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Approfondimenti
Qualche tempo fa parlando di Eurolega Flavio Tranquillo aveva scritto che la differenza tra i playoffs ed il paradiso è che per arrivare ai playoffs non devi sopportare i disagi (leggi la fine della vita) che l’altro cammino impone. Per i Celtics versione 2010, però, questo non è esattamente vero, perché per arrivare a questa Finale NBA i biancoverdi sono…morti e risorti. Parliamoci chiaro: ad inizio marzo le sconfitte interne con New Jersey e Memphis avevano spinto ogni tifoso nel baratro della disperazione sportiva. C’era chi “sparava” su Rasheed Wallace, chi su Kendrick Perkins, chi diceva che i “Big Three” andavano smantellati per raccattare qualche prima scelta e rendere meno lungo il processo di ricostruzione.
Se questo accadeva tra i tifosi del Trifoglio, cosa potevamo aspettarci da media, reporter ed esperti in genere? Ed infatti l’onda lunga della stampa ha presto sommerso le speranze dei nostri eroi. Come la nera marea ha inghiottito le coste della Louisiana, così la nera marea della sfiducia se non dell’aperta irrisione si è impossessata dei Celtics. Dagli studi di ESPN in California a quelli di Sport Italia in Lombardia il pronostico era chiaro e contrario a Boston.
Un redattore su queste pagine a febbraio aveva “sparato” quello che sembrava un “tiro da metà campo” della disperazione, dicendo che forse questi Celtics erano “fratelli” di quelli edizione 1969, la squadra dei Grandi Vecchi Russell e Sam Jones che tra gli infortuni era arrivata ai playoffs da sfavorita, e poi aveva stupito tutti eliminando Cincinnati e New York prima di battere i Lakers strafavoriti in Finale. Ma era – ammettiamolo – più una speranza disperata, che reale fiducia nelle possibilità di una squadra in difficoltà. Perché anche l’ottimismo, se esagerato, sfora nell’incoscienza.
Bene, sono arrivati i playoffs, ed improvvisamente i “morti” hanno cominciato a giocare a basket. Dapprima in modo incerto, confermando le perplessità del mondo sportivo americano, vincendo la prima partita contro Miami dopo essere stati lungamente in svantaggio. Poi facendo la voce grossa nelle gare seguenti, in un crescendo incredibile. Ci sono stati momenti di crisi, è chiaro: la sconfitta interna col maggior scarto nei playoffs dell’intera storia di Franchigia (95 a 124) con Cleveland, o la rimonta dei Magic che dallo 0 a 3 hanno riaperto la serie.
Ma nei momenti di difficoltà la squadra ha sempre risposto in modo compatto, reagendo come un gigante d’acciaio e vincendo le partite che contavano: come il 120 a 88 alla Quicken Loans Arena o il 96 a 84 di stanotte, punteggio bugiardo per una partita dominata dall’inizio alla fine.
Vincere il “trofeo d’argento” di campioni della Eastern Conference ai Celtics non è mai stato l’obiettivo finale, ma il punto di partenza. Ecco perché dopo le foto di rito con i cappellini, nello spogliatoio il coach ha ricordato quella bandiera appesa alla parete di Waltham che è l’obiettivo finale. Ecco, “Doc” Rivers.
Boston non ha ancora vinto nulla, si apre una Finale contro una squadra completa ed agguerrita, e mettersi a parlare del cuore Paul Pierce, o del redivivo Kevin Garnett, o del glaciale Ray Allen, o del Piccolo Grande Uomo Rajon Rondo sarebbe prematuro, e forse un po’ menagramo.
Ma due parole vanno spese per l’uomo che in silenzio ha riportato questa nave sulla sua rotta, ha usato le parole giuste per motivare, ha punito chi doveva punire e premiato chi doveva premiare. Durante gara 6 con Cleveland l’abbiamo sentito gridare “So che tutti volete vincere, ma dobbiamo farlo insieme”! Ed i Celtics hanno vinto “together”, insieme. L’avevamo sentito dire, davanti ad una folla di perplessi giornalisti, “Nate Robinson ci vincerà una partita, nei playoffs”.
Giornalisti perplessi? Aveva usato le stesse parole per Stephon Marbury, un anno fa, e la profezia si era avverata quando “Starbury” aveva guidato Boston al successo in gara 5 nella serie contro Orlando! Ed ecco che nel campo minato della sesta partita, ancora contro Orlando ma un anno e sedici giorni dopo, Nate Robinson si alza dalla panchina quasi per caso (se si riesce a credere al caso sull’ennesimo fallo di Dwight Howard) e segna 13 punti in un quarto, regalando a Boston la “spinta” vincente e facendo di “Doc” una sorta di “Nostradamus dei canestri”.
Se la squadra è sempre rimasta compatta, se nei momenti difficili ha sempre saputo reagire, se ha vinto tre serie di playoffs in 17 incontri, tre in meno del 2008, è perché il “timoniere” l’ha rimessa sulla rotta giusta coi suoi “together”, con la sua competenza, con la sua umanità. Non ha avuto bisogno di giochini psicologici ai danni degli avversari, ma ha preferito incanalare tutte le sue energie sulla preparazione dei suoi giocatori, che alla fine gli hanno sempre risposto da campioni.
Anche il piccolo playmaker da Washington è sempre stato lì, a sventolare l'asciugamano fino al momento in cui gli è stato chiesto di metterlo giù, di prendere il pallone da basket e di ficcarlo nel canestro dei Magic. A fine partita, il regalo più bello è stato per lui il “ti voglio bene” del suo coach.
E’ tempo di Finali, il paradiso può attendere.





Commenti
L'ho scritto e lo riscrivo. Siamo di fronte non solo ad un grande allenatore, ma soprattutto ad un grande uomo e questo fa tutta la differenza del mondo per me, ancor di più nella NBA dove i grandi allenatori oggettivamente al momento non sono moltissimi e dove, soprattutto, i grandi uomini sono ancora meno.
Dimenticheremo mai quel "together" urlato con quella voce roca, ripetuto in un crescendo emotivo, enfatizzato guardando in faccia i suoi, uno ad uno, per essere certo che il messaggio arrivasse, che non si fermasse in superficie, che diventasse fattore pulsante dei loro corpi e delle loro menti?
Un allenatore deve saper capire quando c'è da dare uno svolta e come dare quella svolta. Quel "togehter" è l'ennesimo esempio che il Doc ci ha fornito. Il più eclatante. Il più emblematico. Quello che, comunque vada questa folle stagione, porteremo sempre con noi.
E adesso comandante riprenditi le chiavi del paradiso e aprici le porte del sogno.
Ovviamente Beat LA Beat LA
e quando ho scritto di non buttarsi giù per quelle sconfite mi sono girato e sul mio carro non c'era tanta gente....
eravate tantissimi su quello sbagliato, che bello.....
venghino gente venghino... c'è sempre posto per tifosi celtici.
L'importante è che il loro 6-4 ci da sfavoriti anche perchè 3 dei pronostici a nostro favore vedono Celtics in 7.
Il pezzo di Fabio è commovente perchè parla di un uomo fino a 3 anni fa sull'orlo del baratro e spernacchiato da tantissimi, me compreso, ma che ad oggi è un PILASTRO di questa franchigia e personalmente vorrei restasse ai Celtics fino a che morte "non ci separi".
Il sogno di vincere il titolo è lì che ci aspetta, ancora una volta partiamo da sfavoriti non soltanto nel pronostico ma anche perchè dovremo ribaltare il fattore campo che ci è avverso e se accadesse sarebbe la terza volta in questi meravigliosi playoff 2010.
Ma almeno io ho una certezza che si chiama DIFESA.
Se riusciremo a difendere come sappiamo per tutta la serie nessuno può batterci, nessuno.
Loro hanno avuto un cammino sul velluto con gli inesperti e giovanissimi Thunder prima per poi passeggiare sugli sfortunati e sopratutto infortunati Jazz e alla fine hanno battuto i sorprendenti ma imbarazzanti difensivamente Suns.
Ho visto gara 6 e il primo tempo difensivo dei SOLI dell'Arizona è stato degno di una partita di stagione regolare non tra Phoenix vs Lakers ma tra Phoenix vs Golden State!!
I Lakers si sono adattati a non difendere come secondo me possono fare e questo fatto lo voglio verificare nelle Finals perchè non so se saranno pronti ad avere un atteggiamento difensivo diverso dalle loro serie oppure se sapranno adattarsi da subito al nostro modo di difendere che noi certamente imposteremo.
Staremo a vedere ma per oggi voglio sognare un traguardo fino ad un paio di mesi fa insperato ma a cui francamente ad inizio stagione credevo ciecamente.
beh...stasvolta sui pronostici ESPN c'e' poco da dire...nessuno prevede una serie sotto le 6 partite e gli "esperti£, anche memori delle batoste passate, hanno imparato dai loro errori. Come nelle serie precedenti i Celtics non partono favoriti, se non altro per lo svantaggio campo ma il clamoroso rendimento esterno di questi playoff non credo proprio facciano dormire sonni tranquilli a Jackson e soci.
Ammettiamolo, oltre a tutti i giornalisti al di là e al di qua dell'oceano, anche la stragrande maggioranza di noi tifosi era a dir poco perplessa sulla possibilità di resettare 82 partite di RS all'inizio dei playoff e mostrare una faccia completamente diversa da quella avuta perlomeno da gennaio in poi.
Oltre ai due di IAAC citati, ricordo anche Miri e pochi altri che si professavano ottimisti ad oltranza...complimenti a voi, ovviamente siamo tutti strafelici di ammettere adesso i nostri errori!
Ma come giustamente sottolinea Fabio nel sacrosanto articolo, il grosso merito è del Doc nell'aver gestito perfettamente la situazione, soprattutto dal punto di vista umano prima ancora che tecnico; perchè immagino che sia difficile mantenere i toni bassi, non aggredire pesantemente i propri giocatori quando perdi contro i Nets in quel modo...e solo se fai così poi rimani credibile nel momento che conta davvero, e i tuoi giocatori ricambiano la fiducia che il coach ha sempre dimostrato di avere durante l'anno seguendo ciecamente le sue indicazioni.
Dal punto di vista tecnico, come confessava Ray Allen in una recente intervista, è stato importante non abbandonare mai il proprio credo, il disegno tecnico che c'era alle spalle ancora una volta per non destabilizzare i giocatori.
E infine il buon Danny, che questa squadra ha magicamente creato, è stato bravo a restare in modalità "no panic" ed anche quando un giornale sì e l'altro pure strillavano presunti disegni di cessione di Ray, lui ha tirato dritto ed ha scelto la via giusta.
Ora manca l'ultimo pezzetto, e voglio gridare il mio
LET'S GO CELTICS, BEAT L.A.......TOGETHER!!!
ps ma il nostro "amico" avvoltoio è da un po' che non vola più su questi cieli...avrà avuto altro da fare?
Leggi bene, Roberto, quel qualcuno aveva scritto "QUESTI Celtics non sono da titolo", quelli che perdevano con Memphis e con New Jersey in casa.
E' facile cercare di affossare qualcuno dimenticando solo un aggettivo dimostrativo, vero?
Io sul carro ci sono - assieme a Pulcini - ad honorem, da ben prima che arrivassero i Big Three, da quando io, lui, Piero ed un altro tifoso eravamo GLI UNICI si ICP a lottare contro il "fire Rivers" ed il "fire Ainge".
E' chiaro che siamo qui tutti a tifare Celtics, ognuno a proprio modo. Tanti probabilmente erano convinti che si vincesse con Miami, ma non credo che fossero in molti ad essere convinti che si vincesse con Cleveland.
Poi quando abbiamo eliminato i Cavs, credo che fossimo in tanti ad intravvedere una concreta possibilità di battere Orlando, se avessimo continuato a giocare così.
Però basterebbe andare a vedere i pronostici postati prima della serie con gli Heat per capire chi era sul carro e chi no.
Tifo e convinzione secondo me sono su di piani diversi e rientrano anche sulla testa e sul carattere della persona. Io non ho tifato 1 minuto contro la mia squadra in vita mia. Con Miami avevo notato che qualcosa era cambiato, con Cleveland non eravamo favoriti ma Gara 4 mi aveva convinto che ce l'avremmo fatta. Secondo me era difficile essere ottimisti da febbraio in poi, con Pierce rallentato, Garnett che non salta piu' e ha pochissima mobilita' laterale. Poi abbiamo una societa', un'organizzazione e un coaching staff che sono al top e sono riusciti a far quadrato, recuperare psicologicamente giocatori importanti, allenarsi con continuita', rifare Ubuntu.
Resto convinto che quest'anno con Cleveland fossimo sfavoriti e piu' deboli (non con Orlando) e che battere questi Cavs resti un'impresa da ricordare nel tempo.
Dopo la stagione regolare ero abbastanza "deluso" dal comportamento degli uomini di Rivers.
Ora la squadra è arrivata in finale. Cosa m'ha insegnato questa stagione, comunque finirà? Mai vendere dire gatto se non ce l'hai nel sacco...
Ora arriva l'appuntamento contro i nostri nemici di sempre e, a sensazione e con tanta sincerità, non penso che la spunteremo.
Ciò non toglie che, comunque andrà a finire, ce solo da essere orgogliosi dei nostri, dal primo all'ultimo del roster.
Da
Sono d'accordo con te che con Cleveland fossimo sfavoriti, però allo stesso tempo leggere il pronostico di "sweep" di Abbott o i "4 a 1 Cleveland" di Sheridan e Hollinger di ESPN (che quest'anno si è giocata un'altra grossa fetta di cridibilità) mi aveva dato fastidio perchè sottovalutavano il cuore di tre campioni e le capacità di un coach che negli ultimi tre anni avrebbe dovuto vincere almeno un premio di allenatore dell'anno.
Non faccio pronostici per la Finale, non li amo. Provavo persino fastidio quando vedevo tifosi pronosticare Miami al primo turno, e feci presente che non avrei mai scommesso contro la mia squadra, anche se fosse stata nettamente peggiore.
Ma so che i titoli si vincono in difesa, so che adesso questi veterani sentono "l'odore del sangue", so che Rivers è superiore a Jackson nella motivazione, so che abbiamo fatto troppo per arrivare a questo punto.
Andiamo!
no. non parlavo di tifo contro. E anche io non farei ne' faro' mai un pronostico contro la mia squadra anche se lo potessi pensare. Da persona che ha dato sempre il meglio nelle situazione di difficolta' e inferiorita', non posso che essere esaltato dai Celtics 2010, oggettivamente in difficolta' contro avversari piu' sani e al massimo della loro forma.
D'accordo con te sulla ESPN (ne abbiamo parlato piu' volte) come spesso questi pronostici sia nascosta una malcelata antipatia per i Celtics (Hollinger e Stein mi sembrano i casi piu' eclatanti). Come sono d'accordo con te su Rivers e la poca visibilita' che meritatamente dovrebbe godere.
Chiaro che se guardo la faccenda da tifoso i Fakers li massacriamo, se mi sforzo, senza riuscirci, di essere distaccato vedo che ci sono delle cose che ci possono mettere in difficolta', come Odom, una serata dalle grandi percentuali del bisteccaro, come Gasol marcato da Perkins, la buona vena di Artest, il vantaggio campo per loro. Poi penso alla nostra difesa, a Rondo o Ray contro Fisher, alla nostra panchina, intesa anche come coaching staff, contro la loro e non posso che essere ottimista....
Infatti Fabio io postai Celtics 4-1!!!
Ma onestamente prima della serie contro i Cavs non pensavo di passare in Finale però altrettanto onestamente sull'1-1 e sul 1-2 sotto sotto ci credevo perchè vedevo la squadra giocare come nel 2008 se non meglio.
Nella serie contro i Magic ci ho creduto da subito ma non l'ho mai detto solo per scaramanzia, ne tra l'altro ho detto il contrario, e le Finals? Ho già detto poco sopra.
Un'ultima cosa per concludere, ad inizio stagione ero l'unico pazzo insieme a Rasheed Wallace che credeva in questa squadra come quella che avrebbe potuto battere il record di 72 vittorie dei Chicago Bulls, poi alla fine sono state soltanto 50.
E' stato meglio così che i ragazzi si sono gestiti la stagione alla grande per arrivare in forma e sani ai playoff però questo gruppo forse aveva anche i numeri per quell'impresa.
contro i giallomelanzanati servirà un'altra grande impresa.
per la finale riuscirò farò le nottate, almeno spero.
p.s. reiterati tentativi di caricare la home page di iamaceltic non danno esisto
A prescindere da chi sia sul carro dei vincitori, tutti tifiamo a modo nostro e rispetto anche i tifosi che più sono stati critici durante l'anno o in passato come Cal o Alberto, quando sono capaci di riconoscere e ammettere i loro errori, ma non mi piacciono proprio quelli che per partito preso pretendono di avere ragione come nel caso di Perkins giusto pochi giorni fa.
Questo sport è meraviglioso perchè basta davvero poco per cambiare le sorti di una partita o di una stagione, un rimbalzo diverso sul ferro, una chiamata arbitrale, qualche millimetro o secondo su un passaggio, però i valori quasi sempre vengono a galla nel bene e nel male e la cavalcata dei nostri attuali PO dimostra che la squadra era progettata per questo tipo di rendimento, dal 17 aprile (gara1 con Miami) fino a ieri.
Io per primo ero scettico sulle nostre possibilità contro i Cavs che ritenevo una squadra superiore per quanto aveva dimostrato in RS, ma sottovalutavo il grande valore del "been there, done that" e della carica emotiva collegata all'obiettivo finale del nostro gruppo.
Ora la prima parte del lavoro è completata, come ricordato da Rivers, a inizio anno i loro discorsi erano relativi all'arrivo alle Finali, ora ci sono e diamo credito alle loro parole.
P.S. - ma il sor Bagatta, qualcuno ne ha notizie?
condivido senz'altro, e un po' mi preoccupa perchè è una motivazione in più per i giallomelanzanati.. se perdono di nuovo in finale il loro titolo 2009 verrà classificato come monco per le suddette assenze di KG e LP tra i Celtics.
Voglio ritornare un attimo in tema dell'articolo, perchè purtroppo non volendolo postando l'immagine dei pronostici dei santoni di ESPN, ho messo in ombra un'ennesima perla del nostro Fabio, dove nella parte finale mette in risalto la figura di Glenn Doc Rivers, uomo di cui secondo me in molti ancora non si rendono conto del clamoroso valore, sia come tecnico in senso stretto (Mike Brown e Stan Vang Gundy umiliati dal lato tecnico, adeguamenti, variazioni), sia dal punto di vista umano, perchè ritornando alla stagione regolare io credo che anche lo stesso Rivers temesse seriamente che la squadra non potesse produrre la svolta che poi ha fatto, d'altronde in tutto l'anno di SOS ne aveva lanciati tanti, ad un certo punto aveva paventato pure un possibile addio estivo che sembrava un quasi entativo estremo di svegliare i suoi dal letargo in cui si sono cacciati da Natale in poi.
Rivers ci ha creduto, i suoi hanno creduto in lui e adesso siamo in finale, una finale in cui i Celtics ci sono arrivati "Together" come ripete ormai in modo ossessivo il nostro grande Coach ! E "together" secondo me questa finale possiamo anche vincerla, non sarà facile, credo siamo al 50% a testa ne un punto di più ne un punto di meno.
PS. Intanto, se mi permettete, incomincio a salutare fin da ora i "simpaticissimi" tifosi FFFakers che nei prossimi giorni magari avranno la malaugurata voglia di iscriversi al nostro sito, spacciandosi per tifosi Celtics salvo poi rivelarsi alla bisogna dell'altra sponda. D'altronde, non possiamo pretendere stile da chi non ne ha, non ne ha mai avuto e non ne avrà mai.
Però, la vita va avanti e piano piano le passioni piccole e grandi riprendono il loro posto, così i Celtics sono tornati tra i miei interessi e mi hanno regalato lacrime di sapore diverso, perché stavolta mi sono commosso di gioia.
Ed ora un'altra finale contro i Lakers.
Non so se stavolta ce la faremo; loro sono davvero forti, ma chi può dirlo?
Avete visto le facce dei nostri? E del nostro staff?
Sono le facce di persone che ora sanno di poter vincere ancora.
E questo, se porti quella casacca biancoverde, fa tutta la differenza del mondo!
Premesso che tutto sto discorso di carri mi piace fino ad un certo punto (anche se pure io avevo scritto di essere sul carro "pessimisti") perchè più che tanti carri qui c'è un'unica barca che se solo arrivasse in porto... meglio non pensarci, troppa felicità... dicevo, premesso questo, mi ritrovo personalmente a vivere una finale sulla quale non avrei scommesso un centesimo a marzo, ma dopo cleveland un ottimismo senza pudore si è impossessato di me. E l'ottimismo non è svanito nel vedere bryant in gara 6 mettere tiri impossibili perchè era bryant e non i lakers a vincerla, azione dopo azione. Ed è con questo spirito assolutamente colmo di speranza più che di preoccupazione che mi accingo a seguire queste finali.
Solo un appunto su pronostici e scommesse: alla snai, per dire, mai punterei 5 euro contro i Celtics, perchè mi darebbe troppo fastidio vincere qualcosa perdendo. Ma un pronostico "gratuito", se fatto, non può essere cieco a prescindere: altrimenti non è un pronostico. A me il giochino dei pronostici piaceva, trovo divertente (sì, mi accontento di poco)vedere chi ci becca, e il mio al primo turno era negativo per mancanza di fiducia nello spogliatoio, che pensavo esplodesse.
Detto questo, penso di avere ottime possibilità di lavorare a ESPN
Quindi, nella speranza che la barca con noi tutti sopra giunga dove noi tutti abbiamo sempre sperato, persino quando invece che Ray il nostro triplista era Dana Barros, gustiamoci queste settimane a venire: pur essendo state molte in passato non saranno mai a sufficienza!
Forsa ragassi! Beat the sissies!
HOndo
Certo che per avere il coraggio di possedere gare come quella persa contro i Nets o giù di lì bisogna avere un bel fegato biancoverde
questo post contiene la parola paradiso che rimanda inevitabilmente a Dio
i Celtics sono a un passo dal paradiso della pallacanestro, il titolo NBA
oggi è la festa religiosa della Santissima Trinità
San Patrizio,
cristiano scozzese,
divenuto poi patrono d'Irlanda (e, molti secoli dopo, di Boston)
evangelizzò i popoli pagani d'Irlanda convertendoli alla fede cattolica
spiegò genialmente ai quei popoli il mistero del Dio unico ma trinitario usando un semplice
TRIFOGLIO
Auguri a tutti.
Per la finale non ho pronostici,
spero solo che vinca la squadra migliore.
io non esagererei, con tutto il rispetto
Adesso va a finire che gira e rigira, gli unici pessimisti, dopo le sconfitte contro Nets e Grizzlies ervamo Alberto ed io?..è proprio vero.In questo mondo non c'è più religione
Mi fa piacere ,però, aldilà delle battute, che tu, Michele abbia riconosciuto la mia capacità di tornare indietro nei miei giudizi, e di riconoscere i miei erori.Guai a quell'uomo che nella vita, mostra di avere solo certezze
Adesso , siamo allo step più importante.E, considerando il nome degli avversari, sono già in fibrillazione.Ma, vada come vada, lo ribadisco..orgoglioso di essere un Celtic..sempre.Su Doc, ripeto, non parlo nemmeno.Credo di essere stato uno di quelli che non lo abbia mai messo in discussione.Aldilà di qualche piccolo errore, che nel corso di ua stagione, è normale.E di questo vado fiero!!!
p.s. Su Bagatta..pare sia stato visto entrare in una fumeria clandestina di oppio,e chiedere al proprietario, di caricargli la pipa, con una dose talmente forte, da risvegliarlo solo dopo la fine delle Finals.Anche se, visto l'esito dei suoi illuminati pronostici,le sue previsioni , un pò, mi mancheranno.
Cal
ma dobbiamo massacrarli e basta senza se e senza ma, io mi sto concentrando sulla salute di TA che deve prendere Kobe... ma su quella di tutti gli altri paladini celtici.
BEAT LA senza discussioni in casa loro, dobbiamo tornare con la testa del nemico perchè il paradiso non deve abitare in casa loro che dobbiamo trasformare in un inferno di lezioni di basket.
Il Paradiso deve ritornare in casa dei BOSTON CELTICS, non può e non deve esserci paradiso a LA.
Poi, non contento di ciò, per rafforzare la fede dei suoi praticanti, qualche annetto dopo, inviò in terra il massimo profeta del verbo Celtico.
Tale Arnold "Red" Auerbach..e tutta la nazione Celtica, fu , definitivamente riunita, sotto un unico, indiscutibile vessillo.Il Trifoglio.
Scustae per queste elucubrazioni da fuori di testa.Ma, malgrado i tentativi,non riesco ancora a smaltire, definitivamente, la sbronza.E dire che, chi mi conosce, sa , che in fondo, sono una personcina abbastanza a posto
Cal
certo Rondo!
era solo per dire che in fondo, anche se si perde un piccolo "paradiso" terreno nel basket (una delle due lo perderà)
ci resta sempre l'altro Paradiso, quello vero.
A Marzo-Aprile ero convinto che avremmo passato solo il primo turno di playoffs: troppo brutti in troppe partite (Nets a parte) per crederci. Anzi, in quel periodo fui uno di coloro che appoggiarono la tesi "questi Celtics non sono da titolo" e Fabio rispose proprio a me quando "tirò da metà campo" la possibile similitudine con i biancoverdi del 1969.
Dopo la serie vinta con autorità contro Wade ho cominciato a pensare che, quantomeno, non saremmo stati una preda facile per i Cavs.
Partiamo sfavoriti anche in questa finale, essenzialmente per il fattore campo aggravato dalla formula 2-3-2 che non avvantaggia certamente chi può trovarsi nella necessità di difendere il fattore campo. Non che sia una condizione inedita: ci hanno dati per morti due volte e per due volte abbiamo ribaltato i pronostici...come si dice: non c'è due senza tre...
PS: Complimenti Fabio, lettura godibilissima e ideale inaugurazione del clima playoffs.
PS2: Che dite, iniziamo a distribuire le tessere del "Tim Legler" Fans Club?
Beh, Leo sulla grandezza del Doc sia come tecnico e ancor più come uomo, personalmente mi sono sempre soffermato molto come dimostra il mio primo post e tutti gli attestati di stima tributategli anche in passato.
Credo che questa stagione sia la dimostrazione più eclatante che non basta avere grandi giocatori, ma bisogna avere un grande coach (e con lui un grande staff) per costruire un gruppo vicente con un gioco vincente. Se siamo qui, alle soglie del paradiso, DOC ha un grande e vasto merito difficilmente quantificabile, ma di fatto indubitabile aldilà di ogni sospetto.
Per questo un addio del DOC a fine stagione è molto più pesante della perdita di un Big Three. Perché nella NBA di oggi trovare un allenatore che unisca competenza tecnica-professionalità-umanità è combinazione pressoché impossibile.
Confermo. Anche se, a memoria, mi ricordavo solo di noi tre - Fabio, Michele ed il sottoscritto - chi era il quarto profeta?
Ah si? John Belushi time:
LA... one way!
(sarebbe più corretto scrivere "one time" per sottolineare il pronostico di 4-1 però non fa rima)
Sono già soddisfatto di quanto hanno dato i ragazzi e tutto lo staff ma credo si possa parlare di " ultimo canto del cigno " per questo gruppo. Ciò non vuol dire che la squadra andrà rivoluzionata......ma neppure che ci si potrà accontentare di semplici ritocchi " alla panchina ". Vorrei che questo canto fosse soave !
Credo sinceramente che i Ns. abbiano buone possibilità di conquistare l'anello ma allo stesso tempo credo che ne abbiamo di meno di 2 anni fa.
Si può dire che Perk ( offensivamente ) non è più quello dell' inizio - metà di questa stagione, che KG non è più quello di prima dell'infortunio ( e che continua a stringere i denti ! ), che il capitano è più lento e non ha più l'agilità dei tempi migliori ( anche se non è mai stato un giaguaro da questo punto di vista ! ), mentre i Lakers hanno un Artest in più ed una panchina migliore di quella del 2008..........ma si può vedere le cose anche sotto un' altra prospettiva e cioè che se con " quei poveri derelitti " che ho descritto sopra i Celtics sono riusciti ad eliminare senza neppure dover combattere fino allo stremo delle forze, la n° 1 della R.S. e poi la n° 2 della R.S., ora, che incontriamo la n° 3 .......il cammino non dovrebbe che essere in discesa !
Va poi considerato che quest'anno negli scontri con L.A. in casa abbiamo perso di 1 ed in trasferta vinto di 1 ( anche se loro a L.A. erano privi di Kobe ) .......ma l'atteggiamento difensivo dei Ns. in questi play off, non mi sembra proprio lo stesso della R.S. e gli stessi Suns hanno messo a dura prova, questi Lakers, in gara 5 a L.A. pur " difendendo " a 2 mt. di distanza dagli avversari e questo ci permette di esser ottimisti.
A me l'unica cosa che ha dato fastidio del post di Roberto (del quale ho peraltro sempre letto con interesse i commenti) era il prendere una dichiarazione legata ad un particolare momento ("questi Celtics non sono da titolo") e rinfacciarmela senza il "questi" come se io fossi stato un esperto di ESPN.
A suo tempo avevo discusso persino con Leonardo - mio ottimo amico - su Rivers, e solo questo dovrebbe dare la dimensione della mia fiducia nel suo lavoro.
Poi ho visto invecchiare i Celtics di Bird così come ho letto dei "vecchi" Celtics del 1969, e mentre la ragione mi portava a pensare ad un Garnett versione Bird, il cuore mi portava a sperare in una ripetizione dell'impresa dell'ultimo Bill Russell. Non ho mai detto di averci sempre creduto - ho cominciato ad essere moderatamente soddisfatto nella serie con Miami - ma non sono nemmeno sceso dal carro di Rivers, di Ainge o di Piero.
Avevo fatto troppa fatica per difendere quel carro, quando sopra ci stavamo in pochi, per lasciare il mio posto ad altri.
P.S. Ho appena visto una nuova pubblicità in cui "Guido in stato di ebbrezza" pubblicizza E-Bay...si prevede un crollo in borsa del titolo...
P.P.S. Oltre al Paradiso vero citato da Difendo (ma non ho mischiato sacro e profano, ho usato la p minuscola per il "paradiso celtico") ed a quello "metallico" citato da Stefano (esiste anche una canzone di Michael Jackson con lo stesso titolo, mi sembra), c'era anche quello di una commedia di fine anni Settanta, film di discreta cassetta.
Come prima dell'inizio serie con orlando, ripeto: non abbiate dubbi sul Capitano... quando vede gialloviola si trasforma in un satanasso...
La mia preferita dell'album era "Caught somwhere in time" ... ma ragazzo, COS'HAI TIRATO FUORI dal cilindro musicale!!!
RESPECT ...
Ahahahhah!!! il coretto è fichissimo....!!!
...a basket, mi allenavo chiedendo la possibilità di mettere "Wasted Years" a tutto volume o con le cuffitte... quello era il ritmo da una parte e l'altra del campo....
Scusa Giacomo, già mettersi a parlare di smontare la squadra o comunque rimaneggiarla in modo marcato alla vigilia di una finale, mi sembra quasi irriguardoso nei confronti di una squadra che nell'ultimo mese e mezzo ha espresso e di gran lunga la pallaccanestro migliore di tutti, e poi come pensi di ringiovanirla questa squadra ? Siamo bel oltre il cap e in luxury tax, la prossima estate ci saranno da rinnovare i due Allen (fortunatamente entrambi potendo sforare il cap a piacimento) e poi avremo la sola MLE da investire, e non credo che con quella si potranno prendere giovani di gran valore, io credo che se Ainge riesce a portare a Boston un paio di potenziali buoni panchinari indipendentemente dall'età ha già fatto abbondantemente il suo dovere, non iniziamo ad alzare le pretese per poi lamentarci in estate di mancati arrivi di nome che non erano comunque praticabili.
Scusa Giacomo, già mettersi a parlare di smontare la squadra o comunque rimaneggiarla in modo marcato alla vigilia di una finale, mi sembra quasi irriguardoso nei confronti di una squadra che nell'ultimo mese e mezzo ha espresso e di gran lunga la pallaccanestro migliore di tutti, e poi come pensi di ringiovanirla questa squadra ? Siamo bel oltre il cap e in luxury tax, la prossima estate ci saranno da rinnovare i due Allen (fortunatamente entrambi potendo sforare il cap a piacimento) e poi avremo la sola MLE da investire, e non credo che con quella si potranno prendere giovani di gran valore, io credo che se Ainge riesce a portare a Boston un paio di potenziali buoni panchinari indipendentemente dall'età ha già fatto abbondantemente il suo dovere, non iniziamo ad alzare le pretese per poi lamentarci in estate di mancati arrivi di nome che non erano comunque praticabili. (quote)
Assolutamente d'accordo
Questi giocatori hanno sicuramente "smontato" il pardigma che voleva i C's "vecchi e demotivati" con "Ainge che avrebbe dovuto comportarsi diversamente rispoetto a quanto fece, al tempo, la dirigenza del dopo-Bird"
Tanti tifosi avversari lebroniani, magiciani :lol:, falchi che poi si son visti esser polli e compagnia cantante ritenevano i C's inferiori a loro dopo la RS e solo con una prestazione "sopra i limiti" a cui non credevano assolutamente potevano teorizzare una improbabile sconfitta.
Beh, la dura realtà è stata differente.
Perchè la realtà E' differente
La prossima estate che tanti vedono come la più importante del decennio vedrà comunque C's, lacustri senza laghi, magici a cui non hanno fatto veder palla, lebronici o ex-lebronici ampiamente sopra il CAP per cui IMHO se una star che sposta gli equilibri si muoverà da una squadra per raagiungerne un'altra, semplicemente cambierà l'avversario "pericoloso" da schedulare
Sic et sempliciter.
Non siamo messi assolutamente peggio degli altri anche in prospettiva futura a questo punto dei giochi. Personalmente vedo l'anno prossimo un KG ancora meglio col ginocchio ed un capitano finalmente spurgato dai mille infoertunietti (che essendo stati mille, pur non essendo nessuno un cazzottone in bocca... son stati comunque mille ceffoni, per cui si sta bene solo dopo che son finiti tutti).
Per adesso gustiamoci queste finals e tracciamo il bilancio dei Big3 solo a luglio 2012
Beat L.A.
Colgo la palla al balzo per ricordare che quest'anno IAAC fornirà ai suoi lettori un'analisi pre-draft cercando di capire quali potrebbero essere le scelte di Ainge...che tanto finirà per scegliere qualcun altro...
Fabio non era rivolto a te o ad uno di noi in particolare, il mio era solo lo sfogo di un tifoso che credeva fortemente nello staff (cho con colpevole ritardo ho capito lo spessore, sì lo ammetto ero uno dei firerivers boys) e nei giocatori i quali non potevano essersi dimenticati come si gioca. Non tengo fascicoli di ognuno di voi con all'interno quello che avete scritto negli anni ma quei post catastrofici mi fecero proprio incaxxare e ora "bagatta" di felicità ho scritto quelle righe basandomi solo sulla memoria.
Se ho offeso qualcuno o anche solo dato fastido come a te, vi chiedo scusa ma trovavo assurdo come un roster come il ns. non potesse essere considerato un contender.
sto con Stefano! Wasted Years è un pezzo che mi mandava giù di testa
anche Alexander The Great mi caricava a mille... aspettiamo che, come il nome di Alessandro Magno, anche quello dei C's incuta timore nei cuori gialloviola
Bene bene, vuol dire che a Boston Rondo 9 e TA 42 stanno ascoltando questa canzone e si stanno grattando le mani vedendo le immagini del Mamba pensando a come essere letali con il serpentello...
Roberto, non ti nascondo che ci ero rimasto un po’ male. Un po’ perché con il mio blog volevo far entrare tutti nello spirito giusto per le Finali. Un po’ perché – come tu ben sai, visto che fai parte della “combriccola” da anni – ci sono alcuni di noi che spesso (a me è successo anche ultimamente) si sono sentiti rinfacciare il fatto di essere troppo dalla parte del Front Office, di non essere sufficientemente “liberi” nel giudizio.
Cosa per me sgradevole, perché se nei commenti a volte mi permetto di essere un po’ tifoso, nei miei pezzi ho SEMPRE cercato di fornire a tutti un servizio, e questo lo puoi fare solo se ti togli il “cappello” da fan e ti metti quello da cronista o “analyst”.
Come ho già scritto sopra, leggo sempre con interesse i tuoi commenti e rispondo solo a quelli con i quali non sono d’accordo, o a quelli ai quali voglio aggiungere qualcosa, e siccome avevo usato “quasi” le stesse parole (a parte il famoso aggettivo dimostrativo) mi ero sentito chiamato in causa, visto che il commento appariva subito dopo un mio articolo. E soprattutto mi sentivo “colpito” perché sono sempre stato un grande estimatore di Rivers ed Ainge, anche e soprattutto quando non era facile esserlo. Quando sul “Globe” Peter May e Dan Shaughnessy ed in Italia nelle telecronache di Sky Flavio Tranquillo ironizzavano sulle capacità del “duo” ed anche tifosi svegli e competenti (come il bravo Gerry Donato, che – mi ruga ammetterlo – mi manca un po’) si erano fatti “intortare”, eravamo stati in pochi a “vedere” il progetto ed a crederci.
Ti ringrazio per il tuo commento che mi toglie quel po’ di delusione che avevo provato leggendoti, e ricambio l’augurio per una buona giornata, e perché il mese di giugno possa essere felice anche nelle lunghe notti di Finale.
Già che fine ha fatto?
Anche a me mancano un po' le sue competenze.
Questi Celtics sono vincenti?
Cioè: alla luce del risultato già acquisito (Eastern Confercence Winner) possiamo dire che il triennio 2008-10 sia stato all'altezza delle aspettative e questa sia una squadra vincente?
Ritengo di si.
1) Il titolo del 2008 era un sogno che è diventato realtà e la forza della squadra è stata "rallentata" nei primi 2 turni dei PO dalle insicurezze derivanti dal giocare i primi PO, blocco psicologico se ce n'è uno visto che si era imbattibili in casa e decisamente meno in trasferta.
2) La stagione 2009 è stata ottima in RS e gli infortuni hanno impedito il repeat: senza KG ed il suo cambio (Powe) abbiamo giocato alla grande mancando di un soffio la vittoria contro i futuri finalisti. Anche la panchina era meno meno forte dell'anno precedente ma qui entrano in gioco le dinamiche le cui leve sono manovrate dal GM ed è a lui che, al limite, si dovrebbero fare degli appunti.
3) Questa stagione è stata sotto il par in RS ma nei PO la squadra ha espresso tutto il proprio potenziale "bucando" di fatto solo 2 gare (G3 coi Cavs e G5 coi Magic). Si poteva far meglio? Senz'altro, ma questo vale sempre in qualsiasi contesto sportivo dove la somma delle cose pregevoli deve essere superiore agli errori commessi ed in tal senso mi sento di dire che questi Celtics hanno "poco margine di miglioramento" rispetto alle performances di questi PO. Aggiungo anzi che questi sono a mio giudizio i migliori PO mai disputati da questa squadra.
Ecco perchè dico che, a prescindere dalla vittoria del titolo 2010, questa squadra è vincente: hanno vinto 1 titolo, giocano un'altra finale e nell'anno in cui non ci sono andati è stato a causa di infortuni.
Scrivo oggi queste stupidaggini perchè sono sicuro che, in caso di vittoria mancata, qualcuno della stampa tirerà fuori la storia che questi Celtics non sono vincenti mentre i Lakers si, visto che hanno vinto 2 campionati su 3 e dunque il primo - quello vinto dai Celtics - è stato "episodico" nell'ambito del triennio.
Complimenti Fabio, questo è davvero un Grande articolo!
Arrivo sempre in "ritardo" nei commenti, ma volevo "partecipare" a questo blog che segna virtualmente l'inizio delle nostre Finals.
I ringraziamenti al nostro coaching staff, e soprattutto al suo head, sarebbero un'inutile ripetizione, perchè avete già detto tutto voi; mi basta citare la seguente frase dell'articolo, nella quale è racchiuso davvero tutto:
Citazione:
Sul discorso pessimisti/ottimisti espongo il mio punto di vista: non esistono due diverse fazioni tra noi tifosi, ma solo differenti percezioni, e conseguenti reazioni, di momenti particolari della nostra squadra (su tutti, il punto più basso raggiunto in RS).
Personalmente, mi considero un Pulcini's son (inteso come tifoso), perchè dal suo primo post che ho letto ho notato un'attitudine al tifo, secondo me, esemplare.
Mi sono immediatamente "innamorato" del suo modo di sostenere e tifare i Celtics e dal primo istante mi sono ispirato al sor Pulcini.
Dall'altro lato ho sempre ammirato le capacità di analisi del nostro Fabio: il discorso del "cappello del tifoso" è emblematico della "forzatura" che bisogna "auto-infliggersi" per analizzare oggettivamente il mondo Celtics (e su questo ammetto enormi lacune).
E' davvero difficile spogliarsi della veste da tifoso e guardare il "verde mondo" dalla giusta "lente"... spero di imparare dagli analisti di IAAC - veri ed esperti, a differenza di quelli di iespien (cit.) - che ho la fortuna di leggere quotidianamente.
Non esistono fazioni, siamo tutti parte di una grande Famiglia: ci sono i più grandi ed esperti, gli zii divertenti, provocatori e a volte polemici, poi ci sono i più piccoli che "venerano" gli Anziani (si scherza!
Ma terminata la dialettica, torniamo tutti "bambini" urlanti, che si emozionano, esultano, imprecano e piangono per i loro leggendari colori.
Let's go Celtics!
Welcome back to the Finals!
Miri
Lei è proprio un commentatore competente!
Secondo me è inutile girarci troppo attorno: nonostante l'enorme talento che questa squadra possiede, con un allenatore diverso dal Doc dubito fortemente che si sarebbe arrivati a giocare le Finali 2010.
Talento e tasso di classe non sempre sono sinonimo di vittorie od almeno non sono sufficienti a garantirtele; io non credo che i Celtics durante la stagione regolare si siano solo "riposati". Tutti ricordiamo le voci più o meno fondate su presunti dissidi all'interno dello spogliatoio e di "agende" diverse...
Nonostante ora apprendiamo che le sconfitte erano più o meno "pianificate" (non proprio tutte eh...chè certi orrendi ricordi restano...) è altrettanto vero che in un "contesto perdente" (esageriamo) è più facili arrivare a dissapori e diversità di vedute.
A Rivers va riconosciuto l'enorme merito di aver rimesso insieme un gruppo che sembrava mostrare qualche crepa nella solida parete dell'Ubuntu, corroborando il tutto con una conduzione tattica ai limiti della perfezione durante i playoffs, fino ad ora.
Poi ovviamente ci vogliono giocatori e soprattutto uomini intelligenti per andargli dietro ed anche qui i Celtics si sono dimostrati "maturi" non solo in base ai numeri che le carte d'identità riportano, ma soprattutto, in campo.
Neppure a me piace tirar fuori gli scheletri dagli armadi, e credo che in questo sito quasi tutti abbiano espresso riserve, critiche, delusione ecc. ecc. per l'andamento di una regular season che faceva a pugni con il potenziale a disposizione. L'importante credo sia cercare di essere obiettivi sempre, nonostante a volte la rabbia giochi brutti scherzi. Per esempio io fui molto ma molto critico con Rasheed Wallace e sinceramente non è che ora debba fare il "mea culpa": semplicemente si stava analizzando "il momento" come lo si fa ora, e l'importante è farlo in modo quanto più realistico ed obiettivo possibile.
È vero, Sheed me lo sarei mangiato vivo in certi momenti ma non è che solo perchè adesso gli sento dire "I didn't come to Boston to play the regular season" penso che vada tutto bene...insomma, lo stipendio lui l'ha preso anche durante quelle famose 82 partite, giusto? Un "minimo sindacale" magari era lecito aspettarselo...
Sono un po' uscito dal "seminato" ma ciò che volevo far capire, in un giorno in cui si discute forse troppo di "carri di vincitori", è che certe affermazioni e certe critiche erano basate su ciò che i nostri occhi vedevano in quel momento, e non è che se adesso siamo tutti contenti e "veneriamo" i Celtics attuali, prima eravamo degli "ingrati"...
Ovviamente c'è modo e modo di esternare i propri sentimenti, ma credo, in sostanza, che su IAAC il livello delle critiche sia sempre o quasi sempre stato ben motivato e giustificato...poi sui "pessimisti cosmici" che ci si può fare...
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