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Approfondimenti
Sulle colonne di IAAC sono sempre stato uno tra i più “garantisti”. Mentre Leonardo era la “voce conservatrice” per eccellenza e colpiva con pugno di ferro gli eccessi della schiera di milionari senza coscienza o cervello, io – seppur spesso d’accordo col nostro “Savonarola”, a volte moderavo i toni. Perché? Perché pur non essendo dalla parte dei giocatori che appena possono se ne approfittano, penso sia ingiusto pretendere che un ragazzino cresciuto in qualche “project” in mezzo a spacciatori e papponi sia poi sempre un fulgido esempio di equilibrio e correttezza. “Puoi togliere un uomo dalla strada, ma non puoi togliere la strada da un uomo”…
Ecco perché sono disposto a tollerare sporadici casi di “comportamento deviato” da parte di qualche atleta: la pacchiana “parabola dei talenti” di LeBron James prima di partire per Miami, le bizze di Rajon Rondo con un cameraman, le dichiarazioni di Al Horford dopo gara 5 con i Celtics.
Però c’è qualcosa che ho sempre fatto fatica a tollerare, e sono le “manovre dietro le quinte”. Attenzione, non sono ingenuo, ho giocato a basket per 25 anni e seguo l’NBA da 35, conosco decine e decine di episodi di “colpi di stato”, panchine “segate”, sgarri e licenziamenti…qualcuno anche ai Celtics. Nonostante tutto però non ho mai smesso di provare un grande fastidio quando mi trovo di fronte ad uno di questi episodi, chiunque ne sia protagonista.
Ecco perché ho applaudito Stan Van Gundy, l’antipaticissimo coach – ancora per poco – degli Orlando Magic quando con una manovra alla Napoleone ha rifiutato di sorridere davanti alle telecamere e mentire con un “va tutto bene”, ed ha invece dichiarato di essere consapevole del fatto che Dwight Howard, capitano della squadra da lui allenata, era andato dai dirigenti a chiedere la sua testa. Alla richiesta di precisazioni sulla fonte di quest’informazione, Van Gundy ha replicato con un “arriva direttamente dalle zone alte”. A rendere ancor più tragicomica la faccenda, in quel momento davanti alle telecamere è arrivato il giocatore, e mentre tutti lo fissavano allibiti, ha cinto le spalle del coach con un braccio. In segno d’amicizia.
Eppure, fino a pochi mesi fa il rapporto tra i due sembrava solido. E’ vero, in passato Howard si era lamentato degli eccessivi schiamazzi a bordo campo dell’allenatore che a suo dire, oltre a colpire i Magic con falli tecnici, disturbavano la concentrazione degli atleti. Ma Van Gundy, dopo un incontro chiarificatore con il GM Otis Smith, aveva promesso di comportarsi meglio, e tutto si era appianato. Poi a inizio campionato, ecco le dimissioni di Bob Vander Weide, Amministratore Delegato dei Magic e genero del proprietario Richard DeVos: il povero Bob una sera aveva alzato il gomito ed aveva chiamato al telefono Dwight Howard, chiedendogli di rinnovare il contratto in scadenza. La stagione di Orlando a quel punto era sempre più scivolata in una farsa: Howard aveva fatto capire di non gradire il GM Otis Smith, il quale a sua volta aveva risposto che non era una novità che il giocatore tentasse di “far fuori” qualcuno, visto che da tempo che cercava di convincerlo a mandar via il playmaker Jameer Nelson.
Dietro le quinte, si percepano distintamente i movimenti dei Magic per cercare di ottenere la miglior contropartita possibile per il giocatore, mentre le altre squadre volevano ovviamente evitare di fare di Smith il nuovo Masai Ujiri, passandogli una contropartita di valore in cambio di un giocatore egoista. Le voci di uno scambio erano frequenti, e Van Gundy aveva dovuto dare il massimo per evitare che la squadra si facesse condizionare da esse. Anche Dan Fegan, abilissimo agente del giocatore, non se ne stava con le mani in mano e – volontariamente o involontariamente – alzava altra polvere sulla faccenda.
Colpo di scena a metà marzo quando, in prossimità della “trade deadline”, i Magic annunciavano che il giocatore aveva accettato l’anno di opzione nel suo contratto e che per la modica cifra di 19,26 milioni di dollari sarebbe rimasto in Florida fino alla fine del campionato 2013…a meno che Orlando non lo scambiasse prima, ovviamente. Ma l’opzione, se da un lato metteva la franchigia della Florida al riparo dal pericolo di perdere l’atleta senza avere nulla in cambio, dall’altro era una chiara ammissione da parte del team Howard/Fegan: non abbiamo intenzione di rinnovare un contratto lungo.
I Magic avevano continuato a vincere seppur non convincendo troppo: 28 successi nelle prime 43 gare li piazzavano in ottima posizione nella “griglia” dei playoffs, ma ancora una volta le braci ardevano sotto la cenere. E infatti ecco che, in occasione della sfida sulla televisione nazionale con i New York Knicks, coach Van Gundy rifiutava il ruolo di “vittima sacrificale” delle voglie del reuccio e lo metteva di fronte alle proprie responsabilità.
La reazione di Howard, quando si è reso conto che il suo gioco dietro le quinte gli sarebbe costato una bella fetta di credibilità, pare sia stata rabbiosa. In ogni caso si è presto infortunato alla schiena ed i Magic sono scivolati in classifica, perdendo 14 delle ultime 23 partite di regular season. DH12 ha deciso di farsi operare in California proprio in corrispondenza dell’inizio dei playoffs, altra reazione piuttosto discutibile perché ammesso che l’intervento fosse necessario e fosse necessario proprio in quel momento, il volo in California gli “permetteva” di stare al riparo dai riflettori ma allo stesso tempo lo allontanava anche da coach e compagni di squadra impegnati nella sfida con gli Indiana Pacers. La giustificazione ufficiale alla sua assenza chiamava in causa i postumi dell’intervento, ma Mike Bianchi dell’Orlando Sentinel ha commentato: “Howard, uno dei capitani della squadra, non era a Indianapolis per l’ultima sfida della serie di playoffs nonostante fossero passate ormai tre settimane dall’intervento. Ha dichiarato di essersi piegato alla richiesta dei dottori di non lasciare L.A., cosa che sembra ridicola. Dwight non ha sopportato un intervento a cuore aperto, ma un’operazione di routine”.
Ulteriormente irritato, Howard da Los Angeles ha “twittato” un caloroso “non abbandonerei mai i miei compagni”, ma tutti sanno ormai che ai grandi sorrisi di fronte agli obiettivi il centro accompagna una singolare tendenza al complotto ed una insufficiente lealtà nei confronti di compagni di squadra, coach e GM.
L’immagine dell’atleta risulta a questo punto macchiata, ed anche se è evidente che tutte e 30 le franchigie NBA non si farebbero problemi a metterlo sotto contratto, rimane aperta una questione.
Le modifiche all’accordo collettivo a seguito dei due ultimi “lockout” l’NBA in qualche modo hanno tentato di calmierare i salari massimi proteggendo la stabilità economica delle franchigie, ma Stern non sembra ancora in grado di combattere il fenomeno che sta sempre più prendendo piede: quello delle “stelle” che si “appropriano” delle franchigie in cui giocano. Mentre decisioni come quelle di LeBron James e Chris Bosh – atleti a fine contratto che decidono il loro futuro autonomamente - sono comprensibili, meno comprensibili se non addirittura perniciose per la lega sono le scelte attuate da Carmelo Anthony e Dwight Howard, atleti che hanno tenuto o tengono in ostaggio una franchigia ed i suoi tifosi mentre nell’ombra tramano contro quel GM, quell’allenatore, quel compagno di squadra. Gli Orlando Magic sono stati eliminati, quasi un sollievo ad una stagione tanto tormentata. Ma il loro “Dwightmare”, l’incubo targato DH12 è tutt’altro che alla fine. Quale sarà il prossimo episodio tra il ridicolo ed il drammatico a venirci regalato dalla compagnia itinerante di Orlando?
Se la nuova NBA è questa, ridatemi i vecchi campioni che percepivano in una carriera quello che Dwight Howard ha incassato in una stagione in cui ogni tanto, tra un sorriso falso ed un colloquio con i proprietari per “silurare” chi non gli andava a genio, ha pure giocato qualche partita.




Commenti
Assolutamente legittima la scelta di cederlo il prima possibile visti i fastidi che sta portando alla franchigia...il problema è che, secondo il mio modestissimo parere, non so quante franchigie delle 30 lo vorrebbe prendere a costo di sfaldare quello che potrebbe essere un ambiente equilibrato.
Non appoggio però la scelta di dar via Vang Gundy, se riescono a dare via Howard ottenendo quantomeno qualche giocatore di livello conviene avere Stan in panchina e non D'Antoni, Vang Gundy è, a mio avviso, uno dei migliori allenatori sul panorama NBA e lo ha dimostrato giocandosi fino in fondo la serie con Indiana...con D'Antoni non si qualificano ai PO per come sono messi...
Dove finirà oggi nessuno può dirlo e neanche lui credo abbia le idee chiare, di certo è un altro big di quelli che nella seconda parte della propria carriera dovrà chiarire molto su come verrà ricordato.
Mayo che è stato in odore Celtics ha avuto - 24 di plus minus.
LAC vincono a Memphis e incontrano i SAS.
Mayo che è stato in odore Celtics ha avuto - 24 di plus minus.
Come diceva Steve Buscemi in "Armageddon"...."Ah, questo l'ho già visto": e' quando la proprietà di Orlando assume un coach capace di un gioco veloce e divertente (il Mike), scambia DH12 per Amare' , Landry Fields e Imam Shumpert e riparte il flipper del baffo!...
Un pò pochino forse visto che è in Florida dal 2007 (ma forse pesano anche le scelte della dirigenza)...
E ogni anno il GM Smith rassicurava Howard sulle future mosse sul mercato senza invece procurargli un play che si possa definire tale (e qui, se possibile, capisco il motivo che il Centro non voglia Nelson!!!)...
Nel mattinèe americano peccato la sconfitta degli Orsetti...
Una squadra che mi piace tanto perchè è ben strutturata con quei 2 lunghi che mi fanno impazzire e quel Tony che dirige la difesa che manco Muti alla Scala...
La panca dei Velieri (con quel Reggie che tanto mi sarebbe garbato in biancoverde, quegli sparatutto di Nick Young e Mo, K-Mart che in singole coverage -ma non solo- è un difensore superbo e quel matto incosciente di Bledsoe che entrava e finiva a canestro con la disinvoltura di un veterano) ha scavato il parziale decisivo ad inizio quarto periodo e Memphis non è più riuscita a tornare sotto...
Ora vediamo se la Larry's family tiene anche nel secondo tempo...
1 su 11 al tiro.
ma meno male....
altro che a me non convince e che per me è sopravvalutato, per lo meno offensivamente è granger e non lo dico solo per stasera.
Have a feeling Bosh injury will keep him out a while -- as in, rest of this series, at least.
Ab strains like that are painful.
Miami vincerà gara 1, ma Indiana deve vincerne una in casa degli Heat che sotto hanno pizze e fichi, eccetto Joel.
Oggi si sono completamente dimenticati di giocare costantemente in post quando Bosh è uscito.
MAYO non mi è mai piaciuto, mi riprendo TONY ALLEN con tutti i difetti che ha in attacco tra le guardie dei Memphis e costa pure poco.
ero debitore dei pronostici costa ovest
spurs clippers 4 - 1
thunder leichers 4 - 3
Vero, in attacco giocano in due, ma Indiana non ha saputo prendere le giuste contromosse (pessima difesa sui pick and roll) e se Granger è questo (o almeno lo riescono a tenere su questi numeri), per i Pacers ci sono poche speranze.
A me Indiana è piaciuta e ha dimostrato di avere i numeri per mettere alle corde gli Heat.Concordo con Michele.Per cercare di spuntarla hanno bisogno di un altro Granger.Sempre che ne esista un'altra versione
Cal
Certo, Haslem o Anthony o Turiaf devono produrre qualcosa in attacco, ma Bosh mi pare il più sostituibile delle tre star di Miami, anche se il loro allenatore la pensa diversamente.
Comunque sarà interessante vedere gli adattamente dei Pacers.
Eh si, sarà da fare poichè "Bosh in out ibdefinitely".
Ecc il link: http://espn.go.com/nba/playoffs/2012/story/_/id/7928506/2012-nba-playoffs-chris-bosh-miami-heat-abdominal-strain
Salvaguardare il talento significa migliorare il prodotto finale, così ci guadagneranno tutti, spettatori, giocatori e franchigie.
disastroso.altra cappella adesso.
battier una sciagura, avesse messo una tripla e tutte facili o quasi.
james caduto nella trappola di granger che sta cercando di provocarlo in ogni modo.
-18, oh ma che bello.
Si Wade disastroso.
Senza Bosh, si sente la mancanza di un equilibrio nella squadra, pur non essendo un campione Bosh dà equilibrio a Miami.
Miami quest'anno sembra ai titoli di coda, in questa serie o alla prossima affonda...
MIA chiamati alla reazione o rischiano il fungo atomico.
Indiana progetto vero, noi pero' avremmo il dovere morale di far rimpiangere a West l'essersi rimangiato la parola
Wade e' nel pallone completo,Bosh assente.
LeBron e' stato anche ripetutamente provocato da Granger,e' stato un signore a non reagire.
Certo ora per i tre marmittoni la vedo grigia...
AI PIENAMEMENTE RAGIONE...LEBRON VIENE TRATTATO SEMPRE IN MANIERA DIVERSA DAGLI ALTRI. CERTO CHE MIAMI IN DIFFICOLTA' SERIA DOPO TRE PARTITE...SE L'ASPETTAVANO IN POCHI.
Indiana è sufficientemente fisica da creare loro problemi proprio dove l'esplosività degli Heat è un punto di forza e il 2 a 1 è la conseguenza finora logica.
Non significa che sia tutto in discesa, non mi stupirei che una gara4 da 40 punti ecc. ecc. di James porti la serie in pareggio, ma il parziale a oggi è una sorpresa e l'assenza di Bosh finora decisiva rivalutando quello che lui può dare al gruppo.
Su SA poco da dire, finora sembrano superiori, forse i Clips si accontentano di avere superato il turno con un Paul con qualche problema fisico (e Griffin con 1 rimbalzo credo pure), ma tornare in casa potrebbe aiutarli.
Certo, Hibbert ha fatto un partitone (19+18 e 5 stoppate), ma se poi tieni in campo 27 minuti Anthony perchè quella scelta iniziale? Fai esperimenti in gara3 dei PO? Boh.
http://galleries.nba.com/gallery/game-action-051712/slideshow/Miami_Heat_v_Indiana_Pacers_-_Game_Three/0fcla9OcCRagr
Alla foto numero 9:
INDIANAPOLIS, IN - MAY 17: Larry Bird, President of Basketball Operations for the Indiana Pacers, is given the NBA Executive of the Year award by Stu Jackson before the Pacers take on ther Miami Heat in Game Three of the Eastern Conference Semifinals in the 2012 NBA Playoffs at Bankers Life Fieldhouse on May 17, 2012 in Indianapolis, Indiana.
Un altro successo da mettere in bacheca per il nostro amato "contadino"....
Bello e significativo anche lo slogan della foto 1, Built not Bought.
http://www.nba.tv/nbatv/video/channels/nba_tv/2012/05/05/20120505_BestOf_Phant_Reg_Season.nba
Mah, non mi sembra che David West sia andato lì gratis…10 milioni a stagione non sono pochi, e direi che una parte è stata “bought”. Bird ha fatto bene, intendiamoci, ma eviterei falsi moralismi, se fossi nei tifosi.
La logica in mosse di questo tipo di solito è quella di “sconvolgere” il “gameplan” avversario.
Ovvero, se i Pacers nella gara precedente hanno cominciato giocando palloni su Hibbert che ha caricato di falli Anthony, “sacrificare” Pittman può essere un’idea…
Poi se Pittman si “esalta” puoi lasciarlo in campo, altrimenti ritorni da Anthony.
E’ una strategia come un’altra e può funzionare o meno.
Secondo me lo slogan voleva dire proprio questo, "Bird ha fatto bene"; poi è ovvio che senza soldi non si costruisce ...
Poi il fatto che due fra i GM che spendono meglio sono stati validi giocatori della squadra per cui tifo è del tutto marginale ...
Però probabile che mi sbagli e che Pittmann sia stato un disastro ben oltre i numeri
Beh, TheHick io sono stato molto critico per la scelta dei tres amigos ma a conti fatti non sono sottopagati e la loro squadra per muoversi sul mercato ha molto molto poco margine, e non ho visto campioni rinunciare allo stipendio per andare a vincere con loro, per cui sono stati molto meno uno scandalo, fino ad adesso, di quello che mi sembrava allora...
Attualmente la serie la sta decidendo un'infortunio, inutile girarci addosso, un infortunio grazie al quale uno pagato 10 milioni l'anno e un milione più di quanto gli offrissimo noi, sta dominando sotto canestro...
insomma, in linea di principio il cartello è comprensibile negli intenti, ma allo stato attuale delle cose, da tifoso avversario, certo, mi piace molto poco...ù
In genere a me non piace criticare tropo gli allenatori soprattutto perchè non vedo il loro lavoro durante gli allenamenti e nello spogliatoio. Però, Michele, ho molti dubbi sul fatto che Spoelstra sia adatto al ruolo che ricopre a Miami.
Gli Heat in questa stagione, ancora più di l'anno scorso, sia in RS sia più evidentemente nei playoff, stanno dimostrando di non avere un gioco in attacco: palla troppo ferma, isolation come se piovesse, difficoltà contro la zona, in sostanza troppo prevedibili.
Certo il cast di supporto attorno ai 3 amigos è quello che è, però mi stupisce come pur avendo un giocatore dominante come LBJ, che ha caratteristiche sia da finalizzatore sia da costruttore di gioco, in due anni Spoelstra non sia riuscito ad organizzare un sistema di gioco in attacco in grado di ottimizzare i tre talenti e di consentire agli altri di ritagliarsi parti secondarie ma importanti.
Resto dell'idea che LeBron sia ad un sistema di gioco dall'essere il giocatore più dominante del dopo Jordan, ma se Spoelstra non è in grado di costruirlo questo sistema offensivo, allora forse non è il coach giusto per Miami.
Anche il lavoro sui rincalzi non mi sembra un granchè: Miller sta giocando gli anni peggiori della sua carriera, e anche Battier, giocatore intelligente e adattabile, sembra sempre capitato in campo per caso.
Non mi convincono inoltre alcune scelte dalla panchina, su tutte il fallo da spendere non utilizzato su Dirkettone l'anno scorso in G.2 di finale.
Ritengo quindi che, indipendentemente da come finirà la serie contro Indiana, per me ancora molto aperta, Spoelstra in questi due anni non si sia dimostrato all'altezza di allenare una squadra da titolo, soprattutto non abbia dato un'identità in attacco agli Heat e un gioco degno del talento che ha tra le mani.
Secondo me invece lo slogan voleva dire che i Pacers, a differenza di Miami, avevano costruito la squadra e non comprato James e Bosh. Ma allora cosa dovrebbe scrivere sul cartello se i Pacers (scongiuri) dovessero incontrare i Celtics? Noi non abbiamo free agent firmati a 10 milioni…
Citazione movi:
Secondo me è poco comprensibile anche negli intenti… Non è che siccome a Miami hanno speso 30 milioni per prendere due giocatori, i 10 milioni spesi per West facciano di Bird un “costruttore”. Se paghi un free agent 10 milioni non è che puoi fingere che David West sia arrivato con le scelte…
E’ vero, Granger e Hibbert e Collison sono arrivati via scelte, ma ci sono delle regole valide per tutti ed ogni GM può decidere come sfruttare queste regole per arrivare al successo.
Ainge ha scambiato scelte e giovani per dei veterani: è un terzo metodo, non necessariamente migliore o peggiore di quelli di Riley o Bird. Anzi, si può dire che Larry nel corso degli ultimi 10 anni da GM non è che avesse fatto faville…
Citazione steve_7:
Fermi tutti! Qual’era la domanda? Se si parla di Pittman in “starting five” è una cosa, se si parla delle capacità di Spoelstra è tutto un altro discorso.
Anche se questa volta non sono completamente d’accordo, Steve. Io quando devo giudicare un allenatore parto dalla domanda: “cosa avrei fatto io”?
Mettere il pallone nelle mani del miglior passatore della squadra... √
Fare di Wade un realizzatore puro... √
Usare Bosh come “terza arma”... √
Spaziare la tonnellata di tiratori che ho a roster... √
Fare difendere al massimo il gruppo... √
Lavorare sulla transizione... √
Spoelstra ha indiscutibilmente lavorato in questo senso… cosa avrebbe dovuto fare, lasciar palla a Chalmers ed usare James come “centravanti”? Ma se guardi il rateo assist/palle perse degli Heat, noti che la scelta è la migliore.
Avrebbe dovuto far giocare Wade “prima punta”? Ma se osservi la produzione di Dwyane e Lebron nell’arco della partita ed anche solo nell’ultimo quarto, ti rendi conto che la scelta è stata corretta.
Poi possiamo discutere, ma credo che la differenza fondamentale tra i Celtics e gli Heat stia nel fatto che Boston ha… Rondo… un giocatore che amministra il talento altrui e che permette agli altri di “partire dalle proprie posizioni” dove invece a Miami tutti sanno che James gestirà l’attacco e gli altri due faranno i “finisseur”. La manovra è perciò molto più prevedibile, ed una volta che gli chiudi le penetrazioni è più facile controllare il “perimetro”, specie ora che Bosh è in bacino di carenaggio.
perchè sul resto riley ha fatto tutto in regola spendendo i suoi soldi come il regolamento permette e firmando il free agent del secolo. piu un all star come bosh. se l'avesse fatto ainge saremmo stati felici.
bird ha fatto il max che un mercato come indianapolis permette. james nn ci andra' mai quindi scelte, scambi (anche collison è arrivato in cambio di posey) e firme di free agent di "secondo piano" che antepongono le vittorie agli endorsement..
su spoelstra sono d'accordo con legend nn si possono imputare le colpe a lui..la squadra difende benissimo e ha avuto due stagioni regolari ottime come risultati..il gioco d'attacco è deludente..e qui anche se james è super fantastico e tutti i superlativi possibili, denota molte lacune come giocatore di squadra. che non si puo' leggere solo come nr assist a partita. ma nel come si "incastra" con le qualità degli altri giocatori..è un discorso lunghissimo e difficile..ipotesi è che non aver mai mai avuto un play importante che lo guidasse, l'essere stato il salvatore della patria a cleveland lo abbia portato a voler essere per forza il gestore dell'attacco..e nn lo è ad altissimo livello...paragone stupido: ance jordan aveva pippen, e phil jaxon lo considerava migliore nell'iniziare l'azione..e loro si che avevano trovatop qull'armonia che ancora wade e jame s non hanno trovato..o forse nn troveranno mai
o e
La "Cotica d'oro" alla "Sagra della salamella" di Lurate Caccivio, per dirne una ...
Ciò premesso mi è sembrata particolare la scelta di mettere in quintetto Pittman e poi dargli in tutto tre minuti tre di gioco: non perchè il quintetto non avesse ragion d'essere, ci mancherebbe, ma perchè invece se hai fiducia in un giocatore poi non capisco perchè la fiducia venga persa in soli tre minuti.
Poi, per carità, non ho visto la partita, magari in quei tre minuti ha fatto un disastro e James ha detto al coach "quello non voglio più vederlo in campo" e Spoelstra si è adeguato.
controlla bene l'albo d'oro xke x me c'ha anche quella sul camino del salotto...
Ca...spita, hai ragione, l'ha vinta nel '97, con menzione d'onore per la brillante partecipazione alla gara "birra, salsicce e annessi rutti"
Immarcescibile Leggenda!
ma sono l'unico che la vedrebbe bene? cioe'... male per noi...
non la faranno MAI, ma Orlando diventerebbe contender da subito (con Lebron chiunque lo sarebbe, poi ci sarebbe la questione centro da trovare da qualche parte) e Miami sarebbe di un bilanciamento incredibile e completissima...
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