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Approfondimenti
Fine anni ’60, un bimbo che guardava la TV in bianco e nero seguiva, curioso, le gesta del “Tenente Sheridan”. Personaggio a metà tra i detective “hard boiled” alla Raymond Chandler ed il compassato ispettore Maigret, il tenente di polizia dal profilo affilato e dalla sigaretta sempre accesa era affidato alle doti interpretative dell’attore Ubaldo Lay, e la sua intuizione era antesignana di quelle mostrate oggi nella serie CSI ed in tutti i suoi cloni. Chris Sheridan non è un tenente, ma vuole convincerci con le sue doti intuitive di essere un fine conoscitore di basket. Poco importa che la sua reputazione sia stata messa a repentaglio quando fu uno dei “Nove Saggi” (su dieci) che su ESPN nel 2007 diedero i Lakers come favoriti nelle Finali.
Ma se questo non fosse sufficiente, aveva anche predetto che nel turno precedente i Pistons avrebbero eliminato Boston in sei partite. Insomma, non proprio l’esperto al quel vorreste affidare la vostra scommessa… Bene, sui Celtics feriti dalle sconfitte di metà novembre è calato l’avvoltoio della critica: se tutti abbiamo avuto il piacere di ascoltare il “dinamico” duo Guido Bagatta/Dan Peterson recitare il “de profundis” biancoverde in diretta televisiva, forse qualcuno si è perso l’articolo dell’ineffabile Sheridan su ESPN. Ecco allora che lo usiamo come “trampolino di lancio” per un’analisi dei Celtics e del loro momento.
Sheridan evidenzia sei problemi principali, ed i primo è abbastanza evidente: il fatto che Kevin Garnett non è ai livelli pre-infortunio. Che Garnett sia in difficoltà dal punto di vista atletico sembra ovvio, così come sembra ovvio che l’infortunio del 19 febbraio stia ancora facendo pagare dazio. Ma se dal punto di vista offensivo le cifre del “Bigliettone” non sembrano poi così ignobili (sta tirando col 48%, dopo tutto, che è il 5% in meno dell’anno scorso ma è sempre una percentuale accettabile tenuto conto del fatto che conclude spesso da lontano), è in difesa che il suo apporto è calato sensibilmente. Un rimbalzo e spiccioli in meno, una frazione di stoppata, ma è chiaro che l’elevazione e la velocità di piedi sono ridotte e dove in passato esse fungevano da deterrente contro le penetrazioni, ora tutti si sentono in diritto di “sfidare lo sceriffo”. La “zona” tridimensionale di campo idealmente coperta dal KG è ovviamente ridotta, e gli avversari approfittano per prenderlo in velocità e per mettere fuori equilibrio la difesa dei Celtics. Le domande a questo punto sono: l’infortunio di Garnett era più grave di quanto ci sia stato riferito? Il 4 aprile scorso avevo scritto: “…per quanto Brian McKeon sia un luminare della medicina sportiva al decimo anno con i Celtics dopo una laurea con lode all’Università del Connecticut, è evidente che la sua prima diagnosi di ‘stiramento muscolare nella zona posteriore del ginocchio destro’ non fosse esatta o comunque non completa”. A questo punto appare chiaro che la portata reale dell’infortunio è stata ben superiore a quella prima diagnosi: tempi di recupero di oltre un anno (Rivers ha dichiarato che Garnett sarà pienamente recuperato in aprile) sono più vicino ad un danno ai legamenti. E la domanda che tiene in apprensione tutta la nazione Celtica è: tornerà quello di prima?
Sheridan va pesante su Rasheed Wallace, definendo “orribile” il suo livello di gioco. In effetti non ci si può nascondere dietro ad un dito, “Sheed” nelle ultime cinque partite (tre sconfitte) è stato una palla al piede. Quella che doveva essere la sua prerogativa, la capacità di “allargare il campo” in attacco ed allo stesso tempo fornire “presenza” sotto canestro sui due lati del campo si è dissolta come neve al sole. Le percentuali sono crollate: 12 su 41 al tiro (29.2%), 3 su 24 (12.5%) da tre, e gran parte delle “looks” erano pulite e con ampia visuale. Ma a parte il tiro, chiaramente deficitario, le medie a rimbalzo ed in stoppata di Rasheed non hanno subito flessioni, rimanendo stabili anche durante la “shooting slump”. Quindi se Sheridan invece di scrivere “Rasheed Wallace is playing horribly” avesse usato un più corretto “Rasheed Wallace is shooting horribly” forse non coveremmo qualche dubbio che la sua apertura di articolo “I am not a Celtics fan” lo abbia portato fuori dal seminato.Al punto 3 c’è la “crocifissione di Rondo”. Che in parte ci può anche stare, quando “il tenente” ricorda la sua media ai liberi (33,3%, 8 su 24), o quando dice che le pecche di Rajon sono state messe a nudo dalle difese che lo “battezzano”. Anche qui però come prova di quanto scrive usa l’ultima giocata dei tempi regolamentari, quella in cui il numero 9 ha atteso che Pierce si liberasse e quando ciò non si è verificato è partito per un tardivo tiro in sospensione. La domanda è: cosa avrebbe dovuto fare, se lo schema prevedeva un gioco per il capitano che è stato “rotto” dalla difesa avversaria? In questo caso Rondo ha agito correttamente: ha atteso che il compagno si liberasse e poi quando il gioco si è “rotto” ha tirato non lasciando tempo agli avversari di prendere il rimbalzo e chiamare time-out per poi provare a loro volta un tiro. Rondo non sta giocando ai livelli della serie con Chicago, è evidente. E’ anche chiaro che dalla prossima stagione percepirà dei bei soldini e dovrà giustificarli sul campo. Ma allo stesso tempo dimenticare le sue cinque doppie-doppie, il 54.2% al tiro, il suo primo posto nella classifica dei recuperi, il quinto in quella degli assist ed il quarto in quella degli assist/palle perse sono dati che non andrebbero trattati come fuffa. Nonostante quella brutta meccanica di tiro libero.
Al punto quattro Sheridan ci porta ai rimbalzi, dicendo che i Celtics sono penultimi nella classifica dei rimbalzi offensivi e ventiquattresimi nei punti su rimbalzo offensivo. Poi forse si rende conto di aver voluto strafare, dicendo “queste statistiche desterebbero maggior attenzione se i Celtics non fossero primi nella percentuale di tiro e negli assist”: ora, fermo restando che Boston è “solo” terza nei punti segnati, è evidente che se sbagli meno, minori sono le possibilità di prendere un rimbalzo. Ma il fatto che Garnett a causa dei postumi dell’infortunio sia meno reattivo sta sicuramente influenzando questa statistica, da sempre chiaro indicatore dell’atletismo di una squadra. E’ così importante dominare a rimbalzo in attacco? A vedere chi sono le prime due nella speciale classifica (Memphis e Sacramento) parrebbe di no, e se facciamo un salto nel passato notiamo che la squadra al comando della graduatoria relativa alla percentuale di tiro non è mai stata ai primi posti nei rimbalzi offensivi. Anche se è innegabile che qualche rimbalzo offensivo in più farebbe comodo, come nella passata stagione. Ma perché Sheridan non si sofferma anche sul fatto che i Celtics sono la squadra con la maggior differenza tra punti segnati e punti subiti, o che è in testa alla statistica di efficienza difensiva, con 94 punti concessi ogni 100 possessi?
Al quinto gradino ci viene detto che “Ray Allen non viene rispettato”, e ad esempio viene proposto l’assurdo fallo fischiatogli a New York sul penultimo possesso dei tempi regolamentari, con Chandler a tirargli la canotta. Qui mi sfugge la critica, onestamente: se “He Got Game” non viene rispettato, la colpa è sua o dell’arbitro in questione?
Sesto ed ultimo punto, il più sciocco, a mio parere: attenzione Sheridan lo premette, “questo potrebbe essere un po’ tirato per i capelli” (l’unico?), ma poi si pregia comunque di informarci che “i giocatori non ascoltano Doc Rivers”. La chiara dimostrazione? Il fatto che nell’ultima azione, quella vincente, Pierce abbia chiesto di giocare un “pick and roll” al posto dello schema proposto dal coach. Per chi abbia un minimo di competenza e di conoscenza della storia NBA, ci sono decine e decine di casi in cui gli atleti hanno chiesto di giocare uno schema diverso da quello inizialmente voluto dal coach. E del resto era famoso il “datemi la palla e toglietevi dai piedi” di Bird, così come il fatto che “Red” Auerbach chiedesse sempre un’opinione ai suoi giocatori che dal campo potevano avere una prospettiva migliore della sua sia sugli avversari che sulle condizioni dei compagni.
Sheridan si sofferma in pratica solo su aspetti offensivi del gioco bostoniano: le scarse percentuali di “Sheed”, i limiti di Rondo, lo scarso rispetto di cui godrebbe Ray, la latitanza a rimbalzo offensivo. Ma sono questi i veri problemi del gioco biancoverde? Perché è indubbio che i Celtics stiano giocando male: le percentuali nelle ultime due partite sono calate drasticamente (38% contro il 50% delle prime dodici gare). Questo calo è ovviamente figlio delle due pessime prestazioni di Ray (8 su 23 al tiro) e Garnett (9 su 28), ma anche House (4 su 14) e “Sheed” (4 su 22). Nonostante questa incredibile concomitanza di “sparakkiazja” (grazie nonno Aldo), boston ha rischiato di vincere contro Orlando ed ha ottenuto un faticoso successo con New York: perché non vedere la botte piena?Di tutte le sconfitte, la scarsa percentuale di tiro è stata determinante solo in quella patita per mano dei Magic: nelle precedenti tre battute a vuoto i Celtics avevano tirato col 51.7% (Phoenix), col 49.3% (Atlanta) e col 47.5% (Indiana). Ecco quindi che l’obiettivo di Sheridan si è fissato su un aspetto importante ma non determinante del gioco di Pierce e compagni, trascurando il lavoro difensivo. Insomma, i Celtics stanno tirando male e Garnett è ancora l’ombra del giocatore che era un anno fa, eppure Boston ha buone probabilità di tornare a vincere nel momento in cui quattro dei suoi veterani riprenderanno a tirare con percentuali superiori al 30%. Ecco perché se una volta il bambino restava appeso al televisore col nasino in su, quarant’anni dopo le deduzioni del nuovo “tenente Sheridan” risultano speciose e parziali. Di giornalismo così, sinceramente, non sentirei proprio la mancanza.
Permettetemi una chiosa finale: dopo la partita di New York in alcuni commenti ho notato un atteggiamento che in America valenti studiosi di psicologia del tifo hanno definito “CORFing”, cioè “presa di distanza dall’insuccesso”. Quello di sentirsi parte dei successi e di allontanarsi dagli insuccessi è un atteggiamento vecchio come il mondo, accadeva persino negli scontri tra gladiatori, o negli stadi olimpici dell’antica Grecia. E di per sé non ha nulla di sbagliato: “abbiamo vinto” ha il suo contraltare nel “Rivers ha sbagliato”, “Rondo si è addormentato”, eccetera.
Però, pur non volendo fornire lezioni di tifo a nessuno, credo che atteggiamenti estremi alla fine siano una sorta di “cappa di piombo” che rende difficile godersi la passione per la squadra. E che, pur criticando razionalmente gli errori, sia molto più maturo soffrire per la propria squadra evitando le facili scappatoie del “non ci siamo con la testa” o, peggio ancora, del “Fire Rivers”. Specie quando dichiarazioni di questo tipo sono rivolte al coach di una squadra ha vinto 10 delle prime 14 partite, e sconfinano automaticamente nel ridicolo.
Il basket è molto più bello e godibile quando siamo costruttivi: la critica motivata è buona e giusta, ma se pretendiamo “consistency”, continuità dai nostri beniamini è giusto essere i primi a predicarla per una forma di rispetto a chi condivide con noi la passione per i Celtics. Insomma, cerchiamo di essere tifosi più maturi: ne beneficeranno la discussione ed il nostro modo di vivere questa splendida avventura.





Commenti
Che la stampa non ami i Celtics è noto da anni, le previsioni prima delle finali 2008 sono state un clamoroso esempio di malafede giornalistica, anche se non il primo e sarebbe lungo ripeterne le cause.
Di fatto Sheridan scrive solo per attirare un ritorno di simpatia verso di lui da parte dei tifosi (o pseudo tali) scontenti e che aspettano una situazione da sfruttare per lamentarsi e perchè le critiche, da sempre, attirano più degli elogi.
Tutto quello che hai descritto in parte è vero, ma estremizzato così diventa ridicolo: dimentica però quanto di buono abbiamo visto in alcune partite precedenti e da parte di tutti i criticati attuali.
Però la carenza fondamentale è relativa alla mancata considerazione che siamo a novembre e che ai PO mancano alcuni mesi, vogliamo che il gruppo sia già al massimo?
Non dimentico i 3 minuti del nostro recupero contro i Magic dove ha difeso come sa fare e con un paio di anticipi sul suo uomo ha dato il la ad un paio di contropiede che ci hanno permesso l'aggancio.
Non dimentico neppure quando nelle prime 4/5 partite spaccava in due le difese avversarie con il suo tiro da 3 dopo il pick and roll.
Ultimamente è pessimo in attacco dove addirittura rifiuta di tirare pur se libero e non la mette mai ma di questo non mi preoccupo perchè con 36 primavere e tante stagioni nella lega sa cosa deve fare per arrivare in condizione quando conterà davvero e a quel punto ne vedremo delle belle.
Io chiedo soltanto una cosa agli Dei del basket, che ci facciano arrivare sani ai playoff.
Che dire, sembra quasi che lo Sheridan abbia voluto per forza arrivare ai sei punti, perchè diciamocelo, se i primi 3 hanno qualche dignità, gli ultimi tre (i rimbalzi offensivi, Ray Allen che non viene rispettato e Rivers che non viene ascoltato) sono addirittura da cabaret. E' vero, Sheed (ma non solo) sta sbracando in attacco, Garnett non è lui, Rondo (ma non solo) merita qualche critica, ma io comincio ad essere convinto che buona parte delle difficoltà che stiamo attraversando siano dovute a una preparazione fisica mirata a raggiungere il top nei mesi successivi.
Anche negli anni passati abbiamo avuto cali più o meno vistosi, di solito nei mesi di Febbraio-Marzo...sono pronto a scommettere che quel calo lo stiamo vivendo adesso (e se sarò smentito dai fatti sono pronto ad accogliere le vostre prese per i fondelli col sorriso sulle lebbra
PS: Ah, Sheridan, mavaff...!!!
La sensazione di immediato sollievo che mi hanno dato le parole di fireman Fabio, sono dovute proprio al mettere in giusta prospettiva le ultime prestazioni con le precedenti.
Nello specifico e' chiaro che siamo poco amati e mal sopportati anche in italia, dove il tifoso celtico viene spesso considerato integralista, forse perche' e' l'unico che ha una "religione da seguire" mentre altri hanno il vuoto estemporaneo dell'attualità e basta.
I problemi attuali sono seri, ma e' evidente anche come i risultati per ora siano arrivati o quasi; un conto sarebbe aver perso di 20 con i Magic e mandati a casa al MSG con una L.
L'unico problema, e qui mi ripeto, e' quella scarsità di informazione che trapela dal bunker celtico; vorrei ad esempio che uscissero dicendo cosa ha avuto KG e quali sono le sue attuali condizioni, anche perche' di tattiche dissimulatorie non ne abbiamo bisogno.
Su Sheed e' esattamente quello abbiamo preso con pregi e difetti, capace come detto da Alberto di produrre 5 minuti terrificanti e poi di tirare uno 0 su 6 da tre; sapevamo che era una scommessa e come tale continuamo a considerarla anche perche' chi ci dice che sia gia' persa?
Finisco col "povero Rondo", idem come sopra e' stato firmato con la presumibile speranza che negli anni migliori; altra scommessa non ancora persa perche' dalla firma e' passato un mesetto, anche se lui una bella mossa deve darsela.
Pero' che bello se poi alla fine tutti gli Sheridan si dovessero ricredere!
Non sto neppure ad aggiungere altro alla perfetta analisi di Fabio, se ci mettiamo a fare gli scheletri di ESPN poi chissà cosa ne esce fuori, la settimana scorsa dopo la sconfitta a Indiana lessi testuali parole "Rondo gioca come uno che non vede l'ora che i Big Three se ne vadano per fare la prima stella", ora il buon Rondo lo possiamo criticare per tante cose, ma almeno in questo direi stiamo in una botta di ferro, perchè non credo che spari tutti i piazzati sul primo ferro perchè KG gli sta sui maroni, oppure tiri i liberi con percentuali infime per fare schifo a Ray Allen. Battute del genere purtroppo sono semplice qualunquismo, Rondo gioca male, bene allora montiamoci un finto caso sopra. Questa purtroppo è la linea di ESPN dei vari Sheridan, Ford, Stain Hollinger e compagnia danzante.
E non va meglio quando tentano analisi più approfondite o pronostici a lungo raggio, in estate tirarono fuori la "teoria della treccia" riguardo alle tre contender dell'est, secondo cui Boston era avvantaggiata su Orlando, Orlando era avvantaggiata su Cleveland, e Cleveland avvantaggiata su Boston ..... infatti tre scontri diretti con tre vittorie esterne all'esatto contrario delle loro previsioni.
Perdonatemi ma io da quando riesco a vedere tutte le partite dei Celtics non ho molto bisogno dei pareri altrui e quando ho bisogno mi basta leggere l'Herald che con Murphy e soprattutto Bulpett ti fa della sana cronaca senza tanti personalismi e con molta precisione.
E' assolutamente più gradevole.Tra l'altro il Biancosarti è diventato leggenda grazie a lui.
Citazione Legend:
Questo delle manine sta diventando un gioco perverso.
Mi sa che tra poco, le dicussioni più accese tra noi , riguarderanno i pollici versi,più che le partite e la condizione psicofisica dei nostri amati biancoverdi
p.s..come sempre grande articolo di Fabio.Che riesce a farci parlare di Basket partendo dal protagonista di uno dei più famosi spot che la televisone italiana ricordi...geniale.
Cal
Celtics forward Kevin Garnett is tired of answering questions about his lingering knee issues.
"They're getting old," Garnett said of questions about his knee.
"OK? Y'all know what I'm dealing with here. I said (Sunday) that no one in this league at this point ... is 100 percent. Hell, I get worked on even when I didn't have surgery. It's just rituals and stuff like that. I always get treatment before games. If you see Paul (Pierce) and (Rajon) Rondo, I think they get massages before games. My ritual is no different from that."
Garnett is averaging 13.2 points and 7.6 rebounds through Boston's first 14 games.
Via
Quando guardo i Celtics mi sento come Gil Grissom di "CSI". Analizzo oggettivamente le informazioni che mi arrivano dalla "scena del crimine" (il campo da gioco) e da esse parte il ragionamento.
Se invece volessi scrivere male di, che so, Rivers, partirei dal "gioco rotto" di Pierce, o dal "facciamo un pick and roll" del capitano e direi - come ha fatto il tenente - che ormai la squadra non lo segue più. Ma per piacere! A 10 vinte e 4 perse?
Grande Fabio...alter ego del grande Jeffery Deaver, cretore di un personaggio straordinario come Lincoln Rhyme.Ex detective della scientifica che , costretto a letto da una paralisi quasi totale, servendosi delle informazioni reperite sulla scena del crimine e delle sue incredibili conoscenze, riesce a risolvere i casi più intricati.
Cal
Al contrario di tutte le altre squadre nba dove puoi essere tifoso o no con i Celtics è come nella vita o credi in certi valori o no e di conseguenza o li ami o li odi...Noi abbiamo la fortuna di amarli!!!
Concordo al 1000%
Veniamo alla squadra:
1) Sheed tira male (innegabile) e qualcuno dice che gioca anche male: ma c'è ancora qualcuno che si stupisce? Voglio dire è 15 anni che questo qui ha un dono della natura immenso e lo usa solo quando la testa gli permette di farlo. Per 5' a partita - ma solo nelle partite che gli vanno a genio - è il più forte giocatore di tutta l'NBA, per altri 5' è capace di giocare bene, per altri 5' giochicchia e nel resto del tempo si trascina per il campo con aria assonnata. Se questo avesse avuto il carattere di un Ginobili o di un Powe non saremmo qui a parlarne.
2) Rondo tira male: qual'è la novità? Non è quello della serie con tro Chicago: di Big O c'è nè stato uno e basta. Lasciate che lo staff finisca il progetto che hanno con lui (irrobustirlo, cambiargli la meccanica di tiro, farlo diventare più riflessivo e meno intuitivo, ecc.) poi ne riparliamo. Mica qualcuno penserà che il contratto glielo hanno regalato? Io leggo nei suoi atteggiamenti una buona dose di umiltà e di applicazione per fare ciò che gli viene chiesto, al limite si può criticare questo: è giusto chiedergli di cambiare tipo di gioco? Secondo me si in quanto è questo che lo differenzia da, ad esempio, CP3.
Fabio, so che "lungi da te", ma tu non potresti mai lavorare in un posto come ESPN: sei semplicemente troppo bravo e "più avanti".
Leo, hai sicuramente capito che le parole di Sheridan erano l’occasione per prendere i classici due piccioni con una fava: analizzare i “mali” dei Celtics ed allo stesso tempo far notare a tutti i tifosi dei Celtics come il lupo perda il pelo ma non il vizio. Trovo allucinante che dei professionisti si facciano condizionare dalle simpatie o scrivano “per la piazza”. Ed il discorso vale sia per quelli d’oltreoceano che per i nostrani, da Bagatta a Tranquillo (seppur con le ovvie differenze di caratura). Per professionisti ovviamente intendo gente pagata per commentare, ma che spesso purtroppo dimostra poca competenza. Che poi al giorno d’oggi il tifoso sia più felice ascoltando una cronaca che parla di “branzini” piuttosto che di “pick and roll” è tutto da dimostrare.
Io e te abbiamo discusso a lungo sulle implicazioni del maggior accesso dei tifosi alle partite ai giorni nostri: internet ed i canali satellitari hanno fornito la possibilità di capire i limiti dei commentatori. Pochi si sono salvati da questa rivoluzione, ed in Italia Buffa è forse l’unico che ha mantenuto intatta la sua credibilità, anzi, se possibile l’ha vista aumentare.
Sono d’accordo con te sui commenti di Bulpett, un po’ meno su Murphy che ad esempio qualche giorno fa ha confuso Dontae e Dahntay Jones. Steve, oltre che un amico, è decisamente il più competente e se voglio sentire un’altra campana vado dal vecchio amico del Globe, Bob Ryan (anche se ogni tanto si “petersonizza”). L’unico difetto di Bulpett – e lo dico con la massima stima – è che a volte tende ad essere troppo “politically correct”, a prendere le parti dei giocatori o della squadra. Ma a parte questo, sa scrivere, è spiritoso, conosce la storia dei Celtics e capisce il basket. Tutte doti che fanno la differenza.
Tornando a ESPN, se è vero che bastano Bulpett e pochi altri per seguire la squadra, credo anche che sia doveroso provare a fornire una visione a 360 gradi su tutti gli aspetti della stagione dei Celtics, anche sul modo in cui essi vengono percepiti o trattati fuori dal New England. E farci sopra le nostre debite considerazioni.
Per natura non sono tipo da complimenti, però mi sembra giusto riconoscere il merito.
Venendo all'articolo:
1. da infortuni del genere non si recupera mai al 100% e soprattutto i tempi sono lunghi; la zoppia delle ultime uscite non è un buon segno. Vediamo in futuro.
2. sto con Piero: dov'è la novità degli slump al tiro di Sheed? purtroppo li ha sempre avuti; fa ben sperare il rendimento difensivo costante.
3. concordo con l'articolo di fabio.
4. questo è un discorso un pò più complesso: al di la delle statistiche che vanno sempre interpretate, mi sembra che negli ultimi anni le squadre NBA vadano meno per il rimbalzo in attacco. In realtà questa è un'arma importante soprattutto nei playoff quando il gioco è più lento e si mena di più. Non dimentichiamo che qualche titolo l'abbiamo vinto anche grazie ai rimbalzi in attacco.
5. cosa vuol dire che ha meno credibilità? che non è protetto come Kobe e LBJ? forse è meglio chiedere alle alte sfere e non a Ray
6. rispondere è tempo perso......
Fate voi ...
Comunque sia direi che la linea editoriale di ESPN latita, giusto lasciare spazio agli autori, ma pubblicare un giorno uno che scrive bianco e il giorno dopo uno che scrive nero sullo stesso argomento, non da una grande credibilità. Magari bastava scrivere solo due sfumature diverse di grigio.
A parte gli scherzi, questa volta vorrei evitare i complimenti perchè non penso ce ne sia ancora bisogno, tutti conoscono il valore del Redattore in questione e le sue capacità di "lettura": sempre lucido, puntale e brillante. Semplicemente orgoglioso di leggerti!
Vorrei concentrare il mio discorso sugli ultimi concetti espressi nell'articolo.
Tifare Celtics è qualcosa di unico, differente dal tifare per qualsiasi altra squadra di qualsiasi altro sport.
Noi siamo Celtics (come ci ricorda il nome di questa fantastica Casa) per spirito, valori, per come concepiamo la vita nel complesso e, in ultimo, il tifo; ogni tanto dobbiamo dimostrare di "meritarci" questa fortuna che ci è capitata...
Analizzare con lucidità gli eventi è quello che bisognerebbe sempre cercare di fare e, per carità, criticare quando è il caso di farlo, ma sempre in maniera obiettiva. Poi se qualche volta dovessimo perdere la bussola, basta "rifugiarsi" nella competenza, pacatezza e lucidità dei Big del nostro sito preferito, per tornare sui giusti binari biancoverdi e continuare a crescere grazie a loro.
Ecco, crescere, spero di continuare a farlo sempre.
Quando mi sono presentato alla comunità celtica, ho esordito dicendo di ispirarmi al modo in cui Fabio, Michele e Samuele (in rigoroso ordine anagrafico) vivono il tifo verso la nostra squadra del cuore; leggendo le ultime frasi dell'articolo mi sono sentito orgoglioso, non solo per i motivi già espressi in precedenza, ma perchè mi sembrava di leggere esattamente i miei pensieri.
Tifare e "vedere" i Boston Celtics come li "vede" Fabio Anderle (con le dovute proporzioni di competenza), una persona che stimo profondamente, mi ha riempito davvero di orgoglio.
Per sempre Celtic,
Miri
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