-
Il pagellone biancoverde
giancleto83
Che testa. Uno cosi nemmeno la merita la Nba. E lo dice uno che ... -
Le Finali di Conference Day by Day
Randa
Capisco che Paul sia il faro della squadra, ma non sono un paio di ... -
Il pagellone biancoverde
Andrea Del Vanga
se non ricordo male sia lui che Randolph che White avevano il contratto ... -
Il pagellone biancoverde
Michele Pulcini
Forse mi sono sfuggiti, ma non fare gli auguri ieri al nostro grandissimo ... -
Il pagellone biancoverde
Michele Pulcini
Un vero peccato. Mi pare che Ainge abbia regole precise in merito ... -
Le Finali di Conference Day by Day
Michele Pulcini
Capisco che Paul sia il faro della squadra, ma non sono un paio di ... -
Le Finali di Conference Day by Day
Randa
Mah, occhio ai Grizzlies che sembravano in grossa difficoltà contro ... -
Playoff 2013 Day by Day
Randa
Zio, non ti facevo così tifoso degli Spurs :o
Approfondimenti
Benvenuti all'appuntamento mensile di Celtics ed arte varia. Il piatto è piuttosto sostanzioso, quindi bando alle ciance ed alziamo il sipario...
WIZARD I AM
E' stato un Celtic per tre mesi. Non un periodo lunghissimo, ma decisamente sufficiente per capire come vanno le cose, in riva al fiume Charles. Ecco perché Sam Cassell, oggi assistente allenatore dei Washington Wizards, aveva previsto che quel pallone sarebbe andato a Ray Allen. In uscita dal timeout, con Boston sotto di un punto e 27 secondi da giocare, "Sam I Am" ha ancora una volta tenuto fede al suo soprannome, ed ha messo in moto la bocca. No, perché - povero Sam - sono in molti a credere che "Sam I Am" sia frutto di arroganza, quasi a dire "Io sono Sam, e voi no..." Invece il "nick" nasce da un fortunato libro per bambini del Dottor Seuss, in cui il personaggio di "Sam I Am" usa con insistenza la sua parlantina per convincere un interlocutore: visto il nome di Cassell e le frequenti esternazioni, il soprannome era quasi scontato. Ma torniamo a Celtics-Wizards, ed a quei 27 secondi alla sirena: al rientro in campo dei giocatori "Sam I Am" ovviamente accoglie l'ex compagno sia a Milwaukee che a Boston con un po' di sano trash-talk: "La palla arriverà a te, la palla la passeranno a te, lo so che arriverà a te". Ray non risponde, cerca la concentrazione, ed improvvisamente la palla è in gioco: Rondo riceve la rimessa, "He Got Game" taglia in area per poi tornare oltre la lunetta sfruttando un doppio blocco di Garnett e Perkins. Mike Miller "perde" il numero 20 dei Celtics per una frazione di secondo, Rondo serve il compagno, che si alza in sospensione mentre "Sam I Am" sulla faccia ha dipinta tutta la disperazione per quanto sta per accadere. Sa bene come andrà a finire. Ray Allen non sbaglierà il tiro da tre, ed i Celtics vinceranno una partita che pochi minuti prima sembrava persa.
OGNI MATTINA...
Rasheed Wallace è fonte inesauribile per questa rubrica, che in lui può attingere ad un campionario illimitato di simpatia, immaturità e semplici scemenze. Nel corso di una partita un ex-compagno lo ha apostrofato con un "Ormai è facile marcarti, tiri solo il turn-around jumper"! A "Sheed" la cosa non è piaciuta troppo, dato che ha rimbeccato "Ragazzino, ti ho insegnato metà della me**a che sai fare, ma ricorda che il maestro non mostra mai tutte le sue mosse all'allievo". Il numero 30 ha poi illustrato il concetto ai giornalisti: "Gli ho spiegato che, come un maestro del kung-fu, potrei avergli insegnato la posizione del loto o la mossa della tigre, ma non quella della gru che vince entrambe". Caro "Sheed", "non è importante che tu sia una tigre, una gru o una moffetta, l'importante è che cominci a correre"...
TOINE WATCH
Con l’arrivo di Antoine Walker nel campionato portoricano i Conquistadores di Guaynabo sono partiti nel migliore dei modi, vincendo le prime due partite: per 81 ad 80 contro i Cangrejeros di Santurce (dal nome del “barrio” di San Juan, squadra dalla quale provengono anche Carlos Arroyo e Juan Barea) e per 103 a 97 contro i Gallitos di Isabela (103 a 97). Interessante notare come i capocannonieri della squadra di Guaynabo – che nel frattempo ha risolto beghe legali sul nome ed è tornata all’antica denominazione di “Mets” – siano i due “indigeni” Buster Figueroa (20.5 di media) e Carlos Escalera (19), con “Toine” solo terzo a 15 punti ad allacciata di scarpe. Walker è però capo-rimbalzista con 10.5 “rebotes” a gara… Vamos, Toine!
CENTRAL PERK
Nella stagione a luci ed ombre di questi Celtics, sono pochi i raggi di sole che scaldano il cuore dei tifosi. Kendrick Perkins sta tirando con il 60.9%, record di franchigia (e scongiuri di rito), e sta guidando con autorità la classifica dell'NBA per la percentuale di tiro. Al secondo posto in graduatoria Dwight Howard (60.1%), seguito da Nenè (59.4%) e Marc Gasol (58.1%). K-Perk nelle ultime dieci gare sta tirando col 60.7% (34 su 56) e c'è da augurarsi che nelle venti gare da qui alla fine della stagione riesca a mantenere le percentuali "giuste". Gli ultimi Celtics a risultare i più precisi dell'NBA "dal campo" furono infatti Kevin McHale (60.4% nel 1987) e Cedric Maxwell (58.4% nel 1979 e 60.9% nel 1980), e sarebbe bello vedere un bostoniano tornare finalmente in vetta ad una graduatoria di lega.
RAJON DI SOLE
Altro raggio di sole nel campionato interlocutorio di Boston viene da Rajon Pierre Rondo, pure lui in buona posizione per battere un record "storico" di franchigia: quello per la media assist a partita in una stagione. Il ragazzo da Louisville potrebbe (anche qui gli scongiuri sono di prammatica) risultare il primo Celtic di sempre a chiudere con la doppia cifra di media negli assist in regular season. Come, vi domanderete, il grande Bob Cousy non era mai riuscito nell'impresa? La risposta è no: nella sua stagione più produttiva (1959-60) il "Houdini del Parquet" si fermò a quota 9.53, "smazzando" 715 passaggi smarcanti in 75 partite disputate. A distanza di cinquant'anni esatti Rajon sta "apparecchiando la tavola" al ritmo di 9.79 assistenze ad allacciata di scarpe (607 in 62 incontri). Un "piccolo" sforzo per recuperare quei tredici assist "sotto media" e coronare un'impresa decisamente storica, considerando i grandi passatori che, dal summenzionato Cousy a "Tiny" Archibald, da Larry Bird a John Havlicek, da Dennis Johnson al sottovalutato Sherman Douglas, hanno vestito la casacca biancoverde senza mai raggiungere la fatidica quota dieci di media.
RIVERS OF GLORY
Al Lakeland Center di Lakeland, Florida, il 5 ed il 6 marzo scorsi si sono tenute le finali statali del torneo liceale di basket. Tra il pubblico anche coach “Doc” Rivers, arrivato per assistere alle gesta del figlio più giovane Austin che è la stella del liceo Winter Park di Orlando. Austin è considerato uno dei migliori “prospetti” dell’intero panorama americano ed ha già ricevuto offerte di borsa di studio sia da Billy Donovan di Florida che da Mike Krzyzewski di Duke…non proprio gli ultimi arrivati! Il più "piccolo" dei Rivers ha guidato il liceo Winter Park di Orlando alla vittoria del titolo con due ottime prestazioni: 23 punti nel successo per 51 a 42 sul liceo Anderson di Lauderdale Lakes in semifinale ed altri 23 (4 su 8 da tre punti) nella vittoria per 76 a 57 sul liceo Dr. Phillips di Orlando nella finale. “Doc” ha confessato di avere sofferto nelle due gare: “Quando seguo le partite di Callie – la figlia che gioca a pallavolo con le “Gators” di Florida University – mi posso rilassare e divertire perché non capisco niente del gioco. Ma con Austin ed il basket è diverso. Per questa vittoria mi sono emozionato persino più di quanto sia accaduto per la vittoria dei Celtics”! E’ il primo titolo nella storia di Winter Park, ed anche se nella prossima stagione i Wildcats perderanno sette senior, potranno contare nuovamente su Austin Rivers. E papà Glenn continuerà a soffrire…
HE NOT GAME
Marcus Landry è arrivato ai Celtics nell'affare-Robinson ed è stato subito archiviato a magazzino sotto la voce "pezzi di ricambio". Grintoso combattente, ma quando tutto ciò che di buono si può dire della sua carriera universitaria a Wisconsin è "Due Volte Secondo Quintetto della Big Ten" appare chiaro che alla voce "talento" siamo piuttosto sotto il par. L'altezza non è eccessiva, il tiro non spacca, siamo onesti: nella prossima stagione sarà alquanto difficile che vesta ancora la maglia dei Celtics. Però lui ci crede, suda, si sbatte fin dai tempi del liceo Vincent a Milwaukee, quando l'NBA appariva un sogno irraggiungibile. Fu in quell'occasione che, recatosi come di consueto a seguire le partite dei Bucks, si avvicinò timidamente al suo idolo Ray Allen e gli chiese un autografo. Ray fece di più, gli passò un paio delle sue scarpe di gioco mandandolo in brodo di giuggiole...adesso siedono nello stesso spogliatoio a due armadietti di distanza: "He Got Game", e..."He Not Game"...ma Marcus non dispera.
Il medico sociale dei Celtics, Brian McKeon (soprannominato "McKneeon" qualche mese fa), sta per rientrare da una missione umanitaria ad Haiti. Lo specialista in ortopedia era partito nelle prime ore di sabato 6 marzo scorso assieme ad un gruppo di dottori ed infermiere del New England Baptist Hospital e del Beverly Hospital General per fornire aiuto concreto alle popolazioni colpite dal sisma del 12 gennaio. Assieme ai colleghi si è occupato per lo più della cura di ferite, fratture ed infezioni, operando per lunghe ore al Pierre Payen Hospital in una situazione decisamente difficile. A Brian dopo la vicenda-Garnett dell'anno scorso una battuta non posso risparmiarla: per il bene della martoriata gente di Port-au-Prince, speriamo non abbia avuto a che fare con infortuni alle ginocchia… ma, scherzi a parte, a lui ed a tutti i suoi colleghi vanno ovviamente la nostra stima e complimenti sinceri.
LEZIONI DI UBUNTU
Inizio degli Anni Cinquanta, i Celtics sono al camp pre-stagionale ed una sera un trio si reca in centro a Boston per prendere qualcosa da mangiare. John Mahnken e Ed Macauley dicono a Charles “Chuck” Cooper – che è nero – di aspettarli un attimo, entrano in un ristorante ed escono con un cartoccio di fagioli stufati. - “Ne vuoi un po’ Charlie”?
- “Sì, mettetemeli nella mano e li mangerò così”.
Il messaggio è chiaro: “so di essere nero, e non voglio imbarazzarvi mangiando con lo stesso cucchiaio”. Mahnken e Macauley spalancano gli occhi e rispondono:
- “Ma stai scherzando? Mangiali col cucchiaio, accidenti”!
Un sorriso illumina il volto di "Chuck", mentre divide i fagioli con i compagni.
E poi mi dicono che Phil Jackson è migliore di “Red” Auerbach…
I FAVOLOSI SESSANTA
Il tempo vola, ed in un attimo ti accorgi che dal quel 12 marzo 1985 sono passati 25 anni. E volete che Junk Shot si esima dal celebrare l'anniversario della partita in cui Larry Bird battè il record di punti segnati in una partita nella storia della Franchigia? Che ricordi... i Celtics che affrontano gli Hawks sul "campo neutro" della Lakefront Arena di New Orleans, e "Larry Legend" che prima della gara sente le gambe stanche. All'interno dell'impianto la temperatura è altina, ma il numero 33 provvede ad alzarla ulteriormente. Segna 23 punti nella prima metà di partita guidando i Celtics ad un comodo vantaggio. Nella ripresa Atlanta si riavvicina, ed allora il capitano inizia lo show: è letteralmente infallibile, segna da ogni posizione e gli Hawks non riescono a riavvicinarsi. Nella vittoria per 126 a 115 Bird mette a segno gli ultimi sedici punti bostoniani e nella serata realizza 22 dei 36 tiri tentati e 15 tiri liberi su 16, raggiungendo quota 60. Il record di 56 punti stabilito solo nove giorni prima da Kevin McHale è superato, ma il canestro più incredibile è uno che non va a referto: una "tripla" da nove metri, proprio di fronte alla panchina di Atlanta dalla quale un paio di Hawks si lasciano cadere, increduli. L'arbitro Bill Saar però ha fischiato un fallo in precedenza, e per Larry ci sono "solo" due tiri liberi e non l'ipotetico gioco "da quattro". Per gli amanti della statistica, ricorderemo che Bird, oltre a quella dei 60 punti, fece registrare una gara da 53 punti, due da 50, tre da 49, tre da 48, cinque da 47, una da 46, tre da 45 e tre da 44. Pierce, il più grande "scorer" biancoverde degli ultimi vent'anni, ha un "career high" di 50 punti, una gara da 48, una da 46, una da 45 ed una da 44. Come dire, per quanto grande sia Pierce, di Larry Bird ce n'era solo uno.
BURNING DOWN THE HOUSE
Quando Danny Ainge ha mandato Eddie House a New York in cambio di Nate Robinson, dal punto di vista meramente statistico gli ha salvato un primato di franchigia: ad inizio stagione infatti il numero 50 era in testa alla graduatoria dei tiratori da tre in maglia Celtics avendo realizzato 268 dei 638 tiri da "acque internazionali", per un 41.5% che gli garantiva un margine dello 0,8% su Dana Barros (416 su 1023, 40.7%), secondo in classifica. Dall'inizio del campionato in corso Eddie ha accusato una flessione, tirando con un peraltro decente 38.3% (34 su 167) che però aveva abbassato la sua media totale al 41.2%. Dall'arrivo a New York House ha centrato solo 11 delle 45 "triple" tentate (24.4%): se questo "crollo" fosse avvenuto in maglia biancoverde, la sua percentuale complessiva ai Celtics sarebbe del 40.3%, e Barros lo avrebbe scavalcato. Da "Trading Danny" a "Saving Danny"...



Commenti
Quella di "Chuck” Cooper e' una storia che dice quali siano sempre stati i valori della franchigia dal primo quintetto "nero" a Bill in panchina.
Su record di Larry meglio soprassedere; a volte penso cosa avrebbe combinato con un fisico alla Magic: sospensione per manifesta superiorità?
Come al solito splendide chicche di basket e di vita dell'onnisciente Anderle!
Quanto ai nostri giovani nelle classifiche di specialità: dubito che Rondo supererà i 10 di media perchè immagino che verrà leggermente ridotto il suo minutaggio, oggi superiore a tutti gli altri compagni, mentre il primo posto di Perk è in serio pericolo perchè nelle ultime sei partite ha tirato 16/31, un misero (per lui) 51,6%: forza Perk!
Complimenti dutùr!!!
I titoli dei "paragrafetti" son semplicemente esilaranti, grande Fabio...
La giornata sarebbe anche finita alla grande con questa piacevolissima lettura, ed invece son qui che mi barcameno tra il letto e la speranza "dura a morire" di vedere una partita VERA da Celtics VERI...
ma ce la farò!
Buon compleanno:
Carlo Vanzina!
P.S.
Ah! Splendido compleanno "anche" a Fabio.
P.P.S.
Rubrica splendida, scritta meravigliosamente.
Per gli auguri cfr. recap Pacers
Toine... Dio gli ha dato e lui si è tolto! E quando qualcuno critica Sheed - 6 uomo da fine carriera - si ricordi che lui è stato il ns capitano nel suo prime ed ha "sputato" sulla maglia e sui dirigenti della squadra alla prima occasione.
Bellissimo l'episodio di Landry
Sulla rubrica... poco da aggiungere, ho già avuto modo di esprimere il mio entusiasmo sin dai primi "numeri", mi associo ai complimenti degli altri: è un appuntamento imperdibile!
Buon compleanno, Legend!
Miri
Ringrazio per i gentili pensieri ricevuti qui, su Skype e su Facebook, e ricambio baci ed abbracci.
Se poi i nostri simpatici pazzerelli cominciano pure a giocare come sanno, sarà il più bel regalo di compleanno.
porca miseria non so come fa...(fate, visto che non è il solo).
grazie ancora (soprattutto poichè il sottoscritto non ha rapporti intimi con la lingua inglese) siete splendidi
Poi lui ci mette un paio di orette del suo tempo, ma pensate se davvero si impegnasse come potrebbe
Oh finalmente uno che esce alla scoperto e dice le cose come stanno, grande Michele ci voleva, direi che ti sei auto eletto rappresentante sindacale di IIAC!!!!!
RSS feed dei commenti di questo post.