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Approfondimenti
Jermaine O’Neal non ha nemmeno 32 anni eppure, come tutti i liceali passati direttamente nell’NBA, è stato protagonista di una carriera molto lunga. E’ stato un “high schooler” rampante, un giovanissimo professionista alla corte dei peggiori “giullari” della storia dell’NBA, i “Portland Jail Blazers”, è diventato All Star ad Indiana e poi ha sciupato tutto seguendo Ron Artest nelle sue “pazzie”. Ha subito infortuni dolorosi, ha cambiato squadre volando dal freddo Canada alla solatia Florida, ed alla fine è approdato ai Boston Celtics, dove dovrà cercare di mettere a frutto la sua indiscutibile tecnica individuale di vaglia con quel po’ di atletismo che ancora gli rimane.
La sua avventura è iniziata nel cuore del South Carolina, a Columbia, la capitale dello stato in cui nacque il 13 ottobre 1978. E’ una storia sentita spesso, quella di sua madre – Angela Ocean – che viene abbandonata dal compagno e lavora ore ed ore per crescere i figli Clifford e Jermaine. Il ragazzino si innamora presto dello sport ed anche se il football gli piace un bel po’, l’adorazione per Bill Russell lo spinge decisamente verso i canestri. Lunghe ore a combattere contro un Wilt Chamberlain virtuale ed a migliorare il suo “ball handling”, finchè il fisico e l’atletismo decisamente sopra la media lo fecero notare tra “gli addetti ai lavori”: a 14 anni era già 1 metro e 93. Il coach di Eau Claire High School, George Glymph, rimase impressionato quando il ragazzo orgogliosamente dichiarò che sarebbe diventato il miglior cestista nella storia del liceo, ma ancor di più lo impressionarono i 13 centimetri che O’Neal mise su nei successivi 18 mesi e che trasformarono immediatamente Eau Claire nella favorita del torneo statale. Glymph guidò i suoi a tre titoli del South Carolina mentre Jermaine faceva registrare medie di 18 punti, 12 rebounds e 9 stoppate. Nel luglio del 1995 Jermaine venne ufficialmente rilevato dai radar dell’NBA quando al “ABCD Camp” del “faccendiere” Sonny Vaccaro maltrattò Tim Thomas, “stellina” già famosa. Subito dopo venne rilevato anche dai radar della polizia, quando il padre di una quindicenne lo trova a letto con la figlia nuda: Jermaine rischia di finire in galera per stupro, ma poi le accuse vengono fatte cadere.
Il ragazzo viene messo in riga da Glymph e dal nuovo compagno di mamma Angela, ed il signor Abraham Kennedy si rivela una guida preziosa. Nel’ultimo anno di liceo O’Neal si comporta bene ed i suoi 22.4 punti, 12.4 rimbalzi e 5.2 “stopponi” gli valgono lo scettro di “Mister Basketball” del South Carolina ed un pposto nel primo quintetto degli All America redatto da USA Today. Alle doti sopraffine sul parquet, però, Jermaine non riesce ad abbinare risultati decenti sui libri, e Glymph gli consiglia di frequentare almeno un anno di università. Ma solo un anno prima un giovane del South Carolina ha avuto problemi con il “SAT” (test di ammissione al college) ed ha trovato spazio nell’NBA, ed O’Neal decide di provarci pure lui. Viene scelto con la numero 17 del primo giro del 1996 dai Portland Trail Blazers, ma non inizia nel migliore dei modi perchè subito si infortuna ad un ginocchio saltando le prime 17 partite della sua carriera da professionista.
Portland è una delle squadre più forti della lega, e di fronte a sé Jermaine nella rotazione ha Rasheed Wallace, Arvydas Sabonis, Cliff Robinson. Esordisce a Denver il 5 dicembre 1996 segnando il primo tiro e diventando – a 18 anni, un mese e 22 giorni – il più giovane esordiente nella storia dell’NBA. A coach Dunleavy piace molto, ed il 22 gennaio Jermaine lo ripaga con un “career high” da 20 punti e 6 rimbalzi in una sconfitta di misura a Seattle. Fino a primavera i Blazers “nicchiano”, poi si svegliano improvvisamente e chiudono sulla terza poltrona della Western Conference. Sufficiente per liquidare i Lakers? Non proprio: con il “rookie” a guardare Los Angeles si impone per 4 a 1.
Nella seconda stagione O’Neal spera di trovare maggior spazio, ma l’arrivo di Brian Grant in una “rotazione” già consolidata che comprendeva anche Sabonis, Wallace e Trent finisce per confinarlo di nuovo a fondo panchina. Qualche sprazzo di classe non è sufficiente a fargli guadagnare minuti, e di nuovo si trova sul “pino” mentre nei playoffs i Lakers eliminano Portland con un secco 4 a 0. Dopo il “lockout” del 1998 le squadre tornano in campo ad inizio 1999 ed i minuti d utilizzo di Jermaine calano sotto i 10 ad allacciata di scarpe. Portland ai playoffs perde in Finale di conference contro gli Spurs futuri campioni, ed O’Neal si domanda se il suo futuro possa essere nell’Oregon. La franchigia gli risponde con un contratto quadriennale da 24 milioni: è un sì che però nasconde anche un “non adesso”, visto che i Blazers fanno arrivare altri veterani (Detlef Schrempf e Steve Smith) per continuare l’assalto al titolo. Portland viene nuovamente sconfitta in finale di Conference dai Lakers, e dopo l’ennesima serie guardata dalla panchina, alla fine Jermaine chiede di essere ceduto. Quando il 31 agosto 2000 viene spedito ai Pacers in cambio di Dale Davis evita per un pelo di far parte dei famigerati “Jail Blazers”, ma la loro influenza si farà sentire in seguito. I Pacers sono squadra in fase di semi-ricostruzione: dopo aver sfiorato il titolo nella stagione precedente hanno lasciato andare Chris Mullin, Dale Davis, Rik Smits e Mark Jackson ed affidano il progetto al nuovo coach Isiah Thomas ed alle sapienti mani del “veterano” Reggie Miller. In quintetto base per 80 delle 81 gare, Jermaine fa segnare medie di 12.9 punti e 9.8 rimbalzi e aggiunge 228 stoppate che sono un record per i Pacers. Indiana vince 41 partite ed ai playoffs viene eliminata dai Sixers futuri finalisti, ma la stella di Jermaine O’Neal ha cominciato a brillare.
Nel campionato seguente le cifre lievitano a 19 e 10.5 con 39 “doppie doppie” e gli valgono il “Most Improved Player” oltre che un posto all’All Star Game. Anche se nei playoffs i Nets eliminano i Pacers in cinque partite, ad Indianapolis sono contenti perché mentre la carriera di Reggie Miller comincia a declinare, hanno identificato in Jermaine il prossimo “franchise player”. Ecco quindi che la stagione 2002-03 sembra poter essere quella della svolta per i giovani Pacers, pronostici che trovano conferma soprattutto dopo il 14-2 iniziale. Alla pausa per l’All Star Game Indiana guida la Eastern Conference ma un infortunio a Brad Miller e poi una serie di noie causate dal comportamento instabile di Artest fungono da classica buccia di banana, e la squadra “slitta” a 48-34. Nei playoffs Miller e compagni vengono eliminati a sorpresa dai Celtics, e l’imputato principale viene identificato in Isiah Thomas dal nuovo general manage Larry Bird. Bird propone ad O’Neal un faraonico contratto da 126 milioni in 7 anni, e Jermaine lo accetta nonostante le lusinghe dei San Antonio Spurs.
Nonostante la partenza di Brad Miller, il nuovo coach Rick Carlisle guida la squadra ad un 61-21 che rappresenta il miglior bilancio dell’NBA, ed O’Neal risulta la pietra angolare del team con i suoi 20.1 punti, 10 rimbalzi e 2.6 stoppate ad allacciata di scarpe. Viene invitato alla partita delle stelle per la terza volta in fila, assieme ad un Ron Artest decisivo che a fine stagione si laureerà Miglior Difensore dell’NBA. Nei playoffs i Pacers finalmente “mordono”: si vendicano dei Celtics, eliminano gli Heat e combattono duramente prima di cedere in sei partite di fronte ai Pistons.
Ma il futuro sembra essere finalmente arrivato per Jermaine, mentre i due ex-Celtics lavorano: Larry Bird nella “stanza dei bottoni”, Rick Carlisle sulla panchina. Ed invece, all’inizio della stagione 2004-05, la svolta negativa dell’intera carriera di O’Neal. E’ il 16 novembre, mancano 46 secondi alla fine della gara in programma al Palace di Auburn Hills ed Indiana sta per ottenere è la settima vittoria su nove partite. I Pacers conducono agevolmente, ma Ron Artest vuole lanciare un inutile messaggio e commette un fallaccio su Ben Wallace mentre quest’ultimo tenta la schiacciata. Wallace spintona Artest, ne nasce una mezza rissa e l’ala dei Pacers allora si stende sul tavolo della stampa: un tifoso gli lancia della Coca-Cola e la rissa si estende sugli spalti e sul campo, con Artest ed il compagno Stephen Jackson a salire le gradinate a caccia del tifoso ed O’Neal a colpire con un poderoso pugno un fan sul campo.
Il giorno dopo l’NBA stabilisce le pene per i giocatori rei di aver dato un colpo durissimo alla credibilità della lega come “sport per le famiglie”: Artest è squalificato per le 73 partite restanti in stagione, Stephen Jackson per 30, Jermaine O’Neal per 25 in seguito ridotte a 15. Ma il colpo morale ai Pacers è durissimo, e Rick Carlisle riesce a malapena a mantenere la squadra sopra il 50%, chiudendo 44-38. Jermaine nelle 44 partite in stagione fa registrare medie di 24.3 punti e 8.8 rimbalzi, poi subisce un infortunio alla spalla ed il suo apporto nei playoffs risulta limitato.
I Pacers riescono comunque a superare i Celtics alla settima partita del primo turno, ma nella serie seguente si arenano nuovamente contro gli odiati Pistons in sei partite. Nel campionato 2005-06 O’Neal è fortemente limitato dagli infortuni, Artest riprende a fare le bizze ed alla fine Bird lo scambia per Peja Stojakovic che si infortuna immediatamente. Nonostante le medie di 20.1 punti e 9.3 rimbalzi Jermaine mette insieme solo 51 partite a causa di un brutto strappo all’inguine.
Le due stagioni seguenti segnano l’inesorabile declino del giocatore, che martoriato dagli infortuni vede le sue cifre calare a 19.4 e poi 13.6 punti ed a 6.7 rimbalzi. Il suo contratto è pesante, ed ormai la pazienza di Bird è alla fine: il 9 luglio 2008 finisce a Toronto in una trade che porta Nesterovic, Hibbert e T.J. Ford ad Indianapolis.
Ma anche in Canada non riesce a convincere, e dopo 41 partite a 13.5 punti, 7 rimbalzi e 2 stoppate il 13 febbraio 2009 passa ai Miami Heat assieme a Jamario Moon in cambio di Shawn Marion e Marcus Banks. Al suo arrivo gli Heat sembrano risvegliarsi dal torpore, vincono 7 delle ultime 12 partite e nei playoffs portano gli Hawks alla settima partita.
La stagione scorsa è storia recente: O’Neal fa registrare 13.6 punti e 6.9 rimbalzi a gara tirando col 52.9% che rappresenta il suo massimo in carriera. Miami conclude la stagione regolare alla garibaldina e molti la pronosticano vincente al primo turno di playoffs contro dei Celtics in difficoltà, ma il centro bostoniano Kendrick Perkins chiude l’area ad O’Neal e lo costringe a tirare con poco più del 20% mentre i bianco verdi eliminano gli Heat in cinque partite.
Che giocatore arriva a Boston? Sicuramente un centro in declino, ma che potrebbe avere ancora nelle gambe l’energia sufficiente per un paio di colpi di coda, specie non dovendo essere il perno intorno al quale ruota l’attacco. Non un atleta dal QI cestistico fulminante, ma potente e capace di giocare una difesa discreta. Mancino naturale, sa usare anche la mano destra ed è in possesso di un discreto “jumper”.
Può giocare sia da “5” che da “4”, e potrebbe essere interessante vedere come lui e Garnett si scambiano il gioco in “post” a seconda di chi li marca. Braccia lunghe ed una discreta elevazione (anche se in declino) lo rendono una minaccia in difesa, dove in carriera sfiora le 2 stoppate a partita. In passato è stato accusato di non avere un’etica lavorativa delle migliori, con critiche al suo smodato e vanitoso interesse per il lavoro di pesi sui bicipiti che lo faceva lasciare in secondo piano allenamenti più utili. Ma vicino a Kevin Garnett e Clifford Ray una pratica del genere diventa senza dubbio meno probabile.





Commenti
Aldilà dell'"injury prone" che interpreto come uno soggetto a infortuni, ma non un giocatore che ha subito ripetuti infortuni dello stesso tipo (come Redd o Powe), credo che possa ancora dare un contributo utile, soprattutto perchè non sarà il secondo violino della squadra come a Miami.
Però, volete sapere qual'è il vero motivo del suo arrivo a Boston che solo IAAC è in grado di svelarvi?
Bene, JO è nato il 13 ottobre, esattamente un anno in meno di Pierce; ma il 13 ottobre è anche il giorno del compleanno di Rivers, quindi è chiaro che Ainge voglia prendere tutti i giocatori nati quel giorno
Lieto di essere smentito.
Ottimo acquisto per una squadra anche quest'anno a caccia del 18° titolo.
a me Wallace e' sembrato uno dei Celtics migliori nei playoff...mi sa che non la vediamo proprio alla stessa maniera...
sconforto pressoche' totale? il 12 luglio con Pierce e Allen riconfermati e u O'Neal in piu' a bordo?
a me dispiace molto per il ritiro di Wallace e la perdita di Tony ma per ora mi sembra che la squadra possa essere ampiamente protagonista anche per la prossima stagione.
Old Garden, sei arrivato da poco e siamo in attesa del tuo primo contributo fattivo alla discussione. Anche oggi l'attesa è andata vana.
Però non possiamo pretendere che tutti siano in grado di commentare adeguatamente, dai
La cosa che meno mi convince è aver speso per lui l'intera MLE, ma questi sono periodi isterici e quindi anche un GM oculato e saggio come Ainge si ritrova suo malgrado a spendere cifre consistenti per giocatori a cui in passato avrebbe dato di meno.
E comunque, a scanso di equivoci, JO ora è un Celtic, quindi ben venuto a lui e speriamo possa fare onore ad una divisa che non eguali.
P.S. non mi sono ancora presentato.. piacere sono Vian!
già.......bisognerebbe suggerirgli qualche altro forum che parla di nba (che si esprimono col suo acume ce n'è diversi) magari trova adeguata compagnia......
Diciamo che se gli infortuni lo lasceranno in pace, dando per scontato che ai Celtics si comporterà como chierichetto, potrebbe essere un'addizione molto importante.
Purtroppo la MLE intera però rappresenta l'altro lato della medaglia, ed in questo momento ha un peso molto rilevante e che probabilmente ha precluso ad Ainge ulteriori possibilità di manovra sul mercato. Diciamo che è stato il nostro modo di pagare la folle estate 2010 (visto che ritengo che, al contrario, con Pierce e Ray, possiamo essere soddisfatti del rinnovo a quelle cifre).
Vedremo...
Che dire? Resto perplesso della scelta e non per il rendimento nettamente sotto il par del giocatore nell'ultima uscita contro Boston, nemmeno per mancata fiducia nella sua capacità di dare una mano: in un mondo perfetto avrebbe ancora il talento per rendersi più che utile per una ventina di minuti come sesto-settimo uomo. Il problema è che noi abbiamo già un Garnett che non sappiamo se e quando potrà ritornare ad essere parente prossimo della furia cieca del 2008, un Perkins rotto (e rotto male) che non è detto possa raggiungere il 100% entro la fine del prossimo campionato, un Wallace che sta comprando le canne da pesca per la pensione e Davis.
Se O'Neal dovesse strapparsi/rompersi/distorcersi (fate voi) sarebbero cavoli amari...
L'idea di dover accendere ceri per la tenuta fisica di un giocatore mi preoccupa, specie se parliamo di quello che, nelle intenzioni, dovrebbe essere un innesto chiave.
- Celtics vicini al rinnovo di contratto a Nate Robinson, l'accordo non sarà "sostanzioso" in quanto il giocatore non è in possesso dei "Bird Rights" a Boston. Ma ha espresso il suo desiderio di rimanere comunque.
- A Tony Allen erano stati offerti 3 milioni annui anche dai Celtics, solo che i Grizzlies hanno offerto un anno in più.
- Pare che la trattativa coi Blazers per Rudy Fernàndez sia definitivamente tramontata. Ai Blazers piaceva molto il salario di Rasheed da scaricare dai libri paga, ma pare volessere anche qualcosa che Ainge non era disposto a cedere.
- Kendrick Perkins si è sottoposto all'intervento di ricostruzione dei legamenti dopo l'infortunio patito in gara 6 delle Finali. L'attesa è servita a far diminuire il gonfiore ed a rafforzare la muscolatura, e secondo il medico Brian McKeon questi fattori dovrebbero accorciare i tempi di recupero.
mi sembrano tutte buone notizie. nate io me lo tengo stretto, genio e follia. su tony significa che piano piano si ricostruisce e logicamente gia' da ora si devono mettere dei paletti (2012), l'esterno arrivera' e a kendrick perkins non posso che augurare di tornare il prima possibile e sono strafelice che l'intervento sia perfettamente riuscito.
Quindi si và verso:
Rondo/Nate
Ray/Bradley
Pierce/Harangody
KG/UnoUno
Perk/JO/Erden
se fossero vere le voci di Josh Howard come 6 uomo e primo cambio alle posizioni 2-3 allora la cosa si fa interessante!
Pur vero che ci mancherà lo "stopper" sui 2-3 avversari (Kobe-Lebron-Wade) però Bradley sembra che sia un ottimo difensore (un po' basso ma anche Tony non era un vatusso).
Se stanno così le cose non ci vedo inferiori all'anno scorso, viceversa se arrivasse Josh Howard allora, sulla carta, ci sarebbero concrete possibilità di upgrade.
Giratela come volete ma, at the end of the day, Josh Howard e JO sono stati entrambi All Star ed un motivo ci sarà pure stato!
Di conseguenza mi pare necessario, aldilà dei nomi, trovare un veterano affidabile per almeno 25 minuti di riposo a Ray e Pierce, nonchè un altro lungo decente e mi accontenterei per qualche mese di Shelden/Kwame.
Oggi siamo inferiori perchè è innegabile che JO non è Perkins, in ottica PO, che non dimentichiamo è quella importante, potremmo essere a posto con un importante, ribadisco importante, innesto tra i rincalzi.
Veramente Michele ho scritto 11 nomi + 1 (Josh Howard) e gli altri 3 per arrivare a 15 sai bene che vanno in tribuna.
Io ne aggiungerei ancora 1, massimo 2 (ma quest'ultimo con contratto non garantito) al roster di inizio stagione e poi a febbraio si completa alla bisogna.
La rotazione ipotetica dei lunghi potrebbe essere:
KG 30' / JO 30' / Uno Uno 20' / Erden 5' / Harangody 10'
e successivamente diventare:
KG 30' / Perk 25' / JO 20' / Uno Uno 15-20' / Harangody 0-5' / Herden (il tempo di fare 6 falli)
Lo spot di play è coperto mentre manca il sesto uomo (Josh Howard) da 20-25' con Bradley arma tattica insieme ad Harangody da 3. Il resto è materiale da seggiola comoda con vista di prim'ordine (=tribuna)
Io spero sempre di rivedere Wallace in campo, magari solo ai playoffs.....
oggi sotto canestro saremmo messi cosi
4-KG/Davis/Harangody
5-JO/ERDEN/PERKINS
concordo con michele che per la regular ne serve almeno un'altro che sia in grado di tenere il campo almeno decentementex 15 minuti. poi a febbraio fai il punto su come sta andando il recupero di perkins. se va male usu il contratto di wallace x un lungo,se procede bene lo si può utilizzare x un esterno
Dubbi : togliamo Erden che con l'NBA non c'entra nulla e mettiamoci Kurt Thomas, messo così questo roster a livello di esterni sembra aver bisogno di un titolare aggiunto come Josh Howard.
per la stagione ventura io spero che dopo un mesetto a pescare il buon Sheed ci ripensi e sia abile da subito, con le sue pause, ma che ci dia una mano subito, KG+Sheed+ONeil sono un bel biglietto da visita ....
Sono STRA-d'accordo.Un lungo di "sostanza" e un esterno con punti nelle mani (credo si sia capito che "Mr 1° quarto" mi piace parecchio,eh?
Stesso dubbio/problema al centro, ma se ho capito bene ad Erden hanno già fatto firmare un contratto intorno a 0,5 milioni di $ per cui "te lo tieni" a roster e oltretutto sembra non scambiabile.
Vista la Summer League sarebbe stato più prudente aspettare a firmare dato che i 2 europei russi (o dintorni) hanno dato una impressione di maggior fealing col gioco e comunque sembrerebbero aver maggiori margini.
Anche per me serve un 2/3 efficace ma abbiamo poco spazio salariale e oltretutto anche senza T. Allen non siamo scesi sotto l'asticella.
Ultima informazione: ma Davis è stato firmato o (posso sbagliarmi) è libero?
Glenn Davis? Il suo contratto, firmato l'anno scorso, ha ancora una stagione a 3,3ML.
Speriamo proprio di no...10 minuti Scal sono un'esagerazione...
Intanto il contratto di Erden è "non garantito" quindi lo possono tagliare in qualsiasi momento e dovranno corrispondergli solo la parte dei mesi in cui il contratto è stato in essere, secondo me lo portano al training camp e se li non convince lo tagliano, ammesso che non ci sia già una mezza parola spesa con qualche team di Eurolega, disposto ad aspettarlo fino a fine ottobre.
E poi non è scambiabile che significa ? Tutti i giocatori firmati da FA non sono scambiabili fino al 15 dicembre, da li in poi si.
Leo, hai per caso intenzione di fondare un club "Erden for the Celtics"?
Lo stai massacrando senza sosta e sarà arrivato a Boton si e no 15gg fa...
Dall'alto dei suoi 2 metri e passa non ha bisogno della difesa del sottoscritto però dai un po' di credito non vogliamo darglielo? L'abbiamo fato con O'Bryan e Olowokandi e per il momento non mi sembra tanto diverso (... già forse è proprio per quel motivo che lo tartassi... mi sa che hai ragione)
Mi attengo ai fatti, poco visibile in Europa, Summer League deludente, niente di personale contro di lui, ma considerando che il nostro centro titolare è fuori fino a febbraio, il nostro quarto lungo fino ad allora, quinto da allora in poi, dovrà essere di ben altra sostanza. Ripeto presentarsi alla Summer League senza un allenamento sulle gambe da 30 giorni, non è un indice di grande astuzia per me e forse neppure un indice di una concreta voglia di stare ai margini dell'NBA a sgomitare per entrare in qualche scampolo di rotazione.
E se al posto di Josh Howard Ainge andasse a recuperare TMac? (Veteran minimum)
Oh, chi è che qualche giorno fa aveva detto più o meno "poi vedi Jennings e non ci sono più certezze"?
Erden sicuramente sarà un lungo di contorno, ma se Ainge lo ha firmato un motivo ci sarà. Magari solo per far allenare gli altri...
Ci darebbero di sicuro il brevetto per la produzione dell'avorio di alta qualità !
Ho ancora sul gozzo JO, almeno quel "bighellone senza la libidine" della competizione di TMac risparmiamocelo.
Citazione Legend:
Domanda veloce se Erden fosse il quarto lungo dietro a Garnett, JO e Big Baby fino a febbraio saresti contento ?
Nulla di personale, per me si allena fino a ottobre con la squadra, se poi convince in modo pieno magari rimane come sesto lungo, altrimenti torna in Europa, però andando a naso, mi sembra tanto uno di quei tentativi dove in fondo c'è già un accordo con un Team Europeo pronto ad accoglierlo a fine ottobre come spesso succede.
Ho sistemato una "trappola per senesi fumini" sul sentiero e tu ci sei caduto a piedi giunti!!!
Vuoi mettere un secondo quintetto con Nate (formato All Star Saturday), Tmac "mi scazzo e non mordo", Uno Uno (ex Big Baby post rissa con parenti e affini) e JO "mi tascino e non salto"...
Red si girerebbe nella tomba!
.....ci penseranno gia' quelli di Miami...
.. sicuro che Miami è in grado ? per mè Wade è l'unico dei tre con le "pa**e", gli altri due ? Bosh ancora oggi subisce Garnett che gioca su una gamba sola !
sei serio?
a parte la follia di un tale scambio(senza offesa) ma chi giocherebbe sotto le plance?
nella prima parta del post c'è una premessa che si chiama Sheed ! senza di lui è ovviamente uno scambio che non farei mai ! ... Garnett+Sheed+O'Neil e un veterano considerando che Posey 10 min da 4 li gioca ... è vero che le finali le abbiamo perse a rimbalzo, ma nel 2008 le abbiamo vinte perchè con posey da 4 allargavamo molto il campo !
Con la differenza che saranno passati tre anni e i Big Trhee li sentono tutti...non scherziamo Perkins ed il Ciccio sono giovani mentre Posey è sui 30...poi sotto canestro Kg e JO'Neil sono un rebus e Sheed è matto...
io vedo una squadra che deve vivere alla giornata, il prossimo è l'ULTIMO assalto, nella stagione successiva 2011/12 è molto probabile la serrata per il rinnovo del CBA e quindi credo che l'orientamento sia quello di smantellare tutto e presentarsi all'estate 2012 per la rivoluzione ! .. di conseguenza io punto tutto sui "vecchietti" e poi ricostruisco ! ... anche perchè credo in Rondo come base di partenza, ma ne Perk ne Devis credo siano giocatori da quintetto (Perk senza al fianco un nuovo Garnett, e non ne vedo in gioro) è molto limitato e Davis (6-9) un po' piccolo .... su Posey, credo che Ainge si mangi ancora le mani per non avergli dato la MLE nel 2008, è quello che ci è mancato 2 anni fa e anche in questa stagione (difesa su 2/3/4 .. tiro da 3Pt) .. posso anche sbagliarmi, ma io tenterei questa strada
Ainge ha dichiarato, poteva dire qualcosa di diverso?, che ora il giocatore fisicamente è a posto.
Potrebbe anche essere vero, posso permettermi di pensare che, magari, una buona parte di merito vada anche alla nostra difesa e al buon Perkins?
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