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Approfondimenti
Terminata l'avventura nella Summer League 2010 di Orlando per i ragazzi di coach Ainge. Il tabellino purtroppo non sorride ai Celtics: nelle 5 partite disputate c'e' stata una sola vittoria e ben quattro sconfitte. L'osservato speciale era Luke Harangody: il ragazzo chiamato da Boston al secondo giro nell'ultimo draft non ha deluso le attese mostrando qualita' che fanno ben sperare per il futuro. I suoi numeri parlano chiaro, Luke ha avuto una media di 16.6 punti, 6.8 rimbalzi tirando con il 50% da tre punti. Se ci si aspettava comunque la sua precisione al tiro, Harangody ha stupito pero' per la voglia di lottare sotto canestro e la determinazione a giocare tutte le partite fino all'ultimo possesso, dote che e' un po' mancata ai suoi compagni estivi.
Il suo tiro risulta pulito e preciso, riesce inoltre ad allontarsi con buona velocita' dal diretto marcatore quando decide di cercare la via del canestro dalla media distanza. Inizialmente ha mostrato tutti i noti limiti in fase difensiva, ma con il passare dei minuti sul parquet, aiutato sicuramente dallo staff tecnico, e' riuscito a migliorare il suo apporto anche dall'altra parte del campo. Ancora abbastanza fermo quando c'e' da aiutare il compagno con un raddoppio difensivo, Luke dovra' continuare a lavorare con intensita' se vorra' restare a galla nel piano superiore. Rimane comunque una Summer League molto positiva dove Harangody ha dimostrato di possedere doti balistiche di primo livello, di saper lottare sotto canestro e di avere la determinazione giusta per poter allenarsi duramente e migliorare il proprio gioco.
Altro giocatore studiato con attenzione e' stato il centro turco Semih Erden, scelto dai Celtics con il pick numero 60 nel draft del 2008. Il ragazzo turco e' stato disastroso nella prima partita, dove il centro dei Thunder BJ Mullens lo ha letteralmente dominato, per poi mostrare dei segnali positivi nelle restanti 2 gare a cui ha partecipato. L'impressione finale e' pero' che Erden non sia ne' un grande difensore, ne' un buon rimbalzista, ne' un giocatore capace di dare un apporto sopra la media in fase offensiva. In difesa troppe volte e' stato superato con facilita' dal diretto avversario e spesso ha concesso rimbalzi offensivi che sono risultati decisivi sopratutto nella sconfitta in rimonta subita contro gli Indiana Pacers. Nell'altra meta' del campo, a parte qualche buon attacco dal palleggio, non e' sembrato coinvolto nel gioco dei Celtics, segnalandosi solamente per aver concluso in schiacciata un paio di contropiedi. Se prima della Summer League si avevano dei dubbi su un suo inserimento nelle rotazioni di Boston, queste tre partite non solo hanno confermato le perplessita' ma forse lo hanno allontanato definitivamente dalla conferma in maglia biancoverde. Intervenuto a difesa del suo assistito l'agente di Erden ha dichiarato che il giocatore turco e' arrivato all'appuntamento estivo fuori forma, complice un'inattivita' di oltre un mese.
Se da una parte potrebbe essere una scusa plausibile, dall'altra pero' non si capisce secondo quale criterio Semih abbia deciso di giocarsi la chance della vita in Nba senza nemmeno un allenamento negli ultimi 30 giorni. Probabilmente avra' un ultima possibilita' di convincere lo staff tecnico di Boston nella pre season di settembre, sarebbe pero' una sorpresa vederlo sedersi anche solo in panchina nella prima partita dei Celtics 2010/2011. Altro giocatore che non e' riuscito a sfruttare l'occasione avuta e' Jaycee Carroll. L'ex guardia di Teramo e Gran Canaria ha doti di realizzatore fuori dal comune ma non e' dotato pero' del fisico necessario per poter giocare da 2 nella Nba. Per questo motivo lo staff tecnico dei Celtics ha tentato di provarlo nel ruolo di playmaker nel secondo tempo della partita disputata contro gli Indiana Pacers.
L'esperimento pero' e' fallito del tutto, Carroll ha avuto enormi difficolta' nel portare la palla e ha subito il pressing dei Pacers, che ha aiutato a rientrare in partita grazie a moltissime palle parse. Sicuramente Jaycee trovera' grazie a questa summer league un buon contratto in Europa, dove le sue capacita' di tiratore sopra la media non sono passate inosservate, ma al momento la porta della Nba sembra essere chiusa per lui. Stesse porte che sembrano chiudersi anche per Oliver Lafayette e Tony Gaffney. Il playmaker ha mostrato comunque buone capacita' nel mettere in ritmo i compagni e un arresto e tiro niente male ma il suo rendimento ha avuto troppi alti e bassi. Lafayette non sembra aver convinto lo staff tecnico per avere un'altra possibilita' in maglia biancoverde dopo l'esperienza dello scorso anno, probabilmente pero' non avra' troppe difficolta' nel trovare una franchigia disposta ad ospitarlo nel proprio roster nella prossima stagione, difficile pero' che possano essere i Celtics.
L'ala uscita da Massachussetts invece ha totalmente deluso le aspettive, molto impreciso al tiro non e' riuscito neanche a dare il contributo difensivo che ci si aspettava da lui. Nelle varie partite giocate non e' mai sembrato coinvolto nel gioco dei giovani Celtics, molte volte i compagni entrati sono risultati migliori di Gaffney non facendo rimpiangere i minuti passati in panchina da Tony. Anche per lui difficilmente ci sara' nuovamente un contratto in Nba, probabile un ritorno in Europa o una chance nella D-league. Hanno invece ben figurato sia Ryan Thompson che Deshawn Sims, i quali chiamati per dare una mano alla squadra si sono messi in mostra grazie a giocate ad effetto e buone percentuali realizzative.
Ad entrambi pero' manca totalmente la presenza difensiva e non sembrano avere l'atletismo necessario per reggere l'impatto con il piano superiore. Altro giocatore che ha mostrato buone qualita' e' Matt Janning, che chiamato per completare il roster nel ruolo di secondo playmaker e' riuscito, nei pochi minuti in cui e' stato impiegato, a mettersi in evidenza grazie a buone penetrazioni in attacco e ad ottime percentuali nel tiro. Difficile pero' anche per lui prevedere un futuro a Boston. Deludente l'apporto del centro Artsiom Parakhouski, che uscito da Redford con buonissime percentuali era indicato come una delle possibili sorprese di questa Summer League.
Il bielorusso ha pero' mostrato degli evidenti limiti in fase difensiva, dove e' ricorso al fallo sistematico e non ha quasi mai aiutato in raddoppio il compagno in difficolta'. Gli altri giocatore impiegati Kravstov, Green e Wittman hanno avuto pochi minuti a disposizione ma non hanno comunque impressionato quando sono stati chiamati in causa sul parquet. Il bilancio della Summer League e' comunque abbastanza positivo, i due giocatore sotto l'occhio dello staff tecnico, Harangody ed Erden, hanno avuto i minuti necessari per mettere in luce le proprie qualita' e i propri limiti. Diversi pero' i risultati finali, se per Luke si intravede una possibilita' di far parte del progetto Celtics, per Semih invece sembra gia' prenotato un biglietto di ritorno per l'Europa.
Ora entrambi avranno comunque la possibilita' di allenarsi con i veri Celtics e li dovranno giocarsi tutte le carte a loro disposizione per convincere lo staff tecnico. Per gli altri giocatori invece e' probabile che ci sia solamente una lettera di ringraziamento per aver partecipato alla Summer League 2010 timbrata Boston Celtics. Terminata la rassegna estiva ora l'interesse dei Celtics e' rivolto al mercato dei free agent, dove e' atteso l'ultimo colpo per completare la squadra da parte di Danny Ainge.





Commenti
Speravo i due "russi" fossero meglio, ma ci abbiamo provato, magari uno di loro lo potremmo rivedere a settembre, così come un paio di soggetti.
Ma voi, un articolo di commento a questa SL di questo livello, lo avete trovato altrove? Io no
Ottimo Harangody
In un paio di partite Janning devastante.
Erden mi lascia un pò spazientito.
Per il resto... così e così, qualche lampo di genio, e niente di più. E' cmq Summer League, e pesa il dovuto.
Scherzi a parte Harangody può starci nelle rotazioni e come già scritto rilascia la palla bene per cui le mancanze possono trenquillamente essere ripianate con un pò di lavoro ma buon impatto.
Anche il play Lafayette mi è piaciuto, siamo in SL per cui questi sono i livelli, ma ha carattere e al Garden si presenterà una squadra con solo 1 play, anche se bravissimo, per cui se troviamo un cambio valido per dare minuti è grasso che cola.
Gli altri sono comprimari per l'Europa o al massimo per qualche panchina meno importante: tra questi, come già scritto, forse un occhio lo darei a Kravstov chiaramente per il fondo della panca ma visto chi ha davanti non è azzardato dire che uno nei 12 potrebbere essere realtà.
OT: Carroll a Milano lo porterei volentieri.
Harangody mi ha sorpreso notevolmente, anche se chi lo conosceva (l'ottimo Giancleto, per esempio) aveva già descritto i suoi pregi. Sta di fatto che credo abbia stupito anche qualche addetto ai lavori. Dopo di lui tanti onesti mestieranti che hanno visto qualche momento di gloria. Dopo di loro Erden...
Credo che lo staff bostoniano si aspettasse qualcosa di più positivo da Erden, che ha parzialmente deluso anche a causa della scarsa forma fisica con cui si è presentato ad Orlando ('sti maledetti kebab...
"Fightin' Irish" Luke senza dubbio oltre le mie aspettative. Questo qui "fa la squadra" sì o sì. Buon tiro, molta "fame" e voglia di far bene; la lentezza nei movimenti laterali in difesa può anche essere migliorabile, il vero peccato è l'altezza che lo rende più 3 e meno 4, e in NBA potrebbe essere un problema per lui.
Per gli altri direi parecchi alti e bassi anche se Lafayette non mi è dispiaciuto.
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