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E' diventato ormai un appuntamento fisso di IAAC: le pagelle di metà anno per i sophomore, chiamati al secondo anno di NBA ad un bivio cruciale per la loro carriera da professionisti. Sicuramente il draft 2011 ha regalato sia sorprese che delusioni, mentre alcuni dei giocatori chiamati in lottery stanno ancora faticando ad emergere. Si parte ripercorrendo al contrario le chiamate dei GM e lasciando in classifica solamente quei giocatori che ancora gravitano in orbita NBA. Curiosi di sapere i nostri giudizi?
Ivan Johnson (undrafted Atlanta Hawks) voto 6 – Giramondo con esperienze in South Corea, Cina e Portorico, Johnson alla sua seconda stagione negli Hawks sta spesso rimanendo ai margini delle rotazioni nonostante non gli manchino energia e fisicità. Ha comunque dimostrato di poterci stare, anche se forse il suo arsenale offensivo è troppo limitato.
Jeremy Pargo (undrafted Cleveland Cavaliers) voto 6 – Ha giocato bene quando è partito in quintetto a causa dell'infortunio di Irving, un po' meno ora che la stella dei Cavs ha ripreso il suo posto. Buono quando attacca il canestro e sfrutta la sua velocità di base, deleterio in difesa e quando si intestardisce nel tiro dalla lunga distanza.
Julyan Stone (undrafted Denver Nuggets) Senza Voto – Fermo ai box a causa di un grave infortunio, non lo rivedremo presto.
Ricky Rubio (pick 5 draft 2009 Minnesota Timberwolves) voto 6 – Sufficienza di stima visto che è da poco rientrato dal lungo stop per l'infortunio al ginocchio e finora ha faticato nel ritrovare il ritmo partita.
Lance Thomas (undrafted New Orleans Hornets) voto 5,5 – Ha avuto le sue chanche partendo anche in quintetto per ben 9 volte quest'anno, ma non è riuscito a lasciare il segno. Il fisico e l'atletismo sono sicuramente da Nba, la mano invece no.
Daniel Orton (pick 29 draft 2010 Orlando Magic, ora Oklahoma City Thunder) Senza Voto – A tutti gli effetti un sophomore avendo saltato un anno per infortunio, è nel roster dei Thunder ma finora ha giocato appena 2 minuti. Impossibile da giudicare, avrebbe fatto bene però a rimanere un paio di anni in più a Kentucky.
Gustavo Ayon (undrafted Orlando Magic) voto 6 – Il centro messicano ha dimostrato di meritare un posto nella Lega e nelle ultime partite stava cavandosela bene anche come starter. Peccato che spesso soffra di problemi muscolari e sia costretto a guardare qualche match in borghese.
Isaiah Thomas (pick 60 Sacramento Kings) voto 7,5 – Qualcuno storcerà il naso per l'alta valutazione, ma quando prendi l'ultimo salvagente disponibile ( la pick 60 non profuma spesso di partite in Nba) e poi nei tuoi primi due anni da professionista riesci ad essere in doppia cifra per minuti sul parquet e punti segnati, hai già fatto un mezzo miracolo. Va ancora a corrente alternata, ma nel corso dell'anno è riuscito a strappare ad Aaron Brooks il ruolo di playmaker titolare (sembrerebbe sotto pressione dei suoi compagni di squadra) e a Sacramento è uno dei pochi a regalare ogni tanto qualche luce (esempio i 34 punti segnati contro Miami).
E'Twaun Moore (pick 55 Boston Celtics, ora Orlando Magic) voto 6,5 – Chiuso a Boston e spedito a Houston per arrivare a Courtney Lee, è stato poi tagliato dai Rockets e poteve essere l'anticamera di un ritorno in Europa (durante il lockout ha giocato a Treviso). Ha colto invece al volo l'occasione offertagli dai Magic e sta trovando il suo spazio come backup di Jameer Nelson. Rispetto al primo anno passato nel New England ha ora cambiato il suo modo di giocare, diventando una scheggia impazzita stile Nate Robinson che può far male con i suoi tiri fuori ritmo in uscita dalla panchina.
DeAndre Liggins (pick 53 Orlando Magic, ora Oklahoma City Thunder) voto 5,5 – Pochissimo campo nel primo anno di Nba in Florida, si è guadagnato però una chiamata e la conferma nel roster dei Thunder in questo secondo anno. Ovviamente è ai margini delle rotazioni, ma a stupito nella partita contro i Blazers, quando in assenza di Sefolosha è partito in quintetto scrivendo nel suo tabellino 11 punti e 8 rimbalzi.
Lavoy Allen (pick 50 Philadelphia 76ers) voto 6,5 – Bella sorpresa lo scorso anno, buona conferma in questa stagione dove si è guadagnato un posto in quintetto per colpa dell'infortunio di Andrew Bynum. I numeri non sono esaltanti (6.5 punti e 5.1 rimbalzi in 23 minuti sul parquet), ma il ragazzo non si risparmia sotto ai tabelloni ed è anche un discreto esecutore difensivo.
Josh Selby (pick 49 Memphis Grizzlies) voto 5 – Una summer league esaltante (co-mvp insieme a Damien Lillard) sembrava avergli spianato la strada per il ruolo di backup di Mike Conley, ma l'arrivo di Bayless lo ha riportato ai margini della rotazione. Appena 10 partite giocate sinora, qualche viaggio in NBDL e una sola partita degna di nota (a Dallas dove segna 10 punti in garbage time); troppo poco per meritarsi la sufficienza.
Josh Harrellson (pick 45 New York Knicks, ora Miami Heat) voto 5 – L'anno scorso ad inizio stagione aveva lasciato intravedere qualità buone per trovare posto nella Lega, ma un brutto infortunio lo ha tenuto fuori dal campo nella seconda parte della season bruciando difatto le sue possibilità. Hanno provato a puntarci gli Heat, ma l'esperienza a Miami, nonostante la pochezza dei campioni in carica sotto canestro, non è stata di certo gratificante. Tagliato e poi rifirmato con un decadale, difficilmente lo vedremo in Florida sino alla fine della stagione.
Charles Jenkins (pick 44 Golden State Warriors) voto 6 – E' il terzo playmaker di GSW dietro a Curry e Jack, ma lo staff tecnico trova sempre il modo di farlo scendere sul parquet ad ogni partita perché sembrerebbero aver molta fiducia nelle sue qualità. Ovviamente il minutaggio è limitato (6 minuti ad allacciata di scarpa), così come le sue cifre (2.2 punti e 0.5 assist); ma potrebbe stupire in assenza di Stephen Curry (al momento abbiamo comunque quasi il 50% dal campo, 33 su 70 complessivo).
Malcolm Lee (pick 43 Minnesota Timberwolves) Senza Voto – Troppi infortuni e troppa sfortuna per questo ragazzo, che stava partendo in quintetto nei Wolves (out praticamente mezza squadra), ma si è dovuto operare sia al ginocchio che all'anca. Si prevedono lunghi tempi di recupero.
Darius Morris (pick 41 Los Angeles Lakers) voto 6 – Buon difensore sulla palla sta avendo il suo spazio durante la gestione D'Antoni dei Lakers, nonostante offensivamente non sia proprio un bel vedere (appena il 39% dal campo). Tornerà probabilmente nelle retrovie con il ritorno in campo di Steve Blake, ma può ritenersi soddisfatto del suo ruolo.
Jeremy Tyler (pick 39 Golden State Warriors) voto 5 – Il ragazzo che ha già girato mezzo mondo (un passato nel Maccabi Haifa e nei Tokio Apache) è ancora nel roster dei Warriors, ma vede il campo solamente nel garbage time con pochissime possibilità di emergere (a breve dovrebbe rientrare anche Bogut). Se ne parlava come di un predestinato, al momento però non ha confermato le attese.
Chandler Parsons (pick 38 Houston Rockets) voto 8 – La vera sorpresa di questo draft, quest'anno sta mettendo in mostra tutto il suo valore e le cifre ci parlano di 14.5 punti, 6.1 rimbalzi e 3.9 assist a partita. Ala piccola molto valida anche difensivamente, Parsons è un vero e proprio uomo squadra capace di far sempre la cosa giusta per il suo team. Di sicuro merita una nomination per il premio di Most Improved Player (anche se forse Vasquez e Vucevic sono leggermente in vantaggio), ma la sensazione è che la sua ascesa non sia finita qui. Ha margini di miglioramento e lo staff tecnico di Houston si dice entusiasto della sua etica del lavoro.
Trey Thompkins (pick 37 Los Angeles Clippers) Senza Voto – E' fuori a tempo inderminato a causa di un grave infortunio al ginocchio sinistro, non è giudicabile anche se visto il roster dei Clippers difficilmente avrebbe trovato spazio in campo.
Tyler Honeycutt (pick 35 Sacramento Kings) voto 5 – Qualche comparsata e nulla più nonostante Sacramento non se la passi di certo bene nel ruolo di ala piccola. E' in attesa di avere un occasione, chissà se arriverà.
Shelvin Mack (pick 34 Washington Wizards, ora Philadelphia 76ers) voto 6 – Incredibile la sua storia: nel primo anno da rookie non aveva fatto male a Washington nel ruolo di vice Wall, ma ad ottobre la squadra della capitale lo ha tagliato preferendogli AJ Price. Va in D-Leauge dove gioca bene e i Wizards, dopo l'infortunio di Price e il taglio di Livingston lo richiamano all'ovile, ma viene subito tagliato in favore di Garrett Temple. Nei prossimi dieci giorni lo vedremo a Philadelphia e forse sarà la fermata buona per dimostrare di essere da Nba. Personalmente lo ritengo un talentino niente male, credo abbia bisogno solamente di un po' di fiducia.
Jimmy Butler (pick 30 Chicago Bulls) voto 6,5 – Più o meno spettatore nella stagione da matricola, si sta ritagliando quest'anno un discreto spazio nelle rotazioni di coach Thibodeau; dimostrandosi un buon difensore sull'uomo e un discreto attaccante che taglia bene verso il canestro avversario. Deve migliorare nel tiro da fuori (appena il 23% da tre quest'anno) e acquisire qualche muscolo in più ma nel complesso sta disputando una stagione più che discreta.
Cory Joseph (pick 29 San Antonio Spurs) voto 5,5 – Anche per lui sono continui i viaggi in D-Leauge, difficile trovar spazio dietro a Parker, DeColo e Mills. Appena 68 minuti giocati finora con pochissime note liete da annotare, difficilmente lo vedremo spesso in campo nella seconda parte di stagione.
Norris Cole (pick 28 Miami Heat) voto 6- – Dopo le prime partite della scorsa stagione era indicato da molti come una steal clamorosa, con il passare del tempo però i suoi numeri sono calati e i suoi minuti in campo notevolmente diminuiti. Quest'anno scende in campo di media 18 minuti ed abbiamo un non edificante 38% dal campo, che porta in dote 4.6 punti a partita. Tende a forzare un po' troppo la giocata per guadagnarsi il palcoscenico e questa, quando hai squadra gente come James, Wade, Allen e Bosh, non sempre è una buona idea.
Jordan Hamilton (pick 26 Denver Nuggets) voto 6 – Un po' di spazio a dicembre sfruttando l'assenza di Wilson Chandler e qualche buona prestazione portata a casa (15 punti contro i Kings e 16 contro i Clippers). Ora è tornato nelle retrovie, anche se coach Karl prova a dargli qualche occasione ogni tanto. Nei Nuggets c'è molta concorrenza nel suo ruolo e a meno di stravolgimenti nel roster, al momento non previsti, sarà difficile invertire la tendenza.
MarShon Brooks (pick 25 Brooklyn Nets) voto 5,5 – Cresciuta la credibilità dei Nets come squadra sono dimezzati i suoi minuti in campo e le sue cifre rispetto alla scorsa stagione. Probabilmente avrebbe bisogno di maggior fiducia, le sue percentuali dal campo non sono male (49% anche se tira con il 23% da tre) ma se Avery Johnson prima e PJ Carlesimo poi a turno gli preferiscono Bogans e Stackhouse (oltre al titolare Joe Johnson) un motivo ci sarà.
Reggie Jackson (pick 24 Oklahoma City Thunder) voto 6 – Ha superato Eric Maynor nelle gerarchie dello staff tecnico dei Thunder prendendosi il ruolo di vice Westbrook e questo per lui suona già come un mezzo trionfo. Play ordinato e con discreti margini di miglioramento, non demerita quando è chiamato in causa anche se non ha grandi picchi qualitativi in attacco.
Kenneth Faried (pick 22 Denver Nuggets) voto 8 – Una forza fisica devastante unita ad una grande voglia di emergere lo hanno portato a prendersi un posto in quintetto nei Nuggets. I suoi numeri sono ottimi e ci parlano di un giocatore capace di 12.2 punti e 9.9 rimbalzi a partita. In fase di draft si parlava di un ala grande a cui mancava qualche centimetro per poter competere in Nba, il prodotto di Morehead State è riuscito a smentire i critici dimostrandosi una vera e propria forza della natura.
Nolan Smith (pick 21 Portland Trail Blazers) voto 5 – Impossibile arrivare alla sufficienza quando non riesci a trovare spazio in una squadra dove aldilà dei titolari nel ruolo di guardia c'è il vuoto assoluto. Ha avuto qualche buona occasione per farsi vedere, ma il 31% dal campo (12% da tre) e la media di 1 turnover ogni 8 minuti giocati lo portano obbligatoriamente dietro la lavagna.
Tobias Harris (pick 19 Milwaukee Bucks) voto 5 – Era partito in quintetto e stava favorevolmente impressionando, ma poi è piano piano scivolato indietro nelle considerazioni dello staff tecnico sino all'infortunio al gomito che lo ha di fatto estromesso dal parquet. La sua miglior partita è stata la prima della stagione contro Boston, 18 punti e 6 rimbalzi che sembravano essere l'antipasto ad un anno da protagonista.
Iman Shumpert (pick 17 New York Knicks) Senza Voto – E' appena tornato in campo da un brutto infortunio al ginocchio e si è subito preso un posto in quintetto (anche se per coach Woodson i 5 che partono in campo non sono così importanti). Impossibile valutarlo con una sola partita giocata.
Nikola Vucevic (pick 16 Philadelphia 76ers, ora agli Orlando Magic) voto 8,5 – Chissà se nella città dell'amore non si siano pentiti di averlo inserito nello scambio dell'estate, preferendo cedere lui anziché Lavoy Allen (molti rumors riportano come Orlando preferisse prendere L.Allen invece del montenegrino). Ottime le sue cifre, è in doppia doppia di media (11.6 punti con il 51% dal campo ed 11.1 rimbalzi a partita) ed in costante crescita da inizio anno. Uno dei candidati al premio di Most Improved Player ed uno dei punti fermi su cui Orlando dovrà costruire la squadra del futuro.
Kawhi Leonard (pick 15 San Antonio Spurs) voto 6,5 – Ha impressionato nell'anno da rookie, sta confermando i suoi numeri anche nella seconda stagione in Nba. Ottimo difensore, discreto tiratore dalla distanza; si è integrato benissimo nel sistema di coach Popovich, anche se forse ci si aspettava un ulteriore salto di qualità quest'anno. A sua parziale giustificazione una tendinite al ginocchio sinistro che lo ha tenuto ai box per più di 1 mese.
Marcus Morris (pick 14 Houston Rockets) voto 6,5 – Dopo il primo anno passato tra infortuni e D-League con pochissime apparizioni in Nba, in questa stagione sta trovando abbastanza spazio nelle rotazioni di coach McHale. Ha dimostrato di aver le qualità necessarie per emergere e gli 8.7 punti di media partita sono un buon punto di partenza. In leggero calo nelle ultime partite, deve migliorare difensivamente e non forzare troppo le conclusioni da oltre l'arco.
Markieff Morris (pick 13 Phoenix Suns) voto 6,5 – Le cifre sono più o meno le stesse della sua stagione da rookie (7.7 punti e 4.3 rimbalzi di media), ma non ha sfruttato l'opportunità di partire in quintetto ed è stato presto scalzato da Scola. Brutte le percentuali da oltre l'arco (28,8%), come il suo gemello Marcus deve cercare di essere meno perimetrale e migliorare il suo gioco nei pressi del canestro (a Kansas piaceva anche quando riusciva ad andare in post).
Alec Burks (pick 12 Utah Jazz) voto 5,5 – Ha trovato un po' di spazio nell'ultimo periodo sfruttando gli infortuni che hanno decimato il roster di Utah, ma tutte le voci sono in calo rispetto alla stagione da rookie. La giovane età (è un 1991) è dalla sua parte, ma forse i Jazz farebbero bene a dargli maggior fiducia piuttosto che lasciarlo ai margini come ad inizio anno. Alcuni rumors lo indicano come uno di quelli che potrebbe cambiar casacca prima della deadline.
Klay Thompson (pick 11 Golden State Warriors) voto 7 – A Golden State ci puntano cosi tanto che non stanno rimpiangendo per nulla (almeno cosi dicono) la trade che ha spedito Monta Ellis a Milwaukee in cambio del sempre infortunato Andrew Bogut. In media abbiamo 15.6 punti con il 40% dal campo, percentuali leggermente peggiori rispetto alla scorsa stagione ma passare da sesto uomo a starter porta comunque maggiori responsabilità. L'ex Washington State è un attaccante di primo livello, capace di essere mortifero sia in penetrazione che nel tiro dalla distanza. Con molte probabilità a GSW si sono fatti bene i conti e se il ragazzo continuerà a progredire, migliorando magari la selezione dei suoi tiri, potrà arrivare nell'elité della Lega.
Jimmer Fredette (pick 10 Sacramento Kings) voto 6 – Alti e bassi anche in questa seconda stagione, dove lo spazio rimane sempre poco vista la concorrenza nel ruolo di guardia e le difficoltà fisiche (intese per mancanza di muscoli e centimetri) dell'idolo di Brigham Young. Le percentuali dal campo però finora sono tutte migliorate nonostante siano diminuiti i minuti sul parquet, ma il non avere molte opportunità per farsi vedere lo porta spesso a forzare qualche giocata di troppo.
Kemba Walker (pick 9 Charlotte Bobcats) voto 7,5 – Nell'ennesima deludente stagione dei Bobcats uno delle poche note positive è il rendimento dell'ex Connecticut: 17.5 punti, 5.6 assist e 3.4 rimbalzi ad allacciata di scarpa. Una stagione finora più che positiva, segnata da molti punti alti (i 32 punti contro Orlando, la doppia doppia da 25+11 contro New York) e pochi passaggi a vuoto (lo 0 su 6 dal campo contro OKC). Mi rimane il dubbio che non sia il playmaker ideale per una squadra da playoff, ma chissà quando Charlotte riuscirà a dare una risposta a questo quesito.
Brandon Knight (pick 8 Detroit Pistons) voto 6,5 – Il suo coach Lawrence Frank si dice molto contento dei progressi mostrati dall'ex play di Kentucky e dalla sua etica lavorativa. Le fredde cifre però ci riportano un Knight praticamente uguale rispetto alla scorsa stagione: stesso minutaggio, stesse percentuali dal campo e da oltre l'arco (rispettimavamente 41 e 38%), stessa media punti (poco più di 13) e stessi assist distribuiti (4 per partita). Ci si attende qualcosa di più nella seconda parte di stagione.
Bismack Biyombo (pick 7 Charlotte Bobcats) voto 6 – Sufficienza di stima perché nonostante a Charlotte continuino a dargli fiducia (ed ultimamente anche un posto nel quintetto base) non sembra ancora pronto per sfruttare a dovere le sue doti fisiche ed il suo arsenale offensivo risulta ancora troppo limitato. Ovviamente il contesto Bobcats non aiuta e i 21 anni ancora da compiere sono più che una giustificazione, ma dopo le buone premesse della scorsa season ci si aspettava un ulteriore crescita nell'anno da sophomore.
Jan Vesely (pick 6 Washington Wizards) voto 5 – Ha visto il suo spazio diminuire rispetto alla scorsa stagione e le volte che è stato chiamato in causa ha mostrato notevoli limiti offensivi, che al momento limitano pesantemente il suo utilizzo. Non lo vedo in grado al momento di lasciare una traccia in Nba, ho paura che presto lo vedremo affrontare il viaggio di ritorno verso l'Europa.
Tristan Thompson (pick 4 Cleveland Cavaliers) voto 7 – Inizio anno difficile, ma poi crescita costante, tanto da finire in doppia cifra per i punti segnati in 15 delle ultime 17 partite (con ben 10 doppie doppie). Buone anche le percentuali dal campo (48,3%) e la presenza a rimbalzo (ne tira giù 9.3 a partite di cui ben 4 sono offensivi); deve migliorare nei liberi e nelle rotazioni difensive, dove spesso si fa cogliere in colpevole ritardo.
Enes Kanter (pick 3 Utah Jazz) voto 5,5 – Finora il turco ha deluso le attese, ma non gli addosserei tutte le colpe. Potenziale enorme, nell'unica partita in quintetto ha firmato 18 punti con 8 rimbalzi, è però chiuso da Millsap, Jefferson e Favors; con la conseguenza che i suoi minuti sul parquet risultano meno di 15 a partita. Utah sarà chiamata presto ad una decisione sul ragazzo, altrimenti si rischia di sprecare un talento niente male.
Derrick Williams (pick 2 Minnesota Timberwolves) voto 5 – Tante tantissime difficoltà nel mostrare tutto il suo talento e di certo il rincorrersi da tempo di mille voci su una trade che lo vedrebbe coinvolto non sta aiutando il ragazzo. Scorer fantastico al college, in questa seconda stagione a Minnesota ha alternato finora poche luci a molte ombre. La mia sensazione è che forse in un contesto diverso potrebbe esplodere e finalmente mostrare in campo tutte le sue potenzialità.
Kyrie Irving (pick 1 Cleveland Cavaliers) voto 9 – Davvero un talento purissimo, sta giocando una stagione da sogno (23.3 punti con il 46% dal campo, a cui aggiunge 5.6 assist e 3.6 rimbalzi per partita) e meriterebbe una chiamata per la partita delle stelle. Se il futuro dei Cavs è meno buio rispetto ai primi anni post James è proprio grazie al talento di Duke, che ha già firmato ben 6 partite sopra i 30 punti.
Ivan Johnson (undrafted Atlanta Hawks) voto 6 – Giramondo con esperienze in South Corea, Cina e Portorico, Johnson alla sua seconda stagione negli Hawks sta spesso rimanendo ai margini delle rotazioni nonostante non gli manchino energia e fisicità. Ha comunque dimostrato di poterci stare, anche se forse il suo arsenale offensivo è troppo limitato.
Jeremy Pargo (undrafted Cleveland Cavaliers) voto 6 – Ha giocato bene quando è partito in quintetto a causa dell'infortunio di Irving, un po' meno ora che la stella dei Cavs ha ripreso il suo posto. Buono quando attacca il canestro e sfrutta la sua velocità di base, deleterio in difesa e quando si intestardisce nel tiro dalla lunga distanza.
Julyan Stone (undrafted Denver Nuggets) Senza Voto – Fermo ai box a causa di un grave infortunio, non lo rivedremo presto.
Greg Smith (undrafted Houston Rockets) voto 6,5 – I suoi numeri quest'anno sono davvero ottimi se rapportati a quanto rimane in campo (5,6 punti e
4,3 rimbalzi in 14 minuti sul parquet), ha scavalcato Aldrich e Motiejunas nelle considerazioni di coach McHale. Energia e voglia di lottare sotto canestro, davvero una bella scoperta per i razzi.
4,3 rimbalzi in 14 minuti sul parquet), ha scavalcato Aldrich e Motiejunas nelle considerazioni di coach McHale. Energia e voglia di lottare sotto canestro, davvero una bella scoperta per i razzi.Ricky Rubio (pick 5 draft 2009 Minnesota Timberwolves) voto 6 – Sufficienza di stima visto che è da poco rientrato dal lungo stop per l'infortunio al ginocchio e finora ha faticato nel ritrovare il ritmo partita.
Greg Stiemsma (undrafted Minnesota Timberwolves) voto 5,5 – Dopo l'anno ottimo a Boston si è guadagnato un buon contratto con i Wolves, ma finora ha reso leggermente al di sotto delle attese. Va detto che le sue qualità di buon difensore vanno al di sopra dei numeri espressi in campo, ma non si può non notare come sia scesa la sua percentuale dal campo rispetto al New England (dal 48 al 41%).
Lance Thomas (undrafted New Orleans Hornets) voto 5,5 – Ha avuto le sue chanche partendo anche in quintetto per ben 9 volte quest'anno, ma non è riuscito a lasciare il segno. Il fisico e l'atletismo sono sicuramente da Nba, la mano invece no.
Daniel Orton (pick 29 draft 2010 Orlando Magic, ora Oklahoma City Thunder) Senza Voto – A tutti gli effetti un sophomore avendo saltato un anno per infortunio, è nel roster dei Thunder ma finora ha giocato appena 2 minuti. Impossibile da giudicare, avrebbe fatto bene però a rimanere un paio di anni in più a Kentucky.
Gustavo Ayon (undrafted Orlando Magic) voto 6 – Il centro messicano ha dimostrato di meritare un posto nella Lega e nelle ultime partite stava cavandosela bene anche come starter. Peccato che spesso soffra di problemi muscolari e sia costretto a guardare qualche match in borghese.
Isaiah Thomas (pick 60 Sacramento Kings) voto 7,5 – Qualcuno storcerà il naso per l'alta valutazione, ma quando prendi l'ultimo salvagente disponibile ( la pick 60 non profuma spesso di partite in Nba) e poi nei tuoi primi due anni da professionista riesci ad essere in doppia cifra per minuti sul parquet e punti segnati, hai già fatto un mezzo miracolo. Va ancora a corrente alternata, ma nel corso dell'anno è riuscito a strappare ad Aaron Brooks il ruolo di playmaker titolare (sembrerebbe sotto pressione dei suoi compagni di squadra) e a Sacramento è uno dei pochi a regalare ogni tanto qualche luce (esempio i 34 punti segnati contro Miami).
E'Twaun Moore (pick 55 Boston Celtics, ora Orlando Magic) voto 6,5 – Chiuso a Boston e spedito a Houston per arrivare a Courtney Lee, è stato poi tagliato dai Rockets e poteve essere l'anticamera di un ritorno in Europa (durante il lockout ha giocato a Treviso). Ha colto invece al volo l'occasione offertagli dai Magic e sta trovando il suo spazio come backup di Jameer Nelson. Rispetto al primo anno passato nel New England ha ora cambiato il suo modo di giocare, diventando una scheggia impazzita stile Nate Robinson che può far male con i suoi tiri fuori ritmo in uscita dalla panchina.
DeAndre Liggins (pick 53 Orlando Magic, ora Oklahoma City Thunder) voto 5,5 – Pochissimo campo nel primo anno di Nba in Florida, si è guadagnato però una chiamata e la conferma nel roster dei Thunder in questo secondo anno. Ovviamente è ai margini delle rotazioni, ma a stupito nella partita contro i Blazers, quando in assenza di Sefolosha è partito in quintetto scrivendo nel suo tabellino 11 punti e 8 rimbalzi.
Lavoy Allen (pick 50 Philadelphia 76ers) voto 6,5 – Bella sorpresa lo scorso anno, buona conferma in questa stagione dove si è guadagnato un posto in quintetto per colpa dell'infortunio di Andrew Bynum. I numeri non sono esaltanti (6.5 punti e 5.1 rimbalzi in 23 minuti sul parquet), ma il ragazzo non si risparmia sotto ai tabelloni ed è anche un discreto esecutore difensivo.
Josh Selby (pick 49 Memphis Grizzlies) voto 5 – Una summer league esaltante (co-mvp insieme a Damien Lillard) sembrava avergli spianato la strada per il ruolo di backup di Mike Conley, ma l'arrivo di Bayless lo ha riportato ai margini della rotazione. Appena 10 partite giocate sinora, qualche viaggio in NBDL e una sola partita degna di nota (a Dallas dove segna 10 punti in garbage time); troppo poco per meritarsi la sufficienza.
Josh Harrellson (pick 45 New York Knicks, ora Miami Heat) voto 5 – L'anno scorso ad inizio stagione aveva lasciato intravedere qualità buone per trovare posto nella Lega, ma un brutto infortunio lo ha tenuto fuori dal campo nella seconda parte della season bruciando difatto le sue possibilità. Hanno provato a puntarci gli Heat, ma l'esperienza a Miami, nonostante la pochezza dei campioni in carica sotto canestro, non è stata di certo gratificante. Tagliato e poi rifirmato con un decadale, difficilmente lo vedremo in Florida sino alla fine della stagione.
Charles Jenkins (pick 44 Golden State Warriors) voto 6 – E' il terzo playmaker di GSW dietro a Curry e Jack, ma lo staff tecnico trova sempre il modo di farlo scendere sul parquet ad ogni partita perché sembrerebbero aver molta fiducia nelle sue qualità. Ovviamente il minutaggio è limitato (6 minuti ad allacciata di scarpa), così come le sue cifre (2.2 punti e 0.5 assist); ma potrebbe stupire in assenza di Stephen Curry (al momento abbiamo comunque quasi il 50% dal campo, 33 su 70 complessivo).
Malcolm Lee (pick 43 Minnesota Timberwolves) Senza Voto – Troppi infortuni e troppa sfortuna per questo ragazzo, che stava partendo in quintetto nei Wolves (out praticamente mezza squadra), ma si è dovuto operare sia al ginocchio che all'anca. Si prevedono lunghi tempi di recupero.
Darius Morris (pick 41 Los Angeles Lakers) voto 6 – Buon difensore sulla palla sta avendo il suo spazio durante la gestione D'Antoni dei Lakers, nonostante offensivamente non sia proprio un bel vedere (appena il 39% dal campo). Tornerà probabilmente nelle retrovie con il ritorno in campo di Steve Blake, ma può ritenersi soddisfatto del suo ruolo.
Jon Leuer (pick 40 Milwaukee Bucks, ora Cleveland Cavaliers) voto 5 – Aveva iniziato benissimo lo scorso anno ai Bucks, ma ora a Cleveland, nonostante
una concorrenza di certo non eccelsa, sta collezionando viaggi in D-League e sporadiche apparizioni in panchina. Appena 8 le partite sinora giocate e nessun segno tangibile della sua presenza in campo.
Jeremy Tyler (pick 39 Golden State Warriors) voto 5 – Il ragazzo che ha già girato mezzo mondo (un passato nel Maccabi Haifa e nei Tokio Apache) è ancora nel roster dei Warriors, ma vede il campo solamente nel garbage time con pochissime possibilità di emergere (a breve dovrebbe rientrare anche Bogut). Se ne parlava come di un predestinato, al momento però non ha confermato le attese.
Chandler Parsons (pick 38 Houston Rockets) voto 8 – La vera sorpresa di questo draft, quest'anno sta mettendo in mostra tutto il suo valore e le cifre ci parlano di 14.5 punti, 6.1 rimbalzi e 3.9 assist a partita. Ala piccola molto valida anche difensivamente, Parsons è un vero e proprio uomo squadra capace di far sempre la cosa giusta per il suo team. Di sicuro merita una nomination per il premio di Most Improved Player (anche se forse Vasquez e Vucevic sono leggermente in vantaggio), ma la sensazione è che la sua ascesa non sia finita qui. Ha margini di miglioramento e lo staff tecnico di Houston si dice entusiasto della sua etica del lavoro.
Trey Thompkins (pick 37 Los Angeles Clippers) Senza Voto – E' fuori a tempo inderminato a causa di un grave infortunio al ginocchio sinistro, non è giudicabile anche se visto il roster dei Clippers difficilmente avrebbe trovato spazio in campo.
Tyler Honeycutt (pick 35 Sacramento Kings) voto 5 – Qualche comparsata e nulla più nonostante Sacramento non se la passi di certo bene nel ruolo di ala piccola. E' in attesa di avere un occasione, chissà se arriverà.
Shelvin Mack (pick 34 Washington Wizards, ora Philadelphia 76ers) voto 6 – Incredibile la sua storia: nel primo anno da rookie non aveva fatto male a Washington nel ruolo di vice Wall, ma ad ottobre la squadra della capitale lo ha tagliato preferendogli AJ Price. Va in D-Leauge dove gioca bene e i Wizards, dopo l'infortunio di Price e il taglio di Livingston lo richiamano all'ovile, ma viene subito tagliato in favore di Garrett Temple. Nei prossimi dieci giorni lo vedremo a Philadelphia e forse sarà la fermata buona per dimostrare di essere da Nba. Personalmente lo ritengo un talentino niente male, credo abbia bisogno solamente di un po' di fiducia.
Jimmy Butler (pick 30 Chicago Bulls) voto 6,5 – Più o meno spettatore nella stagione da matricola, si sta ritagliando quest'anno un discreto spazio nelle rotazioni di coach Thibodeau; dimostrandosi un buon difensore sull'uomo e un discreto attaccante che taglia bene verso il canestro avversario. Deve migliorare nel tiro da fuori (appena il 23% da tre quest'anno) e acquisire qualche muscolo in più ma nel complesso sta disputando una stagione più che discreta.
Cory Joseph (pick 29 San Antonio Spurs) voto 5,5 – Anche per lui sono continui i viaggi in D-Leauge, difficile trovar spazio dietro a Parker, DeColo e Mills. Appena 68 minuti giocati finora con pochissime note liete da annotare, difficilmente lo vedremo spesso in campo nella seconda parte di stagione.
Norris Cole (pick 28 Miami Heat) voto 6- – Dopo le prime partite della scorsa stagione era indicato da molti come una steal clamorosa, con il passare del tempo però i suoi numeri sono calati e i suoi minuti in campo notevolmente diminuiti. Quest'anno scende in campo di media 18 minuti ed abbiamo un non edificante 38% dal campo, che porta in dote 4.6 punti a partita. Tende a forzare un po' troppo la giocata per guadagnarsi il palcoscenico e questa, quando hai squadra gente come James, Wade, Allen e Bosh, non sempre è una buona idea.
Jordan Hamilton (pick 26 Denver Nuggets) voto 6 – Un po' di spazio a dicembre sfruttando l'assenza di Wilson Chandler e qualche buona prestazione portata a casa (15 punti contro i Kings e 16 contro i Clippers). Ora è tornato nelle retrovie, anche se coach Karl prova a dargli qualche occasione ogni tanto. Nei Nuggets c'è molta concorrenza nel suo ruolo e a meno di stravolgimenti nel roster, al momento non previsti, sarà difficile invertire la tendenza.
MarShon Brooks (pick 25 Brooklyn Nets) voto 5,5 – Cresciuta la credibilità dei Nets come squadra sono dimezzati i suoi minuti in campo e le sue cifre rispetto alla scorsa stagione. Probabilmente avrebbe bisogno di maggior fiducia, le sue percentuali dal campo non sono male (49% anche se tira con il 23% da tre) ma se Avery Johnson prima e PJ Carlesimo poi a turno gli preferiscono Bogans e Stackhouse (oltre al titolare Joe Johnson) un motivo ci sarà.
Reggie Jackson (pick 24 Oklahoma City Thunder) voto 6 – Ha superato Eric Maynor nelle gerarchie dello staff tecnico dei Thunder prendendosi il ruolo di vice Westbrook e questo per lui suona già come un mezzo trionfo. Play ordinato e con discreti margini di miglioramento, non demerita quando è chiamato in causa anche se non ha grandi picchi qualitativi in attacco.
Kenneth Faried (pick 22 Denver Nuggets) voto 8 – Una forza fisica devastante unita ad una grande voglia di emergere lo hanno portato a prendersi un posto in quintetto nei Nuggets. I suoi numeri sono ottimi e ci parlano di un giocatore capace di 12.2 punti e 9.9 rimbalzi a partita. In fase di draft si parlava di un ala grande a cui mancava qualche centimetro per poter competere in Nba, il prodotto di Morehead State è riuscito a smentire i critici dimostrandosi una vera e propria forza della natura.
Nolan Smith (pick 21 Portland Trail Blazers) voto 5 – Impossibile arrivare alla sufficienza quando non riesci a trovare spazio in una squadra dove aldilà dei titolari nel ruolo di guardia c'è il vuoto assoluto. Ha avuto qualche buona occasione per farsi vedere, ma il 31% dal campo (12% da tre) e la media di 1 turnover ogni 8 minuti giocati lo portano obbligatoriamente dietro la lavagna.
Tobias Harris (pick 19 Milwaukee Bucks) voto 5 – Era partito in quintetto e stava favorevolmente impressionando, ma poi è piano piano scivolato indietro nelle considerazioni dello staff tecnico sino all'infortunio al gomito che lo ha di fatto estromesso dal parquet. La sua miglior partita è stata la prima della stagione contro Boston, 18 punti e 6 rimbalzi che sembravano essere l'antipasto ad un anno da protagonista.
Chris Singleton (pick 18 Washington Wizards) voto 5 – Non ha sfruttato a dovere lo spazio avuto ad inizio anno e ora con il rientro in campo di molti degli infortunati dei Wizards (Ariza, Nenè, Wall, Price) fatica a far scrivere il suo nome nei 12 a referto. Brutte percentuali dal campo e doti difensive mai svelate del tutto lo portano ad essere considerato come una delle delusioni di questo draft.

Iman Shumpert (pick 17 New York Knicks) Senza Voto – E' appena tornato in campo da un brutto infortunio al ginocchio e si è subito preso un posto in quintetto (anche se per coach Woodson i 5 che partono in campo non sono così importanti). Impossibile valutarlo con una sola partita giocata.
Nikola Vucevic (pick 16 Philadelphia 76ers, ora agli Orlando Magic) voto 8,5 – Chissà se nella città dell'amore non si siano pentiti di averlo inserito nello scambio dell'estate, preferendo cedere lui anziché Lavoy Allen (molti rumors riportano come Orlando preferisse prendere L.Allen invece del montenegrino). Ottime le sue cifre, è in doppia doppia di media (11.6 punti con il 51% dal campo ed 11.1 rimbalzi a partita) ed in costante crescita da inizio anno. Uno dei candidati al premio di Most Improved Player ed uno dei punti fermi su cui Orlando dovrà costruire la squadra del futuro.
Kawhi Leonard (pick 15 San Antonio Spurs) voto 6,5 – Ha impressionato nell'anno da rookie, sta confermando i suoi numeri anche nella seconda stagione in Nba. Ottimo difensore, discreto tiratore dalla distanza; si è integrato benissimo nel sistema di coach Popovich, anche se forse ci si aspettava un ulteriore salto di qualità quest'anno. A sua parziale giustificazione una tendinite al ginocchio sinistro che lo ha tenuto ai box per più di 1 mese.
Marcus Morris (pick 14 Houston Rockets) voto 6,5 – Dopo il primo anno passato tra infortuni e D-League con pochissime apparizioni in Nba, in questa stagione sta trovando abbastanza spazio nelle rotazioni di coach McHale. Ha dimostrato di aver le qualità necessarie per emergere e gli 8.7 punti di media partita sono un buon punto di partenza. In leggero calo nelle ultime partite, deve migliorare difensivamente e non forzare troppo le conclusioni da oltre l'arco.
Markieff Morris (pick 13 Phoenix Suns) voto 6,5 – Le cifre sono più o meno le stesse della sua stagione da rookie (7.7 punti e 4.3 rimbalzi di media), ma non ha sfruttato l'opportunità di partire in quintetto ed è stato presto scalzato da Scola. Brutte le percentuali da oltre l'arco (28,8%), come il suo gemello Marcus deve cercare di essere meno perimetrale e migliorare il suo gioco nei pressi del canestro (a Kansas piaceva anche quando riusciva ad andare in post).
Alec Burks (pick 12 Utah Jazz) voto 5,5 – Ha trovato un po' di spazio nell'ultimo periodo sfruttando gli infortuni che hanno decimato il roster di Utah, ma tutte le voci sono in calo rispetto alla stagione da rookie. La giovane età (è un 1991) è dalla sua parte, ma forse i Jazz farebbero bene a dargli maggior fiducia piuttosto che lasciarlo ai margini come ad inizio anno. Alcuni rumors lo indicano come uno di quelli che potrebbe cambiar casacca prima della deadline.
Klay Thompson (pick 11 Golden State Warriors) voto 7 – A Golden State ci puntano cosi tanto che non stanno rimpiangendo per nulla (almeno cosi dicono) la trade che ha spedito Monta Ellis a Milwaukee in cambio del sempre infortunato Andrew Bogut. In media abbiamo 15.6 punti con il 40% dal campo, percentuali leggermente peggiori rispetto alla scorsa stagione ma passare da sesto uomo a starter porta comunque maggiori responsabilità. L'ex Washington State è un attaccante di primo livello, capace di essere mortifero sia in penetrazione che nel tiro dalla distanza. Con molte probabilità a GSW si sono fatti bene i conti e se il ragazzo continuerà a progredire, migliorando magari la selezione dei suoi tiri, potrà arrivare nell'elité della Lega.
Jimmer Fredette (pick 10 Sacramento Kings) voto 6 – Alti e bassi anche in questa seconda stagione, dove lo spazio rimane sempre poco vista la concorrenza nel ruolo di guardia e le difficoltà fisiche (intese per mancanza di muscoli e centimetri) dell'idolo di Brigham Young. Le percentuali dal campo però finora sono tutte migliorate nonostante siano diminuiti i minuti sul parquet, ma il non avere molte opportunità per farsi vedere lo porta spesso a forzare qualche giocata di troppo.
Kemba Walker (pick 9 Charlotte Bobcats) voto 7,5 – Nell'ennesima deludente stagione dei Bobcats uno delle poche note positive è il rendimento dell'ex Connecticut: 17.5 punti, 5.6 assist e 3.4 rimbalzi ad allacciata di scarpa. Una stagione finora più che positiva, segnata da molti punti alti (i 32 punti contro Orlando, la doppia doppia da 25+11 contro New York) e pochi passaggi a vuoto (lo 0 su 6 dal campo contro OKC). Mi rimane il dubbio che non sia il playmaker ideale per una squadra da playoff, ma chissà quando Charlotte riuscirà a dare una risposta a questo quesito.
Brandon Knight (pick 8 Detroit Pistons) voto 6,5 – Il suo coach Lawrence Frank si dice molto contento dei progressi mostrati dall'ex play di Kentucky e dalla sua etica lavorativa. Le fredde cifre però ci riportano un Knight praticamente uguale rispetto alla scorsa stagione: stesso minutaggio, stesse percentuali dal campo e da oltre l'arco (rispettimavamente 41 e 38%), stessa media punti (poco più di 13) e stessi assist distribuiti (4 per partita). Ci si attende qualcosa di più nella seconda parte di stagione.
Bismack Biyombo (pick 7 Charlotte Bobcats) voto 6 – Sufficienza di stima perché nonostante a Charlotte continuino a dargli fiducia (ed ultimamente anche un posto nel quintetto base) non sembra ancora pronto per sfruttare a dovere le sue doti fisiche ed il suo arsenale offensivo risulta ancora troppo limitato. Ovviamente il contesto Bobcats non aiuta e i 21 anni ancora da compiere sono più che una giustificazione, ma dopo le buone premesse della scorsa season ci si aspettava un ulteriore crescita nell'anno da sophomore.
Jan Vesely (pick 6 Washington Wizards) voto 5 – Ha visto il suo spazio diminuire rispetto alla scorsa stagione e le volte che è stato chiamato in causa ha mostrato notevoli limiti offensivi, che al momento limitano pesantemente il suo utilizzo. Non lo vedo in grado al momento di lasciare una traccia in Nba, ho paura che presto lo vedremo affrontare il viaggio di ritorno verso l'Europa.
Tristan Thompson (pick 4 Cleveland Cavaliers) voto 7 – Inizio anno difficile, ma poi crescita costante, tanto da finire in doppia cifra per i punti segnati in 15 delle ultime 17 partite (con ben 10 doppie doppie). Buone anche le percentuali dal campo (48,3%) e la presenza a rimbalzo (ne tira giù 9.3 a partite di cui ben 4 sono offensivi); deve migliorare nei liberi e nelle rotazioni difensive, dove spesso si fa cogliere in colpevole ritardo.
Enes Kanter (pick 3 Utah Jazz) voto 5,5 – Finora il turco ha deluso le attese, ma non gli addosserei tutte le colpe. Potenziale enorme, nell'unica partita in quintetto ha firmato 18 punti con 8 rimbalzi, è però chiuso da Millsap, Jefferson e Favors; con la conseguenza che i suoi minuti sul parquet risultano meno di 15 a partita. Utah sarà chiamata presto ad una decisione sul ragazzo, altrimenti si rischia di sprecare un talento niente male.
Derrick Williams (pick 2 Minnesota Timberwolves) voto 5 – Tante tantissime difficoltà nel mostrare tutto il suo talento e di certo il rincorrersi da tempo di mille voci su una trade che lo vedrebbe coinvolto non sta aiutando il ragazzo. Scorer fantastico al college, in questa seconda stagione a Minnesota ha alternato finora poche luci a molte ombre. La mia sensazione è che forse in un contesto diverso potrebbe esplodere e finalmente mostrare in campo tutte le sue potenzialità.
Kyrie Irving (pick 1 Cleveland Cavaliers) voto 9 – Davvero un talento purissimo, sta giocando una stagione da sogno (23.3 punti con il 46% dal campo, a cui aggiunge 5.6 assist e 3.6 rimbalzi per partita) e meriterebbe una chiamata per la partita delle stelle. Se il futuro dei Cavs è meno buio rispetto ai primi anni post James è proprio grazie al talento di Duke, che ha già firmato ben 6 partite sopra i 30 punti.



Commenti
Insomma tra i primi dieci vedo cinque promossi, due rimandati e gli altri bocciati.
Tra i successivi scelti fino alla 20 altri 5 promossi, quindi la metà' finora sono bocciati o quasi, segno che il draft e' davvero una scienza complessa .
Aggiungo poi che 4 non scelti o scelti dopo la 50 vanno bene, posso concludere che i mock draft sono solo un divertente passatempo.?
Premesso che ne sai decisamente più di me, io darei la sufficienza a Kanter per i motivi che hai spiegato ed anche per il ruolo, che a quella giovane età ha bisogno di maggior clemenza.
E' interessantissimo vedere come alcuni giocatori partiti benissimo lo scorso anno, si stiano rivelando poco più che onesti comprimari se non ai margini dell'NBA (Brooks, Cole, ...).
Altro aspetto importante per i rookie e sophomore è dove giocano, se hanno spazio o meno e se sono in team vincenti o no.
Vucevic, oltre ad essere veramente bravo ha anche avuto fortuna a finire ad Orlando, un po' lo stesso si può dire per Isaiah Thomas.
Certo la selezione è tremenda e la ricerca dei prospetti è veramente complicata, a posteriori in un draft non entusiasmante è difficile capire come è stato possibile che Faried sia stato scelto alla 22 e Leonard alla 15, o Parson alla 38.
Per me ad oggi lo steal of the draft è Kenneth Faried.
Infine una parola su Irving, attendo gli insulti, ma se mi proponessero uno scambio Rondo/Irving, io probabilmente lo farei ... e toglierei il probabilmente, ad oggi c'è ancora differenza, ma tra due anni con il contratto da rinnovare a RR9, sarei decisamente più sereno con l'ex-Duke in coppia con Bradley, che considerando i soli 160 minuti giocati nel primo anno può essere tranquillamente paragonato ai giocatori sopra elencati, e penso non abbia problemi ad essere messo sul podio.
Scherzi a parte, se potessi prendere uno dei ragazzi in elenco e portarlo ai C's attuali prenderei Faried perché con la sua energia ci darebbe quello che ci manca, ma se potessi scegliere basandomi solo sul mio gusto personale invece sceglierei certamente Parsons, ragazzo e giocatore serio, oltreché talentoso.
Poi certi provocatori dicono che ho l'ormone facile per i corpacioni d'ebano
Insomma alla fine anche qua non ce l'hai fatta a non giocare alle figurine...
Certo e' che nel 2014 con lui e LBJ i Cavs saranno una bella gatta da pelare...
E' uno scenario abbastanza possibile quello di LBJ di ritorno a Cleveland, Miami è imballata con il Cap e gli anni di Wade potrebbero farsi sentire; Cleveland ha tanto spazio salariale e Irving, Thompson, Waiters, Zeller, un'altro dalla Lotteria quest'anno, insomma può essere molto allettante per LBJ il ritorno a casa.
Poi sempre in tema di figurine c'è il deludente Derrick Williams sul mercato, e può darsi che anche qualche ragionamento su Kanter si possa fare; questo a Boston non lo vedrei male.
Il fatto e' che per portarlo a casa gli puoi dare solo una delle nostre guardie e gli stipendi non quadrano mica...alla fine devi dare due giocatori per averne due in cambio e chissà chi ti rifilano...mica semplice...
Secondo tale David Baumann i Celtics sarebbero interessati a JJ Redick (6M$ in scadenza), ragazzo che a me fa impazzire e che in difesa ha fatto passi da gigante, ma al momento visto il sovraffolamento in guardia mi pare non sia il target più logico, anche perchè non credo i Magic siano interessati ad uno scambio alla pari con Terry o a riprendersi Lee.
Arrivano conferme sul forte interessamento dei celtics a Greg Oden, il suo agente ha detto che aspetteranno a dopo l'All Star Game per la firma del contratto, ribadendo che il suo assistito il prossimo anno sarà al 100%, ma che già a marzo potrebbe essere in grado di stare in campo per qualche minuto.
Citazione greenpride:
Notizia di oggi Miami sta lavorando sul rinnovo di Bosh post 2014, ma non su quello di LeBron, mio onesto parere un suo ritorno a Cleveland è praticabile e non poco.
"Suns announce they have named Lindsey Hunter interim coach, replacing Alvin Gentry." Ken Berger (CBS)
grande idolo che deve avere piu' di qualche problema fisico per essere rimasto a spasso finora, vista la carenza di centri in giro per la NBA.
Non tenerci sulla corda...in cambio di...?
Abbiamo visto la trade di Harden, e altre ne vedremo di apparentemente illogiche se non si considera il complesso di regole e restrizioni che il CBA impone.
Questo vale anche per noi ... non bisogna mai dimenticarlo quando si valutano le operazioni del nostro GM.
... non dir gatto ...
aspettiamo qualche minuto
Nono, adesso inizia la remuntada e vincono sul finale. Era per dire che fin'ora li hanno messi sotto e alla grande, tutto qui.
Poi è chiaro che stasera sarà la prima della striscia vincente più lunga della storia per quelli là ...
... volevo ben dire ...
Ora, Randa, si può !!!!
Citazione giancleto83:
Gian, mi hai anticipato ... ah, G-A-T-T-O!
Povero Nash... Dove è finito...
#20 giancleto83 2013-01-20 21:27 Vince Toronto contro i Lakers... Gasol ne fa 25 con 15 tiri, Kobe 26 con 32 conclusioni... Di chi è la colpa?
Cioe' parliamo di 38 dico 38 possessi nelle sue "umili" mani.
Ma dico,Nash che c'e' andato a fare li',il portaborracce?
Per tutti i figurinai incalliti (me compreso) :
Dai che esce stavolta...
Vero, e' finito nella prigione più sicura (ahilui...) del pianeta: la gabbia di Bryant. Il quale ritengo sia riuscito nell'impresa più ardua per un carceriere: mettere in gabbia se stesso insieme agli altri prigionieri; la squadra e' praticamente allo sbando ma il suo ego non gli permetterà di certo di smettere di cercare di vincere da solo e di dare tutte le colpe agli altri allo stesso tempo... Se dovesse accettare di fare un passo indietro, cosa potrebbe succedere nell' eventualità che la squadra si riprendesse? Se dovesse venir fuori che la colpa non è di tutti gli altri?... No, meglio rimanere da solo contro tutti e perdere, finché si può sputare veleno addosso a tutti i compagni....
Secondo me quando Bryant smetterà di essere un Lakers a LA tireranno un sospiro di sollievo
L'NBA ha ricevuto la pratica della cessione dei Kings dai Maloof al gruppo di Seattle. Se la nuova proprietà sottoporrà entro il primo marzo la richiesta di trasferimento a Seattle, questa sarà operativa sin dalla stagione 2013-14, dove la squadra riprenderà il Nome di SuperSonics e non quello di Sonics degli ultimi anni di Seattle.
Per chi ama le figurine
http://espn.go.com/nba/tradeMachine?tradeId=acuq8ef
OT che sfiga Varejao :|
Se fa 4 su 16 al tiro la colpa è degli altri? Se guardo cosa sta facendo Chris Paul un dubbio mi viene: passano gli anni ma Rajon rimane monodimensionale.
I tifosi Celtics devono essere gli unici, credo, che si accontentano che la loro stella giochi bene una partita su tre...
No, e' uno da 12 assist a partita ,una decina di punti e qualche rimb.
le palle perse sono un forzare soluzioni personali o giocate improbabili frutto di scarsa collaborazione.daltronde se abbiamo poco dalla nostra guardia principale e dal nostro pivot principale che deve fare?certo la panca un aiutino potrebbe darlo ma e' ad intermittenza.sull'accont entarsi...a me pierce nn fa esaltare e a kg ormai piu' di tanto nn si puo' chiedere.rondo non e'e nn sara' il miglior play della lega ma rimane un giocatore importante se ben sfruttato e messo in un telaio ;magari tirasse sempre dalla media come con chicago....ma rimane rondo non paul od altri
In arrivo per Memphis la firma di Sasha Vujacic, possibili firme anche per i nostri ex Bill Walker e Delonte West.
mezza squadra in cambio di Leuer...ah...le gioie del salary cap NBA
eh, beh, proprio un bel vedere!
brutto vedere le squadre d'èlite sfaldarsi in questo modo...
e adesso? che tristezza
Movi, sono squadre di elite, perchè hanno buoni giocatori ben pagati e giovani nel contratto da rookie o esplosi; poi è chiaro che arrivi ad unpunto in cui devi fare delle scelte, lo scorso anno hanno rinunciato a O.J. Mayo, quest'anno a Speights e probabilmente dovranno rinunciare a Tony Allen e avanti così.
E' per questo che quando leggo "questo non si tocca ... " non sono d'accordo, perchè come funziona il CBA, non si può solo tenere conto del valore puntuale del giocatore, ma vi sono numerose altre variabili che poco hanno a che vedere con il puro lato tecnico. (mai dimenticare OKC con Harden o per dirne un'altra vedere cosa succederà a Chicago con 8 contratti a 74 milioni l'anno prossimo dove magari saranno "costretti" ad amnistiare il buon Boozer o altre alchimie per essere competitivi)
Adesso anche i giallastri iniziano a stufarsi di pagare la Luxury Tax e dal prossimo anno dovrebbero pagarne un bel botto, e non sono disposti a prendere in cambio di Gasol (che parte dalla panchina a 19M$) contratti a lungo termine, poi hanno Howard che si lamenta che prende 5 tiri in una partita, ... , io penso che per loro sia estremamente facile risolvere la situazione, basterebbe amnistiare il bistecca.
http://basketball.realgm.com/wiretap/225723/Source_Nets_Preparing_To_Pursue_Trade_For_Dwight
http://basketball.realgm.com/wiretap/225721/Howard_Expresses_Frustration_With_Lack_Of_Touches_Wants_Lakers_To_Play_Inside_Out
mah...ha le chiavi della squadra del post Bryant...non ci credo piu' di tanto ad un suo spostamento...
Andrea. però deve rifirmare, ed il Dwightmare è proprio lo sfoglio della margherita a cui ci ha abituato, penso che prima di rifirmare ci massacreranno i cosiddetti su ogni cosa che farà ...
Infatti mentre scrivo arriva anche l'illustre intervento (escusatio non petita ...)
http://basketball.realgm.com/wiretap/225724/Kobe_Ive_Constantly_Tried_To_Help_Dwight
Non riesco a controllare i rumors, c'è qualcosa al riguardo?
E' quella che ho riportato al commento 42 da Real GM, ma sembrerebbe "solo" un tentativo dei Nets; certo che Bryant che dice quelle cose (che lo aiuta sempre etc...) sembra un de profundis ...
Su Terry e Bass si scopre l'acqua calda ma non vedo chi si possa accollare i loro triennali, con lo spettro della luxury che c'è ora, Lee mi pare una delle poche note liete della stagione, e anche se si fa un po scopa con Bradley lo terrei a meno che non risulti un tassello chiave per arrivare ad un centro (nota ben un centro e non il solito quattro o centro undersize), su Pierce alzo bandiera bianca e mi arrendo. Mi sfugge perchè privarsi di una leggenda vivente che ad oggi è pure un All Star vero e che volendo la prossima stagione non ti pesa neppure sul cap o quasi. Da nessu top team cedendo Pierce ricaveresti un pareggio tecnico di valore e una squadra in ricostruzione non ti darà mai in cambio di Pierce un giovane di primo piano. Però immagino che parlare della cessione di Pierce fa aumentare i Retweet e i follower quindi ....
Parere strettamente personale, ci lasceranno sfogare noi con le figurine e al massimo si farà qualche ritocco marginale intorno alla deadline ma poca roba.
That idea, however, was shelved when Love was sidelined 8-10 weeks with a broken hand. The Nets believed the Lakers would be interested in Love, but not an injured Love, even if they’re facing missing the playoffs, according to sources.
Spero di sbagliarmi ma ho un tremendo sentore che Gasol finirà a Utah in cambio di uno tra Milsapp e Al Jefferson (direi più il primo del secondo).
http://www.82games.com/1213/1213BOS.HTM
Speriamo siano solo le solite voci. Passi Bass che includerei subito in una trade... Inserire in trade Pierce (a meno che non sia lui a pretenderlo e chiederlo... ma non mi sembra ci sia sentore) = MAI. E' una questione di cuore e di "celtitudine".
Io su Pierce qualche timore ce l'ho... quest'estate ha dichiarto in modo un po' polemico che non essendo mai stato free agent, gli sarebbe piaciuto esplorare il mercato...
probabilmente l'ha fatto perché, un po' come x Allen, si è sentito un po' così dopo essere stato chiaccherato in una trade coi NETS...
sarcasticamente l'ha fatto notare + volte...
anche l'altro giorno ha fatto una dichiarazione un po' piccata sulle scelte che avrebbe potuto fare la franchigia in fase di DL...
nella striscia delle 6 W ha fatto partite fantastiche, da Atlanta, passando x la prestazione chirurgica al Madison...
nelle ultime 3/4 è apparso spento e in grande difficoltà... non vorrei che queste voci possano influire e magari una chiaccherata con l'agente è stata fatta...
sappiamo quanto può dare quando le partite contano veramente, io sono di parte e di Pierce non mi priverei mai...
vediamo che succede, certo non dev'essere bello sentirsi in discussione tutti gli anni...
Mah, io questo Lopez non lo scambierei a cuor leggero per Duaitauard. Poi Love a L.A. ... volete farmi schiantare lo Zio di crepacuore?
Citazione Michele Pulcini:
Citazione greenpride:
Citazione Zio Trifoglio:
Citazione marco il celtico:
Grazie a tutti per i complimeti, troppo buoni!
A breve l'ufficialità che dalla prossima stagione i NEw Orleans Hornets diventeranno i New Horleans Pelicans, con ogni probabilità gli Hornets torneranno ad essere quelli di Charlotte, che abbandoneranno i Nick Bobcats.
JO quasi alle mani con il suo GM .... molto bene
Pekovic diventa Unrestricted FA quest'estate; avranno magari già parlato di rinnovo senza successo e con la QO Minnesota potrebbe andare fuori budget.
Io ho l'impressione che questo sia un primo segnale che a LA può succedere di tutto, cercano di scambiare Gasol, e non ci riescono, cercano di firmare Howard, e non ci riescono, hanno D'Antoni che chiede giocatori per un certo tipo di gioco, ma la dirigenza non si fida a cambiare tutto per accontentarlo, Bryant è sempre li e dichiara ai quattro venti che aiuta Howard, ama Gasol, D'antoni è il migliore, ... il solito serpente ... penso che sia tutto fluido.
Sui giallastri me ne sbatto alla grande, però con tutta la stima che ho per Love e tutta la poca stima che ho per Howard, io fossi il loro GM lo scambio non lo farei mai, tanto a livello economico anche Love prende una sassata e di sicuro con lui gasol e il bistecca la luxury non la scampano lo stesso.
Mi accodo, anche se in ritardo, ai complimenti. Articolo bello e dettagliato, che ci spiega che qui non si parla solo di Celtics ma di basket NBA.
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