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Approfondimenti
“Trent’anni da Tre” vuole essere un tributo a tutti i giocatori che in questo trentennio hanno vestito la casacca biancoverde con alterni risultati. E che magari hanno tentato un tiro da tre…
IL PRIMO TIRO DA TRE
Il 12 ottobre 1979 il Celtic Chris Ford, nella gara di esordio di Larry Bird, punì la difesa dei Rockets quando sul cronometro mancavano 3’ e 48” dalla fine del primo quarto segnando la prima “tripla” della storia dell’NBA. I Celtics finirono anche per vincere la gara 114 a 108.
IL PRIMO “GIOCO DA QUATTRO PUNTI”
Chris Ford fu anche il primo Celtic a subire un fallo mentre insaccava un tiro da tre, ed a mandare quindi a bersaglio il tiro libero supplementare. Accadde il 22 novembre 1980 nella gara al Richfield Coliseum in cui Boston venne sconfitta dai Cleveland Cavs per 98 a 113. Gli atleti biancoverdi con il maggior numero di “giochi da quattro punti” sono Paul Pierce e Ray Allen (tre a testa) mentre l’ultimo in ordine di tempo a far registrare una di queste prodezze è stato Eddie House che il 6 maggio 2009 ha “bruciato” gli Orlando Magic nella seconda partita della serie di Semifinale Est.
IL PRIMO “BUZZER BEATER”
Nella squadra di Larry Bird fu ancora Chris Ford a scrivere la storia dei Celtics il 14 dicembre del 1979 al Boston Garden quando, ricevuta una rimessa da Cedric Maxwell, effettuò due palleggi prima di lasciar partire un tiro in corsa che rimbalzò sul tabellone prima di infilarsi a canestro per il 97 a 94 finale. L’allenatore Fitch commentò: “lo schema lo deve aver messo in piedi qualcuno lassù, perché il mio gioco era per due soli punti”.
ALL STAR TREY
Larry “Legend” si era già visto superato in due pietre miliari della storia della lega e dei Celtics, ed allora lasciò il segno il 3 febbraio 1980 quando con 1:40 da giocare nel supplementare lasciò partire dall’angolo un decisivo “piazzato” per tre punti, guidando la selezione Est alla vittoria per 144 a 136.
PIU’ TIRI DA TRE SENZA ERRORI IN UNA GARA
Al momento il primato dei Celtics per tiri da tre realizzati in una gara senza sbagliare è di sei canestri. Il primo ad ottenerlo fu Danny Ainge il 4 gennaio 1988 in una trasferta a Salt Lake City culminata in una vittoria sui Jazz. Il 2 novembre 1999 toccò a Walter McCarty pareggiare il record a spese dei Toronto Raptors: Boston passò all’Air Canada Center ed il numero 0 sbagliò l’unico tiro da due tentato… “I love Waltah”. I climi freddi evidentemente aiutano le mani calde, perché il 20 dicembre scorso a Boston Paul Pierce è entrato nel “club” dei “sei per tre”, fiondando ripetutamente i malcapitati Minnesota Timberwolves. A fine gara “Doc” Rivers era incredulo non per il record, ma per il dubbio che lo attanagliava, spingendolo a chiedere a tutti: “Larry Bird non ha mai fatto sei su sei da tre? Impossibile”…
PRIMI NEL PRIMO ANNO
Nel primo campionato il tiro da tre punti non è che spopolasse, nell’NBA. Le squadre lo usavano come arma tattica, ma ricorrevano ad esso con parsimonia ed anche gli allenamenti specifici erano limitati. Questo ovviamente favoriva gli atleti già in possesso di una “gittata lunga” che in pratica si vedevano attribuire un terzo punto per tiri che avrebbero effettuato comunque. I Celtics dominarono quella prima stagione grazie alle medie fatte registrare dal duo Ford/Bird, rispettivamente autori di esorbitanti 42.7% e 40.6% che valsero loro il secondo e terzo posto nella speciale classifica, alle spalle dell’incredibile Freddie “Downtown” Brown. Il Sonic però aveva fatto registrare il 44.3% s soli 88 tentativi dove Ford (164) e Bird (143) ne avevano “sparati” decisamente di più. Boston dominò le classifiche di tiro da tre di squadra, ottenendo un fantascientifico 38.4% che era superiore del 10% alla media dell’NBA e che lasciava nettamente indietro le seconde: i Clippers al 32.6% ed i Nuggets al 32.5%. Merito di questi risultati furono anche le ottime percentuali fatte registrare dal panchinaro Jeff Judkins (40.7%) e da Pete Maravich che nelle 26 partite disputate in maglia Celtics infilò tre delle quattro conclusioni tentate da lontano.
PERCENTUALE DA TRE IN UNA STAGIONE
Beh, questa è facile facile: nell’ultima gara della regular season 2009-2010 Eddie House stava inseguendo il record di franchigia fatto registrare da Danny Ainge nel lontano 1987 con un incredibile 44.3%. A dire il vero il record era saldamente in suo possesso solo un paio di gare prima, ma con un poco edificante 2 su 14 in quelle partite la percentuale era scesa dal 45.1% al 43.8%. Nell’incontro coi Wizards in programma il 15 aprile Eddie aveva quindi bisogno di un 4 su 4 per superare il primato. Nei primi tre periodi di gioco però il numero 50 aveva trovato solo un canestro su tre tentativi, e la situazione si faceva sempre più difficile. Anche perché quel giorno i Celtics non schieravano Garnett (infortunato), Pierce ed Allen e quindi Washington poteva dedicare tutta l’attenzione ad House. Preoccupato? Nemmeno un po’: negli ultimi minuti il tiratore designato realizzò 5 canestri su 6 tentativi da oltre la linea dei 7 metri e 25, e quando si rivolse al Vice-Presidente delle Public Relations Jeff Twiss questi gli disse: “Non tirare più”. Con 151 bersagli stagionali a fronte di 340 tentativi, Eddie House aveva fatto registrare una percentuale del 44.4%, sufficiente per superare di appena un decimo il 44.3 dell’attuale GM!
THREE-POINT SHOOTOUT
Dal 1986 la gara del Tiro da Tre Punti è entrata a far parte del “All Star Weekend” divenendo uno degli appuntamenti “clou”. Solo cinque giocatori dei Celtics hanno preso parte alle prime 24 edizioni: Larry Bird (1986, 1987, 1988, 1990), Danny Ainge (1988 e 1989), Dana Barros (1996), Paul Pierce (2002) ed Antoine Walker (2003. Bird è l’unico ad aver vinto il trofeo di miglior tiratore dalla distanza (tre volte, dal 1986 al 1988), ed ormai fa parte della sua Leggenda la “sfida” del 6 febbraio 1988 nella quale si presentò nello spogliatoio del Chicago Stadium chiedendo agli altri sette partecipanti: “Chi di voi arriverà secondo”? Poi, in difficoltà nella finale a causa di un inizio “tiepido”, nonostante si fosse “acceso” all’ultimo “carrello” era ancora in svantaggio. Con il ghiaccio nelle vene, Larry insaccò i primi quattro tiri pareggiando i 15 punti fatti registrare da Dale Ellis: raccolse poi il pallone multicolore, lo indirizzò a canestro e mentre il tiro decisivo era ancora in volo alzò il dito indice della mano destra a ricordare a tutti chi fosse il numero uno.
RECORD PER “TRIPLE” SEGNATE IN UNA GARA
Per molti anni il record di tiri da tre segnati da un Celtic in un incontro è appartenuto ad Antoine Walker che ne aveva realizzati nove in due occasioni: la prima il 17 gennaio 2001 (su 14 tentativi) in una sconfitta contro Sacramento e la seconda il 9 novembre 2002 (su 13 tentativi) in una vittoria a Minneapolis. Ray Allen ha eguagliato quel primato il 30 aprile 2009 nell’incredibile sesta partita a Chicago. Sì, quella dei 51 punti che, nonostante la sconfitta finale, in quasi 59 minuti di gioco lo ha visto mettere a segno 9 delle 18 “triple” tentate, la maggior parte di esse sotto pressione. Ma che volete che sia per lui? Dopo tutto, “He Got Game”…
RECORD PER TIRI DA TRE SEGNATI IN UNA SERIE DI FINALE
Ma c’è un record che per Ray Allen è ancora più dolce, un primato che ci riporta a delle notti di sogno. Il 17 giugno 2008, infatti, insaccando sette dei nove tentativi da tre punti nella indimenticabile vittoria per 131 a 92 di gara 6 sui Lakers, Ray schiantò il record per bersagli da tre in una serie di Finale che apparteneva alla coppia Dan Majerle/Derek Harper. Ray nella serie centrò 22 tiri su 42 tentativi, con un fantascientifico 52.4% di realizzazione…
“BIG TREY”
E’ proverbiale la mano calda di Larry Bird che in carriera realizzò 649 dei 1727 tiri da tre tentati in regular season (37.6%) e nei playoffs ne mise a segno 80 su 249 tentativi (32.1%). Ma come si comportarono gli altri appartenenti ai “Big Three”? Robert Parish ne lanciò solo quando costretto all’ultimo secondo a spararne uno a tutto campo, ed il suo 0 su 6 (0 su 1 nei playoffs) testimonia la poca confidenza del “Chief” con questa conclusione. Più interessante invece il discorso su Kevin McHale che, nonostante fosse immarcabile vicino a canestro, mostrò doti discrete di tiratore anche dalla distanza. Se si considera con si allenò praticamente mai in modo specifico, il suo 49 su 178 da tre in carriera (27.5%) è incredibile, soprattutto se paragonato al 18.4% fatto registrare da Dennis Johnson o al 20.2% di “Tiny” Archibald, peraltro non grandi tiratori. La “tripla” più importante di McHale rimane quella segnata il 26 maggio 1988: con 1.7 secondi da giocare nel supplementare ed i Pistons in vantaggio di tre punti, Bird non riuscì ad “arpionare” il pallone che schizzò dalle parti del numero 32. McHale lo agguantò e lasciò partire un tiro da tre punti che si insaccò sulla sirena. I Celtics poi vinsero al secondo supplementare, ed anche se nella serie vennero superati per 4 partite a 2, quell’incontro rimase simbolo dell’indomabilità dei vecchi leoni.
PIU’ TIRI DA TRE TENTATI SENZA SEGNARE
Nelle pagine degli annuari dell’NBA fa bella mostra di sé il record fatto registrare da Antoine Walker il 17 dicembre 2001. Simbolo di quei Celtics da “sparakkjazia”, “Toine” nella gara contro i Philadelphia 76ers tentò per 11 volte la via del canestro dalla distanza, senza mai trovare il fondo della retina.
PIU’ TIRI DA TRE TENTATI IN UNA GARA
Pochi giorni prima del primato negativo NBA di cui sopra, Antoine Walker ne aveva fatto registrare un altro relativo però “solo” ai Celtics: l’11 dicembre 2001 aveva sparato 17 volte da dietro la linea da tre punti, infilando 6 canestri. Non malissimo, per carità, e poi tre giorni prima ne aveva “piazzati” 7 su 10 nella sconfitta con i Bulls dell’8 dicembre… Basket? In 24 delle 81 partite giocate Antoine tirò 10 o più volte da “acque internazionali”… Per fortuna nei playoffs 2009 Ray Allen è riuscito a “cancellare” questo record, e l’ha fatto nel corso di una partita da ricordare. Sì, la “famosa” sesta partita della serie con Chicago, quella che, anche se persa dopo tre supplementari, vide Ray mettere a segno 51 punti.
TIRI DA TRE SEGNATI CONSECUTIVAMENTE
E’ il momento di tornare ai Celtics del passato, e precisamente ad un giocatore che per lungo tempo fu costretto a vivere nell’ombra di Larry Bird nonostante nel 1976 avesse persino giocato un All Star Game. “Larry Legend” in allenamento non perdeva occasione per intimorirlo, vittima dell’inconscio timore di perdere il ruolo di leader all’interno dei “suoi” Celtics, e fu così che Scott Dean Wedman finì per perdere sicurezza nei propri mezzi. Non prima di aver lasciato un paio di “segni” nella storia della Franchigia, però. Il primo fu un record nei tiri da tre punti: a testimonianza della “rotondità” della sua mano, tra il 21 dicembre 1984 ed il 31 marzo 1985 Wedman infilò 11 tentativi dalla lunga distanza.
TIRI DA TRE TENTATI IN UNA STAGIONE
Difficilmente qualcuno riuscirà a battere questo record in tempi brevi: se esiste un primato “anti-Celtic” per eccellenza, è proprio quello che nella stagione 2001-2002 vide Antoine Walker cercare la conclusione dalla distanza per ben 645 volte (222 centri), alla media di 8 tiri da tre a partita! Al secondo ed al terzo posto di questa classifica troviamo sempre lui: 603 tiri da tre tentati nel campionato 2000-01 e 582 nella stagione 2002-2003. Solo al quarto posto si cambia faccia, con un Paul Pierce che nel 2001-2002 si fece contagiare dal compagno e ne lanciò 520. Quinta piazza per Ray Allen nel campionato 2007-2008, con 486 tentativi. Il record NBA per tiri da tre tentati in una stagione appartiene al “mitico” George McCloud che nel torneo 1995-96 ne tentò 678 vestendo la casacca di Dallas.
PARTITE CONSECUTIVE CON TIRO DA TRE SEGNATO
Un record NBA che ancora resiste è quello stabilito tra il 23 dicembre 1994 ed il 10 gennaio 1996 da Dana Barros. Segnando un tiro da tre punti in 58 partite della stagione 1994-95 ed in 31 gare del campionato 1995-96, Barros mise assieme una “striscia” di 89 partite consecutive con almeno una “tripla” all’attivo, polverizzando il record precedente di 79 di Michael Adams. La sera del 12 gennaio 1996, però, quelle “carognacce” dei Knicks lo “braccarono” a tutto il campo impedendogli di segnare nonostante Dana ci avesse provato per ben nove volte. Senza riuscirci.
GRADUATORIA ALL TIME CELTICS REGULAR SEASON
E chiudiamo questa carrellata sul tiro da tre con le classifiche aggiornate dei “cecchini”. Prima dell’inizio della stagione Eddie House regnava incontrastato in cima alla classifica dei migliori tiratori da tre in biancoverde dall’alto del suo 42% ai Celtics. Poi nella prima metà di campionato si è un po’ “raffreddato”, ed ora il vantaggio sul secondo in graduatoria si sta assottigliando:
- Eddie House .411 (777 tentati)
- Dana Barros .407 (1.023 tentati)
- David Wesley .399 (677 tentati)
- Ray Allen .394 (1.138 tentati)
- Danny Ainge .386 (901 tentati)
- Larry Bird .376 (1.727 tentati)
- Chris Ford .375 (336 tentati)
- Delonte West .374 (463 tentati)
- Paul Pierce .370 (3.864 tentati).
Ovviamente abbiamo considerato un tetto minimo di 300 tentativi, altrimenti nelle prime dieci piazze avremmo trovato anche Wally Szczerbiak a quota .404, Dominique Wilkins a .388, Erick Strickland a .385, Mike James a .381 e James Posey a .380.
GRADUATORIA ALL TIME CELTICS PLAYOFFS
Ed eccoci alle grandi sorprese. Va detto peraltro che il numero limitato di tentativi gioca a favore dei “parsimoniosi”, ma chi si sarebbe aspettato di trovare questi tre giocatori sull’ipotetico “podio”?
- Scott Wedman .457 (35 tentati)
- Brian Scalabrine .448 (29 tentati)
- Tony Delk .427 (82 tentati)
- Eddie House .426 (68 tentati)
- James Posey .398 (88 tentati)
- Danny Ainge .394 (198 tentati)
- Eric Williams .378 (45 tentati)
- Ray Allen .377 (239 tentati)
- Antoine Walker .376 (173 tentati)
- Rodney Rogers .365 (52 tentati).
PEGGIOR TIRATORE DA TRE
E chiudiamo con la “maglia nera” per il peggior tiratore da tre punti nella storia dei Celtics. Anche qui parametri ben definiti: almeno 50 conclusioni tentate in maglia biancoverde, ma tenendo anche in considerazione anche il prosieguo di carriera. Ecco perché Brian Shaw (8 su 70, 11.4%) si salva: negli ultimi anni in maglia – ahinoi – Lakers sviluppò un discreto tiro da tre raggiungendo il 30% in carriera che lo salva da quest’onta. Ed anche Ron Mercer (8 su 58, 13.8%) e Kedrick Brown (20 su 98, 20.4%) nelle ultime fermate fecero NBA registrare numeri superiori. Reggie Lewis (27 su 135, 20%) si salva in virtù dell’enorme classe e di un 48.8% al tiro nei suoi sei anni di NBA che lo identificano come un ottimo realizzatore. E poi chi ha il coraggio di sottolineare la mano non propriamente rotondissima dalla distanza di un futuro Hall of Famer come Dennis Johnson (80 su 464, 17.2%)? Quando contava, “Deejay”segnava sempre…
Ormai i candidati si riducono a due: Michael Smith (8 su 52, 15.4%) e John Bagley (11 su 61, 18%). E l’Oscar per la Mano Quadra dalla distanza va al buon Smith che, nonostante fosse stato acquisito come “nuovo Larry Bird”, riuscì nell’impresa di non raggiungere nemmeno il 20% da tre punti.





Commenti
Cal
Per la nostra generazione di fruitori NBA anni '80, è fin troppo facile accostare la parola "tripla" con Larry Bird....quel ditino alzato con la palla ancora in volo al ASG del 1988...che spasso...ricordo ancora le parole di mio padre attonito davanti alla TV: "che elemento, questo qui è di un altro pianeta!"
Altro momento gustosissimo fu il rush finale di Eddie House lo scorso anno; me la ricordo bene quella partita, praticamente insignificante per la classifica, con la panchina completamente coinvolta e Mike e Tommy che se la spassavano come bambini "facendo la conta"...credo che alla fine anche Danny Ainge fu "felice" di vedersi strappare il record in quel modo...
Citazione finale per 'Toine: io questo qui ogni volta che lo vedevo "non alzarsi" da oltre l'arco per sferrare una delle sue triple con quello stile un pò "infantile" tremavo...però lui era The Genius, e spesso e volentieri ci sorprendeva anche se era maledettamente esagerato nei suoi tentativi, d'altra parte, come disse qualcuno un giorno: "Sapete perchè 'Toine tira così tanto da 3? Perchè non esiste il tiro da 4 punti"
Grandissimo Fabio come al solito, non erano per niente facile impostare un articolo sul solo sul tiro da tre!
certo che a parte l'immortale Downtown, il tiro da 3 punti nei primi anni era terra dominata da guardie bianche tiratrici (oltre a Ford mi vengono in mente Kevin Grevey, Don Buse, Mike Bratz, John Roche, Joe Hassett, Mike Dunleavy), una tipologia di giocatore che è andata pian piano sparendo.
Verissimo Angelo, anche se a me lo disse un amico patito di 'Toine (eh, c'erano anche quelli una volta...
Certo che solo Fabio e solo su IAAC si può trovare un articolo simile, altro che enciclopedia!
Domanda per gli storici: premsso che negli anni '60 e successivi non c'era la convenienza a tirare così da lontano, chi aveva doti e raggio di tiro per ambire a percentuali wedmaniane?
Su Antoine Walker, io lo ritengo uno dei talenti più sprecati di sempre purtroppo dato in gestione ad una testa non meritevole di così tanta roba. Senza esagerare credo che Walker non avesse nulla da invidiare a gente come Rasheeed, Webber, Juwan Howard, dei lunghi arrivati in NBA nella seconda parte degli anni 90 era dietro, solo a KG e Duncan, passatore sopraffino, rimbalsista accellente mani educate e quando voleva era un difensore tutt'altro che disprezzabile. Il problema è che non ha mai capito che a basket si giocava in 5 e non da solo, e se la memoria non mi tradisce il Fleet Center inizio a fischiarlo di brutto quando metteva insieme numeri da capogiro, evidenziando che dello spirito Celtics, non ci aveva capito nulla. Un gran peccato ...
D'accordo con Steve7 sui primi "tiratori da 3 bianchi" come Bratz, Roche, Dunleavy (il mio preferito era il barbuto Winters però), ma non direi che siano andati sparendo se nel corso degli anni abbiamo sempre e comunque trovato il Paxson, il Kerr o il Blake di turno. Diciamo che se ci sono meno tiratori caucasici è perchè nell'NBA ci sono meno...caucasici rispetto a trent'anni fa.
Forse per aver scritto la sua biografia così velocemente...
Scusa Angelo, sai che si fa per ridere...te lo dice uno che c'ha il "blocco dello scrittore" al momento...
Io su Tommy "triplista" non sarei così sicuro...non era un pò troppo "piatta" la sua parabola di tiro?
(tra l'altro, ovviamente, nella bio ora che ci penso avrò presumibilmente scritto SEMPRE tutto attaccato, porc %£$?^%&$@ç#)
Sam, fai benissimo...8 mesi per una biografia sarebbe troppo anche per quella di Giulio Cesare...
Michele dici bene, ed è anche vero che un tempo, dato che il tiro da tre non esisteva, a 6-7 metri dal canestro i tiri erano molto più facili delle odierne triple, dato che partivano spesso incontestati o quasi...insomma, un confronto con i nostri giorni è veramente difficile.
La traiettoria era tesa ma, come diceva Bob Cousy, "non esiste un tiro che non piaccia a Tommy". A volte da distante tirava anche in gancio ma dalle immagini il "range" c'era. Solo che allora tiravano il "piazzatone" a due mani e la difesa, viste le percentuali, non è che si dannasse ad evitarlo.
Angelo, la bio di White è già a posto... ma dov'è che saresti fesso, tu? E poi adesso Macauley lo scrivi correttamente! Pensa che ho trovato un articolo sul Globe nel quale lo scrivevano McAuley...
Domanda difficile, troppi i parametri diversi, allora. Se ipoteticamente li facessimo nascere tutti nello stesso periodo, con la stessa alimentazione tipo "polli in batteria" e con le stesse ore di allenamento credo che il migliori tiratori della storia Celtics sarebbero Bird, Sharman e Ray Allen. In quest'ordine, per me. Perchè? Perchè per tirare bene devi essere un topo da palestra, devi tirare milioni di volte ed avere un movimento "compatto", ridotto all'osso dal perfezionamento di un milione di ripetizioni.
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