletico, d'altronde quelli della second unit generalmente si devono adeguare ai giochi creati per i titolari, e in questo Daniels è un po mancato forse anche per la poca capacità di crearsi un tiro da solo, come invece magari un Nate Robinson o anche un Tony Allen o Glen Davis erano in grado di fare.
Daniels è mancato pure a livello difensivo, io per primo da lui mi aspettavo che potesse errere un buon stopper per le grandi star che operano nei ruoli 2-3, ma in verità nei confronti diretti ha sempre sofferto oltremisura, mi ricordo che in una gara dopo l'All Star Game contro LeBron naufragò davanti al neo Heat in pochi possessi con Rivers costretto a toglierlo anzitempo. Quindi anche dal punto di vista difensivo sicuramente è chiamato ad un rendimento migliore più costante.
Ma la domanda che sorge spontanea è "Quale è il Marquis che vedremo ?" Quello brillante solido e tonico dell'ultimo anno ad Indiana, o quello apatico e remissivo dell'anno scorso in maglia Celtics ? Intorno a questo interrogativo gira un bel po della stagione dei Celtics, ma anche del suo futuro, perchè è noto che in NBA passare dalle stelle alle stalle è un percorso a volte molto veloce. E' una scommesa che sicuramente ci può stare, speriamo che Marquis riesca a cogliere l'attimo fuggente.




Commenti
Ciao a tutti
Capisco le dichiarazioni di Rivers dopo la riconferma di Daniels, non poteva certo parlar male del giocatore e decise per la diplomazia totale parlando di “stagione fortemente condizionata dall’infortunio”...ma credo che tutti ricordiamo i dubbi e lo stupore per non vedere Marquis in campo nemmeno nel garbage time. Sicuramente c’era dell’altro: problemi personali? Comportamentali? O solo difficoltà d’adattamento?
Ciò che è stato è stato. Ma quest’anno, con questo roster (a meno di altri cambiamenti), esagero troppo se dico che Daniels, a parità di prestazioni di tutti gli altri sui livelli dell’anno scorso, appare come il giocatore più importante della squadra? Come detto da Leo, Marquis è colui che sarà chiamato non solo a “reggere” il campo, ma a dare un contributo fondamentale sia in attacco che in difesa nei momenti di riposo di Pierce ed Allen. Insomma, gli si chiede di diventare “protagonista”.
Speriamo sia una piacevole sorpresa perchè invece abbiamo un dannato bisogno di certezze su questo fronte.
Birozucco, benvenuto.
Io dispiaciuto per la perdita di Tony Allen lo sono, e molto; prima di tutto perchè ci ero molto affezionato dal punto di vista "umano" (ovviamente non lo conosco ma si vive di "sensazioni" e di ciò che si legge ed intuisce) e poi perchè l'aspetto difensivo di cui parli nelle caratteristiche del gioco di Tony è proprio ciò di cui avevamo più bisogno. Sappiamo dei suoi limiti in attacco, ma che dire dei playoffs assolutamente decisivi che ha giocato difendendo su alcuni tra i migliori giocatori della lega (senza dover far nomi "sgraditi"
Confermo e quoto TA non si tocca leader assoluto in difesa, ha marcato chiunque, ma non ha avuto un buon minutaggio in gara 7. Almeno per dar fiato a PAUL e RAY che erano senza benza negli ultimi minuti della partita.
TA è andato via per sua scelta, ma dal punto di vista umano e difensivo un grandissimo, quasi al top della lega.
In attacco, lo sapevamo anche i muri che non sa leggere.... e che non la mette... quindi entra e forza a volte gli va bene 40% a volte male 60% e alcune volte a in lunetta. Fosse stato una macchina in attacco e avesse avuto il tiro da fuori sarebbe stato un crac.
TA non si discute. Good Luck TA
Detto questo, l'articolo mi sembra interessante. Anche CelticsBlog ne presentava uno simile nei giorni scorsi, a proposito di quale possa essere il Marchese della prossima stagione.
Spero non quello spento ammirato a Boston. Magari difensivamente,visto il fisico, può essere un ottimo cambio. In più sa giocare molto bene in Post, e questo può darci qualche punticino in attacco. Meno primitivo di Tony Allen, e con un fisico buono ( Nonostante la parte superiore di Tony metteva in crisi chiunque nella lega).
Vediamo, onestamente io non lo avrei rifirmato, avrei preferito scommettere su uno tipo Delonte al Minimo. Del resto la tipologia di giocatore è quella, e poi Delonte in marcatura su Ray Allen è sempre stato fantastico, averlo con noi non sarebbe stato male.
Purtroppo se da una parte il rischio è tutto incentrato sull'atleta, dall'altra sarebbe moltiplicato per le numerose personalità di Delonte.
Tony ha fatto una scelta, certo lo rimpiango per quello che ha saputo fare durante gli ultimi play off, lo rimpiango anche dal punto di vista umano sembrava davvero un bravo ragazzo che ce la mette tutta... per il resto speriamo di trovare un Daniels che non lo faccia rimpiangere troppo in campo.
In attacco seppure anche Marquis non sia dotato di un gran tiro è certamente più efficace, in difesa dovrà crescere di livello, le capacità le ha, se non gli capita un altro infortunio come purtroppo sono capitati nelle ultime stagioni ha tutte le carte in regola per fare il salto di qualità con questi Celtics.
Ora Marquis ha spazio e ne avrà tanto ed è nel contract year quindi dovrebbe avere stimoli a sufficienza per dare tutto, e serve veramente che dia tutto perchè dietro a PP e Ray serve consistenza perchè i due vanno portati freschi in primavera.
A meno di improbabili trade (Fernandez) io scommetterei su di lui fino a gennaio febbraio, testerei Avery Bradley sul campo, e poi a febbraio vedei cosa si può fare, iniziandio a sognare un certo Tayshaun Prince che sarebbe il correttivo ideale per noi a quel punto.
Daniels ha avuto una buona carriera NBA. Offensivamente e' un ottimo giocatore, naturale cambio di Pierce soprattutto per quel che riguarda il gioco dalla media. Resta un'ottima conferma a prezzi bassi per il mercato NBA.
Mi resta qualche dubbio sulla sua applicazione difensiva anche per il poco peso che si porta dietro ma offensivamente mi aspetto da lui una grande stagione.
d'accordo con te su Daniels.
Temo sia ottimistico sperare, anche vista la giovane eta' e l'infortunio, che Bradley possa contribuire gia' quest'anno. Credo che tra ora e gennaio arrivera' sicuramente un altro giocatore nel ruolo di 2-3.
Secondo me, Daniels, oltre ad essere un ottimo attaccante è potenzialmente anche un grande difensore!
Ricordo di aver notato l'anno scorso, all'inizio della RS, un'ottima attitudine nella nostra metà campo: impegno, voglia e capacità di tenere l'uomo (tutte qualità che non si "leggono" facilmente nel tabellino); niente di trascendentale eh, però come inizio mi aveva positivamente impressionato e credevo che, con il passare del tempo, sarebbe entrato facilmente nei meccanismi di squadra, con la speranza potesse diventare una preziosa arma tattica: roccioso difensore e ordinato attaccante (anche se con poco tiro da 3).
Purtroppo, in seguito all'infortunio, non solo non è entrato nei meccanismi celtici, ma non è neanche riuscito a tornare il discreto giocatore (a mio avviso) d'inizio stagione; ha subìto un'involuzione tale da uscire completamente dalle rotazioni.
Le motivazioni sono, ancora oggi, abbastanza oscure, ma sono convinto della bontà e della completezza del giocatore.
Come dice spesso Fabio a proposito del "tiretto" di Perkins, se quel movimento è in grado di farlo una volta, anche se non lo utilizza (o non riesce per circostanze varie - infortuni, fiducia) non vuol dire che non è più capace di farlo.
Ecco, penso che Daniels sia in grado di difendere egregiamente sull’uomo (2 e 3, ops Wade e Lebron), attaccare il canestro dal palleggio, giocare in post con discreti risultati, tirare dalla media con buone percentuali e all’occorrenza anche portare palla (come ai tempi di Dallas).
Citazione:Verissimo, ricordo anch'io quel disastro, ma non è un po' ingeneroso crocifiggerlo perchè è naufragato (in un momento per lui poco felice) contro il giocatore più forte della Lega?
Condivido, invece, i dubbi di Leo sulla continuità di Daniels e la necessità di un ampio minutaggio per potersi esprimere al meglio.
Il secondo (minutaggio) non sarà certamente un problema quest’anno; mentre sul primo dubbio spero, vivamente, il Marchese riesca a trovare fiducia nei suoi mezzi e possa integrarsi (da subito e non “a sprazzi”) nel sistema Celtics.
Qualora questo non avvenisse, il giocatore ha sicuramente mercato e a febbraio (insieme al contratto di Sheed, se non torna) comporrà un gustoso pacchettino-trade per GM golosi.
Miri
Secondo me Miri, "potenzialmente" Daniels in un contesto come il nostro attuale sarebbe nelle condizioni di lottare per il premio di sesto uomo dell'anno o giù di li. Il problema è passare dal "potenzialmente" alla realtà, purtroppo la stagione passata di Daniels ha lasciato troppe ombre, e pur con tutta la fiducia che gli si può concedere, molti dubbi potranno essere cancellati solo sul campo.
Sul fatto che possa anche essere un ottimo difensore sono d'accordo in fin dei conti a Dallas lo era e anche ad Indiana non fece male, la mia sensazione è che contro pezzi grossi come Wade o LeBron, vada sotto fisicamente più che tecnicamente, è leggerino e manca decisamente di forza nella parte superiore del corpo, questo poiettato in ottica playoff è la cosa che mi preoccupa di più, però prima c'è una RS dove ricostruire tutto il resto.
Quello che dici conferma ciò che ho sempre affermato di Tony Allen ossia un grande atleta, superbo difensore (grandissime le sue difese su LBJ e Kobe Bryant nei playoff) però senza uno straccio di tiro da fuori.
Con il suo atletismo è riuscito in parte a sopperire a questa carenza però è davvero un gran peccato che un giocatore come lui nella sua carriera non abbia mai avuto la forza di costruirsi un tiretto dalla media che almeno impedisse alle difese avversarie di battezzarlo puntualmente sfidandolo alla penetrazione.
Se a livello difensivo ha tanti meriti su questo aspetto la colpa ricade tutta su di lui.
A noi la sua difesa, specie nei playoff, avrebbe fatto comodo anche il prossimo anno però come sostituto di Ray o PP non era proponibile.
concordo con te Alberto... Per essere un sostituto con i fiocchi devi anche mettere qualche buon tiro e non costringere i compagni a forzare pur di non passarti la palla... in gara 7 ci e' mancato anche questo, qualcuno che uscendo dalla panchina desse fiato a pierce ed allen mettendo anche qualche buon canestro... se lo avessimo avuto nel terzo quarto saremmo riusciti a contenere l'emorralgia e forse non sarebbe finita allo stesso modo... anche perche' chi tirava la carretta di LA non era Bryant ma Gasol ed Artest quindi in quello specifico momento della partita piu' che un grande difensore ci serviva un buon attaccante (personalmente ho letto cosi i soli 5 minuti sul parquet di tony allen in gara 7)...
Poi ho rilevato come misteriosa la sua prima stagione a Boston, augurandomi di rivederlo con un'altra possibilità ed eccomi accontentato: sarà molto importante (decisivi saranno altri ....) perchè dovrà prendersi almeno 25 minuti per dare riposi importanti a Pierce e Allen, ma anche come difensore designato degli esterni avversari.
Vero, non ha tiro da treaffidabile, ma è in grado di crearsi da solo il proprio tiro, gioca bene spalle a canestro e ha i centimetri per difendere su due tipologie di avversari.
La riflessione conclusiva, però, è che se dopo averlo visto per un anno intero il nostro staff lo ha voluto tenere, mi rifiuto di pensare sia solo per mancanza di alternative migliori.
Incredibile ma vero mi trovo d'accordo con Leo
Ainge, come al solito, ha letto alla perfezione il mercato togliendosi dagli impacci firmendo JO e Daniels e poi ha aggiunto the big cherry (Shaq). Di fatto Wafer è arrivato perchè Tony ha rifiutato l'offerta fattagli (e secondo me se ne pentirà perchè vale molto di più la visibilità che ti danno 4 partite giocate bene a i Celtics in lotta per il titolo che 40 giocate nella Menphis perdente e sconclusionata).
Il roster è ben assortito e non ha punti deboli se non dettati da eventuali infortuni. Ci sono 4-5 mesi di tempo tra training camp e RS per testare il nuovo assetto della squadra ed i giocatori ed in particolare: Daniels, Wafer ed i 2 rookies. Gli altri, seppur nuovi arrivati, sono veterani che la squadra dovrà coinvolgere prendendo quanto di buono possono ancora dare alla causa (secondo me molto, soprattutto in attacco).
Prince: a prescindere dall'anagramma con esclusione col capitano è uno di quelli che mi è sempre piaciuto ed è stato decisivo nella Detroit vincente di un lustro fa. Secondo me sarebbe un ottimo innesto ed in tempi non sospetti ne avevo già fatto cenno... e se ci sono arrivato io sicuramente Ainge ci aveva già pensato! Il suo contratto è in scadenza, lui è un vincente ed ha già incassato bei soldi nella sua carriera. La sua duttilità lo rende abile a giocare in difesa sui 2-3, ruoli che può giocare anche in attacco. Se Detroit farà ancora un'annata anonima non escludo il buyout a febbraio con la solita corsa delle contender per accaparrarsene i servigi: ad est ci sono Miami (Wade e Lebron lasceranno poco spazio dietro a loro), Orlando (piuttosto coperta nel ruolo con tutte le firme che ha fatto) e Boston (che non aspetterebbe altro). Chicago mi sembra un gradino inferiore.
Neanch'io credo che la mancanza di alternative sia alla base della firma di Daniels.
Se volgiamo tornare indietro nel tempo un errore simile Ainge lo fece con la firma di Blount e credo che non sia disposto a ripeterlo...
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