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Approfondimenti
20 partite. Un primo periodo di quasi un mese e mezzo che rappresenta un quarto di stagione regolare e che permette di esprimere un primo giudizio sui nostri Celtics.Dividerei queste partite in tre tronconi: le prime sei, con un record immacolato di 6/0, le successive sette, con un brutto 3W e 4L e le ultime sette con altrettante vittorie.Totale, quindi, di sedici W e quattro L, buono per il migliore record a est, stesso numero di sconfitte di Orlando, una in meno di Cleveland.
Tutto bene, come da previsioni? Per nulla, perché dopo un avvio da dominatori, compresa la vittoria in apertura in casa dei Cavs, già alla sesta partita (risicata vittoria a Minneapolis) si iniziava a notare qualcosa di meno in termini di intensità e, quindi, arrivano tre sconfitte casalinghe con Suns, Hawks e Magic, nella quali l’intensità difensiva e la fluidità offensiva sono state, perlomeno, latitanti; qualche sprazzo da Celtics, ma non la continuità necessaria per almeno un quarto di gioco.
Ma proprio quando i dubbi diventano in molti preoccupazioni e qualcuno è pronto a spingere il bottone del panico a seguito di una vittoria ai supplementari contro i derelitti Knicks e di soli tre contro i Sixers, a partire dall’incontro contro i Raptors la squadra ritrova progressivamente stimoli difensivi e voglia di fare quel passaggio in più che ci riportano un gruppo che può mirare al titolo.
Spiegazioni? Boh, di vario genere, forse, motivazioni, forma superiore, meccanismi assimilati meglio, chissà, forse all’interno dello spogliatoio lo sanno bene, ma da fuori è difficile capire cosa sia cambiato negli ultimi dieci giorni, quello che mi pare evidente è che se la squadra parte concentrata all’inizio delle partite, la qualità dei nostri starters è la migliore tra tutte le rivali, con il quintetto tutto in doppia cifra media (anzi oltre gli undici punti) e la panchina che non deve impegnarsi a recuperare svantaggi, permettendo impieghi limitati al necessario: a questo proposito i primi numeri sono relativi agli impieghi medi, con Pierce e Allen sotto i 36 minuti e Garnett a 30, proprio come nei nostri desideri estivi.
Visto che ci siamo, però, sono i due starters residui che, finora, hanno impressionato e non solo per i numeri (Perkins a 11,7 punti, 7,7 rimbalzi, 2 stoppate, il .643 al tiro e solo 2,7 falli commessi in 27 minuti e Rondo con 11,1 punti, 9 assist, 2,55 recuperi, solo 2,45 perse, il .545 al tiro e un orrido .406 ai liberi), ma per il loro impatto diverso in meglio rispetto al passato, Rondo in termini di letture di gioco e Perkins per la pericolosità offensiva e questo valore aggiunto potrebbe avere un peso determinante in primavera.
Tra i vecchi, Pierce è sorprendente anche per i suoi ammiratori storici come il sottoscritto, percentuali al meglio di sempre in carriera (.496 al tiro, .440 da tre e .856 ai liberi) e palle perse a poco più di due sono la prova di un giocatore che forza pochissimo, credendo nei compagni.
Gli altri due non eccellono nei numeri in assoluto, ma il Garnett che abbiamo visto dopo il picco negativo contro i Knicks tira con un roboante 46/61 (75,4% per favore), mentre Allen è andato in doppia cifra in 19 partite su 20.
I numeri di squadra, però, sono quelli che mi interessano di più e, in particolare, quelli difensivi: subiamo 90,6 punti (secondi solo a Charlotte), concediamo il .443 (in cinque fanno meglio) totale e il .326 da tre (in sei ci precedono); il differenziale negli assist ci vede al primo posto (lo so che non è una statistica difensiva, ma la dice lunga sul nostro giocare di squadra), mentre andiamo meno bene a rimbalzo con mezzo in meno degli avversari in media.
L’eccellenza, invece, è nelle palle perse degli avversari ed è una novità rispetto al passato: sono oltre 17 a partita ed erano appena 14,6 l’anno scorso, un progresso notevole per una squadra che non gioca a ritmi altissimi, siamo i secondi nella lega dietro solo a GS (grazie, loro sì che giocano a mille) e non può essere che una scelta dettata dalla diversa attitudine difensiva dei vari Daniels e Wallace che permette qualcosa in più.
Conclusioni? Poche davvero dopo 20 partite, anche perché i nostri avversari non hanno certo fatto un’impressione migliore, i campioni del mondo californiani hanno solo una sconfitta in meno di noi, ma hanno anche giocato solo quattro partite in trasferta, le contender a est hanno avuto i loro passaggi a vuoto e nessuna sembra eccellere rispetto alle altre.
La nostra recente lunga trasferta, invece, ha dimostrato che se la squadra vuole può vincere ovunque e, quindi, lo stato di salute rimane la vera preoccupazione, speriamo di restare tutti sani per giocarci le nostre possibilità, senza cercare per forza il primo posto a est; i margini di miglioramento immagino siano ancora notevoli, aspettiamo anche il ritorno di Davis valutando però che dovrà faticare a conquistarsi i suoi minuti, perché Williams ha molto meritato finora e vedo difficile levare minuti a un Wallace che ne gioca circa 20 o a questo Perkins.




Commenti
Concordo con Michele sul fatto che a livello di quintetto siamo i migliori, anche a livello di completezza tattica, mentre altre contender qualche problemino lo hanno; mi riferisco ai citati Cavs con Shaq, ed ai Magic con Nelson e a ben vedere Carter che spesso monopolizza troppo il gioco offensivo.
Direi bene fino ad adesso, qualche passo falso ci sta (anche le altre contender sono su quella linea tranne i Lakers che però hanno avuto un calendario da D League fino ad adesso), lampi di dominio, qualche passaggio a vuoto di troppo, quintetto tutto sommato nel suo, panchina tra qualche alto e basso di troppo.
Resto dell'idea che se arriviamo sano ai playoff e con KG in palla, rimaniamo la squadra da battere, sia per versatilità sia per profondità del pino.
Miei voti fino ad oggi :
Rondo 6,5 : partito malino anche perchè secondo me aveva in testa tutti quegli zeri del suo contratto e inconsciamente si è messo a non fare le cose su cui ha delle lacune facendo peggio che meglio, poi pian piano ha capito che l'unica cosa che doveva fare è quella di fare quello che serve alla squadra, senza stare a pensare al contratto ed è uscito bene alla distanza.
Ray Allen 6,5 : tranquillo, deve gestire gli anni ma mi pare sia in grande salute, gli ho visto fare anche una schiacciata da ventenne. Poco da dire un signore dei canestri che ne potrebbe fare 20 di media ad occhi chiusi e che alla fine è invece l'ultima cosa che gli interessa, credo gli itneressi solo un altro anello indipendentemente dalle cifre.
Pierce 8 : cifre alla mano meritava il premio dell'est quanto LeBron, però si sa il verde non tira. Lui in compenso da tre tira al meglio in carriera.
Garnett 6,5 : Deve ritrovare confidenza con il ginocchio e ci va piano, quello che non capisco è che si lascia trascinare in un palio di alleoop a partita da Rondo e poi magari in difesa "tiene un po" soprattutto in fase di stoppata. In netta crescita nelle ultime gare, non nascondiamoci dietro ad un dito è l'anima di questa squadra e se lui non è in salute ogni discorso di vittoria finale finisce prima di iniziare.
Perkins 8,5 : non me ne importa nulla delle sue cifre che peraltro sono notevoli, questo è uno che in difesa sposta come pochi in questa lega, e in attacco ha fatto progressi clamorosi. Uno come lui 25 squadre su 30 farebbero carte false per averlo alle cifre per cui gioca per noi. E ad est credo che dopo Howard e Bogut sia il miglior centro, poi magari all'All Star Game si inventeranno gente più cool come Shaq o chissàchi (parlano pure di Noah figuriamoci).
Eddie House 7 : alti e bassi come compete ai tiratori, ma a me continua a stupire in difesa dove veramente inizia ad essere un fattore. Teniamocelo stretto.
Marquis Daniels 6+ : Benone in difesa, si adatta a fare il play, manca un po in attacco. Sinceramente ho la sensazione che stia eseguendo alla lettera quanto gli viene chiesto dai coach, e che nella seconda parte di stagione salirà di colpi anche in attacco.
Rasheed Wallace 6,5 : alti e bassi al tiro, però in difesa si fa sentire quasi sempre, l'approccio è quello giusto, e grandi casini non ne ha fatti. Avrei sottoscritto per questo Rasheed a agosto, quindi bene così.
Shelden Williams 7 : partito forte, dimostra di volere il campo, si sbatte e in attacco non è poi quel ferraccio che veniva descritto ai tempi di Atlanta. Al bisogno c'è anche lui.
Big Baby 2 : il perchè mi pare lampante.
JR Giddens 5 : a me continua a non dire nulla di che, fisicaccio impressionante, per il resto poco o nulla.
Lester Hudson 6 : si è visto poco, spesso in garbage time, però palla la porta bene, il canestro lo vede, e il fatto che non sia stato spedito in DLeague per me è un segno che lo staff ci crede e ci vuole lavorare da se durante questa stagione. per ora mi piace più di Pruitt. E molti compagni continuano a spendere buone parole per lui.
Scal 6 : non ha giocato tantissimo, però se serve uno che difenda e piazzi quache bel blocco lui c'è. Pedina importante per me per difendere sui Lewis, Odom etc etc. Sono convinto che a meno di occasioni particolari finirà la stagione a Boston e il prossimo anno tornerà al minimo salariale. Recentemente ha pure fatto la battuta che farà di tutto perchè il 44 venga ritirato a nome suo, in modo che non venga ritirato a nome di Ainge, segnale palese di uno con le radici ben affondate sia nello spogliatoio che con staff e dirigenza.
Williams dopo l'inizio scoppientante sta un po' rientrando nei ranghi ma sara' un quinto lungo di tutto rispetto.
Anche io vado per Perkins MVP, anche se la migliore notizia di questo inizio stagione e' il ritorno, via via, ai suoi standard, di Garnett.
http://www.nba.com/2009/news/12/07/players.ofthe.week/index.html?ls=iref:nbahpt2
Partenza al limite della perfezione,fase centrale in netto calo,ripresa col botto nelle ultime partite.Non siamo ancora la squadra che conosciamo, ma ci siamo molto vicini.L'unica cosa che mi lascia un pò perplesso, sono i rimbalzi, a volte troppi, concessi agli avversari.Ma, sono convinto, che con l'andare del tempo, anche per quanto riguarda questa voce i miglioramenti arriveranno.
Una cosa è certa.Questa squadra, quando vuole giocare,non può temere nessuno.Ha lo starting five più forte,e gli unici problemi possono essere determinati da cali psico fisici.Io personalmente non vedo così importante il traguardo del primo posto di Conference.L'importante è arrivare alla fine, in buone condizioni fisiche.E, ottenuto questo, non vedo chi possa metterci paura.
Mio personale MVP..assolutamente Kendrick Perkins.Un rendimento costante ed elevato, anche nella fase in cui abbiamo sofferto i più.E io questo ragazzo, me lo tengo stretto, aldilà del fatto che possa essere più o meno0 apapriscente degli altri.Questo è uno dei pochi centri che , nelle NBA, spostano in maniera decisiva.Solidità difensiva, presenza devastante in area emovimenti d'attacco che, permettetemi, nemmeno giocatori più incensati di lui, posseggono(vero Howard?)..
E subito dopo il Capitano.Che produce numeri di altissimo valore in attacco, e come il buon vino, migliora invecchiamdo.MONUMENTO.
Cal
I progressi della squadra, rispetto alle 7 gare giocate malissimo, li avevo notati dalla vittoria risicata contro i Sixers dove mi avevano impressionato positivamente la sicurezza di Rondo nel gestire la squadra e un Garnett che lo vedevo molto più sciolto nei movimenti e sicuro nei due lati del campo.
Al di là della striscia positiva tuttora aperta la squadra sta dimostrando tanto altruismo e la circolazione della palla a volte ha toccato picchi di perfezione con tutti i ragazzi che cercavano l'uomo libero per un comodo tiro, l'artefice principale di questo è Rondo che si vede benissimo sembra provare un gusto particolare nel far segnare il compagno.
Netti miglioramenti statistici a parte Perkins sta diventando anche un discreto passatore e lo si è visto particolarmente quando dal post alto la da a Pierce posizionato in basso che taglia fuori il difensore, il gioco che facevano spesso Walker e Pierce, oppure quando riceve in post basso e seguendo il taglio di Rondo o del compagno di turno taglia l'area con passaggi precisi per comodi 2 punti qualche volta accompagnati dall'and one.
Ad inizio stagione ero molto fiducioso e non mi sono mai perso d'animo durante quella serie negativa più di gioco e intensità che di risultati e a tutt'oggi ribadisco che se gli Dei del basket ci danno una mano sulla questione infortuni ogni traguardo è a portata di mano.
Anche i voti di Leonardo sono sostanzialmente condivisibili, avrei dato solo qualcosina in più a KG (almeno il 7 di Williams) e anche al nostro play (magari invertendo il suo voto con quello di House).
La totale mancanza di tempo dell'ultimo periodo mi ha impedito di frequentare il mio sito preferito ma, complice il ponte di sant Ambroeus, ho recuperato quasi tutti gli articoli e commenti "arretrati".
In attesa che inventino giornate da 26 ore, cerco di partecipare il più possibile in questa splendida comunità e farò sempre i salti mortali per leggere ogni singolo commento dei miei amici celtici.
Sul "primo quarto di RS" non c'è molto da aggiungere, condivido al 100% la perfetta analisi del Redattore.
Oltre ad essere orgoglioso di Kevin Garnett, che nonostante l'infortunio e le difficoltà iniziali ha dimostrato di onorare questa maglia e stringere i denti sempre, e di tutto il quintetto, vorrei spezzare una lancia in favore di Daniels: Marquis è forse tra i più criticati, ma a me non dispiace affatto (in difesa) e in attacco se non sei un tiratore (come Sheed) hai bisogno di più tempo per entrare nei meccanismi di una squadra rodata come i Celtics.
Ho molta fiducia nelle sue capacità e ritengo la sua duttilità un prezioso gettone della nostra panchina: vedrete che saprà ritagliarsi il suo spazio e tornerà utilissimo nelle partite più tattiche.
Un saluto a tutti,
Miri
Questa versione celtica secondo me è più forte delle ultime due ma posey era un gran bell'aiuto in marcatura sui fenomemi, daniels speriamo anche.
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