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Approfondimenti
Pochi giorni e si apriranno i fuochi di artificio sul mercato dei FA. Siete pronti a tuffarvi un un vortice di cifre, sigle, numeri finalizzati a capire dove possa andare quel giocatore anzichè quell'altro ? Ecco qui una guida per provare a illustrare le principali regole che saranno alla base del mercato estivo.
Partiamo da quattro sigle che sentirete citare fino alla nausea : Salary Cap, Luxury Tax, Lockout e CBA
Il Contratto Collettivo di Lavoro (CBA) è un accordo tra la lega e l'associazione dei giocatori che regola i rapporti tra le due parti rimanendo nei confini delle severissime leggi antitrust degli USA, che senza una accurata ratifica sarebbero violate da situazioni come il Draft o il Salary Cap stesso. Il CBA definisce il “salary cap” in base ad un calcolo finanziario legato agli introiti delle 30 franchigie dell'anno precedente, ma stabilisce anche tutte le regole di mercato, i massimi e i minimi salariali, e le stesse procedure del Draft. In sostanza l’innovazione introdotta da Stern fu quella di agganciare in modo flessibile gli stipendi dei giocatori alle entrate dell’NBA in modo che all’aumentare dell’uno aumentassero anche gli altri e viceversa.
Il CBA come detto definisce anche gli stipendi dei giocatori nel contratto da rookie in base alla loro posizione di scelta (per quelli scelti al primo giro il CBA prevede due anni più una opzione a favore per i successivi due, dopo di che il giocatore sarà Restricted Free Agent (RFE) ossia la squadra in cui giocava ha la possibilità di pareggiare offerte arrivate da altre squadre, e inoltre c'è la possibilità di firmare per un quinto anno di contratto per la cosiddetta Qualifying Offer (QO) ossia un anno di contratto ad un valore stabilito dal CBA dopodichè – come è successo a Varejao, ad esempio - il giocatore sarà Unrestricted Free Agent (UFA) e potrà firmare con chiunque senza che la squadra in cui giocava possa pareggiare l'offerta.
I contratti al minimo salariale cambiano in base a numero di anni di militanza di un giocatore nell’NBA: ad esempio per un giocatore con almeno 10 anni di permanenza nella lega il minimo salariale è di poco inferiore ai 2M$. Per i massimi salariali invece in genere il contratto è al 105% del salario della stagione precedente, ma questo vale solo per squadre sopra il cap che sfruttano la Larry Bird Exception, o per i giocatori che non escono dal contratto da rookie, per quelli che invece escono dal contratto da rookie o che firmano con squadre sotto il cap, c'è solo un limite massimo in base agli anni di permanenza nella lega, ma si possono firmare contratti anche con un incremento molto maggiore del 105%. Qesto vale solo per il primo anno di contratto, per i successivi anni c'è un incremento massimo annuale da seguire stabilito dal salary cap.
Il Salary Cap è in breve sintesi il limite massimo di denaro che una squadra può spendere per i giocatori. Il fine del Salary Cap uguale per tutti è quello di mantenere un maggior bilanciamento tecnico possibile tra le trenta squadre. In sostanza il tutto è mirato a dare la possibilità di firmare i Free Agent (e quindi rinforzarsi) solo alle squadre che sono sotto il salary cap e quindi teoricamente più deboli. L'NBA comunque concede tutta una serie di eccezioni (che vedremo in seguito) anche alle squadre che sono sopra il tetto del salary cap, per dar modo di completare un roster di 15 giocatori. Il tetto del salary cap viene stabilito nei primi giorni di luglio con un calcolo matematico che tiene conto della proiezione degli introiti (BRI) per la stagione successiva da, cui vengono tolte le proiezioni sui benefit e il tutto viene comparato con la BRI reale dell'anno precedente, così facendo si ottiene il monte salari totale della lega, che ovviamente andrà diviso per 30 ossia il numero delle squadre.
Stando alle prime stime il salary cap per la stagione 2010-11 dovrebbe essere intorno ai 56,1 M$. Da notare che le franchigie devono spendere obbligatoriamente almeno il 75% del salary cap, regola inserita per evitare che gli owner facessero i furbi e presentassero squadre scarse. Per calcolare il salary cap di una squadra, vanno ovviamente sommati tutti i giocatori attivi e non attivi di una squadra, compresi quelli tagliati, ritirati e persino quelli già depositati ma ancora in attesa di ratifica come può succedere ad esempio per un giocatore per cui si richiedono ulteriori controlli medici. A questi va aggiunta anche una percentuale sui FA a meno che non si rinunci a loro, i contratti delle prime scelte al draft anche se non ancora firmate, e se la squadra non ha 15 giocatori a roster, per ogni giocatore mancante va aggiunto un contratto virtuale al minimo salariale. Non pesano invece sul cap i giocatori scelti ai draft di espansione e non firmati, le prime scelte di cui si detengono i diritti che però giocano al di fuori dell'NBA, il 50% dei giocatori sospesi dalla lega (non dalla squadra), e i giocatori che in seguito ad un grave infortunio si devono ritirare (anche se in questo caso ci sono regole precise da applicare dopo un determinato tempo, come successe ad esempio per Darius Miles quando arrivò a Boston).
La terza "gogna" per le squadre soprattutto per gli owner che pagano è la Luxury Tax, in sostanza è un meccanismo con cui si cerca di controllare le spese per quelle squadre che con operazioni di mercato negli anni sono andate esageratamente sopra il cap (da notare che negli scambi viene calcolato il valore attuale del contratto e non viene tenuto conto degli anni successivi, può succedere quindi che in seguito a svariate operazioni di mercato una squadra ecceda sul salary cap di molti M$ come successo nell'ultimo lustro ai Dallas Mavericks o ai New York Knicks. Per provare a controllare la parte eccedente dal cap, l’NBA da una decina di anni ha istituito la luxury tax, ossia per le franchigie che eccedono del 61% rispetto alla BRI, per ogni dollaro di stipendio pagato in più, le squadre dovranno versare un dollaro alla lega, che poi verrà ridistribuito tra le squadre che non superano la Luxury Tax. C'è stata una sola eccezione in cui l’NBA abbia permesso di scalare un contratto dalla Luxury Tax: è la famosa “Allan Houston Exception”, venne promulgata nel 2005 quando fu firmato il nuovo CBA, e l'NBA dette la possibilità ad ogni squadra di tagliare un giocatore a roster e di scalare dalla Luxury tax (ma attenzione non dal salary Cap) quello stipendio. Quell’eccezione fu usata da molte squadre (i Celtics la usarono per Vin Baker) ma non da tutte, quindi le squadre che non l'hanno usata teoricamente possono ancora farlo. Curiosamente questa eccezione porta il nome di Allan Houston ex giocatore dei Knicks allora titolare di un contratto molto pesante, che però non fu mai tagliato dai Knicks e che non usarono per lui l’eccezione.
Ultima definizione Lockout : in pratica una "serrata" da parte delle franchigie, ossia se in seguito alla scadenza del CBA (la prossima 30 giugno 2011) l'NBA e l'associazione giocatori non riescono a trovare un accordo (di solito per le esorbitanti richieste dell'associazione giocatori), di comune accordo i 30 owner delle franchigie e la lega decidono di interrompere l’attività fino al raggiungimento di una transazione. Durante tutto questo periodo ovviamente gli owner subiranno grosse perdite a causa dei diritti TV non corrisposti e dei mancati introiti dalle biglietterie eccetera, ed i salari dei giocatori non saranno pagati (quelli degli altri dipendenti come coach, medici, fisioterapisti etc sì). C'è un precedente alla scadenza del CBA dell'estate 1998 non fu raggiunto un accordo, pochi giorni dopo la scadenza nel luglio di quell’anno, di fronte a richieste inaccettabili da parte dell’associazione giocatori i proprietari decisero il lockout. Lo stallo durò fino all'inverno, alla ripartenza furono giocate 51 partite a squadra in tre mesi, con gravissime perdite economiche da entrambe le parti.
Le eccezioniCome detto le eccezioni sono delle "deroghe" per poter firmare Free Agent per le squadre sopra il salary cap, a patto che vengano fatte con precisi criteri economici :
Mid Level Exception (MLE) : è la più famosa, può essere usata per firmare un giocatore per un massimo di 5 anni, con un incremento massimo del 8% rispetto al precedente anno di contratto. Il valore è stabilito dall'NBA in base alla cifra annuale del salry cap, generalmente è sui 5,5 - 5,8 M$ ed è presumibile che sia così anche quest'anno. Da notare che questa eccezione, a differenza di tutte le altre, può essere suddivisa in più giocatori.
Larry Bird Exception (LBE) : consente alla squadra di rifirmare un proprio free-agent anche oltre il massimale stabilito. La franchigia può usufruirne se l’atleta gioca almeno tre anni senza essere tagliato o senza aver cambiato squadra come free-agent. Se viene scambiato la squadra che lo acquisisce acquista anche la Larry Bird Exception del contratto. Per i giocatori in uscita dal contratto da rookie questa eccezione vale solo dopo il quarto anno di contratto.
Early Bird Exception (EBE) : per certi versi simile alla LBE, solo che il periodo antecedente per poterne usufruire è di due anni e non di tre, il massimo di durata del nuovo contratto è da due a cinque anni, con un incremento del 10,5 %
Non Bird Exception (NBE) : eccezione da usare per i veterani da lungo corso, da notare che può essere utilizzata solo se non utilizzate le LBE e EBE. Massimo incremento annuale previsto dell'8% durata massima 5 anni.
Bi-Annual Exception (BAE) : può essere utilizzate per firmare free-agent con contratti fino a 2ml per massino di 2 anni. Può essere divisa per più giocatori ma non può essere usata per due anni consecutivi.
Inoltre i rookie scelti ai draft possono essere firmati alle cifre stabilite dal CBA anche sforando il salary cap, l'NBA permette di firmare un numero libero di giocatori al minimo salariale per un massimo di due anni, l'entità del contratto è proporzionata alla durata dello stesso nel caso di contratti non garantiti, in caso di infortuni gravi che tengano giocatori fuori per l'intera stagione, l'NBA concede una eccezione pari al 50% del contratto del giocatore infortunato a patto che questo non rigiochi un solo minuto nella stagione in corso. In tutti gli scambi in cui non viene pareggiato il conto dei salari (soprattutto nelle trade che coinvolgono squadre sotto il salary cap che non hanno obbligo di pareggiarlo, la squadra che è in debito riceve una Traded Player Option (TPE) pari al valore mancante per raggiungere il pareggio dei conti, questa TPE ha durata di un anno dal giorno della trade è poi spendibile sul mercato come un contratto di un normale giocatore.
Da notare che le squadre che sono sotto il cap possono fare ricorso alle eccezioni solo se usandole si va sopra il cap e non possono usarle per lasciarsi lo spazio libero per altre firme: in questo caso l'utilizzo delle eccezioni decadrebbe. Da qualche anno è stata inserita la regola del salary cap ombra, ossia per far si che i free agent rimangano con la loro squadra di origine, pesano in modi diversi in base a contratti sul SC fino a che non firmano con un’altra squadra.
OVER 36 Rule : Per quanto riguarda i giocatori con più di 36 anni, l'NBA ha deciso di far pesare sul salary cap l'intero ammontare di tutte le stagioni realmente giocate ma non di quelle seguenti il ritiro, in pratica se un Over 36 ha un contratto di tre anni e a metà del secondo anno si ritira, il secondo anno pesa sul cap, ma il terzo viene decurtato per intero.
Il pareggio dei salari nelle trade : vediamo brevemente quali solo le principali regole per gli scambi. La prima differenza fondamentale è che tutte le squadre sotto il cap, possono fare qualsiasi operazione sul mercato, a patto che sfori il cap al massimo di 100.000 $ e in questo contesto non sono tenute a pareggiare i salari tra i giocatori in uscita e quelli in entrata, mentre le squadre sopra il cap sono tenute a pareggiare sempre i conti. Questo chiaramente apre una marea di situazioni spesso complicatissime quando in uno scambio sono coinvolte due o più squadre con alcune sopra il cap e altre no.Durata dei diritti di scelta : i diritti di scelta su un giocatore scelto al draft appartengono alla squadra che lo ha selezionato per sette anni, dopo di che il giocatore può firmare con qualsiasi squadra.
Estate 2010 : perchè ?
Come mai si parla di questa estate 2010 ormai da almeno tre anni ? Diciamo che è la congiunzione di diversi fattori, ma correlati tra loro, il 30 giugno 2011 scade l'attuale CBA ratificato nel giugno 2005, e sin da allora l'NBA non ha mai fatto mistero che nel 2011 sarà necessario una decisa "stretta di cinghia" a livelli di salari, situazione che la crisi economica mondiale scoppiata nell'autunno 2008 ha ulteriormente aggravato, e che congiunta ad ascolti TV non eclatanti (Le finali NBA di quest'anno tra Celtics e Lakers sono andate benissimo, ma il resto dei playoff molto meno, ma si sa Celtics Vs Lakers è un qualcosa che esula dal basket stesso), e palazzi talvolta semivuoti, fa si che l'NBA non possa più mantenere i ritmi economici sostenuti nell'ultimo decennio.
Consci di questa situazione sin dal 2005, gli agenti di tanti giocatori di alto livello, hanno fatto firmare ai loro assistiti, contratti non al massimo della durata prevista dal CBA in vigore, ma bensì contratti più brevi che si possano rinnovare con il CBA attuale (questa volta si al massimo della durata), Perchè facendolo con quello che verrà firmato il prossimo anno, ci rimetterebbero presumibilmente diverse decine di milioni di dollari. Tutto qui, ci sono tantissimi FA di grido in grado di cambiare i destini delle franchigie che se li prenderanno come LeBron James, Dwayne Wade, Chris Bosh, Joe Johnson, Carlos Boozer, Amare Stoudemire etc etc, e quindi squadre ad oggi di basso livello come Knicks o Bulls, possono ritrovarsi in pochi giorni al ruolo di contender.
E' chiaro anche che in una situazione di smobilitazione generale o quasi, si aprono prospettive insolite di mercato anche per squadre sopra il salary cap, che però dovranno operare per "vie traverse" come Sign & trade o le eccezioni.
2011 lockout perchè ?
Come mai si rischia il famigerato lockout nella prossima estate ? Come detto scade il CBA, e le trattative per il rinnovo sono in corso da anni, due sono i nodi principali del contendere tra l'NBA e l'associazione giocatori, il primo è quello sui cui sembra che i margini di trattativa sia ridotti, è la volontà (ferrea) da parte dell'NBA di ridurre in modo corposo l'entità dei contratti al massimo salariale, si parla di un taglio tra il 20% e il 25% su cui l'NBA non sia disposta a cedere. Il secondo punto è l'elevamento dell'età minima per essere scelti al draft, ad oggi è fissata in 19 anni, obbligando quindi gli americani ad almeno un anno di college. L'NBA vorrebbe elevarla almeno a 20 in questo rinnovo, e anche qui l'associazione giocatori non è d'accordo, e per suffragare questa tesi, avrebbe fatto presente che un limite minimo di età va in contrasto netto con le normative sul lavoro presenti negli USA.
Altre cose in ballo con il rinnovo è la volontà da parte dell'NBA di eliminare la possibilità di proteggere le scelte in sede di trade, e forse di eliminare anche il secondo giro del draft anche se qui ci sono molti pareri contrastanti, al punto che c'è pure chi invece vorrebbe istituire un terzo giro. Si è parlato pure di uno stravolgimento del calendario, iniziando la stagione regolare nella seconda settimana di ottobre, ed eliminando quasi del tutto la preseason riducendola da 8 partite a 3 partite, questo permetterebbe di una riduzione di oltre il 50% dei temuti back to back nell'arco di una stagione, ma creerebbe enormi problemi tra l'NBA e la MLS di Baseball, visto che ottobre è il periodo caldo del Baseball con i playoff e le World Series. Quest'ipotesi proposta dall'associazione giocatori tempo fa, appare di difficile praticabilità. Altra possibilità inserita nelle trattative è quella di eliminare la MLE, e comunque di ridurre tutti i contratti stipulati tramite le eccezioni ad una durata massima di due anni.
Ma si rischia davvero la "serrata" ? Si e no, nel senso che le posizioni apparentemente sono distanti, ma il discorso relativo ai contratti al massimo salariale riguardano solo una esigua minoranza dei giocatori (e quindi aventi diritto di voto in seno all'associazione giocatori), e si dice che in molti dei giocatori che non sono interessati al massimo salariale non sia disposti a rimetterci buona parte di un anno di contratto dell'anno in cui si starebbe fermi, tanto più che l'NBA proporrebbe alcune agevolazioni alzando i parametri dei minimi salariali di quasi il 30%, agevolando ancora di più i giocatori con più permanenza nella lega. Inoltre il Jolly che l'NBA sembra disposta a giocarsi rappresenterebbe la possibilità di una serie di incentivi standard pagabili a seconda dei risultati della squadra, con parametri previsti dall'NBA e relativi alla percentuale dell'ammontare del contratto del giocatore, che non andrebbero a pesare sul salary cap (ma peserebbero però a livello di luxury tax), per fare un esempio un giocatore al massimo salariale portando la sua squadra ai playoff avrebbe un bonus del 5% rispetto al suo contratto di quell'anno, se passa il primo turno dell'8%,se passa in finale di conference del 10% e se vince il titolo del 15% (numeri inventati per fare l'esempio), spese che le squadre che vanno avanti nei playoff potrebbero coprire in buona parte con i diritti TV della gare di playoff.
Quindi la sensazione è che la compattezza dell'associazione giocatori sarà tale sino a quando la trattativa rimarrà sul teorico, ma che potrebbe crollare davanti alla concreta realtà del lockout.
Per informazioni maggiormente dettagliate fare riferimento a questo sito.





Commenti
Ora alcuni passaggi diventano più chiari e si capisce meglio che i GM (quelli bravi, almeno) spesso ragionano in anticipo di uno o più anni, mentre il tifoso medio tende ad andare in ansia per quello che potrebbe succedere nel quarto d'ora successivo...
Dopo questa illustrazione, si capisce ancora di più quanto fu da manuale l'operazione che permise ad Ainge di liberare quegli spazi salariali che portarono alla creazione del Big Three...
Ho una domanda: quali sono le voci economiche su cui si stabiliscono i ricavi dell'NBA?
Mi spiego: una squadra guadagna dai biglietti venduti, dai diritti TV, dal merchandising, dalle sponsorizzazioni, etc. Quali di queste entrate finiscono nel calderone NBA e quali invece rimangono proprie della singola squadra?
Spero si sia capito...
Domanda: possiamo firmare Pierce e Ray con i Bird rights, andando oltre il cap e potendo firmare anche un altro buon FA (non di quelli al max)?
Si entrambi firmabili con la LBE (Bird Right), però per quanto riguarda Pierce i 20 milioni dell'ultimo anno di contratto da cui è uscito rimarranno virtualmente sul cap fino al rinnovo, quindi a rigor di logica, in ordine temporale Pierce dovrebbe essere il primo affare ad essere notificato (sia che rimanga sia che vada via), perchè a seconda di quanto prenderà il primo anno del nuovo contratto si potrebbe andare sotto il cap, e quindi aprire una nuova possibilità per fare mercato, mentre Ray in ordine temporale si può fare a anche per ultimo, visto che si può sforare tranquillamente il cap, per capirsi sarebba assurdo firmare Pierce, andare sotto il cap, e poi firmare subito Ray, che invece si può firmare tranquillamente anche al termine di tutto il mercato visto che la LBE permette nel suo caso di sforare il cap a piacimento.
"Rasheed Wallace says he's going to retire. What happens to the Celtics' cap? Does his salary come off?
When a player is under contract, he's expected to show up at the team's training camp and be available for the season. That's what the team is paying him for. If the player decides he's ready to hang 'em up before his contract is over – like Rasheed Wallace – he can file retirement papers with the league. But he doesn't get to walk away from the game and keep earning his salary. If he retires, then he forfeits any remaining salary, and the salary comes off the team's books.
One recent example of this came when Jason Williams signed with the LA Clippers in August 2008. Williams thought better of the decision a little over a month after signing, and filed retirement papers with the league. His salary came off the Clippers' books.
Should Wallace decide to file retirement papers with the league, $6,322,320 would come off the Celtics' books next season.
The team and player can reach an agreement whereby the team continues to pay the player in retirement, but this is rare. This happened when James Worthy retired from the Lakers in 1994. Any amount the team pays the player in retirement continues to count against the team's cap.
If the player doesn't show up and doesn't file for retirement, then he's technically under breach of contract. The team could either seek to void the contract, or suspend the player without pay. If the contract is voided then it comes off the team's books; but if the player is suspended without pay then the cap hit (and taxable salary) would remain."
parola di sua maestà Larry Coon
http://www.hoopsworld.com/Story.asp?story_id=16636
L'esistenza di questa regola, a me ignota finora, sono certo che permetterà la sua applicazione, al limite con un "accordo tra gentiluomini" tra un uomo vero (a prescindere dai suoi comportamenti sul campo) e la società che lo ha voluto con forza e poi sempre difeso.
Direi che possiamo dormire sogni tranquilli in merito.
http://www.sportando.net/ita/usa/nba/10050/doc_rivers_rimane_ai_celtics.html
sports.espn.go.com/nba/news/story?page=FreeAgents-10-11
Qui invece tutti i salary cap di tutte la squadre :
hoopshype.com/salaries.htm
Si può dare inizio alla composizione dei vari puzzle !
Se firmo però un FA con tutto lo spazio salariale disponibile, e poi puntello il mio roster con contratti (consentiti dal CBA) al minimo, il cap comunque lo sforo. In questo caso, la MLE mi ritorna indietro, oppure no? Secondo me sì...
Si, nel momento in cui vai sotto il cap l'NBA ti obbliga prima a colpmare il cap e solo dopo a poter usare le eccezioni.
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