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Fare il punto sul momento attuale dei Celtics è impresa ardua, un terzo del roster alle prese con guai fisici più o meno gravi, una discontinuità che non conosce mezze misure e porta il roster ad alternare gare con intensità da gara sette di playoff, ad autentici scioperi bianchi, ne esce una settimana in cui si è visto tutto e il contrario di tutto. E se per Paul Pierce il rientro potrebbe essere imminente, i tempi di recupero per Kevn Garnett si allungano ulteriormente.
Partiamo dal consueto bollettino medico, anche se qui fa fatta una doverosa premessa, ossia che trovare la verità tra le varie fonti di notizie è ormai ardua, il Boston Globe e i Boston Herald spesso danno news distanti tra loro, i Celtics dal canto loro hanno alzato un muro di omertà intonro alla "materia infortuni" riconducibile all'italico "nulla sacciu", al punto che anche gli addetti stampa glissano in materia e l'unico canale di comunicazione è il Twitter ufficiale dei Celtics, da dove appunto vengono diramati comunicati di pochissime righe per annunciare la presenza o meno dei giocatori. Onestamente un brutta gestione della cosa.Partiamo da Kevin Garnett, e qui si rischia di rientrare il un "maelstrom" di mezze verità e mezze bugie, come quello che abbiamo vissuto nella parte finale della scorsa stagione. Kevin ufficialemente è fuori per un problema muscolare alla coscia, problema che in teoria non dovrebbe essere particolarmente grave, visto che sopra a questo infortunio ci ha giocato sopra ben tre gare (Orlando, Los Angeles Clippers e Golden State), però le ultime notizie fanno rizzare le orecchie per i più sospettosi come me, ecco infatti le ultime parole in merito di Doc Rivers :
- "KG's still 10 days, maybe, I don't know," said Rivers. "I have no idea, I honestly don't. There is some history with hyperextended knees that we kind of know that it takes at least two weeks, sometimes three. We know it won't be longer than that, but we don't know how quickly. There's a history there -- not with [Garnett] -- but with league history."
Lo stesso Garnett ci ha tenuto a sottolineare che ormai il suo ginocchio è recuperato al 100% ma che i problemi attuali sono altri. Speriamo in bene, però sia in caso cautelativo, sia per infortuni più marcati di cui non si vuole rendere pubblica l'entità, Garnett salterà altre gare, rientro previsto intorno a metà gennaio.
Paul Pierce aggiorna il suo stato, si passa da infortunato, a day by day, oggi e domani si allenerà con la squadra e poi sarà presa una decisione in merito al suo impiego a Miami, Rivers lo da 50/50, diciamo che qui trapela un leggero ottimismo vista la tipologia dell'infortunio, che non è ne un porblema muscolare, ne un problema strutturale. Per chi volesse saperne di più in merito ai dettagli di questo "curioso" infortunio la cui origine secondo lui sarebbe un taglio ad un dito di un piedi procurato nello spogliatoio il giorno precendente alla famosa notte in cui si è ritrovato con il ginocchio bloccato, vi rimando all'Insider pubblicato ieri dal Boston Herald.
Glen Davis dovrebbe essere a posto e la convincente prova (al di la di qualche chilo di troppo rispetto al Big Baby visto ad ottobre) messa in mostra contro Toronto, ne è la chiara dimostrazione.
In vista della gara di Miami non dovrebbero esserci problemi anche per Rajon Rondo, è lo stesso Rivers ad affernare :
- "I think Rondo will play in the Miami game"
Rondo oggi si dovrebbe allenare regolarmente.
Messo da parte questo bollettino da pandemia, proviamo ad analizzare il momento biancoverde, cosa ci lascia questa folle settimana, e quali sono le prospettive future.
La vittoria di Orlando maturata in condizioni estreme (assenti Pierce e Daniels e KG che stringe in denti ma gioca infortunato alla coscia), è l'ennesima dimostrazione di quanto temuto nelle settimane precedenti, in seguito a prove abbastanza sconcertanti che avevano portato ad un paio di sconfitte altamente evitabili, ossia che i Celtics stanno prendendo la pessima abitudine di dedicare a certe gare un atteggiamento mentale assolutamente insufficiente per giocare in una lega dove anche le squadre da lotteria comunque sono molto talentuose e quindi una volta messe in ritmo diventano poi difficili da controllare.
Ad Orlando Boston ha messo in scena per lunghi tratti della gara un autentico clinic difensivo, con i Magic letteralmente privati dei propri punti di forza sul perimetro e con Howard ben contenuto in fase di ricezione (anche se da quel punto di vista i Magic poi fanno disastri da soli), per poi contenere con calma e saggezza il ritorno dei Magic nel finale. Isolata questa gara dal resto del momento, si potrebbe pensare ad una superiorità marcata nei confronti del resto del'est, ma poi la trasferta ad ovest ha riportato tutti sulla terra, due sconfitte che definire evitabili e un eufemismo, rimettono in mostra tutta la supponenza del roster (il cosiddetto mal di testa), che non difende neppere per un possesso come aveva difeso ad Orlando, rimediando due sconfitta diverse nelle modalità, ma identiche come amaro in bocca lasciato ai tifosi.
Con i Clippers si è giochicchiato per quasi 48 minuti, senza mai accelerare, ma perlomeno dando la sensazione di avere la gara in controllo, poi un paio di azioni difensive da D-League e un paio di liberi sbagliati da Rondo hanno spianato la strada al "telefonato" buzzer beat del Barone. Peggio ancora a Golden State, dove oltre a non difendere da Celtics per un solo secondo in attacco si fa pure l'unica cosa da non fare contro Golden State ossia accettare la loro voglia di fare il tiro a segno, con il duo Rondo / Monta Ellis complici nella grande serata offensiva, a cui fa da contraltare una difesa inesistente.
La sconfitta con i Suns delle tre è forse quella meno amara, anche se va detto che i Celtics dopo un discreto inizio non sono mai stati in partita. troppe le assenze per sperare di mettere in crisi i Suns a casa loro, anche se poi la "ramazzata" rimediata dai ragazzi di Gentry ieri notte contro i Grizzlies potrebbe pure far rivedere quella tesi.

Quando si hanno questi problemi di infortuni, di solito un riscontro lo si va a cercare nei giocatori di secondo piano, chiamati a spendere qualche minuto in più, proviamo quindi a fare un borsino dei panchinari :
I salita : Tony Allen da poco rientrato sta giocando bene e ad un discreto tasso di continuità considerando i suoi standard in carriera, sembra tornato ai suoi migliori livelli difensivi e anche in attacco se la cava bene senza le sue proverbiali esagerazioni, sicuramente il più positivo di questo periodo. Lester Hudson nonostante un impego ridotto continua a dare buone sensazioni, sa portare palla, vede bene il canestro, sembra avere buone capacità di regista e anche in difesa non è male.
Stabili : Rasheed Wallace non è notoriamente un mostro di continuità però a Boston tutto sommato fino ad un paio di settimane fa c'era poco da dire, presente in difesa e a rimbalzo, disponibile a stare nei giochi in attacco. Però un paio dei suoi proverbiali scioperi si sono visti nel viaggio ad ovest, salvo poi riprendersi con una prova maiuscola contro Toronto. Eddie House come tutti i tiratori ha i suoi momenti di alti e bassi, adesso di sicuro non è nel suo momento migliore, però in difesa va oltre le sue doti (sicuramente molto modeste) spesso e volentieri e in attacco non si tira mai indietro. Se questi due ritrovassero quella fiducia nel pick n'roll come ad inizio stagione per i Celtics sarebbe un gran bene.
In calo : Brian Scalabrine difensivamente parlando si fa sentire su ogni possesso, blocca bene, è preciso in aiuto, è l'unico Celtics in grado di tenere i giocatori sui 2,05-2.08 che giocano molto sul perimetro, ma è un rimbalzista mediocre e in attacco non la mette più neppure in una vasca da bagno, e questo rischia di diventare un problema, perchè uno Scal appena accettabile in attacco in questo contesto porterebbe via 20 minuti ad occhi chiusi ogni sera. Shelden Williams sta letteralmente sprofondando nelle graduatorie del Doc. Ad inizio stagione in più di una occasione si era fatto notare, soprattutto sfruttando ogni secondo a sua disposizione (quindi molto garbage time), di recente quando si è avuto bisogno di lui, non si è fatto trovare pronto, e con il rientro di Davis probabilmente il credito verso di lui è esaurito. JR Giddens continua a essere inutile alla causa, contro Toronto ha avuto il posto in quintetto base, ma in una gara vinta di puro orgoglio è risultato il più classico dei pesci fuor d'acqua, arrivando persino a sbagliare qualche schema in attacco. Onestamente non un giocatore da NBA.
E' chiaro che da ora in poi i Celtics hanno due missioni, la prima a quella di recuperare tutti gli infortunati, la seconda, quando il roster sarà al completo o quasi, sarà quella di eliminare queste brutte pause mentali che la squadra ha quando è al completo e quindi ha dentro di se un senso di sicurezza, ma poi si scrolla di dosso in situazioni di assoluta emergenza come ha confermato la bella vittoria contro Toronto.
Da questo punto di vista il lavoro da fare per il Doc, non è semplice, e molto sta ai giocatori che bisogna capiscano una volta per tutte che in NBA come abbassi la guardia un attimo, perdi con tutti. Forse a Boston sin dalla scorsa estate, si è ragionato troppo, si è parlato troppo di gestirsi durante la stagione regolare per arrivare freschi ai playoff, e alla fine la squadra ha assimilato questa sensazione.
In verità da gestire ci sono solo i minuti dei Big Three (e li basta darsi un limite sui 30 minuti), per il resto sia loro in quei minuti sia a maggior ragione tutto il resto del roster deve andare in campo e fare quello che diceva Bill Russell "pensare solo a vincere la partita seguente senza pensare a quella dopo ancora", i cosidetti comprimari sono proprio li per alzare l'intensità quando i Big Three si riposano e quindi da parte loro (in materia assolvo solo Perkins) non c'è un motivo che sia uno per proporre gli autentici "scioperi bianchi" che ci hanno proposto in difesa nelle prime due gare del tour ad Ovest.
il calendario da qui a metà gennaio per i Celtics porpone le trasferte ad Miami e Atlanta di questa settimana, il mattinè di domenica a Toronto, la visita degli Hawks a Boston il giorno dopo, la trasferta ai Nets, e i Bulls al Garden, tutte gare che affrontate con il giusto piglio possono essere lottate fino alla fine e vinte, Miami è in un pessimo momento, dopo un buon inizio, la panchina corta e la mancanza di alternative a Wade in attacco stanno rendendo il gioco molto preedibile, la sfida a Atlanta è forse quella più dura, ma anche Atlanta non sembra nel momento migliore (vedi sconfitta interna con i Knicks), Toronto sarà arrabbiata (forse) per l'ennesima brutta figura rimediata contro di noi, ma rimane sempre una squadra che soffre oltremisura la fisicità che è uno dei nostri biglietti di visita.
Atlanta in casa ci ha già battuti una volta e quindi immagino che quella gara sarà cerchiata di rosso nel calendario dello spogliatoio dei Celtics, mentre Nets fuori e Bulls in casa sono gare che se affrontate con la giusta mentalità non dovrebbero difficili da far nostre.
E per allora si spera che tutti gli infortunati (escluso ovviamente Daniels) siano recupareati.





Commenti
Paragono molto questi Celtics alle ultime edizioni dei Celtics di Russell: squadra di superveterani con delle nuove leve che si sa prenderanno le redini delle squadra al loro ritiro. Le pause mentali per ora non mi spaventano. Il fattore campo sembra meno decisivo quest'anno rispetto agli scorsi...certo arrivare terzi o quarti a est cambierebbe le cose in prospettiva titolo ma la priorita' e' avere tutti in salute per i playoff. In quel caso credo sara' difficile per tutti batterci.
Condivido anche se sul fattore campo io farei di tutto per averlo a favore in tutte le serie playoff perchè se parti da numero 1 e ne perdi una al Garden poi su 3 gare esterne una te la puoi portare a casa facilmente, in caso contrario puoi si sbancare fuori casa una volta però c'è sempre il rischio di perderne una in casa e dopo andare a rivincere fuori diventa dura.
Poi, qualora arrivi in finale, il formato diventa 2-3-2 e nelle 3 gare casalinghe consecutive le probabilità che ne perdi una sono molto più alte che nel classico formato 2-2-1-1-1, quindi arriviamo primi che poi questi problemi li avranno gli altri.
E' vero che quaranta (!) anni fa Russell e compagnia ragionavano diversamente e forse meglio, ma sono passati, appunto, quaranta anni e il modo NBA è del tutto diverso, i giocatori sono molto più attenti, nel bene e nel male, alle loro carriere e le squadre cercano di allungarle anche a loro beneficio e vi faccio un esempio: stanotte Popovich ha fatto partire in panchina per la seconda volta in oltre 900 partite il sig. Duncan, motivo? Perchè la sera precedente aveva giocato 36 (!) minuti e voleva non forzarlo troppo, quindi 29 minuti dalla panchina e, forse anche per questo visto il -8 del primo quarto, sconfitta, vi pare logico?
In questa lega di oggi penso di sì, perchè le big puntano tutte a restare in salute in primavera, quindi a risparmiare i veterani adesso a costo di rimediare più di una sconfitta.
Mi rifiuto, quindi, di entrare nelle discussioni sullo stato di salute di Garnett perchè non vedo via di uscita, se è rotto addio sogni di gloria, altrimenti fanno bene a essere prudenti perchè, come ha dichiarato Rivers "meglio essere prudenti che chiedere scusa".
Meno giustificabili i cali di concentrazione dei giocatori, è sacrosanto! Loro sono pagati per 82 partite e non per la metà, però, detto tra noi intimi e che a loro non arrivi all'orecchio, mi pare umano che succeda, guardiamo la L dei Cavs stanotte (evvai!
Ora è corretto non volere cali di tensione, diciamo che le feste sono finite e che fino all'ASG puntiamo a recuperare tutti, dopodichè almeno il 70% in tutte le partite e il 90% in quelle che significano qualcosa, affare fatto?
Sui singoli concordo con le valutazioni di Leonardo, sarei generoso con Scal perchè in questa situazione di infortuni è davvero quello che tappa i buchi in un paio di ruoli, in attacco e difesa, non pretenderei troppo da Wiliams che, ricordiamoci, è stato preso come quinto lungo; su Wallace non darei giudizi prima dei PO, perchè è lì che dovrà dare il meglio di se stesso, mentre giustifico anche House, perchè esce dalla panchina e il nostro secondo quintetto non ha mai avuto stabilità a causa degli infortuni e lui ha bisogno di giochi ben eseguiti per tirare al meglio.
Le prossime partite non sono semplici: Miami è in un pessimo momento, L con i Bobcats in casa con i fischi del pubblico, ultime tre perse e cinque delle ultime dieci, rischiamo la loro voglia di riscatto; di Atlanta ho il massimo rispetto nonostante abbiano anche loro tre L di seguito (quale migliore occasione di riscatto per loro?) e non sottovaluterei la trasferta a Toronto, non fosse che per il dato statistico che abiamo vinto le ultime 9 contro di loro e, prima o poi, le striscie finiscono.
In ogni caso, considerati gli infortuni e i cali di tensione, siamo ancora quelli con meno sconfitte a est e, per essere 4 gennaio, non mi lamento davvero.
No non mi pare per niente logico, per me Popovich ormai come Jackson pensano di essere al di sopra di tutto e si divertono in queste cretinate sensa senso, se devi rifiatare Duncan lo fai partire in quintetto e lo fai giocare meno lo stesso, non c'è bisogno di farlo partire dalla panchina. E Il signor Popovich al signor Duncan gli deve molta della sua credibilità, poi il fatto che Duncan sia un "signore" e non si metta a fare polemiche inutili non toglie che mettere in panchina uno dei primi dieci di sempre di questo giochino, per scelte molto vaghe sappia veramente di poco, perchè i giocatori poi a queste cifre ci tengono pure molto. Poi ripeto Duncan è un signore e cerca di essere superiore, ma Popovich per me non ci ha fatto una bella figura.
Riguardo a Rasheed invece grane entusiasmo del Doc nel post gara di Toronto :
espn.go.com/blog/bostonceltics/post/_/id/4670700/racing-rasheed
Condivido, ho appena finito di vedere la partita tra Raptors e Spurs e quello che ha fatto Popovich è assurdo.
Con Duncan a sedere i Raptors hanno preso il largo facendo ciò che volevano sotto le plance poi messo il 21 le cose si sono aggiustate ma i Raptors erano sopra di 16 e per gli Spurs, in BtB, è stato più arduo rientrare anche se alla fine, grazie a Timoteo, si erano riportati a -3.
Per inciso e al di là delle cifre Andrea Bargnani ha fatto una gran bella partita difensiva e ha lottato ad armi pari contro Tim Duncan.
Il Mago è proprio un altro giocatore nelle due metà del campo e con ancora un pizzico di cattiveria in più Dirk non gli è tanto distante.
Su Bargnani, in prospettiva Nazionale mi auguro che continui a migliorare la sua “tenuta” senza perdere in agilità. Ma non è una novità che nella pattuglia di italiani il mio preferito è sempre stato Gallinari, il più “Celtic” del gruppo. Dall’anno scorso Danilo sembra più “muscolato” ma ahimè anche un pelino più lento sui 28 metri. Rimane però sempre l’unico giocatore completo del terzetto italiano, l’unico a segnare, difendere, passare ed andare a rimbalzo. Stanotte contro i Pacers privi di Granger e Murphy non ha forzato praticamente nulla ed ha chiuso con 20 punti e 8 rimbalzi. Ed uno schiaccione da brividi sopra Hibbert...ma la difesa di O’Brien?
Denver, San Antonio e Cleveland sconfitte da squadre con record negativo..e Cavs e Nuggets addirittura in casa… I Lakers vincono facile su Dallas nella ventiduesima partita interna su 33 giocate, ma Gasol potrebbe essersi procurato lo stesso infortunio di Rondo.
Io riguardo alla Nazionale sono cinvinto che i giocatori ci siano, forse la situazione più delicata è in play dove Poeta deve mangiare ancora un po di pastasciutta e Hacket mi pare un pelino acerbo, quindi forse servirà qualche vecchietto a dare man forte come Bulleri o Basile. Per il resto Aradori, i tre NBA, Gigli qualcosina può fare, dovrebbe giocare anche Stonerook almeno così sembra, poi c'è questo Niccolò Melli che secondo molti è più forte di Bargnani, se riescono a mettere insieme i nomi, non credo che siamo molto peggiori di squadre coem Francia, Germania etc, forse fuori portata c'è la Spagna.
Citazione Legend:
Ma Duncan lo riposi pure a farlo giocare 25 minuti e farlo partire da titolare, non credo sia quello il punto, il problema è che quando questi Santoni si pensano di essere onnipotenti poi fanno queste cose, a San Antonio stanotte Duncan Ginobili e McDyess sono partiti dalla panchina e tre molto peggiori di loro in quintetto, che senso avrebbe ? Poi hanno pure perso, quindi tutta questa strategia non la capisco proprio.
Bene. E adesso quanto scommettiamo che Pianigiani lo convoca?
Citazione Leonardo Ancilli:
Leo, e tu credi che dopo tanti anni Popovich e Duncan non si capiscano con un'occhiata? Io credo che la ragione del mancato quintetto di Tim fosse un'altra. Ad esempio, "testare" McDyess e Ratliff contro lo "starting" avversario, o provare a tenerlo fuori tutta una partita, tentativo fallito a causa della buona prestazione dei Raptors. Nonostante non sia uno che "si beve" tutto quello che fa Popovich, come allenatore lo stimo cento volte Jackson, e so che a differenza del coach dei Lakers non ha bisogno di atteggiarsi a santone.
Ciò detto, anch'io sono dell'avviso che non sia necessario riparare ciò che funziona, e quindi avrei fatto giocare Duncan dall'inizio: il caraibico non è più un ventenne, e se lo fai scaldare nel prepartita è meglio usarlo un po' subito, prima che si raffreddi. Così poi gli avversari non prendono coraggio...
Spero anche che Pianegiani, oltre a volere giustamente i giocatori in forma, sia concentrato al 100% per la Nazionale visto che il fatto di allenare la Mens Sana e poi nei ritagli di tempo anche la Nazionale non è che sia il massimo per i colori azzurri.
Alberto il Pianigiani sta replicando certe cose fatte a Siena in nazionale, ha già messo Pasquali (ex Virtus) e Caja a fare i vice, in più altri coach attualmente in lega A faranno da scouto collaborando attivamente (Boniciolli, Sacripanti). Ha già detto che importerà in nazionale tutte le tecniche di preparazione Video DVD che ad esempio Recalcati non usava, e poi la nazionale di basket in inverno non gioca mai, quindi non vedo dove sia il problema, non dimentichiamoci che Recalcati quando fece il Bronzo nel 2003 agli Europei e l'argento olimpico ad Atene era coach a mezzo servizio sempre con Siena. Per come è strutturato il calendario adesso non ci sono problemi. Quello che secondo me serve adesso in nazionale è un drastico cambio di mentalità cosa in cui Recalcati era stato bravissimo fino al 2004 e in cui fu deleterio da li in poi, serve gente motivata, e non come successo negli ultimi due anni gente che rispondeva no alle convocazioni. Poi bisognerebbe trovare il sistema di far crescere i giovani perchè le tanto celebrate annate dal 86 all'88 tranne quelli andati in NBA stanno deludendo di bruttissimo su tutti i fronti, gente come Vitali, DaTome, Lechtaler, Crosariol ad oggi sono "alcuni dei tanti" invece di essere giocatori di spicco, e non credo che per loro sia un problema di spazi o di fiducia perchè in passato ne hanno avuta a sufficienza.
Citazione Legend:
Lo convocherà di sicuro ci mancherebbe ma magari non gli mette la squadra in mano come Bargnani voleva fare con Recalcati, fino a quella famosa intervista sulla gazzatta dove disse che Recalcati non era un buon coach perchè lui (Bargnani) ha bisogno di un coach che lo guidi da vicino. Ecco da uno che ha firmato un contratto da 50 M$ sentirsi dire queste cose e poi allo stesso tempo criticare un coach è un po troppo, se inchiostri per 50M$ in campo cosa devi fare in linea di massima lo dovresti sapere da te.
Comunque io credo che una frontline Aradori, Gallinari, Bargnani sia un bel punto di partenza, dietro qualcuno poi lo trovi.
Sì, te l'ho dato io, poi però ho letto il commento su Tony e ho subito rimediato con un +... io non credo che la differenza tra Bargnani e Dirk possa essere solo nei coglioni... il Mavs è miglior rimbalzista, miglior penetratore, va una marea di volte in lunetta... ecco, sulla difesa forse siamo pari... e siamo sicuri che tecnicamente Bargani sia strutturato x poter prendere i tiri che il tedesco mette girandosi sul perno con il corpo che si allontana dal canestro? Dirk mette tiri con le mani in faccia da tutte le posizioni, Bargnani non mi sembra possegga queste caratteristiche... grande talento, poi però il tedesco è di un altro pianeta, palle o non palle IMHO
Comunque, considerato che lo scopo di una partita è vincerla, questa scelta non è andata nel verso giusto, allora meglio il riposo assoluto.
Quanto ai campioni in carica, se noi siamo giustamente preoccupati dalle condizioni di Garnett, il tendine di Gasol (altra gamba, ma stesso problema) non deve lasciare tranquilli neanche loro: dubito che qualcuno li possa ritenere in grado di ripetersi senza lo spagnolo e con il solo Bynum sotto canestro (nonostante si comincino a notare problemi tecnici di convivenza tra i due), anche se il solito calendario amico fino al 21 gennaio li vede andare solo a Portland, SA e Dallas (che magari avrà qualcosa di cui vendicarsi).
Stanotte ha tenuto alla grande su Tim Duncan che non sarà quello di un tempo ma è sempre Tim Duncan.
Io invece quest'anno ho notato netti miglioramenti in difesa del Mago specialmente in post mentre contro quelli più veloci di lui effettivamente latita.
Vado a naso ma il tedesco al quarto anno non mi sembrava nettamente superiore al Mago di oggi.
Sul fatto che se dato in pasto a Ray in 6 mesi ne esce un giocatore da All Star Game sono d'accordo però io non vedo l'oceano tra i due ma molto meno.
A me non piacciono i giocatori con la puzza sotto il naso che solo perchè giocano nella NBA e guadagnano fior di quattrini pretendono di essere leader per grazia ricevuta ma non piacciono neanche quei tipi di coach che pensano di essere dei padreterni perchè hanno vinto qualcosa nella loro carriera.
Mah...sembra che PP abbia dovuto subire una seconda operazione per il drenaggio al ginocchio. Spero solo che quando rientri quel problema sia alle spalle. Certo il rischio di sovraccaricarlo di responsabilità e minuti c'è, anche perché il ragazzo non è tipo che si tira indietro. Andrà evitato.
A me Scal piace soprattutto per l'impatto difensivo che talora riesce a vedere, certo è indispensabile che almeno qualche tripla piedi a terra con mentri infiniti di libertà la metta altrimenti diventa un problema concedergli certi minutaggi. E' in scadenza, ha un contratto importante. Rimane tra i primi papabili per una trade che ci porti a qualcuno più utile alla causa. Non dimentichiamoci che tra infortuni e decisioni tecniche il buon Scal nelle ultime stagioni ai PO il campo l'ha visto pochino assai. Difesa a parte, se la mano rimane ghiacciata per la post-season diventa opzione poco utilizzabile.
Giddens non finisce la stagione in biancoverde, su questo possiamo averne la quasi certezza.
Premesso che la squadra rimane altamente competitiva e se in salute non è seconda a nessuno:
Tra giocatori in scandenza, squadre in smantellamento (si pensi agli Hornets in crisi finanziaria) e giocatori possibili oggetto di buyout, c'è qualche nome su cui potremmo puntare per perfezionare il roster e capitalizzare ad esempio il contrattone di Scal?
Il Mago è un più che buono quasi ottimo giocatore NBA che sfrutta un'abilità al tiro che pochi lunghi nella NBA possono vantare ai suoi livelli. Ma uno della sua altezza dovrebbe avere la doppia cifra nei rimbalzi quasi standard e invece... (diamine su questo sono d'accordo con coach Dan). Il Tedescone è un campione fatto e finito. Al momento margini di paragone non sussistono.
Bargnani una gara al massimo può condizionarla (anche notevolmente) con una sua super prestazione, Dirk una gara la può semplicemente domniare. Mi sembra differenza piuttosto rilevante.
Quest'anno ogni gara può essere facile o complicatissima. Dipende da come entrano in campo i nostri. Con gli Hawks è sfida delicata sempre e comunque. Wade in casa contro di noi è solito estrarre partite monster, con Toronto ci stiamo dentro (ma coi mattiné la tradizione è pessima), Bulls e Nets sono le classiche avversarie stagionali che affrontiamo con supponenza correndo rischi impensabili.
In questo mese affrontiamo 3 volte gli Hawks, poi Magic, Dallas, Portland e per chiudere il mese c'è LA SFIDA. Davvero un gennaio da ultimo respiro.
Ecco, analizziamo: Recalcati era una costante, ma dalla Nazionale argento nel 2004 sono cambiati i giocatori. Se a questi simpatici miliardari non gliene frega della maglia della Nazionale la colpa non può essere di Recalcati, ed è questa la vera sfida di Pianigiani. Un cambio ci voleva perché perdere con la Finlandia non è cosa, ma a mio avviso Recalcati rimane l’unico innocente in tutta questa sporca faccenda. Abbiamo a che fare con la “X Generation” del basket italiano? Voglio dire, se il turco o il serbo di turno fanno fare la figura del pirla a me che gioco in NBA, un pochino mi brucia. A Belinelli e Bargnani non sembrava “rugare” poi tanto. E non entro neanche nel discorso Datome, Crosariol e compagnia…
Quindi, forse, anche Recaltati non era più in grado di arrivare alle orecchie dei giocatori come in passato, magari per colpe non sue e, a questo punto, il cambio di manico.
Poi valuteremo se i nuovi metodi e approcci di Pianegiani saranno migliori dal punto di vista dei risultati, ma adesso abbiamo tolto ogni alibi ai giocatori e se un Nowitsky ogni anno si concede con risultati ottimi, anche i nostri dovranno, ripeto dovranno, farlo.
Atlanta da brillantissima squadra offensiva a inizio diembre, accusa qualche problema, ma è probabile che aspetti il riscatto contro di noi
Citazione:
Tutto godibile e molto interessante ma il mio "mal di testa" personale continua ad essere quello dei "cerotti" (scusate il gioco di parole
Beh Sham pure io me lo sono chiesto. Più che maleducato direi un giornalista che svolge seriamente il suo lavoro quella domanda ha il dovere professionale di farla. Anche perché mi è stato insegnato che è maleducazione prendere in giro la gente e direi che sulla questione KG lo staff celtico, ahimé, è stato tutt'altro che corretto ed educato. Trovo inconcepibile che con tutte le chance per fare domande che hanno a disposizione nessun giornalista faccia la più logica e attesa domanda da ogni tifoso, appassionato e analista di questo sport.
Citazione:
twitter.com/ESPNForsberg/status/7411561639
Si confermato in sostanza c'è il turnover tra gli infortunati, oggi allenamenti con Rivers, PP e Rondo si allenano, Perkins e House, no per House forse H1N1 quindi con il protocollo sanitario applicato dall'NBA non può giocare ne allenarsi con la squadra :
Ecco le News dal Blog dei Boston Celtics, della Pagina ESPN di Boston, curato dal preciso e tempestivo Chris Forsberg :
espn.go.com/blog/bostonceltics
Garnett invece viaggerà con la squadra nelle tre prossime trasferte ma non giocherà, mi preoccupa MOLTISSIMO questo passaggio :
Citazione:
Iperestensione del ginocchio destro ? ma scusate non era fermo per un problema muscolare ad una coscia ?
Cioè basta con queste mezze verità, non se ne può proprio più.
Sono giorni che si sa che il problema è al ginocchio... Rivers l'ha detto più volte... io l'avevo già scritto qualche gg fa in un altro articolo... il problema alla coscia l'ha fermato x la gara coi Pacers, poi ha avuto altri problemi...
Citazione:
Per la serie "Gilberto Govi ci fa un baffo" (Edo, spiega tu a questi qui chi era Gilberto Govi
...ma come, amico, fratello Doc, il tuo giocatore più importante è fuori, le diagnosi oscillano da "mal di gola" a "ebola", i tempi di recupero sono oscuri come i conti esteri di Berlusconi e tu "HAVEN'T ASKED"??? E SARA' MEGLIO CHE ASKI UN PO', TANTO PER SAPERE...ma dimmi tu, non ha chiesto, ma chi glie le scrive le battute? Bagatta?
...ho idea che la compagnia di cui sopra ci delizierà con altre repliche
Ma stai veramente scherzando??? Una grandissima "maschera" del teatro dialettale genovese...
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