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Approfondimenti
Scelte numero 19 e 52 per i Celtics (almeno in partenza) al draft di giovedì, analizziamo alcuni dei possibili pababili per la scelta al primo giro : Gordon Hayward ragazzo bianco dell'Indiana grande protagonista del torneo NCAA con Butler, Larry Sanders lungo molto acerbo ma dal grande upside da Virginia Commonwelth, Daniel Orton freshman da Kentucky, e la coppia di Kansas Jayhawks Xavier Henry e Cole Aldrich.
GORDON HAYWARD (SF, Butler)
Come dovrebbe reagire un tifoso dei Celtics quando vede la possibilità di scegliere un ragazzo che viene dall’Indiana? Se poi quel ragazzo è dotato di ottimo tiro da fuori, passa discretamente e va a rimbalzo con tenacia ma non è dotato di mezzi atletici spaventosi, è chiaro che il paragone con un'altra matricola di trent’anni fa, per quanto forzato, diventa inevitabile. Non vi basta? Ok, allora aggiungiamo che come il più illustre ed irraggiungibile termine di paragone ha perso una finale NCAA giocando per un semi-sconosciuto college dell’Indiana ed è alto 2 metri e 6. E poco importa che Gordon non abbia i baffetti e venga da una città situata a nord-ovest di Indianapolis e non a sud-ovest (come French Lick): la fantasia dei tifosi bostoniani già corre a quel draft del 1978 in cui i destini del Trifoglio cambiarono improvvisamente. Hayward era entrato nella storia del basket dell’Indiana – già di per sé un record – quando nel 2008 aveva centrato un tiro allo scadere per dare al suo liceo di Brownsburg il successo (40 a 39) su Marion High nella finale statale.
Purtroppo il suo non eclatante atletismo spense l’eventuale interesse dei college di prima schiera e trovò posto “solo” ai Bulldogs di Butler, l’ateneo dell’Indiana che gioca le proprie partite interne nella leggendaria Hinkle Fieldhouse: in una cornice simile Hayward si trovò perfettamente a suo agio facendo registrare 13.1 punti e 6.5 rimbalzi nell’anno da matricola, e risultando uno dei punti di forza di quei Bulldogs da 26 vinte e 5 perse. Ma la sua apparizione sulla mappa degli eventuali “prospetti” NBA risale al luglio 2009 quando, convocato nella selezione Nazionale statunitense Under-19, fu inserito nel quintetto dei migliori del Campionato Mondiale ed il suo contributo fu determinante per riportare la bandiera a Stelle e Strisce sul gradino più alto del torneo iridato per la prima volta dal 1991. Da allora più o meno la storia di Gordon Hayward III è nota a tutti: la cavalcata della Cenerentola Butler che dal 22 dicembre in poi vince venticinque gare in fila, la “March Madness” a perdifiato fino alla finale con Duke, e l’amarezza per quella vittoria sfumata sull’ultimo tiro proprio del ragazzo dalle orecchie a sventola. Parlando delle sue caratteristiche di giocatore, la prima cosa che balza agli occhi è l’incredibile velocità di rilascio del suo tiro. Se ad essa aggiungiamo l’ottimo lavoro di preparazione effettuato dai suoi piedi, la spiegazione della sua pericolosità dal perimetro è bella e pronta.
Alto quoziente intellettivo cestistico, ha però difficoltà a costruirsi il tiro da solo, ed anche se i suoi 2 metri e 6 e l’incredibile apertura alare possono agevolarlo, spesso si è trovato in difficoltà contro avversari “muscolari” e fisicamente aggressivi. Le mani sono educate anche nei passaggi e dimostra buona visione di gioco nelle situazioni di “penetra e scarica”. La difesa è invece ancora “lavori in corso”. Se i piedi sono tutto sommato sufficientemente veloci, la mobilità laterale è il vero tallone d’Achille e potrebbe costargli cara in chiave draft. Anche perché mancano ancora un po’ di muscoli per l’NBA: la sua bilancia al momento segnala 94 chili, dieci in meno ad esempio di
Rashard Lewis che nell’NBA è considerato un longilineo. Se poi volessimo puntare allo “spot” di ala forte, beh, insomma, Kevin Garnett gli rende cinque centimetri e 20 chili… Gordon Hayward a livello NBA rimane ancora un progetto da sviluppare. Ricorda un po’ il giovane Toni Kukoc o, se vogliamo, Danilo Gallinari ed è un giocatore che in una situazione tranquilla in cui le sue doti possono venire esaltate e le sue debolezze nascoste dalla presenza di compagni di squadra di alto livello potrebbe sorprendere fin dall’anno da matricola…qualcuno ha detto Celtics? In ogni caso, è difficile che Hayward alla 19 sia ancora disponibile.
LARRY SANDERS (PF/C, Virginia Commonwelth)
Partiamo subito col dire che Larry Sanders non è ancora materiale da NBA. Anche se nell’ultima stagione a Virginia Commonwealth University ha fatto vedere incredibili miglioramenti, in difesa si fa spostare con troppa facilità a causa di una struttura “leggerina” e di un paio di piedi ancora troppo lenti per il “piano di sopra”. Ma conoscendo Ainge, siamo sicuri che i suoi 210 centimetri non siano passati inosservati, così come il fatto che la sua “apertura alare” è di 227 centimetri: sono numeri molto simili a quelli di un “pezzo” considerato ben più pregiato, tale DeMarcus Cousins da Duke, al quale però Larry rende ben 25 chili di peso. Ecco perché non è difficile ipotizzare che se Sanders dovesse “agganciare” alla sua struttura ossea altri 5/10 chili di muscoli il suo futuro in NBA potrebbe decisamente farsi interessante.
Larry ha iniziato a giocare a basket solo a 15 anni, e quindi la sua curva di apprendimento è ancora chiaramente in ascesa, come dimostrano anche i rapidi miglioramenti fatti registrare a VCU: la sua percentuale ai liberi nei tre anni di college è passata dal 45.6% della stagione da “freshman” al 55.8% del secondo anno, al 64.1% del campionato scorso, nonostante i tentativi siano raddoppiati. Ma le statistiche che destano l’interesse degli scout sono i 9,1 rimbalzi e le 2,5 stoppate ad allacciata di scarpe. Dicevamo dei suoi difetti, di quella parte inferiore del corpo ancora troppo debole per sostenere gli scontri d’area ma capace di percorrere con discreta velocità i 28 metri tra i due canestri.
Il suo atletismo ne farebbe un terminale interessante per le transizioni e se la loro regia dovesse essere affidata ad un folletto come Rajon Rondo non sarebbe peregrino preconizzare una buona dose di acrobaticità nei giochi a due. Ma se per Larry la conclusione nei pressi del canestro sembra non avere troppi segreti, nell’allontanamento dal bersaglio finora ha trovato un altro tallone d’Achille che nell’NBA viene immediatamente messo a nudo dalle difese avversarie.
L’uso della mano sinistra è ancora raro e persiste una certa qual discontinuità nella voglia di “mordere” le partite: un quadro che però i fantastici mezzi che Madre Natura gli ha fornito pareggiano abbondantemente. Larry Sanders non è ancora pronto per un palcoscenico esigente come il TD Banknorth Garden. Ma se l’allenatore giusto (qualcuno ha detto Clifford Ray?) ci mette le mani, ecco che la scelta di questo interessante “prospetto” potrebbe rivelarsi tutt’altro che un azzardo. Alla “NBA Combine” di fine maggio non ha brillato né negli esercizi di agilità né in quelli di stacco da terra (71 centimetri), mentre ai pesi ha confermato di avere bisogno di ulteriore massa muscolare.
DANIEL ORTON (C, Kentucky)
Gran bel fisico sicuramente visti i 210 cm e i quasi 120 chili, dichiaratosi un po a sorpresa dopo un solo anno passato alla corte di Calipari e John Wall, anche perché accanto al prospettone da top5 DeMarcus Cousins ha avuto vita relativamente facile. Doti offensivi tutte da esplorare, però in difesa se messo in mano a specialisti di valore come Clifford Ray potrebbe uscirne qualcosa di veramente buono.
Per certi versi potrebbe assomigliare al nostro Kendrick Perkins, Orton è sicuramente meno acerbo del Perkins che arrivò a Boston nel 2003, resta poi da vedere se riuscirà ad arrivare ai livelli difensivi del Perkins attuale. Obbiettivamente "pesare" Orton è un esercizio veramente difficile, ha giocato in un mezzo Dream Team che è naufragato anzitempo al torneo NCAA, non di certo per colpa sua visto che svolgeva compiti specifici in difesa ma che in attacco era usato per portare i blocchi e poco altro anche se va detto che qualche lampo si è visto, qualche piazzato frontale a segno e qualche rudimentale movimento in post su cui lavorare.
Tra le cose positve una reattività notevole. Non va dimenticato che è un freshman. E’ chiaramente un giocatore da scegliere e poi crescere con tutta la calma del mondo, senza pretendere nessun tipo di risultato nell’immediato, un solo anno al college, per di più in un sistema molto particolare come quello di Calipari, per ora è tutto da esplorare, si punterebbe su un fisco importante e su un ragazzo a cui non sembra difettare la voglia di allenarsi e di migliorarsi, il potenziale c'è potrebbe essere uno di quei casi in cui con un anno di permanenza in più al college ci si guadagna una chimata sicura in top 10, ma si sa i dollari dell'NBA quando chiamano è difficile rifiutarli.
XAVIER HENRY
Guardia da Kansas (che potrebbe quindi avere la benedizione di Paul Pierce), mancino, uno che il canestro lo trova davvero, un gran bel giocatore, secondo me uno dei primi 10 talenti di questo draft, per di più essendo un freshman ha margini di upside ancora maggiori rispetto ad altri eleggibili..
Lecito chiedersi perché uno così dovrebbe arrivare alla 19 ? In effetti è difficile che ci arrivi, ma è pur sempre un freshman che ha si messo in mostra tanto talento, ma che ha avuto paurosi alti e bassi nella stagione NCAA, che nonostante un fisico veramente tosto, finisce spesso per prediligere il tiro dalla distanza alle penetrazioni in area e annessi contatti fisici, insomma c’è chi lo accusa anche dalle parti di Kansas di essere molto soft, e il termine soft è la cosa che più spaventa in GM NBA in sede di draft, perché la storia è piena di grandi talenti che senza la dovuta consistenza sono diventati dei veri e propri flop facendo perdere le loro tracce in pochissimo tempo.
Lui a Kansas era arrivato con grandi attese, e pur avendo messo in mostra delle grandi potenzialità, in parte ha deluso soprattutto per problemi di continuità, quindi la possibilità che scivoli alla 19 (perché parliamoci chiaro per talento vale una chiamata a ridosso della top10) tutto sommato c’è. Atleta con fisico ben piazzato, non è velocissimo, ma ha un'ottima tecnica di tiro e anche come passatore è su buoni livelli. Difensore potenzialmente buono anche se da settare in tanti dettagli importanti. Insomma un talento acerbo che in NBA potrebbe esplodere se finisce in un contesto giusto o implodere se finisce in uno sbagliato. Da capire poi se a Ainge potrebbe interessare o meno.
COLE ALDRICH
Centro, bianco, quasi 7 piedi ..... e qui molti GM subito girano pagina pensando subito ai soliti bianconi in arrivo da oltreoceaono, innamorati del tiro da tre e allergici alle botte che volano sotto le plance. No nulla di tutto questo, Cole campione NCAA a Kansas nel 1998 quando era freshman, è un lungo vecchio stampo sul serio, difensore di testa, educato nei fondamentali, dotato di testa pensante, stoppa forte, va deciso a rimbalzo nonostante non sia un mostro di atletismo, insomma uno che fa bene tante cose, ma non eccelle in nulla e forse questo associato ad un atletismo non devastante lo sta facendo scivolare nelle quotazionid i molti GM, ed è questo il motivo per cui lo troviamo in questo articolo nonostante sia stato dato come scelta sicura da top10 in questo draft da almeno un anno.
Ragazzo proveniente dal Minnesota, sin dalla prima stagione da freshman a Kansas è sotto i riflettori dei media, con tanti addetti ai lavori pronti a giudicarlo in ogni movimento, è stato parte ingrante della squadra che nel 2008 ha strappato al supplementare il titolo alla Memphis di Calipari e Derrick Rose, insiema a tanti buoni giocatori che lo aspettano al piano di sopra (Darrel Arthur, Brendon Rush e Mario Chalmers), pensa basket e questo secondo me è uno dei suoi punti di forza perchè raranente si rende protaginista di sciocchezze clamorose e tende sempre a fare la cosa giusta al momento giusto.
Giocatore a mio modo di vedere pure molto poco stimato in attacco, dove sa muoversi sul piede perno, e ha pure un tiretto frontale non male anche se da migliorare, perchè la meccanica di tiro e il rilascio sono inguardabili come stile (altro motivo per cui le sue quotazioni sono in discesa). Insomma se al draft molti GM non vivessero nella speranza di trasformare i giocatori più acerbi in fenomeni, uno come lui andrebbe via nella prima metà del giro. la paura che spaventa tanti GM è sicuramente la sua staticità in area, e la sua monodimensionalità intesa nel senso che lui può giocare esclusivamente centro e con lui in campo il gioca andrà gioco forza adattato alla sua presenza. Dei lunghi che rischiamo di trovare alla 19, sicuramente il più pronto, e forse l'unico che rischierebbe da subito di trovare minuti importanti in rotazione. E l'idea di affidarlo al "santone" Clifford Ray renderebbe ancora più intrigante la sua eventuale scelta.
I profili di Daniel Orton, Xavier Henry e Cole Aldrich sono a cura di Leonardo Ancilli.





Commenti
Sanders e Orton molto acerbi, non vanno certo presi come vice Perkins o vice Wallace, ma se si decide di fare un altro giro in alto vanno presi come quinto lungo, e poi affidati a Clifford Ray con calma. Aldrich più pronto potrebbe anche prendersi 15-20 minuti di rotazione vera.
Dalla 8 alla 23 c’è tutta la differenza del mondo, fatto che dimostra chiaramente come il “mock” non sia una scienza esatta perché sono troppe le variabili che entrano in campo. Ecco perché io e Leonardo abbiamo cercato di dare qualche rapida pennellata a dieci dei più probabili giocatori tra la 15 e la 25, consci che ne lasceremo altrettanti fuori e che Ainge sceglierà tutt’altro…
Hayward ed Henry gli ho visti giocare qualche volta e non mi dispiacerebbero, invece il ragazzo da Virginia Commonwealth non ho idea di chi sia. E' mia opinione che, in base alla disponibilità di Aldrich e Orton, la scelta avverrà tra quei due.
Da
Per esempio, se Ray non rifirma ci servirebbe più Henry di Aldrich, Hayward e Orton li dò fuori portata, saranno stati scelti prima.
E se le guardie saranno coperte, allora meglio uno da prospetto ma atletico che un omaccione all'ultimo anno NCAA, andrebbe poi a cozzare con Perkins quando rientrerà.
non e' detto. Ainge ha sempre scelto in base al talento disponibile e praticamente mai, almeno a mia memoria, per i ruoli scoperti in squadra.
henry pero' da quello che si legge nelle varie previsioni non va oltre la 15... l'omaccione che temo e che ci affibbiano tutti in questo momento e' solomon alabi...
Ed è quello che dicevo anch'io, dobbiamo trovare magari qualcuno che difenda meno ma che fatturi nell'altro campo, non sempre affronti Howard e lo devi contenere.
come ala fore o centro alla 19 non rimarra' quasi niente.. ma come shooting guard qualcosa di interessante dovrebbe rimanere: il mio preferito james anderson, elliot williams, eric bledsoe (altro kentucky ricco di talento), terrico white...
Per quanto riguarda i centri di buoni e da far crescere ce ne sono ,a io punterei piu su un giocatore offensivo che possa portare punti subito , il centro lo prenderei sul mercato senza svenarmi perché il titola quando torna c'e ed è categoricamente Perk!!!
Altro giocatore che potrebbe arrivare in torno alla 19 è STANLEY ROBINSON ,forza fisica e grande difesa ma deve migliorare in attacco o James Anderson che gia qualcuno di voi ha nominato che secondo me sarebbe un affare !!!
Ai posteri l'ardua sentenza
Comunque Ainge fara di sicuro la scelta giusta !!!
uhm robinson lo danno al secondo giro, non lo conosco bene ma da come lo hai descritto sembra interessante, e' un ala piccola... su james anderson ti posso dire di averlo visto giocare una decina di volte piu vari filmati ed e' un talento puro... mi sembra molto strano che arrivi alla 19, cmq nessuno lo prevede chiamato prima, speriamo di prenderlo...
Il profilo di James Anderson c'è nell'articolo di domani.
Tra l'altro, per quello che può valere, lo danno alla 19 nel Mock Draft di NBA.net.
Inutile esitare, da quando l'ho visto alle Finals per Hayward ho una certa predilezione. La questione muscoli in NBA è relativa: un paio di anni e 10 Kg di solida massa muscolare compaiono da par loro. Ragazzo dal QI raro, che però sulla questione rimbalzo difficile possa dare contributo concreto. Ma poi scusate che se ne fanno di Hayward i Pacers quando hanno già Heinsbourgh scelto l'anno scorso? Si prendessero un play decente o una guardia realizzatrice da affiancare a Granger.
Premesso che alla 19 si prende sempre e comunque il meglio possibile a prescindere dal ruolo, resta da capire se ci orientiamo a dare una prima parziale copertura al buco lasciato dall'infortunio di Perk oppure verso un esterno con punti nelle mani e capacità di tiro dal perimetro (alternativa a Ray).
concordo.
Però, a me quello che piace di più è James Anderson.
Staremo a vedere...
Citazione Alberto:
Io ancora non sono riuscito a trovare la forza di entrarci, in Nba.com.
Intendo dire che se prevale la logica di rinforzare il gruppo attuale, cosa ci facciamo di ragazzi bravi, per carità, ma da sviluppare per un paio di anni tipo Perkins? A noi serve chi possa stare in campo subito, grazie.
Citazione:
ma Pritchard non se ne era andato?
Ma perchè i Blazers hanno tirato fuori 2ML per salire 'ste 10 posizioni? Boh!
Nel 2009 i migliori come impatto sono stati Casspi (23), Ty Lawson (18), Collison (21) e Taj Gibson (26).
Nel 2008 ci sono stati George Hill (26), Courtney Lee (22), Hickson (19) e Hibbert (17).
Nel 2007 abbiamo avuto Dudley (22) e il nostro Davis alla 35.
Infine nel 2006 (a parte Rondo), solo Farmar e Shannon Brown, alla 26 e 25.
Insomma un panorama di giocatori bravini, ma che al primo anno hanno dato poco, le mie speranze di un aiuto immediato sono proprio poche
La 19 certo non lascia spazio a grandi scelte, ma va detto che siamo capitati in uno dei draft con più potenziale talento degli ultimi anni con la scelta più alta degli ultimi anni e questo è dato quanto meno assai positivo. Conta capire se prima del draft Ainge avrà qualche certezza in più sui nostri giocatori cardine e sul coach, poiché questo in qualche modo inciderà sulla scelta.
Tra i FA monta forte un nome già in passato affiancato ai Celtics: Mike Miller. In uno sistema come il nostro ci sarebbe alla perfezione e sarebbe molto più utile della grande delusione Marquis. Speriamo.
Quanto a Miller è FA e potrebbe servire, ma temo che finchè non arriveremo al 1 luglio con la decisione di Pierce e le trattative con Ray (credo formalmente vietate perchè è FA anche lui), su altri non si possa andare.
Michele, credo che se Miller venisse firmato con la MLE non sarebbe vietato parlarci, visto che quell'eccezione puoi usarla anche se sei oltre il cap.
E probabilmente i Blazers hanno "scalato" quelle 10 posizioni perchè secondo loro "scivolerà" sicuramente un giocatore di quelli che a loro interessano.
in qualche suo altro colpo di genio....
Non ci resta che attendere...
Il bello dei sogni è che non sono vietati anche quando sono proibitivi.
Ma proprio impossibile? Nel senso, è impossibile perchè con l'attuale regolamento non c'è margine di manovra o perchè la proprietà non intende/può investire oltre il monte salari (che credo sia già stato superato in questa stagione...)?
Credo che più del sangue non possano dare.
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