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Approfondimenti
Secondo giro esplorativo in vista del draft 2010, per il candidati al primo giro è il turno di Solomon Alabi centro da Florida State, del talentuoso James Anderson da Oklahoma State, Luke Babbit ala piccola da Nevada, Stanley Robinson da Connecticut e Damion Jones da Texas, inoltre un piccolo sguardo a qualche talento da scegliere al secondo giro.
SOLOMON ALABI (C, Florida State)
Nel 2003 Solomon stava camminando per le strade di Kaduna alla ricerca di qualche amico per giocare la solita partita di calcio. Tutti i ragazzi della città nel cuore della Nigeria volevano diventare un Babayaro, un Okocha o un Kanu, e quel quindicenne allampanato non faceva eccezione. La giornata però non prometteva bene, e per le strade c’era poca gente. Il figlio del poliziotto ad un tratto si imbattè in un campetto da basket sul quale un signore in là con gli anni stava tirando a canestro: rimase affascinato da quel gioco, e cominciò a praticarlo lasciando da parte il football. Prima nelle selezioni locali, poi a Lagos in quella nazionale, Solomon Alabi cominciò a farsi notare, e quando nella regione di Kaduna le tensioni religiose sfociarono in omicidi e massacri, lui potè accettare una borsa di studio presso la Montverde Academy, un liceo multietnico alle porte di Orlando in Florida.
Detto fatto, nel 2005 il gigante partì per la Florida e nel giro di due anni cominciò ad attirare l’interesse di Università di alto livello come Arizona e Florida State. Del resto le cifre da senior (17.5 punti, 11.4 rimbalzi e 6 stoppate) abbinate alla sua enorme prestanza atletica parlavano chiaro ed erano state uno dei cardini della stagione da 30 vittorie e zero sconfitte di Montverde. E fu proprio Florida State ad accaparrarsi i servigi del filiforme africano che ricambiò con numeri in costante aumento nei tre anni in maglia “Seminoles”. Certo, ci fu anche una fastidiosa frattura da stress ad una tibia, ma gli 11.7 punti, 6.2 rimbalzi e 2.3 stopponi della stagione scorsa non sono bruscolini. Però, nonostante i 2 metri e 15 e l’apertura alare da 225 centimetri, il centro nigeriano risulta decisamente carente in quanto ad agilità e reattività. Ha bisogno di aggingere chili di muscoli al “telaio” ancora leggerino, la sua velocità laterale è sospetta, i suoi movimenti offensivi robotizzati: insomma per la squadra che lo sceglierebbe sarebbe un blocco di marmo. Di primissima qualità, ma destinato ad essere inutile se non finisse nelle mani di uno “scultore” della classe, che so, di Cliff Ray. Madre Natura gli ha dato un fisico di qualità superiore e tanto basta a farne un discreto difensore soprattutto dal lato debole, ma è chiaro che per fare "onde" al piano di sopra ci vuole ben altro.
JAMES ANDERSON (SG/SF, Oklahoma State)
Se dal draft si cerca un esterno con punti facili nelle mani potrebbe essere l’uomo giusto, junior da Oklahoma State (stesso college di un certo Tony Allen), è stato uno dei migliori realizzatori della stagione NCAA. Fisico perfetto per il ruolo 198 cm ben proporzionati, eccellenti qualità nel tiro dalla distanza ma non per questo meno pericoloso in penetrazione. Al college nel suo ultimo anno viaggiava a oltre 22 punti ad allacciata di scarpe, ma allo stesso tempo tirava giù anche anche quasi sei rimbalzi a partita. Un pò discontinuo dalla lunga distanza nel suo ultimo anno di college, dove ha tenuto la peggior percentuale nei tre anni ad Oklahoma State (nell’anno da Sophmore aveva scollinato il 40%), ma il tiro c’è senza ombra di dubbio.
Ragazzo dell’Arkansas che a mio parere è clamorosamente sottovalutato in questo draft perchè potrebbe valere benissimo una chiamata ai margini della Top10, forse lo scetticismo nei suoi confronti è dettato dal fatto che le sue doti difensive di buon livello sono offuscate da quelle offensive, ma per me Anderson può essere benissimo un buon difensore al piano di sopra, il fisico c’è l’atletismo pure, e spulciando le sue cifre si fa fatica a trovare un punto debole, forse le 2,4 palle perse a fronte della medesima cifra di assist non sono un gran che, ma non dimentichiamoci che il ragazzo a Oklahoma State si ritrovava nella condizione di dover fare sia pentole e coperchi e che probabilmente in tutta la stagione avrà giocato pochissimi possessi senza un raddoppio addosso, e quindi anche il ratio tra assist e perse (notoriamente un dato cruciale per i playmaker, ma non fondamentale per le guardie) non può pesare più di tanto sul suo giudizio finale. Da qualche parte è stato accusato di mancanza di leadership, cosa che se giochi da prima punta al college può essere un problema, ma che non lo sarebbe di sicuro ai Celtics visto che le personalità di spicco non mancano.
Al piano di sopra per me potrà giocare sia guardia che ala piccola, io ce lo vedo benissimo in uscita dalla panchina a breve per farsi le ossa e chissà in un futuro più lontano accanto a Rajon Rondo in quintetto, ma dubito fortemente che questo ragazzo arrivi in zona Celtics alla scelta numero 19, c’è troppo talento dietro a quel nome perchè almeno 8-9 GM possano prendere un abbaglio su di lui.
STANLEY ROBINSON (SF, Connecticut)

Eccolo, qui, un altro atleta clamoroso ma con tecnica e QI rivedibile. Se digitate “Stanley Robinson” su Youtube e lasciate scorrere un paio di “highlights” vi domanderete come sia possibile che questo atleta clamoroso possa essere ancora disponibile alla scelta numero 19: in fin dei conti l’hang- time è terrificante e la capacità di “chiudere” le transizioni in modo esplosivo o di attaccare il tabellone offensivo sono decisamente da NBA, così come l’agilità ed il primo passo in partenza. E poi Robinson sceglie bene i suoi tiri ed in difesa è uno stoppatore da lato debole come pochi.
Se però si gratta la superficie, si cominciano a scoprire le magagne: a volte si estranea dalla partita, risultando abulico: ad UConn giocava una partita da 18 rimbalzi e poi scompariva per quattro incontri, quasi accontentandosi di fare da “paggio” ai vari Jeff Adrien e Kemba Walker. Lavora poco sui fondamentali in cui è debole, affidandosi quasi esclusivamente alle doti atletiche che la natura gli ha fornito, ed è totalmente privo di “in between game”. Oltre a ciò, “Sticks” (come si è soprannominato) sembra il classico “tweener”, troppo poco dotato tecnicamente per giocare da “small forward” nell’NBA e troppo leggero per giocare da “4”. Insomma, il timbro “INCONSISTENT” sembra essere già stampato su tutti i file degli addetti ai lavori che lo riguardano, ed anche se da febbraio ha iniziato profonde opere di restyling della propria immagine – a partire dal taglio della folta chioma che lo rendeva più simile ad un “pusher” che non ad un allievo di Jim Calhoun – è evidente che su questo fenomeno atletico ci siano molte riserve caratteriali. Stanley Robinson è l’ennesimo giocatore sul quale sarebbe necessario lavorare sia sotto il profilo tecnico che quello psicologico, con la prospettiva di entusiasmanti dividendi a fare da contraltare a quella di un paio di stagioni in fondo alla panchina prima della trade alla J.R. Giddens o addirittura dell’addio alla Gabe Pruitt. Ma vista la predilezione di Ainge per i giocatori alti ed atletici, i Celtics potrebbero anche accettare la scommessa…
DAMION JAMES (SF/PF, Texas)
Figlio del Texas e quindi idolo incontrastato nell’università locale, Damion è uno dei giocatori più pronti per l’NBA (è un senior), una sorta di Shawn Marion con meno punti nelle mani, 2,01 atletismo e velocità spaventosi, rimbalzista di alto livello (10,3 a sera nell’ultima stagione) difensore già di buon livello ma con ancora margini di progresso, il problema è che in attacco già al college si faticava a trovargli una identità precisa, non traggano in inganno i 18 punti di media e il 50% dal campo, è il classico atletone che fino a che ha spazio di andare in fondo non lo fermi, ma se non gli concedi spazio nella penetrazione poi con la palla in mano diventa prevedibile e vulnerabile viste le non eccelse doti in fase di trattamento della palla.
Non ha un tiro sicuro, la sparacchia da tre neppure con percentuali catastrofiche (38,3% nell’ultima stagione), ma in ottica NBA dove la fisicità conta molto meno che al college in attacco deve veramente resettarsi su mille aspetti non ultimo quello del passaggio, perchè lo scorso hanno quando veniva raddoppiato la palla persa arrivava con una certa frequenza. Non un mago delle lettrure e delle esecuzioni tant’è che era spesso acusato di non voler giocare con schemi molto elaborati.
Ma attenzione a non farsi trarre in inganno dai difetti offensivi, Jones è NBA Ready come pochi in questo draft, e a livello difensivo potrebbe essere gettato nella mischia sin dai primi mesi, molto dipenderà dalla sua capacità di migliorare in alcuni dettagli e di costruirsi un tiro affidabile dalla media in breve tempo, perchè in NBA se giochi sul perimetro e non hai un tiro affidabile, o sei un difensore di altissimo livello, oppure fai presto a finire fuori rotazione. Progetto intrigante ma che secondo me nasconde qualche rischio di troppo, se però da lui si pretende solo difesa e un giocatore da buttare nella mischia subito senza immaginarsi chissà quali progressi può essere l’umo adatta.
LUKE BABBIT (SF, Nevada)
Sembra quasi uno stereotipo, ma arrivati intorno alla 20 in questo draft o trovi giocatori neri dall’atletismo stuzzicante ma dalla tecnica grezzotta, o trovi dei “bianconi” atleticamente scarsetti e tecnicamente interessanti. Il mancino Luke Babbitt non esce da questi “cliché”, e visto il pallore del suo derma sappiamo già dove incasellarlo. Luke è un attaccante di vaglia e le sue “moves” comprendono tutto il repertorio: dal tiro in avvicinamento al “fadeaway”, dal “jab step” al “pull up”…in parole povere il tiro in sospensione per lui non ha segreti, ed anzi ha pure sviluppato un paio di frizzanti movenze dal post. I suoi 206 centimetri sono un altro dato che piace agli addetti ai lavori, ma questa delizia è abbinata all’immancabile croce: Luke infatti appare come il classico “tweener”, preso in mezzo tra i ruoli di ala piccola e power forward. Specie in difesa, i suoi piedi non sembrano in grado di permettergli di seguire le “small forward” della Lega mentre il suo peso (99 chili) appare limitato per garantirgli di tenere botta contro i “4” dell’NBA: per fare un esempio Kevin Garnett, sicuramente non “supermuscolato”, pesa 15 chili in più. Però con duro lavoro di palestra Luke potrebbe sorprendere, perché l’altezza non si insegna, e quel “jumper” di seta è merce davvero rara. Insomma, se i GM al draft dovessero basarsi principalmente sulle sue doti balistiche, Babbitt potrebbe venir chiamato attorno alla 10, se invece dovessero porre l’accento sulle sue non eclatanti doti fisiche e sulla sua misera mobilità laterale, allora il ragazzo di Reno potrebbe anche arrivare in zona Celtics. Ed uno “spot-up shooter” di 2 metri e 6 non farebbe malissimo a Boston.
Secondo Giro
Si parte con la #52, ma si sa una seconda scelta si puà acquisire o cedere anche in cambio di nulla o quasi (le chiamano future consideration) o indennizzi in denaro, quindi con Ainge può succedere di tutto. buttiamo li qualche nome senza rimanere vincolati alla scelta numero #52.
Il primo è quello di Lance Stephenson (6-6) SG da Cincinnati, considerato qualche anno fa come papabile prima scelta assoluta di questo draft, e poi letteralmente dispersosi negli ultimi due anni di HS a causa di una carattere e di una gestione personale che definire scriteriata è quasi un complimento, finito ovviamente al centro di recupero di Cincinnati, ha fatto una stagione tutto sommato positiva in relazione al poco credito che gli rimaneva. Atletone che per me potrebbe pure fare il play in NBA, tiro da migliorare, istinti da reprimere, il tutto gestito da una testa di .... ma attenzione come talento puro da top5 di questo draft.
Willie Warren (6-4) PG/SG da Oklahoma più Shootin che Point, i più attenti al mondo NCAA l'avranno notato la passata stagione quando tutti gli occhi erano puntati sul suo compagno Blake Griffin futura prima scelta assoluta al draft 2009. Attaccante di valore, mani educate, da istruire in difesa, per me va via a fine primo giro.
Curioso giocatore anche Samardo Samuels (6-8) PF da Louisville e quindi allenato dalla nostra vecchia conoscenza Rick Pitino. Undersize, non un talento, ma un lottatore, non so perchè ma potrebbe piacere a Ainge.
Altro lungo che mi piace, Jarvis Varnado (6-9) PF da Mississippi St. anche qui non tanti cm, ma un bel fisico, tanta energia, tanto atletismo, tanta difesa, attaccante da costruire, o meglio da inventare del tutto.
Chiudo con il mio preferito Greivis Vasquez (6-6) PG/SG da Maryland, questo vede il canestro come pochi ha un buon trattamento di palla, magari definirlo play è un po una forzatura, ma non si palleggia sui piedi, da migliorare sulle letture sicuramente perchè abituato ad andare iin proprio troppo spesso a Maryland, per certi versi non distante come tipologia di giocatore da Lester Hudson, ma sicuramente più forte a livello collegiale.
I profili di James Anderson, Damion Jones e dei candidati al secondo giro sono a cura di Leonardo Ancilli.





Commenti
Anderson e James mi sembrano, qualitativamente, quelli che fanno al caso nostro.
Per il secondo giro, io li mi affiderei a Ainge e al suo buon intuito.
Ragazzi, voi sapete se abbiamo fatto dei provini con qualcuno in particolare?
Da
2- Se possibile scegliere tra Anderson e Robinson anche se non risolverebbero nessun problema aperto, cioè il 2. play e/o il lungo di riserva.
Però il talento a volte fa più delle scelte perchè si può sempre modellare la squadra all'esigenze, vedi team che giocano con 3 piccoli se talentuosi o al contrario se ha ali e centri forti puoi permetterti da dare la palla sotto in continuità.
4 Solomon Alabi
2 Elliott Williams (guardia da Memphis al secondo anno)
2 James Anderson
1 Hassan Whiteside
1 Willie Warren (che Leo dà addirittura fine primo-inizio secondo giro!)
Notoriamente dopo le prime 4-5 scelte è molto difficile che i Mock Draft possano azzeccare qualcosa, bastano un paio di giocatori disponibili in più o in meno che le varie strategie ipotizzate crollano come un castello di carta; ergo, mi sento di affermare con una certa sicurezza che non prenderemo il centro nigeriano!
Leggendo le varie caratteristiche, di questi nomi mi piace James Anderson, che per la cronaca viene dato spesso anche dopo la 19, evidentemente i dubbi difensivi sono diffusi: e che problema c'è, con la maglia verde addosso abbiamo fatto difendere anche gente come House o Robinson....
Spero veramente che riusciamo a prendere james anderson e dico che ci troveremo un giocatore alla brandon roy tra le mani da poter far crescere senza troppe pressioni...
per il secondo giro stephenson sarebbe una scommessa coi fiocchi anche se dovrebbe puntarci qualcuno molto prima della 52 (forse proprio portland) altrimenti segnalo anche sherron collins play in uscita da kansas o jon scheyer di duke...
All'inizio anche Perk risultava rude, e negli ultimi tre anni è migliorato in tutti i punti del suo gioco( rimane meglio come difensore, ma a me sembra un centro completo).
Adesso che Perk è anche indisponibile, credo che lavorare con un prospetto del genere non sia cosa sbagliata. Comunque complimenti per gli articoli e la conoscenza, veramente permettete a tutti di poter sapere cose che altrimenti sarebbero difficili da scoprire. Grazie per l'ottimo lavoro.
Investire una scelta di medio livello come questa n. 19 in un progetto dipende dalla nostra disponibilità ad aspettare almeno un paio di anni che possa contribuire (tipo Perkins).
Ma siamo in queste condizioni? Oppure una squadra con veterani come la nostra e con un'organizzazione anche complessa per un rookie non permette ai giovani di contribuire (vedi Walker e Giddens) perchè il livello tecnico e tattico è troppo superiore alle loro capacità?
Mi spiego meglio, una cosa è giocare in una squadra di basso livello che magari punta sull'attacco e un talento può fare qualcosa, altra questione è una squadra costruita sui veterani e per vincere.
Se poi si ricostruisce da zero .....
Soprattutto se il discorso legato alla continuità è legato alla Permanenza dell'amato ed amabile Doc Rivers, che spero vivamente rimanga, non credo ci si possa aspettare tanto da un Rookie.
Poi soprattutto se l'obiettivo è quello di arrivare nel giro di due anni a riavere una squadra spaziale (premesso che non so quali saranno le scelte, ma io sarei favorevole sempre se possibile ad arrivare nel giro di due anni a riavere una squadra che faccia sfracelli) io prenderei Alabi. Poi è un parere mio, sicuramente chi sceglierà ne sa molto , ma molto più di me. Io però lo proverei, tutti quei centimetri non sono da disprezzare, e ripeto, visto quanto ricavato da Glen Davis E Perkins credo ci si possa lavorare.
Cole Aldrich
Al-Farouq Aminu
Luke Babbitt
DeMarcus Cousins
Ed Davis
Derrick Favors
Paul George
Gordon Hayward
Wesley Johnson
Greg Monroe
Evan Turner
Ekpe Udoh
John Wall
Mancano ancora due nomi, se dovessi andare a naso direi due tra Patrick Patterson, Avery Bradley e Xavier Henry.
Parlando di Patterson, sembra che piaccia molto ad Ainge anche se io e Leo non lo abbiamo inserito tra i “papabili” perché appare molto improbabile che “scivoli” alla 19. E’ un giocatore completo che, anche se non altissimo, ha saputo modificare il suo gioco a Kentucky con l’arrivo di Wall e Cousins, passando da prima opzione offensiva a terza e costruendosi un tiro da tre punti. Molto “muscolato”, è comunque dotato di piedi veloci e di ottima mobilità laterale, e sarebbe la classica ala che spesso abbiamo visto a Boston nella gestione Ainge, da Brandon Hunter a Big Baby passando per Powe.
Volevo chiedere se eventualmente esistesse la possibilità che Ainge in cambio di qualche soldino e della sua scelta possa prendere una scelta più alta.
So che è difficile trovare qualcuno disposto a cedere solo in cambio di soldi ed una scelta più bassa il proprio numero d'entrata al Draft, ma volevo sapere se eventualmente sarebbe possibile come cosa.
patrick patterson magari scivolasse alla 19, ottimo prospetto gia' pronto per il piano superiore... il fatto che james anderson non sia tra questi mi da' qualche possibilta' in piu' che arrivi fino alla 19 per noi... il mio modestissimo parere su alabi e' che al momento nemmeno con un lavoro sopraffino ci tiriamo fuori un giocatore come perkins o davis in 2 anni, la sua poca mobilita' e' sconvolgente...
E' possibile, Ainge lo fece con Rondo qualche anno fa, ma è alquanto improbabile. Anche perchè dopo gli ultimi "colpi", quando gli altri GM vedono sul display il numero del GM dei Celtics fanno segno alla segretaria "digli che non ci sono"...
Detto questo, dalla lista di Legend si evice che per noi "salterebbero" le opzioni "white": Babbit, Hayward, Aldrich.
I primi due erano oggettivamente cause valide da spendere al nostro progetto nel medio termine (quello necessario per accrescere la massa muscolare).
Sugli altri, non conoscendoli, resto in sospeso, mentre il buon Scheyer di Duke personalmente non vale più della nostra 52. Ok, ottimo tiratore e poi?
Nel mock di Buffa (che ogni anno ci piglia abbastanza) questo il quadro dei nostri "potenziali" pababili:
10) Aldrich 11) Patterson 12) Damion James 15) James Anderson 17) Henry 19) Babbit 22) Hayward 24) Senders 25) Alabi.
Mentre che mi dite di Brackins? Aldilà delle previsioni di Buffa (20) suppongo difficile vederlo libero ancora alla 19, o mi sfugge qualcosa?
Aldrich non ha fatto benissimo nei test di agilità, e sembra sia "calato" un pochino, mentre Babbitt - come ho scritto sopra - è uno di quei giocatori che potrebbe uscire alla 10 come alla 20, dipende se il GM di turno preferisce un giocatore atletico ad uno tecnico.
Brackins ha pagato molto il fatto di esswere stato l'unica stella ad Iowa State, e quindi sottoposto a rigidi raddoppi. Gli scout NBA perciò hanno concluso che non fosse abbastanza forte da segnare contro avversarie di prima schiera, ed è un errore perchè è chiaro che le statistiche di Cousins, ad esempio, sarebbero state ben peggiori se a fianco non avesse avuto Wall e Patterson. A me Brackins non dispiace, vorrei vederlo in qualche workout ma non escluderei che possa piacere anche ad Ainge.
Al di là di questo Brackins che non so chi sia (ma ha il nome di uno snack) i workout come vengono fatti?
Cioè ti si chiede forse di giocare 1vs1 con un tuo pari ruolo? Se si allora molto dipende dal tuo avversario perchè per l'Aldrich di turno un conto è giocare contro Perk un altro è vedersela con O'Bryan o Williams.
Ti fanno fare una partitella? In questo caso quello che forse riesce ad esprimersi meglio è il play perchè ha la palla in mano viceversa un tiratore dipende molto dal play ed in genere chi gioca "di squadra" o ha spiccate attitudini in tal senso è penalizzato nel confronto con chi magari si sa costruire uno straccio di tiro.
Infatti. Visto qualche highlights, per quel che sono attendibili, e mi pare davvero elemento d'interesse assoluto. Ok leggerino (ma nella NBA a questo si può rimediare), è comunque atletico, mano educata assai, movimenti in post. In difesa non so, ma comunque stoppate ne ha rilasciate e pure a rimbalzi sa il fatto suo. Se scade alla 19 è davvero un quasi lusso, difficile a quel punto non considerarlo per noi tra i massimi candidati. Detto questo, per me alla 19 non ci arriva.
I workout sono molto più complessi. Vengono fatti fare test, esercizi specifici per valutare diversi aspetti relativi alla tecnica, all'atletismo e anche di personalità. Poi possono arrivare 1 vs 1 e partitelle. Ma prima c'è molto, molto da sudare.
potrebbe arrivarci alla 19... lo motivo cosi: prima della 19 non molte squadra cercheranno giocatori del ruolo di brackins (ala grande/centro) e ci sono diversi giocatori piu' forti o semplicemente piu' "sponsorizzati" di lui nel suo ruolo: favors, cousins, monroe, aldrich, davis, patterson, udoh, orton, whiteside, sanders...
detto questo credo che la nostra scelta non esca da questi 4 nomi che dovrebbero arrivare eleggibili alla 19: brackins, anderson, robinson o alabi... sperando che non si scelga alabi
Hayward... magari, ma crescono le quotazioni.
Alabi... secondo me anche lui prima della 19. Però può essere un buon prospetto.
Damion Jones e Anderson non mi convincono a pieno.
Mi intriga di più Larry Sanders o Xavier HENRY.
Poi ci puo essere qualcuno che riesce ad avere un buon impatto sin da subito ma penso che sia difficile davvero prevedere il loro impatto in NBA .(Ainge sicuramente è piu bravo di me in questo
Detto questo per me la decisione giusta sarebbe prendere il miglior talento rimasto per farlo crescere dandogli dei minuti ma senza aspettarsi troppo sin da subito .
Il centro bisogna prenderlo sul mercato e non al draft ,dove di pronti non ce ne sono alla 19!!!
IL mio pensiero è che Ainge ragioni cosi (poi puo anche essere che mi sbagli alla grande)!!!
PS:Brackins mi piace e rientra sempre in quello che ho detto prima.
Voci da verificare, ma si parla seriamente della possibilità che gli Hornets possano privarsi di Chris Paul, trattative con Phila per la # + Igoudala, e con i Nets # + Brook Lopez.
Trattative anche tra Nets e Minnesota per uno scambio di scelte #3 e #4+ una delle altre due scelte di Minnesota al primo giro.
Delle due andrei con quella de Nets, ma ritengo che Paul andrà via, ma più tardi e in qualche franchigia più competitiva. Forse.
dici che Ainge starà provando a comprare una # più alta? Il problema è che non abbiamo giocatori da inserire.
situazione tutta da evolversi.
Pare che Doc se ne vada,Pierce non si sa,Allen pure,Sheed si ritira.
La prossima settimana ne sapremo di più.
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Welcome home Massi76!
Siamo in attesa della DECisione del DOC. Tutto dipende da quella. Il fatto che non sia stata ancora presa, quando ad inizio PO era certo di lasciare qualche speranza di ritrovarlo sul pino anche l'anno prossimo c'è. Altrimenti, probabile si opti per McHale. Ma su quali Celtics possa trovare è mistero. Ray non sembra molto convito di rimanere a fronte di netta riduzione ingaggio, ma la sua famiglia preme per la permanenza a Boston. Di PP ancora nulla, per Sheed il ritiro è quasi certezza, mentre tra quelli in scadenza Tony rimane quello più prossimo al rinnovo.
Draft: workout per Damion James che pare molto apprezzato dallo staff celtico per la sua versatilità. Piccola curiosità su Damion: ai liberi è sfida aperta con Rajon.
Pierce si incontrerà con Ainge la settimana prossima per discutere del rinnovo.
Mia domanda, ma Gadzuric tira da tre?
A patto, però, che abbia più fortuna del suo allenatore di college nell'indossare la nostra maglia...
Da
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