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Greatest Game : La maledizione dello Spectrum

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2010-11 Preview - Atlantic Division

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#057 - #7 Nate "Tiny" Archibald

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Niente Mondiali per Rondo

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IAAC Trivia 2010
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Problema di Auerbach: Nel campionato 1979/80 i Celtics terminarono la regular season vincendo la Eastern con un invidiabile record di 61 vinte e 21 perse grazie soprattutto all' impatto "monstre" del rookie Larry Bird, ben coadiuvato dai solidi "Tiny" Archibald e Cedric Maxwell. Purtroppo il malconcio Cowens e il volenteroso ma modesto Robey nulla poterono contro i "lunghi" dei Sixers Caldwell Jones e Darryl Dawkins e le difficoltà sotto le plance, per tacere del fenomenale apporto di Julius Erving, costrinsero la truppa di Bill Fitch alla resa in Finale di Conference con un 4-1 che non ammetteva repliche.

1981.bird.b_display_imageSoluzione di Auerbach, semplice e pratica: portare a casa in un sol colpo Parish e McHale.

Fu così che, grazie a un fenomenale incrocio di trades con Detroit e Golden State Boston riuscì a schierare all'inizio di quell' anno un quintetto di tutto rispetto composto da Parish, Bird, Maxwell, Carr e Henderson. Dopo poche partite, in seguito ad un infortunio di Carr ed all' inizio non proprio fulminante dei biancoverdi la coppia di guardie titolari fu rivoluzionata con l'inserimaneto di Archibald e Chris Ford, assetto che non sarebbe più mutato fino all'epilogo.

Considerando che, come accennato in precedenza, in panchina faceva bella mostra un "lungo" ventiduenne di belle speranze di nome Kevin McHale, ecco che le speranze di rivincita parevano fondate su solide basi. In effetti fu una corsa massacrante vissuta sempre gomito a gomito con Philadelphia, 82 partite di una guerra combattuta a distanza per ottenere il miglior record ad Est.

Il calendario beffardo fissò per il 29 Marzo, ultima di campionato, lo "spareggio" tra le due corazzate, con i Celtics a 61 vittorie e i Sixers a 62. La vincente si sarebbe insediata al primo posto nel seeding in virtù del miglior bilancio negli scontri diretti, il che non avrebbe rappresentato solo una mera questione di prestigio: si trattava, nell'ordine di a) Evitare il turno preliminare, b) Non incontrare in semifinale di Conference i rognosissimi Bucks (60 affermazioni in stagione) e, non ultimo, c) avere il vantaggio del campo nella probabile eventualità che ci si ritrovasse ancora faccia a faccia, vantaggio non da poco visto che lo Spectrum nelle ultime 9 occasioni era stato inespugnabile per Bird e soci.

 
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Parte con il primo quiz il Trivia 2010 proposto da IAAC, per misurare la propia cultura biancoverde. Prima di iniziare il quiz leggere attentamente il Tutorial. Il quiz rimarrà online fino alla mezzanotte di domenica 5 settembre, poi nella giornata di martedì 7 saranno pubblicati i risultati e le risposte corrette. Per Ogni info tecnica contattare Leonardo Ancilli attraverso il sistema di messaggistica del sito, mettendo nel primo rigo la scritta INFO QUIZ.

Si pregano i lettori di non postare commenti per dare indicazioni su domande e risposte. Si ricorda che il quiz può essere effettuato solo una volta, che se verrà interrotto saranno assegnati zero punti, e che al termine del quiz stesso NON saranno visualizzate le risposte.

Per partecipare al quiz è necessaria la registrazione, gli utenti che si saranno registrati dopo la pubblicazione del quiz, per poter partecipare dovranno richiedere l'abilitazione contattando Leonardo Ancilli attraverso il sistema di messaggistica del sito. Per iniziare il qui cliccare sul'apposita voce, nel Box IAAC Trivia 2010, situato in basso nella colonna di sinistra.

IMPORTANTE : HO MODIFICATO IL QUIZ AFFINCHE' SI VEDANO TUTTE LE 20 DOMANDE IN UNA UNICA SCHERMATA. GLI UTENTI CHE ERRONEAMENTE AVEVANO RISPOSTO SOLO ALLA PRIMA SCHERMATA DI DOMANDE SONO STATI RESETTATI E POSSONO NUOVAMENTE ESEGUIRE IL QUIZ. PER INFO TECNICHE CONTATTATE LEONARDO ANCILLI CON IL SISTEMA DI MESSAGGISTICA DEL SITO.

Buon divertimento.

 
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A meno di 2 mesi dall'inizio della stagione regolare proviamo ad analizzare come si presentano ai nastri di partenza le varie franchigie. Partiamo oggi con l'Atlantic Division composta, in rigoroso ordine alfabetico, da Boston Celtics, New Jersey Nets, New York Knicks, Philadelphia 76ers e Toronto Raptors. Division che anche quest'anno dovrebbe vedere il dominio dei Celtics, confermati i Big Three Boston sembra non aver antagonisti per il primato. Piu' indietro gli altri team, tutti usciti abbastanza rivoluzionati dal mercato estivo, ad eccezione dei 76ers che puntano sui loro giovani. Sembrano al momento non godere di molta fiducia nelle previsioni della vigilia i Toronto Raptors di Andrea Bargnani.

 
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Nate "Tiny" Archibald rappresenta una sorta di eccezione in questa lunga carrellata di biografie eccellenti: non si tratta infatti di un Celtic "a vita" o quasi come furono Russell, Sam Jones, Havlicek, Jo Jo White, Cowens e gli altri campioni dei quali abbiamo descritto le gesta sinora.

20100316-40-2Dei quattordici, onorati anni di carriera tra i parquet americani ne ha passati solo 5 calcando quello incrociato del Garden, ma è indubbio che abbia costituito l'ossatura di quella squadra "di transizione" tra i gloriosi anni 70 e gli ancor più gloriosi '80 contribuendo assieme a Maxwell e a un giovanissimo Bird alla conquista di un titolo NBA e spianando la strada alla terza dinastia biancoverde che sarebbe esplosa immediatamente dopo la sua partenza dalla Beantown.

Nathaniel Archibald nasce a New York il 2 Settembre del 1948, più precisamente nel South Bronx, non proprio un quartiere popolato da nobiluomini e gentildonne. Frequenta la DeWitt High School e, ovviamente, la locale squadra di basket. Il suo profitto scolastico è "altalenante", per usare un eufemismo; in realtà la voglia di studiare è quella che è e le assenze sono all'ordine del giorno. Difficile biasimarloo: primogenito di sette rampolli, a 14 anni diventa capofamiglia perchè il padre, soprannominato "Big Tiny", decide di togliere il disturbo e di cercare fortuna altrove; "E' interessante - racconterà in un'intervista - come i tossicodipendenti siano sempre alla ricerca di giovani da coinvolgere, come se avessero bisogno di compagnia mentre affondano sempre di più. Io per fortuna avevo il basket".

Ma la palla a spicchi potrebbe non bastare: Nate è gracilino, piccoletto e nonostante il talento anche quella strada non appare propriamente in discesa, specie nel momento in cui il coach di DeWitt lo taglia durante l'anno da Sophomore. Durante il periodo passato senza giocare a basket và molto vicino ad abbandonare la scuola e a dare un calcio al proprio futuro. A toglierlo definitivamente dalle insidie della strada ci pensa uno di quesi personaggi che sembrano materializzarsi come inviati da un'entità superiore per "salvare" coloro i quali hanno una missione da compiere: Floyd Layne, ex capione NCAA al City College di Manhattan a cavallo tra gli anni '40 e '50 e che in seguito ne sarebbe diventato Head Coach, lo vede evoluire al campetto e si rende conto di quale sia il potenziale che nasconde; prende il ragazzo sotto la sua ala, lo convince a riprendere a tempo pieno gli studi e senza porre tempo in mezzo prega l'ex allenatore del ragazzo a riprenderlo a bordo per l'anno da Junior.

 
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Se è vero che l’Italia è il talismano dei Celtics, allora il rapporto Shaquille Rashaun O’Neal-Boston è nato sotto la stella giusta. Qualche settimana fa coach Rivers, in visita nel Bel Paese rimastogli nel cuore dopo la “visita lampo” del 2007, ha approfittato per convincere il centro trentottenne – anche lui in vacanza dalle nostre parti - che Boston sarebbe stata il posto giusto, per lui. “Se il tuo unico scopo è vincere, siamo la tua squadra. Ma se hai altri programmi, allora siamo la squadra sbagliata”. A “Shaq” la sincerità del “Doc” ha fatto un’ottima impressione, e complice il fatto che davanti alla porta di casa sua non c’era la coda di general manager che si sarebbe formata una decina d’anni fa, si è accontentato del minimo per un veterano, quasi 2.8 milioni per i prossimi due campionati persino meno della matricolaccia Avery Bradley che nello stesso periodo fatturerà oltre 2.9 milioni.

 

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  • A tre anni di distanza l'ex 24° scelta dei Celtics al draft 2004, torna in biancoverde. Delonte West reduca da un anno complicato a livello personale, ha firmato un non garantito per i Celtics, sfrurrando parte dell'eccezione per i veterani. La notizia era nell'aria da qualche giorno, visto che Delonte West era stato avvistato all'aereporto qualche giorno fa, e ieri all'Ospedale di Boston dove ha sostenuto degli accurati test fisici.

    Arrivato ai Celtics dopo una clamorosa stagione a St Joseph dove insieme a Jameer Nelson e all'altro ex Celtics Dwayne Jones avevano rischiato di fare una stagione regolare senza sconfitte fermandosi solo in semifinale del torneo NCAA, West aveva giocato tre buone stagioni in maglia biancoverde, ma poi era stato sacrificato sul mercato per arrivare a Ray Allen. A Seattle rimase pochi mesi, senza ingranare mai, ma una voltra trasferito a Cleveland aveva prodotto un stagione e mezzo di buon basket.  Più complicata invece la scorsa stagione, in cui Delonte ha avuto problemi depressivi.

    10 punti, 3.7 assists, e 3.1 rimbalzi le sue cifre in sei anni di carriera NBA.Delonte West sarà assente per le prime 10 gare, per la nota squalifica per detensione illegale di armi. Il suo ritorno a Boston sembra sia stato fortemente caldeggiato da Paul Pierce e Rajon Rondo che erano rimasti in ottimi rapporti con l'ex (non più) compagno di squadra.

     

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