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Approfondimenti
Forse perché "drogato" dalla prestazione di gara2, forse perché il sorriso un poco ebete non si cancella dalla mia faccia, mi trovo davanti alla tastiera, pensando a cosa potrebbero fare i Miami Heat per cambiare l'inerzia di una serie che si trova sul 2-0. La vittoria di gara2 è stata schiacciante e raddoppia quella di gara1, confermando una ritrovata consistenza difensiva che ha tenuto Miami a 76.5 punti segnati in media con il 39% al tiro: senza mezzi termini, finora i Celtics sono stati la squadra più convincente di questi PO.
E mentre qualche super ottimista comincia a sussurrare di "sweep", mi domando, invece, se e quanto possiamo rischiare di tornare a Boston sul 2-2 domenica, provando a prevedere come gli Heat potrebbero invertire la serie.
Premesso che Wade è sui livelli attesi (27 punti con ottime percentuali, 5 assist, 5 rimbalzi), a Miami serve un O'Neal almeno sui livelli della RS, perché i numeri (5 punti, 7 rimbalzi, .167 al tiro e avete letto bene, con 1,5 liberi tentati a partita) sono anche peggio dell'impatto sul gioco; anche l'altro lungo titolare, Beasley, pur non così catastrofico, non è finora stato una minaccia con i suoi 9,5 punti, 7,5 rimbalzi e il .409 al tiro, né Haslem è riuscito a fare meglio: senza un pacchetto di lunghi in grado di vincerla sotto canestro contro i nostri è difficile pensare di ribaltare la serie e, di conseguenza, prevedo che il livello di aggressività si destinato ad aumentare, soprattutto in attacco per dare fiducia ai due titolari.
Pessimo anche Arroyo, che in 28 minuti da titolare segna 5 punti con il .364 al tiro e 3,5 assist, senza impegnare un Rondo finora padrone assoluto dei ritmi del gioco e il sostituto, Chalmers, con 8,5 punti, 3 assist e il .417 al tiro non è così tanto migliore.
Nel ruolo non vedo possibilità di miglioramenti decisivi come sotto canestro, quindi lo scenario peggiore che posso immaginare è il seguente, soprattutto a seguito di quanto visto in gara2.
Mi riferisco, soprattutto, a qualche azione difensiva con una zonetta a fronte pari degna delle peggiori squadre di promozione e prima divisione fine anni '80 (ogni riferimento personale è voluto): una serata di scarsa vena al tiro come in gara1 potrebbe crearci problemi?
Possibile e se la circolazione fosse stagnante, con i tagli coperti meglio e, perché no, senza un Rondo a dirigere il gioco, potremmo anche avere minuti di scarsa produttività offensiva e se questi fossero accoppiati a momenti di abulia a rimbalzo, allora non mi stupirebbe subire parziali negativi.
In conclusione, temo un risveglio dei loro lunghi, magari aiutati dall'arbitraggio, che la loro difesa ci rallenti e che la nostra difesa di livello inferiore costringa l'attacco ad affrontare la loro difesa schierata.
Ciò detto e scritto, puntiamo decisi a vincere gara3, ci metteremmo a posto per il passaggio del turno con una gara4 con nulla da perdere e la possibilità di chiuderla a Boston.
Timido ottimismo, ma anche piedi ben saldi in terra nelle interviste a Garnett, Perkins e Rivers dopo l'allenamento post gara 2 :
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Commenti
76,5 punti a partita concessi a Miami sono un altro dato importante, ovvio che Boston non può prescindere dalla propria difesa, e dal controllo dei tabelloni, dove perlomeno bisogna far pari.
Parola d'ordine restare con i piedi per terra dopo G2.
Sulla difesa abbiamo costruito due vittorie e sulla difesa dobbiamo costruire le due vittorie che ancora ci aspettano.
Cleveland stiamo arrivando!
Come giustamento detto da Piero e' un'ala piccola con il girovita di Squaq, ma e' dotato di una velocità di piedi che pochi lunghi hanno nonche' manine direi educate. Se ci mettiamo anche l'aggressività e la voglia diventa "un'animale da pitturato" di difficile lettura per le difese avversarie.
Non dimentichiamo che lo scorso si fece beffe in piu' di un'occasione del fresco 2 volte miglior difensore dell'anno. Quel famoso corpaccione gli permette spesso di creare separazione, anche se poi paga la scarsità di cm con le stoppate subite. Ma se riesce a fare movimento, ripeto, non e' facile da tenere sul primo passo da molti.
La speranza e' che i due neuroni che lo governano restino in contatto sino a giugno(sperando di esserci).
Non vorrei comunque che si cadesse nell'equivoco di considerare "dovuto" il risultato attuale. Pur con tutte le cautele del caso i soliti "esperti" avevano pronosticato alla vigilia una vittoria risicata di Boston, e qualcuno addirittura una sconfitta...in pochi si aspettavano una passaggiata e non dimentichiamo che gli Heat erano una delle squadre più in forma, come dimostra la "scalata" in extremis alle posizioni più alte del tabellone. sarebbe troppo facile ora, e probabilmente ingeneroso, bollarli come "scarsi". Diamo il giusto merito ai celtics, come gli abbiamo dato contro quando perdevano con squadre di terza fascia in regular season.
1) stiamo meglio dell'anno scorso,
2) siamo più lunghi perchè ora torna KG (ex MVP difensivo), anche se non è quello del 2008, cmq torna.
3) abbiamo TA (difesa a profusione) in più rispetto all'anno scorso dove non era in forma
4) Rondo, Perkins e BB (tostissimi in difesa) non sono più dei rookie in termini di PO e le loro rivincite se le devono prendere rispetto all'anno scorso.
5) PP e RAY sono terrificanti, li vedo lucidi e tirati, inoltre non dovranno fare quelle maratone incredibili perchè per ora abbiamo abbondanti cambi per tutti.
6) Sheed ce lo voglio mettere ma come ultimo, lo lascerei svegliarsi e se inizia a difendere so dolori per gli altri. Non aspettiamoci nulla ma se inizia e continua a lungo finisce la partita, forse una serie intera. Cmq ora è il 4° lungo.
Dobbiamo continuare a focalizzarci sulla difesa, se facciamo questo, possiamo diventare la squadra difensiva più forte della lega e se lo facciamo nelle prossime tre settimane sono cazzi per tutti.
Abbiamo dei gioielli per farne una squadra che difende da paura. Nulla è impossibile, materiale c'è.
La fase offensiva mi preoccupa meno, abbiamo un quantitativo di armi e soluzioni infinite.
Domanda: "maaaaa perchè ci temono...?"
Celtics compiacenti per la facile vittoria di gara 2 e per il rientro di Garnett, Heat arrabbiati per essere stati dati per morti dai "media": una ricetta pericolosa per gara 3 che secondo me ci dirà molte cose sulle reali aspirazioni dei nostri colori.
Sarebbe un grave errore di tutti, davvero grave e spero che il mix ritorno di Garnett arrabbiato/prima fuori casa di PO possa aiutare da questo punto di vista.
Giuste anche le osservazioni di Stefano, soprattutto quelle meno tecniche (nelle prossime tre settimane sono cazzi per tutti.), ma è chiaro, scherzi a parte, che il roster parrebbe superiore a quello dell'anno passato e in condizioni migliori.
Giuseppe, hai in parte ragione per la panchina, però nei PO è normale che le rotazioni si accorcino parecchio (guarda i Cavs, Gibson non vede campo, finora), aggiungi anche un piccolo, ma importante, ruolo tattico per Finley che è stato preso per giocare 10 minuti in alternativa a Ray o Pierce e per essere una minaccia in più nei finali tirati.
Direi che noi siamo e possiamo essere questi, dipenderà dagli Heat alzare il loro livello e lo dovranno alzare parecchio.
Giuseppe, storicamente nei playoffs le rotazioni si accorciano. Era successo anche ad House nel 2008 di finire "nella cuccia", cioè in fondo alla panchina, ma Rivers è attento a ciò che vede in allenamento ed al mutare delle situazioni tattiche e strategiche non si farà problemi ad utilizzare chi meglio interpreta quanto succede in campo.
E poi indirettamente è anche un metodo motivazionale: se Rasheed non comincia a dare quanto garantiscono Perkins, Garnett e Davis, è giusto che giochi meno degli altri.
E' vero che è presto per intonare canti goliardici.... ma siamo a gara 3 a Miami non credo che i nostri vadano a prendere il sole!
Avranno un ambiente mooolto arrabbiato ad attenderli e certamente gli Heat metteranno in campo tutte le loro ultime speranze e forze per vincere qs partita.
Non penso che i nostri possano prendere la gara sottogamba, sanno benissimo che possono chiudere la serie o rimettere tutto in discussione.
Io mi aspetto di uscire da Miami con un 3-1 e chiudere a Boston.
Se così non fosse diventa tutto molto più complicato, non solo il passaggio del turno ma anche l'eventuale semifinale di conference.
In Ray we trust!
Al di là dell'Oceano lo chiamano "complacency", è un sentimento di soddisfazione per quanto hai fatto o sai fare che ti porta a sottovalutare l'avversario, ed è particolarmente carogna perchè ti accorgi di esserne stato vittima solo quando hai già fatto la figuraccia. E'una specie di virus intestinale, ed in casa ci ha preso spesso (Spurs, Nets, Wizards solo per citarne tre), e fuori di solito lo abbiamo evitato. Ma - come il tiro dalla media di Perkins - fa parte del nostro DNA, non possiamo negarlo, e va considerato tra i possibili "fattori" negativi.
Eh si, bisogna ammetterlo: è il nostro tallone d'achille.
E' in gran parte a causa di questo virus che nell'anno del titolo si sono portate le prime 2 sfide a gara 7 beccandosi 6 L su 6 giocate in trasferta ed è stata la mutazione del predetto virus a tediarci a lungo in RS quest'anno.
C'è però da dire che "spalle al muro" i Celtics hanno sempre tirato fuori il meglio:
PO 2008 in G3 a Detroit e nella rimonta contro i Lakers in G4, PO 2009 in quasi tutte le gare giocate, P02010 secondo tempo di G1 ed in G2... Questa squadra dà il meglio di sè quando viene messa in seria difficoltà dagli avversari ed esprime il suo più bel basket contro le squadre migliori.
Ecco i motivi "filosofici" per cui non mi stupirei di trovarmi sul 2-2 domenica sera ma ciò non scalfirebbe la mia ferma convinzione che passeremo il turno.
Questa personale lettura è la base di una ulteriore riflessione riguardo le più che concrete possibilità di arrivare fino in fondo: c'era bisogno di trovarsi ai bordi del baratro per dimostrarsi in grado di tornare indietro (e tornare campioni) e se la concausa di questa scintilla che ha acceso la nostra miccia è una gomitata di KG... Ben venga! Se poi l'interprete principale del film che ne consegue è il "bambinone piagnucolone immaturo e tenace" allora ci si può tirar su qualche dollaro vendendo la sceneggiatura alla Disney
rischio e pericolo ben presente. Mi auguro solo che lo evitermo visto che il nostro barometro si chiama Kevin Garnett e lo immagino furente e ipermotivato dopo la squalifica. In trasferta abbiamo giocato sempre bene. Speriamo di continuare il trend visto che se passiamo il turno avremo sempre il fattore campo contro.
(Mi permetto suggerire un blog x commentare ogni turno dei PO)
Ad Est il fattore campo è dominante mentre ad Ovest si giocano serie molto equilibrate dove il predetto fattore è già saltato accezion fatta per i Lakers (che però hanno rischiato in G2).
In effetti i PO stanno sottolineando l'andamento della RS dove di quà 4 squadre hanno fatto la voce grossa e di là c'è stata molta più uniformità, con 8 squadre (vabbè facciamo 7 tenendo fuori i Lakers) se la sono giocata praticamente alla pari fra alti e bassi.
Di fronte ad una vittoria finale ad appannaggio di una squadra dell'est si potrebbe sostenere la tesi per cui il talento ad ovest è magari superiore ma distribuito al punto di non far emergere nessuno, viceversa la vittoria di una squadra dell'ovest potrebbe lasciare spazio ad una interpretazione che indichi l'est come la serie B dell'NBA.
regaliamoci i lebroners. e poi lì eventualmente.... vada come vada... IL FUOCO IN CAMPO.
Se non fosse che in serie B ci sono i due giocatori più forti (James e Howard) ....
Però anche le serie a est non sono terribilmente squilibrate: James deve impegnarsi davvero per battere i Bulls e Bucks/Bobcats non vengono sommerse, anche se le serie sono scontate nell'epilogo finale.
A ovest mi intriga l'andamento della serie texana che può riservare sorprese a ogni partita, ammiro Portland e Utah per quanto producono nonostante le assenze e mi meraviglierebbe davvero un loro passaggio del turno.
Troveremo di certo una squadra disperata e che cercherà con ogni mezzi di vincere la partita: a noi il compito di zittire tutti per chiudere la partita, meglio se in gara3, ma anche in gara4 non sarebbe male.
Ecco, da post come questi si evince in modo chiaro l’importanza di persone come Piero nelle nostre disamine. Senza far troppo rumore butta lì due parole che forniscono una chiave di lettura diversa dei nostri Celtics: facendo risalire lo scatenarsi del “virus” a ben prima dell’arrivo dei vari Daniels e Wallace, ridimensiona il ruolo “negativo” di questi ultimi.
Io, come al solito calato nei panni da Gil Grissom del Trifoglio, per farmi un’opinione seguo gli indizi e vorrei aspettare di avere a disposizione qualche altra prova prima di ascrivere allo stesso “agente patogeno” sia le sconfitte nei playoffs 2008 che nella regular season 2010. Un po’ perché in mezzo c’è il campionato 2009, secondo me fantastico e decisamente superiore alle reali possibilità di una squadra costretta a fare a meno di Garnett e poi di Powe. Un po’ perché i Celtics dei playoffs vincenti perdevano fuori casa ma al TD Banknorth erano uno schiacciasassi, mentre quelli della regular season appena conclusa sono stati l’esatto contrario.
Sul discorso "serie B dell'NBA" però bisogna fare dei distinguo, visto che un paio d'anni or sono in Finale i Lakers avrebbero probabilmente perso sia contro Cleveland che contro Detroit. Il sistema dei free agent ha sensibilmente spostato il baricentro delle firme ad Ovest perchè mediamente le piazze sono più appetibili per ragioni spesso extrasportive. Se a questo aggiungi gestioni non proprio brillanti di alcuni GM "orientali" con atleti che "inspiegabilmente" nella maggior parte dei casi vanno ad ovest (Butler ed Haywood gli ultimi due), è chiaro che il piatto della bilancia che pesa di più è quello "West", ma rimango convinto che le prime tre/quattro ad Est possano giocare alla pari con tutte le squadre Ovest.
Giusto Piero, stasera vedo di provvedere.
Citazione Legend:
Io la estremizzo ancora fi più, fermo restando che il livello medio dell'Ovest è più alto di quello dell'est,di squadre da titolo ce ne sono più ad est che ad Ovest.
Citazione Legend:
La famosa Mucca di Aza Nikolic che dava un calcio al secchio pieno di latte.
Ma invece di suggerire, perchè non lo scrivi e basta, visto che gli strumenti li hai?
Se vogliamo almeno sperare di impensierire in qualche modo Cleveland, dobbiamo portarne via una a tutti i costi. La serie si accorcerebbe e avremmo energie da spendere contro loro.
D'accordissimo con Leo sul fatto che ci siano più squadre da titolo a Est piuttosto che a Ovest... Howard come secondo giocatore più forte della lega non ce lo vedo proprio... io ci metto davanti ancora Wade e Bryant e non con poco margine... Howard è troppo limitato in attacco, indipendentemente dai punti che mette a referto... ovviamento quello di Cleveland vince con distacco su tutti... faccio un esempio: se prendi Howard e lo metti a Miami, non so se arriva 5° con quel roster...
Eccoti servito : www.iamaceltic.it/archivio/blog/314-nba-playoff-2010.html
Mi sono sempre distinto per un cauto ottimismo (anche poco prima che iniziassero i PO), perché ho sempre ritenuto questi Celtics potenzialmente devastanti, con un quintetto fortissimo e una panchina tra le migliori della lega, poiché composta da armi tattiche potentissime, assi nascosti nelle maniche dell’abile Doc.
(Sheed è l’ultima carta, nel senso che attualmente è proprio in fondo... all’altezza dell’ascella!
Sono, come tutti voi, molto soddisfatto dell’ultima gara giocata dai nostri, ma è ancora presto per i proclami di vittoria. E’ preferibile mantenere i piedi per terra, con lo status di “sorpresa” di questi PO, pur rimanendo consapevoli dei nostri mezzi.
Come hanno scritto già Piero e Fabio, nel 2008 (dopo una RS giocata decisamente meglio dell’ultima) l’inizio dei nostri PO fu abbastanza “a singhiozzo”: in pratica sembrava di vedere due squadre differenti, bruttini in trasferta e fortissimi tra le mura amiche; per questo aspetterei di vedere il rendimento dei nostri lontano dal Garden, anche se uno dei pochi aspetti positivi delle scorse 82 gare (interpretate forse come una lunga pre-season dai nostri) è stato proprio il rendimento “esterno”.
Questo è il punto fondamentale perché, dall’eventuale secondo turno in poi, il fattore campo sarà sempre dei nostri avversari.
Sono ancora molto ottimista sul passaggio del primo turno (al di là del 93.7% ricordato dal puntuale Gabriele), ma i Celtics di quest’anno dovrebbero averci insegnato la cautela, in un senso e nell’altro.
Anch’io confido nella voglia di rivalsa di KG, perché in G3 temo un pesante rilassamento (virus complacency, cit.).
Let’s go Celtics!
Miri
Michele, la "dimenticanza" di Bryant la prendo come una simpatica provocazione biancoverde e niente più....perchè se davvero ritieni Howard più forte di Kobe devo rivedere i miei giudizi sulle tue eccellenti capacità di analisi tecnica del gioco!
Posto che ovviamente è difficile paragonare due giocatori di ruoli diversi, non penso ci sia nessun dubbio che presi singolarmente come giocatori di basket, i due più forti attualmente siano Lebron e Kobe (in quale ordine è da vedere): Dwight a mio parere è tre piste indietro a questi due...
Tornando alla serie e all'oggetto del Topic, anche io vedo maggiori difficoltà nelle due gare in trasferta, non tanto per il fattore casalingo quanto per la voglia di rivalsa che un campione come Wade avrà sicuramente, e per la pocca attitudine dei Celtics di quest'anno a mostrarsi continui a certi livelli; sarei ovviamente contentissimo di sbagliarmi, ma le mie previsioni di una vittoria nella serie in 6-7 partite mi fanno pensare che almeno una di queste due prossime la perderemo...con buona pace di Bagatta, ovviamente spero di trovarmi prima sul 3-0
In che senso? Come faccio ad aprire il blog? Capisco di computer quanto di donne e di basket per cui non mi sento adeguato. Meglio lasciar fare a voi così che io possa essere libero di rompere le scatole
Lo sapesse tua moglie e la tua ditta che ti faccio lavorare anch'io (e a gratis)...
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