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Approfondimenti
La notizia della settimana è senz'altro il ritorno di Allen Iverson a Philadelphia, con tanto di conferenza stampa finita in lacrime per l'ex Georgetown. Iverson nella sua carriera NBA lontano da Phila non ha convinto per nulla a Denver nonostante le solite valanghe di punti messi a segno, non ha convinto a Detroit dove ha finito la stagione fuori squadra, e non ha neppure iniziato a Memphis dove dopo tre gare ha fatto le valigie.
L'Iverson giocatore non si discute, nonostante i 34 anni abbondanti potrebbe essere un giocatore che se inserito nel contesto giusto potrebbe ancora far male, il problema è capire quale sia il concetto giusto per lui, non lo è stata Denver, squadra che dopo il suo scambio con Billups ha letteralmente spiccato il volo, non lo è stata Detroit dove però (non a sua discolpa) ha trovato una squadra in smantellamento con diversi equivoci tecnici (il trio formato da lui Stuckey e Hamilton non era umanamente conciliabile a livello tattico), non è stata neppure una situazione rosea a Memphis, ma li a parte il modo in cui ci si è lasciati, lui potrebbe essere quello che a meno colpe. E' ovvio che Iverson a Memphis era un'operazione commerciale per provare a rivitalizzare una piazza che mastica basket come poche, ma che per aasurdo riempe l'arena per partite di NCAA e non ne riempe neppure mezza per le partite dei Grizzlies. E' chiaro però se Iverson da operazione commerciale può funzionare, non ha senso farlo partire dalla panchina in una squadra senza pretese per fargli giocare 15 minuti a sera, a quel punto non funziona ne come operazione commerciale ne come aiuto tattico.
A Phila siamo di nuovo di fronte ad una operazione commerciale, perchè Phila parliamoci chiaro è nel mezzo di una bella crisi, che di fatto sta screditando tutto il lavoro manageriale fatto dalla cessione di Iverson nel 2006 in poi, e il fatto che Elton Brand sia offerto sul mercato a destra e a manca, credo sia la più chiara dimostrazione che a Phila sono stati commessi errori madornali (la mancati firma di Andre Miller su tutti), e che a questo punto per provare a riempire l'Arena si riparte da quel giocatore che quando fu ceduto doveva dare il via a quella rifondazione, che di fatto con il suo ritorno viene bollata come un fallimento pieno.
Il problema è che nel frattempo a Phila non tutto è da buttare, perchè si sono ritrovati in mano due "quasi" All Star" come Igoudala (i cui rapporti con Iverson erano tutt'altro che idilliaci), e Thaddeus Young, e quindi sarà importante capire come gestire questa "operazione commerciale", è ovvio che Iverson a un solo modo di intendere il basket, ossia lui al centro dell'attenzione e gli altri al servizio, se avesse accettato il fatto di ricilarsi a arma tattica alla Rasheed Wallace versione Celtics, di sicuro non sarebbe ritornto a Phila dove in ogni caso ambizioni di titolo non ce ne saranno in ogni caso, ma magari andava a bussare a qualche contender.
Ecco quindi che a Phila oltre che a farne una operazione commerciale, complice l'infortunio di Luis Williams credo che Iverson tornerà a fare l'Iverson vecchio stile, 15-20 tiri a sera, 40% dal campo, con tutti pro (che temo a 34 anni saranno pochi) e tutti i contro che una situazione del genere si porterebbe dietro. Intanto però il "cassiere" dei Sixers sfoggia sorrisi a 36 denti, per l'esordio di Iverson c'è già il sold out, cosa che se fosse ripetuta per le sueguenti sei gare casalinghe farebbe già rientrare i Sixers della cifra data a Iverson (peraltro non garantita).
Se la notizia della settimana è il comeback di Iverson nella città dell'amore fraterno, la notizia della notte è sicuramenteil grave infortunio di Greg Oden, che in uno scontro con Aron Brooks, peraltro nemmeno violentissimo, si è fratturato la rotula, e sarà fermo fino al termine della stagione, un vero peccato perchè finalmente i Blazers stavano iniziano a girare forte in difesa e perchè lo stesso Oden aveva fatto intravedere lampi di quel talento che tutti gli accreditano dai tempi del liceo.
Nei giorni precedenti a Portland si è verificato uno di quegli "episodi positivi" che ti fanno capire se le cose stanno funzionando o meno, Portland come noto ha la panchina più lunga e talentuosa della lega, e spesso con loro in mezzo si parla più di mercato che di basket giocato, e il nome di Chris Paul è già stato tirato fuori un'infinità di volte. Solo che il leader dei Blazers, Brandon Roy a quel punto ha speso parole pesanti (positive) per il neo acquisto Andre Miller, dicendo che il suo arrivo in spogliatoio, ha di fatto cambiato una infinità di dettagli sull'approccio e la preparazione alla gara, di fatto cambiando in taluni casi anche la preparazione fisica di alcuni giocatori per seguire il suo esempio (Andre Miller è titolare della striscia più lunga attualmente aperta di gare giocate consecutivamente). Alle parole di Brando Roy poi nelle ore seguenti ha rilanciato anche coach McMillan dicendo che a lui a roster non manca nulla, serve solo che la squadra trovi alcuni equilibri offensivi che ancora non ha e che i giocatori facciano esperienza, due cose che non si possono trovare sul mercato, ma che te le porta il passare del tempo. Di fatto queste dichiarazioni avevano quasi chiuso il discorso mercato per Portland, poi però l'infortunio di Oden potrebbe costringere la squadra a fare qualcosa, perchè la rotazione dei lunghi altrimenti rimane troppo stretta.
Per un esempio positivo, ce ne è sempre uno negativo, Toronto. Toronto va male, che la squadra potesse avere dei problemi in difesa soprattutto sotto i tabelloni, non era neppure quotata, che invece andasse alla sprofondo subito nel primo mese di stagione regolare, annaspando su problemi irrisolti da anni, (come l'impossibile convivenza difensiva tra Bosh e Bargnani a cui l'aggiunta di Turkoglu non ha dato nulla) questo forse era meno prevedibile. Così a metà settimana si viene a sapere che la parte "afro americana" dello spogliatoio dei Raptors si sarebbe "rivoltata" contro coach Triano, in una sorta di ribellione interna dove si dice stando ai media che siano volate parole grosse e offensive tra uno di questi giocatori e il coach, in direzione coach.
Mumble mumble, se la memoria non mi tradisce ai tempi di Sam Mitchell in panchina ci fu qualcosa di simile, con la coppia TJ Ford Bosh a capeggiare la rivolta, tant'è che poi TJ ford fu spedito verso altri lidi. Vediamo un po chi sono quindi gli afroamericani dei Raptors : Weems e DeRozan ma sono due rookie e quindi per status non hanno voce in capitolo in certe cose, Jarrett Jack appena arrivato, Marcus Banks e Patrick O'Bryant ma non giocano mai, Reggie Evans troppo serio per certe cose, Amir Johnson che però è infortunato, e chi rimane .... toh Chris Bosh !!!
Stai a vedere che è di nuovo lui, uomo da 25 e 13 d allacciata di scarpe tra i più inutili di sempre, che non difende neppure su una sedia ferma, che non conosce il significato della parola aiuto, e che pensa solo ai suoi numeri . E uno così ha pure il coraggio di aizzare rivolte ? Colangelo Jr "ascolta un cretino" se trovi qualcuno che per Bosh (che tanto a fine anno se ne va, auguri a chi lo prenderà al massimo salariale) ti da un "Kendrick Perkins" (noi no ce lo teniamo stretto) che semina un po di terrore sotto l'area, non ci pensare due volte, magari Bargnani con accanto un difensore vero in centro riesce a fare quello che Bosh in sei anni e mezzo non è stato capace di fare, ossia far salire il livello di gioco di una squadra che come somma di talento è seconda a poche nella lega.
Infine in edicola questa settimana per la serie I Love NBA 2, c'è il DVD di Kevin Garnett, documento assolutamente imperdibile per tutti i tifosi dei Celtics.






Commenti
Partirei proprio da Toronto, con un Bosh che forse non è il colpevole del misfatto (brutta stagione), ma uno dei complici sì, perchè se tu sei la superstar e la tua squadra ha la peggiore difesa a est (oltre 109 presi a sera) e la seconda in assoluto dietro agli inarrivabili Warriors, un piccolo esame di coscienza lo devi fare.
Ho scritto Warriors? Altre storia che si ripete da tempo e dimostra come il clima della baia sia indigesto per l'NBA ad alto livello: diciamolo, Nelson ha avuto un poco di sfortuna, finora, con i suoi due lunghi (Biedrins e Turiaf) infortunati, ma il gruppo di giovani e meno giovani che ogni sera ne prende 114 di media ha poca logica e non saprei se Stephen Jackson sia stato davvero un pazzo ad andarsene, in ogni caso, come dice lui, gli svariati milioni che prende coach Nelson sono anche pagati per sopportare questo.
E New Orleans? Infortunio di Paul a parte, non è che andassero bene, via coach Scott non credo che cambi molto e ogni volta ripenso al contratto di Posey, per una squadra fuori dai PO la scelta più sbagliata immaginabile.
A ovest, però, la mia sorpresa è Houston, perchè mai l'avrei immaginata con un recordo sopra il 50% (12 trasferte su 20 partite finora) e mai avrei pensato che terzo marcatore e terzo rimbalzista della squadra con il 57% al tiro sarebbe stato Landry, gregarione dal cuore gigante, davvero bravi.
E bravi anche in Arizona (15/5 con ben 13 trasferte già giocate), migliore attacco come percentuale, sei in doppia cifra di media e Dudley (
Bravi anche a Milwaukee nonostante l'ennesimo infortunio di Redd: dietro a un Jennings comunque in calo di rendimento (nelle ultime partite tira con poco più del 30%), solidità da parte di Warrick (che avrei preso in estate a Boston al posto di Davis), Ilyasova e Ridnour e coach Skiles finchè il gruppo lo sopporta è un grande allenatore.
Infine Phila, non mi è mai piaciuto troppo Iverson, un grande interprete di questo gioco, ma solo un solista, mai capace di quel salto in più per mettersi al servizio della squadra quel minimo necessario per vincere davvero qualcosa come invece hanno dimostrato di volere e sapere fare i nostri big, forse in questa stagione mi smentirà, ma questo contratto mi pare solo un ringraziamento a fine carriera per i tanti anni dati alla città dell'amore fraterno.
Mi auguro che guarisca al più presto e che la sfiga lo molli per sempre perchè non se la merita.
Certo che i Blazers quando scelsero "caviglie di argilla" Sam Bowie al posto di Michael Jordan non dormiranno sonni tranquilli con il povero Oden visto che lo hanno scelto al posto di Kevin Durant che dovrebbe ricalcare le orme dell'originale numero 23.
In quanto a Toronto, fossi in Colangelo offrirei Bosh a chiunque nella lega, in primis alle mie vecchie conoscenze di Phoenix per ottenere Stoudemire.
Su Phila capisco il cassiere ma non capisco il GM...hai una squadra piuttosto giovane con ottimi elementi, e' chiaro che uno tra Brand e Dalembert sia di troppo ma che il fulcro della squadra sia piu' che buono: perche' perdere un anno per fare qualche incasso in piu'? Ma di certo la crisi economica e' una buona risposta a questa mia domanda e la necessita' di fare cassa piu' importante di fare programmazione.
Vorrei vedere se ne pubblicassero uno di Kobe con la famosa gara 6?
Per il resto appare chiaro come a Phila avendo sbagliato il dopo AI cercano almeno di recupera soldi, perche Brand non porta quelli e nemmeno risultati. E poi noi alle volte abbiamo criticato Ainge...
Si, non ci sarebbe voluto molto a prendere una partita vinta, magari dell'anno del titolo, oppure una del periodo di Minnesota, ma questo è.
PS: Andrea, è in allegato alla Gazzetta
gara 6 seppur persa rimane una pietra storica... anche perchè la serie in gara 7 la vinciamo noi (io ho tutta la serie e ogni tanto la rivedo).
cmq la storia di KG in alcuni passaggi è davvero intensa e toccante. GRANDE KG!
Noi li incontriamo domani e abbiamo visto cosa serve per batterli, Jennings non mi ha impressionato (a noi ne farà 40 dopo questo giudizio) perchè mi pare un Iverson con meno talento, però non pensiamo che questi tirino sempre come ieri ...
Piccolo OT mio, adesso, un caso che il periodo migliore dei Cavs sia stato con Shaq in panchina?
In effetti un plus minus di -18 in una gara vinta di 15 punti è una catastrofe.
Dimenticavo la sconfitta dei Sixers ....
I Celtics dovettero aspettare 20 anni per tornare ad essere contender e 22 per vincere un titolo, di questo passo Phila "sforerà" i 30 anni a bocca asciutta, ma ancor peggio, senza uno straccio di programmazione o minimo barlume di speranza di tornare ai fasti antichi. E questo è proprio un peccato per una franchigia storica come la loro.
Poi, giusto per tornare sui soliti nomi, Toronto ne prende oltre 20 dai Bucks in BtB con due del quintetto assenti: uno è Calderon e l'altro? Forse il loro All Star da oltre 20 punti e 10 rimbalzi a partita in modo che sia giustificata la sconfitta? No, l'altro assente era Bargnani ....
Infine, con grande tristezza e preoccupazione rilevo la seconda L in file dei Cavs: dopo Memphis i Rockets della coppia Brooks/Ariza (mica Bryant/Gasol) che ne mettono oltre 50 in due e mortificano l'attacco dei Cavs che trovano solo 2
Mia domanda, ma perchè Anthony Parker tira solo due volte a partita? Eppure ieri 26 minuti e a Memphis 23 (e tre tiri, per uno starter mi sembrano pochini, coach Brown (COY non tanti anni fa) oltre all'espulsione, magari un attacco più equilibrato? Ma dalla mia sedia è facile criticare, per cui mi tengo le tre L di vantaggio su di loro.
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