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e andiamoooooo -
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Granger con questi 2 sembra decisamente di troppo....e mettendolo sul ... -
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Daccordo con i complimenti, ma correggerei con: "...bravo Wallace che ... -
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Approfondimenti
I LEGAMENTI
L’articolazione del ginocchio è la più complessa nel corpo umano: apparentemente mobile, in realtà limita il movimento alla sola flessione ed estensione. Ad limitare la mobilità sono i cinque legamenti principali: i crociati (anteriore e posteriore), i collaterali (mediale o tibiale e laterale o fibulare) ed il rotuleo.
L’ACL, o “legamento crociato anteriore” è un fascio di fibre elastiche tese al centro del ginocchio tra tibia e femore ed ha la funzione di stabilizzare il movimento del ginocchio evitando che la tibia (cioè la parte inferiore della gamba con il polpaccio) si sposti in avanti rispetto al femore (la parte della coscia).
LE CAUSE
Qual è la causa della rottura dell’ACL? Il dottor Norman Scott, medico sociale dei New York Knicks che il 1 aprile 1985 presso il Lenox Hill Hospital di New York sostituì il “crociato” a Bernard King, dice: “E’ la risultante dell’interazione tra rotazione e forza. Quando si analizzano i numeri, nella corsa e nel salto le forze che interessano l’articolazione sono dalle sei alle nove volte il peso dell’atleta, perciò, improvvisamente, la forza esagerata generata da un passo troppo lungo, da una rotazione imprevista o dalla commistione dei due fattori è sufficiente a fornire al legamento uno stress superiore alle sue possibilità”.
Ovviamente a questo vanno affiancati altri fattori di minore importanza ma decisivi: l’aumento costante del livello di atletismo dei giocatori, il maggior “grip” fornito dalle calzature (e quindi l’effetto “bloccante”), la lunghezza della stagione sportiva.
LA STORIA
Fino alla metà degli anni Ottanta se un atleta subiva la lesione dell’ACL la carriera era praticamente finita: cestisti come Elgin Baylor, Doug Collins, Billy Cunningham e l’odierno GM dei Lakers Mitch Kupchak dopo l’infortunio non riuscirono a recuperare la funzionalità del ginocchio e furono costretti a smettere anzitempo. Come detto, nel 1985 Norman Scott effettuò un intervento rivoluzionario sul ginocchio destro di Bernard King, uno dei migliori realizzatori dell’NBA. Scott lasciò in sede le parti del tendine spezzato perché trent’anni fa le tecniche di fissaggio alle ossa non erano ancora sufficientemente affidabili, e per la ricostruzione utilizzò una porzione del tendine muscolare della coscia di King. Il chirurgo allora era costretto a lavorare in artrotomia ovvero scoprendo la zona lesionata invece di usare – come ai giorni nostri – l’artroscopia. Il risultato fu un prolungamento dei tempi di recupero: Bernard King rientrò sui campi da gioco due anni dopo l’infortunio (contro i nove/dodici mesi necessari oggi).
Da allora le tecniche di sostituzione del crociato e degli altri legamenti hanno fatto registrare miglioramenti: dalla semplice sostituzione della parte lesionata con pezzi di tendine suturati sui “monconi” del legamento originario si è passati all’uso di tendini “estratti” da quelli di donatori non più in vita o di tendini in Gore-Tex, ma i risultati migliori arrivano dall’uso di una porzione del tendine patellare che può essere fissato ai due lati dell’osso in modo tale da garantire nuovamente – una volta rinforzato con adeguati esercizi – la stabilità del ginocchio. Di questa tecnica innovativa hanno potuto usufruire, tra gli altri, Ron Harper dei Bulls, Sean Elliott di San Antonio ed anche… “Doc” Rivers.
In pratica viene asportata una parte (circa il 25% ) del tendine patellare che poi, in artroscopia, viene inserita tra tibia e femore a rimpiazzare completamente l’ACL. La qualità e la flessibilità del “nuovo” tendine non è ovviamente la stessa di quello “vecchio”, ma ci si avvicina molto anche se uno degli effetti collaterali è la possibilità di sviluppare la “tendinite patellare”: il tendine che ha perso parte della propria superficie infatti si infiamma più facilmente.
LA RIABILITAZIONE
Il processo riabilitativo inizia immediatamente dopo la diagnosi e quindi prima dell’intervento chirurgico: si lavora per far diminuire il gonfiore causato dal trauma e per riguadagnare il massimo della mobilità. Ecco perché questa fase viene chiamata “prehabilitation” (“pre-riabilitazione”), e maggiore è il suo successo, più brevi saranno i tempi di recupero. Per dare un’idea del processo di rieducazione e riabilitazione, seguiamo la “tabella” preparata dal dottor Brian Cole, l’ortopedico che sta seguendo Derrick Rose. Cole divide la procedura in due parti: la prima è focalizzata al recupero della piena funzionalità dell’articolazione mentre la seconda è mirata al ritorno all’agonismo, e quindi comprende allenamenti cardiovascolari, “plyometrics”, prevenzione di ulteriori infortuni.
Dopo l’intervento, la zona interessata viene “fasciata” da una speciale ginocchiera “motorizzata” che ogni sessanta secondi costringe l’articolazione ad una flessione e ad una estensione in modo tale da prevenire la fusione sulla tibia del nuovo legamento. In questo periodo si effettuano anche tecniche di stretching e trattamenti finalizzati alla diminuzione del gonfiore post-operatorio e soprattutto ad evitare l’irrigidimento del ginocchio con conseguente limitazione dell’angolo di piegamento. Dopo un periodo che va dalle tre alle sei settimane vengono introdotti i primi esercizio per l’irrobustimento della muscolatura intorno all’articolazione.
A circa 3 o 4 mesi dall’intervento, mentre la mobilità e la forza aumentano, l’atleta può iniziare ad effettuare esercizi specifici con la palla, seppur con delle limitazioni. Condizionamento cardiovascolare, ball handling da fermo, allenamento sui tiri liberi sono pratiche che oltre a rimettere sul campo il giocatore lo motivano a continuare a lavorare. Il quarto/quinto mese di lavoro di solito è quello più esaltante ma anche preoccupante: l’atleta viene infatti spinto ad effettuare esercizi più impegnativi che lo spingono ad affrontare la paura di un nuovo infortunio ma allo stesso tempo lo fanno sentire più vicino al ritorno alla pratica agonistica. E’ il momento delle attività pliometriche legate alla corsa ed al salto, il tutto mentre i preparatori atletici verificano la funzionalità del ginocchio infortunato comparandola con quella dell’articolazione sana. Tra il quinto e l’ottavo mese l’infortunato arriva al massimo della velocità e dell’esplosività e può essere reinserito negli allenamenti di squadra senza alcuna limitazione. Ma anche se può allenarsi, non ha ancora completato la riabilitazione: secondo il dottor Cole la guarigione può dirsi completa solo tra l’ottavo ed il dodicesimo mese dopo l’operazione e ci vorrà altro tempo prima che l’atleta ritorni ai livelli a cui giocava prima dell’infortunio.
IL RITORNO
Le moderne tecniche chirurgiche e di riabilitazione assicurano che la funzionalità del ginocchio ritornerà al 100%, ma l’ex allenatore di Magic e Sonics Bob Hill è scettico: “Ho visto atleti lavorare male in fase di riabilitazione e trascinare una gamba per il resto della carriera”. In realtà il grado di recupero è anche legato alla stazza dell’atleta: più veloce negli atleti più bassi e soprattutto “magri”, più lento in quelli con maggior muscolatura e peso.
Steve Hess, preparatore dei Denver Nuggets, ha dichiarato: “Se sei alto 2 metri e 15 e pesi 125 chili lo stress esercitato sull’articolazione sarà ovviamente superiore a quello di un individuo di un metro e cinquanta. L’area dell’infortunio rimarrà una ‘zona calda’ almeno per due anni, e ci vorranno dai 12 ai 18 mesi per ritornare quelli di prima. Ed è necessario non affrettare i tempi, altrimenti si rischia di non riuscire a recuperare la piena funzionalità”.
Questo è ciò che è accaduto a Rajon Rondo e quanto lo aspetta nei prossimi mesi. Ha già iniziato la fase di “prehab” e con ogni probabilità entro due/tre settimane si recherà al New England Baptist Hospital dove Brian McKeon – probabilmente coadiuvato da un altro chirurgo esperto in ricostruzione dei legamenti – lo sottoporrà all’intervento chirurgico. Ovviamente non sappiamo ancora se rientrerà all’inizio del prossimo campionato oppure a stagione inoltrata, ma siamo sicuri che con la sua grinta e con la sua determinazione tornerà a guidare i Celtics.



Commenti
Trivia: con che squadra gioca il buffone di corte e che squadra tifano i tifosi che lo imitano?
http://www.youtube.com/watch?v=2Ppj3XYa9_s&feature=youtu.be
Sul discorso Oden, sono contrario, non mi fiderei troppo. Lo chiedo sano. Almeno quello.
Siamo gia' un lazzaretto cacchio.....no no basta
Ovvove!
Mie umili osservazioni:
1) Giancleto, perchè ti trovi a guardare roba simile in rete? Fatti consigliare dallo zio qualcosa di migliore ...
2) Sacre con questo "ballo" può dare un senso alla sua presenza a roster.
3) purtroppo temo che Sacre potrebbe restare meno in panchina in futuro se l'infortunio di Auard alla spalla fosse tale da tenerlo a riposo
4) vedo che i tifosi giallastri trovano motivo di divertimento fuori dal palazzo, ma dentro?
a) torna in Ohio, dove ha fatto l'università
b) ha tempo e relativa pressione per recuperare e conoscere Inving
c) a 25 anni può ancora aspettarne un paio e l'eventuale ritorno di James per puntare a una squadra vincente
Perche' Oden dovrebbe scegliere noi ?? Magari per battere i record di Russell
Al Harrington
Al Jefferson
David West
Jamal Crawford
Cory Brewer
Bonzi Wells
Pat Garrity
Micheal Redd
Nene Hilario
Ricky Rubio
Iman Shumpert
Kendrick Perkins
Derrick Rose
Di esempi positivi ce ne sono, alcuni di loro sono tornati quelli di prima e hanno continuato con la loro crescita se hanno subito l'infortunio in età relativamente giovane. Altri invece hanno recuperato, ma senza tornare ai livelli pre-infortunio.
Personalmente ora guarderò con particolare interesse Rose quando rientrerà, perchè come stazza fisica, tipo di gioco, etica del lavoro, assomiglia parecchio al nostro Rajon; si è fatto male il 28/4/12, sono passati 9 mesi e ancora non è rientrato.
Ovviamente ogni giocatore reagisce a proprio modo, non è detto che il percorso di Rose sarà identico a quello di Rondo, però può essere un buon termine di paragone.
Io modestamente dopo che il mio ginocchio ha fatto crack grazie agli attacchi Nepal 2000 di cui eravamo forniti alla Scuola Militare Alpina di Aosta, ho finito il corso di sci, raccattato il mio plotone e marciato fino in caserma. Al successivo appello però sono svenuto...
Ogni infortunio è storia a sè e quando si infortuna un professionista o un uomo in perfetta forma, con la forza del quadricipite sopperisci nel brevissimo termine ("mentre sei caldo") al problema, anche grazie all'adrenalina che ti tiene sù. Quando finisce quest'effetto il ginocchio ti si gonfia e non lo estendi/contrai più.
Ciò ce è caitato a Rondo è piuttosto normale.
Questi ragazzi, falcidiati dagli infortuni, cercano una difficile rincorsa ai PO e hanno una partita e mezza di ritardo rispetto a Portland (oggi nona a ovest) e due e mezza rispetto a Houston (oggi ottava).
Parrebbe che le W di solito necessarie per arrivare ottavi a ovest siano 46, diciamo che però potremmo abbassarle a 44 per un eccesso di prodenza e questo significa che nelle 34 gare mancanti (18 in trasferta) dovranno vincerne 22, cioè quasi due su tre.
Se il quadro è chiaro, mi sento di raccomandarmi a voi: SAPETE COSA FARE QUANDO SONO IN CALENDARIO PARTITE DEI GIALLASTRI A LIVELLO DI SCONGIURI? E CHE OGNI PARTITA GIOCATA DA PORTLAND E HOUSTON E' ALTRETTANTO IMPORTANTE????
Grazie a tutti per la cortese collaborazione.
sono fortissimi... e soprattutto non li battiamo al Garden dall'anno del TITOLO!
La settimana di Nate con 18 di media in 35 minuti con 7 assist e il 48% al tiro (3W e 2L per i Bulls) è migliore di quella di Pierce con 17 di media, 10 rimbalzi e 6 assist con 4W?
Mah.
anche se la partita con gli Heat era di domenica scorsa, quindi fuori dalla settimana... giusto?
evidentemente i Kings e Orlando non erano test attendibili x la NBA
Nel caso il giocatore fa un accordo privato con l'Owner della franchiga (come ha fatto Kobe) in cui è previsto che se viene scambiato contro il suo volere e in destinazioni non gradite (messe ovviamente nell'accordo al momento della firma), al giocatore va in dote un cospicuo indennizzo in milioni di verdoni. Se Garnett lo ha fatto con Grousbeck non saprei.
http://www.celticslife.com/2013/02/espn-trade-possibilities-for-kg-and.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter
Il pusher di ESPN immagino faccia soldi a palate :)
scambiare Pierce e KG porta un brutto Karma :)... così come licenziare Lucky dopo il titolo, e forse anche Clifford Ray...
Il gruppo di Seattle che ha rilevato i Kings da Mallof ha già presentato domanda di trasferimento all'NBA per spostare la franchigia a Seattle, poichè il termine massimo era il primo marzo di fatto diventa ufficiale il trasferimento a Seattle.
nella disgrazia poi stiamo rivalutando quei giocatori che secondo taluni nessuno avrebbe voluto, delle vere e proprie zavorre, come lee, green(chi si piglia quel contrattone?) barbosa, e lo stesso bass è in crescita e ha ricalibrato il suo letale tiro dalla media.
son curioso di vedere il proseguio, perchè 6 di fila ne avevamo vinte anche con rondo!
Forse che fosse la volta buona che impara a di ... dif ... difen ... insomma, quella cosa lì: ah, ecco, "difendere".
Non sono un grande tifoso di Boozer... ma se fanno lo scambio dovremmo proporre Courtney Lee in cambio di Rose, visto che sono in un momento di pazzia.
Ma a Thibs hanno spiegato bene che giocatore arriva al posto di Boozer?
mi sa che anche qui luxury tax ci cova....
Citazione:
Terry - 10,8 punti e 4 assist di media in 27 minuti con il 64% totale e il 50% da tre
Green - 14 punti in 26 minuti con il 52% totale e il 44% da tre
Barbosa - 9,4 punti totali il 22 minuti con il 46% totale e 2,8 assist
Lee - 11,6 punti e 3 assist in 29 minuti con il 46% totale e il 36% da tre
Bradley - 8,4 punti in 27 minuti con un misero 35% dal campo però ... oltre al resto difensivo!
Bass - 9 punti e 5,2 rimbalzi in 28 minuti con il 55% dal campo
Garnett - 16,2 punti e 7,8 rimbalzi in 27 (!) minuti con il 59% dal campo e il 91% ai liberi
Pierce - 17,6 punti, 8,8 rimbalzi e 5,4 assist in 33 minuti scarsi con il 46% dal campo e il 35% da tre
Aggiungiamo il contributo oscuro di Collins e Wilcox e io questa la chiamo squadra!
E questa squadra nelle ultime DIECI gare (quindi anche con Rondo) è la migliore come percentuale concessa dal campo (42,5%) e da tre (29,2%), quarta per palle perse dagli avversari (16,9 a partita).
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